"La carità è un’attività che sa di eterno e di divino."
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Oggi la Chiesa propone un tema scottante, che riempie le dichiarazioni dei politici di tutte le parti del mondo, spesso con toni volgari, carichi di razzismo e di odio: l'accoglienza ai migranti.

Ma chi sono questi migranti?

Sono uomini e donne. Sono bambini. Sono esseri umani in fuga dalla povertà, dalle calamità naturali, dalla guerra, dalle persecuzioni politiche e religiose. Cercano una vita migliore, cercano la libertà, un lavoro, una casa. Spesso sui quotidiani e nelle trasmissioni televisive sono solo numeri, percentuali astratte o notizie di cronaca nera che favoriscono l'audience del macabro.

Per Don Orione, e per chi lavora oggi nel suo nome, sono semplicemente uomini e donne che portano un dolore: non importa come si chiamano, di che colore hanno la pello, se sono giovani o vecchi, se vengono dall'Africa o dall'Asia, se sono cristiani o no. La porta è sempre aperta: "a chi entra non domanda se abbia un nome, una religione, ma soltanto se abbia un dolore, perché la nostra carità non serra porte" scriveva Don Orione.

Ecco allora i nomi, le storie, i volti di questi uomini, donne e bambini che vivono nelle opere orionine: non sono numeri, ma volti segnati dal dolore che hanno ritrovato la speranza, la fiducia e la dignità. Sono famiglie che hanno una nuova casa, sono giovani che imparano un mestiere, sono bimbi che nascono. Sono operatori che cercano ostinatamente di trovare risposte, sono volontari che donano il loro tempo ed il loro affetto.

Per leggere le loro storie clicca QUI

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La lituirgia di oggi propone il passo del Vangelo di Giovanni che narra la chiamata dei primi discepoli.

Il Battista con alcuni suoi discepoli, vedendo arrivare Gesù, ripete quanto aveva già annunciato: ecco l'Agnello di Dio.

La scena è suggestiva, i dialoghi sono brevi e vivaci. Gesù domande "Che cercate?", i discepoli chiedono al Maestro "Dove abiti?", lui risponde "Venite e vedrete" In questo incontro, sono i discepoli ad aver preso l'iniziativa: andarono, videro, si fermarono.

Un particolare prezioso arricchisce questo brano: Giovanni scrive che erano circa le quattro del pomeriggio. L'ora dell'incontro con Gesù non si può dimenticare, la gioia di averlo incontrato è incontenibile e Andrea deve correre dal fratello Simone e renderlo partecipe della sua gioia.

Anche a noi oggi Gesù chiede cosa cerchiamo nella nostra vita, ma soprattutto chi da senso alla nostra esistenza.

Possiamo cercare di rispondere con  tesi filosofiche articolate, possimao fare ragionamenti complessi: la chiave della risposta è nella domanda dei discepoli, cerchiamo dove abita il Signore per stare un po' con lui.

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Domenica, 07 Gennaio 2018

Battesimo di Gesù

Celebriamo oggi la festa del Battesimo del Signore, che segna l’inizio della vita pubblica di Gesù, della sua missione di annuncio del Regno.

Ultima delle feste natalizie, la festa del Battesimo del Signore ci porta ogni anno in un ambiente radicalmente diverso da quello del presepio e ci obbliga in tal modo a vivere uno “stacco” tanto evidente quanto salutare.

Ci guida in quttsa riflessione don Achille Morabito, sacerdote orionino e biblista, che invita tutti al ricordo del proprio Battesimo: riconoscere Gesù come Figlio amato dal Padre e come servo che offre la vita per la salvezza del mondo.

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Domenica, 31 Dicembre 2017

Grazie per un altro anno

Oggi, nella Basilica di San Pietro, Papa Francesco celebrerà i Primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, cui faranno seguito l’esposizione del Santissimo Sacramento, il tradizionale canto dell’inno «Te Deum», a conclusione dell’anno civile, e la Benedizione Eucaristica.

Il canto del Te Deum esprime il ringraziamento per l'anno trascorso: la fine di un anno non è solo occasione di festa, ma può anche essere un momento di particolare intensità, nel quale ogni credente sente il desiderio e la necessità di fare memoria davanti a Dio dell’anno trascorso, per tradurre l’esperienza vissuta in preghiera di lode e di invocazione.

Ecco il testo in italiano del Te Deum.

Noi ti lodiamo, Dio
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre,
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo
il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode;
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio,
e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria,
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre
per la salvezza dell'uomo.
Vincitore della morte,
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre.
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore,
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria
nell'assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore,
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo,
lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore,
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia:
in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore,
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza,
non saremo confusi in eterno.

 

Per gli appassionati di musica sacra, di seguito il video con la Missa Te Deum Laudamus di Lorenzo Perosi, concittadino e amico di San Luigi Orione.

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Domenica, 31 Dicembre 2017

Festa della Santa Famiglia

Oggi la Liturgia ci invita a contemplare la santa famiglia di Nazareth.

Il Vangelo racconta l'episodio della presentazione al Tempio, come era prescitto dal libro del Levitico.

Due personaggi, accanto a Maria e Giuseppe, illuminano la scena: Simeone e la profetessa Anna, perché riconosce in quel bambino Dio.

Cosa ci dice oggi questa pagina del Vangelo?

Anche noi siamo chiamati, come fecero Maria e Giuseppe, ad offrire Gesù a chi ci sta accanto, in particolare a quelle famiglie che vivono situazioni delicate, difficili, fragili.

Come Simeone, anche noi siamo chiamati a riconoscere la presenza di Gesù nei bambini di oggi, affamati, indifesi, maltrattati, abusati.

 

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Nella Vigilia di Natale, celebriamo la quarta domenica del tempo di Avvento.

La Liturgia ci propone un brano del Vangelo che ha ispirato e commosso molti celebri artisti: l'annunciazione.

L'arcangelo Gabriele saluta Maria invitandola a gioire per la salvezza che Dio sta per compiere in lei. La chiama inoltre "piena di grazia", come siamo abituati a recitare nelle preghiere: ma questo termine ha una ricchezza di significati molto più articolata, come potete sentire nella spiegazione di di Don Achille Morabito.

In questa domenica, il sì di Maria ci ricorda la gratuità e la fedeltà dell'amore di Dio per noi: il dono ricevuto si fa dono per tutti. Anche noi siamo chiamati a gioire come ha fatto Maria, anche noi siamo chiamati ad un cammino di generosità e di gioia, anche noi siamo chiamati a dire ogni giorno il nostro "eccomi!".

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Domenica, 17 Dicembre 2017

La domenica della Gioia

La terza domenica di Avvento è dominata dalla figura di Giovanni Battista.

Uno dei temi che emergono dal Vangelo è quello della testimonianza, tema caro all'evangelista Giovanni, che vede protagonista un uomo mandato da Dio chiamato Giovanni Battista.

Rendere testimonianza alla luce: questo è il cammino verso il Natale, verso Gesù luce del mondo.

Il cristiano in questo cammino si pone delle domande: come rendo testimonianza alla luce? Il mio stile di vita è avvolto dalle tenebre o mi lascio illuminare dalla Parola? Queste domande non generano sconforto, perché il cristiano sa che la Luce vince sulle tenebre.

Che la nostra vita sia avvolta dalla luce, che indichi al mondo questa Luce che viene, come ha fatto Giovanni Battista.

 

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Oramai come da tradizione, per il terzo anno consecutivo, il coro coreano della "Milano Grace Church" ha regalato agli ospiti, ai volontari e familiari del Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno un pomeriggio all'insegna della musica lirica.

Gioiosi canti di Natale hanno trasformato l'ambiente, creando un magnifico clima natalizio. E poi il tutto è stato reso ancora più speciale dall'accensione dell'albero di natale.

Questi appuntamenti scaldano il cuore e, appena terminati, fanno già dire "Arrivederci al prossimo anno!”

Per un piccolo assaggio dell'esibizione del coro e della festa, non perdetevi il video di seguito!

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Domenica, 10 Dicembre 2017

Gesù è il Messia!

Dopo il discorso escatologico, la liturgia ci propone i primi versetti del Vangelo di Marco, che ci fanno subito capire chi è Gesù per l'evangelista. Il gioioso annuncio di Marco, il vangelo appunto, è l'annuncio di qualcosa di sconcertante e sorprendente: Gesù, quel Gesù che ha condotto una vita umile, che ha scelto il servizio e la croce, è il Messia, il Figlio di Dio.

Con questa professione di fede si apre il Vangelo di Marco, con la professione di fede del Centurione romano si chiuderà: il racconto di Marco è incentrato sulla rivelazione attraverso la Croce del Figlio di Dio.

La buona notizia è Gesù, ma è buona, credibile nella misura in cui diventa vita.

Anche noi, come Giovanni Battista, siamo chiamati a essere messaggeri con la nostra vita di questa buona notizia, seminando Cristo nella società, come diceva Don Orione.

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Siamo giunti alla vigilia della solennità dell’Immacolata ed esplode di gioia il canto del Magnificat.  “Questo cantico di lode, commenta don Cesare Concas, interpretatelo come volete, sia che Maria lo abbia fatto sgorgare interamente dal suo cuore, sia, come vogliono alcuni studiosi, un insieme di espressioni già presenti nella Bibbia, ma in quel momento Maria le ha fatte sue per innalzare al suo Signore questo inno di grazie. Maria non ha mai sbattuto la porta in faccia a Dio, non lo ha rinnegato, non gli ha chiuso il cuore, non gli ha posto mille domande. Ha continuato a dire:” Eccomi, sempre, fino al giorno in cui fu assunta in Cielo accanto al suo Figlio. Ed oggi dice a me e a ciascuno di voi:” Fidati di Dio, non resterai deluso”.

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Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018