"Sapete cosa significa essere fissati in una cosa? Noi dobbiamo essere fissati unicamente per l’amore e la gloria di Dio e della Vergine."
Don Orione

Cerca nel sito DOI

VII Convegno Apostolico

convegno apostolico 6

#seguilastella

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Mercoledì, 23 Dicembre 2015

Gli auguri di Natale della Cei al Papa

Pubblichiamo la lettera di auguri per Natale a Papa Francesco, a firma del cardinale Angelo Bagnasco e dal vescovo Nunzio Galantino, rispettivamente presidente e segretario generale della Cei, la Conferenza Episcopale
italiana.

“Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia”.
(Lc 2,10-12)

Santità,
è motivo di grande gioia, nell’occorrenza del Santo Natale, condividerLe l’augurio più sincero delle Chiese che sono in Italia. Come scrive l’Evangelista, la venuta del Signore Gesù non è soltanto gioia, ma anche luce che guida e mostra il cammino da percorrere.
Per Sua iniziativa, nella festa di quest’anno la gioia e la luce promanano esplicitamente dal Vangelo della misericordia. Le Porte Sante che, in comunione con quelle di Bangui e di Roma, abbiamo aperto in tutte le nostre diocesi, ci portano a contemplare il mistero del Verbo incarnato e, in lui, il mistero di Dio, “Padre della misericordia e Dio di ogni consolazione” (2Cor 1,3).


Siamo consapevoli che da questa contemplazione passa la nostra salvezza, la riconciliazione e la pace; e, insieme, la missione a essere a nostra volta segno e strumento di misericordia, convinti che questa sia la via maestra della Chiesa.


In questa prospettiva Le rinnoviamo, con il nostro affetto filiale, la disponibilità ad aprire il nostro cuore a ogni uomo, a partire da quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali. Come i pastori di Betlemme, intendiamo percorrere i sentieri del nostro tempo per portare a ciascuno il lieto annuncio della compagnia di Dio nella storia: servirà a curare le ferite con l’olio della consolazione e il vino della speranza, nonché a costruire comunità di fede capaci di prossimità solidale.


È questo l’impegno che assumiamo nell’augurarLe giorni di gioia nella luce del Natale.

Condividi su:

Ieri, 15 dicembre, è stato consegnato il messaggio che Papa Francesco ha scritto per la 49° giornata mondiale della Pace che verrà celebrata il primo gennaio 2016.

Il tema del messaggio è "Vinci l’indifferenza e conquista la pace". Papa Francesco si concentra da un lato su quella che viene definita la “globalizzazione dell’indifferenza”, esplicitata attraverso la descrizione di alcune forme di indifferenza che caratterizzano il nostro tempo. Innanzitutto l’indifferenza verso Dio “dalla quale scaturisce anche l’indifferenza verso il prossimo e verso il creato.”
Ma non è solo l’indifferenza che sta al centro del Messaggio quanto “la speranza nella capacità dell’uomo, con la grazia di Dio, di superare il male e non abbandonarsi alla rassegnazione e all’indifferenza”, contribuendo così alla pace con Dio, con il prossimo e con il creato.
Nel messaggio vengono messe in luce iniziative di quelle realtà, dentro e fuori la Chiesa, che ribellandosi alla «globalizzazione dell’indifferenza», e testimoniando una «misericordia corporale e spirituale», presiedono - come ha scritto don Luigi Ciotti, nella sua testimonianza - le periferie geografiche e esistenziali dove le persone più indifese - migranti, carcerati, donne, malati, disoccupati - non soffrono solo di bisogni trascurati, ma di diritti negati, vite non riconosciute nella loro dignità.

Si può dividere in otto punti: la pace è un dono di Dio, custodire le ragioni della speranza, forme di indifferenza, la pace minacciata dall’indifferenza globalizzata, dall’indifferenza alla misericordia: la conversione del cuore, promuovere una cultura di solidarietà e misericordia per vincere l’indifferenza, la pace: frutto di una cultura di solidarietà, misericordia e compassione, la pace nel segno del Giubileo della Misericordia.

Clicca QUI per leggere il messaggio completo

Condividi su:

Martedì, 15 Dicembre 2015

Il Giubileo è iniziato

Dopo Bangui il 29 novembre e dopo San Pietro martedì scorso, 8 dicembre, domenica 13 dicembre papa Francesco ha aperto la Porta Santa anche nella basilica di San Giovanni in Laterano, la cattedrale di Roma, "madre di tutte le chiese". "È questa la porta del Signore. Apritemi le porte della giustizia. Per la tua grande misericordia entrerò nella tua casa, Signore", ha ripetuto il Papa nel suggestivo rito davanti a circa duemila persone, prima di spingere la porta e varcare la soglia, inaugurando così anche in Laterano l'Anno Santo straordinario della misericordia.

E domenica era il giorno in cui le porte sante del Giubileo si sono aperte in ogni diocesi, in tutta Italia e ai quattro angoli del mondo, fino alle periferie più disagiate. A Roma il cardinale arciprete James Harvey ha aperto quella della basilica di San Paolo fuori le Mura, mentre per l'altra basilica, Santa Maria Maggiore, sarà di nuovo il Papa a farlo il primo gennaio prossimo.

"Abbiamo aperto la Porta Santa, qui e in tutte le cattedrali del mondo - ha affermato Francesco nell'omelia -. Anche questo semplice segno è un invito alla gioia, Inizia il tempo del grande perdono. È il Giubileo della Misericordia. È il momento per riscoprire la presenza di Dio e la sua tenerezza di padre".

Significativamente, secondo il Papa "Dio non ama le rigidità. Lui è padre, è tenero. Tutto fa con tenerezza di padre". Bergoglio ha sottolineato che "a noi viene chiesto un impegno radicale. Davanti alla Porta Santa che siamo chiamati a varcare, ci viene chiesto di essere strumenti di misericordia, consapevoli che saremo giudicati su questo". "Chi è stato battezzato", infatti, "sa di avere un impegno più grande": la fede in Cristo "provoca ad un cammino che dura tutta la vita", quello "di essere misericordiosi come il Padre". "La gioia di attraversare la Porta della Misericordia - ha aggiunto il Pontefice - si accompagna all'impegno di accogliere e testimoniare un amore che va oltre la giustizia, un amore che non conosce confini. È di questo infinito amore che siamo responsabili, nonostante le nostre contraddizioni".

All'Angelus in Piazza San Pietro, poi, il Papa ha ribadito che "in tutte le cattedrali del mondo vengono aperte le Porte Sante, perché il Giubileo della Misericordia possa essere vissuto pienamente nelle Chiese particolari". "Auspico - ha proseguito - che questo momento forte stimoli tanti a farsi strumento della tenerezza di Dio". Inoltre, come espressione delle opere di misericordia, "vengono aperte anche le Porte della Misericordia nei luoghi di disagio e di emarginazione".

A tale proposito, ha salutato "i detenuti delle carceri di tutto il mondo", e specialmente "quelli del carcere di Padova, che oggi sono uniti a noi spiritualmente in questo momento per pregare, e li ringrazio per il dono del concerto" in suo onore.

Importante, poi, il saluto rivolto ai membri del Movimento dei Focolari e ai loro ospiti di alcune Comunità islamiche italiane in un convegno a Roma per un patto di prossimità e di collaborazione. "Andate avanti! -. ha esortato il Papa - Andate avanti con coraggio nel vostro percorso di dialogo e di fraternità, perché tutti siamo figli di Dio!".

Bergoglio non ha mancato di accogliere positivamente lo "storico" accordo sul clima a Parigi, richiamando però al "corale impegno" e alla "generosa dedizione" per attuarlo: ha quindi auspicato "che venga garantita una particolare attenzione alle popolazioni più vulnerabili" e ha esortato la comunità internazionale "a proseguire con sollecitudine il cammino intrapreso", nel segno di una "solidarietà sempre più fattiva".

E sempre all'Angelus, in cui ha invitato alla "conversione" nel segno "della giustizia, della solidarietà, della sobrietà", Francesco ha ricordato l'invito di Giovanni Battista che "agli esattori delle tasse dice di non esigere nulla di più della somma dovuta". "Cosa vuol dire questo? - ha quindi aggiunto a braccio - Non fare 'tangenti', è chiaro il Battista".

Condividi su:

Sabato, 12 Dicembre 2015

III Domenica di Avvento

«Rallegratevi sempre nel Signore… il Signore è vicino». Il rettore del Santuario di Tortona, don Renzo Vanoi, ci offre un commento a questa Terza Domenica di Avvento o detta anche Domenica della gioia. Gioia: per la venuta del Signore, per l’imminente incontro con Lui nel suo Natale. Gioia per ogni cuore che attende di sperimentare il grande amore con il quale Dio ci ama, che vuole educare i nostri cuori allo stupore ed alla meraviglia della novità di Dio. Ma questa gioia non dev’essere confusa con la tranquillità, con l’incoscienza o con l’indifferenza. E’ una gioia che nasce dalla certezza che il Signore è in mezzo a noi, che ci ama e che il suo sogno si realizzerà. E’ una gioia che è il frutto della giustizia, della fraternità, del perdono

Condividi su:

"E' la mia prima ordinazione diaconale", ha esordito Mons. Angelo de Donatis "perché anch'io sono stato consacrato vescovo da poche settimane. Sono trepidante ma pieno di gioia".
"Sono tre bravi figlioli", ha detto il superiore generale Don Flavio Peloso chiedendo al Vescovo l'ordinazione dei tre giovani. "Vengono tra tre Paesi diversi e distanti tra loro. Sono venuti a Roma per completare la loro formazione presso i luoghi degli apostoli Pietro e Paolo e del Papa, e presso i luoghi di Don Orione. Dalle informazioni assunte dai loro formatori e dalla gente che li ha conosciuti nel loro Paese e qui in Italia, attesto che ne sono degni".

Così, durante la celebrazione della Messa nella Parrocchia di Ognissanti, ieri 6 dicembre 2015, Heritiana Rasoamiaramanana (Madagascar), Raju Sovraj (India) e Polycarpe Tapsoba (Burkina Faso) sono stati ordinati Diaconi. Erano presenti oltre 50 sacerdoti, tra i quali anche molti amici provenienti dalle nazioni di appartenenza dei tre diaconi.

Condividi su:

Domenica, 29 Novembre 2015

A Bangui Francesco apre la porta Santa

È iniziato il Giubileo straordinario della Misericordia. È cominciato con oltre una settimana d'anticipo rispetto all'apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro. Poco fa Papa Francesco ha aperto la porta in legno e vetro della cattedrale di Bangui, in Centrafrica. Prima di spalancarla, ha spiegato parlando a braccio il significato di questo suo gesto.

«Oggi Bangui diviene la capitale spirituale del mondo - ha detto il Pontefice - L'Anno Santo della Misericordia arriva in anticipo a questa terra, una terra che soffre da diversi anni la guerra, l'odio , l'incomprensione, la mancanza di pace».

«In questa terra sofferente - ha continuato - ci sono tutti i Paesi del mondo che sono passati per la croce della guerra. Bangui diviene la capitale spirituale della preghiera per la misericordia del Padre. Tutti noi chiediamo pace, misericordia, riconciliazione, perdono, amore. Per Bangui, per tutta la Repubblica Centrafricana e per tutti i Paesi che soffrono la guerra, chiediamo la pace!».

Poi Francesco, come ha già fatto più volte durante questo viaggio in Africa, ha chiesto a tutti i fedeli di ripetere con lui questa preghiera: «Tutti insieme chiediamo amore e pace!». E l'ha pronunciata nella lingua locale: «Ndoye siriri, amore e pace!».

«E adesso - ha ripreso - con questa preghiera incominciamo l'Anno Santo qui, in questa capitale spirituale del mondo oggi». Quindi si è girato verso la porta centrale della cattedrale, e l'ha aperta, rimanendo per un istante con le braccia aperte, mentre i fedeli all'interno applaudivano e s'inginocchiavano.

Nell'omelia della messa che apre l'Avvento nel rito romano, Francesco ha detto: «Attraverso di voi, vorrei salutare anche tutti i Centrafricani, i malati, le persone anziane, i feriti dalla vita. Alcuni di loro sono forse disperati e non hanno più nemmeno la forza di agire, e aspettano solo un’elemosina, l’elemosina del pane, l’elemosina della giustizia, l’elemosina di un gesto di attenzione e di bontà. Chiediamo la grazia, l'elemosina della pace!».

Il Papa ha detto che ci si deve liberare, grazie a Gesù, «dalle concezioni della famiglia e del sangue che dividono, per costruire una Chiesa-Famiglia di Dio, aperta a tutti, che si prende cura di coloro che hanno più bisogno. Ciò suppone la prossimità ai nostri fratelli e sorelle, ciò implica uno spirito di comunione. Non è prima di tutto una questione di mezzi finanziari; basta in realtà condividere la vita del popolo di Dio».

Francesco ha ricordato che una delle esigenze essenziali della vocazione cristiana «è l’amore per i nemici, che premunisce contro la tentazione della vendetta e contro la spirale delle rappresaglie senza fine. Gesù ha tenuto ad insistere su questo aspetto particolare della testimonianza cristiana. Gli operatori di evangelizzazione devono dunque essere prima di tutto artigiani del perdono, specialisti della riconciliazione, esperti della misericordia».

«Dovunque - ha continuato il Pontefice - anche e soprattutto là dove regnano la violenza, l’odio, l’ingiustizia e la persecuzione, i cristiani sono chiamati a dare testimonianza di questo Dio che è amore». E la «testimonianza dei pagani sui cristiani della Chiesa primitiva deve rimanere presente al nostro orizzonte come un faro: "Vedete come si amano, si amano veramente"».

«Dio è più forte di tutto - ha detto ancora Papa Bergoglio - Questa convinzione dà al credente serenità, coraggio e la forza di perseverare nel bene di fronte alle peggiori avversità. Anche quando le forze del male si scatenano, i cristiani devono rispondere all’appello, a testa alta, pronti a resistere in questa battaglia in cui Dio avrà l’ultima parola. E questa parola sarà d’amore!».

Francesco ha così concluso: «A tutti quelli che usano ingiustamente le armi di questo mondo, io lancio un appello: deponete questi strumenti di morte; armatevi piuttosto della giustizia, dell’amore e della misericordia, autentiche garanzie di pace». Gli ultimi passaggi dell'omelia sono stati sottolineati da molti applausi da parte dei fedeli.

Condividi su:

Un clima di vera comunione ha caratterizzato questa settimana iniziata domenica scorsa nel Santuario di Tortona davanti alla tomba del venerabile don Sterpi. A queste giornate hanno partecipato il vicario generale don Achille Morabito e l’economo don Fulvio Ferrari. Tra gli invitati alcuni chierici della Provincia, rappresentati delle PSMC, MLO, Ex-Allievi e Responsabili di Struttura.

Eletti al capitolo: Don Ondei, Don Giarolo, Don Groppello, Don Carollo, Don Verrilli, Don D'Acunto, Don Lembo, Don Macchi; sostituti: Don Brolese, Don Bonfitto, Don Bruno

“Ecce quam bonum et quam iucundum habitare fratres in unum”. È proprio il primo versetto del salmo 133 che si è potuto respirare e vivere in questi giorni come ha voluto sottolineare nel saluto finale don Achille Morabito.
Giorni di lavoro intenso scanditi da momenti oranti comunitari e personali che hanno neutralizzato le interferenze derivanti dalla frenesia della vita materiale. Ci si è dunque potuti aprire all’ascolto ed alla condivisione durante i lavori di gruppo e nelle tematiche assembleari dove si sono approfondite le decisioni da presentare al prossimo 14° Capitolo generale.
Dopo il canto del “Veni creator Spiritus” nella sala del 1° capitolo generale, il Direttore provinciale ha esposto nella sua relazione la situazione morale ed economica della provincia mettendo in risalto il “rilancio vocazionale”, ripreso successivamente nelle tematiche specifiche di Provincia.
Il secondo giorno è stato dedicato all’approfondimento dei sette aspetti sul religioso proposti dai Superiori, ossia il religioso nella sua umanità, nel suo rapporto con Dio, nella vita comunitaria e nella missione apostolica, elaborando tre linee di azione per il Capitolo generale.
Nei giorni successivi sono stati affrontati alcuni temi di Provincia: il profilo carismatico di un opera, l’identità e le funzioni del responsabile di struttura, la pastorale degli ultimi, il movimento laicale orionino, la pastorale giovanile in particolare l’oratorio ed alcuni temi di economia.
L’ultimo giorno si è passati alla votazione dei delegati al Capitolo generale oltre al Direttore provinciale che parteciperà di diritto. Sono risultati eletti: don Ondei, don Giarolo, don Groppello, don Carollo, don Verrilli, don D’Acunto, don Lembo e don Macchi.
“Lode alla Santissima Trinità per questi giorni – ha concluso don Aurelio nel suo video saluto (a fondo pagina)- perché, tornando nelle proprie comunità si possa emanare questo Spirito di unità che ha regnato in questo Capitolo. Davvero lo Spirito Santo possa sempre illuminare le nostre menti e scaldare i nostri cuori, per essere come ci ha detto il fondatore: servi di Cristo e servi dei poveri”.

Condividi su:

Sei giorni consecutivi di diretta e approfondimenti per raccontare, momento per momento, il viaggio di Papa Francesco in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana. Dal 25 al 30 novembre 2015, Tv2000 (canale 28 del digitale, 18 di TivuSat, 140 di Sky, in streaming su www.tv2000.it) trasmette tutti gli eventi e gli incontri del viaggio apostolico del Pontefice in Africa che, alla luce dei recenti attacchi terroristici, assume un ulteriore significato.

L’emittente televisiva della Cei segue ogni appuntamento di Francesco: in Kenya con la cerimonia di benvenuto nell’Aeroporto Internazionale “Jomo Kenyatta”, l’incontro interreligioso ed ecumenico nella Nunziatura apostolica di Nairobi, l’incontro con le autorità del Kenya ma anche la visita ai giovani, al clero e al quartiere povero di Kangemi.

In Uganda con la visita alle autorità e il corpo diplomatico, la visita ai santuari anglicano e cattolico dei martiri di Namugongo, la messa per i martiri dell’Uganda, la visita alla Casa di carità di Nalukolongo.

E infine nella Repubblica Centrafricana con la visita al campo profughi di Bangui, l’incontro con le comunità evangeliche nella sede della Facoltà di teologia evangelica, la veglia di preghiera davanti alla Cattedrale di Bangui, l’incontro con la comunità musulmana nella Moschea centrale di Koudoukou a Bangui e l'apertura della Porta Santa che anticiperà l'inizio del Giubileo.

Tre gli inviati nel continente africano (Cristiana Caricato, Paolo Fucili e Maurizio Di Schino) mentre a Roma negli studi di Tv2000, a cura del ‘Diario di Papa Francesco’ condotto da Nicola Ferrante e Gennaro Ferrara, dalla mattina fino alla sera interviste e commenti faranno da cornice a tutti gli eventi. Inoltre ogni giorno, alle 21.00, verrà trasmesso un ‘instant film’ per riproporre le immagini, i discorsi e gli incontri più belli di Francesco.  

Le dirette di Tv2000 giorno per giorno:

MERCOLEDÌ 25 NOVEMBRE 2015

Studio a cura del ‘Diario di Papa Francesco dalle 14.50 alle 18       

15:00   

Arrivo all’Aeroporto Internazionale “Jomo Kenyatta” di Nairobi
CERIMONIA DI BENVENUTO nella State House   

16:00   

VISITA DI CORTESIA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA nella State House a Nairobi   

16:30   

INCONTRO con le AUTORITA’ del KENYA e con il CORPO DIPLOMATICO (Discorso del San Padre)

GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE 2015

Studio dalle 6 alle 10.25 e dalle 13.20 alle 17 - Speciale viaggio: dalle 17 alle 17.58   

06:15   

INCONTRO INTERRELIGIOSO ed ECUMENICO nel Salone della Nunziatura Apostolica a Nairobi (Discorso del Santo Padre)   

08:00   

SANTA MESSA nel Campus dell’Università di Nairobi (Omelia del Santo Padre)   

13:45   

INCONTRO con il CLERO, i RELIGIOSI, le RELIGIOSE ed i SEMINARISTI nel campo sportivo della St Mary’s School (Discorso del Santo Padre)   

15:30   

VISITA ALL’U.N.O.N. (Discorso del Santo Padre) 

VENERDÌ 27 NOVEMBRE 2015

Studio dalle 6.15 alle 10.00 e dalle 14.30 alle 18.00

06:30   

VISITA al quartiere povero di KANGEMI a Nairobi (Discorso del Santo Padre)

08:00   

INCONTRO CON I GIOVANI nello Stadio Kasarani (Discorso del Santo Padre)

13:10 

CERIMONIA DI CONGEDO all’Aeroporto Internazionale “Jomo Kenyatta” di Nairobi   

14:50   

Arrivo all’Aeroporto Internazionale di Entebbe in Uganda
CERIMONIA DI BENVENUTO   

15:30   

VISITA DI CORTESIA AL PRESIDENTE nella State House ad Entebbe   

16:00   

INCONTRO con AUTORITA’ e CORPO DIPLOMATICO nella Sala delle Conferenze della State House (Discorso del Santo Padre)

17:15   

VISITA a MUNYONYO e SALUTO AI CATECHISTI E INSEGNANTI (Saluto del Santo Padre)

SABATO 28 NOVEMBRE 2015

Studio dalle 6.15 alle 10 e dalle 13 alle 18

06:30   

VISITA al SANTUARIO ANGLICANO DEI MARTIRI di Namugongo   

07:00   

VISITA al SANTUARIO CATTOLICO DEI MARTIRI di Namugongo   

07:30   

SANTA MESSA per i Martiri dell’Uganda nell’area del Santuario Cattolico (Omelia del Santo Padre)

13:15   

INCONTRO CON I GIOVANI a Kololo Air Strip a Kampala (Discorso del Santo Padre)

15:00   

VISITA ALLA CASA DI CARITA’ DI NALUKOLONGO (Saluto del Santo Padre)

17:00   

INCONTRO con SACERDOTI, RELIGIOSI, RELIGIOSE e SEMINARISTI nella Cattedrale (Discorso del Santo Padre)

DOMENICA 29 NOVEMBRE 2015

Studio dalle 11 alle 13 e dalle 15.20 alle 20

07:00   

CERIMONIA DI CONGEDO all’Aeroporto di Entebbe   

07:15   

Partenza aereo da Entebbe per Bangui Repubblica Centrafrica   

12:00   

VISITA AL CAMPO PROFUGHI   

17:00   

SANTA MESSA con Sacerdoti, Religiosi, Religiose, Catechisti e giovani nella Cattedrale di Bangui (Omelia del Santo Padre)

19:00   

CONFESSIONE DI ALCUNI GIOVANI e avvio della VEGLIA DI PREGHIERA sulla spianata davanti alla Cattedrale (Discorso del Santo Padre)       

LUNEDÌ 30 NOVEMBRE 2015

Studio dalle 8 alle 12 – Diario di Papa Francesco dalle 17.30 alle 18 – Speciale conferenza stampa in studio dalle 21 alle 22.30

09:00   

SANTA MESSA nello Stadio del Complesso sportivo Barthélémy Boganda (Omelia del Santo Padre)

Condividi su:

"È una bestemmia utilizzare nome Dio" per ricorrere alla via della violenza. Lo ha detto Papa Francesco al termine dell'Angelus domenicale in piazza San Pietro. "Cari fratelli e sorelle, - ha detto il Papa - desidero esprimere il mio dolore per gli attacchi terroristici che nella tarda serata di venerdì hanno insanguinato la Francia, causando numerose vittime. Al Presidente della Repubblica francese e a tutti i cittadini porgo l`espressione del mio fraterno cordoglio. Sono vicino in particolare ai familiari di quanti hanno perso la vita e ai feriti".
Rivolgendosi ai tanti fedeli che hanno voluto gremire la piazza tra rafforzate misure di sicurezza, il Pontefice ha poi aggiunto: "Tanta barbarie ci lascia sgomenti e ci si chiede come possa il cuore dell`uomo ideare e realizzare eventi così orribili, che hanno sconvolto non solo la Francia ma il mondo intero". "Dinanzi a tali atti non si può non condannare l`inqualificabile affronto alla dignità della persona umana", ha, quindi, proseguito papa Francesco che ha voluto "riaffermare con vigore che la strada della violenza e dell`odio non risolve i problemi dell`umanità!" "Vi invito - ha poi concluso rivolgendosi ai fedeli - ad unirvi alla mia preghiera: affidiamo alla misericordia di Dio le inermi vittime di questa tragedia. La Vergine Maria, Madre di misericordia, susciti nei cuori di tutti pensieri di saggezza e propositi di pace. A Lei chiediamo di proteggere e vegliare sulla cara Nazione francese, sull`Europa e sul mondo intero".

Condividi su:

Domenica, 15 Novembre 2015

Papa Francesco sul dramma di Parigi

Non c'è nessuna giustificazione, religiosa o umana, agli attentati a Parigi. Parola di Papa Francesco in un'intervista rilasciata a Tv2000, nella quale il Pontefice si dice «commosso e addolorato» e rileva che quanto avvenuto nella capitale francese è «un pezzo» della terza mondiale a pezzi di cui ha parlato più volte.

«Sono commosso e addolorato», ha detto Francesco nell’intervista telefonica rilasciata ieri, 14 novembre, al direttore della televisione della Cei, Lucio Brunelli. «Non capisco ma queste cose sono difficili da capire, fatte da essere umani. Per questo sono commosso, addolorato e prego. Sono tanto vicino al popolo francese tanto amato, sono vicino ai familiari delle vittime e prego per tutti loro». Lei ha parlato tante volte di una terza guerra mondiale a pezzi? «Questo – risponde il Papa – è un pezzo, non ci sono giustificazioni per queste cose». Soprattutto, chiosa Brunelli, non ci può essere una giustificazione religiosa? «Religiosa e umana. Questo non è umano. Per questo sono vicino a tutta la Francia che le voglio tanto bene», ha concluso il Papa, ringraziando il direttore della televisione dei vescovi della telefonata.

Clicca QUI per leggere la trascrizione integrale della telefonata del Papa.

A fondo pagina il video per ascoltare le parole del Pontefice.

Condividi su:

Pagina 4 di 6

Cerca nel sito DOI

VII Convegno Apostolico

convegno apostolico 6

#seguilastella

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3