"Fare del bene, del bene a tutti senza distinzione di classe e di parte."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Giovedì, 03 Marzo 2016

Tortona - 24 ore per il Signore

Domani, venerdì 4, presso la Cattedrale di Tortona, dalle ore 18 alle ore 18 di sabato 5 marzo verranno celebrate le “24 ore per il Signore“, un'iniziativa fortemente voluta dal Santo Padre Francesco. Saranno 24 ore che chiamano a vivere un momento di profonda intimità spirituale con il Signore Gesù: contemplandolo nell’Adorazione Eucaristica con la possibilità di accostarsi al Sacramento della Riconciliazione. Questo forte momento eucaristico-penitenziale avrà inizio venerdì 4 marzo alle ore 18 con la Santa Messa. Clicca QUI per il programma

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Diffondiamo un nuovo inno a San Luigi Orione, realizzato con parole profonde e ricche di significato per gli orionini.

L’autore è il dott. Mauro Corsaro, psicologo, compositore e direttore del coro della Basilica di San Giovanni Bosco in Roma Cinecittà.

Pubblichiamo QUI il testo e lo spartito, a fondo pagina il video con la musica ed il testo.

Sicuramente un bell'inizio del marzo orionino!

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Il sacerdote orionino Don Sesto Falchetti, rettore del Santuario di Monte Spineto (AL), e delegato vescovile per la vita religiosa della Diocesi di Tortona, ci propone una riflessione sulla conclusione di questo Anno della Vita Consacrata indetto da Papa Francesco.

Un "tempo di grazia" per la vita consacrata e per la Chiesa, un'occasione per riconoscere "luci e ombre" della nostra scelta religiosa. Questo ci è sembrato il lavoro che dovevamo intraprendere quando Papa Francesco ci ha invitati a pregare, riflettere e vivere l’anno della Vita Consacrata.
Ci siamo dati da fare per stilare un calendario di incontri, di preghiere e di eventi che potessero aiutarci a vivere bene questo periodo che ci veniva offerto.
L'anno della vita consacrata era stato preannunciato lo scorso 29 novembre 2013 da Papa Francesco in persona, in occasione di un incontro con 120 superiori generali di istituti maschili.
Nella nostra Diocesi è stato aperto il 30 novembre 2014 alle ore 20.30 con una solenne celebrazione al Santuario della Madonna della Guardia presieduta dal Vescovo di Tortona Mons. Martino Canessa.
Eravamo coscienti che esso non riguardava soltanto le persone consacrate ma l’intera comunità cristiana, ed il nostro desiderio era che questa opportunità costituisse una propizia occasione di rinnovamento e di verifica sia per i singoli Istituti così come per le diverse realtà locali.
Il segno che avremmo saputo cogliere la grazia in esso contenuta doveva essere la crescita della comunione e della corresponsabilità nella missione affidataci dai rispettivi fondatori: “Portare Cristo al popolo ed il popolo alla chiesa di Cristo”.
Questo è sempre il nostro augurio rivolto a chi comincia un cammino e con questo auspicio rinnoviamo oggi la profonda stima e gratitudine a tutte le persone consacrate, sentinelle vigili che tengono accesa la memoria di Cristo nelle notti fredde e oscure del tempo, splendida ricchezza di maternità e di paternità spirituali, che rendono visibile e desiderabile la bellezza di appartenere totalmente a Cristo e alla sua Chiesa.
Siamo quasi giunti al termine
Tiriamo le somme.
Oggi, martedì 2 febbraio, come da calendario, ci ritroveremo, Religiose e Religiosi, a concludere questo impegno non perché vi si metta una pietra sopra e basta ma per continuare, con rinnovata forza, il compito che ciascuno di noi.
Vissuto nel contesto del 50° anniversario del Concilio Ecumenico Vaticano II termina in pieno svolgimento dell’Anno Santo Straordinario della Misericordia di Dio verso l’uomo e la sua fragilità…  Avremo così anche noi l’occasione di vivere il nostro giubileo.
L’anno che ci apprestiamo a concludere è stato veramente un momento di grazia per noi singolarmente per le nostre comunità e, ne siamo certi anche per la chiesa.
Abbiamo sentito la presenza dello Spirito Santo che ci ha portato a vivere anche le debolezze e le infedeltà come esperienza della misericordia e dell’amore di Dio.
Il programma lo abbiamo portato a termine quasi con puntigliosa precisione … Abbiamo dovuto rinunciare per forza maggiore ad un incontro formativo ma questo non ha cancellato il nostro impegno di consacrati anzi ci ha fatto capire che è necessario camminare a piccoli passi, in umiltà e senza troppo grandi pretese.
Nella vita ed in particolar modo nella vita consacrata ci sono luci ed ombre. E riconoscere questo mi sembra un esercizio di lucidità e di coraggio. Luci e ombre come in tutte le realtà, sociali ed ecclesiali.
Per una felice coincidenza, in questo anno è giunto a compimento anche il cammino che ha visto la Chiesa che è in Italia riunita nel 5° Convegno ecclesiale nazionale, celebratosi a Firenze dal 9 al 13 novembre 2015 sul tema “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”. Vi abbiamo partecipato con una rappresentanza riportandone frutti abbondanti.
Siamo giunti al termine.
Ed in occasione del 2 febbraio 2016, giorno nel quale tutte le religiose e religiosi vedono nella Presentazione di Gesù al Tempio la loro consacrazione a Dio facciamo, come da programma, la nostra liturgia di chiusura ufficiale e vogliamo invitare tutti ad innalzare il nostro “Grazie” a Dio ed a chi ci ha aiutati a vivere la gioia di consacrati.
L’appuntamento è in Duomo, alle ore 17,00 Sua Eccellenza Mons. Vittorio Viola, Vescovo di Tortona presiederà la celebrazione nella quale avremo un pensiero particolare per tutti quei Religiosi e religiose che ricordano il 25° - 50° e 60° di professione religiosa.
È un invito ai nostri confratelli nel sacerdozio, ai Parroci con i quali sovente condividiamo le gioie, ai fedeli tutti con i quali camminiamo fianco a fianco di unirsi a noi nel rendimento di grazie e perché con la loro presenza siano di stimolo a continuare ad essere luce e sale della terra.

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La pastorale orionina per un nuovo umanesimo

Un'eperienza di Famiglia orionina si è svolta negli scorsi 28, 29 e 30 gennaio, sono stati circa una quarantina i partecipanti, tra religiosi e laici impegnati nella pastorale delle parrocchie e santuari, non solo dell'Italia, ma anche dall'Albania, Romania e Ucraina.
Con un cineforum sul film “Se Dio vuole”, è stato introdotto il tema.
Venerdì 29, è stato dedicato agli interventi di: don Paolo Gentili, Direttore Nazionale Ufficio Pastorale Familiare CEI, dove, alla luce degli ultimi eventi ecclesiali, ha ribadito la centralità della famiglia nella azione pastorale; don Aurelio Fusi, Direttore Provinciale, che ha presentato l'aspetto delle parrocchie nella vita di don Orione e della Congregazione; don Sandro Mora, Parroco in Madagascar, il quale ha presentato l'organizzazione pastorale della parrocchia di Farathsio, dove opera. Inoltre, ha sottolineato l'importanza dello zelo apostolico, che deve nascere dall'incontro con il Signore Gesù, da cui scaturisce la Gioia e la Volontà di farlo conoscere e annunziarlo agli altri.

Nella seconda metà del pomeriggio sono stati costituiti sei gruppi di lavoro: Evangelizzazione-Catechesi, Liturgia-Sacramenti, Diaconia-Caritas, Pastorale Familiare, Pastorale Giovanile-Vocazional, condividendo le varie esperienze, le riflessioni e alcune linee operative per il futuro, da attuare nella pastorale parrocchiale orionina.

Sabato 30 mattina, si sono conclusi i lavori con la condivisione di quanto è emerso nei vari gruppi. A seguire, l'intervento di don Achille Morabito, presente fin dal mattino presiedendo la celebrazione Eucaristica, che ha esortato a prendere poche decisioni, ma fattibili.

Infine sono state presentate alcune scelte della provincia, avvallate dal Capitolo Provinciale, da poco celebrato:
la priorità vocazionale, ribadita anche dagli interventi di don Giovanni Carollo e don Pietro Sacchi, incaricati della animazione vocazionale, i responsabili di oratorio e il rilancio del MLO.

Rimane forte il desiderio di avere, a livello di Provincia, un momento comune di formazione, confronto e comunione nell'ambito della pastorale delle parrocchie e dei santuari orionini.

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Lunedì, 01 Febbraio 2016

Fano - La festa di San Biagio

La giornata della vita che si celebra domenica 7 febbraio 2016, nell’anno santo della Misericordia  prende un suo particolare colore…“Siamo noi il sogno di Dio che, da vero innamorato, vuole cambiare la nostra vita”. Con queste parole , Papa Francesco invita a spalancare il cuore alla tenerezza del Padre, “che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati” e ha fatto fiorire la nostra vita.  

Per la casa di spiritualità orionina Villa San Biagio di Fano, la giornata della vita coincide con la Festa di San Biagio, vi suggeriamo QUI il programma dal 3 al 7 febbraio.

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Presso la Basilica Santuario “Madonna della Guardia” don Orione di Tortona, sabato 23 gennaio è stata celebrata la santa messa vespertina con particolare solennità e preghiera per l’unità dei cristiani. La città di Tortona infatti ha suddiviso gli otto giorni nelle diverse parrocchie-santuari proprio per “dare unità” a questa orazione.  Il tema proposto per questa giornata: “Ascolta questo sogno”. Che cosa significa porre i nostri sogni per l‘unità dei cristiani ai piedi della croce di Cristo?  In quale modo la visione di unità del Signore chiama oggi le chiese al rinnovamento e al cambiamento?

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Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani - 18-25 Gennaio 2016
In vista della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, pubblichiamo QUI il libretto con l’introduzione al tema (Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio), lo schema di celebrazione comune preparato dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e dal Consiglio Ecumenico delle Chiese, gli otto schemi completi di liturgia per la celebrazione eucaristica dell’intera settimana, preghiere ecumeniche... Ovviamente il testo può essere utilizzato anche in altri momenti, poiché è un impegno per tutto l’anno!
La proposta di preghiera e di riflessione per l’anno 2016 è stata preparata da una Commissione riunitasi a Riga su invito dell’arcivescovo monsignor Z. Stankevičs e giunge, dunque, dalla Lettonia, la cui storia ecclesiale ha vissuto drammatiche esperienze di lotte e sofferenza. Durante la seconda guerra mondiale e sotto il totalitarismo sovietico, il paese vide molte chiese distrutte e i cristiani delle diverse confessioni conobbero l’ecumenismo del sangue. Infatti “sono stati uniti in una comune testimonianza al Vangelo, anche fino al martirio”.
Il sussidio di quest’anno fa riferimento a 1Pt 2, 9 e invita tutti i cristiani a sentirsi “chiamati a proclamare le grandi opere del Signore”: ad unire le voci, pur di tradizioni, culture e lingue diverse, per formare un unico “coro” e un unico ritmo di preghiera, al fine di chiedere il dono di essere una cosa sola.


Come ricorda l’introduzione al tema: i cristiani vivono la loro chiamata battesimale e rendono testimonianza alle opere meravigliose di Dio in molti modi:

Sanando le ferite: secoli di divisione hanno prodotto guerre, contese, contrapposizioni e abusi. Molte ferite sono ancora aperte e sanguinanti. Con l’aiuto della grazia di Dio è necessario chiedere perdono per gli ostacoli che impediscono la riconciliazione. E’ inoltre indispensabile impegnarsi guarire le ferite con l’olio della misericordia ed il vino della speranza, soprattutto nell’azione dello Spirito.

Ricercando la verità e l’unità: la consapevolezza della nostra comune identità in Cristo ci chiama ad adoperarci per rispondere alle questioni che ancora dividono i cristiani. Siamo chiamati, come i discepoli sulla strada di Emmaus, a condividere le nostre esperienze e a scoprire così che, nel nostro comune pellegrinaggio, Gesù Cristo è in mezzo a noi.

Impegnandosi attivamente per promuovere la dignità umana: i cristiani, che sono stati condotti “fuori dalle tenebre” verso la “luce meravigliosa” del Regno, riconoscono la straordinaria dignità di ogni vita umana. Attraverso progetti comuni di servizio sociale e caritativo, siamo inviati a raggiungere i poveri, i bisognosi, le persone affette da dipendenze e gli emarginati.
Su quest’ultimo punto noi orionini siamo in prima linea. Come ha scritto don Flavio nell’ultima circolare “il nostro slancio ecumenico”: “le nostre istituzioni caritative, educative e pastorali sono un laboratorio di unità entro cui imparare/insegnare a superare steccati, pregiudizi e chiusure”.
Poiché come scrisse don Orione, “è proprio del nostro Istituto l’impegno di pregare, lavorare e sacrificarsi per ripristinare, nella Chiesa, l’unità spezzata e favorire con ogni mezzo quello slancio ecumenico che lo Spirito ha suscitato nella sua Chiesa”, mi auguro che durante l’ottavario ciascuna comunità e parrocchia s’impegni a vivere e a trasmettere ai fedeli l’ansia ecumenica del fondatore.

Don Felice Bruno

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È quanto auspica Papa Francesco in un videomessaggio con una meditazione sulla sua intenzione universale di preghiera per il mese di gennaio. Si tratta di un’iniziativa inedita promossa dall’Apostolato della Preghiera che ha chiesto al Papa di affidare le sue intenzioni mensili ad un breve videomessaggio, letto in spagnolo e tradotto in 10 lingue. Nel videomessaggio sono presenti esponenti di altre religioni - cattolica, ebraica, musulmana, buddista - ognuna delle quali professa fede nel proprio Dio e tutte insieme dichiarano di credere nell'amore.

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Mercoledì, 30 Dicembre 2015

Ucraina - Nuovi aggiornamenti di Vasylyna

A tutti gli amici che in qualche modo seguono e hanno preso a cuore la storia di Vasylyna (pubblicata QUI) vi diamo suoi aggiornamenti tramite le parole di Don Moreno Cattelan:
Cari Amici,
vogliamo farvi partecipi della situazione di Vasylyna, a distanza di qualche mese dal ricovero a Cracovia e circa mezzo anno (maggio scorso)  da quanto le è stata diagnosticata la leucemia linfoblastica acuta. Come sempre mi avvalgo delle notizie che il gruppo di genitori-amici dirama di tanto in tanto attraverso i vari canali della comunicazione.
“Cari membri del nostro gruppo ci scusiamo anzitutto perché ultimamente non vi abbiamo dato ulteriori notizie di Vasylyna. Lo scorso fine settimana (19/20 dicembre) è tornata in famiglia per qualche giorno. Ha così potuto rivedere i suoi due figli (Solomjia e Matvi) e ha avuto anche la forza di incontrare le famiglie di amici che dall’inizio della malattia la sostengono in tutti i modi. Nelle scorse settimane la situazione si era un po’ aggravata per il fatto che una infezione alla bocca non permetteva a Vasylyna di mangiare. Ma tutto si è risolto. Dagli esiti degli ultimi controlli sappiamo che il numero di cellule maligne è in aumento. Anche i valori della emoglobina e delle piastrine sono bassi. Per questo sarà sottoposta ad una nuova terapia. Se gli esiti saranno buoni potrà tornare a casa nuovamente, almeno per le feste, un paio di giorni. Chiediamo a tutti di continuare a pregare, tutte le mattine alle ore 8,00 e alla sera alle ore 21,00 c’è la preghiera a distanza per lei. Come chiediamo a tutti di continuare a dare informazioni al fine di raccogliere altri fondi.  Abbiamo assoluto bisogno di arrivare alle cifra di 500.000 zloty polacchi (116.000 euro) per poter completare la terapia con un nuovo farmaco sperimentale, il Blinatumomab, (la terapia costa 100.000 euro al mese!)  e preparare, il fisico, almeno così si spera,  per l’intervento di  trapianto del midollo.
Grazie per le vostre offerte, la vostra attenzione ed il sostegno continuo”.
La situazione è ancora abbastanza incerta anche se c’è molta speranza che tutto si possa risolvere per il meglio soprattutto con l’utilizzo di questo nuovo farmaco di “ultima generazione”. Qualche giorno fa, Nataljia, la sorella di Vasylyna mi ha mandato un messaggio pregandomi di inviarvi gli auguri e i ringraziamenti, chiedendomi anche se erano arrivate altre offerte dall’Italia. Come si evince dal messaggio qui sopra anche la situazione finanziaria è incerta. Nonostante il lavoro costante del gruppo-famiglie e dei parenti che ogni settimana organizzano raccolte specifiche nelle varie parrocchie di L’viv e del circondario. Sappiamo che la Provvidenza non abbandona mai i suoi figli. Chi a Lei si rivolge trova aiuto non solo materiale, ma anche conforto e speranza. Se è nelle vostre possibilità di fare ancora qualcosa, fatemelo sapere. Vi chiedo di unirvi alle 8,00 della mattina e alle 21,00 della sera alla nostra preghiera.

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Giovedì, 24 Dicembre 2015

Cristiani e Mussulmani

Pubblichiamo tre diverse notizie di cronaca di tre posti differenti - Rozzano, Italia; Elbasan,  Albania; El Wak, Kenya - che fanno pensare al rapporto tra mussulmani e cristiani.

Rozzano, Milano.

Per “dare una netta impronta di laicità e non urtare la sensibilità degli studenti non cristiani, soprattutto in questo tempo scosso dal terrorismo e dalle stragi di Parigi”, il preside di una scuola a Rozzano, alle porte di Milano, ha cancellato la “festa di Natale” sostituendola con una “festa d’Inverno”, il prossimo 21 gennaio. La decisione, contestata da molti genitori, ha suscitato forti polemiche. È diventato un noto caso nazionale.
“Trovo pretestuosa e tristemente ideologica la scelta di chi, per 'rispettare' altre tradizioni o confessioni religiose, pensa di cancellare il Natale o di camuffarlo scadendo nel ridicolo", ha scritto il segretario generale dei Vescovi italiani, mons. Nunzio Galantino.
Ma quello che mi ha sorpreso, in questa vicenda, è stata una dichiarazione della principale Autorità religiosa mussulmana che, parlando in nome delle Associazioni islamiche di Milano, ha affermato che “la festa del Natale non è mai stata un problema per i musulmani in questo Paese" (notizia ANSA).
Sono i mussulmani ad essere ostili al cristianesimo o lo è la cultura radical-liberale dominante e intollerante che di tutto si serve – anche del “presunto” rispetto verso i mussulmani - per sradicare le radici e i segni civili della fede cristiana?

Elbasan, Albania.

In questa città di 120 mila abitanti, noi Orionini siamo ancora in ansia per la sorte dell’unica chiesa cattolica della città a noi affidata.
Contro la distruzione della chiesa cattolica sono intervenuti nei mesi scorsi il Muftì capo dei mussulmani di Elbasan e il responsabile dei mussulmani Bektashjan, difendendo la Chiesa Cattolica e le sue proprietà con una dichiarazione comune, sostenendo che si devono garantire, anche con leggi speciali, i luoghi di culto, segno della libertà religiosa riconquistata dopo la caduta del comunismo.
Ad Elbasan è presente una comunità orionina dal 1991 e con grande sacrificio è stata costruita la chiesa San Pio X e un Centro pastorale che ora rischiano l’espropriazione e l’abbattimento.

El Wak, Kenya.

Un gruppo di miliziani somali di Al-Shabaab (gruppo mussulmano affiliato ad Al Qaeda) hanno assaltato un autobus in viaggio da Nairobi a Madera. Avevano messo i musulmani in piedi e i cristiani a terra, i primi liberi di risalire sul pullman, i secondi sdraiati sul ciglio della strada aspettando il proprio turno e un proiettile alla tempia, come era successo a 28 passeggeri di un altro autobus uccisi nel novembre scorso nella stessa via del nord-est del Kenya.
L'assalto era iniziato con una sventagliata di mitra che ha lasciato tre persone ferite e un morto dell'autobus che portava da Nairobi a Mandera, vicino a El Wak. Un passeggero che aveva tentato di fuggire è stato ucciso sparandogli alla schiena. Non scherzavano.
Quando i miliziani hanno gridato “I non cristiani possono risalire a bordo”, nessuno si è mosso. Anzi, uno ha gridato: Uccideteci tutti o lasciateci andare".
Ad aumentare la sorpresa per questo atto di solidarietà coraggiosa, c’è il fatto che poco prima di entrare in quella zona pericolosa per la presenza di miliziani armati - come ha raccontato un testimone -, “ad alcuni cristiani abbiamo dato i nostri vestiti, per impedire che fossero individuati per l'abbigliamento”.
“È così bella la notizia che viene quasi il sospetto che sia stata romanzata da qualche politico locale”, ha scritto Michele Farina sul Corriere della sera del 22 dicembre 2015. Invece è proprio vera, così come hanno riferito vari testimoni, compreso l'autista dell'autobus ferito dai miliziani.

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