"Alla sera noi raccogliamo e portiamo ai piedi di Dio quello che abbiamo seminato nel giorno."
Don Orione

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Lunedì, 11 Luglio 2016

Romania - Pellegrinaggio Ecumenico

Organizzato dal segretariato per l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso si è svolto dal 4 all’8 luglio un pellegrinaggio che si proponeva di fare conoscere ai partecipanti gli aspetti dell’ecumenismo in Romania, terra dove convivono, fra l’altro, Cattolici appartenenti al rito latino e cosiddetto “greco-cattolico” ed ortodossi.
Il pellegrinaggio, che ha visto la partecipazione di pellegrini, laici e religiosi, provenienti da varie case orionine di Italia e di Romania, ha tentato, di ottenere questo traguardo, oltre che con incontri con relatori appartenenti alle tre comunità su citate, anche con visite a monasteri e con la partecipazione alla “Divina Liturgia” (“Messa grecocattolica”) e ai vespri ortodossi.
Il vescovo greco-cattolico di Bucarest “Mons. Mihai Fratila” ha raccontato della sua comunità e delle persecuzioni subite durante il periodo comunista, del martirio di alcuni vescovi e sacerdoti e delle dispute ancora in corso con gli ortodossi per riavere le chiese appartenute al rito greco-cattolico prima dell’era comunista, dispute che, naturalmente, non giovano al dialogo. Anche Mons. Ioan Robu, vescovo latino di Bucarest, ha parlato di difficoltà di dialogo col mondo ortodosso; hanno, invece, parlato dell’importanza di un dialogo ecumenico sia il Pr. Radu Muresan che il Pr Holbea Gheroghe, religiosi ortodossi, che hanno documentato i partecipanti sulla teologia ortodossa, dove molto forte è il senso del Mistero, e sulla Spiritualità, molto viva nel popolo rumeno. Interessante è stato il confronto la le due prassi penitenziali. Nella Chiesa ortodossa un fedele si sceglie, a vita, un padre spirituale che lo segue, lo cura, lo consiglia nella crescita alla fede. Lo “staretz”, a sua volta, è ricordato nelle preghiere personali dal fedele che, anche dopo la morte del padre spirituale, continuerà a ricordarlo al Signore ed a curarne il sepolcro. Il professore Radu Preda, teologo ortodosso e direttore dell’istituto di investigazione dei crimini del comunismo, ha parlato dell’impegno sociale del cristiano, evidenziando come nel mondo ortodosso, a differenza di quello delle chiese riformate e di quello cattoliche, l’aspetto della carità è poco curato demandando quasi tutto allo Stato, ed eludendo così, con la mancanza di interesse verso il prossimo, uno dei comandamenti di Gesù. Don Felice Bruno, infine, ha parlato della svolta conciliare nelle relazioni ecumeniche, del dialogo della carità (parole e gesti che hanno aiutato la purificazione della memoria storica, disponendo il cuore al perdono e alla comprensione) e del primato del vescovo di Roma nel dialogo cattolico-ortodosso, alla luce dell’enciclica “Ut unum sint”.
I partecipanti hanno potuto constatare alcune delle tematiche trattate dai relatori prendendo parte ad alcune funzioni religiose, e visitando alcuni monasteri, dove molto forte è ancor oggi il senso della spiritualità. Nei monasteri di Tiganesti ed in quello di Pasarea, sono ben visibili aspetti della vita delle suore ortodosse, fatta di lavoro e preghiera, in quello di Cernica, dove un tempo vivevano più di 500 monaci, i partecipanti hanno preso parte ai vespri ortodossi, e recitato, insieme al monaco che ha fatto loro da guida all’interno della struttura, il Padre nostro in varie lingue, intenso momento ecumenico vissuto all’interno della chiesetta bizantina del cimitero. Visita a Bucarest con alcuni dei suoi monumenti più importanti (La casa del popolo, la vecchia e la nuova Patriarchìa, il palazzo reale) ed al Parco Herastrau dove c’è il “museo del villaggio” (struttura che racconta aspetti delle dimore, del lavoro, dei luoghi di culto dei popoli che hanno abitato la Romania).
Uno degli aspetti più importanti del pellegrinaggio è stata la conoscenza a Voluntari, casa di Don Orione a pochi chilometri da Bucarest, del lavoro dei nostri religiosi che in questo luogo, dove sono ospitati orfani, disabili ed anziani, vivono quotidianamente “l’ecumenismo della carità” senza porsi il problema se chi ti sta di fronte e stai assistendo ha un credo diverso dal tuo.

 

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Domenica 3 luglio presso Villa Charitas si è svolta la festa della luce. Questa festa organizzata dalle Suore Sacramentine non vedenti, giunta alla 18^ edizione, è ormai tradizione e motivo di ringraziamento per coloro che servono e vivono accanto a loro. La festa ha avuto due momenti: l’ascolto e condivisione di due testimonianze, la descrizione della figura di Madre Tarcisia da parte della superiora Sr. M. Grazia e la Celebrazione Eucaristica presieduta da don Mario Bonati, vicario generale della Diocesi ed animata dal coro “Silentia Claustri” di Ferrera Erbognone (PV). La giornata è terminata con bel momento di fraternità ed un omaggio a tutti i presenti.
La Parola del Signore è sempre “fonte d’acqua viva” in ogni circostanza della nostra vita, non solo quando ci viene proposta durante le liturgie, ma anche quando stiamo compiendo altri atti comuni come ad esempio in questa festa della luce.
Dalla liturgia possiamo evincere che questa festa è una conferma di quell’ “Eccomi” pronunciato dalle Suore Sacramentine nella loro totale consacrazione al Signore. Ed è anche la risposta che hanno dato nelle loro testimonianze Vittorio, volontario del Piccolo Cottolengo Don Orione di Milano e Fra Ivan eremita di Sant’Alberto di Butrio chiamati a donare un loro pensiero sulle opere di misericordia corporali e spirituali.
“Lampada per i miei passi è la tua parola e luce sul mio cammino”, è iniziata così la riflessione di Don Mario Bonati che ha voluto sottolineare quando la luce interiore della fede è una risposta chiave alla nostra vita e che le Suore Sacramentine ci sono di esempio. “Davanti a questa cecità e questa forza di volontà nel compiere ogni gesto quotidiano, la nostra Croce si fa più leggera perché comprendiamo che altri fratelli ne portano un peso maggiore”. Ha concluso poi riprendendo la bellissima espressione di Gesù: “Pace a voi”. Un saluto ed augurio che il Signore compie già appena risorto, ed è sempre quel Verbo fatto carne come ci dice il prologo di Giovanni che venne nel mondo per donare pace. Questa parola è rivolta a tutti perché davvero possa fruttificare in noi il germe del donare agli altri il bene e in totale abbandono e fiducia al Padre che un giorno vedremo ci sia sostegno e forza in questo cammino terreno. A volte la nostra “cecità” verso il prossimo, ci fa sballottare qua e là come onde in preda ad una bufera, ma siamo forti perché sorretti da Lui che è misericordia.

Clicca qui per tutte le foto

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Oggi, venerdì 27 maggio 2016, alle ore 12, Papa Francesco riceverà in udienza privata i padri capitolari della Piccola Opera della Divina Provvidenza, guidati da Padre Tarcisio Vieira, appena nominato nuovo successore di San Luigi Orione, e Don Flavio Peloso, Superiore Generale uscente.
I religiosi che verranno ricevuti dal Santo Padre sono oltre 60, provenienti da tutto il mondo, e reduci dal 14° Capitolo Generale che si è svolto dal 19 al 25 maggio 2016 fra Montebello della Battaglia (PV) e Tortona (AL) sul tema «Servi di Cristo e dei poveri», fedeltà e profezia in dialogo con le periferie della povertà e della nuova evangelizzazione.

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Diffondiamo una preghiera, scritta da Monsignor Andrea Gemma, tratta dal Suo libro, intitolato “Preghiere”.

È un desiderio del Vescovo che accogliamo e con piacere pubblichiamo.

La presentazione è stata da Lui dettata dalle seguenti parole: “È ormai imminente la Festa dello Spirito Santo che celebreremo Domenica. Ecco qui una preghiera che ci insegna che cosa sia per ognuno di noi lo Spirito Santo”. Buona Festa della Pentecoste!

Clicca QUI per leggere e scaricare la preghiera.

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I festeggiamenti sono iniziati mercoledì 27 aprile con il rito della Vestizione e della Incoronazione della statua dell’Incoronata, presieduta dal neo eletto vescovo di Andria, Monsignore Luigi Manzi.
Un momento forte anche il venerdì pomeriggio, con la tradizionale cavalcata degli angeli, manifestazione folcloristica, ma religiosa, dove diversi paesi allestiscono dei carri allegorici rappresentativi la vita e scene bibliche. Quest’anno il tema era Maria madre di Misericordia. Vi erano molti paesi, circa una quindicina e alcuni di essi hanno rappresentato più di un carro.

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Domenica, 01 Maggio 2016

VI Domenica di Pasqua

“La Liturgia di questa domenica, ci dice nella riflessione Don Renzo Vanoi, rettore del Santuario Madonna della Guardia di Tortona, è contrassegnata dalla promessa dello Spirito e dal dono della pace”.
In effetti, la relazione con il Risorto passa attraverso l’azione dello Spirito e l’esperienza della pace. È un’ulteriore tappa della fede pasquale ed ha a che fare, ancora una volta, con la morte e la risurrezione di Gesù. Lo Spirito, infatti, sostiene i credenti nella prova, è il loro difensore, ma anche Colui che li conduce alla verità e permette loro di interpretare la vicenda di Gesù di Nazareth con gli occhi ed il cuore di Dio. E’ anche Colui che rende possibile la pace, come compimento delle attese messianiche.
Invochiamo il dono dello Spirito, perché questo nuovo incontro con il Risorto trasfiguri la nostra vita.

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Giovedì, 28 Aprile 2016

Maria madre di misericordia

Avvicinandoci al mese di maggio, Don Vincenzo Alesiani, vicario di Villa San Biagio: Casa Accoglienza, Discernimento vocazionale e Centro di Spiritualità “Don Orione", ci invita a riflettere sulla figura di Maria e lo fa con una sintesi sulla Redemptoris Mater, uno dei documenti più belli che S. Giovanni Paolo II  ha donato alla Chiesa.

La sintesi è composta da tre parti: Maria nel mistero di Cristo, Maria al centro della Chiesa in cammino, mediazione materna di Maria.

Clicca QUI per leggere e scaricare il sussidio.

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Domenica, 24 Aprile 2016

Colletta per l'Ucraina

Oggi, domenica 24 aprile, la Chiesa si adopererà per la popolazione ucraina.
E’ stato il Santo Padre nel corso del Regina Coeli del 3 aprile, a richiamare l’attenzione dei fedeli sulle tragiche ripercussioni di un conflitto che, seppur dimenticato, perdura ancora da molti anni. Papa Francesco ha anche istituito un’iniziativa straordinaria di carattere umanitario, una specifica colletta che si terrà in tutte le Chiese d’Europa domenica 24 aprile.
I proventi devoluti dai fedeli si aggiungeranno a una consistente somma di denaro messa a disposizione da Sua Santità, quale segno della Sua personale partecipazione e andranno a beneficio dei residenti nelle zone colpite e degli sfollati interni.

Clicca QUI per leggere la lettera che Don Felice Bruno, consigliere per le missioni, ha scritto negli scorsi giorni a tutti i religiosi orionini

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"La Chiesa è la casa della misericordia, ed è la “terra” dove la vocazione germoglia, cresce e porta frutto".

Lo dice Papa Francesco nel Messaggio per la 53ª Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni che si celebra domani, domenica 17 aprile 2016.

Nel Messaggio il pontefice invita tutti i fedeli, “…a contemplare la comunità apostolica, e a ringraziare per il ruolo della comunità nel cammino vocazionale di ciascuno”, “La chiamata di Dio – ricorda Papa Francesco - avviene attraverso la mediazione comunitaria. Dio ci chiama a far parte della Chiesa e, dopo una certa maturazione in essa, ci dona una vocazione specifica. Il cammino vocazionale si fa insieme ai fratelli e alle sorelle che il Signore ci dona: è una con-vocazione”. Infine esorta tutti i fedeli ad “assumersi le loro responsabilità nella cura e nel discernimento vocazionale”.

Il 17 aprile IV domenica di Pasqua e domenica del BUON PASTORE Papa Francesco consacrerà i sacerdoti della diocesi di Roma.

Clicca QUI per leggere il messaggio integrale del Papa.

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Nei giorni 18-23 marzo il Direttore provinciale, Don Aurelio Fusi, ha visitato il “Centro Divina Provvidenza” di L’viv. Arrivato sabato 18, nel tardo pomeriggio, proveniente da Roma, si è subito inserito nella vita della comunità partecipando agli atti comuni, comprese le suggestive liturgie e preghiere che caratterizzano il tempo dei “Grandi digiuni”, come è chiamata la quaresima nel rito orientale.

È la quarta volta che vengo a L’viv – ha ricordato don Aurelio durante la “Buona notte” di martedì 22 ai seminaristi - e ogni volta ho potuto trovare qualcosa di nuovo. La prima visita è avvenuta quando la comunità viveva ancora negli appartamenti di Via Pekars’ka in centro città.  La seconda volta avevate da poco traslocato nel nuovo monastero e i lavori interni non erano ancora conclusi. La terza volta, lo scorso aprile, in qualità di co-visitatore con Don Pierangelo Ondei, per la “visita canonica provinciale.  I lavori interni ed esterni nel monastero erano terminati come possiamo vedere ora…Oggi sono nuovamente qui con voi e trovo questa bella novità: la vostra presenza, cari seminaristi, che riempie il nostro cuore di tanta speranza e apre progetti nuovi per il futuro della nostra presenza qui in Ucraina…”.

Nei giorni di permanenza Don Aurelio ha potuto presentare alla comunità religiosa gli “Atti  del Capitolo provinciale” celebrato a Montebello della Battaglia lo scorso novembre, prendere atto della attuale situazione comunitaria,  visitare le attività apostoliche e caritative tuttora esistenti,  sentire le proposte per il futuro riguardanti il gruppetto di seminaristi (piano formativo)  e le prospettive di consolidamento  della presenza anche al di fuori di L’viv (piano apostolico  di evangelizzazione e testimonianza della carità).

C’è stato anche il tempo prezioso e utile per i colloqui personali. Vivace è stato l’incontro con i 6 seminaristi con i quali Don Aurelio ha trascorso anche qualche serata in fraternità e amicizia.
Prima di partire ha potuto far vista a Casa-Cafarnao e al “Laboratorio occupazionale diurno” dove gli amici disabili e gli operatori lo hanno accolto con semplicità, serenità e allegria, manifestando le loro piccole richieste: “Dove sono i cioccolatini?”.

Domenica 19 (prima domenica di quaresima nel rito orientale) Don Aurelio ha concelebrato in parrocchia durante la Divina Liturgia delle ore 10.00. Al termine del rito ha rivolto un saluto ai fedeli presenti esortandoli a vivere con consapevolezza gli impegni della quaresima appena iniziata. Alcuni bambini e adulti si sono poi avvicinati per chiedere una speciale benedizione. Gesto che Don Aurelio ha compiuto con solennità.
Prima della celebrazione aveva incontrato la mamma del novizio Jurij Lacuha venuta per salutarlo e avere qualche notizia del figlio.
Non è mancato un tempo di distensione con la visita al vicino monastero dei monaci Basiliani a Krekhiv.
Mercoledi 23 di buon mattino, facendo scalo a Kjiev, il rientro a Roma.

 

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