"Tutto possiamo e dobbiamo sperare da Dio, che tutto può e tutto vuol darci."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

La trasmissione televisiva " A sua immagine", che va in onda su Rai Uno il sabato pomeriggio e la domenica mattina, ha dedicato una puntata alla montagna il 24 giugno scorso.

Insieme a diversi servizi sul significato delle vacanze in montagna, tra testimonianze di scalatori e di ragazzi impegnati in un campo scuola, è stato presentato anche un servizio sull'Eremo di Sant'Alberto. La guida ai visitatori è Don Agostino Casarin, sacerdote orionino, missionario in Madagascar e ora parroco della parrocchia di Sant'Alberto e direttore della comunità monastica che vive lì.

Potete vedere a fondo pagina il video che il Piccolo Cottolengo Don Orione di Milano, di cui è stato per diversi anni cappellano Don Agostino, ha condiviso sui social.

 

 

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Chiusura del mese Mariano alla Grande al Centro Don Orione di Bergamo, una due giorni molto intensi di preghiera, spiritualità e condivisione. Il giorno 30 maggio, visita al Santuario di Sotto il Monte per venerare le reliquie del Santo Papa Giovanni XXIII (Papa Giò, come affettuosamente viene chiamato dai Bergamaschi) ed il 31 Processione con recita del Santo Rosario all’interno dei reparti e all’esterno, come testimonianza di fede e devozione alla Vergine Maria, nostra Madre Celeste.
Lasciamoche a parlare sia Angela, un’ospite molto speciale, che si è fatta portavoce di tutti gli altri Ospiti della Casa nell’esprimere le emozioni vissute da tutti ed i ringraziamenti al Direttore per aver dato loro la possibilità di viverle.


“ Nella vita si provano gioie, emozioni, prove positive e negative, ma le reazioni del nostro cuore e dei nostri sentimenti sono le sole che ci fanno capire il valore della vita.
Ieri (30/05 N.d.R), un gruppo di noi del Don Orione, abili e disabili, siamo stati accompagnati a Sotto il Monte a rendere onore al Papa.
Durante il viaggio, lungo la strada, una natura meravigliosa partecipava con noi all’amore che ci attendeva.
All’arrivo al paese, il cuore ha cominciato a battere: eravamo con il papa. Il mondo, ora, era molto lontano.
Tutto era stato organizzato in modo lodevole e rispettoso. Il paese parlava e solo del papa. Era stata allestita una Chiesa solo per “Lui” e, dal centro ci guardava e certamente ci sorrideva.
Le persone passavano silenziose davanti al papa, ognuno di noi avrà provato tenerezza e amore, ma qualcuno avrà pianto e avrà visto in “Lui”, il Papa che ci sorrideva e ci rassicurava del suo amore, come quando al ritorno al suo paese, voleva che suonassero le campane a festa. Il Papa era con noi, ci benediceva e ci sorrideva sicuramente ieri.
Il nostro Direttore Sig. Don Alessio, ci ha invitato a pregare e nell’intervallo delle Ave Maria, approfondiva il vero valore della Cerimonia.
E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: il Papa era veramente con noi e la Madonna partecipava alle  nostre lacrime di gioia e di amore.
In quel momento non viveva in noi il mondo, il Papa ci avvolgeva con il suo sorriso e il suo amore.
Al ritorno non abbiamo più ammirato le bellezze della natura, perché le bellezze del mondo erano nel nostro cuore. E’ stata esperienza che sicuramente sta scritta nel nostro cuore.
E’ nostro dovere ringraziare Don Alessio che l’ha organizzata e tutte le persone che, con amore e dedizione hanno contribuito a questa grande realtà. Il cielo oggi è azzurro, la natura ci sorride e il papa è nel nostro cuore e ci illumina nel nostro cammino.
                                                                                                                     Angela a tutti”

 

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Sono appena terminati i festeggiamenti a Foggia per la festa della Madonna Incoronata e domani inizierà il mese tradizionalmente dedicato al ricordo di Maria, la madre di Gesù.

Don Orione è stato da sempre un grande devoto della Madonna, forse perché fin dal grembo materno ha udito la madre pregare insieme alle altre donne del paese nel mese di maggio, davanti a un'immagine votiva. Sono tanti poi gli episodi nella sua vita in cui il ruolo della Madonna è stato centrale: ricordiamo solo il sogno della Madonna dal manto azzurro, che preannuncia al giovane chierico il luminoso futuro della sua opera.

In questo solco di preghiera e di avvicinamento dei cuori a Maria continuano a semirare i santuari mariani orionini, sparsi in tutta l'Italia: dalla Basilica Santuario della Madonna della Guardia di Tortona, che ricorda i cento anni dal voto fatto da Don Orione,a quello dedicato alla Madonna Incoronata di Foggia. E ancora il Santuario della Madonna di Caravaggio a Fumo (Pavia), il Santuario di Santa Maria Consolata di Messina, il Santuario di Maria Santissima della Consolazione a Paternò (Catania).

Un invito a tutti di vivere questo mese affidando a Maria le nostre preghiere, le preoccupazioni e le speranze, con la stessa fiducia di figlio che aveva Don Orione, il quale diceva: "Canto la Madonna: lasciatemi amare e cantare! ...vengo al Santuario col rosario in mano per diventare lo sgabello dei piedi immacolati di Maria, in eterno”.

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Venerdì, 01 Settembre 2017

Roma - Una sola famiglia in preghiera

Il Consiglio generale dell'Opera Don Orione ha pensato di proporre, ogni mese, un’intenzione comune per tutta la Congregazione, tenendo presente le diverse e attuali situazioni della nostra vita di Famiglia Orionina. Questa intenzione potrà essere pregata, a discrezione della Comunità, alla fine dell’invocazioni della Liturgia delle Ore o, preferibilmente, dopo la preghiera per le intenzioni del Papa e della Chiesa, suggerite dall’Apostolato della Preghiera. Insieme alla presentazione dell’intenzione di preghiera della Congregazione, saranno riportati anche i nomi delle persone della Famiglia Orionina (religiosi, suore, parenti e amici) decedute nell’ultimo mese. Inoltre, saranno presentati i più importanti eventi del mese.

Per vedere le intenzioni di settembre clicca QUI

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È molto forte il legame tra Sant’Antonio ed il rione di Via Bissuola a Mestre, il quartiere nel quale, dal 1958, i religiosi dell’Opera Don Orione accolgono tanti giovani di Mestre per l’ambito formativo ed educativo.
Proprio di fronte all’ingresso dell’Istituto vi è una piccola edicola dedicata a Sant’Antonio quale ringraziamento degli abitanti del quartiere al termine della seconda guerra mondiale.
E di quanto sia forte ed importante la devozione a Sant’Antonio ne abbiamo avuto l’ennesima conferma nel momento di celebrazione e di festa pensato ed organizzato dalla Comunità Religiosa del Berna guidata dal Direttore Don Stefano Bortolato.
La Santa Messa concelebrata dai religiosi della Casa e, direttamente da Roma, dall’ex Direttore Don Oreste Maiolini con la partecipazione del parroco della Parrocchia di Santa Maria della Pace, animata dal coro della parrocchia dei Servi di Maria (l’istituto Berna si trova all’interno-vicino ad entrambe le parrocchie) ha visto la presenza di tantissime persone, ben oltre le aspettative.
Tanti amici, tante persone che hanno a cuore Sant’Antonio e il Berna, per la loro importante opera a servizio di tanti ragazzi e giovani di Mestre.
Buonissima poi la presenza di tantissimi collaboratori-dipendenti dell’Istituto, di ogni ambito, soprattutto quello dei docenti dei vari corsi, da quello della scuola primaria a quello del C.F.P., oltre agli studenti universitari ed ai giovani lavoratori della casa Religiosa di Ospitalità.
Al termine della celebrazione il semplice, ma molto atteso ed apprezzato gesto della benedizione del “Panino di Sant’Antonio” con la consegna a tutti i presenti.
Il bel momento insieme, vissuto in un clima davvero familiare e di grande amicizia, si è concluso nel piazzale dell’Istituto dove - accompagnati dalla musica e dalle canzoni di Ciro - il personale della società Sodexo che cura i pasti del Berna, ha servito un ricchissimo e gustosissimo buffet.


NOTA SUL PANINO DI SANT’ANTONIO
In alcune chiese francescane o, comunque, legate particolarmente a sant'Antonio, il giorno della sua festa (13 giugno) si è soliti benedire dei semplici piccoli pani, che poi vengono distribuiti ai fedeli e consumati per devozione.
Tale devozione deriva certamente dall'iniziativa del "pane dei poveri" che nel passato era molto viva e diffusa nelle chiese. Anche oggi, nei pressi della Basilica di Sant’Antonio a Padova, operano la “Caritas antoniana” e l’“Opera del Pane di Poveri”, due organizzazioni che esprimono in forme più attuali e diversificate l'aiuto materiale verso i bisognosi.
L'accentuato e complesso fenomeno della carità, che fa capo al santuario, dipende certo dalla generosità che i pellegrini o i devoti attraverso il “Messaggero di S.Antonio” mettono a disposizione dei poveri. Quanto essi compiono è la continuazione della riconoscenza verso il Santo così prodigo di consigli, aiuto e grazie.
Basti ricordare il commovente episodio del miracolo di Tommasino e della sua giovane mamma che, ottenuta la guarigione del figlio per intercessione del Santo, decise di offrire al convento per un certo periodo di tempo tanto pane quanto pesava il suo bambino, perché potesse essere ridonato alle mamme povere.

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Martedì 13 giugno, la Parrocchia orionina di “San Pietro Apostolo” in Voghera ha celebrato la festa in onore di Sant’Antonio di Padova. Per l’intera giornata, molti fedeli e devoti hanno partecipato alle celebrazioni e portato nelle loro case i “panini benedetti” in onore del Santo. La Celebrazione principale è stata presieduta dal nostro vescovo Mons. Vittorio Francesco Viola cui è seguita la Processione per le vie della città conclusa con il tradizionale “panegirico”.  
“O tu di Padova, mirabil Santo!”, questo bellissimo inno è riecheggiato in onore a Sant’Antonio da parte dei numerosi fedeli della città e dintorni recatisi per invocare la sua protezione e implorare grazie. Il canto delle Lodi ha dato inizio alla giornata che ha visto come da programma la celebrazione delle Sante Messe presiedute dai sacerdoti orionini della comunità e da Padre Cristoforo, custode del Convento dei Frati della città, i quali hanno incentrato la loro riflessione sull’esempio di Antonio “insigne predicatore e patrono dei poveri e dei sofferenti”. Il pomeriggio è festa per “i più piccoli”. Nel cortile dell’oratorio il parroco Don Loris Giacomelli ha benedetto i bambini affidandoli alla protezione del Santo. In Chiesa, è stato recitato il rosario, i solenni vespri e la Santa Messa presieduta da Don Luca Ingrascì, novello sacerdote orionino originario della parrocchia. La sera, il momento solenne della festa con la celebrazione della Santa Messa e Processione per le strade della Parrocchia presieduta dal vescovo Mons. Vittorio Francesco Viola ed animata con canti e preghiere. Al termine, Mons. Viola nel “panegirico” ha posto l’accento ad alcune indicazioni pratiche per i presenti, tratte dagli insegnamenti di vita di Sant’Antonio. “I segni che abbiamo esposto manifestano la nostra partecipazione, modo nel quale diciamo la nostra fede di cui dobbiamo essere contenti e orgogliosi perché è un dono ricevuto e quest’affetto che abbiamo in Sant’Antonio è stato trasformato in una lode d’intercessione per sentire vicino a noi la protezione di Dio attraverso la sua figura. Noi crediamo in un Dio che si è incarnato! La santità in mezzo a noi, nello splendore di Antonio, è il modo con il quale sentiamo Dio accanto a noi. Egli nella sua vita scrisse un’abbondanza di citazioni studiando ed approfondendo la Parola e il Mistero di Dio, segno evidente di un cuore attratto da Lui. Il Signore si è voluto servire per l’annuncio del Vangelo, per la predicazione ardente di Antonio che docile all’azione dello Spirito si lascia usare e tutta la sua vita è presa da questo servizio alla Parola e attenzione per i poveri, gli ultimi. Se muore giovane è perché messo alla prova dalla fatica del lavoro apostolico, Don Orione direbbe: “tre volte morto a motivo del Vangelo”. Vogliamo guardare a lui come modello di vita cristiana e chiedergli qualcosa del desiderio di Dio che ha infiammato il suo cuore, innamorandoci sempre più della Scrittura e lasciare che essa agisca dentro di noi. Vorremmo sentire anche solo per un istante Antonio: il desiderio che lui ha sentito nell’offerta della sua vita per Gesù Cristo, lasciando che poi Dio porti a compimento in ciascuno di noi, il modo che Lui ha pensato di renderci conformi alla Sua offerta. Vogliamo chiedere un miracolo ad Antonio: “sentire quel desiderio d’amore che ha sentito nel vedere i primi martiri francescani. Un desiderio di appartenenza totale, piena, assoluta, incondizionata, illimitata a Gesù Cristo. Vogliamo poter sentire qualcosa della sua solidarietà, del suo amore per i poveri, perché sappiamo che non possiamo amare Dio che non vediamo se non amiamo il fratello che vediamo”. Il vescovo ha poi terminato con questo invito: “Amati da Dio vogliamo imparare ad amarci tra di noi”.

Clicca QUI per ascoltare l'omelia

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Ritiro Spirituale straordinario di Quaresima al Centro Don Orione di Monte Mario nella vigilia della nascita al cielo di Don Orione -12 marzo 1940-.

La meditazione di Don Paolo Clerici sul tema: Quaresima tempo di conversione con i suggerimenti che Papa Francesco ci propone nella sua lettera in questo tempo di grazia in preparazione alla Pasqua del 2017: " La Parola è un dono. L'altro è un dono".  Clicca QUI per leggere e scaricare la meditazione.

Erano presenti i Confratelli della Comunità del Centro Don Orione di Monte Mario, due Confratelli della Comunità del Vaticano, due Confratelli del Consiglio Provinciale, due Confratelli della Comunità di Anzio e un Confratello della Comunità di Palermo.

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A Villa San Biagio, Sabato 11 e Domenica 12 marzo, c’è stato il secondo appuntamento in preparazione alla Pasqua.  Sono mini-ritiri spirituali: 24 ore di pace, preghiera e comunicazione fraterna… Ma anche di seria riflessione su temi di vita e di fede. In ascolto di personaggi biblici che vengono considerati ormai come amici, si approfondiscono alcuni temi di grande attualità. In questa occasione un gruppo di circa 25 persone con la guida di Don Vincenzo Alesiani si è interrogato sul messaggio centrale del Profeta Osea: “Amore io voglio…Ma quale amore?”  Tema delicato e coinvolgente che ha suscitato belle e anche sofferte risonanze dei partecipanti.
La domenica, in contemporanea anche le suore della diocesi, sotto la guida del Vescovo Armando Trasarti, hanno vissuto una mattinata di ritiro spirituale conclusosi con un pranzo in fraternità.
La Quaresima è tempo propizio per rinnovarsi spiritualmente e prepararsi alla Pasqua. Ed è bello farlo anche insieme in questa piccola oasi di pace che è Villa S. Biagio, resa ancora più attraente da recenti lavori di ristrutturazione.
Villa San Biagio vi aspetta! Clicca QUI

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Mercoledì 25 gennaio, anche nella città di Tortona, si è conclusa con la Celebrazione Ecumenica presso la Chiesa di Santa Maria Canale, la Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani che come da programma ha vissuto questi momenti, ogni giorno, nelle diverse parrocchie-santuari della Città. La Celebrazione è stata presieduta dal Vescovo Mons. Vittorio Viola, insieme a Lucilla Peyrot, Pastora della Chiesa Valdometodista di Alessandria e P. Catalin Aftodor, Parroco della Chiesa Ortodossa Rumena di S. Teodoro Studita di Tortona. A rappresentare la Congregazione orionina Don Renzo Vanoi rettore del Santuario, Don Egidio Montanari della Comunità orionina in Ucraina ed i laici Piero Cuniolo e Fabio Mogni.
La Celebrazione è stata preparata e guidata dal MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale) dal tema “Riconciliati con Dio”.  Tale momento è stata caratterizzato, oltre che dalle tre riflessioni dei pastori sopra citati, da Inni, preghiere d’intercessione e la realizzazione di due gesti concreti. Il primo è stato nella preghiera di richiesta di perdono durante la quale sono stati portati dei mattoni che hanno formato un muro, che stava a significare la divisione tra Dio e i suoi figli per causa dei peccati che l’essere umano commette. Successivamente, è stato realizzato proprio dal primo, il secondo segno, ovvero i mattoni di questo muro sono crollati ed hanno formato una Croce, segno ed atto supremo dell’amore di Dio per l’umanità. Il nostro Vescovo Viola nella riflessione ha riassunto quanto è e sia importante la riconciliazione e l’amore di Dio e per Dio.

Leggi l’articolo completo e ascolta la riflessione QUI.

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Venerdì, 07 Ottobre 2016

Una decina per le vocazioni

Don Aurelio Fusi, Direttore Provinciale, ha chiesto proprio questo ad un incontro con i laici responsabili di struttura nel settembre scorso: l'impegno di recitare ogni giorno dieci Ave Maria per chiedere vocazioni religiose per la Congregazione.
E lo ha fatto raccontando un aneddoto: nella sua visita alle Sorelle Povere di Santa Chiara, nel monastero di Santa Lucia, delle Clarisse di Città della Pieve, ha scoperto che il noviziato è dedicato a San Luigi Orione.

 

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