"E’ l’orazione che ci eleva a Dio, ci fa parlare con Dio, ci unisce a Dio, ci santifica in Dio."
Don Orione

Cerca nel sito DOI

#seguilastella

Los desamparados

 

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

"In modo spontaneo decine di migranti di fede musulmana si sono messe a intagliare il legno e colorare le figure della Natività", spiega Clelia Paratore, infermiera che collabora nell'hub di prima accoglienza del Bione, gestito da Fondazione Progetto Arca. "La gente si ferma a guardarlo, è un modo degli ospiti per ringraziare dell'accoglienza: la paura iniziale si è trasformata in fiducia"
 “Il presepe realizzato da richiedenti asilo musulmani a Lecco? Altro che evento eccezionale, è stata la cosa più spontanea del mondo”. Superano il can can mediatico, “comunque positivo”, le semplici ma decise parole di Clelia Paratore, infermiera collaboratrice di Fondazione progetto Arca, l’ente no profit che gestisce la struttura della zona del Bione nel capoluogo lombardo, che oggi accoglie come punto di prima accoglienza – quello che viene chiamato hub – 160 persone provenienti da vari paesi dell’Africa Subsahariana e da Afghanistan, Pakistan e Bangladesh.
È stato proprio un migrante pakistano a ispirare a Paratore l’idea del presepe che poi è stata accolta dalla quindicina di operatori della Fondazione ma ancor prima dagli stessi richiedenti asilo, “visto fin da subito come un simbolo di pace e integrazione, una festa della luce e di unione, basti pensare che si sono messi all’opera i cinque cristiani come i 155 musulmani presenti”. Uno di questi ultimi, in particolare, ha fatto capire all’infermiera la forte volontà di queste persone - giovani - in Italia da pochi mesi di dare una mano: “sono analfabeta, non so scrivere ma so colorare, e il tuo Dio è il mio Dio”, sono state le sue parole. “In una settimana, si è passati dall’idea alla realizzazione, e ora è lì in bella vista per la collettività, tanto che diversi lecchesi, soprattutto gli anziani, si fermano a guardare incuriositi”, sottolinea Paratore. Ma non è tutto: “D’accordo con le autorità, il 14 dicembre, si è svolta una marcia di migranti, operatori e volontari per i luoghi simbolici della città come l’università, il convento di frati di Pescarenico, e lo stesso Comune, dove nell’incontrare il sindaco Virginio Brivio i richiedenti asilo gli hanno consegnato simbolicamente una pala e un sacco di sale dandosi disponibili a spalare la neve in città alla prima necessità”. Alla testa del corteo, lo striscione “Grazie Lecco” con decine di firme. E alla sera, tutti a cena, alla presenza di decine di abitanti, in uno degli oratori cittadini, “cena offerta da un ristoratore della zona”.

I richiedenti asilo, in attesa di sapere la loro ricollocazione e, nel medio termine, se la loro domanda di asilo verrà accolta, stanno imparando a conoscere il luogo in cui vivono e le modalità di azione. “L’iniziativa del presepe è stata molto positiva perché non è stata imposta ma arrivata da una libera scelta, aspetto fondamentale per tante persone che nel loro viaggio migratorio hanno dovuto subire spesso soprusi e violenze sotto minaccia di altri: ora stanno riprendendo in mano le loro vite”, ragiona Massimo Chiodini, responsabile per Fondazione progetto Arca dell’hub di Lecco. La marcia, “non scontata e non veicolata, è stato un esempio di gratitudine non da poco”, riprende l’infermiera, “stiamo parlando di persone che, soprattutto chi viene dall’Africa, hanno passato settimane alle prese con la paura delle montagne, che non avevano mai visto e che a Lecco sovrastano la città. Ora, invece, ci dicono che quelle stesse cime li fanno sentire protetti”.

Condividi su:

Ieri, 18 dicembre, Don Aurelio Fusi ha visitato la realtà di Savignano Irpino, conoscendone gli ospiti e i collaboratori.

Visita alla struttura ed ai lavori in corso. Celebrazione Eucaristica nella cappella della casa Orionina.

Condividi su:

Giovedì, 17 Dicembre 2015

Istat - Le persone senza fissa dimora

I dati pubblicati dall’Istituto Statistico riguardanti i senza fissa dimora segnalano un fenomeno in aumento, sia nei numeri che nella durata.
Il carisma di don Orione, oltre che le “case” abitabili, e spesso sottoutilizzate, di cui a volte il mondo religioso in generale dispone, si trasformano in un forte interpello.
I dati sono i seguenti: sono oltre 50.700 le persone senza fissa dimora in Italia, in aumento rispetto alle 47.648 stimate nel 2011.

La stima arriva dall'Istat sulla base di coloro che nei mesi di novembre e dicembre 2014, hanno utilizzato almeno un servizio di mensa o accoglienza notturna nei 158 comuni italiani in cui è stata condotta l'indagine. L'Istat che nel 2014 ha realizzato la seconda indagine sulla condizione delle persone che vivono in povertà estrema, a seguito di una convenzione tra Istat, ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora (fio.PSD) e Caritas Italiana.

Secondo l’indagine, più della metà dei senza fissa dimora vive al nord, dove l’offerta dei servizi è maggiore, uno su quattro (il 25 per cento) vive al centro e solo uno su cinque (20 per cento) nel Mezzogiorno, dove tuttavia le presenze sono aumentate del 2 per cento.

Clicca QUI per leggere il rapporto completo.

Condividi su:

Martedì, 01 Dicembre 2015

Seregno - Cena Africana

Venerdì 20 novembre 2015, presso la sala "mensa della comunità" del "Don Orione" è stato festeggiato il primo compleanno di permanenza a Seregno, dei 17 ragazzi africani affidati dalla Prefettura della provincia di Monza e Brianza, nell'ambito dell'emergenza dei richiedenti asilo (dopo di loro altri 6 hanno trovato accoglienza presso la struttura Don Orione di Seregno).
E’ stato riproposto un momento di convivialità già vissuto poco meno di un anno fa, ritrovandosi a cena per gustare piatti tipici della cucina africana quali riso “Chap/Cue”, Cuscus, Domadà.                               
Tanti erano gli amici presenti con anche rispettive famiglie, volontari, operatori, religiosi, alcuni ospiti della casa, i "maestri" di italiano della Caritas cittadina e simpatizzanti.
E' stato un bel momento di festa e anche l'occasione per dimostrarsi reciproca riconoscenza e manifestare il desiderio (già intuito) di maggiore integrazione.
In questi giorni dopo le drammatiche vicende di Parigi, sono aumentati gli sguardi di diffidenza...ma sono anche sorte manifestazioni di unanime condanna di quanto accaduto esprimendo il desiderio di speranza di Pace. E' con questo sincero spirito che si sono trascorse 2 ore di autentica fraternità, mangiando insieme, ballando e suonando i tipici strumenti a percussione africana...in SIM-PATIA.
Questa è la speranza: che una serata "straordinaria" di "festa africana" possa sempre più diventare nell'ordinario "festa di integrazione di popoli" in questo nostro mondo, nella nostra vita.

Condividi su:

Il Ministero della Salute ha diffuso il rapporto sul Mantenimento dell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea): è verificato attraverso 32 indicatori, chiamati “Griglia Lea”.
Tra gli indicatori, anche quelli relativi a posti letto in strutture residenziali per anziani e persone con disabilità, diffusione dell’assistenza domiciliare per anziani, posti in hospice.
Le Regioni promosse per la Griglia Lea 2013 sono, in ordine di punteggio, Toscana – Emilia Romagna – Piemonte – Marche – Veneto – Lombardia – Liguria – Umbria – Sicilia. Per le altre Regioni il Ministero della salute indica gli impegni da prendere per garantire i Lea.
Nel frattempo i media hanno diffuso anticipazioni anche sulla Griglia Lea 2014, che il Ministero dovrebbe diffondere a dicembre 2015: sarebbe prima ancora la Toscana, con punteggio ancora più alto, ma ultima stavolta la Calabria.

Clicca QUI per leggere e scaricare il rapporto completo; QUI per approfondire.

screenshot.208

screenshot.209

 

Condividi su:

Mercoledì, 11 Novembre 2015

Roma - 21esimo Convegno Amministrativo

Tra gli appuntamenti dell’autunno che attendono le Case e le Attività italiane, quello del XXI Convegno Amministrativo che si celebrerà a Roma da oggi mercoledì 11 novembre a venerdì 13, è sicuramente uno dei più importanti.
“Ascoltare per comprendere, comprendere per fare” recita il titolo dell’evento che vedrà riuniti per tre giorni i Direttori, gli Economi e i Responsabili laici di struttura di tutta Italia per approfondire il tema dell’ascolto come strumento necessario per una buona gestione degli Istituti che ci sono stati affidati da don Orione.
Il programma, che alterna momenti di aggiornamento tecnico ad altri di confronto personale, prevede anche la partecipazione all’udienza generale del mercoledì con il Santo Padre e la celebrazione liturgica corale per sperimentare una completa e profonda esperienza d’ascolto.

Qui a fondo pagina la diretta dell'udienza generale di questa mattina.

Condividi su:

La Provincia Religiosa San Benedetto di Fano, in seguito ai lavori di ristrutturazione del proprio stabile, vuole presentare la rinnovata “Casa Religiosa di Ospitalità”.

La casa religiosa di ospitalità Don Orione Fano, famigliare e accogliente, è situata a pochi minuti a piedi  dal centro storico di Fano (in provincia di Pesaro e Urbino) e 1,2 km dalle spiagge di sassi e di sabbia bagnate dal blu del mare Adriatico.

La struttura è aperta tutto l’anno e accoglie gruppi di turisti, famiglie, lavoratori e pellegrini con possibilità di pernotto e prima colazione, mezza pensione o pensione completa.

Questa struttura nasce con l’obbiettivo di sostenere le attività sociali già presenti al proprio interno.

Al fine di poter promuovere la stessa, Vi invitiamo a visitare il nuovo sito (clicca QUI) dove poter trovare tutte le indicazioni necessarie.

QUI la gallery con le foto della struttura.

 

Condividi su:

Giovedì, 05 Marzo 2015

Ospiti in famiglia

Il nuovo millennio ha aperto nuovi scenari e posto nuove sfide alle Opere di Don Orione in Italia. Il Giubileo del 2000 ha visto giungere da ogni parte del mondo pellegrini e fedeli, alla ricerca di un percorso straordinario di incontro con Gesù Cristo.
L’ospitalità resa ai pellegrini è stata l’occasione per numerose strutture di rinnovare la propria identità nella fedeltà al carisma di Don Orione: da luoghi di accoglienza e carità verso poveri e bisognosi si sono trasformate in luoghi di incontro e confronto tra persone di diverse provenienze, di riposo e meditazione, di studio e ricerca sui temi etici più attuali, di turismo dal volto umano, che nell’arte e nella bellezza permette di scoprire il volto di Dio e dell’uomo.

Condividi su:

Pagina 2 di 2

Cerca nel sito DOI

#seguilastella

Los desamparados

 

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3