"Tutto l’universo ci parla della potenza di Dio!"
Don Orione Ma più grande, immensamente più grande, è la sua misericordia.

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

“Oggi siamo invitati a seguire le orme dei pellegrini di Emmaus” ci invita Don Renzo Vanoi nel video commento. È un cammino in cui dubbi e delusioni ci assalgono e noi ci lasciamo vincere dal pessimismo. Sappiamo tutto ciò che è accaduto, ma non riusciamo a decifrare nulla. È su questa strada che Gesù ci raggiunge per parlare al nostro cuore e farsi riconoscere, allo spezzare il pane, come il Signore della Vita, il Risorto. Mentre sentiamo ardere il nostro cuore, scopriamo che la sera non scende più, perché Cristo cammina per sempre con noi. In questa domenica sappiamo riconoscere sempre più la gioia della Sua e nostra Pasqua, perché lo Spirito trasformi le nostre esistenze ad immagine del Signore Risorto.

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Venerdì 28 aprile 2017 presso la Parrocchia San Giuseppe Benedetto Cottolengo di Genova è stato celebrato il secondo giorno del triduo in preparazione alla festa dell'anniversario del 50º della parrocchia (1967 - 2017). Dopo la celebrazione di apertura di ieri presieduta da monsignor Giulio Venturini il quale si è soffermato nella riflessione sulla storia della parrocchia, la celebrazione odierna è stata presieduta dal direttore delle Case Orionine di Genova Don Alessandro D'Acunto. Nell'omelia ha tratteggiato diversi aspetti della spiritualità di San Giuseppe Benedetto Cottolengo. È proprio dal Vangelo della liturgia odierna nella domanda di Gesù a Filippo: "Dove potremmo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?" Don Alessandro ha sottolineato come San Giuseppe Benedetto Cottolengo a questo interrogativo se fosse stato rivolto a lui non avrebbe esitato un attimo a rispondere: “È la divina provvidenza che pensa a tutto.” Questo amore per i poveri e per i malati è stato ereditato dagli insegnamenti della madre divenendo presto l'apostolo della confessione, il consolatore dei malati ed il soccorritore dei poveri donando a loro tutto quanto gli era possibile. Una testimonianza molto carismatica era quella di non volerne sapere nulla di contabilità o di rendiconti, egli diceva infatti: “A chi straordinariamente confida, Dio straordinariamente provvede! Per il Cottolengo chi reggeva la piccola casa erano le preghiere e la comunione". Due testimonianze molto cariche di spiritualità sono state quelle di Camillo Benso Conte di Cavour in età giovanile il quale disse questa opera mirabile è fondata e sostenuta da un solo uomo che altro non possiede al mondo che gli inesauribili tesori di un'immensa carità, e confida nella provvidenza, e questa non gli manca mai. Anche Don Terzi che fu superiore generale dell'opera disse a riguardo del Cottolengo "questa opera è certamente per i poveri ed in particolare rivolgendosi alle persone distinte di allora disse "perché vedano e apprendano la carità e si avvicinino a Dio".
A conclusione della riflessione Don Alessandro invoca l'intercessione del santo patrono perché vegli su ciascuno di noi e sulla parrocchia. Oggi il terzo giorno del triduo sarà predicato dal direttore provinciale Don Aurelio Fusi, domenica alle ore 10:30 il solenne pontificale presieduto dal cardinale Angelo Bagnasco. San Giuseppe Benedetto Cottolengo possa sempre più infondere su questa comunità la gioia di vedere nei poveri e negli infelici la ragione dell'essere cristiani.

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Con la celebrazione della Cena del Signore diamo inizio al Triduo pasquale della Passione, Morte e della Risurrezione del Signore, cuore di tutto l’Anno liturgico. Don Renzo Vanoi nel video commento dopo aver dato il senso alla celebrazione crismale del mattino si sofferma sulla celebrazione della Cena del Signore. Questa Liturgia ci riunisce per ricordare e celebrare l’ultima Cena, durante la quale Gesù istituì «il nuovo ed eterno sacrificio, convito nuziale del suo amore», e quindi il sacerdozio ministeriale, per poter attuare il suo comando di perpetuare l’offerta della vittima di salvezza in sua memoria. In questa celebrazione rivivremo, inoltre, il segno della lavanda dei piedi, memoria viva del comandamento che il Signore Gesù ci ha lasciato sull’amore fraterno e sul servizio. Il prolungamento della contemplazione di questi misteri avverrà, poi, al termine di questa Liturgia, quando Gesù Eucaristia sarà portato solennemente al luogo della reposizione e noi saremo invitati ad adorarlo. Accogliamo, stasera, gli oli santi nuovi che il Vescovo stamattina ha benedetto nella Messa Crismale, commemorazione dell’istituzione del sacerdozio ministeriale; negli oli sappiamo vedere il segno del Signore che consacra, guarisce e salva. Ricordando i tanti doni che il Signore ci offre in questo giorno, lasciamo spazio al nostro cuore per celebrare, con fede profonda e sincera, i Misteri della nostra salvezza.

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Giovedì, 13 Aprile 2017

Tortona - Domenica delle Palme

Domenica 9 aprile, a Tortona le Chiese della Cattedrale e San Michele si sono unite per celebrare la Domenica delle Palme presieduta dal Vescovo Mons. Vittorio Viola. Davvero tanti fedeli, in particolare bambini e ragazzi, hanno preso parte alla Celebrazione iniziata davanti alla Chiesa di San Michele nella Commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme e la processione con i rami di palma ed ulivo ha raggiunto la Cattedrale per la Santa Messa con la lettura della Passione secondo Matteo. Il vescovo nella riflessione ha sottolineato l’importanza di questa Settimana Santa che dev’essere celebrata e vissuta e come dobbiamo stare “dentro” a questo giorno: “è come essere presi e scossi da dentro dai gesti e da questa Parola che è la Passione di Gesù e senti come il nostro cuore passa da un sentimento gioioso da come abbiamo iniziato alzando i nostri rami d’ulivo e facendo festa per l’ingresso di Gesù a Gerusalemme che in realtà si rivela come fatto più ambiguo della storia, senti come le voci si sovrappongono e poi tutti questi suoni della passione, le parole. Da questo “Osanna” da come siamo entrati a questo “Crocifiggilo”. Nell’ascolto di questa parola cala una tenebra fitta, gesti duri: flagelli, insulti, sputi, parole sprezzanti, spine che trafiggono il capo e sabbia e fango di polvere e sangue, le parole dei suoi dell’ultima cena, l’annuncio del tradimento, quel canto del gallo che avrà risuonato per sempre nella testa e nel cuore di Pietro insieme a quel suo ripetuto “non lo conosco”. E poi un carico pesante: la croce! Le cadute, i chiodi e l’offesa fatta al suo corpo e di fronte a questo fatto devi scegliere dove vuoi stare e ciascuno di noi e come comunità dobbiamo anche comprendere che cosa vuol dire anche quest’anno riascoltare la parola che annuncia la sua passione e riviverla nella sua passione.” Ed un messaggio forte che aiuta a vivere questa settimana che ci conduce alla Pasqua: “Viviamo la sua passione, ci attende un tempo di grazia: non facciamocelo portare via da altre cose! Cerchiamo la gioia più profonda, nella certezza che il Signore ci ha amato fino a dare la sua vita per noi e ciascuno di noi dinnanzi a Lui vale la sua morte. Egli ha preso la nostra morte per donaci la sua vita e perchè il mondo possa sapere, riconoscere e credere che Lui dopo la morte è risorto ed è nella sua Chiesa: vivo, vivo, vivo!” Al termine il vescovo ha ringraziato i parroci Don Claudio e Don Gianni per aver accolto l’invito di unirsi a vivere questa celebrazione e con loro tutti quanti hanno organizzato e partecipato. “Davvero questo vuole essere un inizio per vivere sempre più uniti come un unico popolo in cammino verso la Pasqua”.

Clicca QUI per vedere le foto

Clicca QUI per ascoltare l'omelia.

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Venerdì 7 aprile, presso l’Oratorio tortonese “San Luigi” di Don Orione, si è svolto il 6° incontro sull’Esortazione Apostolica “Amoris Laetitia” del Santo Padre Francesco. Don Achille Morabito che guida le riflessioni di questi incontri, ha focalizzato il tema sul settimo capitolo.  “In esso troviamo un particolare riferimento all’educazione dei figli, dei bambini da parte di insegnanti e catechiste. Una sana pedagogia che anche chi non è cristiano può sottoscrivere, successivamente troveremo una parte che riguarda la trasmissione della fede. La Parola è fonte che illumina il nostro cammino, solo a partire da questa esperienza la famiglia può essere chiesa domestica e fermento evangelizzatore nella società”. Don Achille conclude con questo messaggio molto pratico: “sono gli esempi che trascinano, i gesti di carità verso le persone bisognose”.

Clicca QUI per ascoltare la riflessione.

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Celebriamo la Domenica delle Palme e della Passione del Signore. Gesù, dopo l’ingresso trionfale in Città santa, si offre alla Passione. Don Renzo Vanoi, nel video commento ci dice che “la Settimana Santa, che oggi inizia, mette in grandissima evidenza l’infinito amore di Cristo per noi. Egli stesso aveva detto: «Nessuno ha un amore è più grande di questo: dare la vita perdere i propri amici» (Gv 15,13). Invochiamo lo Spirito del Padre perché possa donarci il coraggio e la forza di seguire Gesù nella via della croce attraverso il nostro pellegrinaggio terreno, testimoniando a tutti il Suo immenso Amore e la Salvezza che ci ha ottenuto.

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Venerdì, 07 Aprile 2017

Gesù è la risurrezione

Mercoledì 5 aprile 2017, presso la Cattedrale di Tortona, il vescovo Mons. Vittorio Viola ha predicato il quinto quaresimale sul Vangelo ascoltato domenica scorsa che narrava la risurrezione di Lazzaro. Dopo la lettura della Parola “che ci fa sempre bene riascoltarla perché ha una forza alla quale bisogna esporsi”, il vescovo ha sottolineato alcuni punti fondamentali tratti da questo episodio che il ciclo festivo di quest’anno ci ha proposto dopo la samaritana e il cieco nato ed ora siamo ormai alle porte di Gerusalemme e più precisamente “dentro la tomba di Lazzaro, solo in questo luogo possiamo comprendere questo gesto compiuto da Gesù”.
Gesù ama stare con i suoi, Betania è il luogo dove viene accolto.
“Ci sono una serie di dialoghi con Gesù, il primo con i suoi: Marta e Maria fanno arrivare a Gesù la notizia della morte di Lazzaro, il loro fratello, che Gesù amava. La casa di Betania è un luogo dove Gesù ha sempre trovato conforto, un luogo sicuro, casa di amici dove poteva stare nella certezza di essere accolto. Un bisogno umano per sentirsi a casa, per il Figlio dell’uomo che non ha dove posare il capo! Di fronte alla notizia di questa morte ha una reazione che i suoi non comprendono, dice subito una parola su questa malattia: è una malattia per la gloria di Dio”.
Un rimprovero di Marta che riceve una risposta di fede e di credo nella risurrezione.
 “Gesù si presenta il quarto giorno e Marta lo rimprovera subito di questo ritardo (cfr. …se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto) malgrado una sua dimensione di fede quando gli dice che Egli è il Cristo difronte alla Sua risurrezione dicendo di credere, ma Gesù puntualizza tutte le sue risposte, c’è sempre un percorso della nostra fede. Egli chiede a Marta di confrontarsi con il fatto che Lui è la risurrezione ed è lì presente davanti a Lei dove senti che la questione di credere che la risurrezione di suo fratello Lazzaro, morto da quattro giorni, sta davanti a lei, è la sua persona. Non è un concetto la risurrezione, è la persona di Gesù. Credere nella risurrezione vuol dire accogliere la persona di Gesù come Marta e Maria hanno fatto tante volte nella loro casa”.
Ostilità e mancanza di fede attorno Gesù
“Attorno a Gesù nonostante le amicizie, cresce anche un ostilità, i suoi sono lì con l’inconsapevolezza di chi è partito sapendo che rischiava non capendo perché Gesù si sia mosso così tardi in Giudea. I Giudei anche loro lo rimproverano perché poteva evitare che il suo amico morisse. Senti che è tutto un lasciare solo Gesù difronte alla morte di Lazzaro. Il verso che viene usato – si commosse – è come se si indignasse per questa loro mancanza di fede”.
Rivolto al Padre ad alta voce per farsi sentire dai presenti
“Gesù rendendo grazie al Padre per averlo ascoltato, sembra voler far sentire a tutti quella mancanza di fede attorno a Lui perché tutti credano che Lui l’ha mandato. E poi comanda a Lazzaro di venire fuori dal regno dei morti e il secondo ordine di liberarlo e lasciarlo andare: era tutto scritto nel suo nome (Lazzaro =Dio aiuta). Dopo questo, qualcuno crede, ma i capi del popolo precipitano nel rifiuto di Gesù, era troppo dopo le guarigioni anche questa risurrezione di un morto”.
Alcuni interrogativi per interiorizzare cosa ci vuole dire a noi questa Parola:
L’amore di Dio non si contraddice, è stabile.
Dio è buono, dobbiamo essere testimoni della sua sofferenza
La “morte che emana odore” è quella dei nostri peccati che dobbiamo cercare di tirar fuori perché la Pasqua è alle porte

 

Clicca QUI per ascoltare la catechesi.

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Mercoledì, 05 Aprile 2017

La risurrezione di Lazzaro

Gesù è amico di Lazzaro e delle sorelle Marta e Maria. Lazzaro sta male. Gesù gli vuole così bene che decide di andare da lui anche se deve passare nella zona di quelli che lo vogliono uccidere.  Arrivato davanti alla tomba si commuove e piange per la morte dell’amico; poi con meraviglia di tutti lo richiama in vita.
San Giovanni chiama questo miracolo “segno”. Il segno è dato per dire un’altra cosa più importante. Noi diciamo per esempio il fumo è segno del fuoco, un segnale stradale dice strada chiusa, divieto di accesso ecc.
Allora ci chiediamo che segno è la risurrezione di Lazzaro?  È segno che Gesù è amico dell’umanità, nostro amico, che Gesù soffre e piange con gli uomini che soffrono, con noi quando siamo nel dolore, ma è capace e vuole darci la vera vita. È Lui la vita e darci la vita significa che dona se stesso, muore in croce, si fa nostro pane nell’Eucarestia. Tutto dipende dal credere in Lui, fidarsi di Lui. Alcuni anche dinanzi al miracolo non hanno creduto. Tu che scelta fai?

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Passare dalla morte alla vita: è la proposta che viene rivolta ad ognuno in questa Quinta Domenica di Quaresima ci dice don Renzo Vanoi della video riflessione di questa V domenica di quaresima.
Nulla appare più certo e più forte della morte. Ma il Padre nel suo Figlio ha mostrato di poter sconfiggere ogni forma di morte che ci rovina l’esistenza, perché il suo Amore è più forte del nostro peccato, della morte.
La morte ci spaventa, ma Dio non ci abbandona al nostro “destino”. Mediante il suo Figlio ci porta a conoscere la vita che dura per l’eternità, che non finisce mai.
Da questa Eucaristia permettiamo al Signore di entrare concretamente nelle nostre esistenze, di tirarci fuori dai nostri sepolcri, perché possiamo camminare nella Terra nuova della vita vera.

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Sabato, 01 Aprile 2017

Fano - Festa di San Biagio

A Fano, nel 40.mo anniversario di “Casa di Spiritualità”, Villa S. Biagio propone MINI-RITIRI SPIRITUALI in ascolto di Personaggi Biblici e di Papa Francesco.

APRILE 2017  
1-2: Curare piante e animali. Più dei bambini…? - GIONA                 
8-9: Il dolore degli innocenti…Perché ? - IL SERVO DI DIO                   
15-16: Gesù, quando siamo tristi, Tu dove sei? - EMMAUS  

Per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.sanbiagiofano.it

17 PRIMAVERA DELLO SPIRITO A VILLA S. BIAGIO APRILE 2017 001

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Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

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