"La carità non si misura col metro, e non è mai troppa."
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Martedì, 16 Maggio 2017

Festa liturgica di San Luigi Orione

Oggi, martedì 16 maggio 2017, ricorre la festa liturgica di San Luigi Orione (1872-1940), che è stato definito da San Giovanni Paolo II "una meravigliosa e geniale espressione della carità cristiana, una delle personalità più eminenti del secolo scorso per la sua fede cristiana apertamente vissuta".

È stato il fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza con due rami religiosi: i Figli della Divina Provvidenza e le Piccole Suore Missionarie della Carità. Il suo carisma oggi è diffuso in 32 nazioni del mondo con opere di carità per le categorie più svantaggiate e per gli ambienti più poveri.

Sono nate negli anni anche altre realtà che si rifanno al carisma di San Luigi Orione come l'Istituto Secolare Orionino, gli Oblati, il Movimento Laicale Orionino, il Movimento Giovanile Orionino, il Movimento "Tra Noi" e i Volontari orionini.

Dal nostro fondatore Don Orione parte un messaggio e un dinamismo apostolico di grande attualità: "Sia il nostro spirito uno spirito grande di umiltà, di fede, di carità: sia la nostra vita tutta intessuta di preghiera, di pietà operosa, di sacrificio per far del bene alle anime. Solo con la carità di Gesù Cristo si salverà il mondo! Dobbiamo riempire di carità i solchi che dividono gli uomini ripieni di odio e di egoismo".

«La festa di Don Orione di quest'anno, dichiara Don Tarcisio Vieira, direttore generale, assume un significato particolare perché è in corso a Roma il XII Capitolo Generale delle Piccole Suore Missionarie della Carità fondate dal santo tortonese. In questi giorni tutta la Famiglia religiosa orionina sta partecipando a questo importante appuntamento e credo che il migliore modo per festeggiare il nostro Fondatore sia quello di incarnare il titolo del capitolo "donarsi tutti a Dio per essere tutti del prossimo".»

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«Signore, mostraci il Padre e ci basta». L’invocazione di Filippo esprime il desiderio più profondo dell’uomo: incontrare il volto di Dio, che ogni uomo ricerca in tanti modi, oltre ogni tentativo di censura, indifferenza o negazione. Dio stesso in Gesù ci è venuto incontro tracciando la strada per incontrarlo, perché la nostra ricerca non andasse a vuoto o restasse parziale, e nel volto umano di Gesù ha mostrato il suo volto di Padre: «Chi ha visto me ha visto il Padre». Gesù è «la via» di salvezza per sperimentare quell’orizzonte di «verità» – la dimora del Padre – in cui si compie «la vita» dell’uomo.
L’apostolo Pietro ricorda che in Gesù, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, siamo stati acquistati come un popolo di pietre vive, non per trattenere il dono ricevuto, ma per «proclamare le opere ammirevoli di lui», testimoniando Gesù, via per il compimento della vita (II Lettura). Nella organizzazione della Chiesa cominciano a delinearsi il ministero della Parola affidato agli apostoli e il servizio delle mense, delegato ad alcuni diaconi, scelti dai Dodici (I Lettura).

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Presso la Basilica Santuario “Madonna della Guardia” di Tortona dove riposano le spoglie mortali del santo canonizzato il 16 maggio 2004 da San Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro a Roma, numerosi saranno gli appuntamenti celebrativi.
Nei giorni 13-14-15 maggio alle ore 17, triduo di preparazione con la celebrazione eucaristica presieduta da don Daniele Panzeri, viceparroco della parrocchia orionina di Copparo (FE).
Martedì 16, solennità liturgica, al mattino Sante Messe ore 8, ore 9.30 presieduta da don Aurelio Fusi, direttore provinciale, con invito particolare alle opere di carità, ore 11 don Pietro Sacchi, animatore vocazionale celebrerà per i ragazzi di tutte le Scuole della Città. Alle ore 18 Solenne Celebrazione presieduta da Sua Beatitudine il Patriarca della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, Svjatoslav Shevchuk.
Oltre alle celebrazioni liturgiche, la sera di domenica 14 maggio alle ore 21, Concerto del Conservatorio Verdi di Torino dal tema: “Don Orione e Don Bosco due volti di amore per i giovani”.

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TED (Technology Entertainment Design) è un marchio di conferenze statunitensi, gestite dall'organizzazione privata no-profit The Sapling Foundation.

TED, che è nato nel febbraio 1984 come evento singolo e nel 1990 si è trasformato in una conferenza annuale, era inizialmente focalizzato su tecnologia e design, coerentemente con la sua origine nella Silicon Valley, ma in seguito ha esteso il suo raggio di competenza al mondo scientifico, culturale ed accademico.
La sua missione è riassunta nella formula "ideas worth spreading" (idee che val la pena diffondere). Oggi la sede centrale del personale del TED è a New York e a Vancouver, ma gli eventi TED si svolgono in tutto il Nord America, in Europa e in Asia, con conferenze che vengono diffuse in live streaming. Le lezioni abbracciano una vasta gamma di argomenti che comprendono scienza, arte, politica, temi globali, architettura, musica e altro. I relatori stessi provengono da molte comunità e discipline diverse.


Lo scorso marzo 2017 Papa Francesco a sorpresa ha partecipato a un TED a Vancouver avente come tema il futuro, inviando un video, che è possibile vedere qui a fondo pagina.

Francesco inizia con queste parole: “Incontrando o ascoltando ammalati che soffrono, migranti che affrontano tremende difficoltà in cerca di un futuro migliore, carcerati che portano l’inferno nel proprio cuore, persone, specialmente giovani, che non hanno lavoro, mi accompagna spesso una domanda: ‘Perché loro e non io?'”, esordisce Francesco. “Anch’io sono nato in una famiglia di migranti: mio papà, i miei nonni, come tanti altri italiani, sono partiti per l’Argentina e hanno conosciuto la sorte di chi resta senza nulla”, ricorda il Papa: “Anch’io avrei potuto essere tra gli ‘scartati’ di oggi. Perciò nel mio cuore rimane sempre quella domanda: Perché loro e non io?”.

L'intervento è ricco di spunti e dura ben 18 minuti durante i quali il messaggio che il Papa lancia è quello del bisogno di risanare i nostri collegamenti essendo ormai tutto in rete, tutto collegato.

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Martedì, 09 Maggio 2017

Pellegrinaggio Fatima - Compostela

Il 4 maggio ha avuto inizio il pellegrinaggio a Fatima e a Compostela: un’iniziativa di formazione permanente in occasione del centenario delle Apparizioni a Cova d’Iria.
39 i partecipanti guidati da Don Giarolo e Don Maiolini.
Prima tappa a Lisbona per la visita alla cattedrale e alla vicina Chiesa di S. Antonio, che sorge sul luogo della sua nascita. È seguita una visita alla città ed in particolare al bellissimo monastero di S. Girolamo.
Il viaggio è poi proseguito per Fatima con l’arrivo in serata, in tempo per la recita del Santo Rosario seguito dalla processione eucaristica con fiaccolata.
Venerdì alle ore 8 la prima Celebrazione eucaristica presso la Capilla de las Apariciones presieduta da Don Felice Bruno. In mattinata con la sovrabbondante benedizione divina (pioggia) c’è stata la visita alle case dei tre pastorelli e al giardino dell’apparizione dell’Angelo di Portogallo. A causa della pioggia la Via Crucis è stata posticipata ed eseguita presso il Santuario. Nel pomeriggio visita al nuovo santuario e alla mostra: “Fatima pace e luce”.
Una curiosità: la Casa del Pellegrino in cui gli orionini erano alloggiati, Nossa Senora do Carmo, è la stessa che ospiterà Papa Francesco nel suo pellegrinaggio a Fatima previsto il 13 maggio.
Sabato 6 maggio partenza per Compostela, con una tappa a Coimbra, antica capitale del Portogallo, città universitaria con il convento che ha accolto per molti anni suor Lucia.
In serata, dopo una breve visita al Portogallo, si è raggiunta la bellissima città medievale di Compostela, in Spagna. Il mattino della domenica è stato percorso l’ultimo tratto del “camino” dal monte do Gozo (monte della gioia a 5 km dalla cattedrale). Al termine del suggestivo percorso si è giunti alla meravigliosa cattedrale che accoglie in una bellissima urna di argento il corpo di S. Giacomo. Alle 12 i sacerdoti orionini hanno concelebrato la S. Messa solenne del pellegrino con il suggestivo rito del “botafumeiro”: l’enorme turibolo che oscilla altissimo per tutto il transetto, simbolo della nostra vita e della nostra preghiera che si eleva a Dio come incenso. In serata una concelebrazione eucaristica presso la Chiesa di San Francesco ha di fatto concluso la giornata ed il pellegrinaggio. Ha presieduto Don Attilio Riva, nel giorno del suo genetliaco.

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L’incontro con il Risorto non è destinato a rimanere un evento sporadico, un momento di grazia staccato dal resto della nostra esistenza. Esso apre, invece, ad una relazione, ad un rapporto che è all’insegna della continuità e della fedeltà. Così Gesù diventa la nostra guida ed il nostro pastore, colui che si prende cura di noi, ma anche il nostro modello. La Liturgia che ci apprestiamo a celebrare ci confermi nelle nostre particolari vocazioni ed, in particolare, nel Sacerdozio battesimale, che esige da parte nostra l’annuncio e la testimonianza a tutte le genti della Salvezza operata da Cristo nel Mistero pasquale.

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Mercoledì 3 maggio presso la Basilica Santuario “Madonna della Guardia” di Tortona è stata celebrata la Santa Messa di apertura del XII° Capitolo Generale delle Piccole Suore Missionarie della Carità di Don Orione, presieduta dal vescovo diocesano Mons. Vittorio Francesco Viola ed animata dalla Corale “San Luigi Orione” di Pontecurone.
Accompagnate dal gioioso suono delle campane a festa le suore capitolari sono uscite dal primo Collegetto “Casa delle 400 lire” per dirigersi processionalmente verso il Santuario. Il significato di questo tratto è proprio dalle parole di Don Orione che un giorno entrando nella casa “in un’ora di gravi dolori” gli apparve il Sacratissimo Cuore di Gesù e intorno vide la scritta e sentì proferire le parole: “Da qui partirà la mia misericordia e la mia gloria”. E come non partire da questo “fonte battesimale delle Suore” e dirigersi nel Tempio dove riposano le spoglie del santo fondatore dove la sua intercessione e voce è ancora viva nel cuore di tutti. All’inizio della celebrazione la Madre Generale M. Mabel Spagnuolo ha rivolto un filiale saluto al vescovo ringraziandolo per aver accettato di presiedere questo “evento molto importante per la Congregazione e ci conforta e dona gioia perché come Don Orione voleva siamo in stretta e dolce comunione alla Chiesa nella sua persona”. Il vescovo nell’omelia ha evidenziato alcuni verbi che sono stati offerti dall’ascolto delle letture della festa dei Santi apostoli Filippo e Giacomo. “Il primo augurio è quello che possa essere Don Orione a parlarvi adesso ed in questi giorni e per certo lui continuerebbe a dirvi ciò che lui vi ha detto e che avete sintetizzato nelle sue stesse parole: donarsi tutto a Dio, tutto al prossimo. L’amore è sempre un tutto! In questa parola che abbiamo ascoltato è un guardare al fondamento, a chi ci ha testimoniato la fede e noi torniamo a radicarci in Lui proprio grazie alla testimonianza degli Apostoli. Nella richiesta di Filippo: Mostraci il Padre e ci basta! Ci richiama a un desiderio profondo di Lui nel nostro cuore. Egli è venuto per questa rivelazione attraverso le sue parole i suoi gesti. Il mondo potrà vedere Dio solo in noi se ci lasciamo trasformare dal fuoco dello Spirito in Lui che è visibilità del volto del Padre” Il vescovo si è poi rivolto direttamente alle Suore capitolari: “Voi siete questo fuoco d’amore, dal cuore di Don Orione che vi invita a voler stare radicate, fondate, unite in profondità a Dio che è la sorgente dell’amore. In questi giorni dovete vivere radicati in questo: nella sua Parola, nel pane spezzato, nel cuore ardente di Don Orione. Misurate le vostre parole sulla Parola del Vangelo ed ogni volta che prendete la parola ricordatevi i volti dei poveri che siete chiamate a servire. Ricordatevi quello siete: Piccole Suore Missionarie della Carità Piccole: perché non si può servire senza essere piccole che è il percorso del Verbo che ha fatto per raggiungere ognuno di noi nel percorso dell’incarnazione. Sorelle: tra di voi nella carità reciproca che è la comunione dove lo Spirito vi parla. Missionarie: chiamate ad andare nel mondo ad annunciare nella carità che Lui è vivo. Carità: mostrando a Dio le opere di quell’amore che ci ha salvato”. Al termine di questa profonda riflessione, il vescovo ha elevato una preghiera d’intercessione al Signore: “questi giorni possano essere davvero giorni dello Spirito, consegnandoci in estrema docilità, essere piccoli, essere in comunione, essere usati come strumento”. Dopo la benedizione, le suore capitolari si sono strette attorno all’Urna di Don Orione per l’appello da parte della segretaria generale Suor Maria Gemma Monceri e l’annuncio dell’apertura ufficiale del XII° Capitolo Generale da parte della Madre Generale. Un augurio di vero cuore a tutte le capitolari perché questo mese così importante per la vita della Congregazione femminile possa essere fortificato dallo Spirito ed illuminato dalla luce del risorto perché posso discernerne, valutare ed attuare le scelte più opportune per il bene della Famiglia così come dal tema scelto possano: “Donarsi tutte a Dio, per essere tutte del prossimo!”

Clicca QUI per ascoltare l'omelia di Monsignor Viola

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Mercoledì, 03 Maggio 2017

Guida per la Parrocchia

Feste, Mercatini, e Vendite di beneficenza: vademecum

Carissimi,
nelle nostre Parrocchie, nei nostri Oratori, nelle nostre Case, capita sovente che si organizzino feste ed eventi, si concedano i locali a terzi per manifestazioni di vario tipo, si organizzino mercatini, vendite di beneficenza, momenti conviviali.
Queste belle occasioni di festa, però, possono trasformarsi in grattacapi se qualcosa non funziona come dovrebbe, se si verifica un piccolo incidente o se qualcuno si sente male. Sovente, anche una festicciola di compleanno può porre dubbi e problemi, in particolare riguardo al cibo: nelle nostre case, infatti, rigidi protocolli HCCP ci mettono in difficoltà rispetto a cibi e dolci provenienti dall’esterno, soprattutto se fatti in casa e, quindi, con ingredienti non rintracciabili e procedure di conservazione non verificabili. In molti casi, per non correre rischi, si sceglie di impedire l’introduzione di cibi non confezionati nelle nostre strutture, ma non sempre questo è possibile e, comunque, penalizza molto tutte quelle occasioni di festa o di beneficienza in cui chiediamo il contributo di amici, parenti, e volontari.
A tal proposito, qualche mese fa sul sito di Avvenire è stato pubblicato un semplice ed interessante vademecum che, con poche e semplici regole ed accorgimenti, ci aiuta a metterci al riparo da rischi e responsabilità (QUI).
Quando l’evento non è nostro, ma concediamo l’uso dei locali a persone esterne spesso lo si fa in buona fede e con una certa semplicità, salvo poi trovarsi ad affrontare situazioni spiacevoli in caso di imprevisti, soprattutto se gli accordi non sono chiari fin dall’inizio.
Più volte durante i nostri Incontri di Bilancio e nei Convegni è stata ribadita la necessità di “far bene il bene” anche da un punto di vista tecnico-amministrativo, non lasciando al caso o al solo buon senso la gestione di eventi e rapporti con i terzi che accedono alle nostre strutture. Spesso ho ricordato l’importanza di far iscrivere al M.O.V. o altra associazione i volontari che ci aiutano nella gestione delle attività, di sottoscrivere accordi o piccoli contrattini per i locali che diamo in uso a terzi, di regolarizzare il più possibile i rapporti di “scambio”.
Anche in questo caso il sito di Avvenire offre valide linee guida per la gestione dei locali e delle feste (QUI). L’articolo rimarca quelle indicazioni e consigli che in più occasioni l’Economato e l’Equipe hanno suggerito a molti di voi; vi invito  leggerlo con attenzione e ad attuare le poche e semplici regole che trovate in fondo.
I due articoli esaminano in maniera specifica situazioni “da Oratorio”, ma le regole e gli accorgimenti consigliati valgono per ognuna delle nostre case, che siano parrocchie, asili, oratori, cottolenghi, vi invito a leggerli e a metterli in pratica.

Cordiali Saluti

L’Economo Provinciale
Don Walter Groppello

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A Foggia presso il Santuario dell’Incoronata la scorsa settimana si è tenuta la festa dell’Incoronata.
I festeggiamenti sono iniziati mercoledì con il rito della vestizione della Madonna con un abito nuovo, quest’anno è stato realizzato un abito ex-novo offerto dalla comunità di Castelluccio Val Maggiore, l’abito riprende quello dell’antichità in cui la Madonna ha anche il velo. A seguire la celebrazione presieduta dal provinciale Don Aurelio Fusi.
Giovedì la tradizionale cavalcata degli Angeli, manifestazione folkloristica dove vengono rappresentate varie scene. Quest’anno il tema lanciato ai 15 paesi partecipanti con oltre 40 carri, era “Maria ci rivela la gioia dell’amore familiare”.
Il sabato la Festa dell’Apparizione, 1016 anni dall’apparizione, pellegrinaggio notturno da Foggia, la mattina prima delle 4 i fuochi pirotecnici che hanno dato l’annuncio dell’apparizione con la lettura di un’antica trascrizione che racconta l’episodio. Alle 4 la Celebrazione della Santa Messa presieduta da Don Leonardo Verrilli, e poi le varie celebrazioni delle comunità presenti terminate alle 11 con la Celebrazione Solenne presieduta dal Vescovo di Palestrina Don Domenica Sigalini.
Domenica ultimo giorno, con Celebrazione serale presieduta dal vescovo emerito di Foggia monsignore Francesco Pio Tamburrino con l’offerta dell’olio donato da tutti i paesi poiché essendoci stata poca produzione di olio durante l’anno tutte le comunità lo hanno offerto così da poter soddisfare le necessità per alimentare la lampada votiva che arde 24 ore su 24.

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Lunedì, 01 Maggio 2017

Don Orione ieri ed oggi

Segnaliamo una nuova pubblicazione di un giovane chierico orionino: Fabian Pitreti.
È una raccolta di alcune interviste effettuate ad alcuni confratelli sulla loro storia vocazionale e sul loro apostolato all'interno della Congregazione.

Per informazioni e richiedere copie:
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Qui di seguito l’introduzione di Fabian:

L’iniziativa di questo libro nasce da due esperienze personali che hanno dato sostanza e gusto a questi miei anni di formazione: la ricchezza ricevuta dalla testimonianza di fede, ma della fede vissuta e non solamente pensata, e la bellezza di testimoniare la vocazione. Infatti, fin da piccolo seminarista, ho sempre sentito lo slancio che nasceva dentro di me nell’ascoltare un prete, una suora o un laico mentre raccontavano la loro vita e ciò che il Signore aveva operato in loro. Come San Paolo ci dice, la fede nasce ex auditu, cioè dall’ascolto, e “prete nasce da prete”, come afferma in una di queste pagine Mons. Andrea Gemma (FDP), uno degli intervistati. Per questo tale opera vuole presentarsi come dialogo, come testimonianza di vita, di fede e di sequela Christi, di 2 vescovi, 9 sacerdoti e un seminarista della Congregazione di Don Orione, appartenenti alla Provincia “Madre della Divina Provvidenza” .
Fin dalle prime righe, desidero avvisare il lettore che nello scegliere le persone non ho voluto puntare solamente sulle élites della Provincia, ma anche su confratelli che vivono il loro servizio nella semplicità, nella solitudine o nella vecchiaia, quindi su alcuni religiosi che, a prescindere dall’età o dal ruolo avuto, hanno portato avanti con autenticità la missione che il Signore ha affidato loro perpetuando così il volto di Don Orione nel tempo, fino ad oggi.
Il lettore potrà individuare accanto a delle domande/risposte un po’ scomode o provocatorie, delle domande/risposte ordinarie e semplici riguardo la vita umana, la missione sacerdotale e orionina. Ho voluto che alcune domande fossero rivolte a tutti gli interlocutori perché il lettore possa gustare la variegata declinazione personale di alcuni valori o aspetti essenziali della vita umana, di un sacerdote e della Congregazione.
Oltre ciò, quest’opera aspira anche a essere, nella sua semplicità, un mezzo per far conoscere il pensiero di Don Orione così come si presenta oggi. Il carisma, infatti, pur essendo sempre lo stesso, è sempre nuovo, rinnovandosi sotto l’azione dello Spirito che lo conduce a sviluppare le potenzialità più appropriate alle esigenze delle società e delle genti a cui lo invia. Si è già scritto un bel po’ su Don Orione. Ci sono libri che riflettono sulla personalità di questo grande santo della carità, sulla storia della Congregazione e sulla specificità del suo apostolato; ora quest’opera vuole essere un tentativo di lasciar parlare Don Orione, oggi, attraverso la voce e l’esperienza di alcuni suoi figli.
Concludendo, vorrei anche sottolineare che questo lavoro è stato pensato come testimonianza per i seminaristi di Don Orione e per quelli che fanno i primi passi nel conoscere il carisma orionino. Mi auguro possa aiutarli a crescere nella conoscenza e nella figliolanza nei riguardi di questo santo. Uno “strano prete”, come lo ha felicemente definito Ignazio Silone, che sapeva far breccia nel cuore dei giovanissimi che incontrava. E lo faceva prendendoli sul serio nei loro sogni, nelle loro speranze e nelle loro paure.
Credo però che ogni persona, con fede o meno, possa trovarvi alcuni spunti interessanti per la propria vita. Don Orione infatti, ha sempre desiderato che la Congregazione non si limiti solamente ad una categoria di persone ma che rivolga il suo servizio e la sua missione di fede a tutti gli uomini, credenti o meno, cattolici o di altre confessioni, perché il “linguaggio della carità” è capito da tutti ed è l’unica via che può salvare l’umanità. In quest’ottica, la mancanza della conclusione dell’opera vuole provocare il lettore a diventare protagonista, quindi nello “scrivere” la conclusione nel proprio cuore. Infatti, la conversazione con i protagonisti del libro, con sé stessi e di conseguenza anche con Dio, non si deve limitare a queste pagine, ma proprio spinti da queste pagine essa si deve prolungare nella vita quotidiana del lettore per poter gustare sempre di più le meraviglie che il Signore compie in noi e con noi, così come ha fatto con Don Orione.

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3