"La nostra preghiera deve essere umile; la nostra preghiera deve essere piena di confidenza."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

convegno apostolico 6

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

La presenza di Gesù, vero Dio e vero uomo, modifica del tutto le relazioni umane, da considerare sotto una luce nuova. Egli rivendica una precedenza assoluta su tutti e su tutto, anche sugli affetti naturali più cari, compresi quelli familiari. Ad essi Gesù antepone anche le relazioni più consone alla sua missione, come quella del profeta che lo annuncia, del giusto che accoglie, del discepolo che lo segue. Non viene risparmiata neppure la propria vita terrena, che non va tenuta per sé, perché la si può ritrovare solo in Gesù, nella sua risurrezione (Vangelo).
Un episodio dell’Antico Testamento ci riferisce il comportamento di un’illustre donna di Sunem, la quale aveva dato un dignitoso alloggio ad Eliseo, perché ritenuto «un uomo di Dio, un santo», che la ricompensa con l’annuncio che diverrà presto madre (I Lettura). San Paolo ci introduce nei misteri della vita di Cristo, della sua morte e risurrezione. Poiché attraverso il battesimo «siamo stati sepolti insieme a lui nella morte», viviamo ora con lui, risuscitato dai morti, e possiamo camminare in una vita nuova (II Lettura).

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Venerdì, 30 Giugno 2017

Comunità Orionina 2017 - 2020

Carissimi confratelli, questa mattina è stato pubblicato dal Direttore generale l'elenco dei Direttori locali per il triennio 2017-2020. Ora, a me, il dovere di pubblicare l'elenco delle nuove comunità (clicca QUI). Ringrazio il Signore per essere giunto a termine di questo impegnativo dovere.

I santi Pietro e Paolo vi accompagnino.

Don Aurelio Fusi

(Direttore provinciale)

Elenco nuove comunità QUI

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“Quomodo stella differt a stella in claritate, etiam sancti‘, così concluse il chierico Luigi Orione la risposta ad una interrogazione di teologia in seminario; il prof. Boveri, sorpreso e compiaciuto, lo guardò e disse: “Bravo Orione. Anche tu sarai una stella”. Fu profeta. Annunciato da una rosa non appassita, “La no Norte da Italia, uma estrela despontou, numa casa bem singela, a estrela entao parou”, come canta un bell’inno a Don Orione del Brasile. “Avete un santo in Casa! Avete una stella in Paese!”, ha ripetuto più volte Don Flavio Peloso, 7° successore di Don Orione e ora parroco a Roma – nella Parrocchia MaterDei –, ai numerosi Pontecuronesi radunati presso il monumento al Santo per la Celebrazione annuale della sua nascita, il 24 giugno alle ore 21.
La Messa è stata concelebrata da Don Paolo Caorsi, parroco di Pontecurone, da Don Fulvio Ferrari, economo generale della Congregazione, da Don Pietro Bezzi e Don Luigi Brazzalotto ben noti per la loro presenza e sevizio a Pontecurone. Il coro parrocchiale ha animato la liturgia con i canti.
“Avere un santo in Paese”, ha detto Don Flavio, sia occasione e stimolo di sintonia religiosa e civile con lui e con i suoi valori, sia forza di unità e di solidarietà nel Paese e nel territorio tortonese”.
Dopo avere accennato ad alcune caratteristiche della vita di Don Orione, Don Peloso ha osservato: “Don Orione è al di sopra delle parti, è di tutti, è per tutti, per parrocchiani, non credenti e indifferenti; per quelli che sono di destra e per quelli di sinistra, per i notabili come per i semplici. Don Orione è dentro di tutti, è un patrimonio comune”. Si percepiva che Don Flavio Peloso parlava da concittadino onorario di Pontecurone, con una sensibilità particolare per il bene religioso e civile del Paese. “La stella Orione brilla nell’oscurità della notte – ha proseguito -, è riferimento e speranza per quanti non vedono ancora la luce raggiante del sole. È della stessa luce del sole, di Dio, che la stella Orione brilla. Anche Dio è di tutti e per tutti, non è di parte. È nella Chiesa ma non è solo in chiesa, come ebbe a dire Don Orione al giovane Ignazio Silone e all’infinità di anime che incontrò ‘fuori di sacrestia’. Che anche Dio sia nel cuore di tutti voi come lo è Don Orione!”

Clicca QUI per ascoltare l'omelia.

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Venerdì 23 giugno presso la Casa Madre delle Piccole Suore Missionarie della Carità è stata presieduta la Santa Messa da Don Achille Morabito, maestro dei postulanti. Era presente la Madre generale Mabel Spagnuolo, alla quale è stata offerta l’Eucarestia per le sue intenzioni, la Superiora provinciale Sr. M. Vilma Rojas, suore delle comunità viciniori e laici volontari della Casa.
La Solennità del Sacro Cuore di Gesù, è un momento di solennità per le Piccole Suore Missionarie della Carità ed è proprio nelle parole di Don Orione che ne capiamo il perché: “La vostra Casa è consacrata al Sacro Cuore. Il Sacro Cuore apparve in questa Casa, su quell’arco che c’è nell’entrata; lì c’era un po’ nero, e ora ci avete messo una piccola statuetta. Apparve il Sacro Cuore tutto sfolgorante e attorno aveva scritto queste parole: Di qui partirà la mia misericordia e la mia gloria. Capite?! Da questa povera Casa si diffonderà la misericordia e la gloria di Dio. Ecco perché fu messa la piccola statua nell’entrata: ecco perché fu messo sull’altare il Sacro Cuore.”

Clicca QUI per ascoltare l'omelia e per l'articolo completo.

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Martedì, 27 Giugno 2017

Buon compleanno, Don Orione!

Riceviamo questo elaborato dal giovane Francesco Volpe, che scrive queste righe per l'appena trascorso compleanno di Don Orione.

Cos’è un miracolo se non un atto di infinita carità? E cos’è la carità se non un aiuto costante nei confronti dei più bisognosi?
Il 23 giugno 1872 a Pontecurone nasceva don Luigi Orione, meglio conosciuto come San Luigi Orione, proclamato santo da Giovanni Paolo II il 16 maggio 2004. Definito più volte come il grande stratega della Carità, il fondatore della Congregazione Piccola Opera della Divina Provvidenza è riuscito con il suo carisma e con i suoi atti di fede a portare il suo nome, di Cristo e della Chiesa Cattolica Romana, al di fuori dei confini nazionali.
Luigi Orione, ancora ventenne, ispirandosi a Don Bosco, aveva già prefissato i suoi obiettivi ed era riuscito intuitivamente a trovare gli strumenti migliori per raggiungerli. Cosciente del fatto che la Divina Provvidenza non lo avrebbe abbandonato e che bisogna fare del bene sempre e del male a nessuno, la missione del Sacerdote è stata quella di abbracciare la Croce di Cristo e di aiutare i più bisognosi. In ogni caso, prima di fondare la sua Congregazione, il sacerdote di Tortona, ha imparato a sacrificare il suo tempo e a organizzarlo in modo costruttivo per acquisire le giuste competenze che gli permettessero di diventare un vero servitore di Cristo.
Don Orione, alla fine, al di là degli ostacoli insormontabili e con un cuore senza confini, è riuscito a mettere in pratica quello che oggi ricordiamo come il suo insegnamento più grande: “La carità salverà il mondo”.  Facendosi farsi largo tra gli emarginati e i più bisognosi, il sacerdote ha fatto breccia negli animi di tutti, adottando metodi laici e alla testa dei tempi. Oggi, lo ricordiamo come il grande stratega della Carità e come una mente brillante; oggi – come allora – brindiamo e cantiamo: “Buon compleanno, Don Orione”.

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Il profeta Geremia (I Lettura), in una pagina delle sue “confessioni”, denuncia le insidie dei suoi detrattori che lo deridono mentre egli mette in guardia il suo popolo dalla sventura: la conquista di Gerusalemme e la deportazione in Babilonia. Aveva provato uno sconforto per l’inutilità del suo annuncio, ma poi la sua fiducia in Dio gli aveva donato forza per proseguire. Per ciò, diventa l’immagine di Gesù che ripete ai suoi discepoli nel discorso missionario del Vangelo di Matteo: «Non abbiate paura».
Anche se perseguitati per quello che proclamano, la loro sicurezza è nella verità che manifestano: Gesù Cristo morto e risorto. Il centro dell’annuncio cristiano può portare derisione, persecuzione; tutto ciò non deve stupire i discepoli del Signore, perché anche i profeti hanno vissuto questo e Gesù stesso è passato attraverso l’incomprensione e la persecuzione. Vi è la garanzia di una vittoria che non è quella del mondo: la Chiesa nasce dal sangue dei martiri. La fede dei cristiani si fonda sul grande paradosso che anche quando per il mondo si è perdenti, nessuno è mai perduto da Dio.

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Nella solennità del Corpo e Sangue di Cristo, i ministri straordinari della Comunione della Diocesi di Tortona sono stati convocati per rinnovare il loro mandato attraverso due incontri catechetici di Don Claudio Baldi e Don Maurizio Ceriani e nella domenica 24 giugno, in Duomo con il Vescovo Mons. Vittorio Viola per l’Adorazione e il canto dei vespri davanti alla presenza reale di nostro Signore Gesù Cristo.
“Vogliamo che questo giorno diventi un annuale appuntamento per adorare il mistero dell’Eucaristia, mistero d’amore per rinnovare quel mandato che la Chiesa vi ha affidato: essere a servizio della comunione eucaristica!” è il messaggio che il vescovo ha dettato ai presenti in Cattedrale.
Clicca QUI per ascoltare le riflessioni e leggere l’articolo completo

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Nei quarant’anni trascorsi dal popolo di Dio nel deserto, emerge l’insegnamento che il nutrimento miracoloso della manna aveva come scopo, oltre la sussistenza in vita, di far capire all’uomo la sua dipendenza assoluta da Dio (I Lettura). Giovanni mette in evidenza l’importanza della realtà storica dell’incarnazione, dalla quale dipende la trasformazione dell’umanità. È attraverso la concreta assunzione della nostra umanità che Gesù ci trasforma, donandoci la sua divinità. Nel discorso eucaristico Gesù ci fa comprendere che dobbiamo unirci alla sua umanità attraverso l’assimilazione della sua carne e del suo sangue.
Alla reazione dei suoi interlocutori, Gesù conferma la durezza delle sue parole, coerenti con l’affermazione «il Verbo si è fatto carne». Gesù collega, inoltre, questo eccezionale convito con la risurrezione corporale dell’uomo: «Io lo risusciterò nell’ultimo giorno» (Vangelo). Paolo scopre in tutto questo una logica: il calice della benedizione è “comunione” con il sangue di Cristo; il pane che spezziamo è “comunione” con il corpo di Cristo (II Lettura). Non si tratta di semplici modi di dire.

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Era il 1928 quando Don Orione posò la prima pietra per dare inizio ai lavori di costruzione del Santuario dedicato a Sant'Antonio di Padova poi inaugurato il 10 giugno 1934 con la prima processione che prese il via dalla Cappella provvisoria sita a pochi metri dal nuovo Santuario che ospitava la statua lignea di Sant'Antonio che ancora oggi viene portata in processione per le vie della parrocchia. Allora fu S.E. Mons. Felice Cribellati ad accompagnare la statua fin dentro il Santuario, con al seguito la banda musicale, voluta da Don Orione, composta dagli orfani che alloggiavano in istituto, seguiti da una marea di devoti. E oggi come allora, il 13 giugno rimane un appuntamento importante sia per i Reggini che per i Messinesi, che giungono alla Collina degli Angeli, per venerare e pregare il Santo dei Miracoli. Nel periodo della Tredicina, sono tanti gli studenti che vengono a pregare ai piedi del Santo per chiedere aiuto e la grazia affinché superino gli esami di licenza media e superiore. Sembrerà strano in questo mondo che vede i giovani di oggi un po' confusi e distanti dalla parola di Dio vederli pregare o scrivere una frase o una dedica sul libro posto ai piedi del “Santo”, ma questa è la Fede, anche se non acclamata, ma interiormente consolidata.
L'inizio della Tredicina prende il via la mattina del 31 maggio è sancita con tredici colpi di mortaio, che tuonano per l'intera città.
La festa non è solo per il quartiere, ma dell’intera Provincia Reggina e dei Messinesi.
Il programma della festa si articola in due fasi. La prima prettamente religiosa, è dedicata alla crescita spirituale, devozionale e umana nella carità così come voluta sia da Sant'Antonio che dal nostro fondatore San Luigi Orione.
La seconda fase è dedicata all'aggregazione, socializzazione di tutti i fedeli, creando così occasioni di crescita umana e sociale.
Il programma della “Tredicina” (31 maggio-13 giugno) sviluppato quest'anno, ha offerto momenti di grande aggregazione e apostolato.
Infatti la programmazione ha previsto tredici giorni veramente intensi.

31/5 Inizio Tredicina e Conclusione del mese Mariano - 3/6 giornata della Cresima -  4/6 Giornata dei Giovani e dei bambini - Benedizione dei Gigli - Serata di Solidarietà con raccolta fondi per i Bambini di Don Orione con lo spettacolo teatrale dell'attore reggino Mimmo Fiore - 6/6 Giornata del pane di S. Antonio - 8/6 Giornata della Dedicazione del Santuario - Convegno su “I Valori - gli ideali che orientano le nostre scelte” organizzato da PTHM (Cavalieri) - 9/6 Giornata della Disabilità e dei Malati - Convegno in auditorium su “Autismo...una via di Speranza” organizzato dal Movimento Laicale Orionino - 10/6 Giornata di Preghiera per la Vocazione alla Vita. In piazza evento della Protezione Civile “ Sono scosso ma non crollo” organizzato dalle Pantere Verdi Sez. Don Orione RC - In auditorium 37° concorso di Poesia Giovani Sempre Memorial Pasquale Calcaramo - 11/6Giornata della Preghiera per la Vocazione alla Fede - in Piazza raccolta sangue a cura dell'AVIS - sempre in piazza Autoraduno delle vecchie 500 con messa all'aperto - in serata Karaoke a cura dei giovani della parrocchia con la partecipazione delle scuole danza “Attiva” – “Passione Latina” e “Reggio Tango - 12/6 Giornata della Preghiera per la Vocazione ad uno stato di Vita - in piazza Commedia teatrale della compagnia “Conca d'oro” dal titolo Chi Dassau u Papà - 13/6 Festa di Sant'Antonio di Padova Messa Solenne presieduta da S.E. Mons. Mondello Arcivescovo di Reggio Calabria, il quale nell'omelia ha espresso parole profonde e a sua volta semplici nel linguaggio, penetrando nel cuore dei fedeli presenti.

Parlando del vangelo di Marco, ricorda che Cristo è venuto per servire non per essere servito e prendendo spunto da queste parole del vangelo ricorda ai presenti che è nostro dovere servire il fratello bisognoso, molto spesso ci dimentichiamo degli anziani dei figli che spesse volte non danno un briciolo del loro tempo per stare con i genitori, è importante dargli affetto e soprattutto rispettarli. Esorta a leggere il vangelo Mons. Morosini, è lì la linfa vitale di ognuno di noi, è in Cristo la nostra forza. Quanti di voi, rivolgendosi ai fedeli, legge i vangeli? Penso pochi, si in casa riposto nella libreria il volumetto c'è ma è pieno di polvere, leggete è importante conoscere la parola, iniziate a leggere e iniziate con il vangelo di Marco è quello il più corto, vi accorgerete come è bella la parola di Cristo. Infine ha parlato delle Beatitudini di Sant'Antonio e della vita spesa in nome di Gesù.  
Alla fine della celebrazione Eucaristica, la processione che si è snodata per le vie della parrocchia, è stata presenziata dal Parroco Don Domenico Crucitti, dai padri Orionini Don Roberto Polimeni e Don Giovanni Carollo. Alle ore 21,00 spettacolo musicale all’insegna dell'allegria con la nostra musica etnica, a cura del gruppo “Taranta Nova dello Stretto” che ha coinvolto i presenti con il ballo in piazza.  A conclusione dei festeggiamenti fuochi pirotecnici.

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Giovedì, 15 Giugno 2017

Milano - Buon cammino Suor Laurette

Oggi, giovedì 15 giugno, i Sacerdoti della Comunità di Milano e le Piccole Suore Missionarie della Carità si sono uniti in un momento di festa per salutare Suor Laurette, che sabato prossimo lascerà il Piccolo Cottolengo per ritornare al suo paese d’origine: il Madagascar.
Al pranzo è seguito il discorso del Direttore Don Pierangelo Ondei che ha espresso il suo sentimento di riconoscenza e gratitudine per il prezioso servizio svolto in questi anni nei confronti degli ospiti.  
Non sono mancati canti di ringraziamento intonati dalle Suore, che hanno dimostrato grande affetto verso la benvoluta consorella!
Cara Suor Laurette, ti auguriamo tutti buon cammino, sulla strada che il Signore ti indicherà!

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