"V’è una rugiada che può sempre ridonare la vita all’anima traviata, e questa rugiada è la lacrima del pentimento."
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Nei quarant’anni trascorsi dal popolo di Dio nel deserto, emerge l’insegnamento che il nutrimento miracoloso della manna aveva come scopo, oltre la sussistenza in vita, di far capire all’uomo la sua dipendenza assoluta da Dio (I Lettura). Giovanni mette in evidenza l’importanza della realtà storica dell’incarnazione, dalla quale dipende la trasformazione dell’umanità. È attraverso la concreta assunzione della nostra umanità che Gesù ci trasforma, donandoci la sua divinità. Nel discorso eucaristico Gesù ci fa comprendere che dobbiamo unirci alla sua umanità attraverso l’assimilazione della sua carne e del suo sangue.
Alla reazione dei suoi interlocutori, Gesù conferma la durezza delle sue parole, coerenti con l’affermazione «il Verbo si è fatto carne». Gesù collega, inoltre, questo eccezionale convito con la risurrezione corporale dell’uomo: «Io lo risusciterò nell’ultimo giorno» (Vangelo). Paolo scopre in tutto questo una logica: il calice della benedizione è “comunione” con il sangue di Cristo; il pane che spezziamo è “comunione” con il corpo di Cristo (II Lettura). Non si tratta di semplici modi di dire.

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Era il 1928 quando Don Orione posò la prima pietra per dare inizio ai lavori di costruzione del Santuario dedicato a Sant'Antonio di Padova poi inaugurato il 10 giugno 1934 con la prima processione che prese il via dalla Cappella provvisoria sita a pochi metri dal nuovo Santuario che ospitava la statua lignea di Sant'Antonio che ancora oggi viene portata in processione per le vie della parrocchia. Allora fu S.E. Mons. Felice Cribellati ad accompagnare la statua fin dentro il Santuario, con al seguito la banda musicale, voluta da Don Orione, composta dagli orfani che alloggiavano in istituto, seguiti da una marea di devoti. E oggi come allora, il 13 giugno rimane un appuntamento importante sia per i Reggini che per i Messinesi, che giungono alla Collina degli Angeli, per venerare e pregare il Santo dei Miracoli. Nel periodo della Tredicina, sono tanti gli studenti che vengono a pregare ai piedi del Santo per chiedere aiuto e la grazia affinché superino gli esami di licenza media e superiore. Sembrerà strano in questo mondo che vede i giovani di oggi un po' confusi e distanti dalla parola di Dio vederli pregare o scrivere una frase o una dedica sul libro posto ai piedi del “Santo”, ma questa è la Fede, anche se non acclamata, ma interiormente consolidata.
L'inizio della Tredicina prende il via la mattina del 31 maggio è sancita con tredici colpi di mortaio, che tuonano per l'intera città.
La festa non è solo per il quartiere, ma dell’intera Provincia Reggina e dei Messinesi.
Il programma della festa si articola in due fasi. La prima prettamente religiosa, è dedicata alla crescita spirituale, devozionale e umana nella carità così come voluta sia da Sant'Antonio che dal nostro fondatore San Luigi Orione.
La seconda fase è dedicata all'aggregazione, socializzazione di tutti i fedeli, creando così occasioni di crescita umana e sociale.
Il programma della “Tredicina” (31 maggio-13 giugno) sviluppato quest'anno, ha offerto momenti di grande aggregazione e apostolato.
Infatti la programmazione ha previsto tredici giorni veramente intensi.

31/5 Inizio Tredicina e Conclusione del mese Mariano - 3/6 giornata della Cresima -  4/6 Giornata dei Giovani e dei bambini - Benedizione dei Gigli - Serata di Solidarietà con raccolta fondi per i Bambini di Don Orione con lo spettacolo teatrale dell'attore reggino Mimmo Fiore - 6/6 Giornata del pane di S. Antonio - 8/6 Giornata della Dedicazione del Santuario - Convegno su “I Valori - gli ideali che orientano le nostre scelte” organizzato da PTHM (Cavalieri) - 9/6 Giornata della Disabilità e dei Malati - Convegno in auditorium su “Autismo...una via di Speranza” organizzato dal Movimento Laicale Orionino - 10/6 Giornata di Preghiera per la Vocazione alla Vita. In piazza evento della Protezione Civile “ Sono scosso ma non crollo” organizzato dalle Pantere Verdi Sez. Don Orione RC - In auditorium 37° concorso di Poesia Giovani Sempre Memorial Pasquale Calcaramo - 11/6Giornata della Preghiera per la Vocazione alla Fede - in Piazza raccolta sangue a cura dell'AVIS - sempre in piazza Autoraduno delle vecchie 500 con messa all'aperto - in serata Karaoke a cura dei giovani della parrocchia con la partecipazione delle scuole danza “Attiva” – “Passione Latina” e “Reggio Tango - 12/6 Giornata della Preghiera per la Vocazione ad uno stato di Vita - in piazza Commedia teatrale della compagnia “Conca d'oro” dal titolo Chi Dassau u Papà - 13/6 Festa di Sant'Antonio di Padova Messa Solenne presieduta da S.E. Mons. Mondello Arcivescovo di Reggio Calabria, il quale nell'omelia ha espresso parole profonde e a sua volta semplici nel linguaggio, penetrando nel cuore dei fedeli presenti.

Parlando del vangelo di Marco, ricorda che Cristo è venuto per servire non per essere servito e prendendo spunto da queste parole del vangelo ricorda ai presenti che è nostro dovere servire il fratello bisognoso, molto spesso ci dimentichiamo degli anziani dei figli che spesse volte non danno un briciolo del loro tempo per stare con i genitori, è importante dargli affetto e soprattutto rispettarli. Esorta a leggere il vangelo Mons. Morosini, è lì la linfa vitale di ognuno di noi, è in Cristo la nostra forza. Quanti di voi, rivolgendosi ai fedeli, legge i vangeli? Penso pochi, si in casa riposto nella libreria il volumetto c'è ma è pieno di polvere, leggete è importante conoscere la parola, iniziate a leggere e iniziate con il vangelo di Marco è quello il più corto, vi accorgerete come è bella la parola di Cristo. Infine ha parlato delle Beatitudini di Sant'Antonio e della vita spesa in nome di Gesù.  
Alla fine della celebrazione Eucaristica, la processione che si è snodata per le vie della parrocchia, è stata presenziata dal Parroco Don Domenico Crucitti, dai padri Orionini Don Roberto Polimeni e Don Giovanni Carollo. Alle ore 21,00 spettacolo musicale all’insegna dell'allegria con la nostra musica etnica, a cura del gruppo “Taranta Nova dello Stretto” che ha coinvolto i presenti con il ballo in piazza.  A conclusione dei festeggiamenti fuochi pirotecnici.

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Giovedì, 15 Giugno 2017

Milano - Buon cammino Suor Laurette

Oggi, giovedì 15 giugno, i Sacerdoti della Comunità di Milano e le Piccole Suore Missionarie della Carità si sono uniti in un momento di festa per salutare Suor Laurette, che sabato prossimo lascerà il Piccolo Cottolengo per ritornare al suo paese d’origine: il Madagascar.
Al pranzo è seguito il discorso del Direttore Don Pierangelo Ondei che ha espresso il suo sentimento di riconoscenza e gratitudine per il prezioso servizio svolto in questi anni nei confronti degli ospiti.  
Non sono mancati canti di ringraziamento intonati dalle Suore, che hanno dimostrato grande affetto verso la benvoluta consorella!
Cara Suor Laurette, ti auguriamo tutti buon cammino, sulla strada che il Signore ti indicherà!

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È molto forte il legame tra Sant’Antonio ed il rione di Via Bissuola a Mestre, il quartiere nel quale, dal 1958, i religiosi dell’Opera Don Orione accolgono tanti giovani di Mestre per l’ambito formativo ed educativo.
Proprio di fronte all’ingresso dell’Istituto vi è una piccola edicola dedicata a Sant’Antonio quale ringraziamento degli abitanti del quartiere al termine della seconda guerra mondiale.
E di quanto sia forte ed importante la devozione a Sant’Antonio ne abbiamo avuto l’ennesima conferma nel momento di celebrazione e di festa pensato ed organizzato dalla Comunità Religiosa del Berna guidata dal Direttore Don Stefano Bortolato.
La Santa Messa concelebrata dai religiosi della Casa e, direttamente da Roma, dall’ex Direttore Don Oreste Maiolini con la partecipazione del parroco della Parrocchia di Santa Maria della Pace, animata dal coro della parrocchia dei Servi di Maria (l’istituto Berna si trova all’interno-vicino ad entrambe le parrocchie) ha visto la presenza di tantissime persone, ben oltre le aspettative.
Tanti amici, tante persone che hanno a cuore Sant’Antonio e il Berna, per la loro importante opera a servizio di tanti ragazzi e giovani di Mestre.
Buonissima poi la presenza di tantissimi collaboratori-dipendenti dell’Istituto, di ogni ambito, soprattutto quello dei docenti dei vari corsi, da quello della scuola primaria a quello del C.F.P., oltre agli studenti universitari ed ai giovani lavoratori della casa Religiosa di Ospitalità.
Al termine della celebrazione il semplice, ma molto atteso ed apprezzato gesto della benedizione del “Panino di Sant’Antonio” con la consegna a tutti i presenti.
Il bel momento insieme, vissuto in un clima davvero familiare e di grande amicizia, si è concluso nel piazzale dell’Istituto dove - accompagnati dalla musica e dalle canzoni di Ciro - il personale della società Sodexo che cura i pasti del Berna, ha servito un ricchissimo e gustosissimo buffet.


NOTA SUL PANINO DI SANT’ANTONIO
In alcune chiese francescane o, comunque, legate particolarmente a sant'Antonio, il giorno della sua festa (13 giugno) si è soliti benedire dei semplici piccoli pani, che poi vengono distribuiti ai fedeli e consumati per devozione.
Tale devozione deriva certamente dall'iniziativa del "pane dei poveri" che nel passato era molto viva e diffusa nelle chiese. Anche oggi, nei pressi della Basilica di Sant’Antonio a Padova, operano la “Caritas antoniana” e l’“Opera del Pane di Poveri”, due organizzazioni che esprimono in forme più attuali e diversificate l'aiuto materiale verso i bisognosi.
L'accentuato e complesso fenomeno della carità, che fa capo al santuario, dipende certo dalla generosità che i pellegrini o i devoti attraverso il “Messaggero di S.Antonio” mettono a disposizione dei poveri. Quanto essi compiono è la continuazione della riconoscenza verso il Santo così prodigo di consigli, aiuto e grazie.
Basti ricordare il commovente episodio del miracolo di Tommasino e della sua giovane mamma che, ottenuta la guarigione del figlio per intercessione del Santo, decise di offrire al convento per un certo periodo di tempo tanto pane quanto pesava il suo bambino, perché potesse essere ridonato alle mamme povere.

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Martedì 13 giugno, la Parrocchia orionina di “San Pietro Apostolo” in Voghera ha celebrato la festa in onore di Sant’Antonio di Padova. Per l’intera giornata, molti fedeli e devoti hanno partecipato alle celebrazioni e portato nelle loro case i “panini benedetti” in onore del Santo. La Celebrazione principale è stata presieduta dal nostro vescovo Mons. Vittorio Francesco Viola cui è seguita la Processione per le vie della città conclusa con il tradizionale “panegirico”.  
“O tu di Padova, mirabil Santo!”, questo bellissimo inno è riecheggiato in onore a Sant’Antonio da parte dei numerosi fedeli della città e dintorni recatisi per invocare la sua protezione e implorare grazie. Il canto delle Lodi ha dato inizio alla giornata che ha visto come da programma la celebrazione delle Sante Messe presiedute dai sacerdoti orionini della comunità e da Padre Cristoforo, custode del Convento dei Frati della città, i quali hanno incentrato la loro riflessione sull’esempio di Antonio “insigne predicatore e patrono dei poveri e dei sofferenti”. Il pomeriggio è festa per “i più piccoli”. Nel cortile dell’oratorio il parroco Don Loris Giacomelli ha benedetto i bambini affidandoli alla protezione del Santo. In Chiesa, è stato recitato il rosario, i solenni vespri e la Santa Messa presieduta da Don Luca Ingrascì, novello sacerdote orionino originario della parrocchia. La sera, il momento solenne della festa con la celebrazione della Santa Messa e Processione per le strade della Parrocchia presieduta dal vescovo Mons. Vittorio Francesco Viola ed animata con canti e preghiere. Al termine, Mons. Viola nel “panegirico” ha posto l’accento ad alcune indicazioni pratiche per i presenti, tratte dagli insegnamenti di vita di Sant’Antonio. “I segni che abbiamo esposto manifestano la nostra partecipazione, modo nel quale diciamo la nostra fede di cui dobbiamo essere contenti e orgogliosi perché è un dono ricevuto e quest’affetto che abbiamo in Sant’Antonio è stato trasformato in una lode d’intercessione per sentire vicino a noi la protezione di Dio attraverso la sua figura. Noi crediamo in un Dio che si è incarnato! La santità in mezzo a noi, nello splendore di Antonio, è il modo con il quale sentiamo Dio accanto a noi. Egli nella sua vita scrisse un’abbondanza di citazioni studiando ed approfondendo la Parola e il Mistero di Dio, segno evidente di un cuore attratto da Lui. Il Signore si è voluto servire per l’annuncio del Vangelo, per la predicazione ardente di Antonio che docile all’azione dello Spirito si lascia usare e tutta la sua vita è presa da questo servizio alla Parola e attenzione per i poveri, gli ultimi. Se muore giovane è perché messo alla prova dalla fatica del lavoro apostolico, Don Orione direbbe: “tre volte morto a motivo del Vangelo”. Vogliamo guardare a lui come modello di vita cristiana e chiedergli qualcosa del desiderio di Dio che ha infiammato il suo cuore, innamorandoci sempre più della Scrittura e lasciare che essa agisca dentro di noi. Vorremmo sentire anche solo per un istante Antonio: il desiderio che lui ha sentito nell’offerta della sua vita per Gesù Cristo, lasciando che poi Dio porti a compimento in ciascuno di noi, il modo che Lui ha pensato di renderci conformi alla Sua offerta. Vogliamo chiedere un miracolo ad Antonio: “sentire quel desiderio d’amore che ha sentito nel vedere i primi martiri francescani. Un desiderio di appartenenza totale, piena, assoluta, incondizionata, illimitata a Gesù Cristo. Vogliamo poter sentire qualcosa della sua solidarietà, del suo amore per i poveri, perché sappiamo che non possiamo amare Dio che non vediamo se non amiamo il fratello che vediamo”. Il vescovo ha poi terminato con questo invito: “Amati da Dio vogliamo imparare ad amarci tra di noi”.

Clicca QUI per ascoltare l'omelia

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Mercoledì, 14 Giugno 2017

Ucraina - cardinale Lubomyr Husar

Il 31 maggio 2017, all’età di 85 anni, è morto il Card. Lubomyr (Husar) Arcivescovo maggiore, emerito, della Chiesa Greco-cattolica Ucraina
La nostra comunità di L'viv è particolarmente legata e grata al Card. Husar.
Fu lui nel 2001, quando la sede della Chiesa Greco-cattolica ucraina era a L'viv (prima del trasferimento a Kyiv) ad accogliere, sostenere ed incoraggiare i primi tre religiosi orionini, Don Egidio Montanari, Don Felice Bruno e Don Ceslao Jojko, giunti in terra ucraina per "impiantare" una prima tenda nel nome di Don Orione.
Nel 2004, firmando la presentazione della prima biografia in lingua ucraina di San Luigi Orione così scriveva: "San Luigi Orione ha fondato una Congregazione che ha come scopo servire il prossimo bisognoso e insegnare alla gente a vivere in comunione. Gli orionini sono giunti qui in Ucraina portando con sé questo messaggio benedetto".
Informato del progresso della nostra opera ha sempre benedetto e approvato i piccoli passi che la Provvidenza permetteva di fare, ha accolto con benevolenza la decisione di inserirci (noi di rito latino) nella Chiesa Greco-cattolica ucraina concedendoci, tramite la Congregazione per le Chiese orientali, la facoltà del biritualismo.
Con la stessa benevolenza e simpatia accoglieva i confratelli che nei vari anni venivano accompagnati da lui per una visita di conoscenza e cortesia, facilitato anche dalla ottima conoscenza che aveva della lingua italiana.
Per diversi anni (dal 1969 al 1991) era stato infatti a Roma ricoprendo vari incarichi all'interno del suo Ordine (Monaci Studiti) e per la Chiesa Greco- cattolica Ucraina, fino a diventarne Vescovo nel 1977 e nel gennaio 2001 l'Arcivescovo maggiore (Capo).
Sempre nel 2001 (il 21 febbraio) veniva nominato da Giovanni Paolo II Cardinale di Santa Romana Chiesa.
Il 21 agosto del 2005 annunciava lo spostamento della sede ufficiale della chiesa Greco-cattolica da quella "storica" di L'viv, a Kyiv, dove si sarebbe trasferito qualche mese dopo.
Il 10 febbraio 2011 rassegnava le dimissioni da Arcivescovo maggiore per raggiunti limiti di età e soprattutto per l'aggravarsi della cecità che lo aveva colpito inesorabilmente.
Nonostante questa infermità continuava la sua attività come "giuda spirituale", consigliere e artefice di varie iniziative legate soprattutto agli eventi scaturiti dopo l' aggressione da parte della Federazione Russa in alcuni territori orientali della nazione ucraina.
Il 2 aprile scorso, mentre nella Cattedrale Greco-cattolica di Kyiv veniva festeggiato il suo 40 ° anniversario di Ordinazione Episcopale, alla fine della Divina Liturgia così si esprimeva con la voce ormai fiaccata dalla malattia, ma chiara ed eloquente: "Vi prego, pregate! Pregate per la nostra Chiesa perché possa svilupparsi in modo da lodare sempre il Signore Dio in servizio del popolo ucraino".
Ci vengono in mente le parole di Don Orione:" Servi di Dio e dei poveri".
Una sintonia che fa del Cardinale Husar la figura più eminente della chiesa Chiesa Greco-cattolica Ucraina, dopo l'indipendenza dall' Unione Sovietica avvenuta nel 1991.
Aveva sempre di mira, nel parlare come nell'agire, questi due punti cardinali che hanno guidato tutta la sua attività pastorale e sociale: Dio e il popolo.
Si è adoperato per la rinascita delle strutture elementari della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina nella vasta parte centrale ed orientale del Paese. Ha viaggiato spesso in varie città e villaggi per trovare e favorire l'organizzazione dei fedeli greco-cattolici, spesso discendenti da famiglie forzatamente trasferite dall'Ucraina occidentale, durante il regime di Stalin.
Nel suo messaggio di cordoglio l'attuale Arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyč, Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica Ucraina così si è espresso: " Il nostro compito è quello di preservare l'eredità spirituale di quest'uomo molto umile ma che aveva una grande attenzione per tutti... L' Arcivescovo emerito Lubomyr è morto senza lasciare un testamento scritto, ma c'è il grande testamento che ci ha lasciato con la sua vita, la sua saggezza, il suo umorismo, anche verso se stesso, e l'ottimismo. Spetta a noi ora continuare questo compito, raccogliere questa testimonianza spirituale e farla diventare la nostra eredità, conservandola e promuovendola".
Cordoglio è stato espresso anche da Papa Francesco per la morte del cardinale Lobomyr Husar. In un telegramma indirizzato a Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, il Pontefice ha ricordato lo straordinario impegno del porporato per la “rinascita della Chiesa Greco-cattolica ucraina”. Ricordo, si legge nel testo, tra l'altro “la sua tenace fedeltà a Cristo, nonostante le privazioni e le persecuzioni contro la Chiesa, nonché “il suo sforzo di trovare vie sempre nuove di dialogo e di collaborazione con le Chiese ortodosse”.
La salma del Cardinale è arrivata a L'viv (sua città natale) il 1° di giugno dove è rimasta per due giorni per ricever l'omaggio dei fedeli e concittadini, nella cattedrale di San Giorgio aperta, per l'occasione, giorno e notte.
L' "ultimo saluto" lunedì 5 giugno, la salma è stata poi sepolta nella cripta della cattedrale.
Cattedrale che lui stesso ha voluto fosse costruita ed ha benedetto nel 2011.
Il 1° giugno in tutta l'Ucraina è stato decretato il lutto nazionale.
Сьогодні від всіх нас Блаженніший Любомир потребує молитви. Тому Українська Церква - як в країні, так і на поселеннях - сьогодні просить у Бога: «Зі святими упокой, Христе, душу вірного слуги Твого, де немає ні зітхання, ні болю, але життя безконечне».
Вічная пам`ять йому!

 

 

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Celebriamo oggi la solennità della Santissima Trinità. Nel video commento Don Renzo Vanoi ci ricorda che che “fare memoria del mistero di Dio uno e trino per il credente significa proclamare l’amore di Dio, così come si è manifestato in Gesù Cristo: attraverso la vita, la parola e l’opera di Gesù noi accogliamo un Dio che si fa vicino all’umanità quale comunità di amore: egli si fa conoscere come Sapienza creatrice, come Parola rivelatrice, come Amore vitale”.
Accogliamo nella nostra vita il mistero di Dio-Trinità per essere partecipi della Comunione del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

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Domenica, 04 Giugno 2017

Vieni, Santo spirito!

Oggi il Padre porta a compimento il Mistero pasquale con il dono dello Spirito Santo, ci dice Don Renzo Vanoi nel video commento. Egli “riempie” il tempo, cioè la storia, i luoghi, ed entra nei discepoli, creando novità e garantendo in modo permanente la presenza rivelatrice e protettrice di Cristo “intercessore” e di Dio, orientando la vita nel segno dell’amore e della speranza. Nella Pentecoste nasce la Chiesa, cioè noi, Comunità degli ultimi tempi “guidata dallo Spirito”: nello Spirito, Cristo e il Padre si rendono sempre presenti per attuare nella Verità l’amore e il servizio. Celebrando, pertanto, la santa Liturgia, facciamoci invadere dal dono dello Spirito per diventare testimoni coerenti e fedeli della salvezza operata da Cristo risorto: “Sì, vieni, Spirito di verità, e rendici capaci di testimoniare, nella nostra esistenza, l’Amore di Dio, infondi in noi il coraggio per saperci proporre al mondo, aiutaci a non avere paura e a venire allo scoperto con la coerenza delle nostre scelte. Rinnova la faccia della terra”!

 

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Continua l’impegno della Provincia Italiana verso i nostri fratelli del Madagascar: dotare di una campana ogni cappella della missione.
Nel corso degli ultimi 2 anni, 24 campane hanno lasciato la fonderia per raggiungere la terra di missione ed alcune già scandiscono la chiamata alla Santa Messa dall’alto dei loro piccoli campanili.
 
In questi giorni altre 6 campane sono state ultimate e sono pronte ad affrontare il lungo viaggio:
25.a campana offerta da ENNECI srl - VENEZIA
26.a campana offerta da Centro don Orione - ROMA MONTE MARIO
27.a campana offerta da Politecnica Friulana - UDINE
28.a campana offerta da Parrocchia S. Giuseppe Cottolengo - BOLOGNA
29.a campana offerta da Villaggio del Fanciullo - PESCARA
30.a campana offerta da Maria Grazia Petruccelli
 
Come le precedenti, anche queste riportano l’effigie di Don Orione ed il nome del donante.
Altre campane sono in attesa di un cuore generoso che voglia imprimere il proprio nome sul bronzo per consolidare il legame di fraternità con i nostri fratelli Malgasci.

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Testimonianze in prima persona dei ragazzi di Genova Camaldoli e dei loro accompagnatori.

Ecco alcuni dei commenti delle “Perle di Don Orione”.
Angelo Bacieffi: “Sono felice che Papa Francesco sia venuto a Genova. Ho provato gioia e serenità a vederlo e ad ascoltare le sue parole”.
Paridi Paolo: “Che contentezza sentir dire Messa dal Papa, come uno dei nostri preti. I canti corali erano molto belli. L’ho visto da vicino e l’ho salutato. Gli voglio bene”.
Natale Bonavera: “Che caldo, si moriva là, sono diventato scuro. Quando l’ho visto, mi è passata la stanchezza, avrei voluto abbracciarlo”.
Luigi Albani: “Sono stato bene alla Messa del Papa, che bello stare lì”.
Noi accompagnatori, Educatori, Infermieri, Operatori Socio Sanitari e Volontari, abbiamo provato molte emozioni: allegria quando è passato con la Papa-Mobile e tenerezza nel constatare la sua visibile stanchezza; riconoscenza verso la guida dei cristiani scelta dal Signore per dare voce alle sofferenze degli ultimi e sostenere i diritti dell’umanità; gratitudine perché mentre ci ricordava la speranza della nostra fede ci esortava a esercitarla nella pratica dell’Amore.
E quando tutto è finito, abbiamo capito perché proviamo sempre gioia quando incontriamo i nostri Papi, essi sono la testimonianza che Dio non ci lascia soli e continua a occuparsi di noi.

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3