"La mercede ci sarà data in proporzione allo spirito di generosità, di letizia e di lavoro che avremo fatto nella vigna del Signore."
Don Orione

Cerca nel sito DOI

VII Convegno Apostolico

convegno apostolico 6

#seguilastella

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Oggi, 18 ottobre, ricordiamo i 25 anni della riapertura della missione in Albania. Il 5 ottobre 1980 il Papa Giovanni Paolo II visitò Otranto e parlando dei martiri di ieri e di oggi, da lì con sguardo profetico disse: “E così nell’odierna circostanza non posso non volgere il mio sguardo, oltre il mare, alla non distante eroica Chiesa in Albania, sconvolta da dura e prolungata persecuzione ma arricchita dalla testimonianza dei suoi martiri: Vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e semplici fedeli.”  Invitando a stare pronti per ritornare ad annunciare il vangelo in quella regione. Nella nuova costituzione approvata nel 1967 il dittatore Enver Oxha, aveva dichiarato l’Albania stato ateo e inasprito la persecuzione contro la chiesa cattolica, le sue istituzioni e le sue proprietà che furono requisite dallo stato. Molte chiese distrutte, altre trasformate, fu proibita qualsiasi manifestazione di fede pubblica e privata. Il Vaticano dichiarato nemico dello stato. Una delle frequenti accuse contro i sacerdoti, i vescovi o laici, per arrestarli era: spie del vaticano.
Il 21 febbraio del 1991 dopo quasi 50 anni di regime ed isolamento dal mondo, la gente abbatté la grande statua del dittatore nella piazza centrale di Tirana e quel fatto segnò la fine del regime comunista. Dopo alcune visite fatte nella primavera del 1992, da Don Giovanni d’Onorio De Meo, superiore della provincia ss. Apostoli il 18 ottobre di quell’anno don Giuseppe De Guglielmo fu il primo orionino che tornò in Albania ad Elbasan perché quella fu la città dove ci indirizzò l’allora nunzio apostolico mons. Ivan Diaz. Parliamo di ritorno perché i primi confratelli in Albania li inviò Don Orione stesso nel 1936. Furono mandati per assistere i numerosi lavoratori italiani che in quel tempo operavano in Albania, ma poi allargarono il loro apostolato prendendo la cura pastorale di varie parrocchie, dell’orfanotrofio di Scutari, aprendo un piccolo seminario e anche una colonia agricola. Terminata la seconda guerra mondiale il partito comunista prese il potere eliminando tutti gli avversari e come prima decisione espulse tutti i missionari cattolici. L’ultimo orionino a lasciare l’Albania fu don Sante Gemelli nel 1946. Dopo i primi anni molto difficili a causa della instabilità politica e sociale e della estrema povertà: rivoluzioni, guerra del Kossovo, clandestini che scappavano, migrazioni interne ed esterne, bande criminali, ci si sta avviando verso una normalizzazione di vita ed anche il lavoro pastorale è più tranquillo. Il 21 giugno del 1998 fu aperta la seconda comunità orionina a Shiroka, villaggio nei dintorni di Scutari, poi nel 2014 è stato realizzato il centro Don Orione a Bardhaj. Nel 2005 abbiamo avuto il primo sacerdote albanese Don Dorian Mjestri di Elbasan ed ora a conclusione di questo 25° ci sarà l’ordinazione del secondo Don Pavlin Preka, di Bardhaj, una gioia per la parrocchia, per la congregazione e per la chiesa.

Condividi su:

Mercoledì 16 ottobre è stato ricordato il 16° anniversario dell'arrivo a L'viv dei primi tre orionini: Don Egidio, Don Felice e Don Joiko.
Persone, fatti, volti, avvenimenti, incontri, costruzioni, bambini, anziani, giovani, disabili, poveri, seminaristi... tutto un mondo che in questi anni si è avvicinato alla nostra opera pastorale e assistenziale per vedere, chiedere, sentire, sperimentare.
Tutto quello che è stato realizzato è stato fatto in nome della Divina Provvidenza.
Tanto resta ancora da fare, da completare, da donare...
Grazie a chi c'era, c'è oggi e ci sarà domani.
Grazie a quanti sostengono con la preghiera, l'amicizia, la solidarietà.
Grazie a quanti hanno accolto il primo invito e con un vero atto di fede hanno risposto positivamente alle proposte.
Grazie alla Divina Provvidenza che ogni giorno ci tiene per mano e guida i nostri passi.
Guardiamo avanti.
Ave Maria e avanti.

Condividi su:

Mercoledì, 18 Ottobre 2017

Tortona - Apertura anno pastorale

A Tortona domenica 15 ottobre si è dato inizio all’Anno Pastorale parrocchiale della nascente Parrocchia “San Bernardino”, ovvero il cambio della sede parrocchiale dalla chiesa di San Michele alla Cripta del santuario. La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal parroco Don Renzo Vanoi insieme al suo vicario e responsabile dell’oratorio Don Sergiu Ursache. Al termine, i numerosi bambini e genitori, insieme dagli animatori hanno proseguito la giornata di festa presso l’oratorio per essere sempre più, come ci indica e chiede il nostro vescovo, “comunità”.
Alle ore 10 nelle note del canto del coro “San Luigi” composto dai ragazzi dell’oratorio è iniziata solennemente la Santa Messa di apertura dell’Anno Pastorale 2017-18. In questa celebrazione erano presenti numerosi bambini del catechismo con i loro genitori, animatori ed educatori, catechisti ed operatori pastorali che in qualche modo ricoprono un ruolo o meglio un aiuto nella comunità. A loro dopo l’omelia è stato dato il “mandato” ovvero la benedizione per l’inizio delle diverse attività. Il parroco Don Renzo Vanoi nell’omelia dopo aver motivato la scelta del cambio della sede parrocchiale da San Michele alla Cripta del Santuario, denominando la Parrocchia sotto il titolo di “San Bernardino”, ha sottolineato alcuni concetti e indicazioni che la comunità tutta è chiamata in prima persona, ognuno nel suo ruolo, di bambino, ragazzo, genitore, educatore per compiere bene questo cammino: “dobbiamo comprendere quanto la messa domenicale sia un momento celebrativo fondamentale in particolare per i bambini con i loro genitori che frequentano la catechesi. Abbiamo bisogno dell’incontro con il Signore, di nutrirsi del suo corpo per essere dei cristiani autentici”. Ha concluso poi con un augurio a tutti in particolare ai formatori nei vari ambiti: “Il Signore ci conceda di essere sempre concordi tra noi, aiutandoci a vicenda perché ci sia davvero una vera comprensione. Ci conduca per mano in questa avventura”. Tutti insieme poi in oratorio, guidati dal chierico Riccardo i ragazzi hanno offerto uno spettacolo ai numerosi bambini e ragazzi che insieme ai genitori hanno condiviso successivamente un momento di fraternità proseguendo poi nello ‘stare insieme’, elemento fondamentale della comunità.

Clicca QUI per ascoltare l'omelia.

Condividi su:

Mercoledì, 11 Ottobre 2017

MLO - Qualcosa da ricordare

In ogni Nazione di presenza orionina, Religiosi, Suore e Laici orionini hanno costituito dei Coordinamenti del MLO, una struttura stabile di comunione. Alcune Linee operative del Coordinamento del MLO sono di riferimento per un cammino unitario. Favorire il 'collegamento' e la 'formazione al carisma' delle tante e diverse realtà di laici orionini sono i due servizi specifici offerti dal Coordinamento del MLO.
Il coinvolgimento dei laici nello spirito e nella vita di Don Orione e della sua Piccola Opera della Divina Provvidenza, oggi divenuto Movimento Laicale Orionino, ha radici storiche sicure e risponde ad una precisa sensibilità e volontà del Fondatore.
Il cammino del Movimento Laicale Orionino, come attualmente inteso, e cioè unitario, diversificato ma coordinato, organizzato, soggetto autonomo identificato dal carisma di Don Orione, in comunione con tutta la Piccola Opera della Divina Provvidenza, ha una storia recente.
L’inizio è chiaramente riconoscibile nella Mozione 11 del Capitolo generale dei Figli della Divina Provvidenza (1992) e delle Piccole Suore Missionarie della Carità (1993): “Per promuovere tra tutti i Confratelli e nei diversi settori delle attività della Congregazione, l’attuazione delle direttive della Chiesa circa la vocazione e il ruolo dei laici (Cfr. Apostolicam actuositatem, Christifide¬les laici ed altri) si chiede che il Governo coordini la progettazione delle iniziative atte a raggiungere gli obiettivi di promozione della vocazione e del ruolo dei laici”.
Dopo due anni dedicati alla conoscenza della situazione e allo studio della realtà laicale che vive nell’orbita di Don Orione nelle diverse nazioni, il Superiore generale indirizzò a tutti i Figli della Divina Provvidenza un “Lettera programmatica” (18.12.1995) per avviare il Movimento Laicale Orionino; ad essa fece subito seguito quella analoga della Superiora generale (23.12.1995) che impegnava anche le Piccole Suore Missionarie della Carità nel medesimo cammino.
Con un coinvolgimento corale di religiosi, religiose e laici si misero in moto i coordinamenti locali, provinciali e centrale. A Rocca di Papa (9-12 ottobre 1997), si realizzò il primo congresso internazionale del MLO che diede dinamismo e creatività al Movimento. Tale evento, confortato da un particolare Messaggio del Papa, può essere considerato l’atto di nascita ufficiale del Movimento. L´11º Capitolo Generale dei Figli della Divina Provvidenza (1998) ha dato un ulteriore impulso alla crescita del MLO.


Pubblichiamo QUI un documento che ricorda le varie tappe del Movimento.

 

Condividi su:

Domenica 8 ottobre, nella Chiesa dei “Santi Pietro e Paolo” in Copparo, ha fatto il suo solenne ingresso l’arciprete Don Daniele Panzeri, sacerdote dell’Opera Don Orione. Erano presenti il direttore provinciale Don Aurelio Fusi, l’economo Don Walter Groppello, i sacerdoti della comunità e i cari amici Don Renzo Vanoi rettore del Santuario di Tortona e Don Paolo Clerici della comunità di Roma Monte Mario, incaricato della casa di Monte Verde e del Gruppo Studi Orionini. Seduti in prima fila i genitori di Don Daniele, i parenti e tanti amici provenienti dal suo paese natale Broncio, da Marghera, Tortona, Roma; non ultimi per importanza tanti parrocchiani che hanno voluto accogliere il nuovo pastore. La liturgia è stata animata dalla corale parrocchiale.
“Narrerò tutte le tue meraviglie Signore”; è la frase che Don Daniele ha scelto per il suo stemma arcipretale nel quale è raffigurato tutto il suo sacerdozio che si protrae nell’azione pastorale che vuole essere quella, come ha detto a conclusione dell’omelia, di “guidare, custodire e far progredire la Chiesa di Dio in Copparo”.
Sul sagrato della parrocchia il primo cittadino a nome di tutti ha rivolto il saluto di benvenuto a Don Daniele nel quale ha sottolineato quanto sia importante la collaborazione tra la Chiesa e la parte civile del paese, quanto sia fondamentale la formazione dei giovani. Insieme hanno poi compiuto il gesto di “aprire le porte della Chiesa”, un gesto che è subito “risposta pratica” di Don Daniele all’invito del sindaco, ovvero quella di camminare insieme per costruire il bene comune. Dopo i riti esplicativi introdotti dal vicario foraneo Don Giovanni Pisa, Don Daniele ha preso possesso della sede presiedendo la solenne celebrazione eucaristica.

Clicca QUI per leggere l'articolo completo e ascoltare l'omelia.

Condividi su:

Alcuni anni fa, durante un discorso alla Stratford University, Steve Jobs invitava gli studenti ad essere “pazzi”. Circa 50 anni prima, San Luigi Orione proprio durante le celebrazioni in onore della “Madonna della Guardia”, pregava ed invitava i suoi figli a farsi “pazzi della carità”. Da quel momento tanti anni sono passati, ma non deve passare l’invito di Don Orione, un invito che diventa meno faticoso solo se “la pazzia” viene alimentata dallo stare insieme, ovvero da quello che Don Orione chiama Spirito di Famiglia.
Nel calendario orionino non esiste appuntamento più indicato per assaporare lo Spirito di Famiglia che la Giornata di Celebrazioni in onore della Madonna della Guardia, e proprio per sentirsi parte di un’unica famiglia l’equipe di gestione del PCDO di Seregno si è recata a Tortona per vivere insieme questa ricorrenza.
La giornata è stata sicuramente molto impegnativa, ma ha davvero contribuito a trasmetterci quella voglia di pazzia che auspicava Don Orione. Per tutta l’equipe di gestione uno dei momenti di maggiore aggregazione è stato sicuramente il pranzo di famiglia durante il quale quel clima di amicizia e fraternità si è proprio respirato; nel pomeriggio la partecipazione alla S. Messa celebrata dal Padre Provinciale Don Aurelio Fusi ha fatto si che si entrasse maggiormente in contatto con il carisma orionino e con il “mistero” di cui tutti facciamo parte.
Lo scorso 29 agosto è stato sicuramente una ricorrenza importante ed una data da ricordare perché è stato, come ha ricordato don Aurelio durante la sua omelia, la soddisfazione di un bisogno di condivisione.

Condividi su:

Domenica, 01 Ottobre 2017

Va' a lavorare nella mia vigna

Ancora una volta Gesù, nel Vangelo di oggi, utilizza l'immagine della vigna. Il padrone chiede ai figli di andare a lavorare nella  sua vigna. Gesù racconta questa parabola ai capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo, le figure che a quel tempo rappresentano il potere cultuale e politico-culturale. Gesù a loro, come a noi, chiede "Che te ne pare?". Il primo figlio non ha la testa per andare a lavorare, ma poi si pente e ci va; il secondo dice subito di sì, poi non ci va. Chi dei due ha fatto la volontà del Padre? Andare nella vigna del Signore è fare la sua volontà: ci sono solo queste due vie per ogni cristiano ed oggi la Parola ci chiede di guardarci dentro e vedere dentro di noi i due figli della parabola. A volte diciamo di no e poi facciamo, altre volte diciamo e non facciamo nulla. Al termine, Gesù esce dalla parabola e aggiunge una chiave di lettura importante per la vita spirituale di ciascuno: i pubblicani e le prostitute si sono pentiti e hanno accolto l'annuncio del Battista. Pentirsi è parte di un cammino, è riconoscersi poveri: non è un atteggiamento pessimista, perché la misericordia di Dio è più grande, pentirsi è la consapevolezza della propria piccolezza che ci fa andare oltre noi stessi, è sapere che nella nostra vita siamo come i due fratelli della parabola, ma che, nell'amore di Dio, possiamo pentirci e ricominciare a lavorare nella sua vigna.

Condividi su:

Tanti bambini in cammino con don Orione

Giornata davvero speciale quella di domenica 24 settembre. Quasi 500 persone si sono messe in cammino nel nome di Don Orione: la parrocchia San Pietro di Voghera ha compiuto i suoi primi 50 anni e li ha festeggiati con questa manifestazione di “Colorundoci”. Il ritrovo era in via Kennedy nell’ex caserma dove è avvenuta la distribuzione di “magliette parlanti” e l’accoglienza degli animatori dell’oratorio. Dopo l’arrivo verso le 15 della statua di don Orione accompagnata da una delegazione di Pontecurone con in testa il sindaco Rino Feltri e i bimbi del Piccolo Cottolengo di Tortona, il parroco Don Loris Giacomelli ha dato inizio alla camminata con una benedizione rivolta a tutti i partecipanti. Il corteo si è subito snodato per le vie della città: in piazza Duomo Don Gianni Captini ha salutato i partecipanti; procedendo in via Emilia verso la Parrocchia San Pietro al gruppo si sono uniti il sindaco Carlo Barbieri e Don Pietro Bezzi, direttore della Casa di Riposo Don Orione di Pontecurone. Davanti alla chiesa San Pietro si sono svolte le premiazioni e finalmente si è dato inizio alla festa. Nella Greenway molti animatori hanno bersagliato simpaticamente i partecipanti con colori variopinti, trasformando molti partecipanti in improbabili arlecchini colorati dalla testa ai piedi, quindi tutti al parcheggio della Dechatlon a rinfrescarsi.
Lo spirito orionino della carità e della condivisione festosa è stato sublimato dalla splendida giornata settembrina di fine estate. Don Loris ha formulato l’auspicio che questa sia stata soltanto la prima edizione di “Colorundoci”.

 

Condividi su:

La parabola dei lavoratori a giornata è la risposta “sconcertante” di Gesù alla domanda degli apostoli che hanno lasciato tutto per seguirlo: “Che cosa ne avremo?”. Il padrone della vigna, che ha dato agli operai quanto era stato concordato, si ritiene nel giusto. Non solo non accetta il loro intervento, ma difende la bontà del suo operato, accusando di invidia l’interlocutore. Matteo, che vede, al di là della parabola, il risentimento del popolo ebraico contro l’eccessiva misericordia divina riguardo ai pagani ammessi “gratuitamente” nel Regno, sa quanto sia difficile comprendere l’agire di Dio, che ci scandalizza (Vangelo).
Dio non pensa come noi e nel suo agire segue vie che sembrano opposte alle nostre: «misericordioso e pietoso è il Signore, lento all’ira e grande nell’amore; buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature» (I Lettura). Il percorrere le vie di Dio ci conducono alla meta, tenuto conto che noi non sappiamo neppure quale via scegliere, come confessa lo stesso Paolo (II Lettura). Convinti che Dio ci vuole bene, abbandoniamoci fiduciosi alla sua volontà.

Condividi su:

Grande festa ieri sera a Paternò al Santuario della Consolazione per la giornata giubilare vocazionale e grande partecipazione. Il solenne pontificale, presieduto da S.E. Monsignor Salvatore Gristina, ha concluso il triduo di festeggiamenti alla presenza delle autorità civili e militari della città. La solenne incoronazione della Madonna, che ha introdotto la celebrazione e il dono dell’indulgenza plenaria con benedizione papale, sono stati momenti di forte emozione.
Don Vito Mandarano, rettore del santuario, Don Enzo Algeri, vicario foraneo e Don Aurelio Fusi, Provinciale della Congregazione Orionina, intervenuti nei ringraziamenti finali, hanno sottolineato l’importanza del Santuario, faro della città e la santità dei cinquant’anni anni di presenza Orionina a Paternò.
È ancora Giubileo!

Condividi su:

Pagina 7 di 53

Cerca nel sito DOI

VII Convegno Apostolico

convegno apostolico 6

#seguilastella

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3