"Amate intensamente la scienza, ma amate assai più l’amor di Dio e la carità tra i fratelli."
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Domenica, 23 Luglio 2017

«Beati i puri di cuore»

Dio è infinitamente paziente perché infinitamente potente; ci dice Don Renzo Vanoi nel video commento alla XVI Domenica del Tempo Ordinario, egli usa pazienza verso gli uomini peccatori, perché li ama e vuole salvarli.
Il suo Regno, nella fase terrena, non si presenta subito perfetto e immune da ogni male: la sua crescita avviene in mezzo a difficoltà e contrasti che urtano contro l’impazienza umana. Ma, al di sopra di essa, sta l’infinita pazienza di Dio, il quale conosce le forze del buon grano, capace di vincere gli ostacoli. Infatti, mentre noi udiamo il grande chiasso del male, il Regno inavvertitamente è presente nel mondo, cresce e agisce come un piccolo seme o come un pugno di lievito nella massa della farina; grazie alla sua prodigiosa energia, al suo fermento, si estende a poco a poco nel mondo, operandone la trasformazione.
L’Eucaristia che ci apprestiamo a celebrare ci insegni il rifiuto verso il male e l’accoglienza del Regno di Dio, perché il mondo intero possa scoprirsi salvato.

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Questa domenica ci presenta il valore della Parola di Dio, sia attraverso la voce del profeta Isaia sia attraverso la parabola evangelica del seme. Beati noi se accoglieremo il germe della parola e lo faremo fruttificare nella nostra vita in opere di giustizia e di pace.
La parabola evangelica del seminatore suggerisce un contrasto evidente tra l’azione di Dio, che continua a seminare nei solchi dell’umanità, e il fallimento umano dei terreni improduttivi. Il profeta Isaia (I Lettura) ci dice che la parola di Dio è efficace, la sua forza fecondatrice è simile all’acqua così attesa dal contadino, celebrata anche nel “canto per il raccolto” dell’odierno salmo responsoriale. La parola uscita dalla bocca e dal cuore di Dio realizza sempre quello che annuncia. L’intera creazione è evocata nella lettera di san Paolo ai Romani (II Lettura). Il cosmo e la natura stessa testimoniano che sta nascendo la nuova umanità composta dai figli di Dio.
Un messaggio di speranza ci giunge dalla parabola del seminatore (Vangelo). Dio è stato prodigo nel seminare la parola. Ha rischiato. Può addirittura sembrarci che abbia seminato invano. Ma il seme germoglia e produce frutti in abbondanza. Si tratta di una realtà misteriosa, che solo chi è aperto allo Spirito di Cristo riesce a capire. La spiegazione della parabola sposta l’accento da Dio che semina all’uomo che ascolta, comprende, aderisce. O, al contrario, trascura, ignora, respinge.

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Nella XIV domenica del Tempo Ordinario il rettore della Basilica Santuario Madonna della Guardia di Tortona, Don Renzo Vanoi, ci ricorda che “di fronte all’agire di Gesù si può solo dire che la logica di Dio è assai diversa dalla nostra; la sua è una logica pasquale: Dio per donare la vita accetta il rischio di morire in Gesù di Nazareth”.  La divina Liturgia che ci apprestiamo a celebrare in questa Pasqua settimanale faccia emergere domande e provocazioni, in modo che affiorino i pesi quotidiani sepolti, le schiavitù più o meno nascoste, le illusioni di salvezza a buon mercato, le aspirazioni spesso confuse, perché possiamo abbandonarci totalmente in Colui che è “mite e umile di cuore” e trovare ristoro.

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La presenza di Gesù, vero Dio e vero uomo, modifica del tutto le relazioni umane, da considerare sotto una luce nuova. Egli rivendica una precedenza assoluta su tutti e su tutto, anche sugli affetti naturali più cari, compresi quelli familiari. Ad essi Gesù antepone anche le relazioni più consone alla sua missione, come quella del profeta che lo annuncia, del giusto che accoglie, del discepolo che lo segue. Non viene risparmiata neppure la propria vita terrena, che non va tenuta per sé, perché la si può ritrovare solo in Gesù, nella sua risurrezione (Vangelo).
Un episodio dell’Antico Testamento ci riferisce il comportamento di un’illustre donna di Sunem, la quale aveva dato un dignitoso alloggio ad Eliseo, perché ritenuto «un uomo di Dio, un santo», che la ricompensa con l’annuncio che diverrà presto madre (I Lettura). San Paolo ci introduce nei misteri della vita di Cristo, della sua morte e risurrezione. Poiché attraverso il battesimo «siamo stati sepolti insieme a lui nella morte», viviamo ora con lui, risuscitato dai morti, e possiamo camminare in una vita nuova (II Lettura).

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Venerdì, 30 Giugno 2017

Comunità Orionina 2017 - 2020

Carissimi confratelli, questa mattina è stato pubblicato dal Direttore generale l'elenco dei Direttori locali per il triennio 2017-2020. Ora, a me, il dovere di pubblicare l'elenco delle nuove comunità (clicca QUI). Ringrazio il Signore per essere giunto a termine di questo impegnativo dovere.

I santi Pietro e Paolo vi accompagnino.

Don Aurelio Fusi

(Direttore provinciale)

Elenco nuove comunità QUI

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“Quomodo stella differt a stella in claritate, etiam sancti‘, così concluse il chierico Luigi Orione la risposta ad una interrogazione di teologia in seminario; il prof. Boveri, sorpreso e compiaciuto, lo guardò e disse: “Bravo Orione. Anche tu sarai una stella”. Fu profeta. Annunciato da una rosa non appassita, “La no Norte da Italia, uma estrela despontou, numa casa bem singela, a estrela entao parou”, come canta un bell’inno a Don Orione del Brasile. “Avete un santo in Casa! Avete una stella in Paese!”, ha ripetuto più volte Don Flavio Peloso, 7° successore di Don Orione e ora parroco a Roma – nella Parrocchia MaterDei –, ai numerosi Pontecuronesi radunati presso il monumento al Santo per la Celebrazione annuale della sua nascita, il 24 giugno alle ore 21.
La Messa è stata concelebrata da Don Paolo Caorsi, parroco di Pontecurone, da Don Fulvio Ferrari, economo generale della Congregazione, da Don Pietro Bezzi e Don Luigi Brazzalotto ben noti per la loro presenza e sevizio a Pontecurone. Il coro parrocchiale ha animato la liturgia con i canti.
“Avere un santo in Paese”, ha detto Don Flavio, sia occasione e stimolo di sintonia religiosa e civile con lui e con i suoi valori, sia forza di unità e di solidarietà nel Paese e nel territorio tortonese”.
Dopo avere accennato ad alcune caratteristiche della vita di Don Orione, Don Peloso ha osservato: “Don Orione è al di sopra delle parti, è di tutti, è per tutti, per parrocchiani, non credenti e indifferenti; per quelli che sono di destra e per quelli di sinistra, per i notabili come per i semplici. Don Orione è dentro di tutti, è un patrimonio comune”. Si percepiva che Don Flavio Peloso parlava da concittadino onorario di Pontecurone, con una sensibilità particolare per il bene religioso e civile del Paese. “La stella Orione brilla nell’oscurità della notte – ha proseguito -, è riferimento e speranza per quanti non vedono ancora la luce raggiante del sole. È della stessa luce del sole, di Dio, che la stella Orione brilla. Anche Dio è di tutti e per tutti, non è di parte. È nella Chiesa ma non è solo in chiesa, come ebbe a dire Don Orione al giovane Ignazio Silone e all’infinità di anime che incontrò ‘fuori di sacrestia’. Che anche Dio sia nel cuore di tutti voi come lo è Don Orione!”

Clicca QUI per ascoltare l'omelia.

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Venerdì 23 giugno presso la Casa Madre delle Piccole Suore Missionarie della Carità è stata presieduta la Santa Messa da Don Achille Morabito, maestro dei postulanti. Era presente la Madre generale Mabel Spagnuolo, alla quale è stata offerta l’Eucarestia per le sue intenzioni, la Superiora provinciale Sr. M. Vilma Rojas, suore delle comunità viciniori e laici volontari della Casa.
La Solennità del Sacro Cuore di Gesù, è un momento di solennità per le Piccole Suore Missionarie della Carità ed è proprio nelle parole di Don Orione che ne capiamo il perché: “La vostra Casa è consacrata al Sacro Cuore. Il Sacro Cuore apparve in questa Casa, su quell’arco che c’è nell’entrata; lì c’era un po’ nero, e ora ci avete messo una piccola statuetta. Apparve il Sacro Cuore tutto sfolgorante e attorno aveva scritto queste parole: Di qui partirà la mia misericordia e la mia gloria. Capite?! Da questa povera Casa si diffonderà la misericordia e la gloria di Dio. Ecco perché fu messa la piccola statua nell’entrata: ecco perché fu messo sull’altare il Sacro Cuore.”

Clicca QUI per ascoltare l'omelia e per l'articolo completo.

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Martedì, 27 Giugno 2017

Buon compleanno, Don Orione!

Riceviamo questo elaborato dal giovane Francesco Volpe, che scrive queste righe per l'appena trascorso compleanno di Don Orione.

Cos’è un miracolo se non un atto di infinita carità? E cos’è la carità se non un aiuto costante nei confronti dei più bisognosi?
Il 23 giugno 1872 a Pontecurone nasceva don Luigi Orione, meglio conosciuto come San Luigi Orione, proclamato santo da Giovanni Paolo II il 16 maggio 2004. Definito più volte come il grande stratega della Carità, il fondatore della Congregazione Piccola Opera della Divina Provvidenza è riuscito con il suo carisma e con i suoi atti di fede a portare il suo nome, di Cristo e della Chiesa Cattolica Romana, al di fuori dei confini nazionali.
Luigi Orione, ancora ventenne, ispirandosi a Don Bosco, aveva già prefissato i suoi obiettivi ed era riuscito intuitivamente a trovare gli strumenti migliori per raggiungerli. Cosciente del fatto che la Divina Provvidenza non lo avrebbe abbandonato e che bisogna fare del bene sempre e del male a nessuno, la missione del Sacerdote è stata quella di abbracciare la Croce di Cristo e di aiutare i più bisognosi. In ogni caso, prima di fondare la sua Congregazione, il sacerdote di Tortona, ha imparato a sacrificare il suo tempo e a organizzarlo in modo costruttivo per acquisire le giuste competenze che gli permettessero di diventare un vero servitore di Cristo.
Don Orione, alla fine, al di là degli ostacoli insormontabili e con un cuore senza confini, è riuscito a mettere in pratica quello che oggi ricordiamo come il suo insegnamento più grande: “La carità salverà il mondo”.  Facendosi farsi largo tra gli emarginati e i più bisognosi, il sacerdote ha fatto breccia negli animi di tutti, adottando metodi laici e alla testa dei tempi. Oggi, lo ricordiamo come il grande stratega della Carità e come una mente brillante; oggi – come allora – brindiamo e cantiamo: “Buon compleanno, Don Orione”.

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Il profeta Geremia (I Lettura), in una pagina delle sue “confessioni”, denuncia le insidie dei suoi detrattori che lo deridono mentre egli mette in guardia il suo popolo dalla sventura: la conquista di Gerusalemme e la deportazione in Babilonia. Aveva provato uno sconforto per l’inutilità del suo annuncio, ma poi la sua fiducia in Dio gli aveva donato forza per proseguire. Per ciò, diventa l’immagine di Gesù che ripete ai suoi discepoli nel discorso missionario del Vangelo di Matteo: «Non abbiate paura».
Anche se perseguitati per quello che proclamano, la loro sicurezza è nella verità che manifestano: Gesù Cristo morto e risorto. Il centro dell’annuncio cristiano può portare derisione, persecuzione; tutto ciò non deve stupire i discepoli del Signore, perché anche i profeti hanno vissuto questo e Gesù stesso è passato attraverso l’incomprensione e la persecuzione. Vi è la garanzia di una vittoria che non è quella del mondo: la Chiesa nasce dal sangue dei martiri. La fede dei cristiani si fonda sul grande paradosso che anche quando per il mondo si è perdenti, nessuno è mai perduto da Dio.

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Nella solennità del Corpo e Sangue di Cristo, i ministri straordinari della Comunione della Diocesi di Tortona sono stati convocati per rinnovare il loro mandato attraverso due incontri catechetici di Don Claudio Baldi e Don Maurizio Ceriani e nella domenica 24 giugno, in Duomo con il Vescovo Mons. Vittorio Viola per l’Adorazione e il canto dei vespri davanti alla presenza reale di nostro Signore Gesù Cristo.
“Vogliamo che questo giorno diventi un annuale appuntamento per adorare il mistero dell’Eucaristia, mistero d’amore per rinnovare quel mandato che la Chiesa vi ha affidato: essere a servizio della comunione eucaristica!” è il messaggio che il vescovo ha dettato ai presenti in Cattedrale.
Clicca QUI per ascoltare le riflessioni e leggere l’articolo completo

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Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

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