"La preghiera deve avere un’anima, e l’anima della preghiera è la fede."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

convegno apostolico 6

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

In questo secondo giorno della Novena il pensiero quotidiano è incentrato sul passo della Genesi (3,15), che è anche l’antifona al Magnificat che ogni sera si canta dopo la Comunione.

“Dobbiamo riflettere sulla caduta nel peccato, dice don Cesare, perchè crea una rottura con Dio“.

Il proposito della giornata vuole essere un Inno di grazia a Maria e Gesù per quello che fanno per tutta l’umanità.

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Porta la data del 20 novembre, festa della Madre della Divina Provvidenza, il Decreto della Congregazione per la Vita Consacrata che approva in forma definitiva, dopo il quinquennio ad experimentum, lo Statuto del Movimento Laicale Orionino.
Il riconoscimento canonico del MLO come Associazione pubblica internazionale di fedeli laici era avvenuta il 20 novembre 2012 (leggi QUI).

È un momento importante e una grande gioia per tutta la Famiglia Orionina che vede riconosciuta definitivamente la forma di vita laicale del carisma orionino. Avviene a 25 anni dal Capitolo generale FDP del maggio 1992 (1993 PSMC) che promosse la vocazione e l'organizzazione del Movimento Laicale Orionino come componente propria e autonoma della Famiglia Carismatica Orionina.

La vita di Don Orione documenta come egli coinvolse i laici fin dagli inizi della fondazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza. Li formò spiritualmente; li preparò per collaborare "dentro e fuori" delle sue opere nell'apostolato della "carità che apre gli occhi della fede" e che "stringe i piccoli i poveri, il popolo alla Chiesa e al Papa, per Instaurare omnia in Christo".
La presenza dei laici, come singoli e come associazioni, è parte integrante della identità e della storia della Piccola Opera della Divina Provvidenza.

statuto MLO

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Inizia oggi, 29 novembre, la Novena in preparazione alla solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Ogni giorno don Cesare Concas, sacerdote orionino del Santuario della Madonna della Guardia di Tortona, offrirà un pensiero per la giornata.

In questo primo giorno la meditazione è incentrata sulla sequela di Maria sulla legge di Dio per ogni famiglia umana. i due pensieri della giornata sono nel guardare a Maria come nostra sorella che vive la sua vocazione di Madre e imitarla nella santità a cui ogni cristiano è chiamato.

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La facciata di una Chiesa è come una “cartolina di benvenuto” e pertanto va curata nei minimi dettagli, rappresentando ciò che l’edificio contiene. La Liturgia nella preghiera di benedizione di una porta della Chiesa invoca il Signore e chiede di donare ai fedeli che varcano questa soglia di “essere accolti alla Sua presenza, animati da fede filiale, perseveranti nell'insegnamento degli Apostoli, nella unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere, e crescere in numero e merito, per edificare la celeste Gerusalemme”. Un impegno vero e proprio che il cristiano si assume entrando dalla porta del Tempio del suo Signore. Pertanto anche il restauro nell’arte sacra è chiamato a conservare e tramandare un messaggio alle generazioni; ed è per questo che la Provincia Religiosa, assieme alla Parrocchia, ha maturato e preso la decisione di restaurare la facciata della Chiesa di “San Michele Arcangelo” in Tortona dopo aver terminato i lavori della facciata della Casa Madre-Paterno e degli appartamenti adiacenti la Chiesa. Lavori eseguiti e seguiti dall’ing. Mauro Sala, presidente nazionale degli ex-allievi, terminati con gli ultimi ritocchi a metà novembre. “L’attività prestata, ha dichiarato l’ing. Sala, ha coinvolto non solo la sfera professionale ma anche quella emotiva, ben sapendo l’importanza di questo edificio sacro nella storia del nostro santo fondatore”. Inoltre sottolinea l’importante dettaglio del cartiglio del portale d’ingresso con la scritta - motto della Congregazione “Instaurare Omnia in Christo” che “vuole suggellare nel tempo lo stretto legame di questa Chiesa con Don Orione. Da ex allievo, conclude, è stata quindi motivo di onore aver avuto la possibilità di prestare la mia opera nel progetto della Congregazione di dare dignità ad un luogo così carico di significati”. In questi ultimi giorni dell’Anno liturgico che ci chiamano a vegliare nell’attesa del Signore, preghiamo perché quanti varcheranno la soglia di questa Chiesa per ascoltare la Parola e celebrare i divini misteri, seguano con docilità la voce del Cristo che proclama: “Io sono la porta della vita eterna”.

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Riceviamo da Don Rolando, Don Dorian e Don Giuseppe Testa notizie dalla missione orionina del Nord Albania.
Carissimi confratelli amici e benefattori vicini e lontani,
il periodo estivo ovunque è un periodo di riposo, di ferie e un po’ di tranquillità; qui nella missione invece è un periodo intenso di attività con i ragazzi e i giovani. Subito appena terminata la scuola a metà di giugno è iniziato l’oratorio estivo a Bardhaj al quale hanno partecipato per 3 settimane oltre 200 ragazzi e una trentina di giovani animatori. Il tema presentato in forma gioiosa con messaggi, giochi, canti è stato “Tutti in scena. Ora tocca a te”. In quei giorni abbiamo avuto la visita di Mons. Giovanni D’Ercole con il gruppo dell’ufficio missionario delle Marche, sacerdoti e laici. Sono rimasti entusiasti della gioia contagiosa che trasmettono i nostri ragazzi. Don Dorian ha guidato una settimana di formazione per ministranti con circa quaranta partecipanti di Bardhaj e Oblike. Don Rolando con un gruppo ha partecipato al meeting dei giovani a Foggia, dal 26 al 30 luglio. Appena tornato è iniziato l’oratorio estivo ad Oblike: 12 giorni intensi con un gruppo di 60 ragazzi vivacissimi, pieni di vitalità e fantasia. Alcuni animatori di Bardhaj hanno collaborato con il gruppo di Oblike e tutto è andato molto bene. Tra tutto questo ci sono stati molti matrimoni preparati e celebrati perché qui da noi nel nord Albania il mese dei matrimoni è agosto. Per le ferie estive gli emigranti ritornano dalle varie nazioni dove lavorano, ritrovano i parenti e si sposano per poi ripartire con le spose.
Il mese di settembre è stato ricco di avvenimenti e feste. Abbiamo iniziato subito con la festa del Kurban Bajram, 60 giorni dopo la fine del mese del Ramadam, mese del digiuno, c’è questa festa mussulmana che ricorda il sacrificio di Abramo chiamato ad offrire il figlio Isacco in olocausto al Signore, ma viene fermato dall’angelo del Signore, la sua obbedienza, anche in una richiesta estrema fu contata come giustizia, anche i mussulmani lo stimano come “l’amico di Dio”, al posto del figlio offrì un caprone, così i mussulmani offrono una parte dell’agnello per i poveri.  Noi con i nostri giovani sotto la guida della regista Verjana Abazaj abbiamo realizzato un recital per il 25° della missione e l’ordinazione di Don Pavlin Preka. A Rreshen c’è stata la consacrazione episcopale di Don Gjergj Meta, nuovo vescovo della diocesi. Bella festa e grande partecipazione di sacerdoti e religiosi. Il 3 settembre Don Rolando insieme al vescovo Mons. Angelo Massafra, è andato a Bar, in Montenegro per la consacrazione della nuova cattedrale dedicata a San Pietro apostolo. Il 5, con alcuni giovani, Don Rolando e Don Dorian sono partiti per il Kossovo, a Prishtina, dove si è svolta la consacrazione della nuova cattedrale santuario dedicata a Madre Teresa di Calcutta. La celebrazione presieduta dal cardinal Don Ernesto Troshiani, delegato del Papa, è stata solenne, la chiesa realizzata è molto bella e imponente. Il 6, a Bardhaj, le suore Oblate hanno iniziato l’asilo, mentre in casa invece abbiamo vendemmiato. Il caldo è stato intenso per tutto l’estate e l’uva si è maturata presto, speriamo in un buon vino. Il 7 di buon mattino siamo partiti tutti per Lushnje per partecipare alla ordinazione episcopale del nuovo vescovo dell’amministrazione apostolica del Sud Albania padre Giovanni Peragine dei padri Barnabiti. Ci siamo incontrati con i confratelli di Elbasan che sono nel territorio dell’amministrazione apostolica e molti altri, sacerdoti e religiosi, venuti per l’occasione. Ha presieduto la celebrazione l’arcivescovo di Tirana Mons. Giorgio Frendo. Bella giornata di festa. Dall’Italia è venuto anche don Felice Bruno, consigliere provinciale alle missioni per conoscere il nuovo responsabile del sud Albania. Il giorno 8 ci siamo svegliati con il fresco perché nella notte ha piovuto un po’. Dopo 4 mesi di caldo intenso e siccità la prima acqua. Nel pomeriggio il tempo si è ristabilito e nella festa della nascita di Maria, il nostro confratello Il chierico Dritan Boka di Bardhaj, ha rinnovato i voti della sua consacrazione nelle mani di Don Rolando delegato del provinciale. Hanno partecipato a questo momento di festa i confratelli di Elbasan e un centinaio di giovani di Bardhaj e Oblike. Un bell’aperitivo ha concluso la festa.
Domenica 10 dopo le celebrazioni mattutine, nel primo pomeriggio Don Rolando è partito per l’aeroporto, lì ha incontrato Don Giuseppe De Guglielmo e insieme sono andati a Milano poi a Montebello della Battaglia, per l’incontro dei direttori in programma dall’11 al 13 settembre. Il giorno 11 in Albania è ricominciata la scuola: elementari medie e liceo. Il 12 anche l’asilo ad Oblike ha iniziato le sue attività. Abbiamo 20 bambini iscritti da 3 a 6 anni. Il 14 a Laç Vau i Dejes è stato consacrato vescovo di Sapa Don Simon Kull, con la sua ordinazione si è ricomposta la conferenza episcopale albanese che a causa dei morti e dei vescovi andati in pensione era da più di un anno incompleta. Un anno di grazia del Signore per la chiesa albanese.
La seconda parte del mese di settembre ci ha visti impegnati nella preparazione dei due eventi che ci hanno riempito di gioia prima il XXV anniversario del ritorno della congregazione in Albania con la apertura della missione ad Elbasan, successivamente l’ordinazione sacerdotale del nostro confratello Don Pavlin Preka a Scutari e la prima S. Messa a Bardhaj.
Con ottobre c’è stata l’apertura dell’anno pastorale, la festa della parrocchia il primo del mese, la festa patronale di Obot il 7 insieme al ricordo della consacrazione della chiesa di Bardhaj dedicata alla Madonna del Rosario, le cresime di 44 giovani il 14 ottobre. L’arrivo di Don Paolin e i vari incontri con il vescovo con il parroco della cattedrale con il cerimoniere per l’organizzazione della liturgia della consacrazione, quindi tutti gli accorgimenti per accogliere degnamente 40 tra confratelli, amici e chierici che sono arrivati per questo evento. Il 21 ottobre nella cattedrale di Scutari piena di fedeli, con 45 sacerdoti concelebranti e 5 diaconi Mons. Angelo Massafra ha consacrato Don Paolin sacerdote. Il pranzo con tutti gli invitati circa 300, si è svolto a Bardhaj nel salone dell’oratorio e nel cortile, grazie al tempo bello che il Signore ci ha donato. Si è concluso con balli e danze popolari albanesi che hanno rallegrato tutti i presenti soprattutto i giovani. La sera c’è stato il secondo momento di questa giornata al teatro Migjeni, il teatro della città dove i nostri giovani hanno presentato il recital “Lolek “il giovane Woitila, sulla gioventù e la vocazione di San Giovanni Paolo II. Bellissimo, ha commosso i 600 spettatori che hanno affollato il teatro in ogni suo angolo disponibile. L’arcivescovo presente, ne è rimasto entusiasta e così anche gli attori e dipendenti del teatro e altri venuti per curiosità. La nostra regista Verjana Abazaj che ha preparato i ragazzi, 67 tra attori, ballerini e coro, in questi due mesi di prove, si è commossa per la presentazione emozionante ed è stata intervistata a lungo dai media presenti. Un giorno pieno di emozioni!
Il 22 giornata missionaria mondiale, a Bardhaj Don Paolin emozionatissimo ha celebrato la sua prima Santa Messa. La predica del giorno l’ha preparata il parroco Don Dorian il saluto finale Don Flavio Peloso direttore Generale emerito. Tutto si è svolto con decoro e grande gioia. I fedeli, che hanno riempito la nostra chiesa, hanno seguito la celebrazione con devozione e attenzione fino ai ringraziamenti finali che Don Paolin ha rivolto a tutti coloro che dall’inizio del suo cammino vocazionale fino ad oggi lo hanno seguito, aiutato e sostenuto nei momenti di difficoltà. Terminati i saluti, le foto e gli auguri ci siamo diretti al ristorante Rinja, nel centro di Bardhaj, e 250 tra confratelli, parenti ed amici hanno preso parte al pranzo animato da balli e musiche popolari fino alle 5 del pomeriggio, poi si è tornati a casa per riposarsi un po’. Il giorno dopo, il 23 ottobre, a seguito della Messa di ringraziamento celebrata nella nostra chiesa tutti gli ospiti dall’Italia sono ripartiti per l’aeroporto e rientrati alle loro sedi. Il 28 festa di San Simone e Giuda abbiamo celebrato la festa patronale di Bardhanjor. Don Paolin si è fermato ancora una settimana ed ha celebrato la santa messa ad Oblike, dalle Clarisse, dai salesiani e domenica 29 ad Elbasan e Gramsh. Per la sua ordinazione sono venuti 3 pullman da queste comunità.
Il giorno 1 novembre Don Paolin ha presieduto la celebrazione al cimitero di Bardhaj, dove è anche sepolto suo padre. C’erano moltissimi fedeli, la devozione verso i defunti in Albania è grande. Il 2 Don Paolin è rientrato a Roma per continuare i suoi studi. Lo accompagniamo con la preghiera. Il 4 novembre abbiamo partecipato in cattedrale a Scutari a una grande concelebrazione nel primo anniversario della beatificazione dei 38 martiri albanesi uccisi in odio alla fede durante il comunismo che per quasi 50 anni ha devastato l’Albania. Domenica 5 al teatro Migjeni si è svolta la replica del recital sulla vocazione del papa Giovanni Paolo II. La prima rappresentazione è piaciuta moltissimo tanto che la direttrice stessa del teatro ci ha chiesto di fare una replica. Il teatro si è di nuovo riempito di spettatori e i nostri ragazzi hanno dato una seconda prova di bravura presentando il recital in maniera emozionante. L’anno prossimo 2018, ricorderemo il XXV anniversario della visita di Giovanni Paolo II in Albania. Il primo papa nella storia che ha visitato l’Albania e che insieme a Madre Teresa presente a Scutari in quella occasione hanno sigillato in maniera definitiva il ritorno della libertà religiosa e la fine dell’esperienza comunista nel paese. Si vuole dare risalto a questo ricordo, abbiamo dato la nostra disponibilità a ripresentare il recital anche al teatro nazionale a Tirana.
Ringraziamo tutti cominciando dal padre Provinciale Don Aurelio, Don Assamouan Pierre Kouassi, consigliere generale alle missioni, i confratelli, i chierici con Don Carlo e Don Hyacinthe che li hanno accompagnati, Don Flavio direttore generale emerito, Don Achille che da provinciale ha sostenuto la missione in ogni sua iniziativa e Don Leonardo, Don Felice, Don Ivaldo, Don Alberto, Don Francesco Mazzitelli, i confratelli di Elbasan e un bel gruppo di amici che in occasione della consacrazione di Paolin sono venuti a Bardhaj. Sono stati dei giorni di benedizione e di gioia condivisa. Preghiamo e speriamo di poter ripetere quanto prima una esperienza simile.  Il Signore vi benedica tutti. Pregate per noi perché l’annuncio del Vangelo porti frutti di santità e pace e il Signore ci doni altre numerose e sante vocazioni.

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Domenica 19 novembre, presso la Basilica-Santuario “Madonna della Guardia” di Tortona il vescovo diocesano Mons. Vittorio Francesco Viola, con la preghiera di consacrazione ha ordinato cinque diaconi della Piccola Opera della Divina Provvidenza di Don Orione: Andrews Arul Dhas (India), Da Silva Josimar Felipe (Brasile), Rodrigues Anderson Cristian (Brasile), Metuor Dabire Pogbèwèlè-yebr Arsene (Burkina Faso), Mosak Piotr (Polonia). Presenti alla celebrazione il superiore generale Padre Tarcisio Vieira e numerosi sacerdoti.
Una celebrazione di famiglia che ha visto la Congregazione arricchirsi di cinque nuovi diaconi chiamati al servizio nella Chiesa. Dopo la chiamata e la loro risposta con l’”Eccomi”, hanno ricevuto dal vescovo indicazioni preziose. Nell’omelia ha ricordato loro innanzitutto come: “La Parola che ha risuonato nell’assemblea incontra oggi il vostro ‘Eccomi’”. “La vogliamo ascoltare così come nuova, ha detto Mons. Viola, un’azione che vuole compiere in voi, nello spazio che avete aperto, dicendo dinnanzi alla Chiesa di Dio il vostro Eccomi, la vostra consegna. Vorrebbe tendere all’Eccomi della Vergine Maria”. Ed è proprio dalla parabola dell’odierna liturgia che il vescovo ricorda loro la preziosità del dono che stanno per ricevere. “I talenti non sono tanto le capacità, ma il dono di questo padrone che fa secondo le capacità di ciascuno. Tutta la nostra vita è un dono, ci sono interventi di Dio nella nostra vita che più degli altri ci mostrano la gratuità del suo donarsi. Il ministero è uno di questi doni sorprendenti”. “Il dono, prosegue il vescovo, è per voi una relazione particolare con lo Spirito che già abita in voi da quando siete stati fatti cristiani. Lo Spirito è già dentro di voi e noi oggi chiediamo a Dio che possiamo avere con lo Spirito, il dono di una relazione particolare che vi fa essere diaconi, servi a servizio della Chiesa e del Vescovo o meglio del suo ministero”. Sottolinea poi come le capacità di ciascuno devono essere messe totalmente al servizio. “C’è un contenuto ultimo di tutto il servizio che il diacono è chiamato a svolgere, nella Parola, nel servizio della carità, nell’essere a servizio della comunione nella comunità, nell’aiutare il vescovo ad esercitare il suo ministero. C’è un nucleo fondamentale che è il servizio di Gesù Cristo il cui contenuto è dare la vita. Si tratta di ricevere il dono in base alle vostre capacità che vi permette di esercitare l’ufficio specifico del vescovo nella Chiesa a favore della comunità. Il dono che riceverete è questa relazione nuova con lo Spirito che vi fa diaconi. È il padre delle misericordie, padre buono che ha donato a noi il suo Figlio e che guarda alla nostra piccolezza colmando la nostra esistenza di doni per voi, con il diaconato”. Ha poi conclusione della riflessione un preciso riferimento ed augurio mettendo in luce il santo fondatore Luigi Orione. “Noi siamo qui perché vogliamo farci guardare dallo sguardo misericordioso del Padre su di noi che è per noi Provvidenza continua. Il modo con il quale si sta davanti a Dio ce l’insegna Don Orione nel suo esporsi alla Provvidenza, nel mettersi nella condizione che quasi impone a Dio di intervenire perché totalmente esposto a Lui. È in questo atteggiamento che i doni possono dare frutto e moltiplicarsi. È così che siete chiamati a stare davanti al dono. Nell’abbandono pieno e fiducia in un Dio che è Provvidenza, amore, misericordia che vuole servirsi di voi per fare sentire il suo amore, la sua misericordia, nella carità prima che dobbiamo ai poveri: la Parola e i Sacramenti e per essere nella comunità strumento di comunione e crescere tra di noi l’amore”.

Ascolta QUI l'omelia di Mons. Viola.

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Nei giorni 2-6 ottobre, Don Felice Bruno, consigliere incaricato per le missioni, ha fatto visita al "Centro Divina Provvidenza" di L'viv.
La nostra "missione", che ha festeggiato qualche settimana fa il suo 16° anniversario di apertura, si trova alla periferia orientale della Provincia, secondo avamposto, con la Romania, verso Est.
In questi 16 anni c'è stata una espansione che ha interessato dapprima la realizzazione di alcune strutture ritenute fondamentali per lo sviluppo dell'"Opera Don Orione in Ucraina" quali la cappella-chiesa parrocchiale, l'oratorio, la caritas, il monastero (casa della comunità) e la struttura per l'accoglienza delle persone disabili (Casa-Cafarnao e Centro occupazionale diurno).
Ultimamente l'attenzione si è concentrata sull'incremento della pastorale vocazionale che sta già dando i suoi frutti.
Sono infatti ben 10 i giovani "in cammino" attualmente presenti nel monastero "Santi Apostoli Pietro e Andrea": 3 candidati che frequentano l'ultimo anno della scuola dell'obbligo; 2 aspiranti che frequentano l'anno propedeutico; 4 postulanti già al secondo anno del biennio filosofico. C'è anche un chierico professo, Juri-Josafat anche lui al secondo anno di filosofia.
Nella prospettiva di avere, tra qualche anno, altri giovani chierici professi uno degli argomenti principali avuti nell'incontro con Don Felice è stato quello della "espansione" delle opere di carità già in atto uscendo dagli angusti confini di L'viv.
La comunità ha iniziato da tempo un serio discernimento.
Ci sono già alcune idee, sono stati presi dei primi contatti, valutando richieste e possibilità in attesa di iniziare, a breve, qualcosa di concreto.
Un secondo argomento affrontato durante l'incontro comunitario riguardava il completamento delle opere iniziate qui a L'viv (in particolare la realizzazione della nuova chiesa).
Durante i giorni di permanenza Don Felice ha avuto modo di incontrare personalmente i confratelli della comunità e i seminaristi ai quali ha presentato le attività che si svolgono negli altri Paesi dove la Provincia è presente "in missione": Romania, Albania e Madagascar, suscitando un vero interesse da parte dei giovani presenti. Non è mancata la visita agli amici disabili, ospiti a Casa-Cafarnao e la presenza durante il primo "ritiro vocazionale" al quale erano presenti una quindicina di giovani.
A motivo della conoscenza della lingua ucraina (Don Felice è stato a L'viv un paio di anni ai tempi dell'apertura della missione) ha potuto partecipare ai momenti comunitari di preghiera e alle Divine Liturgie parrocchiali in maniera attiva.
Alla fine della Divina Liturgia delle ore 12.00, celebrata Domenica 5 novembre, ha rivolto un saluto ai presenti augurando che l'opera iniziata 16 anni fa continui soprattutto grazie all'apporto di nuove vocazioni locali.
Domenica sera nel congedarsi Don Felice ha assicurato che si farà portavoce, in Consiglio, dei progetti per il futuro di questa missione.
Progetti e aspettative che hanno trovato eco anche nel "Convegno Missionario Orionino" tenutosi la scorsa settimana a Montebello della Battaglia (PV).

 

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Lunedì 20 novembre nella solennità della Madonna della Divina Provvidenza, patrona principale della Congregazione orionina, sono stati celebrati i solenni funerali del caro sacerdote Don Mario Bai. Il rito esequiale è stato presieduto dal direttore provinciale Don Aurelio Fusi insieme a numerosi sacerdoti che hanno voluto prendere parte al commiato per il loro caro confratello. Al termine accompagnato dal rettore Don Renzo Vanoi, dal direttore di Genova Don Alessandro D’Acunto e da Fabio Mogni, è stato accompagnato al suo paese natale di Alagna Lomellina (PV) per una preghiera nella Chiesa parrocchiale e la tumulazione nella cappella di famiglia.
È proprio la sua Madonna della Divina Provvidenza che l’ha accompagnato nel suo ultimo passaggio da questo mondo al Figlio suo. Una consegna al Padre di un vero figlio di Don Orione che ha saputo nella sua vita esercitare con grande carità il ministero sacerdotale. Don Bai entrato nella Piccola Opera della Divina Provvidenza il 23-09-1936 a Tortona, ha emesso la prima professione religiosa nel 1942 a Villa Moffa e la professione perpetua nel 1948 durante il tirocinio a Buccinigo d’Erba. È diventato diacono il 25-01-1953 e sacerdote il 12-07-1953 a Roma. Ha emesso il IV voto l’11 agosto 1953 a Castelgandolfo.
Nella sua vita sacerdotale nella Piccola Opera della Divina Provvidenza ha ricoperto diversi incarichi che i superiori gli hanno affidato: tra i seminaristi e i chierici (a Verzuolo come sacerdote novello e poi a Buccinigo, a Tortona al Biennio), insegnante al San Giorgio di Novi Ligure. direttore provinciale, vicario e segretario provinciale. Fu chiamato a Roma nella Curia Generale come segretario del Direttore generale e assistente ecclesiastico degli Ex Allievi. Ha partecipato a 4 Capitoli generali, a 5 Capitoli provinciali e a 10 Assemblee provinciali. In ultimo si trovava al Centro Mater Dei di Tortona dal 2010, dove è stato seguito con premura dai Confratelli e dal Personale del Centro fino al 17 novembre, quanto alle ore 12,30 ha consegnato la sua anima al Padre. Nell’omelia delle esequie il direttore provinciale, con voce commossa ha ricordato e tratteggiato alcune caratteristiche di don Bai collegandole alla liturgia della Parola nella quale è stato proclamato il Vangelo delle Nozze di Cana. “Ricordo Don Mario, ha detto Don Aurelio, con il suo largo sorriso che mi accolse a Buccinigo e proprio nel Vangelo la Vergine Maria, si è rivolta a Gesù con il suo sorriso, conquistando il suo cuore”. Al centro della riflessione pone la bella similitudine “dell’intelligenza del cuore” nella fede e adesione al Vangelo di Maria e quella di Don Mario. “Maria ci indica la via precisa: mettere in pratica nella fede, la fiducia in Gesù. Questi atteggiamenti tipicamente mariani sono stati caratteristicamente di don Mario, perché come Don Orione, ogni figlio della Divina Provvidenza, non solo è figlio della fede, è anche figlio di Maria attuando ciò che è stata la caratteristica più ampia, più ovvia: la donna che ha creduto. Così Don Mario: sacerdote nell’umiltà della fede, nella generosità del suo cuore, è stato un vero seguace del Vangelo e di San Luigi Orione”. Caro Don Mario riposa nella pace e luce del tuo Signore, perché i giusti godono il premio della vita eterna.

Ascolta QUI l'omelia di Don Aurelio Fusi.

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Mercoledì, 22 Novembre 2017

Il ricordo di Don Carlo Sterpi

<<All’alba del 22 novembre si recitarono le preghiere degli agonizzanti. Tremava la voce a chi gli suggeriva: “Gesù, Giuseppe e Maria… spiri in pace con voi l’anima mia” E don Sterpi rispondeva in un soffio parola per parola e baciava il Crocifisso che gli veniva accostato alle labbra.
Verso le nove l’Arcivescovo di Tortona venne ancora una volta a confortarlo della sua presenza e della sua preghiera. C’erano tutti i superiori maggiori, i sacerdoti delle Case di Tortona, la Madre superiora e la Vicaria delle Suore. Parecchi dei presenti non sapevano trattenere le lagrime quando il respiro del morente si fece affannoso e le contrazioni del volto segnarono l’imminente transito.
Ai capi del letto vennero accese, come da suo antico desiderio, le quattro candeline benedette della Madonna, da lui custodite con cura gelosa per la sua ultima ora. E così, mentre dagli astanti si mormorava il santo Rosario, gli occhi fissi su quel volto reclinato, alle undici del 22 novembre l’amato padre affidava la propria anima alle braccia materne di Maria SS. da lui teneramente invocata.
Pochi istanti dopo, don Zanocchi lesse la singolare invocazione contenuta in una lettera sigillata di don Sterpi da aprisi solo dopo la sua morte: "E prego la Madonna, mia buona madre che, come essa ha voluto essere presentata al tempio, così voglia presentare la mia anima al suo Divin Figlio, affinché per la sua intercessione la ammetta nel tempio della gloria”.
Lo scritto portava la data del 21 novembre 1948, festa della Presentazione di Maria SS. al Tempio.>>
Così racconta commosso un testimone della morte di Don Carlo Sterpi, che ricordiamo oggi 22 novembre 2017.


Don Carlo Sterpi fu il primo successore di San Luigi Orione alla guida della Piccola Opera della Divina Provvidenza, della quale è considerato anche co-fondatore, non nel senso di portatore del carisma di fondazione, ma in quanto stretto e determinante collaboratore di Don Orione con il quale visse in totale e costante sintonia.
Di grande personalità umana e spirituale, Don Sterpi volle identificarsi proprio come "primo discepolo e collaboratore di Don Orione", del quale tradusse in formazione e organizzazione pratica gli ideali spirituali e le grandi aperture apostoliche. Da parte sua, Don Orione lo ricambiò con stima e affetto singolari. Alla partenza per la prima visita nell'America Latina, nel 1921, scrisse: "Se Iddio mi dicesse: «Ti voglio dare un continuatore che sia secondo il tuo cuore», io gli risponderei: Lasciate, o Signore, poiché già me lo avete dato in Don Sterpi". A conferma della loro fraterna amicizia, vale quanto Don Orione confidò alla vigilia della sua morte: "Sono più di quarant'anni che Don Sterpi ed io ci conosciamo e ci vogliamo bene veramente, bene grande".
Il 12 marzo 1940 Don Orione morì e, il 13 agosto successivo, il primo Capitolo generale elesse unanimemente Don Sterpi quale Direttore generale della Congregazione. Egli si sottopose in quegli anni a una estenuante mole di lavoro nel nuovo incarico affidatogli e, inoltre, dovette fare fronte ai disagi, alle difficoltà e alle preoccupazioni provocate dalla guerra che insanguinò l'Italia dal 1940 al 1945. Manifestò capacità organizzative, lungimiranza e un sacrificio di sé commovente. Ebbe la consolazione di ricevere, il 21 gennaio 1944, l'approvazione pontificia della Congregazione. Quel "decretum laudis" sulle Costituzioni veniva a suggellare 50 anni di lavoro, di sacrifici e di preghiere. Don Sterpi era raggiante, ma non volle celebrazioni esteriori, ma chiese preghiera e fedeltà: "Nelle Costituzioni, su cui è posato il sigillo della Santa Sede - scrisse - è Don Orione che continua a rimanere in mezzo a noi, con tutto il suo spirito".


Pubblichiamo QUI un documento per il dies natalis di Don Sterpi, raccoglie varie bibliografie e frammenti di storia che lo riguardano da vicino.

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Lunedì, 20 Novembre 2017

Bergamo - Commemorazione defunti

Al Centro Don Orione di Bergamo, Il giorno 7 novembre 2018 alle ore 16.00 è stata celebrata la S. Messa in suffragio del personale e dei parenti del personale defunti.
Molta commozione fra i presenti, che hanno riempito non solo la cappella ma anche i soppalchi.
Il celebrante Don Alessio Cappelli dopo aver letto la splendida preghiera di Sant’Agostino: “Non piangere se mi ami”, nominando tutti i defunti che erano stati segnalati dal personale (oltre un centinaio), rimettendoli alla misericordia del Padre .
A seguire, per rallegrare l’atmosfera e creare clima di aggregazione, è stata servita a tutti la merenda preparata dagli ospiti della Casa e dalle educatrici.

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Los desamparados

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