"La nostra fede è il più grande e divino conforto della vita umana."
Don Orione

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#seguilastella

Los desamparados

 

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

I  giovani del Movimento Giovanile Orionino, che da domenica sono in cammino verso Roma, sono giunti ieri nel primo pomeriggio al Santuario della Madonna del Divino Amore, alle porte di Roma.

"Fa', o Madre nostra, che nessuno passi mai da questo Santuario senza ricevere nel cuore la consolante certezza del Divino Amore. Amen": sono le parole che  Giovanni Paolo II pronunciò il 4 luglio 1999 prima della recita dell’Angelus, al termine della Dedicazione del Nuovo Santuario della Madonna del Divino Amore.

Animati da questo spirito di meditazione e preghiera, i giovani del MGO hanno trascorso un pomeriggio di riflessione, guidati dai sacerdoti che li accompagnano.

Stamattina, una tappa culturale e di preghiera insieme, con la visita alle Catacombe di san Callisto, un luogo che ricorda la storia della Chiesa, la fede ardente e totale delle prime comunità cristiane, giunta fino alla testimonianza estrema del martirio: un momento per fare memoria della storia e per ricordare come anche nella nostra società ci sia bisogno di testimoni credibili del Vangelo, capaci di far parlare la Parola con la vita.

Nel pomeriggio arriveranno anche altri giovani che si uniscono al gruppo dei più "temerari" pellegrini, per prepararsi all'incontro con il Papa: stanotte, pellegrinaggio notturno verso la parrocchia orionina di Ognissanti. Ogni ragazzo sarà collegato tramite il suo telefono al canale Telegram del MGO, in modo da ascoltare i temi proposti per il pellegrinaggio con le cuffiette, senza disturbare la quiete dei luoghi attraversati.

  

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Mercoledì, 08 Agosto 2018

#permillestrade: MGO, Roma si avvicina

Terzo giorno di cammino per i giovani del Movimento Giovanile Orionino, da Castel Gandolfo al Santuario del Divino Amore, alle porte di Roma: 35 giovani che a nome di tutti i giovani orionini si stanno recando a Roma all'appuntamento di sabato con il Papa.

Ieri hanno percorso un tratto della via Francigena, dal Seminario di Villa Borgia a Velletri a Nemi, poi a Castel Gandolfo. Prima di arrivare a Nemi hanno attraversato un tratto di percorso nel bosco, per poi giungere alla meta dove hanno celebrato la Messa, pranzato e doverosamente riposato.

Nel pomeriggio di nuovo sulla via Francigena per raggiungere Castel Gandolfo, dove sono stati accolti dalle suore dopo un'altra decina di chilometri attraverso il bosco. In queto grazioso paesino i giovani si sono potuti riposare anche con un rigenerante bagno nel lago, per i più coraggiosi.

Stamattina sveglia molto presto, prima tappa a Frattocchie, nel convento trappista, poi di nuovo in marcia per arrivare per pranzo al Santuario del Divino Amore, dove è prevista un'attività formativa nel pomeriggio.

 

 

 

 

 

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Il 6 agosto del 1978 morì Paolo VI, nell'anno che poi i giornalisti chiamarono l'anno dei tre papi. Dopo Paolo VI fu eletto al Soglio Pontificio Giovanni Paolo I, prematuramente scomparso il 28 settembre.Infine fu eletto Giovanni Paolo II, che sarà papa per ben 27 anni.

Anche Papa Francesco nell'Angelus di ieri ha ricordato "questo grande Papa della modernità".

Vogliamo ricordarlo allegando un articolo del 2015, uscito in occasione della pubblicazione del libro di Don Flavio Peloso, sacerdote orionino e giornalista, intitolato "Paolo VI, amico di Don Orione", edizioni Rubettino.

Per approfondire con l'articolo "Paolo VI e Don Orione, un'amicizia tra santi" clicca QUI.

 

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Un'ottantina di giovani orionini sono pronti a mettersi in cammino verso Roma e andare ad incontrare Papa Francesco: sabato 11 agosto al Circo Massimo per la veglia e il giorno dopo in San Pietro sono attesi almeno 70mila ragazzi e giovani, molti dei quali arriveranno all'appuntamento dopo diversi giorni di cammino.   Tra questi pellegrini anche 36 orionini che si ritrovano domani a Cisterna di Latina, punto di partenza del loro itinerario verso Roma.


Alcuni numeri di questa iniziativa del Movimento Giovanile Orionino, in adesione al richiamo del Papa: 80 giovani, 26 con meno di 18 anni, 12 religiosi di cui 2 suore, 47 si ritroveranno direttamente a Roma, 34 saranno in cammino dal 5 agosto.
Provenienza: Roma, Albania, Reggio Calabria, Mestre, Marghera, Velletri, Milano, Selargius, Palermo, Tortona.

Per seguire sui social il percorso di avvicinamento all'incontro voluto dal Papa in vista del Sinodo dei Giovani di ottobre, cercate l'hastag #permillestrade, ideato dal Servizio nazionale di Pastorale Giovanile.

Buon cammino, ragazzi!

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In queste giornate di grande caldo, molti sono forse più impegnati a cercare refrigerio dall'afa che a cogliere la portata di alcune notizie di attualità.

Tra queste non può essere trascurata la notizia che papa Francesco ha approvato una modifica al Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2267, sulla pena di morte.

Il nuovo testo è il seguente:

“Per molto tempo il ricorso alla pena di morte da parte della legittima autorità, dopo un processo regolare, fu ritenuta una risposta adeguata alla gravità di alcuni delitti e un mezzo accettabile, anche se estremo, per la tutela del bene comune. Oggi è sempre più viva la consapevolezza che la dignità della persona non viene perduta neanche dopo aver commesso crimini gravissimi. Inoltre, si è diffusa una nuova comprensione del senso delle sanzioni penali da parte dello Stato. Infine, sono stati messi a punto sistemi di detenzione più efficaci, che garantiscono la doverosa difesa dei cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono al reo in modo definitivo la possibilità di redimersi. Pertanto la Chiesa insegna, alla luce del Vangelo, che «la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona», e si impegna con determinazione per la sua abolizione in tutto il mondo".

Si tratta di una citazione di un passo del discorso del Santo Padre  ai partecipanti all’incontro promosso dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, l’11 ottobre 2017. L'approvazione è avvenuta nel corso dell’udienza al prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Luis F. Ladaria, l’11 maggio scorso, e la firma è datata 1° agosto 2018, memoria di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.

Papa Francesco aggiunge anche questo tassello al suo impegno, affinché in ogni parte del mondo, in ogni condizione sociale, sia rispettata e promossa l'inviolabilità e la dignità di ogni uomo.

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Ogni 30 luglio ricorre la giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, promossa dalle Nazioni Unite: è un fenomeno che coinvolge indistintamente uomini e donne, adulti e bambini. Sono destinati allo sfruttamento lavorativo, alla prostituzione, al traffico di organi, all'accattonaggio e alla delinquenza.

L'Onu dedica la giornata del 2018 ai più piccoli, che oltre ad essere vittima di conflitti armati e crisi umanitarie, sono spesso preda di abusi e sfruttamento attraverso mezzi informatici. Tra essi l'organizzazione Save the Children ricorda i minori stranieri non accompagnati in un rapporto pubblicato in concomitanza con questa ricorrenza, intitolato "Piccolo schiavi invisibili" (clicca QUI per leggere il rapporto). Anche i quotidiani italiani hanno pubblicato le notizie di giovani migranti che offrivano sesso in cambio del passaggio alla frontiera francese.

Papa Francesco ha voluto ricordare questa giornata durante la preghiera dell'Angelus di ieri: ha ricordato che non è un fenomeno lontano, "anche qui a Roma" ha detto, è un problema molto vicino alla nostra realtà, perché le rotte migratorie servono a reclutare nuove vittime della tratta.

"Denunciare le ingiustizie e contrastare con fermezza questo vergognoso crimine è responsabilità di tutti" ha detto il Papa.

 

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I ragazzi di Elbasan, in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia in particolare con il Comune di Monfalcone, hanno partecipato al progetto "Welfare Youth Development" stando a stretto contatto tra loro, rafforzando così i legami di amicizia reciproca e scoprendo e rivivendo molte emozioni.

Qui di seguito un piccolo racconto illustrato di questo progetto

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Mercoledì, 25 Luglio 2018

Genova - 80esimo Mons. Martino Canessa

Lunedì 23 luglio, presso l’istituto orionino “Paverano” di Genova, è stato festeggiato l’ottantesimo genetliaco del vescovo emerito di Tortona Mons. Martino Canessa. La festa è stata voluta ed organizzata dal direttore Don Alessandro D’Acunto da poco rieletto economo della Provincia Religiosa che in questi anni di permanenza a Genova ha potuto condividere in diverse circostanze momenti con il vescovo Martino.
Al momento di fraternità hanno preso parte il cardinale arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco, il vescovo di Tortona Mons. Vittorio Francesco Viola, alcuni confratelli amici di Canessa e la comunità orionina genovese.
Al mattino, presso la Cappella dell’istituto, Mons. Canessa ha presieduto la concelebrazione eucaristica ringraziando nell’omelia in modo particolare Don D’Acunto, non solo per l’invito in occasione di questo evento ma per il bene che ha saputo donare in questi anni come direttore. “Devo essere sincero - ha detto Mons. Canessa - mi dispiace che essendo stato chiamato a ricoprire un ruolo importante, debba lasciare Genova dove ha saputo essere un vero padre in questa cittadella della carità orionina”.


Clicca QUI per leggere di più.

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Celebriamo oggi la XVI Domenica del Tempo Ordinario. Tutta la storia della salvezza ci ricorda che Dio non rimane insensibile di fronte alle nostre stanchezze, miserie e ignoranze umane. Se ci rivolgiamo a lui, egli ci ascolta. Sembra che attenda solo quello! Egli ci ha detto che quando ci riuniamo nel suo nome lui è presente. La sua presenza dà sicurezza, serenità e pace. È la presenza del Pastore che conosce sia il suo gregge che i pascoli più ricchi e sicuri. L’Eucaristia è questo segno della presenza reale di Cristo e il sacramento che ci nutre e sostiene nel cammino verso la nostra piena maturità in Lui: lasciamoci condurre da Lui verso la sorgente zampillante dell’Amore per trovare ristoro e consolazione.

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Il Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della CEI, (Conferenza Episcopale Italiana) era presente in questi giorni in Ucraina.

Accogliendo l’invito di Sua Beatitudine Svjatoslav Ševčuk, Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina,il Cardinale, accompagnato da Mons. Vittorio Viola, Vescovo di Tortona, e da una piccola delegazione composta da sacerdoti e laici,  ha partecipato nei giorni 14 e 15 luglio al pellegrinaggio internazionale che si svolge annualmente al Santuario  di Zarvanytsia, principale luogo del culto mariano per la Chiesa greco-cattolica ucraina. Della delegazione faceva parte anche Don Renzo Vanoi, rettore della Basilica-Santuario della Madonna della Guardia di Tortona.
“Per il nostro popolo, provato da guerra e da sofferenza – ha affermato Sua Beatitudine Svjatoslav –, la visita del Cardinale Bassetti è un segno d’affetto e di vicinanza della Chiesa italiana”.

Prima di partecipare alle celebrazioni mariane in programma a Zarvanytsia (la fiaccolata, la Divina Liturgia e il saluto ai pellegrini) il porporato ha fatto sosta nella città di L’viv.
Nella mattinata di sabato 14 luglio la delegazione, accompagnata da Don Egidio Montanari, ha visitato alcuni luoghi simbolo della città come la cattedrale Greco-cattolica che conserva le spoglie dei grandi vescovi maggiori del XX secolo. Dal Metropolita Andrej Septyckyj (1901-1944) che fu guida spirituale durante le due Guerre Mondiali, al cardinale  Josyp Slipyj che per 18 anni ha vissuto nei “Gulag” siberiani; la chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, “memorial” delle vicende storiche attuali e dello scontro con la Federazione Russa; il centro storico di L’Viv,che dal 1998 è stato inserito dall’ UNESCO nell’elenco dei Patrimoni dell’ umanità.  

L’escursione si è conclusa nel nostro orionino “Centro Divina Provvidenza” dove, al suo arrivo, il Cardinale è stato accolto dai giovani disabili di “casa Cafarnao” che hanno regalato all’illustre ospite e a quanti lo accompagnavano alcuni lavoretti eseguiti nel laboratorio occupazionale.

La visita è poi proseguita nella cappella del Centro, dedicata a San Luigi Orione, nell’ attiguo oratorio, per concludersi nel monastero dove il cardinale si è intrattenuto a pranzo con la comunità dei religiosi e alcuni seminaristi.

Prima di iniziare il viaggio per Zarvanytsia, l’illustre ospite, nel salutare affabilmente, ha ringraziato la comunità per il lavoro pastorale e caritativo che svolge da più di dieci anni nel quartiere Topolna. “Stando in mezzo a voi - ha concluso il porporato - ho potuto conoscere meglio Don Orione. Qui da voi si respira il suo spirito di carità e accoglienza dei poveri. Dio benedica la vostra missione”.

Alla delegazione si è aggiunto anche Don Egidio Montanari che così ha potuto partecipare alle celebrazioni svoltesi nel pomeriggio di sabato e alla domenica nella Basilica della Madre di Dio di Zarvanytsia affidando il futuro della nostra “Piccola Opera Don Orione in Ucraina” nelle mani di Maria e della Divina Provvidenza.

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