"Ho bisogno, figli miei, d’essere capito, d’essere seguito, d’essere secondato e, direi, sorpassato."
Don Orione

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Los desamparados

 

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

In occasione della festa della B.V. Maria della Guardia, TeleAlessandria, grazie ad una produzione congiunta con RadioPNR, effettuerà due dirette speciali.
 
Questa mattina, 29 agosto, giorno della Festa verranno trasmessi il Solenne Pontificale dell’Apparizione delle ore 10:30, presieduto dall’Arcivescovo di Milano Mons. Mario Enrico Delpini, e la Santa Messa delle ore 17, presieduta dal Vescovo di Tortona Mons. Vittorio Francesco Viola, seguita dalla Processione.


Le dirette verranno effettuate in alta definizione ed inizieranno 20 minuti prima dell’inizio della Celebrazione, si possono seguire qui oppure a fondo pagina

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Nel nono giorno della novena, ormai giunti alla vigilia, Piero Cuniolo termina le sue meditazioni raccontando come Don Orione seppe trasformare la tragedia dell’incendio in un grande momento di fede culminato con l’imponente processione del 29 agosto 1926 con un concorso di trentamila persone.
Terminiamo le meditazioni e come proposito vogliamo impegnarci ogni giorno nel recitare un Ave Maria perché la nostra fede sia sempre più autentica.

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Sarà Mons. Mario Enrico Delpini, arcivescovo di Milano, a presiedere domani, mercoledì 29 agosto 2018 alle ore 10.30 il solenne Pontificale dell'apparizione presso il Santuario della Madonna della Guardia di Tortona in occasione dalla tradizionale festa della Madonna della Guardia.
Tortona si trasformerà per oltre una settimana nel centro del mondo orionino, con centinaia di fedeli provenienti da decine di nazioni diverse. La festa della Madonna della Guardia ha visto nel corso del tempo la partecipazione di illustri personaggi della Chiesa. Ad esempio all'inaugurazione della statua, che ancora oggi è posta in cima alla torre del Santuario, infatti, parteciparono il cardinale Giuseppe Siri e il cardinale Angelo Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII.
Per i festeggiamenti di quest'anno, sempre mercoledì 29 agosto, alle ore 8.30 verrà celebrata la Santa Messa dei giubilei sacerdotali e religiosi della Famiglia Orionina presieduta dal Direttore generale dell'Opera Don Orione, Don Tarcisio Vieira. Alle ore 18, poi, la processione con la statua della Madonna tra le vie di Tortona fino ad arrivare al Santuario della "Madonna della Guardia". Alle ore 21 e alle ore 22.30 verranno celebrate le sante messe rispettivamente da Don Maurizio Ceriani, prevosto dell'Insigne Collegiata di Casei Gerola (PV), e da Don Renzo Vanoi, rettore della Basilica Santuario "Madonna della Guardia".
«La festa della Madonna della Guardia - dichiara Don Tarcisio Vieira, superiore generale dell'Opera Don Orione – è un appuntamento che la nostra Congregazione vive ogni anno con gioia, e per questo vogliamo onorarlo al meglio con una serie di celebrazioni che coinvolgono tutta la famiglia orionina e che ci aiutano a preparare lo spirito per vivere al meglio questa giornata di festa e di preghiera».
«È straordinario – aggiunge Don Renzo Vanoi, rettore della Basilica Santuario "Madonna della Guardia" – vedere come nei giorni ancora estivi di fine agosto, "il mondo" si concentri a Tortona. Tanti figli e figlie di Don Orione che anche dall'estero vengono per celebrare il loro giubileo sacerdotale e di vita religiosa e di tanti altri pellegrini che vengono dalle valli e zone della nostra Diocesi per pregare Maria e Don Orione. Quello che veramente mi commuove è vedere come a distanza di 79 anni, la memoria di questo gigante della carità sia ancora viva e presente nelle nuove generazioni perché trasmessa da chi prima di loro hanno ricevuto conforto nella fede».

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Lunedì, 27 Agosto 2018

Papa Giovanni Paolo I, un ricordo

Ieri ricorreva il quarantesimo anniversario dell'elezione a Pontefice del cardinale di Venezia Albino Luciani, che prenderà il nome dei suoi predecessori, diventando Papa Giovanni Paolo I.

Un pontificato breve, ma segnato da uno stile semplice e incisivo, che è rimasto nei cuori di molti fedeli: viene ricordato da molti come il Papa del sorriro. Il suo breve pontificato, solo 33 gionri, ha avuto un'importanza speciale per il clima di tensione di quel 1978, dal rapimento e uccisione di Aldo Moro, alle tensioni create dalle Brigate Rosse fino alla morte di Paolo VI.

C'è un legame tra questo Papa e l'opera Don Orione: infatti, volle come suo segretario a Venezia, un sacerdote orionino Don Diego Lorenzi, che operava nelle case per persone disabili del veneziano. Don Diego ha lasciato la sua testimonianza della vita accanto a questo grande uomo e cristiano, che potete leggere integralmente sul sito Messaggi di Don Orione (clicca QUI per andare al memoriale).

Di seguito, proponiamo un video realizzato da Vatican News, che riporta alcune delle più conosciute frasi di Giovanni Paolo I.

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Papa Francesco ha pregato nella procattedrale di St. Mary davanti alla candela per le vittime di abusi e ha risposto alle domande sull'amore e la fede di alcune giovani coppie di sposi e fidanzati. Il clima era intimo e gioioso, dove i pianti dei bambini sono definiti dal Papa “la più bella musica”, "la più bella predica e un grido della speranza”.

Ha ribadito la forza del matrimonio cristiano, di un amore per sempre che è difficile da vivere in una cultura del provvisorio. Tra le tante espressioni usate da Francesco, una in particolare colpisce per la sua incisività e quotidianità. Dice il Papa:

"Io ricordo una volta – avrò avuto cinque anni – sono entrato a casa e lì, nella sala da pranzo, papà arrivava dal lavoro, in quel momento, prima di me, e ho visto papà e mamma baciandosi. Non lo dimentico mai! Che cosa bella: stanco dal lavoro, ma ha avuto la forza di esprimere l’amore a sua moglie! Che  vostri figli vi vedano così, accarezzandovi, baciandovi, abbracciandovi: questo è bellissimo, perché così imparano questo dialetto dell’amore.

Lentamente ma decisamente stiamo dimenticando il linguaggio diretto di una carezza, la forza della tenerezza. Non ci potrà essere una rivoluzione di amore senza la rivoluzione della tenerezza. Sembra che la parola tenerezza sia stata tolta dal dizionario. Col vostro esempio, possano i vostri figli essere guidati a diventare una generazione più premurosa, amorevole, ricca di fede, per il rinnovamento della Chiesa e di tutta la società irlandese."

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Il brano del Vangelo di Giovanni ci mostra lo scandalo che Gesù ha suscitato tra i Giudei e persino tra i suoi discepoli.

Gesù si è proclamato il pane disceso dal cielo, ma un Dio fatto carne, che si dono fino alla fine, facendo del suo corpo e del suo sangue un cibo per la vita, è difficile da accettare.

Ma egli non ha paura di dire tutta la verità, a costo di provare i discepoli e chiedere loro se intendono rimanere o andarsene. La crisi dei discepoli è occasione per GEsù di rinnovare il suo invito, di richiamarli alla vocazione iniziale.

La domanda è valida anche per le nostre comunità oggi, per ogni cristiano: siamo disposti oggi a dire sì al nostro essere battezzati, immersi in Cristo? Vogliamo restare o andare via? Riconosciamo che solo Gesù ha parole di vita eterna o ascoltiamo più volentieri altre lusinghe?

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Si conclude domenica 26 agosto il nono incontro mondiale delle famiglie, iniziato il 21 agosto scorso a Dublino.

Dal 22 al 24 si è svolto il congresso mondiale delle famiglie, sabato 25 è prevista una serata di festa, domenica il Papa celebrerà una Messa solenne in ringraziamento a Dio e alla Santissima Trinità per il dono della famiglia e per la sua santificazione. 

Papa Francesco ha voluto un'immagine simbolo per questo evento, un'icona della famiglia, con Maria e Giuseppe devotamente seduti ai lati di un Gesù adolescente ma già autorevole e centrale rispetto ai genitori.

Prima di partire per l'Irlanda, il Santo Padre ha realizzato un video messaggio: l'incontro mondiale è un momento importante per celebrare e ringraziare Dio del dono della famiglia, per incontrarsi e sostenersi a vicenda nel realizzare quotidianamente la vocazione di un amore federe, di un amore che educa i figli ai valori veri. La famiglia vive in ogni dimensione temporale: ha il passato, nelle radici che sono i nonni, ha il presente, che sono i bambini e i giovani, che si preparano ad affrontare da adulti il loro futuro.

Il Papa chiede a tutti una preghiera, perché l'incontro sia un momento di gioia e di serenità, "una carezza del tenero amore di Gesù per tutte le famiglie e per tutti i figli di Dio".

Per avere più informazioni visita il sito dell'evento cliccando QUI

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Oltre novantamila giovani ieri in Piazza San Pietro per la celebrazione dell'Eucarestia e poi l'Angelus con il Papa. Tra questi giovani che hanno riempito la piazza della loro gioia, anche i nostri ragazzi del Movimento Giovanile Orionino, accompagnati da sacerdoti, suore e animatori.

Prima dell'Angelus, ha parlato brevemente il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcolape Italiana, che ha promosso l'evento: anche lui ha ammesso che è difficile tradurre in parole le emozioni di queste giornate, fatte di cammino, comunione, fatica e di tante storie che sono così belle che per pudore non si possono raccontare. "Ci aiuti a tornare a casa" cdice Bassetti al Papa, quasi a voler chiedere un aiuto per tutti i giovani per non perdere, una volta tornati nella quotidianità, la gioia della fraternità vissuta.

Papa Francesco nel suo discorso ha preso spunto dalla lettera di San Paolo agli Efesini, seconda lettura del giorno, testo che esorta i cristiani a distinguersi nella carità, abbandonando i comportamenti che rattristano lo Spirito, perché, dice il Papa, sono in contraddizione con il suo insegnamento.

Niente cristiani ipocriti, niente cristiani tiepidi: Francesco fa ripetere più volte ai giovani una frase, "é buono non fare il male, ma è malo non fare il bene". Questo chiede il Papa ai giovani, il coraggio non solo di non fare niente di male, ma soprattutto il coraggio di fare il bene, di essere testimoni con la vita della gioia di essere amati da Dio.

     

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Nè il caldo nè la fatica hanno fiaccato i giovani che ieri si sono stretti attorno a Papa Francesco, che li ha chiamati a Roma, in preparazione al Sinodo dei giovani che si celebrerà a ottobre.

Anche i ragazzi del Movimento Giovanile Orionino c'erano e, come voleva don Orione, hanno mostrato al Papa il loro affetto.

Nella giornata di venerdì, dopo il pellegrinaggio verso Roma, hanno girato la città in una caccia al tesoro sui luoghi che raccontano la vita di Don Orione nella Città Eterna. Nella Santa Messa Don Giuseppe Volponi, consigliere provinciale incaricato della pastorale giovanile, ha consegnato a ciascuno la pergamena che ricorda il pellegrinaggio e che invita a continuare a camminare sulla via di Dio.

E finalmente è giunto il sabato, il giorno tanto atteso della festa con il Papa: caldo, qualche coda per i controlli di sicurezza e poi la maestà del Circo Massimo pieno di giovani, desiderosi di mostrare a tutti la gioia di seguire Gesù, il coraggio di sognare cose grandi, come ha detto il Pontefice, la forza di essere testimoni di un regno che è qui oggi, in mezzo a noi.

Forse gli scettici penseranno "Ma sono davvero così pieni di entusiasmo e fede i ragazzi dei nostri oratori?". Prima che parlino i fatti, le azioni che questi giovani faranno e la gioia che porteranno a casa da Roma, lasciamo che parlino i loro volti, i loro sorrisi nelle foto che li ritraggono durante questa esperienza. 

Guardandole, non viene da sorridere anche a voi?

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I giovani pellegrini del MGO hanno vissuto ieri una giornata di riposo e preghiera.

Si sono recati alle catacombe di San Callisto, dove una guida ha spiegato la storia delle prime comunità cristiane nell'antica Roma. All'interno delle catacombe è stata celebrata l'Eucarestia, un momento di grande raccogliemento ricordando i martiri che hanno testimoniato la fede con la loro vita.

Nel pomeriggio, un po' di relax e l'accoglienza dei nuovi gruppi orionini in arrivo, con la testimonianza di chi ha vissuto questi giorni di pellegrinaggio e la preparazione del pellegrinaggio notturno verso Ognissanti, sulla via Appia Antica.

Partenza a mezzanotte e arrivo alle 4.30 alla Chiesa di Ognissanti, con la celebrazione della santa messa alle 5: ora un po' di meritato riposo.

Domani mattina tutti i giovani saranno al Circo Massimo, per testimoniare con il loro entusiamo che la promessa di felicità a cui hanno creduto allora i cristiani delle Catacombe è valida ancora oggi.

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