"Carità, carità, carità: in lungo e in largo. Ed in tutto carità."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

convegno apostolico 6

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Venerdì 9 febbraio si è svolto un bel momento di vita ecclesiale al Centro Don Orione di Ercolano. I giovani hanno incontrato il Cardinale Sepe, in un incontro chiamato A tu per tu.

Su apprezzata e condivisa richiesta dei parroci del nostro decanato locale – San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano e San Sebastiano al Vesuvio – il Centro ha ospitato una folta rappresentanza di giovani – più di 300 – che hanno incontrato l'Arcivescovo Crescenzio Sepe per consegnargli, come richiesto anche da Papa Francesco, i loro interrogativi più pressanti in vista delle celebrazione ad ottobre del prossimo Sinodo dei giovani.

L’incontro, nella sua fase preliminare dell’accoglienza, è stato avviato da una festosa serie di canti utili ad acclimatare i presenti allo scopo dell’incontro. E’ quindi seguito un breve momento di preghiera articolato sulla triplice proposta dell’accogliere Gesù, dell’ascoltarlo e del parlargli. E’ stato quindi proposto un breve filmato utile a riproporre ai presenti il senso, il significato e il valore del Sinodo stesso. Di seguito, con l’aiuto di alcune slides sono state visualizzate le grandi domande che i giovani hanno consegnato al Cardinale perché le invii agli uffici di segreteria del Sinodo quale concreto contributo della nostra Chiesa di Napoli. Molte calorose e cordiali standing ovations di approvazione hanno ottenuto le riflessioni proposte dal pastore della Diocesi che “a caldo” ha voluto in prima persona risponde ad alcune domande postegli quasi a tranello in quanto non precedentemente programmate. Una sosta prolungata e affettuosamente paterna tra i giovani stessi, da parte del Cardinale, ha concluso piacevolmente la serata.

 

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Nel 1992 papa Giovanni Paolo II istituì la Giornata Mondiale del malato, come momento forte di preghiera e condivisione per riconoscere nel sofferente il Volto di Gesù. Scelse l'11 febbraio, giorno in cui si ricorda la prima apparizione della Madonna a Lourdes, meta di pellegrinaggio e di speranza per molti malati, luogo ove affidare a Maria il proprio dolore e cercare la pace interiore.

Il messaggio di Papa Francesco per la ventiseiesima Giornata del Malato richiama le parole di Gesù sulla croce,con cui affida sua madre a Giovanni e Giovanni alla madre.

Il Papa richiama la comunità cristiana al servizio ed alla cura dei malati, una lunga tradizione che caratterizza la storia della Chiesa e di cui fa parte anche l'opera fondata da Don Orione.

Dice Francesco che oggi è importante "preservare gli ospedali cattolici dal rischio dell’aziendalismo, che in tutto il mondo cerca di far entrare la cura della salute nell’ambito del mercato, finendo per scartare i poveri. L’intelligenza organizzativa e la carità esigono piuttosto che la persona del malato venga rispettata nella sua dignità e mantenuta sempre al centro del processo di cura."

Una strada, questa, che con fatica e impegno, si cerca ogni giorno di seguire nelle Case orionine, con il progetto Qualità di Vita ed i suoi strumenti, ispirati dalle parole di Don Orione "nel più misero degli uomini brilla l'immagine di Dio".

Per leggere il messaggio di Papa Francesco clicca QUI

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Ieri, 8 febbraio, alle ore 9:30 Il Cardinale Thimoty M Dolan, insieme a 20 sacerdoti della Diocesi di New York (USA) ha visitato il Santuario orionino di Santa Rosalia a Palermo. In mattinata poco dopo la visita è stata celebrata la S. Messa.
Al Cardinale e ai sacerdoti sono state donate delle ampolle con l'acqua della grotta.

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Anche quest’anno, presso Villa San Biagio, si è svolto il triduo in preparazione alla festa in onore di San Biagio vescovo e martire.
Tanta devozione ha portato numerosissimi fedeli, amici, ex allievi e benefattori, a partecipare alle celebrazioni in programma nella chiesa dedicata al santo.
I fedeli hanno potuto ricevere, per intercessione di San Biagio, la tradizionale benedizione della gola, il panino benedetto ed una candela, monito per ogni cristiano ad essere sempre desto, luminoso e portatore di luce e calore.
Facciamoci santi con San  Biagio e San Luigi Orione.

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Venerdì 26 gennaio, presso il Duomo di Voghera, si è svolto il primo dei tre incontri sulla Parola guidati dal biblista orionino don Achille Morabito che ha ricoperto nella Congregazione diversi ruoli di responsabilità e di formazione, attualmente risiede a Tortona come direttore della Casa Paterno e maestro dei postulanti. Documenti di riferimento per questi incontri saranno la Dei Verbum, la Lettera Enciclica Providentissimus Deus di Papa Leone XIII, sullo studio della Sacra Scrittura e la Verbum Domini. Quattro sono gli scopi per cui siamo qui, ha subito indicato don Achille: “riscoprire la bellezza della Parola di Dio ponendola al centro della vita cristiana; socializzare con la Parola; ripartire dall’annuncio; creare gruppi di ascolto”. Alcuni spunti nella riflessione sono stati pilastri fondanti per una comunità che “deve vivere della Parola, radunandosi attorno ad essa, creando qualcosa per cui avvicinarsi sempre di più a questa fonte inesauribile di salvezza”. Il prossimo incontro sarà venerdì 2 febbraio alle ore 21, l’ultima sera,  venerdì 9, verrà proposto ai presenti l’esercizio della Lectio Divina, per mettere in pratica la trasformazione dell’ascolto in preghiera.

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Domenica, 28 Gennaio 2018

Roma - Convegno delle parrocchie

Il segretariato provinciale dei santuari e delle parrocchie ha organizzato per il terzo anno un convegno, che si è svolto a Roma dal 25 al 27 gennaio.

I partecipanti hanno riflettuto sul tema "Famiglia e giovani: insieme per l'Evangelizzazione!": proprio per questo oltre agli operatori impegnati nella pastorale familiare sono stati invitati anche operatori della pastorale giovanile. Quest'anno infatti sarà un anno importante che vedrà le celebrazioni del Sinodo dei giovani. Oltre alle parrochie italiane, dal Nord al Sud Italia, erano presenti anche rappresentanti dell'Albania e della Romania.

Il convegno è stato organizzato in diversi momenti: l'ascolto,la testimonianza, il lavoro in gruppo, la preghiera.

In mattinata c'è stata la relazione di Don Andrea Lonardo, sacerdote della Diocesi di Roma, impegnato nel vicariato a servizio della catechesi. Molti spunti e provocazioni da questa relazione, ma anche dalle testimonianze di giovani e coppie: Matteo dalla Sardegna, Filippo da Reggio Calabria, Adriana e Luca da Roma e Nelli e Toni da Palermo.

Clima di famiglia, voglia di confrontarsi e di stare insieme nel nome di Gesù e di Don Orione: i lavori si sono conclusi con questi sentimenti nel cuore, affidando a Maria la preghiera chequesti operatori siano lievito per tutte le comunità.

 

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Expo Internazionale Via Pulchritudinis è l’innovativa opportunità per il business del settore ARTE SACRA, ACCOGLIENZA PROFESSIONALE E TURISMO RELIGIOSO.
L’unico evento che rappresenta l’unione esclusiva, in un equilibrio perfetto, tra manifestazione fieristica ed evento culturale.
Da una parte, aziende e artigiani espressione del Made in Italy e dell’eccellenza manifatturiera internazionale e, dall’altra, realtà legate all’edilizia, arredamento, ristorazione, sanità, ambiente, tempo libero e turismo religioso.
Quattro giorni dedicati ad approfondimenti culturali, alla musica sacra, allo spazio e al luogo sacro, agli arredi liturgici, a pittura, scultura e vetrate ma anche alla formazione professionale e alle opportunità di business, nella città cuore della cristianità: Roma.
Ingresso gratuito, riservato agli operatori di settore e al clero.

Clicca QUI per la brochure e l'iscrizione.

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Pubblichiamo le notizie arrivate da Don Moreno della nostra missione a L’Viv in Ucraina.
Al termine dell'Angelus di domenica 7 gennaio 2018, per la festa dell'Epifania, Papa Francesco ha rivolto il suo augurio a tutte le Chiese cristiane che festeggiano il Natale seguendo il calendario giuliano.
"Alcune Chiese orientali, cattoliche e ortodosse, - ha ricordato il Papa- celebrano in questi giorni il Natale del Signore, ad esse rivolgo il mio augurio più cordiale".
Secondo quanto riferisce l’Osservatore Romano, a celebrare domenica 7 gennaio 2018 la Solennità del Natale del Signore sono stati poco più di trecento milioni di fedeli cristiani di tradizione orientale: dall’Egitto all’Etiopia, dalla Russia all’Ucraina, passando per moltissimi Paesi del Medio Oriente e dell’Europa dell’Est.
A L’Viv, essendo inseriti in una chiesa di rito orientale (Chiesa Greco-cattolica ucraina) abbiamo festeggiato il Santo Natale... in questi giorni.
Sabato 6, vigilia del grande giorno, ci sono stati i vespri solenni (la vechirnja).
In chiesa già ardeva il cosiddetto “fuoco di Betlemme”, una fiamma da cui tutti hanno poi acceso il loro lume che è stato portato a casa, lungo le strade buie, e deposto al centro della tavola per la Santa Cena.
Santa Cena che noi abbiamo consumato assieme ai nostri 4 amici disabili che per ragioni varie non sono rientrati in famiglia. Al centro della tavola c'era il “kutja” un caratteristico dolce di miele, grano cotto e noci; il dolce tipico del Natale che si gusta prima di iniziare la cena. Al termine, come da tradizione, abbiamo concluso con il canto delle “koljadky”, le tenere nenie natalizie, che tutti sanno a memoria fin dall’infanzia.
Quest'anno in parrocchia è stata celebrata, per la prima volta, anche una "Divina Liturgia" (S. Messa) alle 23.00. La partecipazione è stata più alta di quanto previsto.
Domenica 7, giorno di Natale, la prima Divina Liturgia è stata preceduta dalle lodi solenni (Utrenjia). Alle 10.00 il coro "Radunytzia" ha animato la celebrazione, tenendo alla fine un piccolo concerto di canti natalizi.
Le celebrazioni si sono concluse con la Divina liturgia delle 12.00 alla presenza di tanti bambini e delle famiglie che si sono scambiati gli auguri davanti al presepio con il saluto tipico del periodo natalizio: “Cristo nasce!”. “Lodiamolo!”.
Dopo pranzo, i nostri amici di Casa-Cafarnao con alcuni volontari hanno potuto raggiungere il centro città per seguire alcune delle manifestazioni che si alternano in questi giorni.
Lunedì 8 abbiamo celebrato la festa della "Santa Famiglia". Dopo la Divina Liturgia delle 12.00 c'è stata una bella rappresentazione del "Vertep -scenetta natalizia-" offerta dalla compagnia "Teatro Meta".
Anche in serata, come da tradizione, il gruppo dei giovani che fanno capo all' YMX (Giovani Universitari della Chiesa Greco-cattolica) sono venuti per offrire a noi e agli amici di casa-Cafarnao il loro "Vertep".
Martedì 9, ultimo giorno di festa, abbiamo ricordato Santo Stefano protomartire.
In occasione del Santo Natale sono stati allestiti ben tre presepi. Uno nel monastero dei Santi Apostoli Pietro e Andrea. Un secondo nella chiesa parrocchiale e un terzo all'estero della chiesa stessa.
"Ho potuto riscontrare una alta partecipazione di fedeli - ha voluto sottolineare Don Jurіj Blаzyjevs'кyj, parroco della parrocchia Divina Provvidenza", - a partire dalle confessioni nei giorni precedenti la festa, come nelle diverse celebrazioni messe in calendario. A tutti abbiamo chiesto, come recita lo slogan scelto per il Natale di quest'anno, di "condividere la gioia con i propri vicini", e conclude: "Un solo rammarico: aver trascorso le feste natalizie...senza la neve!".

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Come ben sappiamo la festa del Battesimo di Gesù conclude questo periodo dell’Anno Liturgico del Santo Natale. A Tortona in Basilica domenica 7 gennaio la celebrazione delle ore 17 è stata presieduta dal direttore provinciale Don Aurelio Fusi che ha donato la sua parola ed ha avuto la possibilità di esprimere auguri di buon anno proprio nel cuore e centro della Congregazione dove riposa il Santo fondatore Luigi Orione.
Nell’omelia Don Aurelio, vedendo una folla numerosa di fedeli ha iniziato con questo bel paragone: “mi sembra che anche voi come gli abitanti di Gerusalemme avete ascoltato le parole di Giovanni Battista il quale invitava la gente ad andare sulle rive del fiume Giordano per essere battezzati. E noi abbiamo ascoltato la sua voce e della Vergine a venire a queste rive del Giordano dove c’è l’acqua che non avrai mai fine, che ci disseta per la vita eterna ed è l’acqua della Parola e Pane”. Concludendo don Aurelio augura a tutti di “crescere in modo sempre più autentico e vero leggendo ogni giorno un passo della Scrittura affinché la Parola entri in noi, divenga famigliare. Pensate a Don Orione che voleva che i suoi seminaristi imparassero il Vangelo a memoria in modo tale che il Vangelo fosse sempre sulla bocca”. Il segno della Croce e la Parola del Signore siano il mezzo per poterci consegnare a Gesù esattamente come Lui nel giorno del Battesimo si è consegnato alla volontà del Padre”.

Ascolta QUI l'omelia.

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Domenica 14 gennaio prossimo sarà la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2018, nella nostra home e nella colonna di destra (qui a fianco) è presente un bottone che rimanda a dei documenti inerenti il tema dei migranti tra cui il messaggio del Papa e l’intervista a Padre Fabio Baggio, sotto-segretario della Sezione Migranti & Rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. Verranno inseriti inoltre degli articoli riguardanti le opere di accoglienza fatte nei confronti dei migranti da alcune nostre Case orionine.
La migrazione è un fenomeno mondiale, non solo europeo o mediterraneo. Tutti i Continenti sono toccati da questa realtà che non riguarda esclusivamente persone in cerca di lavoro o di migliori condizioni di vita, ma anche adulti e minorenni che fuggono da vere tragedie.
Accogliere, proteggere, promuovere, integrare: sono i quattro verbi-azione che Papa Francesco elenca nel messaggio per la 104ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2018. L’accoglienza prende forma in “possibilità più ampie di ingresso sicuro e legale nei paesi di destinazione”, auspicando da parte delle istituzioni la concessione di visti e permessi, a seconda dei casi specifici. Nella difesa “dei diritti e della dignità” consiste la protezione di uomini, donne, anziani e bambini che approdano a nuove realtà umane, sociali e politiche. Perché venga concesso loro l’asilo che chiedono è fondamentale, tuttavia, promuovere, ossia garantire loro quei modi necessari per realizzarsi e sentirsi membri della comunità che li ha accolti. Infine, Francesco pone l’accento sull’integrazione come motore dell'”arricchimento culturale”, che implica non un'”assimilazione”, che indurrebbe a dimenticare la cultura d’origine, ma un’apertura verso l’altro che può rappresentare solo crescita per l’individuo.

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