"Confortatevi e sopportatevi a vicenda da buoni e santi fratelli."
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

In questa prima domenica dell’anno liturgico, si celebra il quinto giorno della novena alla Madonna Immacolata.

La riflessione di don Cesare s’incentra sulla bella giaculatoria del Cantico dei Cantici (4, 7-9. 12-13) ‘Tutta bella sei Tu, amata mia, in Te non vi è difetto. Vieni dal Libano, o sposa‘.

” Maria ancora oggi, dice don Cesare, s’impone all’attenzione di migliaia di fedeli, compresi noi, come modello di santità e nostra avvocata presso il Padre. Sentiamoci accanto a Lei in cammino verso il Figlio Gesù ed invochiamola così: Maria, Madre della Chiesa, prega per noi”.

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Viviamo il quarto giorno della Novena all’Immacolata Concezione con uno sguardo sempre più proteso all'attesa. Con la messa vespertina di questa sera inizierà il tempo dell’Avvento, tempo nel quale ci viene chiesto di vegliare, pronti per il ritorno del Padre.

La riflessione di don Conas è tratta dal libro dei Proverbi: Beati quelli che seguono le mie vie! Ascoltate l’esortazione e siate saggi, non trascuratela. Beato l’uomo che mi ascolta, vegliando ogni giorno alle mie porte. “Questo brano, commenta don Cesare, che tesse l’elogio della Sapienza, ben si addice alla figura di Maria, nata nel tempo, come ogni creatura, ma concepita da sempre nel cuore di Dio in cui tutto è presente fin dall’inizio“.

L’impegno e la preghiera odierna è la richiesta a Maria di darci sapienza per poter camminare come e con Lei nelle vie del Signore ed essere a Lui graditi.

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Nel terzo giorno della Novena, la riflessione proposta da don Cesare Concas si sofferma sulla figura di Acaz, sottolineando le successive parole del Signore: “Ecco la Vergine concepirà e partorirà un Figlio”.

“I tempi di Dio non sono i nostri tempi – ci dice don Cesare - ma Egli, ricordiamoci, mantiene sempre le promesse per il suo popolo. Lui governa il mondo con la Sua presenza”.

Il proposito di questa giornata è diventare sempre più strumento docile nelle mani del Signore.

Attraverso la tutta bella e piena di grazia il Signore ci dia l’abbonzanza della sua misericordia!.

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In questo secondo giorno della Novena il pensiero quotidiano è incentrato sul passo della Genesi (3,15), che è anche l’antifona al Magnificat che ogni sera si canta dopo la Comunione.

“Dobbiamo riflettere sulla caduta nel peccato, dice don Cesare, perchè crea una rottura con Dio“.

Il proposito della giornata vuole essere un Inno di grazia a Maria e Gesù per quello che fanno per tutta l’umanità.

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Porta la data del 20 novembre, festa della Madre della Divina Provvidenza, il Decreto della Congregazione per la Vita Consacrata che approva in forma definitiva, dopo il quinquennio ad experimentum, lo Statuto del Movimento Laicale Orionino.
Il riconoscimento canonico del MLO come Associazione pubblica internazionale di fedeli laici era avvenuta il 20 novembre 2012 (leggi QUI).

È un momento importante e una grande gioia per tutta la Famiglia Orionina che vede riconosciuta definitivamente la forma di vita laicale del carisma orionino. Avviene a 25 anni dal Capitolo generale FDP del maggio 1992 (1993 PSMC) che promosse la vocazione e l'organizzazione del Movimento Laicale Orionino come componente propria e autonoma della Famiglia Carismatica Orionina.

La vita di Don Orione documenta come egli coinvolse i laici fin dagli inizi della fondazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza. Li formò spiritualmente; li preparò per collaborare "dentro e fuori" delle sue opere nell'apostolato della "carità che apre gli occhi della fede" e che "stringe i piccoli i poveri, il popolo alla Chiesa e al Papa, per Instaurare omnia in Christo".
La presenza dei laici, come singoli e come associazioni, è parte integrante della identità e della storia della Piccola Opera della Divina Provvidenza.

statuto MLO

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Inizia oggi, 29 novembre, la Novena in preparazione alla solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Ogni giorno don Cesare Concas, sacerdote orionino del Santuario della Madonna della Guardia di Tortona, offrirà un pensiero per la giornata.

In questo primo giorno la meditazione è incentrata sulla sequela di Maria sulla legge di Dio per ogni famiglia umana. i due pensieri della giornata sono nel guardare a Maria come nostra sorella che vive la sua vocazione di Madre e imitarla nella santità a cui ogni cristiano è chiamato.

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La facciata di una Chiesa è come una “cartolina di benvenuto” e pertanto va curata nei minimi dettagli, rappresentando ciò che l’edificio contiene. La Liturgia nella preghiera di benedizione di una porta della Chiesa invoca il Signore e chiede di donare ai fedeli che varcano questa soglia di “essere accolti alla Sua presenza, animati da fede filiale, perseveranti nell'insegnamento degli Apostoli, nella unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere, e crescere in numero e merito, per edificare la celeste Gerusalemme”. Un impegno vero e proprio che il cristiano si assume entrando dalla porta del Tempio del suo Signore. Pertanto anche il restauro nell’arte sacra è chiamato a conservare e tramandare un messaggio alle generazioni; ed è per questo che la Provincia Religiosa, assieme alla Parrocchia, ha maturato e preso la decisione di restaurare la facciata della Chiesa di “San Michele Arcangelo” in Tortona dopo aver terminato i lavori della facciata della Casa Madre-Paterno e degli appartamenti adiacenti la Chiesa. Lavori eseguiti e seguiti dall’ing. Mauro Sala, presidente nazionale degli ex-allievi, terminati con gli ultimi ritocchi a metà novembre. “L’attività prestata, ha dichiarato l’ing. Sala, ha coinvolto non solo la sfera professionale ma anche quella emotiva, ben sapendo l’importanza di questo edificio sacro nella storia del nostro santo fondatore”. Inoltre sottolinea l’importante dettaglio del cartiglio del portale d’ingresso con la scritta - motto della Congregazione “Instaurare Omnia in Christo” che “vuole suggellare nel tempo lo stretto legame di questa Chiesa con Don Orione. Da ex allievo, conclude, è stata quindi motivo di onore aver avuto la possibilità di prestare la mia opera nel progetto della Congregazione di dare dignità ad un luogo così carico di significati”. In questi ultimi giorni dell’Anno liturgico che ci chiamano a vegliare nell’attesa del Signore, preghiamo perché quanti varcheranno la soglia di questa Chiesa per ascoltare la Parola e celebrare i divini misteri, seguano con docilità la voce del Cristo che proclama: “Io sono la porta della vita eterna”.

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Riceviamo da Don Rolando, Don Dorian e Don Giuseppe Testa notizie dalla missione orionina del Nord Albania.
Carissimi confratelli amici e benefattori vicini e lontani,
il periodo estivo ovunque è un periodo di riposo, di ferie e un po’ di tranquillità; qui nella missione invece è un periodo intenso di attività con i ragazzi e i giovani. Subito appena terminata la scuola a metà di giugno è iniziato l’oratorio estivo a Bardhaj al quale hanno partecipato per 3 settimane oltre 200 ragazzi e una trentina di giovani animatori. Il tema presentato in forma gioiosa con messaggi, giochi, canti è stato “Tutti in scena. Ora tocca a te”. In quei giorni abbiamo avuto la visita di Mons. Giovanni D’Ercole con il gruppo dell’ufficio missionario delle Marche, sacerdoti e laici. Sono rimasti entusiasti della gioia contagiosa che trasmettono i nostri ragazzi. Don Dorian ha guidato una settimana di formazione per ministranti con circa quaranta partecipanti di Bardhaj e Oblike. Don Rolando con un gruppo ha partecipato al meeting dei giovani a Foggia, dal 26 al 30 luglio. Appena tornato è iniziato l’oratorio estivo ad Oblike: 12 giorni intensi con un gruppo di 60 ragazzi vivacissimi, pieni di vitalità e fantasia. Alcuni animatori di Bardhaj hanno collaborato con il gruppo di Oblike e tutto è andato molto bene. Tra tutto questo ci sono stati molti matrimoni preparati e celebrati perché qui da noi nel nord Albania il mese dei matrimoni è agosto. Per le ferie estive gli emigranti ritornano dalle varie nazioni dove lavorano, ritrovano i parenti e si sposano per poi ripartire con le spose.
Il mese di settembre è stato ricco di avvenimenti e feste. Abbiamo iniziato subito con la festa del Kurban Bajram, 60 giorni dopo la fine del mese del Ramadam, mese del digiuno, c’è questa festa mussulmana che ricorda il sacrificio di Abramo chiamato ad offrire il figlio Isacco in olocausto al Signore, ma viene fermato dall’angelo del Signore, la sua obbedienza, anche in una richiesta estrema fu contata come giustizia, anche i mussulmani lo stimano come “l’amico di Dio”, al posto del figlio offrì un caprone, così i mussulmani offrono una parte dell’agnello per i poveri.  Noi con i nostri giovani sotto la guida della regista Verjana Abazaj abbiamo realizzato un recital per il 25° della missione e l’ordinazione di Don Pavlin Preka. A Rreshen c’è stata la consacrazione episcopale di Don Gjergj Meta, nuovo vescovo della diocesi. Bella festa e grande partecipazione di sacerdoti e religiosi. Il 3 settembre Don Rolando insieme al vescovo Mons. Angelo Massafra, è andato a Bar, in Montenegro per la consacrazione della nuova cattedrale dedicata a San Pietro apostolo. Il 5, con alcuni giovani, Don Rolando e Don Dorian sono partiti per il Kossovo, a Prishtina, dove si è svolta la consacrazione della nuova cattedrale santuario dedicata a Madre Teresa di Calcutta. La celebrazione presieduta dal cardinal Don Ernesto Troshiani, delegato del Papa, è stata solenne, la chiesa realizzata è molto bella e imponente. Il 6, a Bardhaj, le suore Oblate hanno iniziato l’asilo, mentre in casa invece abbiamo vendemmiato. Il caldo è stato intenso per tutto l’estate e l’uva si è maturata presto, speriamo in un buon vino. Il 7 di buon mattino siamo partiti tutti per Lushnje per partecipare alla ordinazione episcopale del nuovo vescovo dell’amministrazione apostolica del Sud Albania padre Giovanni Peragine dei padri Barnabiti. Ci siamo incontrati con i confratelli di Elbasan che sono nel territorio dell’amministrazione apostolica e molti altri, sacerdoti e religiosi, venuti per l’occasione. Ha presieduto la celebrazione l’arcivescovo di Tirana Mons. Giorgio Frendo. Bella giornata di festa. Dall’Italia è venuto anche don Felice Bruno, consigliere provinciale alle missioni per conoscere il nuovo responsabile del sud Albania. Il giorno 8 ci siamo svegliati con il fresco perché nella notte ha piovuto un po’. Dopo 4 mesi di caldo intenso e siccità la prima acqua. Nel pomeriggio il tempo si è ristabilito e nella festa della nascita di Maria, il nostro confratello Il chierico Dritan Boka di Bardhaj, ha rinnovato i voti della sua consacrazione nelle mani di Don Rolando delegato del provinciale. Hanno partecipato a questo momento di festa i confratelli di Elbasan e un centinaio di giovani di Bardhaj e Oblike. Un bell’aperitivo ha concluso la festa.
Domenica 10 dopo le celebrazioni mattutine, nel primo pomeriggio Don Rolando è partito per l’aeroporto, lì ha incontrato Don Giuseppe De Guglielmo e insieme sono andati a Milano poi a Montebello della Battaglia, per l’incontro dei direttori in programma dall’11 al 13 settembre. Il giorno 11 in Albania è ricominciata la scuola: elementari medie e liceo. Il 12 anche l’asilo ad Oblike ha iniziato le sue attività. Abbiamo 20 bambini iscritti da 3 a 6 anni. Il 14 a Laç Vau i Dejes è stato consacrato vescovo di Sapa Don Simon Kull, con la sua ordinazione si è ricomposta la conferenza episcopale albanese che a causa dei morti e dei vescovi andati in pensione era da più di un anno incompleta. Un anno di grazia del Signore per la chiesa albanese.
La seconda parte del mese di settembre ci ha visti impegnati nella preparazione dei due eventi che ci hanno riempito di gioia prima il XXV anniversario del ritorno della congregazione in Albania con la apertura della missione ad Elbasan, successivamente l’ordinazione sacerdotale del nostro confratello Don Pavlin Preka a Scutari e la prima S. Messa a Bardhaj.
Con ottobre c’è stata l’apertura dell’anno pastorale, la festa della parrocchia il primo del mese, la festa patronale di Obot il 7 insieme al ricordo della consacrazione della chiesa di Bardhaj dedicata alla Madonna del Rosario, le cresime di 44 giovani il 14 ottobre. L’arrivo di Don Paolin e i vari incontri con il vescovo con il parroco della cattedrale con il cerimoniere per l’organizzazione della liturgia della consacrazione, quindi tutti gli accorgimenti per accogliere degnamente 40 tra confratelli, amici e chierici che sono arrivati per questo evento. Il 21 ottobre nella cattedrale di Scutari piena di fedeli, con 45 sacerdoti concelebranti e 5 diaconi Mons. Angelo Massafra ha consacrato Don Paolin sacerdote. Il pranzo con tutti gli invitati circa 300, si è svolto a Bardhaj nel salone dell’oratorio e nel cortile, grazie al tempo bello che il Signore ci ha donato. Si è concluso con balli e danze popolari albanesi che hanno rallegrato tutti i presenti soprattutto i giovani. La sera c’è stato il secondo momento di questa giornata al teatro Migjeni, il teatro della città dove i nostri giovani hanno presentato il recital “Lolek “il giovane Woitila, sulla gioventù e la vocazione di San Giovanni Paolo II. Bellissimo, ha commosso i 600 spettatori che hanno affollato il teatro in ogni suo angolo disponibile. L’arcivescovo presente, ne è rimasto entusiasta e così anche gli attori e dipendenti del teatro e altri venuti per curiosità. La nostra regista Verjana Abazaj che ha preparato i ragazzi, 67 tra attori, ballerini e coro, in questi due mesi di prove, si è commossa per la presentazione emozionante ed è stata intervistata a lungo dai media presenti. Un giorno pieno di emozioni!
Il 22 giornata missionaria mondiale, a Bardhaj Don Paolin emozionatissimo ha celebrato la sua prima Santa Messa. La predica del giorno l’ha preparata il parroco Don Dorian il saluto finale Don Flavio Peloso direttore Generale emerito. Tutto si è svolto con decoro e grande gioia. I fedeli, che hanno riempito la nostra chiesa, hanno seguito la celebrazione con devozione e attenzione fino ai ringraziamenti finali che Don Paolin ha rivolto a tutti coloro che dall’inizio del suo cammino vocazionale fino ad oggi lo hanno seguito, aiutato e sostenuto nei momenti di difficoltà. Terminati i saluti, le foto e gli auguri ci siamo diretti al ristorante Rinja, nel centro di Bardhaj, e 250 tra confratelli, parenti ed amici hanno preso parte al pranzo animato da balli e musiche popolari fino alle 5 del pomeriggio, poi si è tornati a casa per riposarsi un po’. Il giorno dopo, il 23 ottobre, a seguito della Messa di ringraziamento celebrata nella nostra chiesa tutti gli ospiti dall’Italia sono ripartiti per l’aeroporto e rientrati alle loro sedi. Il 28 festa di San Simone e Giuda abbiamo celebrato la festa patronale di Bardhanjor. Don Paolin si è fermato ancora una settimana ed ha celebrato la santa messa ad Oblike, dalle Clarisse, dai salesiani e domenica 29 ad Elbasan e Gramsh. Per la sua ordinazione sono venuti 3 pullman da queste comunità.
Il giorno 1 novembre Don Paolin ha presieduto la celebrazione al cimitero di Bardhaj, dove è anche sepolto suo padre. C’erano moltissimi fedeli, la devozione verso i defunti in Albania è grande. Il 2 Don Paolin è rientrato a Roma per continuare i suoi studi. Lo accompagniamo con la preghiera. Il 4 novembre abbiamo partecipato in cattedrale a Scutari a una grande concelebrazione nel primo anniversario della beatificazione dei 38 martiri albanesi uccisi in odio alla fede durante il comunismo che per quasi 50 anni ha devastato l’Albania. Domenica 5 al teatro Migjeni si è svolta la replica del recital sulla vocazione del papa Giovanni Paolo II. La prima rappresentazione è piaciuta moltissimo tanto che la direttrice stessa del teatro ci ha chiesto di fare una replica. Il teatro si è di nuovo riempito di spettatori e i nostri ragazzi hanno dato una seconda prova di bravura presentando il recital in maniera emozionante. L’anno prossimo 2018, ricorderemo il XXV anniversario della visita di Giovanni Paolo II in Albania. Il primo papa nella storia che ha visitato l’Albania e che insieme a Madre Teresa presente a Scutari in quella occasione hanno sigillato in maniera definitiva il ritorno della libertà religiosa e la fine dell’esperienza comunista nel paese. Si vuole dare risalto a questo ricordo, abbiamo dato la nostra disponibilità a ripresentare il recital anche al teatro nazionale a Tirana.
Ringraziamo tutti cominciando dal padre Provinciale Don Aurelio, Don Assamouan Pierre Kouassi, consigliere generale alle missioni, i confratelli, i chierici con Don Carlo e Don Hyacinthe che li hanno accompagnati, Don Flavio direttore generale emerito, Don Achille che da provinciale ha sostenuto la missione in ogni sua iniziativa e Don Leonardo, Don Felice, Don Ivaldo, Don Alberto, Don Francesco Mazzitelli, i confratelli di Elbasan e un bel gruppo di amici che in occasione della consacrazione di Paolin sono venuti a Bardhaj. Sono stati dei giorni di benedizione e di gioia condivisa. Preghiamo e speriamo di poter ripetere quanto prima una esperienza simile.  Il Signore vi benedica tutti. Pregate per noi perché l’annuncio del Vangelo porti frutti di santità e pace e il Signore ci doni altre numerose e sante vocazioni.

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Domenica 19 novembre, presso la Basilica-Santuario “Madonna della Guardia” di Tortona il vescovo diocesano Mons. Vittorio Francesco Viola, con la preghiera di consacrazione ha ordinato cinque diaconi della Piccola Opera della Divina Provvidenza di Don Orione: Andrews Arul Dhas (India), Da Silva Josimar Felipe (Brasile), Rodrigues Anderson Cristian (Brasile), Metuor Dabire Pogbèwèlè-yebr Arsene (Burkina Faso), Mosak Piotr (Polonia). Presenti alla celebrazione il superiore generale Padre Tarcisio Vieira e numerosi sacerdoti.
Una celebrazione di famiglia che ha visto la Congregazione arricchirsi di cinque nuovi diaconi chiamati al servizio nella Chiesa. Dopo la chiamata e la loro risposta con l’”Eccomi”, hanno ricevuto dal vescovo indicazioni preziose. Nell’omelia ha ricordato loro innanzitutto come: “La Parola che ha risuonato nell’assemblea incontra oggi il vostro ‘Eccomi’”. “La vogliamo ascoltare così come nuova, ha detto Mons. Viola, un’azione che vuole compiere in voi, nello spazio che avete aperto, dicendo dinnanzi alla Chiesa di Dio il vostro Eccomi, la vostra consegna. Vorrebbe tendere all’Eccomi della Vergine Maria”. Ed è proprio dalla parabola dell’odierna liturgia che il vescovo ricorda loro la preziosità del dono che stanno per ricevere. “I talenti non sono tanto le capacità, ma il dono di questo padrone che fa secondo le capacità di ciascuno. Tutta la nostra vita è un dono, ci sono interventi di Dio nella nostra vita che più degli altri ci mostrano la gratuità del suo donarsi. Il ministero è uno di questi doni sorprendenti”. “Il dono, prosegue il vescovo, è per voi una relazione particolare con lo Spirito che già abita in voi da quando siete stati fatti cristiani. Lo Spirito è già dentro di voi e noi oggi chiediamo a Dio che possiamo avere con lo Spirito, il dono di una relazione particolare che vi fa essere diaconi, servi a servizio della Chiesa e del Vescovo o meglio del suo ministero”. Sottolinea poi come le capacità di ciascuno devono essere messe totalmente al servizio. “C’è un contenuto ultimo di tutto il servizio che il diacono è chiamato a svolgere, nella Parola, nel servizio della carità, nell’essere a servizio della comunione nella comunità, nell’aiutare il vescovo ad esercitare il suo ministero. C’è un nucleo fondamentale che è il servizio di Gesù Cristo il cui contenuto è dare la vita. Si tratta di ricevere il dono in base alle vostre capacità che vi permette di esercitare l’ufficio specifico del vescovo nella Chiesa a favore della comunità. Il dono che riceverete è questa relazione nuova con lo Spirito che vi fa diaconi. È il padre delle misericordie, padre buono che ha donato a noi il suo Figlio e che guarda alla nostra piccolezza colmando la nostra esistenza di doni per voi, con il diaconato”. Ha poi conclusione della riflessione un preciso riferimento ed augurio mettendo in luce il santo fondatore Luigi Orione. “Noi siamo qui perché vogliamo farci guardare dallo sguardo misericordioso del Padre su di noi che è per noi Provvidenza continua. Il modo con il quale si sta davanti a Dio ce l’insegna Don Orione nel suo esporsi alla Provvidenza, nel mettersi nella condizione che quasi impone a Dio di intervenire perché totalmente esposto a Lui. È in questo atteggiamento che i doni possono dare frutto e moltiplicarsi. È così che siete chiamati a stare davanti al dono. Nell’abbandono pieno e fiducia in un Dio che è Provvidenza, amore, misericordia che vuole servirsi di voi per fare sentire il suo amore, la sua misericordia, nella carità prima che dobbiamo ai poveri: la Parola e i Sacramenti e per essere nella comunità strumento di comunione e crescere tra di noi l’amore”.

Ascolta QUI l'omelia di Mons. Viola.

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Nei giorni 2-6 ottobre, Don Felice Bruno, consigliere incaricato per le missioni, ha fatto visita al "Centro Divina Provvidenza" di L'viv.
La nostra "missione", che ha festeggiato qualche settimana fa il suo 16° anniversario di apertura, si trova alla periferia orientale della Provincia, secondo avamposto, con la Romania, verso Est.
In questi 16 anni c'è stata una espansione che ha interessato dapprima la realizzazione di alcune strutture ritenute fondamentali per lo sviluppo dell'"Opera Don Orione in Ucraina" quali la cappella-chiesa parrocchiale, l'oratorio, la caritas, il monastero (casa della comunità) e la struttura per l'accoglienza delle persone disabili (Casa-Cafarnao e Centro occupazionale diurno).
Ultimamente l'attenzione si è concentrata sull'incremento della pastorale vocazionale che sta già dando i suoi frutti.
Sono infatti ben 10 i giovani "in cammino" attualmente presenti nel monastero "Santi Apostoli Pietro e Andrea": 3 candidati che frequentano l'ultimo anno della scuola dell'obbligo; 2 aspiranti che frequentano l'anno propedeutico; 4 postulanti già al secondo anno del biennio filosofico. C'è anche un chierico professo, Juri-Josafat anche lui al secondo anno di filosofia.
Nella prospettiva di avere, tra qualche anno, altri giovani chierici professi uno degli argomenti principali avuti nell'incontro con Don Felice è stato quello della "espansione" delle opere di carità già in atto uscendo dagli angusti confini di L'viv.
La comunità ha iniziato da tempo un serio discernimento.
Ci sono già alcune idee, sono stati presi dei primi contatti, valutando richieste e possibilità in attesa di iniziare, a breve, qualcosa di concreto.
Un secondo argomento affrontato durante l'incontro comunitario riguardava il completamento delle opere iniziate qui a L'viv (in particolare la realizzazione della nuova chiesa).
Durante i giorni di permanenza Don Felice ha avuto modo di incontrare personalmente i confratelli della comunità e i seminaristi ai quali ha presentato le attività che si svolgono negli altri Paesi dove la Provincia è presente "in missione": Romania, Albania e Madagascar, suscitando un vero interesse da parte dei giovani presenti. Non è mancata la visita agli amici disabili, ospiti a Casa-Cafarnao e la presenza durante il primo "ritiro vocazionale" al quale erano presenti una quindicina di giovani.
A motivo della conoscenza della lingua ucraina (Don Felice è stato a L'viv un paio di anni ai tempi dell'apertura della missione) ha potuto partecipare ai momenti comunitari di preghiera e alle Divine Liturgie parrocchiali in maniera attiva.
Alla fine della Divina Liturgia delle ore 12.00, celebrata Domenica 5 novembre, ha rivolto un saluto ai presenti augurando che l'opera iniziata 16 anni fa continui soprattutto grazie all'apporto di nuove vocazioni locali.
Domenica sera nel congedarsi Don Felice ha assicurato che si farà portavoce, in Consiglio, dei progetti per il futuro di questa missione.
Progetti e aspettative che hanno trovato eco anche nel "Convegno Missionario Orionino" tenutosi la scorsa settimana a Montebello della Battaglia (PV).

 

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Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3