"Uno per tutti e tutti per uno, e la casa diventa un paradiso."
Don Orione

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

“Con le Braccia aperte alla Carità” si concretizza il Progetto di donare serenità e gioia ai Bambini più bisognosi della città.

Si è concluso domenica 17 luglio 2016 a Gornelle il campo vacanze estive montane dei Bambini di Don Orione. L’idea di questo progetto, giunto al suo secondo anno, è partito da un incontro casuale avvenuto nel maggio del 2015 tra Mimmo Torretti e Alessandro Calcaramo il quale ha messo a disposizione la sua arte musicale sviluppata poi da Mimmo, in raccolta fondi per i bambini bisognosi ed è stata appoggiata fortemente anche dall’Associazione amici di Josè Carlos e dal Movimento Laicale Orionino di Reggio Calabria.

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Segretariato Pastorale Giovanile Vocazionale si è riunito a Fano, dall’1 al 3 luglio, per un incontro di verifica e programmazione.
Presenti un gruppo di oltre 15 persone, rappresentanti dell’Italia, più Don Rolando dall’Albania. Si è iniziato con un momento di verifica sul percorso dell’anno appena trascorso, poi un aggiornamento sulla partecipazione alla GMG a Cracovia, il tutto sarà preceduto da 2 giornate orionine a Varsavia.  È stato condiviso quanto sviluppato il gruppo del pensatoio, che elabora e che ha lavorato al sussidio del prossimo anno. A settembre ci sarà in programma il lancio del sussidio per i responsabili di oratorio e i giovani educatori più in Aprile un evento per tutti gli oratori.
Si sono decise infine alcune date di incontro, sia per il segretariato, sia per i gruppi di ragazzi specialmente per vivere il prossimo anno un’esperienza di meeting estivo.

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Lunedì, 04 Luglio 2016

Grest - Estate ragazzi - Orest

Chiamateli come volete, siglateli a vostro piacimento, ma l’esperienza che ormai molti oratori hanno iniziato è un’occasione fra le più belle e profonde che un educatore può vivere.
Don Alessandro Digangi ce lo dice da prete, ma anche da educatore che si accorge di arrivare stanco morto la sera, ma fortemente ricaricato e pieno di vita.
L’esperienza dell’oratorio estivo permette davvero uno sguardo a 360 gradi sull’educazione. Un’educazione che ha diverse caratteristiche:
SOCIALE: i genitori di fatto hanno necessità che i loro figli vengano “accuditi” da qualcuno alla fine della scuola. L’oratorio può essere quel luogo sicuro e nello stesso tempo educativo che sostituisce l’opera sociale che comuni ed agenzie educative varie dovrebbero proporre sul loro territorio.
INTEGRALE: i ragazzi che vi partecipano sono svegli e carichi, pronti ad accogliere tutto quello che viene preparato per loro. La proposta educativa, inoltre, parte dal gioco per spostarsi sul ballo, dunque l’educazione del corpo, il teatro ovvero educazione agli affetti ed emozioni, alla riflessione, alla preghiera, al vivere insieme.
CREATIVA: Temi importanti sono presentati attraverso una storia che permette di coinvolgere i ragazzi in prima persona ma anche di trasmettere il messaggio in maniera immediata ed adatta alla loro età, soprattutto senza annoiarli. Durante l’anno, pensiamo soprattutto al catechismo, tutto questo è più difficile.
FORMATIVA: pensiamo alle innumerevoli schiere di adolescenti che si mettono a servizio per rendere questa esperienza bella per loro e per i ragazzi. Per il don o il responsabile d’oratorio, il rapporto privilegiato che durante le settimane si viene a creare con questi adolescenti è intesa educativa capace di creare le basi per il futuro dell’oratorio stesso e per la crescita umana dei giovani animatori.
SPIRITUALE: intendendo con questa accezione la capacità di cogliere in tutto il lavoro che si svolge quel germe divino che fa andare a casa tutti stanchi, arrabbiati a volte per alcune incomprensioni, ma comunque pronti il giorno dopo a dare il massimo e farlo al meglio.

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Mercoledì, 10 Febbraio 2016

Roma - Incontro di Pastorale Giovanile

Sabato 6 febbraio, a Roma, nella parrocchia di Ognissanti c’è stato il Segretariato Zonale di Pastorale Giovanile e Vocazionale. Erano rappresentate le varie zone, Lazio, Sardegna, Abruzzo, è stato un momento per portare avanti la pastorale e le varie iniziative orionine. Ci sono stati aggiornamenti sui due eventi maggiori di quest’anno: il giubileo degli adolescenti e la GMG di Cracovia. Non sono mancati altri eventi come la giornata dello sportivo ormai tradizione da alcuni anni.
Don Giovanni Carollo, responsabile della Pastorale Vocazionale, ha parlato di un po' di iniziative che si stanno portando avanti; soprattutto le animazioni vocazionali, previste tra fine febbraio e inizio marzo a Reggio Calabria ed a Palermo. Ha posto l’attenzione sulla missione ad Ascoli Satriano in provincia di Foggia che si svolgerà facendo appoggio alla comunità del Santuario dell'Incoronata, un momento molto importante per la crescita vocazionale dei giovani.

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Pubblichiamo QUI il volantino per il giubileo dei ragazzi che si svolgerà a Roma il 22,23,24 e 25 aprile (gli arrivi sono previsti il 22 sera). Ogni comunità provveda a stamparlo e diffonderlo fra i ragazzi.

I responsabili delle varie zone per la pastorale giovanile sapranno chiarirvi ogni dubbio, ma intanto ecco alcune informazioni utili per i responsabili dei gruppi:

- il costo di iscrizione all’evento è di 10 euro (comprende anche il kit). La prenotazione sarà fatta come gruppo unico pertanto si occuperà del versamento Don Graziano Bonfitto e ogni responsabile dovrà versare a lui (o sull’IBAN della parrocchia) la quota di iscrizione per ogni partecipante (religiosi inclusi);

- il contributo per l'alloggio è di 10 euro, potrà essere versato direttamente al momento dell'arrivo in parrocchia o nel versamento che si fa per l'evento;

- per quanto concerne i pasti, l’organizzazione dell’evento offrirà dei ticket, ma si sta valutando se attraverso un catering si possa essere più comodi e risparmiare;

- si alloggerà presso la parrocchia di Ognissanti, occorre portarsi sacco a pelo e materassino;

- i responsabili dovranno comunicare entro il 29 febbraio la partecipazione dei ragazzi all'indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Raccontiamo questa bellissima ricorrenza con le parole scritteci da Don Moreno Cattelan:

Dieci anni fa giungemmo per la prima volta nel quartiere “Topolna” (che significa “dei pioppi”). Uno dei tanti quartieri “satellite” che abbracciano la città di L’viv. Costruito alla fine degli anni ottanta, con i suoi palazzoni tutti grigi, anonimi e alquanto “sgarrupati”, era uno degli ultimi retaggi di un regime totalitario (quello dell’URSS, discioltosi da lì a poco) che, anche per quanto riguardava l’architettura, non faceva differenze di stili. Non fu certo per lo stile architettonico, ma soprattutto perché “periferia esistenziale e non solo” -per dirla alla Papa Francesco -  che fu scelto come nostro “primo campo di lavoro.”
Una miriade di bambini giocavano per strada. Mancava la chiesa. Non c’era altro punto di aggregazione se non le “giostrine per bambini” piazzate in alcuni grossi agglomerati abitativi e il campo sportivo della scuola... Interpretammo il tutto come la conferma che era proprio qui il luogo più adatto per piantare la prima tenda orionina a L’viv. Detto, fatto. Era estate. Anno 2005. Decidemmo di organizzare un Grest, un centro estivo al quale demmo un nome felice e azzeccato: “Le Allegre Vacanze”. Con l’aiuto di qualche giovane animatore volontario demmo avvio alla iniziativa. Attirò più di 400 bambini e ragazzi. Si dovette fare un doppio turno perché i pochi locali che la scuola del quartiere (la n° 54) aveva messo a disposizione, come punto di raccolta per svolgere le varie attività, non erano sufficienti a contenere tutti. Terminata la bella esperienza, mentre erano in scena le “performance” delle varie squadre che avevano partecipato alle “Allegre Vacanze” un gruppo di mamme ci avvicinò lanciandoci una sfida: “Ora non lasciateci soli! Continuate ancora a prendervi cura dei nostri figli!”. Fu il loro grido di genitori. Lo accogliemmo come una benedizione. Altro non ci serviva per capire quel “segno dei tempi” e come dovevamo muoverci, pur tra le tante difficoltà di inizio missione. Son passati così dieci anni da quell’accorato appello e dalla successiva (era il 15 novembre) inaugurazione della prima “sede operativa” a L’viv: la nostra “Casa Madre”.  Allora consisteva in una piccola capellina, l’oratorio, i locali per la caritas e anche un dispensario di medicine ricavati nei locali al pian terreno di una palazzo in Via Selisns’ka. Tutto qui! Iniziammo la “missione” con entusiasmo un po’ di temerarietà ma affidando tutto a Don Orione e alla Santa Madonna.
Ogni anno abbiamo voluto ricordare questo umile inizio. Per certi versi anche eroico. Qualche volta solennemente, altre volte chiedendo una preghiera per “resistere” ai contraccolpi che fanno parte del sorgere di una nuova attività.  O solamente per confermare la nostra buona gente nella perseveranza. A metà dello scorso novembre abbiamo voluto festeggiare i 10 anni di presenza. Un compleanno particolare che ha coinvolto soprattutto l’oratorio con una serie di manifestazioni. Per una intera settimana si sono svolte varie attività ludico-ricreative alle quali hanno partecipato anche un gruppo di ragazzi della “Chiesa protestante del Settimo Giorno”. Altri momenti clou sono stati i giochi per le famiglie, l’incontro con gli animatori degli oratori presenti in città, la celebrazione di ringraziamento domenica 15 novembre.  Per tutto il tempo della manifestazione ha funzionato il mercatino di vestiti usati. Il ricavato è finito nella “cassa comune” istituita per dar la possibilità ad alcuni nostri giovani di partecipare, la prossima estate, alla “Giornata Mondiale della Gioventù” che si terrà a Cracovia, nella vicina Polonia. Alcuni pannelli con “foto storiche” hanno aiutato a ripercorrere questi primi dieci anni di attività. Ricordare serve per ripartire. Dopo i festeggiamenti, infatti, le attività giornaliere, ora ampliate e consolidate rispetto agli inizi, hanno ripreso il loro ritmo di lavoro e servizio per la popolazione, i ragazzi, i giovani, le famiglie, i disabili e i poveri del quartiere.
A penarci bene, ancora non ci par vero!  Questa bella storia di carità e solidarietà vissuta, nuova ed attuale, continua tutt’oggi nel nome della Divina Provvidenza.

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Mercoledì, 16 Dicembre 2015

Genova - Capodanno in oratorio

Ci sono favole che nascono nei cassetti dei bambini tra una matita e un foglio oppure nelle storie cantate alla sera per far dormire i più piccini. Le stelle spesso non illuminano solamente le notti degli innamorati, ma cadono e diventano luce e progetti per le persone. Come Orioland, l’oratorio di Genova, che in questi giorni è per la Seconda volta sulle pagine del Secolo XIX, quotidiano Ligure, per le iniziative e lo stile con il quale le promuove.

Spesso i giornali enfatizzano alcuni aspetti piuttosto che altri, ma questa volta bisogna rallegrarsi perché la pastorale che viene fatta quotidianamente in oratorio sia segnalata su più media possibili facendo così avvicinare sempre più persone al sogno del nostro fondatore. Quando entrano nei nostri oratori risuona sempre quella parola che Don Orione ha voluto mettere davanti al nome della congregazione: PICCOLA, che vuol dire famiglia, vuole creare comunitàIMG 20151216 WA0013

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Lo scorso fine settimana Pontecurone e Tortona sono stati percorsi da un bel gruppo di giovani (110) in pellegrinaggio sui luoghi santi ove è nata la "stella" di Don Orione e della Piccola Opera della Divina Provvidenza, "faro di fede e di civiltà".
L'iniziativa è stata organizzata dal Movimento Giovanile Orionino.

Pubblichiamo qui di seguito una breve testimonianza

"Era il primo incontro del MGO della zona Piemonte-Lombardia-Liguria. Eravamo 110 giovani dalla terza media alla 4 superiore delle 7 parrocchie orionine della zona. Il tema era "il pellegrinaggio", in riferimento al giubileo straordinario della misericordia. Il sabato 7 novembre, abbiamo voluto far partire questo cammino dalla casa natale di Don Orione per poi arrivare a piedi e oltrepassare la porta del Santuario della Madonna della Guardia, dove abbiamo vissuto un momento notturno di preghiera.
La domenica 8 ci ha visti impegnati al Piccolo Cottolengo, al campo nomadi vicino alla ex Calvina, all'asilo per attuare la carità vissuta dal Fondatore.
La seconda tappa ci vedrà impegnati a Genova il 30-31 gennaio per vivere la notte bianca della carità".

MGO 7 8 nov 15 02

MGO 7 8 nov 15 01

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Oggi i giovani hanno fatto visita nella zona rossa della cittá dell'Aquila. Tanti segni di distruzione, ma molti di più sono i segni di speranza...

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Chi è Ignazio Silone? e cosa ha a che fare con don Orione? Scopriamolo con don Alessandro Lembo, direttore del seminario di Iasi (Romania)

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