"Un’anima che prega, è feconda di grazia; un’anima che non prega diventa languida, fredda, tiepida."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

convegno apostolico 6

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Nei giorni 18-23 marzo il Direttore provinciale, Don Aurelio Fusi, ha visitato il “Centro Divina Provvidenza” di L’viv. Arrivato sabato 18, nel tardo pomeriggio, proveniente da Roma, si è subito inserito nella vita della comunità partecipando agli atti comuni, comprese le suggestive liturgie e preghiere che caratterizzano il tempo dei “Grandi digiuni”, come è chiamata la quaresima nel rito orientale.

È la quarta volta che vengo a L’viv – ha ricordato don Aurelio durante la “Buona notte” di martedì 22 ai seminaristi - e ogni volta ho potuto trovare qualcosa di nuovo. La prima visita è avvenuta quando la comunità viveva ancora negli appartamenti di Via Pekars’ka in centro città.  La seconda volta avevate da poco traslocato nel nuovo monastero e i lavori interni non erano ancora conclusi. La terza volta, lo scorso aprile, in qualità di co-visitatore con Don Pierangelo Ondei, per la “visita canonica provinciale.  I lavori interni ed esterni nel monastero erano terminati come possiamo vedere ora…Oggi sono nuovamente qui con voi e trovo questa bella novità: la vostra presenza, cari seminaristi, che riempie il nostro cuore di tanta speranza e apre progetti nuovi per il futuro della nostra presenza qui in Ucraina…”.

Nei giorni di permanenza Don Aurelio ha potuto presentare alla comunità religiosa gli “Atti  del Capitolo provinciale” celebrato a Montebello della Battaglia lo scorso novembre, prendere atto della attuale situazione comunitaria,  visitare le attività apostoliche e caritative tuttora esistenti,  sentire le proposte per il futuro riguardanti il gruppetto di seminaristi (piano formativo)  e le prospettive di consolidamento  della presenza anche al di fuori di L’viv (piano apostolico  di evangelizzazione e testimonianza della carità).

C’è stato anche il tempo prezioso e utile per i colloqui personali. Vivace è stato l’incontro con i 6 seminaristi con i quali Don Aurelio ha trascorso anche qualche serata in fraternità e amicizia.
Prima di partire ha potuto far vista a Casa-Cafarnao e al “Laboratorio occupazionale diurno” dove gli amici disabili e gli operatori lo hanno accolto con semplicità, serenità e allegria, manifestando le loro piccole richieste: “Dove sono i cioccolatini?”.

Domenica 19 (prima domenica di quaresima nel rito orientale) Don Aurelio ha concelebrato in parrocchia durante la Divina Liturgia delle ore 10.00. Al termine del rito ha rivolto un saluto ai fedeli presenti esortandoli a vivere con consapevolezza gli impegni della quaresima appena iniziata. Alcuni bambini e adulti si sono poi avvicinati per chiedere una speciale benedizione. Gesto che Don Aurelio ha compiuto con solennità.
Prima della celebrazione aveva incontrato la mamma del novizio Jurij Lacuha venuta per salutarlo e avere qualche notizia del figlio.
Non è mancato un tempo di distensione con la visita al vicino monastero dei monaci Basiliani a Krekhiv.
Mercoledi 23 di buon mattino, facendo scalo a Kjiev, il rientro a Roma.

 

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L’Opera Don Orione ha aperto una nuova comunità in Mozambico, a Chiconela, nella diocesi di Xai-Xai, a 200 km dalla capitale Maputo.

La nuova chiesa, dedicata alla memoria di San Luigi Orione, è stata inaugurata da Don Flavio Peloso, superiore generale dell’Opera don Orione, e comprende un vasto territorio staccato dalla Parrocchia Santa Chiara di Chicumbane, includendo le tre zone di Chiconela, Zonguene e Novela. In queste tre zone vi si trovano 11 piccole cappelle rurali, attorno alle quali si riuniscono 11 piccole comunità cristiane. La prima comunità orionina destinata a iniziare questa nuova missione è formata da Pe. José Geraldo da Silva (brasiliano), Pe. Isaac Vondoame (togolese) e un chierico tirocinante mozambicano che si unirà a loro nel giugno prossimo. Abiteranno temporaneamente in una casa presso la cappella di Santa Terezinha. Da qui svolgeranno la loro attività secondo il progetto di sviluppo della Parrocchia.

Don Peloso, insieme al Vescovo di Xai-Xai, ha rivisto e firmato l’Accordo tra la Diocesi di Xai-Xai e la Congregazione per l’affidamento della Parrocchia San Luigi Orione e del progetto di scuola di arti e mestieri a Chiconela.

“Quanto sta avvenendo a Chiconela – dichiara don Flavio Peloso – è un frutto della Pasqua del Signore risorto. È la gioia della Pasqua che ha messo in movimento Maddalena, Pietro, Giovanni, gli apostoli, San Paolo e la Chiesa con i suoi missionari durante 20 secoli per portare la buona novella di Gesù risorto e della fraternità come figli di Dio. Anche l'arrivo dei missionari orionini è mosso da questa gioia pasquale dall'annuncio del Vangelo. Il patrono di questa nuova parrocchia, San Luigi Orione, ci ha insegnato a portare la buona novella insieme alle opere di carità verso i più poveri e bisognosi nostri fratelli. Per questo vicino alla chiesa parrocchiale sorgerà, su indicazione del Vescovo, un'opera educativa per aiutare i figli di questo popolo a prepararsi per il futuro con sani valori, con la fede e con un buon lavoro”.

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In questa settimana successiva alla Pasqua verrà celebrato il Giubileo straordinario della Misericordia, indetto da Papa Francesco presso il Piccolo Cottolengo Genovese.
Per ottenere l’indulgenza giubilare, ordinariamente, si va in pellegrinaggio a Roma in una delle quattro Basiliche maggiori: San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, San Paolo fuori le Mura. Tuttavia Papa Francesco ha indicato, in ogni diocesi del mondo, altri luoghi nei quali sarà possibile celebrare il Giubileo e ottenere l’indulgenza. Oltre alla Cattedrale e al Santuario della Guardia, durante la settimana successiva alla Pasqua, anche le chiese delle Case del Piccolo Cottolengo genovese diventeranno Porta Santa!
Che significato ha la Porta Santa?
Gesù ha detto: “Io sono la porta” (Gv 10,7) per indicare che Lui è la Via per poter giungere al Padre. Di conseguenza il passaggio attraverso la Porta Santa evoca il passaggio che ogni cristiano è chiamato a compiere dal peccato alla grazia attraverso Cristo.
Papa Francesco ha ricordato nella bolla di indizione del Giubileo “Misericordiae Vultus”: «Attraversando la Porta Santa ci lasceremo abbracciare dalla misericordia di Dio e ci impegneremo ad essere misericordiosi con gli altri come il Padre lo è con noi».


Ospiti, Operatori, Volontari ed Amici sono invitati a partecipare alle celebrazioni che si terranno:
•    al Villaggio della Carità di Camaldoli, mercoledì 30 marzo, alle ore 10.00;
•    al Paverano, giovedì 31 marzo, alle ore 10.00;
•    a Castagna, venerdì 1 aprile, alle ore 10.00.

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Quest’anno l’annuncio della Santa Pasqua in alcune delle chiesette della Missione del Madagascar sarà allietato dal suono delle prime campane giunte a destinazione qualche settimana fa (QUI l'articolo). La gara di generosità per donare una campana ad ogni chiesa Malgascia continua e altre 12 campane sono pronte per lasciare la fonderia e prendere la via del Madagascar.
Come per il gruppo precedente, sulle 12 campane spicca l’effigie di Don Orione e ciascuna riporta il nome del donante.
Le campane in partenza sono:
13.a campana    offerta da           Comunità Pio XII - VATICANO
14.a campana    offerta da           Ditta Pellegrini - ROMA
15.a campana    offerta da           Paladino Concetta - MESSINA
16.a campana    offerta da           Santuario Incoronata - FOGGIA
17.a campana    offerta da           Ex Allievi - VIGEVANO - PV
18.a campana    offerta da           Comunità Mater Dei - TORTONA
19.a campana    offerta da           Comunità Piccolo Cottolengo-  MILANO
20.a campana    offerta da           Casa del Giovane Lavoratore -  MILANO
21.a campana    offerta da           Piccolo Cottolengo Sanremo - IMPERIA
22.a campana    offerta da           Opera don Orione Selargius - CAGLIARI
23.a campana    offerta da           Casa don Orione Trebaseleghe - PADOVA
24.a campana    offerta da           don Orione Artigianelli – VENEZIA
 
Altre campane sono già in lavorazione e presto si uniranno al coro delle prime “sorelle” giunte in terra di missione, ma altre aspettano ancora chi le adotti per donarle ai nostri fratelli lontani.
Un grazie speciale a tutti coloro che hanno aderito al progetto di solidarietà e fratellanza, un grazie a chi deciderà di aggiungere la propria generosità ed il proprio contributo.

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Ieri mattina, 21 marzo 2016, il Centro Don Orione - Artigianelli è stato animato da circa 200 tra bambini e ragazzi delle Scuole Venete (è stata una meraviglia vederli correre ovunque durante il buffet) che sono arrivati con i loro insegnanti ed accompagnatori: si è, infatti, svolta qui la cerimonia per i festeggiamenti della Festa del Popolo Veneto, un appuntamento istituito dalla Legge Regionale n.8 del 2007, con la volontà di celebrare il passato glorioso della Serenissima Repubblica

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Carissimi confratelli,

nel giorno dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme è giunta la notizia che anche la mamma di don Leonardo Verrilli, la sig.ra Maria Grazia Petruccelli (nipote del nostro confratello don Antonio Petruccelli), ha fatto il suo ingresso nella Gerusalemme celeste.

La signora Maria Grazia è deceduta dopo un lungo periodo di infermità, accompagnata dalla premurosa cura di Patrizia, la sorella di don Leonardo.

Ci uniamo nella preghiera affinché il Signore conceda a Maria Grazia di prendere parte alla gloriosa schiera dei santi e affinché doni la consolazione della fede a don Leonardo e ai familiari che sono nel dolore.

Il funerale della sig.ra Maria Grazia Petruccelli, mamma di don Leonardo, avranno luogo domani, martedì 22 marzo, alle ore 15.00 presso la chiesa parrocchiale S. Maria delle Grazie in Castelfranco in Miscano (BN).

Si raccomanda di portare camice e stola viola.

Maria Grazia con don Leonardo e due figlie

 

Indicazioni stradali:

Per chi viene da Roma è opportuno prendere la Roma-Napoli ed uscire a Caianello e prendere la strada Statale 372 “Telesina”, (attenzione! sulla statale vi sono 5/6 autovelox all’altezza dei km 35-37; 47; 50; 52-53; 57) uscire a Benevento Centro e seguire le indicazioni per Foggia. All’incirca 7/8 km dopo Buonalbergo svoltare a sinistra in direzione “CASTELFRANCO in MISCANO”. Dopo qualche km in contrada Malvizza all'incrocio bisogna mantenere la destra verso Castelfranco in M.

Per chi viene da Foggia è opportuno prendere la SS. 90 “delle Puglie”: Foggia-Grottaminarda. Superata Savignano Irpino svoltare verso Benevento. Dopo alcuni km si troverà l’indicazione Castelfranco in Miscano.

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Si è concluso oggi pomeriggio, 15 marzo 2016, a Montebello della Battaglia, l’incontro di formazione per i Responsabili di Struttura della Provincia Religiosa Madre della Divina Provvidenza. Si tratta di Laici su cui la Congregazione ha voluto scommettere, come ha ricordato Don Walter Groppello all’apertura dei lavori, non solo per una gestione corretta e professionale delle opere, ma anche per una attiva e partecipe condivisione dell’identità orionina. Il Responsabile non lavora solo per la sua Struttura, ma per l’intera Congregazione ed è chiamato ad avere lo sguardo fisso su Gesù, condividendo insieme ai sacerdoti la dimensione pastorale del loro ruolo. A testimonianza di questa fiducia, sono presenti ai momenti formativi tutti i sacerdoti del Consiglio Provinciale: Don Gianni Giarolo, Don Leonardo Verrilli, Don Maurizio Macchi e Don Felice Bruno.  
Lunedì 14 marzo, dopo l’introduzione di Don Walter, Johnny Dotti, pedagogista e imprenditore sociale, ha provocato l’assemblea con uno sguardo ampio sulla situazione attuale, indicando temi da approfondire per “processare soluzioni nuove per tempi nuovi”. Nel pomeriggio i lavori si sono concentrati sulle caratteristiche del Responsabile come leader, attraverso gli interventi di Fabrizio Farina e Serena Susigan.
Momento non meno centrale della prima giornata è stato la celebrazione eucaristica, presieduta da Don Gianni Giarolo.
La mattinata del 15 marzo, guidata da Roberto Franchini, ha visto i partecipanti impegnati in un compito di analisi delle loro realtà (area sociale, socio-sanitaria, educazione e formazione, case di ospitalità), individuandone punti di forza e di debolezza, opportunità e minacce. L’impegno e la fatica dei lavori di gruppo sono stati raccolti da Don Aurelio Fusi, Direttore Provinciale, prima portandoli sull’altare della Messa, poi nel pomeriggio, ascoltando le relazioni dei vari gruppi.
Don Aurelio ha condiviso con grande emozione i suoi sentimenti, “meno male che ci siete voi, mi sento sostenuto e meno povero!”. La Congregazione è una famiglia in espansione, è variegata e poliedrica come lo è stata l’opera di Don Orione fin dalle sue origini.
Il Responsabile di struttura, come suor Plautilla, deve saper dire: “mi avvicino ai malati, vedo il Signore, il Signore mi parla e io rispondo”. Don Orione ha prima affidato la sua eredità ai religiosi, ora la sta passando anche ai laici in condivisione con la famiglia religiosa. “Il volto di Don Orione, i suoi occhi, le sue mani non ci sono più. Adesso siamo noi questi occhi, queste mani, per le persone che ci sono affidate, per i dipendenti, i fornitori, i volontari, i familiari, gli allievi.” Don Aurelio esorta i responsabili a essere “un po’ cardiopatici e sempre in fibrillazione”, per dilatare il cuore e far entrare tutti: questa è la carta di identità della Piccola Opera.

 

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È nell’abbraccio fraterno nella carità che sabato 12 marzo è stato ricordato il “Dies Natalis” del Santo fondatore don Luigi Orione “stratega della carità” come lo ha definito San Giovanni Paolo II.

Nella Basilica della Madonna della Guardia di Tortona, gremita di fedeli, alle ore 17 dal grande Crocifisso di Don Orione entrava la processione dei sacerdoti con il loro pastore mons. Vittorio Viola chiamato a presiedere la solenne liturgia animata dalla corale “San Luigi Orione” del Santuario. “La Parola del Signore che ci è stata proposta è ancora una volta carica di misericordia ed il desiderio di questo ascolto è forte in coloro che gli si fanno attorno perché è annuncio di salvezza”. Il vescovo ha ricordato quanto il giudizio di Dio è un “giudizio di amore che salva ed una parola di perdono efficace. Dobbiamo lasciarci raggiungere dal suo perdono”.

Al termine della celebrazione il rettore don Renzo Vanoi ha espresso un particolare ringraziamento ai presenti chiedendo a Don Orione “la forza di poter sempre essere figli suoi fino in fondo”.

Questa ricorrenza è stata coronata da alcuni eventi. Nel pomeriggio di venerdì 11, in Comune a Tortona il Patto di amicizia tra i comuni di Tortona, Pontecurone e Zduńska Wola (Polonia) siglato dai loro rispetti sindaci. All’evento oltre ad un gruppo di autorità e laici, il vescovo mons. Viola, il superiore generale degli Orionini don Flavio Peloso e la superiora generale Sr. M. Mabel Spagnuolo. Le tre città sono state unite nella persona di Don Luigi Orione. Pontecurone ha visto nascere il Santo della carità ed è stata la sua culla. Tortona è stata la città testimone della crescita e sviluppo delle sue prime opere. Già nel 1923, Zduńska Wola ha visto sorgere la Congregazione orionina in Polonia.

Alla sera presso l’Oratorio di San Francesco in Pontecurone si è svolta una serata “di memoria storica” della presenza delle suore orionine nel paese natale del santo.

Nella mattina di sabato 12, presso il Teatro civico di Tortona si è svolto un Convegno formativo sulla carità come “ricostituente sociale”. Don Flavio Peloso è intervenuto su questo tema rievocando esperienze ed insegnamenti di Don Orione e sottolineando l’importanza e l’urgenza di riprendere il dinamismo della carità che evangelizza Dio ed eleva la civiltà come un fattore ricostituente per la società attuale, “sale e lievito, antibiotico e vitamina”, “energia e motore”. Successivamente il vescovo Viola prendendo spunto dalla Prima Lettera di San Giovanni sull’“amarci gli uni gli altri”, ha proseguito evidenziando la profondità teologica e la grande attualità ecclesiale della lezione di Don Orione e del suo carisma. Ultimo intervento della Dott.ssa Tiziana Ciampolini, direttrice dell’Osservatorio delle povertà e delle risorse della Caritas del Piemonte, indicando alcune buone pratiche sociali che mostrano “Il dono alle radici dell’innovazione e dello sviluppo”, capace di suscitare reciprocità di relazioni e di sviluppo. Nella sera presso il salone dell’Episcopio si è svolta una serata all’insegna della musica del Maestro Perosi con l’intervento del direttore provinciale degli orionini don Aurelio Fusi.

Sentiamo sempre vivo in noi l’insegnamento che don Orione ci ha consegnato ossia slancio, ardore e vita nella carità.

Clicca QUI per ascoltare le omelie e gli interventi del convegno

 

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Giovedì, 10 Marzo 2016

Stato di recepimento ISEE

L'I.S.E.E. è l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente che, certificato tramite un attestato, consente ai contribuenti a basso reddito di accedere a prestazioni sociali e servizi di pubblica utilità a condizioni agevolate. E' dunque uno strumento di Welfare, che si calcola effettuando il rapporto tra Indicatore della Situazione Economica (I.S.E., dato dalla somma dei redditi e dal 20% dei patrimoni mobiliari e immobiliari dei componenti il nucleo familiare) e parametro nella Scala di Equivalenza.
Con la riforma dell’ISEE sono cambiate anche le fasce di riferimento per usufruire di agevolazioni e prestazioni assistenziali. Per potervi accedere è necessario calcolare il proprio reddito ISEE richiedendo la DSU (Dichiarazione Sostituiva Unica) attestante il reddito familiare e la relativa fascia ISEE 2016 di appartenenza. La fascia ISEE 2016 di appartenenza può essere calcolata rivolgendosi ai CAF convenzionati o direttamente all’INPS fornendo informazioni circa il proprio reddito, di qualsiasi natura esso sia, e lo stato patrimoniale della propria famiglia.
Il nuovo ISEE, presenta tra le principali novità l’inclusione di molti redditi finora esclusi dal calcolo, quali i redditi esenti, quelli figurativi degli immobili non locati e delle attività mobiliari, gli assegni di mantenimento per separazione o divorzio o per figli, pensioni, trattamenti assistenziali, previdenziali e indennità per una quota del 20% fino ad un massimo di mille euro.

Ma a che punto siamo con lo stato di recepimento dell'ISEE? Pubblichiamo QUI un interessante articolo a riguardo.

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Mercoledì, 09 Marzo 2016

Lonigo - Monumento di Don Orione

Nel nuovo quartiere denominato “La Rotonda”, sorto a sud della città di Lonigo, nel 2004 è stato intitolato un “Viale San Luigi Orione”. Don Orione, che Giovanni Paolo II ha definito “lo stratega della carità”, fu il fondatore a Lonigo, nel 1908, del “Ricreatorio popolare Pio X”. Per ricordare questa pagina di storia leonicena l’Amministrazione comunale aveva già intitolato al Santo una delle nuove vie della città. Qui, il 19 marzo 2016, verrà inaugurata e benedetta una cappellina con una statua del Santo.
Il pubblico ricordo di questo illustre e santo italiano trova la sua motivazione nel fatto che Don Orione fu presente a Lonigo personalmente e con i suoi religiosi all’inizio del secolo, esattamente a partire dal 19 marzo 1908.

Il Ricreatorio popolare Pio X
A inizio del Novecento, fu l’allora arciprete di Lonigo, Mons. Giovanni Fossà, a invitare Don Orione a Lonigo per avviare ed animare quello che si chiamò “Ricreatorio popolare Pio X”, negli ambienti di Via Teatro Vecchio 208. Per quattro anni si svilupparono molte iniziative a bene della gioventù e del popolo leoniceno.
San Luigi Orione era presente all’inaugurazione del “Ricreatorio popolare Pio X” in favore della gioventù. Nel Diario della casa di Lonigo, leggiamo: “Nella festa di S. Giuseppe, 19 marzo 1908, Patrono specialissimo di questa Casa, fu aperto questo Ricreatorio, a domanda del Clero di questa Città, affidato all’Opera della Divina Provvidenza, fondata e diretta dal M. R. D. Luigi Orione di Tortona, il quale venne per l’apertura della nuova casa, lasciando come primo Direttore il R. D. Angelo Bariani, giunto con il Ch.co Barbassi Adriano e il giovane De Paoli Angelo. Sul principio il numero dei ragazzi fu più di 400”.
A Lonigo operarono Don Giulio Cremaschi, grande educatore, Don Angelo De Paoli, Don Maurilio Silvani, poi Nunzio apostolico in Austria, Don Giovanni Serra e altri validi sacerdoti. Don Orione e il venerabile Don Carlo Sterpi vi soggiornarono ripetutamente. Gli Orionini provvidero al gioco, al doposcuola e al catechismo di una grande schiera di ragazzi e giovani. Vi costituirono una Filodrammatica e avviarono un teatro popolare famoso e frequentato per le numerose rappresentazioni. Fiore all’occhiello del Ricreatorio fu la fanfara dei ragazzi, costituita in meno di un anno, che si fece conoscere e ammirare in tutta la zona.
Poi, a Mons. Fossà succedette Mons. Attilio Caldana il quale volle dare a quell’attività un indirizzo scolastico e Don Orione si vide costretto a lasciare ad altri quel tipo di opera. Il Ricreatorio, come sappiamo, poi continuò ed evolse nel “Patronato Pio X” che ebbe in Via Teatro Vecchio 208 la sua sede fino ai tempi recenti, quando fu abbandonata per quella nuova, costruita in zona più centrale.
La vita di quel primo Ricreatorio popolare Pio X durò pochi anni, perché sostituita con una scuola, ma rimase il ricordo di Don Orione e di quei preti vivaci, pieni di iniziative e sempre in mezzo ai ragazzi. Uno di quei giovani volle seguirli ed entrò nella Congregazione e fu Don Antonio Castegnaro.  A distanza di anni, altri tre “ragazzi” di Lonigo hanno seguito Don Orione sulle vie della carità: Don Flavio Peloso, Don Gianni Giarolo e Suor Maria Gabriella Lisco.


La cappellina in Viale Don Orione
La cappellina edificata in Viale Don Orione è di piccole dimensioni (m. 3,60 x 3,10) ed è collocata in corrispondenza di uno slargo del marciapiede pubblico, già previsto perché vi sorgesse un monumento. Il posizionamento al centro dell’area inserisce la cappellina in un contesto caratterizzato da ampia visibilità.
Il disegno della cappellina è dell’architetto Giampietro Boschetto che ha ripreso elementi architettonici tipici della tradizione di Lonigo. La piccola struttura è stata realizzata con il contributo volontario di persone generose. La statua è opera dello scultore Pietro Zegna, alta cm 118, rappresenta Don Orione in atteggiamento accogliente e benedicente, mentre porge il Vangelo a un ragazzo che a lui ricorre. La statua ricorda l’attività “per la cara gioventù di Lonigo”, come dice il titolo del libro che ricostruisce le vicende storiche dell’attività del primo Ricreatorio popolare Pio X nella città leonicena.
La cappellina è il ricordo di un Santo che intercede dal Cielo per quanti ha amato qui in terra. È un monumento civile ad un grande uomo che ha saputo trasformare in opera educativa la responsabilità della città verso i suoi figli più giovani.

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VII Convegno Apostolico

convegno apostolico 6

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3