"Lavoriamo a salvar le anime, specie la gioventù più povera e i poveri più abbandonati."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Si è svolto ieri, 29 febbrario, a Scandicci (FI), presso Villa Guarnaschelli, l'incontro del Segretariato Amministrativo.

Il momento ha visto i partecipanti impegnati nell'analisi dei report del XXI Convegno degli Amministrativi e nella stesura di una prima bozza di programma del XXII Convegno che si terrà a Venezia il prossimo autunno. Il confronto ed il dialogo tra i partecipanti hanno fornito spunti e stimoli facendo emergere idee ed argomenti di interesse "provinciale" da proporre ai collaboratori delle case orionine di tutta Italia.

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Pubblichiamo la lettera d'invito al V Convegno Apostolico, scritta dal Direttore Provinciale della Provincia Religiosa Madre della Divina Provvidenza, Don Aurelio Fusi.

 Cari Confratelli,
          pace dal Signore!

Il Segretariato per le Opere di Carità della Provincia Religiosa Madre della Divina Provvidenza sta organizzando il V Convegno Apostolico rivolto agli operatori sociali e sociosanitari delle Case di Don Orione.

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Il cammino quaresimale è tempo favorevole per ribadire la scelta di Dio. Nella parrocchia Santa Famiglia di Nazaret a Torino si vive questa scelta con una partecipazione più attenta alle celebrazioni liturgiche secondo un itinerario che coinvolge tutta la comunità, con l'attenzione alla Parola di Dio attraverso la lectio divina settimanale, con gli incontri di catechesi e formazione a tutti i livelli e con l'attenzione ai poveri ai quali verrà destinato quanto raccolto in spirito di fraternità. E’ stato ribadito questo impegno a camminare nel ritiro di quaresima del 14 febbraio guidato dal dottor Carlo Miglietta, noto "biblista itinerante", che ha entusiasmato i presenti con una lettura brillante delle parabole della misericordia.
Una sosta dello spirito che sprona a camminare più speditamente e più serenamente nella vita di tutti i giorni.

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Lunedì, 08 Febbraio 2016

Paternò - Festa dei fidanzati

Don Orione, quando parlava del matrimonio e della famiglia, sempre ricorreva all’espressione di San Paolo “Sacramentum magnum, poiché simboleggia l’unione stessa della Chiesa con Cristo”

In una sua lettera a due sposi nel 50esimo di matrimonio scrisse: “Iddio Signore per bocca dell’Apostolo San Paolo disse gran Sacramento il nodo maritale e lo consacrò ad essere simbolo e memoria del Sacramento di Cristo con la Chiesa”. Scritti 56, 42.

Vogliamo segnalare un'attività che come ogni anno il Santuario di Paternò, in prossimità della Festa di san Valentino, organizza.

Nel pomeriggio di domenica 14 febbraio, alle ore 19.00 durante la Messa Vespertina, verrà celebrata la "Festa dei Fidanzati", con la presenza di circa cinquanta giovani prossimi alle nozze che verranno effettuate in Santuario.

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Al Centro Don Orione di Chirignago ogni lavoratore è importante e come in una grande famiglia, il clima è di amicizia e collaborazione. E così ecco che quando un collaboratore raggiunge il momento della pensione, è un momento di festa e di commozione per tutti.
Così è stato mercoledì 30 dicembre, un buffet aperto a colleghi e ospiti del Centro, per ringraziare e salutare due amiche che hanno terminato con l’ultimo dell’anno, il proprio servizio.
Priscilla è al Centro Don Orione da oltre 40 anni, una vita! E Francesca si difende bene, con i suoi 23 e mezzo!
E’ stato difficile contenere le lacrime per queste due straordinarie donne che sentono il Centro come la loro seconda casa e per ringraziarle Don Nello Tombacco ha consegnato loro delle bellissime targhe con dedica personalizzata, il logo del Centro e l’effige di don Orione, mentre le colleghe hanno preparato delle composizioni floreali su preziosi centrotavola in vetro, curando ogni dettaglio.
Presilla (o meglio Priscilla, come ama farsi chiamare lei) e Francesca, hanno decisamente lasciato il segno in molti cuori e ne hanno potuto raccogliere i frutti.
Luca, uno dei ragazzi presenti alla festa, ha detto, un po' triste: “Ecco, adesso basta, non vengono più”. Ma quando Francesca, nel suo discorso, ha detto: “Passerò a salutarvi”, di nuovo Luca ha sorriso, così come tutti i ragazzi presenti.
E, siamo certi, anche Don Orione da lassù ha sorriso, vedendo questo clima di famiglia e di servizio che vengono dal cuore di chi lavora in suo nome.

 

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Vi raccontiamo la notte di Natale vissuta al Centro Don Orione di Chirignago con la parole di un volontario

Ogni anno è sempre una grande emozione.
Appena arriviamo, subito i ragazzi ci vengono incontro, per raccontarci tante cose, abbracciarci, darci il benvenuto a casa.
Sì, perché qui ci si sente proprio “famiglia”.
Sono tutti in fibrillazione, perché sanno che stasera arriverà Babbo Natale a portare un po' di doni.
Un gruppo di giovani di Martellago si occupa dell'animazione, riempiendo di musica, balli e giochi la sala.
Tutti si lasciano trascinare dalla musica, Matteo, uno dei ragazzi, ci sorprende risvegliandosi dal suo torpore per scatenarsi in un ballo a ritmo perfetto.
Ad un certo punto si sente qualcuno che dal corridoio urla “eccolo! è arrivato!”
Ed eccolo entrare, il vero Babbo Natale! Sì, con la barba vera!
Viene subito preso d'assalto dai ragazzi, che non riescono a contenere la curiosità di scoprire cosa c'è dentro i pacchi che porta.
E che gioia nel trovare tanto materiale didattico per la RSA e abbigliamento per gli altri!
Nel frattempo è stata allestita a festa la cappellina, ma i fedeli sono così tanti che riempiono anche tutte le sedie poste nel corridoio, fino in fondo.
Tantissimi amici che hanno scelto di vivere la Notte Santa proprio qui, dove si respira viva la presenza di Gesù.
Una cerimonia sentita e partecipata, in cui ragazzi e volontari hanno partecipato attivamente nell'offertorio, nei canti, nelle preghiere.
Massimiliano (Macci) ci ha emozionato leggendo una preghiera e unendosi al coro per suonare la tastiera, mentre Don Nello ci ha donato una benedizione speciale, insieme alla piccola Alice.
A mezzanotte non poteva mancare il brindisi, con cioccolata calda e panettone per tutti. Il refettorio era strapieno, ragazzi, volontari, amici, famiglie, tutti insieme in allegria.

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Lunedì, 28 Dicembre 2015

Santa famiglia di Nazareth

La famiglia come scuola di misericordia potrebbe essere il titolo della giornata di domenica 27 dicembre, festa della Santa Famiglia di Nazareth, che il Papa ha indicato come primo grande evento giubilare dopo l’apertura delle Porte Sante. Il momento più significativo sarà la Messa celebrata dal Papa in San Pietro alle ore 10. Alle 12 l'Angelus.

Il Giubileo della famiglia è una tappa solenne e significativa in questo biennio che la Chiesa ha deciso di dedicare alla famiglia, con il "doppio" Sinodo 2014-2015 e che si allungherà fino alla primavera del prossimo anno, quando dovrebbe arrivare l’Esortazione apostolica destinata a chiudere il cerchio di una lunga, complessa e per certi versi rivoluzionaria riflessione.

Accoglienza, vicinanza, comprensione e perdono; sono i quattro punti toccati anche dal Sussidio preparato dal Pontificio Consiglio per la famiglia in vista dell’appuntamento di domenica. Un testo semplice che può essere utilizzato nel breve itinerario verso la Porta Santa, che non è necessariamente quella della Basilica di San Pietro, a Roma, ma vale per tutti i pellegrinaggi, in ogni parte del mondo. Il Sussidio prevede, dopo il segno della croce, la lettura di un passaggio della bolla Misericordia vultus (Cicca QUI per il testo integrale) di papa Francesco e un breve momento di raccoglimento.

Il secondo momento del pellegrinaggio familiare verso la Porta Santa è quello della Confessio vitae, in cui, dopo la lettura di un altro brano della Bolla di indizione, genitori e figli sono invitati alla riflessione sul perdono reciproco.

Ultimo momento quello della Confessio Fidei che segna il passaggio della Porta Santa e si allunga ai momenti successivi, in cui la famiglia sosta davanti al crocefisso per contemplare il «volto delle misericordia di Dio che ci accoglie e ci abbraccia».

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C'è voluto non poco tempo e molte energie. Un progetto, un pensiero ed un obiettivo da raggiungere. Mentre ogni giorno, più o meno strumentalmente, si parlava di comunità o di bambini strappati ingiustamente ai genitori, l'Autorità Garante per l'infazia e l'adolescenza ha fatto chiarezza sui minorenni fuori famiglia. Non è solo il ruolo che ricopre ad aver imposto questo passo, ma anche il timore crescente che generalizzazioni pericolose non facciano il bene di bambini già segnati da storie famigliari difficili e non permettano di affrontare le vere criticità.
Chiedendo alle ventinove Procure minorili idati in loro possesso sul numero dei minorenni collocati in comunità, hanno tutte aderito al progetto ed ora sappiamo che al 31 dicembre 2014 i minorenni a vario titolo collocati nelle comunità erano 19mila, di cui circa il 40% di origine straniera. E’ importante essere riusciti ad ottenere questo dato; ricordando che, sebbene la famiglia, possibilmente quella di origine, sia il luogo dove ogni bambino dovrebbe stare, la realtà è più dura ed è un dovere fare in modo che a quei bambini che nella loro famiglia non possono stare, vengano assicurati gli stessi diritti dei loro coetanei.
Dietro alla scelta di affidare una ragazza o un bambino ad una comunità ci sono spesso storie difficili e dolorose, responsabilità complesse, che non esentano nessuno. Un bambino viene allontanato dalla famiglia per il principio sacro del bene del minorenne sopra ogni cosa. E in quell’azione sono coinvolti molti soggetti: i genitori, i servizi socio-sanitari, il Tribunale per i minorenni e il Procuratore minorile, la Regione e tutte quelle realtà, pubbliche e private, che insieme contribuiscono al percorso formativo per un bambino, per un ragazzo. Devono perciò essere supportati e messi nella condizione di lavorare al meglio, con risorse, economiche e non solo, e strategie chiare. Così come deve essere supportata anche la famiglia in tutte le problematicità che si trova ad affrontare, sia per prevenire gli allontanamenti che per rimuoverne le cause quando questi sono inevitabili e fare in modo che il bambino possa ritornare a casa. Più tutti gli “attori in scena” lavorano in armonia, tenendo l’attenzione sul bambino o sulla bambina, meglio potranno fare il suo bene. È importante che facciano sistema, che “si parlino”e si coordinino.
Per questo, è stata pubblicata la prima raccolta dati sperimentale per la Tutela dei minorenni in comunità; clicca QUI per leggere la pubblicazione e clicca QUI per leggere il Terzo Rapporto sugli Istituti Penali per Minori

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Martedì, 01 Dicembre 2015

Seregno - Cena Africana

Venerdì 20 novembre 2015, presso la sala "mensa della comunità" del "Don Orione" è stato festeggiato il primo compleanno di permanenza a Seregno, dei 17 ragazzi africani affidati dalla Prefettura della provincia di Monza e Brianza, nell'ambito dell'emergenza dei richiedenti asilo (dopo di loro altri 6 hanno trovato accoglienza presso la struttura Don Orione di Seregno).
E’ stato riproposto un momento di convivialità già vissuto poco meno di un anno fa, ritrovandosi a cena per gustare piatti tipici della cucina africana quali riso “Chap/Cue”, Cuscus, Domadà.                               
Tanti erano gli amici presenti con anche rispettive famiglie, volontari, operatori, religiosi, alcuni ospiti della casa, i "maestri" di italiano della Caritas cittadina e simpatizzanti.
E' stato un bel momento di festa e anche l'occasione per dimostrarsi reciproca riconoscenza e manifestare il desiderio (già intuito) di maggiore integrazione.
In questi giorni dopo le drammatiche vicende di Parigi, sono aumentati gli sguardi di diffidenza...ma sono anche sorte manifestazioni di unanime condanna di quanto accaduto esprimendo il desiderio di speranza di Pace. E' con questo sincero spirito che si sono trascorse 2 ore di autentica fraternità, mangiando insieme, ballando e suonando i tipici strumenti a percussione africana...in SIM-PATIA.
Questa è la speranza: che una serata "straordinaria" di "festa africana" possa sempre più diventare nell'ordinario "festa di integrazione di popoli" in questo nostro mondo, nella nostra vita.

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L’obiettivo di questa iniziativa è ridare per una serata il sorriso alle famiglie in gravi difficoltà economiche e soprattutto ai loro bambini, vittime innocenti di questo assurdo e malinconico momento che la società moderna sta attraversando.  Mira a dare sollievo al disagio sociale che questa crisi ha trasmesso alla famiglia media italiana.
Genitori che perdono il lavoro, che si separano, disagio sociale, spese impreviste, bollette, figli che vanno a scuola, problemi a far quadrare il bilancio e spesso anche problemi ad organizzare pranzo e cena. Tutto questo vissuto con grande dignità, a volte taciuto o a malapena sussurrato ai servizi sociali, alla Caritas o alla propria parrocchia.
 "Perché vi ritorni il sorriso” E’ il titolo dell’iniziativa che, il coordinamento del MLO di Reggio Calabria in collaborazione con l'associazione Portatori della Vara e il gruppo scout parrocchiale, hanno organizzato per dare a queste famiglie in difficoltà, la possibilità di passare una serata in serenità, lontana dai soliti pensieri e dai problemi quotidiani, mangiando una buona pizza in allegria con i propri figli.
La coordinatrice del MLO tiene a ribadire che, non possiamo e non vogliamo rimanere insensibili alle parole di Papa Francesco, “Ogni cristiano e ogni comunità sono chiamati ad essere strumenti di Dio per la liberazione e la promozione dei poveri /.../ questo suppone che siamo docili e attenti ad ascoltare il grido del povero e soccorrerlo” i laici hanno l'obbligo di vivere con concretezza la Parola di DIO.
Per questo motivo verrà proposto a tutti i della nostra parrocchia che l'iniziativa si protragga per tutto l'Anno del Giubileo Straordinario della Misericordia voluto  da Papa Francesco.
Il parroco Don Domenico Crucitti sottolinea che partendo con questa iniziativa speranzosi che si allarghi ad altre associazioni presenti in parrocchia e non, consapevoli che questo contributo è una goccia nel mare, ma l’obiettivo è far ritornare il sorriso per una sera e intraprendere il cammino della speranza con queste famiglie della parrocchia e della città, in difficoltà. Anche se già operativi con il Centro Famiglie per altre problematiche inerenti la famiglia.
Un sorriso tu lo doni, e non ti rendi conto di quello che stai donando, ma per chi lo riceve, è una cosa molto importante”
«La misericordia dì Dio è più grande del cielo, è più grande del mare; la misericordia di Dio è più grande dei nostri peccati.
“Don Orione”

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