"Chi non canta mai dà segno di cuore chiuso."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

convegno apostolico 6

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Sabato 3 dicembre 2016 presso la palestra del Collegio Ballerini, si è svolta la tradizionale Festa della Famiglia della Casa di Seregno. Per la prima volta però, ospiti, parenti, amici e volontari delle Residenze degli anziani e dei disabili, si sono ritrovati tutti insieme per festeggiare il Natale. In questo modo la gioia di stare insieme si è moltiplicata.
Dopo i consueti ma sempre graditi saluti del Sindaco di Seregno, di Don Graziano De Col e di Paolo Favari, la festa ha visto protagonisti un gruppo di ospiti che con una semplice ma significativa rappresentazione, han ricordato che ad ogni Natale si rinnova la promessa di vita eterna attraverso quel Bambino che nascendo dona a tutti gli uomini speranza, pace e gioia.

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Mercoledì, 26 Ottobre 2016

Tortona - Festa della casa "Mater Dei"

“La vita è come un viaggio in treno e… lascia sempre bei ricordi…”.

Due frasi che riassumono e commuovono, che raccontano e risuonano… Festa riuscita, vivace e partecipata dove tutti hanno potuto condividere e scambiarsi qualche parola, rilassarsi e divertirsi. Hanno contribuito a questo in particolare Dina e Ivo i “Miss e Mister nonni Mater Dei 2016”. Come ogni anno sono stati rivestiti di fascia altri nonni/e …. Margherita e Anna “Miss Longeve” arrivate entrambe a soli 102 anni!! Ulderico “Mister Longevo”, anche Lorenzo e Anna sono stati al gioco ed hanno indossato la fascia “Miss e Mister Goloso” mentre a Giuseppina, abile ricamatrice è andato il meritato titolo di “Miss mani d’oro”. A fare “il pari” il Mario, “Mister Penna d’argento” che ha incantato tutti con un inaspettato discorso. E ancora Franca, la nonna simbolo di eleganza e cura e …il Re del “Lo so io”, ovviamente al caro Pietro!! Grazie a Luigi ed Antonella per le loro bellissime canzoni, grazie a tutto il personale di cucina, assistenziale, dai servizi generali, ai collaboratori, ai medici, agli infermieri, ai sacerdoti, ai volontari presenti!
GRAZIE a chi tra i dipendenti e volontari ha portato la famiglia. Grazie ai nonni, tutti, ed ai loro parenti che sono stati insieme a per far festa, ridere, scherzare applaudire e a giocare! Raggiunte le oltre 190 presenze!!! Una soddisfazione grande, un pranzo della domenica unico, come non mai, speciale, denso, sereno!
È stato un altro bel momento trascorso insieme, un pezzo di viaggio, un’occasione per conoscersi di più, per sentirsi famiglia, per sentirsi compagni di un’avventura chiamata “vita” che bisogna sforzarsi di affrontare al meglio, tirando fuori il bello e il buono che c’è in ognuno per lasciare sempre…bei ricordi.

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Da oggi 1° settembre entra in funzione il nuovo sito messaggidonorione.it che vi invitiamo a visitare e a scoprire.
[email protected] di Don Orione è un sito di storia, di cultura e di attualità orionina, ma non di informazione. Pubblica studi, approfondimenti, commenti, in varie lingue, suddivisi per sezioni di interesse, corredati da foto d’archivio e da video. Il sito è ancora in sviluppo, ma c’è già molto materiale da scoprire.
Il Pensiero del giorno, le rubriche Accadde oggi e Asterisco, la Buona Notte sono aggiornate giorno per giorno.
La Newsletter, il link Contatti e la possibilità di mettere Commenti ai singoli articoli danno la possibilità di dialogo con quanti frequentano il sito. Possibilità di iscriversi alla Newsletter cliccando sull’apposito link in home page.

testata

Don Flavio Peloso ci dice: “Mi sono imbarcato in questa piccola impresa perché spero possa essere utile al nostro ambiente orionino e anche fuori, a chi cerca studi su Don Orione e la Piccola Opera della Divina Provvidenza. Ne curo e coordino personalmente l’impostazione e i contenuti.
Invito a inviare osservazioni, suggerimenti e anche materiale da pubblicare alla mail di gestione del sito: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Venerdì, 12 Agosto 2016

Sostegno per l'Inclusione Attiva

Mancano pochi giorni all’avvio in tutta Italia, il 2 settembre 2016, della misura governativa unica a livello nazionale e universale per combattere la povertà: si tratta del Sia (Sostegno per l’inclusione attiva), ed è una prima iniziativa che intende portare il Paese verso il reddito di inclusione. Consiste in un trasferimento monetario bimestrale attraverso una carta di pagamento elettronico, accompagnata da un progetto di inserimento sociale e lavorativo in collegamento con i servizi del territorio (centri per l’impiego, scuole, servizi sociali e sanitaria). Tutto ciò per evitare già note ed abusate forme di assistenzialismo. 80 euro al mese a persona, per un massimo di 400 euro a nucleo, destinato a chi ha un indice Isee sotto i 3mila euro. Le famiglie in difficoltà potranno ricevere, in media, 320 euro.  Una misura che costerà 750 milioni di euro nel 2016,  mentre per il 2017 è già stato stanziato un miliardo di euro.  Un primo passo verso l’obiettivo di sconfiggere la povertà assoluta che coinvolge 4,6 milioni di persone in Italia, come richiesto dall’Alleanza contro la povertà, il coordinamento di realtà della società civile lanciato da Acli e Caritas che ha proposto l’introduzione del Reis (Reddito di inclusione sociale) e ha valutato il Sia “un deciso passo in avanti” anche se ancora non soddisfacente. Molto stretti sono infatti i requisiti d’accesso. Secondo le stime riguarderà circa 180 mila-220 mila famiglie (800mila-1 milione di persone, per metà minorenni).

Leggi QUI e scarica il testo integrale del decreto.

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Intervista a Don Romolo Mariani dopo alcuni giorni a Melendugno, Lecce.


D. - Don Romolo come hai passato questi giorni fuori dal Centro don Orione?

R. Molto bene!

D. - Dove sei stato?

R. A Melendugno, località in provincia di Lecce, presso la famiglia di Oronzo Mazzeo, laici orionini, perché da lunga tradizione sono molto legati all'Opera don Orione.

D. - Quale motivo ti ha spinto a recarti a visitare questa famiglia a Melendugno?

R. D'accordo con il direttore di questa comunità don Ivaldo Borgognoni), ho accettato ben volentieri di far visita a questa famiglia. Sono persone degne di essere menzionate e meglio conosciute dall'Opera don Orione.
In questa famiglia ci sono due medici, bravi, preparati e disponibili, non solo per aiutare me ma chiunque avesse bisogno di cure caritatevoli.

D. - Rientrando in comunità dopo questo periodo come va con la tua salute?

R. Sono rientrato a Roma in buona salute, mi sento abbastanza bene, ho appreso con gioia la notizia dell'avvenuta nomina dei Superiori della Congregazione, ai quali auguro di continuare a servire la Congregazione come voleva San Luigi Orione: "Servire la Chiesa e i poveri come se fossero Gesù Cristo"

- Don Romolo si è recato in provincia di Lecce dal 17 al 26 maggio u. s. accompagnato dalla  signora Giusy, infermiera professionale, venuta come volontaria da Milano.

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La lettura dell'indagine sociologica presentata da Don Vito Orlando.

La quarta giornata dei lavori del Capitolo Generale, ha visto una prima sessione dedicata ancora a uno spunto di illuminazione per la lettura dei tempi. È intervenuto il salesiano don Vito Orlando, che ha fornito una ‘lettura commentata’ dei risultati dell’inchiesta commisionata per prepararci al Capitolo: «La persona del religioso orionino ‘Servo di Cristo e dei poveri’».

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Nella solennità di Pentecoste si conclude il triduo in preparazione alla festa di San Luigi Orione. A presiedere la celebrazione eucaristica Don Paolo Padrini, segretario vescovile, ad animare la corale San Rocco di Castelceriolo.
Una celebrazione che ha visto invocare la discesa dello Spirito Santo al termine del tempo pasquale ma questa luce del Risorto continua nei nostri cuori ad essere la fonte e il centro della nostra vita. Don Renzo Vanoi, rettore della Madonna della Guardia di Tortona, nel ringraziare Don Paolo Padrini per aver accettato l’invito a presiedere questa Eucarestia ha ricordato anche quanto è bello che la Diocesi e la Congregazione in Tortona collaborino per il bene della terra di San Marziano.
Nell’omelia Don Paolo ha sottolineato quanto è bello essere sotto la protezione di Don Orione ed essere nella concretezza dell’amore di Dio.
Oggi, 16 maggio 2016, in Santuario Madonna della Guardia di Tortona diverse saranno le celebrazioni eucaristiche presiedute dal nostro superiore generale Don Flavio Peloso al mattino alle 9.300 “messa di famiglia” con particolare invito ad anziani, ammalati e disabili delle case di carità tortonesi e nel pomeriggio alle 18:00 la Santa Messa solenne di apertura del XIV Capitolo Generale dei Figli della Divina Provvidenza. Animerà la celebrazione la corale “San Luigi Orione” del Santuario.

Ascolta l'omelia.

Guarda le foto

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Venerdì, 13 Maggio 2016

Buon Compleanno Don Romolo Florideo

Ieri, 12 maggio 2016, si è festeggiato il confratello, Don Romolo Florideo Mariani, che ha compiuto 77 anni. L'intera Comunità orionina, tutti gli amici e i conoscenti, augurano a Don Romolo: "Buon compleanno". Al momento della cena, il Direttore Provinciale, il Direttore della Comunità, Don Ivaldo Borgognoni, assieme a tutti i confratelli, si sono ritrovati per festeggiare il sacerdote.

Don Romolo Mariani è nato a Ortucchio, nella Marsica il 12 maggio 1939. Fin da giovane chierico, è sempre stato molto dinamico, disponibile in tutto e per tutti, con un grande slancio missionario. Durante il corso degli anni, ha avuto molteplici esperienze di grande rilievo nelle diverse realtà orionine presenti in tutto il mondo: il suo apostolato, per molti anni, è stato svolto in Brasile, mentre la sua ultima missione è stata in Mozambico: questo, un periodo di straordinaria importanza per Don Romolo e soprattutto per la comunità orionina africana. Sempre dedito alla carità agli insegnamenti di San Luigi Orione, Son Romolo - anche con l'avanzare degli anni - continua a stare tra la gente, ad essere molto attivo e - da buon orionino - non smette di aiutare chi necessita di sostentamento o di qualche sua buona azione. Sempre allegro, spiritoso e cordiale: è così che vogliamo ricordare e festeggiare Son Romolo.  Al momento del brindisi, Mons. Andrea Gemma gli ha augurato lunga vita con alcune frasi beneauguranti in latino. Augurandogli nuovamente buon compleanno, spegniamo assieme a lui le sue settantasette candeline, sperando che il fatidico desiderio espresso durante il taglio della torta, possa diventare realtà.  Buon Compleanno, Don Romolo!

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Venerdì 20 maggio 2016 presso la Sala Vivaldi - Exposanità presso la Fiera di Bologna si svolgerà l'evento dal titolo: "Il Bilancio di Missione e il Bilancio Sociale: strumento di trasparenza e responsabilità sociale."

Interverranno il Dr. Pasquale Chiarelli - Responsabile Controllo di Gestione Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, il Dr. Andrea Trenta - Responsabile Contabilità e Controllo, Fondazione Poliambulanza di Brescia ed il Prof. Davide Gandini - Segretario Generale del PCDO di Genova, scrittore e docente di diritto.

Il Bilancio di Missione, quello Sociale, quello Certificato sono essenzialmente un’operazione di verità su di noi e sulla nostra attività e lo si rende non per adempiere ad un obbligo di legge, ma per un dovere di trasparenza e di responsabilità sociale, che attiene alla nostra etica istituzionale. In questo modo si racconta come viene utilizzato il denaro pubblico e quello frutto delle donazioni e si testimonia l’impegno e l’efficienza di un sistema complesso che garantisce un equilibrio di bilancio assicurando servizi di cura e livelli occupazionali. In questo workshop si cercherà di spiegare con i casi concreti menzionati nel titolo le criticità e le modalità del percorso per realizzarlo correttamente e in modo efficace.

Clicca QUI per il programma dell'evento

Clicca QUI per registrarti e participare (gratuitamente)

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Venerdì, 06 Maggio 2016

Intervista a Mons. Andrea Gemma

Pubblichiamo l'intervista curata dal chierico, Fabian Pitreti, dell'Istituto Teologico, a seguito di una visita fatta dal Monsignore Gemma allo studentato di via Massimi 143, Roma.

 

Ha conosciuto Don Orione?
 
Fin da bambino - ne ringrazio il Signore - ho conosciuto Don Orione. Nel 1938, sono stato come alunno delle scuole elementari nell'Istituto San Filippo Neri, sulla via Appia Nuova a Roma, accanto alla parrocchia di Ognissanti, fondata da Don Orione stesso, dove, più tardi, sono stato parroco. Frequentando quella scuola ho imparato a conoscere Don Orione grazie a un sacerdote, il maestro di scuola, che era Don Giovanni Vanoli, un sacerdote di Don Orione che era allora semplicemente un chierico. Era studente di teologia e mi ha fatto scuola in terza elementare. In quarta c'è stato un altro sacerdote di Don Orione, don Mario Pannori, e insieme, sono stati per me dei testimoni del carisma orionino. Attraverso di loro io ho conosciuto Don Orione.

Quindi, attraverso questi due religiosi orionini lei è rimasto incantato di Don Orione, desiderando di diventare prete. Quanti anni aveva quando ha deciso di entrare nel seminario?

Ero piccolo. Avevo solamente 9 anni. Eravamo nel 1940. Io ho detto, d'accordo con mia madre, "Voglio farmi prete e voglio farmi prete di Don Orione".  Infatti, quando ho chiesto a mia madre: "Allora posso andare a farmi prete da Don Orione"? Lei mi ha risposto, molto contenta: " Ma sì … figlio mio, vai vai vai". E così, ho chiesto e sono andato in seminario.
Per affrettare i tempi, mi hanno fatto saltare (ride) la quinta elementare e alla fine dell'estate ho dato l'esame di passaggio alla scuola media. Ottimo risultato, e nel 1940 io sono entrato come piccolo aspirante nel seminario che l'opera Don Orione aveva a Colle Giorgi, su in alto, a Velletri. E da quel momento sono entrato nella famiglia di Don Orione. Non sono più uscito e mi trovo molto contento.
 Diventato prete, poi, i superiori mi hanno mandato a studiare a Roma in preparazione al sacerdozio, cioè dal 1954 al 1957. Ho frequentato la Pontificia Università Lateranense e ho dato la licenza in teologia con l’allora bravissimo professore monsignor Antonio Piolanti. Mi ha dato 30 e lode e mi sono licenziato in Sacra Teologia.
Nel 1957 sono stato ordinato prete qui a Roma e subito dopo mi hanno mandato come assistente del seminario che allora era a Grotte di Castro (VT). Poi nel 1959 mi hanno mandato professore di greco e latino a Villa Moffa di Bandito di Bra (CN) dove la Congregazione aveva il noviziato e il liceo classico. Era l'anno 1959. Vi sono rimasto fino a che mi hanno nominato parroco di Ognissanti a Roma nel 1969. Poi il Papa Giovanni Paolo II mi ha voluto vescovo nel 1990. Sono stato ordinato da lui nel 1991 il 6 gennaio, ecco, quest’anno 2016, ho celebrato il venticinquesimo di episcopato, e adesso, aspettiamo l'ultima fase della vita, quella che vorrà il Signore.

Va bene Eccellenza. La ringrazio per questa sua biografia. Come ha detto, una gran parte del suo servizio presbiterale nella Congregazione lo ha svolto nelle case di formazione. Quindi le chiedo: come spiegherebbe lei ai seminaristi, a quelli che iniziano il cammino, o alle persone che sentono per la prima volta parlare di Don Orione, il carisma di questo grande santo del XX secolo? Come ha iniziato Don Orione la sua missione, la sua Congregazione?


 Don Orione è partito con i giovani poi è diventato il prete di tutti; dei più poveri. Io ho scritto ultimamente la biografia di Don Orione, in sei volumi, intitolata: Don Orione il prete degli ultimi, perché Don Orione una volta che ha capito il Cuore di Gesù ha detto “Io non mi chiudo a nessun genere di apostolato” e difatti nel primo capitolo delle Costituzioni - l’unico che egli ha scritto - c’è l'elenco delle opere a cui si sarebbero dovuti dedicare i figli della sua Congregazione: sono ben 54 opere. I figli di Don Orione, secondo il Fondatore si dedicheranno quindi a queste 54 opere. Però alla base, ciò che ha spinto Don Orione a dedicarsi all'apostolato della carità, è il desiderio di portare tutti a Cristo e al Vicario di Cristo. Questo è il carisma di Don Orione: portare tutti, specialmente gli ultimi, ai piedi, diciamo così, del Vicario di Cristo, della Santa Sede. Difatti, Don Orione l'ho ha detto mille volte: “Noi siamo per i poveri e per il Papa. Siamo per i poveri, perché i poveri amino Gesù Cristo e il suo Vicario il Papa”.

Alcuni, per riassumere, il carisma orionino lo nominano nel binomio: Papa e poveri. Cosa significa per un orionino andare incontro ai poveri?

Ecco, qui bisogna specificare. L’orionino, nella parola “poveri” non deve intendere solo una categoria di persone, ma tutte le categorie di poveri, specialmente le categorie più bisognose, sia materialmente che spiritualmente. Quindi, per esempio, la carità intellettuale, a cui io mi sono dedicato scrivendo circa 200 opere, è un'opera orionina di carità intellettuale, di andare incontro ai poveri in spirito e ai poveri nel corpo.  Insegnare, istruire la povera gente, le missioni popolari, tutte queste opere fanno parte del carisma di Don Orione.
Perché fanno parte di una carità “senza confini", carità - per intenderci - come ci sta insegnando Papa Francesco, che comprende tutte le 14 opere di misericordia.
 
Infatti vediamo nella Congregazione delle scuole, dei “Piccoli Cottolengo”, delle case d'accoglienza, dei seminari, delle opere che aprono le porte per i migranti, per tutte le categorie di persone.  

Questo è il bello, è il significativo di Don Orione. Lui ha voluto qualcosa per tutti. Per tutte le categorie. E ha voluto anche le scuole. Purtroppo le due scuole che avevamo in Italia, a Tortona (AL) e a Novi Ligure (AL) ed anche la terza quella del San Filippo, dove ho fatto io le elementari, sono state chiuse. Questa è una brutta cosa.  

Si può indicare una gerarchia come importanza per quello che riguarda il carisma della Congregazione. Cioè, c'è un'opera importante su cui la Congregazione deve tenere lo sguardo e l’impegno?
 
L'apostolato tra i giovani. Quindi le scuole, gli orfanotrofi, i giovani senza nessuno, senza casa. Questo è il cuore del nostro apostolato. Infatti, quando è andato a raccogliere i bambini dopo il terremoto di Messina, Don Orione voleva raccogliere i giovani – lui li chiamava “sole o tempesta dell’avvenire"-  per portarli a Cristo e al suo vicario al Papa e alla Chiesa. (le due lineette siano uguali e staccate)

Nell'ambiente della Romania lei sa molto bene che i cattolici sono minoritari, la maggioranza è formata dalla Chiesa ortodossa e quindi sappiamo molto bene che Don Orione aveva molto a cuore questa realtà dell'ecumenismo. Come vescovo, come prete orionino, come religioso, come ha vissuto questa realtà del carisma orionino e come pensa che in questo momento la Congregazione potrebbe viverla?

Io nella mia diocesi dove sono stato 17 anni < a Isernia - Venafro (IS)> ho cominciato col curare molto le vocazioni sacerdotali. Sono arrivato in diocesi e ho pregato il Signore dicendogli: "Fammi capire se ti piace il mio apostolato episcopale e mandami molte vocazioni sacerdotali”. Quando sono entrato nella mia diocesi molte parrocchie erano scoperte, non avevano il prete. Quando ne sono uscito tutte le mie parrocchie erano coperte e alcuni avevano non solo un prete, il parroco, ma anche il prete viceparroco, il secondo prete. E quindi ho ringraziato il Signore.  
In questo modo il Signore mi ha dimostrato che nell'opera di Don Orione non ci sono soltanto le grandi case di carità quelle che Don Orione chiamava Piccoli Cottolengo ma ci sono le scuole, ci sono gli oratorii e ci sono gli orfanotrofi, ci sono i collegi e tutto quello che riguarda l'apostolato giovanile. Per esempio in Diocesi abbiamo creato quello che poi è diventata la Giornata Mondiale della Gioventù una specie di giornata della gioventù, prima ancora che la istituisse il Papa, radunando in un giorno tutti i giovani della Diocesi parlando loro di Gesù, non solo di Don Orione, prima di Gesù poi di Don Orione.

Lei ha fatto ancora una volta l'elenco delle opere delle attività principali della Congregazione, adesso la Chiesa parla molto, anche lo stesso Papa Francesco parla di “Chiesa in uscita”, parla di nuova evangelizzazione e nuove povertà. La Congregazione come risponde a questo imperativo?

Prima di tutto deve sentirsi mandata! Prima di tutto ai giovani, io parto sempre da lì, ai giovani per arrivare alle famiglie, per arrivare agli anziani, per arrivare ai più poveri. Don Orione ha detto: "Io mi interesserò non solamente dei giovani come fanno i Salesiani che si rivolgono solo ai giovani". Difatti Don Orione è uscito dalla Congregazione Salesiana, alla vigilia di entrare in noviziato salesiano, lui è uscito, poi l'ha spiegato più tardi, perché il carisma salesiano è monocolore, cioè guarda solo ai giovani. Io non mi accontento di guardare solo i giovani; i giovani, gli adolescenti, gli adulti e la famiglia, e fino agli anziani, fino quasi ai più bisognosi di cure, di interessamento, come sono i poveri, come sono le famiglie disagiate, come sono gli emigrati, come sono i vecchi senza nessuno. Don Orione ha aperto le porte a tutti. Questo discorso della porta è quello che Papa Francesco ricorda sempre, aprire le porte a tutti! Per portare tutti a Cristo, per far sentire a tutti la tenerezza di Dio. Aprire le porte a tutti per portare tutti a Cristo al Vicario di Cristo, cioè al papà e alla Chiesa.

Ricordo che leggendo nel mio noviziato la sua biografia di Don Orione c’è stato un momento in cui il vescovo di Tortona tentò di far prendere alla Congregazione un altro indirizzo, quello delle “colonie agricole” preponendovi il primo vescovo della Congregazione Monsignor albera: i primi sacerdoti dell’Opera vi si opposero decisamente e seguirono Don Orione e il suo disegno che è quello poi approvato dalla Chiesa.

È una pagina molto, come dire, dolorosa e gloriosa di Don Orione. Il vescovo di Tortona pensava di togliere Don Orione dalla Congregazione e di dare la Congregazione in mano a quello che sarebbe diventato il primo vescovo della Congregazione, monsignor Paolo Albera. Ma, per fortuna nostra, Don Sterpi e lo stesso Paolo Albera, lo stesso Don Gaspare Goggi, dissero: "No… no… o siamo con Don Orione o ce ne torniamo in Diocesi". La cosa rientrò. E quindi fu il motivo per cui il vescovo il giorno 3 del mese di luglio 1892, firmò la prima approvazione della Congregazione sotto la direzione di Don Orione. E secondo il suo disegno.
 
Infatti Don Orione parte nel viaggio per le Americhe nel 1934, per accogliere anche in quelle regioni i poveri e i bisognosi. Questo viaggio di Don Orione segnò per la Congregazione un amplissimo sviluppo. Anche ai giorni nostri siamo interpellati dai tanti profughi che si accalcano ai confini d'Europa. Il Papa parla molto di questo.
 
Tu parli di profughi. Io parlerei anche di vittime della droga: anche questa è una delle più pressanti forme di povertà spirituale. I Figli di Don Orione non dovrebbero ignorarla… Io ho sempre detto che questa è una specie di poveri che oggi bisognerebbe soccorrere; sono i poveri, i drogati e quindi dobbiamo aprire delle case, cosa che abbiamo fatto mi pare a Genova. Questa sarebbe una nuova povertà a cui la Congregazione dovrebbe interessarsi.

Ci avviciniamo anche al finale della nostra intervista.  Se può indicare tre parole chiave per i seminaristi, che lei, come formatore come professore e poi come vescovo orionino ritiene più importanti.

Riassumerei così: dobbiamo essere pazzi di amore per Cristo, prima caratteristica, pazzi di amore per Maria, pazzi di amore per la Chiesa e per il Papa. Il Papa è la sintesi della visibilità della Chiesa. Aggiungo una parentesi: tra le varie forme di povertà io ho pensato anche a quelli che sono vessati dal demonio. E allora ho scritto in un mio libro come figlio di Don Orione, sì, come monsignor Gemma figlio di Don Orione che era il prete di tutti gli ultimi: “Siccome gli ultimi tra gli ultimi sono quelli che sono posseduti dal demonio, era logico che monsignor Gemma si dedicasse al ministero dell'esorcismo; come ho fatto e come continuo a fare, finché il Signore nella sua bontà mi darà le forze e la buona volontà e l'aiuto dei miei fratelli”.


La ringrazio molto per la sua testimonianza, per il fatto che continua a portare l'esempio, la testimonianza di don Orione e che, speriamo, arriverà anche in Romania.
È infatti le testimonio che per la prima volta, quando ero piccolo nel seminario, quando ho sentito di monsignor Andrea Gemma, ho sentito parlare proprio di un grande esorcista. E quindi mi ha fatto grande onore quando ho sentito che c'è un vescovo così conosciuto, così famoso nella Congregazione, quindi le faccio i complimenti e gli auguri.

Cerca di seguire Don Orione fino in fondo e vedrai che il Signore ti aprirà diverse strade e ti farà sapere quello che vuole da te e il luogo in cui ti vuole adoperare ad esercitare il sacerdozio, il missionario, l'operatore di misericordia nella pastorale, nell'aiuto ai più poveri e ultimi, ai giovani, agli anziani, alle famiglie, a tutto quello dove ti chiamerà il Signore.

Adesso mi provoca per farle un'altra domanda. Andando pochi mesi fa al capitolo provinciale essendo stato invitato con qualche compagno del teologico, mi ricordo che si parlava molto del prete orionino che si trova in un istituto e tante volte si ritrova ad essere più amministratore economico che prete, che pastore. Cosa pensa a questo riguardo?

È una cosa da cui dobbiamo essere liberati, da cui essere salvaguardati. Non si può essere degli amministratori soprattutto delle cose materiali. Si deve fare anche quello perché dobbiamo mangiare, ma, oltre a quello dobbiamo coltivare la contemplazione, la preghiera, l’evangelizzazione, l’aiuto ai più poveri. Il Papa stamattina ha parlato di elemosina. Quindi quello che devono fare anche i nostri amministratori è largheggiare nelle elemosine, largheggiare nell'aiuto ai poveri. Io dicevo, ricordo un intervento che ho fatto ad un Capitolo Generale: noi, quando vogliamo esercitare la carità e lo spirito di Don Orione cominciamo a costruire grandi case, grandi istituti, tipo quello di Milano, tipo quello di Genova: i famosi Piccoli Cottolengo, e magari trascuriamo quel poveretto che sta a pochi metri dalla nostra casa e ha bisogno di tutto: di mangiare, di vestirsi, di un poco di soldi per comprarsi da mangiare, ecc. Dobbiamo curare tutta la gamma della carità partendo dalle piccole cose per arrivare anche alle cose più grandi.


Va bene. La ringrazio e chiedo magari un ultimo augurio per i seminaristi

Crescete nella convinzione che se il Signore vi ha messo in questa Piccola Opera vi ha fatto un grande dono; un grande regalo. Sappiatelo sfruttare! Con la benedizione di Dio, a cui sia gloria nei secoli dei secoli, Amen.

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