"Non importa dire molte preghiere, importa dirle bene."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

convegno apostolico 6

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Il Direttore generale P. Tarcisio G. Vieira ha nominato, con il consenso del suo Consiglio i nuovi superiori provinciali per l'Italia, la Polonia, l'Africa, la Spagna e la Delegazione Missionaria.

Il Superiore generale, seguendo le procedure previste dalle Costituzioni e Norme della Piccola Opera della Divina Porvvidenza di Don Orione, ha provveduto alla nomina dei Superiori provincili e Consigli della Provincia “Madre della Divina Provvidenza” (con sede a Roma), la Provincia di “Madonna di Częstochowa” (con sede a Varsavia), la Provincia “Notre Dame d’Afrique” (con sede a Bonoua), la Vice-Provincia “Nuestra Señora del Pilar” (con sede a Madrid) e la Delegazione Missionaria - “Mother of the Church” (con sede a Roma).

ITALIA - Provincia “Madre della Divina Provvidenza” (Roma)
(Italia, Romania, Albania, Ucraina)

• Sac. Aurelio FUSI - superiore provinciale (2° triennio)
• Sac. Giovanni GIAROLO - vicario provinciale (2° triennio)
• Sac. Felice BRUNO - consigliere (2° triennio)
• Sac. Giovanni CAROLLO - consigliere (1° triennio)
• Sac. Giuseppe VOLPONI - consigliere (1° triennio)
• Sac. Alessandro D’ACUNTO - consigliere, economo (1° triennio)


POLONIA - Provincia di “Madonna di Częstochowa” (Varsavia)
(Polonia, Bielorussia)

• Sac. Krzysztof MIŚ - superiore provinciale (1° triennio)
• Sac. Sylwester J. SOWIZDRZAŁ - vicario provinciale (1° triennio)
• Sac. Adam GOŁĘBIAK - consigliere (2° triennio)
• Sac. Łukasz MIKOŁAJCZYK - consigliere (1° triennio)
• Sac. Dariusz CZUPRYŃSKI - consigliere (3° triennio)
• Sac. Piotr S. JASEK - consigliere, economo (1° triennio)


AFRICA - Provincia “Notre Dame d’Afrique” (Bonoua)
(Costa d’Avorio, Togo, Burkina Faso, Benin)

• Sac. Komi Jean-Baptiste DZANKANI - superiore provinciale (1° triennio)
• Sac. Serge MEDA - vicario provinciale (1° triennio)
• Sac. Mathieu ZONGO - consigliere (1° triennio)
• Sac. Nogbou Adrien KOFFI - consigliere (1° triennio)
• Sac. Alain KINI - consigliere (1° triennio)
• Sac. Natale LUCIDI - consigliere, economo (2° triennio)


SPAGNA - Vice-Provincia “Nuestra Señora del Pilar” (Madrid)
(Spagna, Venezuela)

• Sac. José PARIS ALONSO - superiore vice-provinciale (2° triennio)
• Sac. Miguel Angel BOMBIN GONZALEZ - vicario vice-provinciale (2° triennio)
• Sac. Francisco Javier LOPEZ GARCIA - consigliere (1° triennio)
• Sac. Aurelio BURGOS GONZALEZ - consigliere, economo (1° triennio)

 
DELEGAZIONE MISSIONARIA - “Mother of the Church” (Roma)
(Italia, UK, USA, Kenya, Giordania, India, Filippine)

• Fr. Marcelo Daniel BOSCHI - Superiore Delegato (1° triennio)
• Sac. Antonio URSILLO - consigliere (superiore regionale della Giordania) (1° triennio)
• Sac. Martin Estanislao MROZ - consigliere (superiore regionale delle Filippine) (1° triennio)
• Sac. Peter Wambulwa WAKOBA - consigliere (superiore regionale del Kenya) (1° triennio)
• Sac. Christopher Philip KEHOE (superiore regionale dell’UK) (2° triennio)
• Sac. Mariano Jorge ZAPICO (superiore regionale dell’India) (1° triennio)
• Sac. Mirosław KOWALCZYK (superiore regionale degli USA) (1° triennio)


I nuovi Consigli Provinciali entreranno in carica il 29 giugno 2018 e vi resteranno al 28 giugno 2021.

Per quanto riguarda la Delegazione "Maria Regina del Madagascar" (Antananarivo) la nomina avverrà prossimamente.

 
Nel comunicare queste importanti nomine per la vita della Piccola Opera, voglio ringraziare, insieme al mio Consiglio, i Superiori provinciali e Consiglieri che hanno concluso il triennio di governo: Don Krzystof Baranowski, P. Basile Aka, Don Maurizio Macchi, Don Leonardo Verrilli, Don Walter Groppello, Don Tomasz Wisniewski, Don Grzegorz Sikorski, Fr. Jean Clément Somda, P. Michel Koffi Koffie, Don Fabio Antonelli, P. Miguel Angel Laseca Garcia e P. Eucinei Antonio de Souza. Unisco anche il nome di Don Oreste Ferrari che, negli ultimi due anni, ha unito alla missione di Vicario generale l’accompagnamento della Delegazione Missionaria. Sono certo che con il loro impegno, con la donazione di vita e, certamente, con non pochi sacrifici, hanno dato un importante contributo per rafforzare la vitalità della Piccola Opera. Solo il Signore, per l’intercessione del nostro Santo Padre Fondatore, potrà ricompensare, con tante benedizioni e grazie, il loro sacrificio e la piena dedizione alla missione affidata nel 2015.

Ai confratelli ora nominati ricordo le parole con le quali Don Orione incoraggia chi assumeva un incarico di fiducia e di responsabilità: “La perfezione del governo è compresa in queste cinque parole: vegliare, amare in Domino, sopportare, perdonare e pascere in Domino”. E per ricordare che, Provinciali e Consiglieri, sono essenzialmente servitori e promotori della comunione fraterna, aggiungo un piccolo stralcio di una preghiera che ho imparato di recente: “Signore, concedimi il gaudio di lavorare in comunione e inondami di tristezza ogni volta che, isolandomi dagli altri, pretendo di fare la mia corsa da solo.” Con questi pensieri assicuro le mie preghiere e di tutto il mio Consiglio per la missione ora affidata ai nuovi Provinciali e Consiglieri. Ave Maria e avanti!

Fraternamente,

P. Tarcisio G. Vieira

direttore generale

QUI la lettera del direttore generale.

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Cari amici,
in questi giorni il Piccolo Cottolengo è stato fatto oggetto dell’accusa infamante di aver licenziato una dipendente a causa di un tumore. Tale accusa è stata abilmente diffusa a livello nazionale con repliche successive, causando un gravissimo e immeritato danno alla reputazione dell’Istituto e un grande dispiacere a tutti noi.
In questo momento di prova, mi è stato di grande conforto il vostro spontaneo sostegno, che ha preso la forma di una lettera sottoscritta da un gran numero di voi.

Avreste potuto starvene in disparte come spettatori neutrali per assistere agli sviluppi di questa triste vicenda, invece avete preso decisamente l’iniziativa a difesa non della vostra “azienda”, ma della nostra “grande famiglia del Piccolo Cottolengo”, come voi stessi la definite.
Un grazie particolare a chi ha avuto anche il coraggio di affrontare l’inedita esperienza delle telecamere televisive per raccontare la storia dalla propria malattia. La testimonianza sul sostegno che avete ricevuto da parte di colleghi e direzione del Piccolo Cottolengo è il più efficace antidoto ad ogni forma di menzogna.
So che alcuni tra voi sono qui al Piccolo Cottolengo e lavorano con dedizione anche se provati da forme patologiche piuttosto serie. Potreste cercare anche voi facili vie di disimpegno, invece state facendo la scelta di continuate il vostro servizio con la passione che vi contraddistingue. Lasciate che vi dica tutta la mia ammirazione e il mio grazie, che è anche quello dei nostri cari ospiti che ricevono le vostre cure.

So che in qualcuno si sta generando un po’ di rancore verso chi ci sta facendo del male. Niente rancore, verso nessuno. Non fa parte del nostro stile, non fa parte dei nostri valori!
Ve la ricordate la frase di Don Orione? “Fare del bene sempre, del bene a tutti, del male mai, a nessuno”.
La nostra risposta deve essere un’altra: continuare a servire, tutti uniti, i nostri cari ospiti, i nostri “padroni” come li definiva Don Orione. Il Piccolo Cottolengo è nato per loro, deve rimanere ogni giorno fedele allo spirito del Fondatore.

Grazie a tutti, di cuore!

Don Pierangelo

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Condividiamo qui di seguito il post Facebook della Signora Reyes, dipendente del Piccolo Cottolengo Milanese, affetta da patologie oncologiche.

"Sono una dipendende di Don Orione di Milano e non m'identifico con la collega.
Anch'io sono affetta da patologie oncologiche, ho ricevuto e ricevo tutt'ora tutto quello che la legge mi consente.
Ma di più è stato il supporto che ho ricevuto da tutti, dal Direttore ai colleghi, è il lato umano che mi fa sentire in famiglia, perchè per me Don Orione è la mia seconda casa, la mia Famiglia.
Mi trovo molto bene lavorando lì, amo ciò che faccio e lo faccio con passione e dedizione.
La gran maggioranza per non dire tutti, siamo rimasti basiti nel vedere infangato il nostro centro lavorativo nonchè la nostra famiglia Orionina"

 post fb dipendente.don.orione.milano

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Fra le varie misure di lotta alle difficoltà economiche erogate sul territorio nazionale, il Reddito di Inclusione costituisce un’opportunità concreta di lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Il REI sono stati introdotti dal D.lgs. 147/2017 in sostituzione al SIA (Sostegno per l’Inclusione Attiva) ed al ASDI (Assegno Sociale di Disoccupazione). Tale strumento è costituito da due parti:

1. un beneficio economico, erogato mensilmente mediante una carta di pagamento elettronica (Carta REI);
2. un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa mirato al superamento della condizione di povertà, elaborato a cura dei servizi sociali del Comune.

I soggetti attuatori della misura sono l’Inps ed i Comuni, in forma singola o associata. Questi ultimi, in particolare, sono responsabili dell’elaborazione dei progetti personalizzati di attivazione sociale e lavorativa, ossia della presa in carico dei nuclei familiari attraverso un’analisi multidimensionale dei bisogni e delle problematiche.

Chi può richiedere il Reddito di Inclusione? I destinatari sono i nuclei familiari con determinati requisiti di residenza, soggiorno, familiari ed economici. Al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, il richiedente deve possedere dei requisiti di residenza e soggiorno e il nucleo familiare deve avere i requisiti economici ed altri requisiti (incompatibilità con la fruizione di ammortizzatori sociali e con il possesso di natanti e di autoveicoli e motoveicoli di recente prima immatricolazione). I requisiti familiari, invece, devono sussistere solo al momento di presentazione della domanda.

Requisiti di residenza
Il Richiedente deve essere congiuntamente:
• cittadino dell’Unione (o familiare di un cittadino dell’Unione in possesso del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente) ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o apolide in possesso di analogo permesso o titolare di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria); per familiare di cittadino dell’Unione si intende il coniuge, i discendenti diretti di età inferiore a 21 anni o a carico e quelli del coniuge e gli ascendenti diretti a carico e quelli del coniuge (ai sensi del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30 “Attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri”);
• residente in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento di presentazione della domanda.

Requisiti economici
Il nucleo familiare del richiedente deve essere in possesso di:

1. un valore dell’ISEE, in corso di validità, non superiore ad euro 6.000;
2. un valore dell’ISRE ai fini REI (l’indicatore reddituale dell’ISEE diviso la scala di equivalenza, al netto delle maggiorazioni) non superiore ad euro 3.000;
3. un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore ad euro 20.000;
4. un valore del patrimonio mobiliare (depositi, conti corrente, etc.), non superiore ad una soglia di euro 6.000, accresciuta di euro 2.000 per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di euro 10.000.

Requisiti familiari
Nel nucleo del richiedente al momento della domanda, deve essere presente almeno un soggetto con le seguenti caratteristiche:
• un componente di età minore di anni 18;
• una persona con disabilità e di almeno un suo genitore, ovvero di un suo tutore;
• una donna in stato di gravidanza accertata;
• almeno un lavoratore di età pari o superiore a 55 anni:
- che si trovi in stato di disoccupazione:
- per licenziamento, anche collettivo,
- dimissioni per giusta causa;
- risoluzione consensuale (legge 604/1966);
- ed abbia cessato, da almeno tre mesi, di beneficiare dell’intera prestazione per la disoccupazione, oppure in mancanza dei requisiti, si trovi in stato di disoccupazione da almeno tre mesi.

Requisiti di compatibilità
Il REI sono compatibili con lo svolgimento di attività lavorativa da parte di uno o più componenti il nucleo familiare, a patto che:
- si proceda a comunicare entro 30 giorni tale nuova occupazione;
- si rispettino i requisiti economici indicati sopra.

QUI il documento integrale.

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Nella nuova Sala Don Pensa di Paverano, dedicata alla Formazione e fresca di ristrutturazione per ampliare il numero di posti disponibili, si è svolto lo scorso 11 aprile l’incontro di formazione carismatica con 70 collaboratori neoassunti, nell’ultimo triennio, delle Case genovesi del Piccolo Cottolengo.

Don Alessandro D’Acunto ha tratteggiato la figura di Don Orione alla luce della testimonianza di alcuni laici che lo conobbero (Ernesto Campese e Salvatore Sommariva) e ha ricordato come per Don Orione il “fare del bene” fosse la via maestra per trovare il Signore e non smarrire il senso della propria vita.
Davide Gandini, Segretario generale, ha raccontato le origini dei Piccoli Cottolengo di Don Orione nel clima storico e culturale di quegli anni, e ha proposto una attualizzazione dei contenuti della lettera di Don Orione del 13 aprile 1935 da Buenos Aires (i desamparados e la relazione di cura oggi, alla luce del carisma di Don Orione).
Vincenzo Russo, Responsabile del Villagio di Camaldoli, ha offerto la propria testimonianza di laico professionista che qualche anno fa ha scelto di cambiare lavoro e di lanciarsi nella avventura umana e professionale dell’opera di Don Orione a Genova.
Andrea Bongioanni, Responsabile del personale, ha spiegato e condiviso con i presenti le dinamiche di gestione della selezione del personale e delle valutazioni ai fini della decisione per la conferma ed il passaggio a tempo indeterminato.
Alessia Sigismondi, Gloria Lasagna e Claudio Quartero, Referenti per il personale a Paverano, Castagna e Camaldoli, e Cinzia Anselmo, collaboratrice dell’Ufficio Personale per i neoassunti, hanno rivolto un saluto, un incoraggiamento ed un augurio ai presenti.

Tra i presenti, forse il più felice (certamente il più emozionato) era José Burga Menacho, neoassunto nella Cooperativa orionina “Le terre del villaggio”, dopo alcuni anni trascorsi nella frequenza del Centro diurno “Boggiano Pico”.
L’incontro è durato un paio d’ore e si è concluso con momento di riflessione nel quale ognuno dei presenti ha offerto ai colleghi tre parole chiave ricevute durante l’evento formativo e sentite particolarmente personali (cfr. foto); durante il successivo rinfresco tali risonanze sono proseguite ed erano così felici e diffuse che abbiamo pensato di offrirvi qui una breve selezione di esse.

Al Piccolo Cottolengo si vive allegramente: si prega, si lavora, nella misura consentita dalle forze: si ama Dio, si amano e si servono i poveri. Negli abbandonati si vede e si serve Cristo, in santa letizia. Chi più felice di noi?
E anche i nostri cari poveri vivono contenti: essi non sono ospiti, non sono dei ricoverati, ma sono dei padroni, e noi i loro servi, così si serve il Signore! Quanto è bella la vita al Piccolo Cottolengo! È una sinfonia di preghiere per i benefattori, di lavoro, di letizia, di canti e di carità!

 

Don Luigi Orione Lettera da Buenos Aires del 13 aprile 1935

 

 

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Villa Lomellini, a Montebello, conferma la sua vocazione di Casa Religiosa di Ospitalità dedicata in modo speciale a gruppi religiosi ed eventi di spiritualità.
Nei giorni dal 6 al 8 aprile u.s. gli ambienti della casa si sono colorati di una sfumatura internazionale, accogliendo un numeroso gruppo organizzato dall’Istituto Teologico della Croazia.

L’organizzatore è arrivato alla nostra Casa tramite un dépliant che, durante la scorsa estate, era stato lasciato in un autogrill croato da uno dei responsabili della struttura, durante una vacanza con la famiglia.
Nonostante le difficoltà di comunicazione (la maggior parte parlava solo il croato), lo staff di Villa Lomellini è riuscito ad accogliere gli oltre settanta ospiti nel migliore dei modi e a farli sentire a casa: lo testimoniano le numerose dimostrazioni di apprezzamento ricevute durante i tre giorni.

Prima di ripartire, il gruppo Croato si è fermato in raccoglimento nella nostra cappella e ha pregato per la Casa di Montebello, per l’intera Congregazione di Don Orione e per le Opere di Carità che vengono promosse in tutto il mondo: questo è il ringraziamento più importante e più bello che avremmo potuto ricevere; un riconoscimento al tanto lavoro ed impegno che viene messo ogni giorno nel testimoniare la vera identità di questa casa di ospitalità. Chi soggiorna percepisce che c’è qualcosa in più, che si respira un clima diverso, che non vengono offerte solo camere, ma che si è ospitati “a Casa di don Orione”.

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Lunedì 26 marzo, non è stato solo l’inizio della Settimana Santa al PCDO di Seregno, ma anche l’inizio di un nuovo capitolo del libro, come dice l’Economo Provinciale Don Walter Groppello, “Il Piccolo Cottolengo di Don Orione”, il cui Autore è la Divina Provvidenza e la Casa editrice la congregazione orionina.
Questo nuovo capitolo inizia in Villa Colli, punto di partenza del PCDO di Seregno, dando il benvenuto al nuovo Responsabile di Struttura, il Dott. Alberto Bianchi, insieme a Don Walter Groppello, in comunione con il Padre Provinciale e i membri dell’equipe e della Comunità Religiosa di Seregno; successivamente continua con i membri del comitato di Gestione ed i Referenti per poi concludersi con una plenaria con tutti i dipendenti della Casa.
Sono momenti molto significativi in cui si rimettono in gioco originalità, innovazione, professionalità ed esperienze nuove.

Durante la presentazione, Don Walter ricorda l’importanza dello spirito di famiglia e il senso di un’accoglienza piena e rispettosa calati in un percorso di grande corresponsabilità con lo sguardo rivolto sempre ai “veri padroni dell’Opera: gli OSPITI”.
Il restante lo si costruirà giorno dopo giorno e andrà a sommarsi ad una storia ricchissima e lunga, fatta di incontri, di progetti, di sfide, di fallimenti e di successi.

Per quanto riguarda il dott. Alberto Bianchi, arriva da un’esperienza ventennale di gestione di strutture di accoglienza e negli ultimi 15 anni ha svolto il suo prezioso servizio alla Lega del Filo d’Oro di Lesmo (MB); è laureato in giurisprudenza e scienze politiche, con all’attivo diverse formazioni specifiche, ha accresciuto con l’esperienza le sue competenze gestionali e di direzione.

Per il Dott. Alberto la Casa di Seregno è ricca di significato, pur nella sua complessità, e questo gli piace molto e lo proietta ad una proficua collaborazione.
Figure apicali e operatori tutti, sono per lui una fonte di forza e ricchezza. Confida nel supporto di tutti e soprattutto in quello della Comunità Religiosa che saprà affiancarlo e guidarlo prima alla scoperta e poi alla diffusione del Carisma orionino.

Benvenuto tra noi Alberto e buon inizio alla scoperta della famiglia orionina.

 

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Casa Don Secchiaroli è una graziosa villetta liberty, a Firenze, non lontana dal centro storico.
Fa parte di quel gruppo di strutture Orionine dedite all’Ospitalità Religiosa, cercando di tenersi al passo con i tempi, pur nella modestia e nella familiarità che la caratterizzano. L’inaugurazione odierna della nuova dépendance segna un importante tappa nel cammino di questa casa che potrà ora offrire ulteriori sei camere a chi, di passaggio a Firenze, vorrà fermarsi in un luogo sereno, familiare, accogliente, coccolato ed accolto dalla responsabile, Lucia Magavero, e dalla instancabile e sorridente famiglia Alliu.

La giornata di festa è cominciata sabato 24 marzo con la celebrazione della S. Messa (presieduta da Don Walter Groppello, Economo Provinciale) nella cappella della casa che, come ai “vecchi tempi”, non è riuscita a contenere tutti gli amici giunti per l’occasione e che hanno invaso l’atrio e la grande scalinata per partecipare alla funzione. Subito dopo c’è stato il taglio del nastro (l’onore delle forbici a Don Federico Cattarelli, Direttore dell’istituto Don Orione di Firenze) e la benedizione dei nuovi ambienti (affidata a Don Giuseppe Medda, Economo del PCDO di Genova, ex parroco in S. Marco Vecchio a Firenze e amico storico di Casa Secchiaroli).

Un grazie speciale ai tanti amici intervenuti a far festa: la comunità religiosa dell’istituto Don Orione di Firenze, i ragazzi dell’istituto, gli ex allievi, gli amici di Don Orione e le persone del quartiere, i religiosi giunti da lontano ed i rappresentanti laici delle altre opere d’Italia (Montebello, Fano, Roma, Genova,  Milano) e i complimenti per l’ottimo lavoro svolto e per la grande professionalità a tutte le ditte e agli artigiani che hanno lavorato al restauro, capitanati dagli efficientissimi architetti Amalia Rocco e Domenico Sbarra.

Per chi fosse curioso di sapere qualcosa in più di questa piccola opera, qualche cenno storico:
Iniziò a funzionare come Casa del Giovane Lavoratore nel 1946 e il 10 maggio 1948 entrò a far parte della Piccola Opera della Divina Provvidenza di Don Orione. La Casa fu affidata a Don Umberto Secchiaroli, che la diresse fino al 1994, quando ormai anziano e malato dovette lasciare l’incarico. Dopo qualche tentativo di gestione diversa, si decise di trasformare la struttura in una Casa di Ospitalità Religiosa denominata “Casa Don Secchiaroli”: nel giugno del 2001 ebbe inizio la nuova attività affidata dalla famiglia Basagni.
          
Nei primi anni la vicinanza dell’Ospedale Pediatrico Mayer indirizzò inevitabilmente la Casa verso l’accoglienza dei genitori e parenti con bambini ricoverati, fu stipulata una convenzione con la Direzione dell’ospedale ed in poco tempo la struttura si riempì di persone bisognose: seguirono 5 anni di intenso lavoro di assistenza non solo ai bambini che, dopo le cure soprattutto nel reparto di oncologia, venivano mandati a “casa” in attesa del nuovo ciclo di terapie, ma anche ai genitori bisognosi di supporto psicologico ed economico. La collaborazione con l’Ospedale Mayer continuò fino al 31.12.2008, quando fu trasferito a Careggi, abbastanza distante dalla Casa Don Secchiaroli.

Negli ultimi anni, la Casa ha assunto le sembianze di Casa di Ospitalità Religiosa, aperta a quanti siano di passaggio a Firenze, che siano essi lavoratori, pellegrini o turisti, con l’obiettivo offrire un ambiente familiare e confortevole, permeato dal carisma di Don Orione. Insieme alle altre strutture ricettive, costituisce un punto di riferimento per l’Ospitalità Orionina in Italia: chi sceglie di soggiornare in questa, o nelle altre case di ospitalità, indirettamente partecipa alla missione dell’Opera, contribuendo a sostenere economicamente le opere di carità che, in Italia e nel Mondo, assistono quasi un milione di persone.

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La Festa di San luigi Orione da calendario cade il 16 Maggio, ma per la Congregazione Orionina è importane ricordare anche la data della morte di colui che ha dato vita alle nostre Case della Carità.
Il 12 marzo 1940 Don Orione moriva a Sanremo e lasciava a tutti noi in eredità il compito di portare avanti attraverso i suoi insegnamenti ed il suo carisma il messaggio di tenerezza verso tutti coloro che portano un dolore con sé.
L’11 marzo del 2018, a quasi 80 anni dalla sua morte, la comunità genovese di Castagna torna a festeggiare insieme ai suoi sacerdoti il fondatore che con la sua umile grandezza ci ha avvicinato al servizio verso i più poveri.
 Don Walter Groppello ha presieduto la Santa Messa, concelebrata con alcuni confratelli genovesi e animata dall’immancabile coro del PCDO e dagli ospiti come è oramai consolidato nelle grandi occasioni.
I religiosi hanno poi offerto ad una vasta rappresentanza di tutta la Casa di Castagna ed al vicariato un aperitivo e un pranzo di festa. La giornata è stata vissuta come un momento di unione e di serenità, ma anche di riflessione sul cammino che insieme percorriamo sui passi di San Luigi Orione.

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Domenica 18 marzo 2018 a Roma, presso la chiesa di Ognissanti, tre giovani religiosi, il brasiliano Pedro Raimundo Batista Andrade, il romeno Flaviu Enacke e l’italiano Roberto Luciano, hanno emesso la loro Professione perpetua.

La Messa, alla quale erano presenti anche i parenti, gli amici dei tre chierici e buon numero di giovani del Movimento Giovanile Orionino, è stata presieduta dal Direttore Generale Padre Tarcisio Vieira e concelebrata dai Consiglieri Generali, dal Direttore Provinciale Don Aurelio Fusi, dai Consiglieri provinciali e da altri religiosi orionini per un totale di 44 sacerdoti e 10 diaconi.
Padre Vieira, durante l’omelia ha salutato i tre giovani, sottolineando il giorno di grande festa per loro, per i familiari e i parenti, e anche per la famiglia religiosa. «Grande gioia per noi vedere intorno a voi tante persone, religiosi, religiose e laici, che sono venuti a far festa con voi e soprattutto pregare per voi. Una particolare gioia è sapere della presenza di alcuni giovani del Movimento Giovanile Orionino».


Il Direttore generale, rivolgendosi poi ai tre giovani ha detto: «Fra poco il rito liturgico vi chiederà, prima ancora delle parole della formula della professione perpetua, una prostrazione. Il vostro distendersi con la faccia a terra, sarà un segno drammatico di umiltà, di consegna e di passione. Sarà un anticipo gestuale e simbolico della vostra intenzione di consacrarvi totalmente e definitivamente a Dio nella nostra famiglia religiosa. Quando diventa vera la preghiera: “Tu sei, oh Dio, la mia protezione, il mio rifugio, la salvezza della mia vita. Tu sei la mia forza e la mia difesa; nel tuo nome mi guidi e mi sostieni».
«Don Orione – ha ricordato Padre Tarcisio - diceva: “I santi voti!... Grande cosa e grande grazia l’essere condotti davanti a Gesù per dirgli: - Eccomi, o Gesù, sono tutto tuo, voglio essere sempre tuo, voglio seguirti dovunque tu andrai!... Ti seguirò, o Signore, nelle ore della gioia e, soprattutto, nelle ore della tribolazione, nelle ore della prova e del Calvario, perché intendo che la tua vita sia la mia vita...”».


Nel concludere l’omelia Padre Vieira si è rivolto ai tre religiosi dicendo: «La vostra forza sarà la preghiera del “pieno abbandono” che infonde il coraggio per accogliere i momenti di passione come un’opportunità di donarsi e amare fino in fondo: amare Dio con tutto il cuore, quali figli carissimi, ricercando in ogni cosa, con la sua grazia, unicamente la sua gloria; amarci a vicenda come Cristo ci ha amati; avere, nell’amore di Dio, una carità senza limite verso i più piccoli e i più abbandonati nostri fratelli».

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