"La vita è disseminata di lacrime! Anche in ogni gioia vi è sempre una vena di dolore."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

convegno apostolico 6

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Nella nuova Sala Don Pensa di Paverano, dedicata alla Formazione e fresca di ristrutturazione per ampliare il numero di posti disponibili, si è svolto lo scorso 11 aprile l’incontro di formazione carismatica con 70 collaboratori neoassunti, nell’ultimo triennio, delle Case genovesi del Piccolo Cottolengo.

Don Alessandro D’Acunto ha tratteggiato la figura di Don Orione alla luce della testimonianza di alcuni laici che lo conobbero (Ernesto Campese e Salvatore Sommariva) e ha ricordato come per Don Orione il “fare del bene” fosse la via maestra per trovare il Signore e non smarrire il senso della propria vita.
Davide Gandini, Segretario generale, ha raccontato le origini dei Piccoli Cottolengo di Don Orione nel clima storico e culturale di quegli anni, e ha proposto una attualizzazione dei contenuti della lettera di Don Orione del 13 aprile 1935 da Buenos Aires (i desamparados e la relazione di cura oggi, alla luce del carisma di Don Orione).
Vincenzo Russo, Responsabile del Villagio di Camaldoli, ha offerto la propria testimonianza di laico professionista che qualche anno fa ha scelto di cambiare lavoro e di lanciarsi nella avventura umana e professionale dell’opera di Don Orione a Genova.
Andrea Bongioanni, Responsabile del personale, ha spiegato e condiviso con i presenti le dinamiche di gestione della selezione del personale e delle valutazioni ai fini della decisione per la conferma ed il passaggio a tempo indeterminato.
Alessia Sigismondi, Gloria Lasagna e Claudio Quartero, Referenti per il personale a Paverano, Castagna e Camaldoli, e Cinzia Anselmo, collaboratrice dell’Ufficio Personale per i neoassunti, hanno rivolto un saluto, un incoraggiamento ed un augurio ai presenti.

Tra i presenti, forse il più felice (certamente il più emozionato) era José Burga Menacho, neoassunto nella Cooperativa orionina “Le terre del villaggio”, dopo alcuni anni trascorsi nella frequenza del Centro diurno “Boggiano Pico”.
L’incontro è durato un paio d’ore e si è concluso con momento di riflessione nel quale ognuno dei presenti ha offerto ai colleghi tre parole chiave ricevute durante l’evento formativo e sentite particolarmente personali (cfr. foto); durante il successivo rinfresco tali risonanze sono proseguite ed erano così felici e diffuse che abbiamo pensato di offrirvi qui una breve selezione di esse.

Al Piccolo Cottolengo si vive allegramente: si prega, si lavora, nella misura consentita dalle forze: si ama Dio, si amano e si servono i poveri. Negli abbandonati si vede e si serve Cristo, in santa letizia. Chi più felice di noi?
E anche i nostri cari poveri vivono contenti: essi non sono ospiti, non sono dei ricoverati, ma sono dei padroni, e noi i loro servi, così si serve il Signore! Quanto è bella la vita al Piccolo Cottolengo! È una sinfonia di preghiere per i benefattori, di lavoro, di letizia, di canti e di carità!

 

Don Luigi Orione Lettera da Buenos Aires del 13 aprile 1935

 

 

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Villa Lomellini, a Montebello, conferma la sua vocazione di Casa Religiosa di Ospitalità dedicata in modo speciale a gruppi religiosi ed eventi di spiritualità.
Nei giorni dal 6 al 8 aprile u.s. gli ambienti della casa si sono colorati di una sfumatura internazionale, accogliendo un numeroso gruppo organizzato dall’Istituto Teologico della Croazia.

L’organizzatore è arrivato alla nostra Casa tramite un dépliant che, durante la scorsa estate, era stato lasciato in un autogrill croato da uno dei responsabili della struttura, durante una vacanza con la famiglia.
Nonostante le difficoltà di comunicazione (la maggior parte parlava solo il croato), lo staff di Villa Lomellini è riuscito ad accogliere gli oltre settanta ospiti nel migliore dei modi e a farli sentire a casa: lo testimoniano le numerose dimostrazioni di apprezzamento ricevute durante i tre giorni.

Prima di ripartire, il gruppo Croato si è fermato in raccoglimento nella nostra cappella e ha pregato per la Casa di Montebello, per l’intera Congregazione di Don Orione e per le Opere di Carità che vengono promosse in tutto il mondo: questo è il ringraziamento più importante e più bello che avremmo potuto ricevere; un riconoscimento al tanto lavoro ed impegno che viene messo ogni giorno nel testimoniare la vera identità di questa casa di ospitalità. Chi soggiorna percepisce che c’è qualcosa in più, che si respira un clima diverso, che non vengono offerte solo camere, ma che si è ospitati “a Casa di don Orione”.

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Lunedì 26 marzo, non è stato solo l’inizio della Settimana Santa al PCDO di Seregno, ma anche l’inizio di un nuovo capitolo del libro, come dice l’Economo Provinciale Don Walter Groppello, “Il Piccolo Cottolengo di Don Orione”, il cui Autore è la Divina Provvidenza e la Casa editrice la congregazione orionina.
Questo nuovo capitolo inizia in Villa Colli, punto di partenza del PCDO di Seregno, dando il benvenuto al nuovo Responsabile di Struttura, il Dott. Alberto Bianchi, insieme a Don Walter Groppello, in comunione con il Padre Provinciale e i membri dell’equipe e della Comunità Religiosa di Seregno; successivamente continua con i membri del comitato di Gestione ed i Referenti per poi concludersi con una plenaria con tutti i dipendenti della Casa.
Sono momenti molto significativi in cui si rimettono in gioco originalità, innovazione, professionalità ed esperienze nuove.

Durante la presentazione, Don Walter ricorda l’importanza dello spirito di famiglia e il senso di un’accoglienza piena e rispettosa calati in un percorso di grande corresponsabilità con lo sguardo rivolto sempre ai “veri padroni dell’Opera: gli OSPITI”.
Il restante lo si costruirà giorno dopo giorno e andrà a sommarsi ad una storia ricchissima e lunga, fatta di incontri, di progetti, di sfide, di fallimenti e di successi.

Per quanto riguarda il dott. Alberto Bianchi, arriva da un’esperienza ventennale di gestione di strutture di accoglienza e negli ultimi 15 anni ha svolto il suo prezioso servizio alla Lega del Filo d’Oro di Lesmo (MB); è laureato in giurisprudenza e scienze politiche, con all’attivo diverse formazioni specifiche, ha accresciuto con l’esperienza le sue competenze gestionali e di direzione.

Per il Dott. Alberto la Casa di Seregno è ricca di significato, pur nella sua complessità, e questo gli piace molto e lo proietta ad una proficua collaborazione.
Figure apicali e operatori tutti, sono per lui una fonte di forza e ricchezza. Confida nel supporto di tutti e soprattutto in quello della Comunità Religiosa che saprà affiancarlo e guidarlo prima alla scoperta e poi alla diffusione del Carisma orionino.

Benvenuto tra noi Alberto e buon inizio alla scoperta della famiglia orionina.

 

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Casa Don Secchiaroli è una graziosa villetta liberty, a Firenze, non lontana dal centro storico.
Fa parte di quel gruppo di strutture Orionine dedite all’Ospitalità Religiosa, cercando di tenersi al passo con i tempi, pur nella modestia e nella familiarità che la caratterizzano. L’inaugurazione odierna della nuova dépendance segna un importante tappa nel cammino di questa casa che potrà ora offrire ulteriori sei camere a chi, di passaggio a Firenze, vorrà fermarsi in un luogo sereno, familiare, accogliente, coccolato ed accolto dalla responsabile, Lucia Magavero, e dalla instancabile e sorridente famiglia Alliu.

La giornata di festa è cominciata sabato 24 marzo con la celebrazione della S. Messa (presieduta da Don Walter Groppello, Economo Provinciale) nella cappella della casa che, come ai “vecchi tempi”, non è riuscita a contenere tutti gli amici giunti per l’occasione e che hanno invaso l’atrio e la grande scalinata per partecipare alla funzione. Subito dopo c’è stato il taglio del nastro (l’onore delle forbici a Don Federico Cattarelli, Direttore dell’istituto Don Orione di Firenze) e la benedizione dei nuovi ambienti (affidata a Don Giuseppe Medda, Economo del PCDO di Genova, ex parroco in S. Marco Vecchio a Firenze e amico storico di Casa Secchiaroli).

Un grazie speciale ai tanti amici intervenuti a far festa: la comunità religiosa dell’istituto Don Orione di Firenze, i ragazzi dell’istituto, gli ex allievi, gli amici di Don Orione e le persone del quartiere, i religiosi giunti da lontano ed i rappresentanti laici delle altre opere d’Italia (Montebello, Fano, Roma, Genova,  Milano) e i complimenti per l’ottimo lavoro svolto e per la grande professionalità a tutte le ditte e agli artigiani che hanno lavorato al restauro, capitanati dagli efficientissimi architetti Amalia Rocco e Domenico Sbarra.

Per chi fosse curioso di sapere qualcosa in più di questa piccola opera, qualche cenno storico:
Iniziò a funzionare come Casa del Giovane Lavoratore nel 1946 e il 10 maggio 1948 entrò a far parte della Piccola Opera della Divina Provvidenza di Don Orione. La Casa fu affidata a Don Umberto Secchiaroli, che la diresse fino al 1994, quando ormai anziano e malato dovette lasciare l’incarico. Dopo qualche tentativo di gestione diversa, si decise di trasformare la struttura in una Casa di Ospitalità Religiosa denominata “Casa Don Secchiaroli”: nel giugno del 2001 ebbe inizio la nuova attività affidata dalla famiglia Basagni.
          
Nei primi anni la vicinanza dell’Ospedale Pediatrico Mayer indirizzò inevitabilmente la Casa verso l’accoglienza dei genitori e parenti con bambini ricoverati, fu stipulata una convenzione con la Direzione dell’ospedale ed in poco tempo la struttura si riempì di persone bisognose: seguirono 5 anni di intenso lavoro di assistenza non solo ai bambini che, dopo le cure soprattutto nel reparto di oncologia, venivano mandati a “casa” in attesa del nuovo ciclo di terapie, ma anche ai genitori bisognosi di supporto psicologico ed economico. La collaborazione con l’Ospedale Mayer continuò fino al 31.12.2008, quando fu trasferito a Careggi, abbastanza distante dalla Casa Don Secchiaroli.

Negli ultimi anni, la Casa ha assunto le sembianze di Casa di Ospitalità Religiosa, aperta a quanti siano di passaggio a Firenze, che siano essi lavoratori, pellegrini o turisti, con l’obiettivo offrire un ambiente familiare e confortevole, permeato dal carisma di Don Orione. Insieme alle altre strutture ricettive, costituisce un punto di riferimento per l’Ospitalità Orionina in Italia: chi sceglie di soggiornare in questa, o nelle altre case di ospitalità, indirettamente partecipa alla missione dell’Opera, contribuendo a sostenere economicamente le opere di carità che, in Italia e nel Mondo, assistono quasi un milione di persone.

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La Festa di San luigi Orione da calendario cade il 16 Maggio, ma per la Congregazione Orionina è importane ricordare anche la data della morte di colui che ha dato vita alle nostre Case della Carità.
Il 12 marzo 1940 Don Orione moriva a Sanremo e lasciava a tutti noi in eredità il compito di portare avanti attraverso i suoi insegnamenti ed il suo carisma il messaggio di tenerezza verso tutti coloro che portano un dolore con sé.
L’11 marzo del 2018, a quasi 80 anni dalla sua morte, la comunità genovese di Castagna torna a festeggiare insieme ai suoi sacerdoti il fondatore che con la sua umile grandezza ci ha avvicinato al servizio verso i più poveri.
 Don Walter Groppello ha presieduto la Santa Messa, concelebrata con alcuni confratelli genovesi e animata dall’immancabile coro del PCDO e dagli ospiti come è oramai consolidato nelle grandi occasioni.
I religiosi hanno poi offerto ad una vasta rappresentanza di tutta la Casa di Castagna ed al vicariato un aperitivo e un pranzo di festa. La giornata è stata vissuta come un momento di unione e di serenità, ma anche di riflessione sul cammino che insieme percorriamo sui passi di San Luigi Orione.

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Domenica 18 marzo 2018 a Roma, presso la chiesa di Ognissanti, tre giovani religiosi, il brasiliano Pedro Raimundo Batista Andrade, il romeno Flaviu Enacke e l’italiano Roberto Luciano, hanno emesso la loro Professione perpetua.

La Messa, alla quale erano presenti anche i parenti, gli amici dei tre chierici e buon numero di giovani del Movimento Giovanile Orionino, è stata presieduta dal Direttore Generale Padre Tarcisio Vieira e concelebrata dai Consiglieri Generali, dal Direttore Provinciale Don Aurelio Fusi, dai Consiglieri provinciali e da altri religiosi orionini per un totale di 44 sacerdoti e 10 diaconi.
Padre Vieira, durante l’omelia ha salutato i tre giovani, sottolineando il giorno di grande festa per loro, per i familiari e i parenti, e anche per la famiglia religiosa. «Grande gioia per noi vedere intorno a voi tante persone, religiosi, religiose e laici, che sono venuti a far festa con voi e soprattutto pregare per voi. Una particolare gioia è sapere della presenza di alcuni giovani del Movimento Giovanile Orionino».


Il Direttore generale, rivolgendosi poi ai tre giovani ha detto: «Fra poco il rito liturgico vi chiederà, prima ancora delle parole della formula della professione perpetua, una prostrazione. Il vostro distendersi con la faccia a terra, sarà un segno drammatico di umiltà, di consegna e di passione. Sarà un anticipo gestuale e simbolico della vostra intenzione di consacrarvi totalmente e definitivamente a Dio nella nostra famiglia religiosa. Quando diventa vera la preghiera: “Tu sei, oh Dio, la mia protezione, il mio rifugio, la salvezza della mia vita. Tu sei la mia forza e la mia difesa; nel tuo nome mi guidi e mi sostieni».
«Don Orione – ha ricordato Padre Tarcisio - diceva: “I santi voti!... Grande cosa e grande grazia l’essere condotti davanti a Gesù per dirgli: - Eccomi, o Gesù, sono tutto tuo, voglio essere sempre tuo, voglio seguirti dovunque tu andrai!... Ti seguirò, o Signore, nelle ore della gioia e, soprattutto, nelle ore della tribolazione, nelle ore della prova e del Calvario, perché intendo che la tua vita sia la mia vita...”».


Nel concludere l’omelia Padre Vieira si è rivolto ai tre religiosi dicendo: «La vostra forza sarà la preghiera del “pieno abbandono” che infonde il coraggio per accogliere i momenti di passione come un’opportunità di donarsi e amare fino in fondo: amare Dio con tutto il cuore, quali figli carissimi, ricercando in ogni cosa, con la sua grazia, unicamente la sua gloria; amarci a vicenda come Cristo ci ha amati; avere, nell’amore di Dio, una carità senza limite verso i più piccoli e i più abbandonati nostri fratelli».

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Giovedì, 15 Febbraio 2018

Mestre - Incontrarsi al Berna

“Incontrarsi al Berna” è il progetto di incontri con autori di alcuni significativi libri sull’educazione.
Si inizia giovedì 22 febbraio e giovedì 1 marzo alle ore 18.00 presso l’Aula Magna dell’Istituto orionino di Mestre.

Giovedì 22 febbraio: Matteo Bussola, 47 anni da Verona, papà di tre figlie, da 12 anni ha lasciato il lavoro di architetto per dedicarsi a disegnare fumetti e, quando è in debito di ossigeno, scrivere libri, come nel caso di “Sono puri i loro sogni”. Matteo Bussola fa un ritratto divertito e serissimo della scuola di oggi, confrontandola con quella di quand’era piccolo lui. Con il tono caldo e intimo parte dalla sua esperienza per scrivere una lettera a tutti noi, arrivando al cuore della nostra paura, quella di “lasciar andare i nostri figli nel mondo, permettere che compiano i loro passi senza di noi”.

Giovedì 1 marzo: Guido Marangoni, padovano, ingegnere informatico, è specializzato nello sviluppo di app, nella sicurezza informatica e tutela dei minori on-line e su questi temi tiene conferenze e incontri con studenti, insegnanti e genitori. È autore di “Anna che sorride alla pioggia” nel quale racconta e testimonia la sua vita e quella della moglie Daniela con la figlia Anna.

I progetti per la continuazione del cammino sono diversi e aperti all’incontro con persone o realtà importanti del territorio che possano darci, condividere, trasmetterci qualcosa di bello ed importante.
Il Berna quindi, ancora una volta, si apre al territorio e si propone a servizio non solo di chi già lo frequenta ma di chiunque abbia piacere di approfittare di una opportunità come questa che ha lo scopo, oltre che di farci incontrare anche di riflettere, sorridere, conoscere, formare e crescere.

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Domenica, 28 Gennaio 2018

Roma - Convegno delle parrocchie

Il segretariato provinciale dei santuari e delle parrocchie ha organizzato per il terzo anno un convegno, che si è svolto a Roma dal 25 al 27 gennaio.

I partecipanti hanno riflettuto sul tema "Famiglia e giovani: insieme per l'Evangelizzazione!": proprio per questo oltre agli operatori impegnati nella pastorale familiare sono stati invitati anche operatori della pastorale giovanile. Quest'anno infatti sarà un anno importante che vedrà le celebrazioni del Sinodo dei giovani. Oltre alle parrochie italiane, dal Nord al Sud Italia, erano presenti anche rappresentanti dell'Albania e della Romania.

Il convegno è stato organizzato in diversi momenti: l'ascolto,la testimonianza, il lavoro in gruppo, la preghiera.

In mattinata c'è stata la relazione di Don Andrea Lonardo, sacerdote della Diocesi di Roma, impegnato nel vicariato a servizio della catechesi. Molti spunti e provocazioni da questa relazione, ma anche dalle testimonianze di giovani e coppie: Matteo dalla Sardegna, Filippo da Reggio Calabria, Adriana e Luca da Roma e Nelli e Toni da Palermo.

Clima di famiglia, voglia di confrontarsi e di stare insieme nel nome di Gesù e di Don Orione: i lavori si sono conclusi con questi sentimenti nel cuore, affidando a Maria la preghiera chequesti operatori siano lievito per tutte le comunità.

 

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Mercoledì, 27 Dicembre 2017

Tortona - Natale insieme

Anche quest'anno continua una bella tradizione al Centro Mater Dei di Tortona.

Natale è famiglia, è partecipazione è vicinanza. Per questo da qualche anno il Centro organizza il pranzo di Natale nel grande salone, invitando a partecipare i familiari e gli amici degli ospiti. Così nessuno è rimasto solo: moltissime famiglie si sono unite al pranzo e hanno fatto festa dando ancor più senso e colore a una giornata speciale.

Una giornata vissuta nello spirito di grande famiglia, trascorsa con semplicità e gioia, assaporata in ogni attimo, dal menù alla musica: tutti questi gesti volevano trasmettere il senso del nostro modo di costruire casa.

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Ieri, venerdì 15 dicembre, a Genova presso i locali di Via Bosco un momento di festa rivolto ad allievi, docenti e cittadinanza in occasione del Santo Natale, con il patrocinio del Municipio locale.
La S. Messa, celebrata da Don Alessandro D’Acunto, è stata animata dagli artisti Laura Parodi e Giacomo D’Alessandro, con meravigliosi canti della tradizione che hanno arricchito la liturgia e riempito i cuori.
Inoltre, durante la celebrazione, la benedizione del Santo Bambinello e dei Bambinelli che ciascuno ha potuto portare nelle proprie dimore per i presepi domestici.
A seguire un brindisi con musica dal vivo, sottofondo per lo scambio di auguri tra i colleghi dello staff, i docenti e gli allievi partecipanti.
Arrivederci al 2018 con tante novità didattiche sotto la luce di Don Orione.

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