"Generosissimi con Dio senza limiti e generosissimi con i fratelli, per la Carità di Cristo."
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Mercoledì, 27 Dicembre 2017

Tortona - Natale insieme

Anche quest'anno continua una bella tradizione al Centro Mater Dei di Tortona.

Natale è famiglia, è partecipazione è vicinanza. Per questo da qualche anno il Centro organizza il pranzo di Natale nel grande salone, invitando a partecipare i familiari e gli amici degli ospiti. Così nessuno è rimasto solo: moltissime famiglie si sono unite al pranzo e hanno fatto festa dando ancor più senso e colore a una giornata speciale.

Una giornata vissuta nello spirito di grande famiglia, trascorsa con semplicità e gioia, assaporata in ogni attimo, dal menù alla musica: tutti questi gesti volevano trasmettere il senso del nostro modo di costruire casa.

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Ieri, venerdì 15 dicembre, a Genova presso i locali di Via Bosco un momento di festa rivolto ad allievi, docenti e cittadinanza in occasione del Santo Natale, con il patrocinio del Municipio locale.
La S. Messa, celebrata da Don Alessandro D’Acunto, è stata animata dagli artisti Laura Parodi e Giacomo D’Alessandro, con meravigliosi canti della tradizione che hanno arricchito la liturgia e riempito i cuori.
Inoltre, durante la celebrazione, la benedizione del Santo Bambinello e dei Bambinelli che ciascuno ha potuto portare nelle proprie dimore per i presepi domestici.
A seguire un brindisi con musica dal vivo, sottofondo per lo scambio di auguri tra i colleghi dello staff, i docenti e gli allievi partecipanti.
Arrivederci al 2018 con tante novità didattiche sotto la luce di Don Orione.

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Nei giorni 30 novembre e 1 dicembre 2017 il Don Orione di Pescara ha ricevuto la visita canonica da parte del Direttore Provinciale Don Aurelio Fusi, dell’Economo Provinciale Don Walter Groppello accompagnato dal segretario Demetrio Patrevita, e dell’Equipe Provinciale di Gestione composta dal Dott. Roberto Franchini, responsabile dell’area pianificazione strategica e formazione, dal Rag. Fabrizio Farina, responsabile dell’area risorse umane, dal Dott. Paolo Pastori, responsabile dell’area controllo gestione e bilancio e dall’Arch. Antonino Cerroni, responsabile dell’area sicurezza.
Sono stati due giorni intensi di lavoro, di servizio e di incontri; il tutto in un clima di serenità, accoglienza e condivisione.
Il responsabile di struttura Renato Di Fiore ha condiviso con la Dott.ssa Lucia Della Rovere, direttore sanitario della struttura, e con alcuni collaboratori, le relazioni per illustrare le attività della struttura, la vita all’interno dell’opera e i risultati degli ultimi anni.
Negli incontri di formazione carismatica con tutti i collaboratori, il Direttore Provinciale, sottolineando la preziosità delle opere di Misericordia, ha evidenziato l’importanza della risposta integrale alle persone che incontriamo e che il nostro non è soltanto un lavoro ma un servizio che facciamo agli ultimi. Ci ha offerto il suo paterno abbraccio e il suo consenso alle molteplici attività nuove che la struttura di Pescara ha avviato per rispondere ai bisogni delle persone. Don Aurelio Fusi ha coinvolto negli incontri di formazione il Dott. Roberto Franchini il quale ha voluto sottolineare come, per effetto della burocrazia e del tecnicismo a volte esasperato, nelle nostre attività vengono utilizzate definizioni e termini che inaridiscono il contenuto carismatico e familiare del rapporto con l’ospite. Occorre, in parole povere, semplificare il linguaggio verbale, relegando alla forma scritta i tecnicismi, magari imposti dalle istituzioni, e senza che questo vada minimamente ad influire sulla qualità del lavoro e dei servizi resi alla persona.
Gli incontri si sono conclusi con l’augurio fattoci dai superiori Provinciali di essere felici all’interno dell’opera Orionina di Pescara, esercitando carità e misericordia nel servizio al prossimo perché questo è il valore aggiunto che molto spesso chi sceglie la nostra struttura si aspetta di trovare.
Possiamo tranquillamente affermare che questa visita canonica non è stata percepita affatto come una visita ispettiva; è stata piuttosto l’occasione di sperimentare la vicinanza dei nostri superiori che con amore ci seguono e ci aiutano a maturare sempre più nell’amore a Cristo che unitamente al Paterno sguardo del nostro Fondatore ci danno la forza e la fede e sono la ragione del nostro servizio ai fratelli più bisognosi.

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Porta la data del 20 novembre, festa della Madre della Divina Provvidenza, il Decreto della Congregazione per la Vita Consacrata che approva in forma definitiva, dopo il quinquennio ad experimentum, lo Statuto del Movimento Laicale Orionino.
Il riconoscimento canonico del MLO come Associazione pubblica internazionale di fedeli laici era avvenuta il 20 novembre 2012 (leggi QUI).

È un momento importante e una grande gioia per tutta la Famiglia Orionina che vede riconosciuta definitivamente la forma di vita laicale del carisma orionino. Avviene a 25 anni dal Capitolo generale FDP del maggio 1992 (1993 PSMC) che promosse la vocazione e l'organizzazione del Movimento Laicale Orionino come componente propria e autonoma della Famiglia Carismatica Orionina.

La vita di Don Orione documenta come egli coinvolse i laici fin dagli inizi della fondazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza. Li formò spiritualmente; li preparò per collaborare "dentro e fuori" delle sue opere nell'apostolato della "carità che apre gli occhi della fede" e che "stringe i piccoli i poveri, il popolo alla Chiesa e al Papa, per Instaurare omnia in Christo".
La presenza dei laici, come singoli e come associazioni, è parte integrante della identità e della storia della Piccola Opera della Divina Provvidenza.

statuto MLO

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Lunedì 20 novembre nella solennità della Madonna della Divina Provvidenza, patrona principale della Congregazione orionina, sono stati celebrati i solenni funerali del caro sacerdote Don Mario Bai. Il rito esequiale è stato presieduto dal direttore provinciale Don Aurelio Fusi insieme a numerosi sacerdoti che hanno voluto prendere parte al commiato per il loro caro confratello. Al termine accompagnato dal rettore Don Renzo Vanoi, dal direttore di Genova Don Alessandro D’Acunto e da Fabio Mogni, è stato accompagnato al suo paese natale di Alagna Lomellina (PV) per una preghiera nella Chiesa parrocchiale e la tumulazione nella cappella di famiglia.
È proprio la sua Madonna della Divina Provvidenza che l’ha accompagnato nel suo ultimo passaggio da questo mondo al Figlio suo. Una consegna al Padre di un vero figlio di Don Orione che ha saputo nella sua vita esercitare con grande carità il ministero sacerdotale. Don Bai entrato nella Piccola Opera della Divina Provvidenza il 23-09-1936 a Tortona, ha emesso la prima professione religiosa nel 1942 a Villa Moffa e la professione perpetua nel 1948 durante il tirocinio a Buccinigo d’Erba. È diventato diacono il 25-01-1953 e sacerdote il 12-07-1953 a Roma. Ha emesso il IV voto l’11 agosto 1953 a Castelgandolfo.
Nella sua vita sacerdotale nella Piccola Opera della Divina Provvidenza ha ricoperto diversi incarichi che i superiori gli hanno affidato: tra i seminaristi e i chierici (a Verzuolo come sacerdote novello e poi a Buccinigo, a Tortona al Biennio), insegnante al San Giorgio di Novi Ligure. direttore provinciale, vicario e segretario provinciale. Fu chiamato a Roma nella Curia Generale come segretario del Direttore generale e assistente ecclesiastico degli Ex Allievi. Ha partecipato a 4 Capitoli generali, a 5 Capitoli provinciali e a 10 Assemblee provinciali. In ultimo si trovava al Centro Mater Dei di Tortona dal 2010, dove è stato seguito con premura dai Confratelli e dal Personale del Centro fino al 17 novembre, quanto alle ore 12,30 ha consegnato la sua anima al Padre. Nell’omelia delle esequie il direttore provinciale, con voce commossa ha ricordato e tratteggiato alcune caratteristiche di don Bai collegandole alla liturgia della Parola nella quale è stato proclamato il Vangelo delle Nozze di Cana. “Ricordo Don Mario, ha detto Don Aurelio, con il suo largo sorriso che mi accolse a Buccinigo e proprio nel Vangelo la Vergine Maria, si è rivolta a Gesù con il suo sorriso, conquistando il suo cuore”. Al centro della riflessione pone la bella similitudine “dell’intelligenza del cuore” nella fede e adesione al Vangelo di Maria e quella di Don Mario. “Maria ci indica la via precisa: mettere in pratica nella fede, la fiducia in Gesù. Questi atteggiamenti tipicamente mariani sono stati caratteristicamente di don Mario, perché come Don Orione, ogni figlio della Divina Provvidenza, non solo è figlio della fede, è anche figlio di Maria attuando ciò che è stata la caratteristica più ampia, più ovvia: la donna che ha creduto. Così Don Mario: sacerdote nell’umiltà della fede, nella generosità del suo cuore, è stato un vero seguace del Vangelo e di San Luigi Orione”. Caro Don Mario riposa nella pace e luce del tuo Signore, perché i giusti godono il premio della vita eterna.

Ascolta QUI l'omelia di Don Aurelio Fusi.

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Mercoledì, 22 Novembre 2017

Il ricordo di Don Carlo Sterpi

<<All’alba del 22 novembre si recitarono le preghiere degli agonizzanti. Tremava la voce a chi gli suggeriva: “Gesù, Giuseppe e Maria… spiri in pace con voi l’anima mia” E don Sterpi rispondeva in un soffio parola per parola e baciava il Crocifisso che gli veniva accostato alle labbra.
Verso le nove l’Arcivescovo di Tortona venne ancora una volta a confortarlo della sua presenza e della sua preghiera. C’erano tutti i superiori maggiori, i sacerdoti delle Case di Tortona, la Madre superiora e la Vicaria delle Suore. Parecchi dei presenti non sapevano trattenere le lagrime quando il respiro del morente si fece affannoso e le contrazioni del volto segnarono l’imminente transito.
Ai capi del letto vennero accese, come da suo antico desiderio, le quattro candeline benedette della Madonna, da lui custodite con cura gelosa per la sua ultima ora. E così, mentre dagli astanti si mormorava il santo Rosario, gli occhi fissi su quel volto reclinato, alle undici del 22 novembre l’amato padre affidava la propria anima alle braccia materne di Maria SS. da lui teneramente invocata.
Pochi istanti dopo, don Zanocchi lesse la singolare invocazione contenuta in una lettera sigillata di don Sterpi da aprisi solo dopo la sua morte: "E prego la Madonna, mia buona madre che, come essa ha voluto essere presentata al tempio, così voglia presentare la mia anima al suo Divin Figlio, affinché per la sua intercessione la ammetta nel tempio della gloria”.
Lo scritto portava la data del 21 novembre 1948, festa della Presentazione di Maria SS. al Tempio.>>
Così racconta commosso un testimone della morte di Don Carlo Sterpi, che ricordiamo oggi 22 novembre 2017.


Don Carlo Sterpi fu il primo successore di San Luigi Orione alla guida della Piccola Opera della Divina Provvidenza, della quale è considerato anche co-fondatore, non nel senso di portatore del carisma di fondazione, ma in quanto stretto e determinante collaboratore di Don Orione con il quale visse in totale e costante sintonia.
Di grande personalità umana e spirituale, Don Sterpi volle identificarsi proprio come "primo discepolo e collaboratore di Don Orione", del quale tradusse in formazione e organizzazione pratica gli ideali spirituali e le grandi aperture apostoliche. Da parte sua, Don Orione lo ricambiò con stima e affetto singolari. Alla partenza per la prima visita nell'America Latina, nel 1921, scrisse: "Se Iddio mi dicesse: «Ti voglio dare un continuatore che sia secondo il tuo cuore», io gli risponderei: Lasciate, o Signore, poiché già me lo avete dato in Don Sterpi". A conferma della loro fraterna amicizia, vale quanto Don Orione confidò alla vigilia della sua morte: "Sono più di quarant'anni che Don Sterpi ed io ci conosciamo e ci vogliamo bene veramente, bene grande".
Il 12 marzo 1940 Don Orione morì e, il 13 agosto successivo, il primo Capitolo generale elesse unanimemente Don Sterpi quale Direttore generale della Congregazione. Egli si sottopose in quegli anni a una estenuante mole di lavoro nel nuovo incarico affidatogli e, inoltre, dovette fare fronte ai disagi, alle difficoltà e alle preoccupazioni provocate dalla guerra che insanguinò l'Italia dal 1940 al 1945. Manifestò capacità organizzative, lungimiranza e un sacrificio di sé commovente. Ebbe la consolazione di ricevere, il 21 gennaio 1944, l'approvazione pontificia della Congregazione. Quel "decretum laudis" sulle Costituzioni veniva a suggellare 50 anni di lavoro, di sacrifici e di preghiere. Don Sterpi era raggiante, ma non volle celebrazioni esteriori, ma chiese preghiera e fedeltà: "Nelle Costituzioni, su cui è posato il sigillo della Santa Sede - scrisse - è Don Orione che continua a rimanere in mezzo a noi, con tutto il suo spirito".


Pubblichiamo QUI un documento per il dies natalis di Don Sterpi, raccoglie varie bibliografie e frammenti di storia che lo riguardano da vicino.

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Martedì, 21 Novembre 2017

Seregno - Nonni al giropizza

Giovedì scorso, alla pizzeria Infinity di Seregno, cena e brindisi con il gruppo del laboratorio di ergoterapia: dopo l'impegnativo lavoro di assemblaggio, ecco che ci si può dedicare un meritato "giropizza". La giornata è stata piovosa, ma nemmeno la pioggia ha fermato la voglia di festeggiare e stare insieme. Tra una fetta di pizza e l'altra si è potuto ridere, parlare, ricordare esperienze di vita. È stato un momento di vicinanza e di amore che ha rallegrato gli ospiti e gli educatori, che sono usciti dalla pizzeria non solo con la pancia piena ma anche con il cuore colmo di gioia!
Questa è l'ultima uscita prima della prossima primavera, ma non mancheranno certamente altri momenti piacevoli da passare insieme!

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Giovedì, 16 Novembre 2017

Bergamo - Benvenuto Don Alessio

Venerdì 3 novembre 2017 alle ore 10.30, il Centro Don Orione di Bergamo, dà il benvenuto al nuovo Direttore: Don Alessio Cappelli e lo fa con una bella festa, organizzata in “Sala vetrata” dagli ospiti e dal personale tutto che numeroso era presente all’evento.
Commovente la lettera di benvenuto scritta e letta da Angela, un’ospite, che rispecchia il sentire di tutta la
Comunità di Bergamo e che trascriviamo qui di seguito.

Illustrissimo Sig.  Don Alessio
Direttore dell’Istituto Don Orione

Tutti noi del Don Orione: ospiti, personale sanitario, amministrativo e ausiliario, La preghiamo di accogliere le nostre più vive felicitazioni per la Sua nomina a direttore di questo Istituto.
Ci è stato riferito che già da Roma si occupava dell’Opera Missionaria del Don Orione. Questa notizia ha illuminato la nostra mente: “Al Don Orione è arrivata la luce della Verità e dell’Amore.”
Speriamo che Lei ci accolga coi nostri pregi e i nostri difetti. Le assicuriamo che qui regna il rispetto, l’aiuto, la comprensione, la collaborazione e l’Amore, il vero Amore.
Vicino all’eccellente opera sanitaria, per cui niente passa inosservato (sempre vigile), non manca la cura dello spirito mediante musica, gioco, lettura del giornale, feste, corsi di pittura, di ginnastica, coinvolgimento di persone estranee al Don Orione per attività ludiche.
Tutto serve per far sorridere ancora alla vita.
Non a torto c’è chi ha chiamato il Don Orione “l’Istituto degli Angeli Custodi”.
Le siamo vicini con la nostra stima e il nostro Amore, perché la sofferenza è la scuola dell’Amore.
Le auguriamo che il Suo cielo sia sempre azzurro, illuminato dalle stelle e che nessuna nube “osi” oscurarlo.

Angela con tutti del Don Orione

La terra ridona in fiori, il bacio della pioggia del cielo

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Il giorno 21 ottobre presso il Santuario del Volto Santo di Manoppello si è tenuta la giornata di inizio anno dell’istituto Don Orione di Pescara - Avezzano. Alla presenza del sac. Don Bruno Fraulin e del responsabile di struttura Renato Di Fiore si è tenuta una conferenza da parte di Sua Eccellenza Mons. Giovanni D'Ercole sull’attualità del messaggio di San Luigi Orione.
Mons. D’ercole ha messo in risalto vari punti importanti sia per la vita spirituale che lavorativa.
Ha evidenziato la virtù dell’uomo  cristiano, che è colui che è saldo nella speranza contro ogni speranza; poi ha fatto riferimento a San Luigi Orione, che era un uomo di preghiera e ogni giorno aveva bisogno della parola di dio, della preghiera.

“Qualsiasi cosa avvenga io mi fido della parola di dio”.

Nella nostra vita fidarsi di dio è sempre l’origine di tante cose che noi non possiamo neppure immaginare per la loro bellezza.

Infine ha sottolineato che:

- Il Volto Santo è quel volto di dio che ci guarda e in cui è impresso il volto degli uomini carichi di bisogno.

- Il lavoro presso il Don Orione non è un lavoro per il salario anche se necessario, ma deve essere una vera missione!!! Andare incontro agli uomini nel loro bisogno, agli ultimi, ai poveri.

Chiedendo così tra tutti i collaboratori, volontari, operatori un clima di solidarietà, di comprensione e di aiuto reciproco.

All’incontro erano presenti 150 persone e dopo la conferenza è stata celebrata la santa messa, a cui è seguito un momento di pranzo insieme che è stato una grande occasione di familiarità e fratellanza.

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Sabato 11 novembre, presso la Chiesa parrocchiale di “San Pietro Apostolo” è stato presentato il libro del sacerdote orionino Don Arcangelo Campagna. Alla cerimonia erano presenti il vescovo diocesano Mons. Vittorio Francesco Viola che ha iniziato proprio in questo contesto la visita pastorale nella suddetta parrocchia, per la congregazione orionina il vicario generale Don Oreste Ferrari, il direttore provinciale Don Aurelio Fusi e alcuni consiglieri.
Oltre alle autorità civili numerosi sono stati i fedeli che hanno preso parte a questo importante anniversario. Il parroco Don Loris Giacomelli ha avuto parole di ringraziamento per tutti i suoi predecessori e per coloro che hanno contribuito in diversi modi per il bene della parrocchia augurando di continuare sempre al meglio la strada che il Signore giorno dopo giorno ci indica.
Molte sono le testimonianze che si possono citare per dare un titolo a questo tratto di storia e così è bello pensare ad un “filo della carità che percorre la storia della salvezza” e la parola che viene sempre ripetuta fino ai giorni nostri è la parola “sogno”. Dal sogno di Don Orione, “una schiera di giovani preti” proprio in quella stanzetta nell’allora Convento dei Frati Francescani ad oggi dove Papa Francesco ci dice e il vescovo Mons. Viola ha sottolineato nella lettera pastorale: “sogno una scelta missionaria capace di asformare ogni cosa”. Sono passati molti anni ma la Chiesa persegue sempre questo obiettivo di “trasformare il sogno in una realtà concreta” come quello della carità verso il prossimo, che nei Santi Francesco d’Assisi e Luigi Orione troviamo un esempio concreto.
“Ci unisce la fede e questo ci fa sentire una comunità in cammino”, ha detto il vescovo Mons. Viola, riferendosi a questo allora Convento ed ora Parrocchia, passata dai frati agli orionini: “una continuità della carità insegnata dai due santi e noi siamo immersi sulla scia di Don Orione e dobbiamo sentire questo come un dono e una responsabilità”. Il dono è la testimonianza di Don Orione nella sua attenzione ai piccoli e ai poveri e pertanto la nostra responsabilità è il vivere questa dimensione che lo Spirito ci ha suggerito attraverso il santo della carità. “Questo libro ci aiuta a sentire la presenza di Don Orione in questi luoghi, in queste strade e nel volto di molte persone”. Riferendosi a questi giorni di visita pastorale aggiunge come “l’incontrarsi con i diversi gruppi e persone sia un’occasione preziosa di conoscenza rallegrandoci insieme delle cose belle che la comunità vive”. Ed infine una domanda provocatoria che interroga la nostra fede: “Se Don Orione fosse qui che direzione darebbe alla nostra pastorale comunitaria? Ascoltare cosa ci dice il Signore attraverso quella strada che si chiama carità”.
Il vicario generale dell’Opera nel suo saluto ha evidenziato come “a Voghera ci sia una delle radici più importanti dell’albero della famiglia orionina”. E prima dell’intervento dell’autore del volume, ha preso la parola il direttore provinciale Don Aurelio Fusi, che con voce molto commossa, dà una sentita testimonianza, come questo luogo sia “la casa del sogno” e narra due sogni indicati da un confratello e dalle linee pastorali diocesane di quegli anni che si sono realizzati nella sua vita proprio in questa parrocchia dove ha potuto con grande paternità svolgere il ministero di parroco: l’attenzione ai poveri e una conoscenza più profonda della Parola del Signore. “Parola del Signore e poveri, ha rimarcato, sono le due braccia della parrocchia sostenute dal cuore senza confini del santo fondatore”. Anch’egli ha concluso con un interrogativo: “qual è il sogno per il futuro? Saperci consegnare a quella storia che Lui ci ha dato fin d’ora e continua a tracciare. Una storia bellissima, un sogno concreto che si fa storia e che entrerà nella vita e nel cuore di ognuno di noi”. Ed infine è bello e doveroso che la conclusione della narrazione di questo percorso, che non è finito ma ha solamente sostato per ringraziare il Signore venga tratto dalle parole dell’autore don Arcangelo Campagna: “Questa pubblicazione è la consegna di una preziosa eredità della presenza orionina, una storia che aiuta a continuare a credere alla presenza e alla forza del bene; una storia che incoraggia a valorizzare il passato per continuare ad aprirsi ai tempi nuovi e lavorare con la stessa passione per rispondere ai problemi e alle richieste di oggi”.

 

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Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3