"La bontà del cuore varrà più di tutto per farti strada nella vita."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Lunedì, 17 Settembre 2018

Pescara - un'estate con Don Orione

Ultimi giorni d'estate per gli ottanta bambini che in questa lunga e calda estate hanno trovato tanti stimoli al Campus organizzato dal Centro Don Orione di Pescara.

Da qualche anno, il Centro, nell'intento di rispondere ai bisogni del territorio, oltre alle proposte consolidate di servizi medico-sanitari (ambulatori medici, palestra, piscina, fisioterapia), ha attivato le attività di centro estivo, offrendo alle famiglie una proposta di tempo speso in amicizia e in allegria.

Ecco un esempio delle attività proposte: giocare, correre, saltare, ballare e cantare, nuotare, sia in piscina che al mare nello stabilimento balnere del Centro, oltre a camminate per la città e dintorni, pic-nic e incontri un po' speciali fatti apposta per stimolare la curiosità dei bambini.

Infatti, i bambini hanno incontrato prima le Unità Cinofile della Protezione Civile presso l’area verde del Centro e in un'assolata mattinata di metà luglio l'11° Reparto Volo Polizia di Stato Pescara.

In quella memorabile giornata hanno conosciuto anche Leo, il cane da ricerca persone che ha salvato una  bambina di 11 anni nel terremoto ad Amatrice, e Matteo il suo istruttore, che si sono esibiti in esercitazioni e simulazioni. Seconda graditissima sorpresa, due piloti della polizia che hanno acceso un elicottero e simulato una partenza di volo. L'emozione ha toccato il suo culmine quando è stato permesso a tutti di poter salire a bordo dell’aereo e dei vari elicotteri della polizia. Per finire una foto di gruppo per immortalare il momento alla presenza del Responsabile del Centro, Renato di Fiore, che ha ricevuto dalla Polizia un dono speciale: una visione aerea del Centro Don Orione, visto da una prospettiva un po' insolita, almeno per chi non vola!

  

 

 

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Papa Francesco ha pregato nella procattedrale di St. Mary davanti alla candela per le vittime di abusi e ha risposto alle domande sull'amore e la fede di alcune giovani coppie di sposi e fidanzati. Il clima era intimo e gioioso, dove i pianti dei bambini sono definiti dal Papa “la più bella musica”, "la più bella predica e un grido della speranza”.

Ha ribadito la forza del matrimonio cristiano, di un amore per sempre che è difficile da vivere in una cultura del provvisorio. Tra le tante espressioni usate da Francesco, una in particolare colpisce per la sua incisività e quotidianità. Dice il Papa:

"Io ricordo una volta – avrò avuto cinque anni – sono entrato a casa e lì, nella sala da pranzo, papà arrivava dal lavoro, in quel momento, prima di me, e ho visto papà e mamma baciandosi. Non lo dimentico mai! Che cosa bella: stanco dal lavoro, ma ha avuto la forza di esprimere l’amore a sua moglie! Che  vostri figli vi vedano così, accarezzandovi, baciandovi, abbracciandovi: questo è bellissimo, perché così imparano questo dialetto dell’amore.

Lentamente ma decisamente stiamo dimenticando il linguaggio diretto di una carezza, la forza della tenerezza. Non ci potrà essere una rivoluzione di amore senza la rivoluzione della tenerezza. Sembra che la parola tenerezza sia stata tolta dal dizionario. Col vostro esempio, possano i vostri figli essere guidati a diventare una generazione più premurosa, amorevole, ricca di fede, per il rinnovamento della Chiesa e di tutta la società irlandese."

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Si conclude domenica 26 agosto il nono incontro mondiale delle famiglie, iniziato il 21 agosto scorso a Dublino.

Dal 22 al 24 si è svolto il congresso mondiale delle famiglie, sabato 25 è prevista una serata di festa, domenica il Papa celebrerà una Messa solenne in ringraziamento a Dio e alla Santissima Trinità per il dono della famiglia e per la sua santificazione. 

Papa Francesco ha voluto un'immagine simbolo per questo evento, un'icona della famiglia, con Maria e Giuseppe devotamente seduti ai lati di un Gesù adolescente ma già autorevole e centrale rispetto ai genitori.

Prima di partire per l'Irlanda, il Santo Padre ha realizzato un video messaggio: l'incontro mondiale è un momento importante per celebrare e ringraziare Dio del dono della famiglia, per incontrarsi e sostenersi a vicenda nel realizzare quotidianamente la vocazione di un amore federe, di un amore che educa i figli ai valori veri. La famiglia vive in ogni dimensione temporale: ha il passato, nelle radici che sono i nonni, ha il presente, che sono i bambini e i giovani, che si preparano ad affrontare da adulti il loro futuro.

Il Papa chiede a tutti una preghiera, perché l'incontro sia un momento di gioia e di serenità, "una carezza del tenero amore di Gesù per tutte le famiglie e per tutti i figli di Dio".

Per avere più informazioni visita il sito dell'evento cliccando QUI

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Oggi, 29 giugno, solennità dei Santi Pietro e Paolo, entra ufficialmente in carica il nuovo consiglio provinciale della provincia religiosa Madre della Divina Provvidenza.

Le nomine erano state comunicate dal Padre generale Don Tarcisio Vieira a maggio, come annunciato in questo articolo.
Il Direttore Provinciale è Don Aurelio Fusi, riconfermato dopo il primo triennio: nato a Lissone (MB), è stato ordinato sacerdote nel 1989.
Riconfermati anche Don Gianni Giarolo, originario di Lonigo (VI), sacerdote dal 1981, e Don Felice Bruno, foggiano, presbitero dal 1999.

Nuovi incarichi per Don Giuseppe Volponi, nativo di Chiari (BS), sacerdote dal 1996, che proviene dall’esperienza pastorale nella Parrocchia San Pio X di Marghera (VE); Don Giovanni Carollo, già consigliere provinciale fino al 2015, palermitano, sacerdote dal 1999, dal Santuario-basilica della Madonna Incoronata di Foggia, oltre alla pastorale parrocchiale si occupava dell’animazione vocazionale; Don Alessandro D’Acunto, nato a Gavardo (BS), è già stato nel Consiglio Provinciale e lascia l’incarico di direttore del Piccolo Cottolengo Genovese.

Al nuovo Consiglio va l'augurio di un cammino illuminato da Don Orione, ai consiglieri uscenti don Walter Groppello, don Maurizio Macchi e don Leonardo Verrilli un sincero ringraziamento, per tutti una preghiera di affidamento a Maria, Madre della Divina Provvidenza.

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Come ogni anno, l’Istituto Nazionale di Statistica fornisce una panoramica del Paese, sotto il profilo economico, culturale e sociale, con lo scopo di far riflettere sulle trasformazioni e sulle prospettive di sviluppo. La chiave di lettura del Rapporto Istat 2018 è il tema delle reti e delle relazioni socio-economiche. In particolare, la 26° edizione dell’indagine prende in esame le seguenti reti: quelle fra imprese ed imprenditori, quelle nel mondo lavorativo, quelle fra amici e familiari, quelle della conoscenza e della cultura.

Seguendo l’impostazione del report, ci proponiamo di offrire al lettore del Don Orione Italia un’analisi dettagliata mediante singoli articoli settimanali su specifici argomenti.
In questo primo articolo verrà esaminata la situazione del Paese e la prospettiva delle reti.

I successivi, invece, si concentreranno, ognuno, su un determinato focus:
•    reti delle persone;
•    reti di sostegno;
•    reti e lavoro;
•    reti e imprese;
•    reti e istituzioni (reti metropolitane, reti nella ricerca, reti museali).

Secondo il Rapporto Istat, al 1° gennaio 2018 la popolazione residente si stima intorno a 60,5 milioni di persone, con una diminuzione di quasi 100mila unità rispetto all’anno precedente. La percentuale di popolazione straniera è pari all’8,4% (5,6 mln di persone). Il calo di nascite coinvolge non solo gli abitanti italiani, ma anche quelli stranieri. In generale si registra una decrescita da ben 9 anni e le cause vanno ricercate per ¾ al fatto che molte donne escono dall’età feconda, per la restante parte alla minore propensione a procreare. In aumento l’età in cui si diventa genitori: per le donne l’età media è passata dai 26 anni del 1980 ai 31 del 2016. Dal 2012 scende anche il contributo alle nascite da parte della popolazione straniera.

Come noto, siamo fra i Paesi più “anziani” al Mondo: l’aspettativa di vita nella popolazione femminile è di 85 anni, in quella femminile di 81 anni. In tale quadro (calo natalità, aumento longevità) cresce lo squilibrio demografico, con 168,7 anziani (cittadini over65) ogni 100 giovani (ragazzi fra 0 e 14 anni). In questo primato siamo dietro solo al Giappone.

Ad oggi il saldo migratorio (in decrescita da oltre vent’anni), nell’ultimo biennio mostra una leggera ripresa (+ 184mila nel 2017). In 10 anni (2007-2017) le iscrizioni all’Anagrafe dell’Estero sono scese di quasi 200 mila unità. Più della metà dei nuovi ingressi proviene da Romania, Nigeria, Pakistan, Marocco, Albania, Cina, Bangladesh, Brasile e India, mentre il 13% è rappresentato da italiani rientrati nel Paese. Nello stesso decennio, invece, sono triplicate le emigrazioni oltre confine.

Sul fronte economia, il Pil in volume mostra una crescita dell’1,5 %. La fiducia delle famiglie e la fiducia delle imprese presentano segni positivi. La crescita italiana resta tuttavia minore di quella delle altre maggiori economie Ue. In Italia la crescita del 2017 è dovuta soprattutto alle componenti interne di domanda e, dopo 3 anni di impatto sfavorevole, anche alla componente estera (+0,2 punti).

La componente più vivace della domanda interna è costituita dagli investimenti fissi lordi. L’aumento è determinato in gran parte dagli investimenti per i mezzi di trasporto. In confronto ai principali Paesi europei si osserva una composizione degli investimenti italiani sbilanciata verso quelli materiali rispetto a quelli immateriali. Questi ultimi, che racchiudono le spese in ricerca e sviluppo, software e basi di dati, sono indice essenziale della dinamica della produttività e dunque della competitività e del potenziale di crescita del sistema produttivo nazionale.

Crescono i consumi delle famiglie (+1,4%) e, grazie alla modesta ripresa dell’inflazione, aumenta di poco il loro potere di acquisto (+0,6%).

Le esportazioni di beni e servizi sono aumentate in volume del 5,4%, confermando il crescente livello di competitività delle nostre imprese sui mercati internazionali; le importazioni crescono del 5,3 %.

L’inflazione torna positiva (+1,3%) dopo tre anni di stagnazione. In aumento i prezzi dei beni energetici (+ 4,5%). L’inflazione di fondo resta contenuta (+ 0,8%).

Dando un’occhiata al Mercato del lavoro, la crescita prosegue anche nel primo trimestre del 2018. Nel 2017, si registrano 23 milioni gli occupati, 2,9 milioni i disoccupati e 3 milioni le forze di lavoro potenziali. Sono ben 13 i punti di differenza fra il tasso di occupazione femminile italiano ed europeo. Il Mezzogiorno si conferma fanalino di coda sotto il profilo occupazionale, con 310mila occupati in meno rispetto al 2008.

Dal 2017 l’Italia ha incluso nel bilancio anche alcuni aspetti fondamentali per la qualità di vita, ad integrazione dei tradizionali indicatori sull’andamento dell’economia. L’analisi che ne deriva viene definita BES (Benessere Equo Sostenibile), che consta in una valutazione complessiva dell’interazione tra sviluppo produttivo, condizioni di vita, politiche pubbliche e benessere, equità e sostenibilità.

Gli indici presi in esame sono i seguenti:

•    reddito medio disponibile aggiustato pro capite
•    indice di disuguaglianza del reddito disponibile
•    indice di povertà assoluta
•    speranza di vita in buona salute alla nascita
•    eccesso di peso
•    uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione
•    tasso di mancata partecipazione al lavoro
•    rapporto tra tasso di occupazione delle donne 25-49 anni con figli in età prescolare e delle donne senza figli
•    indice di criminalità predatoria
•    indice di efficienza della giustizia civile
•    emissioni di Co2 e altri gas clima alteranti
•    indice di abusivismo edilizio.

Nel 2017, il benessere degli italiani misurato nel Def (Documento di Economia e Finanza) migliora in cinque dei dodici indicatori considerati e retrocede o rimane fermo nei restanti sette. In positivo, si riduce la criminalità predatoria, migliora la partecipazione al mercato del lavoro e diminuisce la durata delle cause civili; in negativo, aumenta la diseguaglianza dei redditi e la povertà assoluta.

Come detto, il Rapporto Istat inserisce tale quadro nella prospettiva delle reti e delle relazioni, fornendo un’ulteriore prospettiva di analisi sulla situazione italiana. L’obiettivo è quello di rispondere a quesiti del tipo: le reti sono un fattore evolutivo? Forniscono un contributo alla resilienza dei soggetti e delle strutture in cui si organizzano? Rappresentano un elemento di protezione, di potenziamento, di sviluppo?

Gli articoli successivi prenderanno in esame tali aspetti, soffermandosi su diverse tematiche. Il presupposto è che ogni cittadino è coinvolto in una molteplicità di sistemi di relazioni e reti di varia natura, a cui prende parte con modi e intensità diverse, anche in base alle differenti fasi della vita, della condizione sociale, della struttura familiare, della situazione reddituale e lavorativa. Si tratta in gran parte di reti informali, fattore che rende ancor più ardua la valutazione. Altre difficoltà nell’analisi sono costituite da: l’importanza attribuita soggettivamente a tali reti; il livello di formalità dei rapporti, l’intensità e la frequenza delle relazioni; il significato emotivo attribuito.

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Ieri, domenica 3 giugno, a Roma presso la Parrocchia orionina Mater Dei la famiglia di San Luigi Orione si è allargata accogliendo Don Gabriel.


Qui di seguito l’omelia integrale del Vescovo Monsignor Giovanni D’Ercole.

1. È sempre edificante riascoltare il racconto che fanno gli evangelisti dell’ultima cena, Pasqua della nuova ed eterna Alleanza. Raccolti nel cenacolo per consumare il rito tradizionale ebraico, mentre Giuda si apprestava a percorrere la strada del tradimento, Gesù compie due gesti accompagnati da altrettante indicazioni pastorali assai concrete. Fermiamoci a contemplare questa scena nel giorno in cui celebriamo la festa solenne del Corpus Domini e ci apprestiamo a vivere insieme l’ordinazione presbiterale del diacono Gabriel. Nel cenacolo, quel giovedì che precedeva la sua passione, morte e risurrezione, il Signore si cinse i fianchi con un asciugatoio, lavò i piedi agli apostoli e commentò: “Se dunque io, il Signore e maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri”(Gv. 13,14). Dovete! Non dice vi consiglio, ma lo ordino: così riferisce l’evangelista Giovanni tralasciando la narrazione dell’istituzione dell’Eucaristia, che invece troviamo nei sinottici, Marco, Matteo e Luca, ognuno con accentuazioni particolari.  Abbiamo ascoltato poc’anzi san Marco riferirci nel vangelo che, mentre erano a tavola e mangiavano, il Cristo prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede agli apostoli dicendo: ”Prendete! Questo è il mio corpo”.  Prendete! Anche qui si tratta di un ordine e non di un consiglio. Il verbo è preciso e senza equivoci, anzi è ordine quasi perentorio: Prendete! Ordine che risuona nei secoli stringente e senza alibi per ogni presbitero, per ciascuno di noi battezzati. Gesù non chiede agli Apostoli, e quest’oggi a te caro don Gabriel, solo di adorare, contemplare, venerare quel Pane; dice molto di più: Prendetemi, io voglio stare nelle vostre mani come dono, nella vostra bocca come pane, nel vostro cuore come sangue per irrorare della mia misericordia il mondo intero.
2. “Prendete!” Caro Gabriel, l’odierna liturgia t’invita a considerare il tuo sacerdozio in questa luce. Gesù ti ripete: Prendimi, mangia e condividi, perché voglio farmi cellula, respiro, pensiero della tua esistenza; voglio trasformarla. Voglio essere la tua vita, anzi desidero che la tua vita diventi totalmente mia perché tu possa diffondere il mio amore, amore misericordioso che vince il male e trasforma il mondo. Ogni volta che celebrerai l’Eucaristia, senti risuonare in te  l’eco di questa parola: Prendete!  Avvertirai tutto il bisogno di Dio di realizzare con gli uomini una comunione senza ostacoli, senza paure, senza secondi fini. Il sacerdote è un cuore che si assimila al cuore di Cristo per diventare con Lui una cosa sola. San Leone Magno l’esprime con una celebre formula: partecipare al corpo e al sangue di Cristo non tende ad altro che a trasformarci in quello che riceviamo.
3. “Prendete!” Caro Gabriel, grande è il dono che ti è dato, e alta la responsabilità che lo accompagna. Resta fedele a questa consegna; solo così, le persone, che la Provvidenza affiderà alle tue cure, saranno aiutate a diventare corpo vivo di Cristo. Dio non è venuto nel mondo con il semplice obiettivo di perdonare i nostri peccati. Sarebbe una visione riduttiva, sia di Dio che dell'uomo. Il suo progetto è più profondo e completo: portare il cielo nella terra, Dio nell'uomo, vita immensa in questa misera nostra vita terrena. Dio, in Gesù Cristo, è venuto a portarci se stesso. Nel suo corpo ci colma della sua stessa storia, ci assimila a lui, ci rende trasparenza della sua bontà e tenerezza. Prendete questo corpo è quindi stimolo a vivere nel mondo restando radicati in lui, imitandone la stessa cura e passione per ogni forma di vita. E’ vero: Con il suo corpo il Signore ci consegna la sua storia; con il suo sangue, ci rende partecipi della sua passione e della sua fedeltà fino all'estremo. Vuole che le vene della nostra anima siano irrorate dal flusso della vita divina capace di innestare nel cuore umano la vivacità dello Spirito.
4. “Prendete!” Caro Gabriel, mantieniti fedele a questa consegna e cammina strettamente unito a Cristo sommo Sacerdote. Consegnandoti il pane e il vino dirò tra poco: “Ricevi le offerte del popolo santo per il sacrificio eucaristico.  Renditi conto di ciò che farai, imita ciò che celebrerai, conforma la tua vita al mistero della croce di Cristo Signore”. Conformarti a Gesù significa spendere la vita per Lui e per i fratelli; comporta amare tutti coloro che incontrerai, soprattutto i poveri, gli scartati e le persone più bisognose.
All’invito “Prendete” fa eco la risposta che è il più generoso, il più divino dei verbi: donare. Il prete è dono, dono d’amore per tutti. Ci è modello il nostro santo Fondatore, ricordandoci che solo la carità fa vedere e rende visibile Dio perché “la carità apre gli occhi alla fede e riscalda i cuori d’amore verso Dio”. Don Orione ha fatto di questa verità la base della sua vita mistica e apostolica, un cardine della sua pedagogia della santità. Ci ha insegnato a incontrare Dio nell’uomo da aiutare mediante le opere di carità e la carità delle opere. Scrive in proposito: “Il Signore ci giudicherà secondo le opere, e secondo la carità delle opere, perché anche le opere senza la carità di Dio che le valorizzi davanti a Lui, a nulla valgono”.
Ti aiutino lui, il nostro Fondatore e i Beati della nostra famiglia religiosa; ti accompagni e vegli sempre su di te e sul tuo ministero la vergine Madre di Dio, Maria, modello di fedeltà nell’amore. Alla sua scuola scoprirai che chi ama vive già l’eternità perché s’immerge nella gioia di dire “sì” per sempre.  Amen.

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Sabato, 02 Giugno 2018

Bergamo - Gita a Sanremo

L’alba del 19 maggio ha visto il radunarsi del personale con famiglie, amici e religiosi del Centro Don Orione di Bergamo, che prendevano posto sul pullman Gran Turismo che li avrebbe condotti a Sanremo.
La settimana di festeggiamenti per la Canonizzazione di San Luigi Orione, non poteva che concludersi così: con una visita a Villa Santa Clotilde a Sanremo, luogo ove trascorse le ultime ore di vita e spirò Don Luigi Orione.
Il viaggio, sia all’andata che al ritorno, all’apparenza lungo, è volato, fra preghiere, canti, recita del Santo Rosario magistralmente condotto da Don Pietro Vazzoler, chiacchiere e risate.
Il Programma della giornata all’arrivo alla Villa è iniziato con una passeggiata nel giardino e piccola sosta ai piedi della Madonnina, dove Don Alessio Cappelli ha raccontato gli ultimi istanti di vita di San Luigi Orione, per preparare i presenti alla visita della stanzetta in cui ha alloggiato ed è spirato; visita che ha commosso tutti coloro che si sono soffermati in raccolta preghiera accanto al letto del Santo.
A seguire, la Santa Messa presieduta da Don Pietro e concelebrata da Padre Leonardo, Don Savino e Don Alessio, nella deliziosa cappella della Villa.


Il pomeriggio, lasciato libero, ha permesso ai partecipanti di godere delle prelibatezze culinarie liguri, di concedersi un po’ di relax in spiaggia o di passeggiare sul lungomare ammirando la città dei fiori. Qualcuno, non si è fatto mancare proprio nulla: dal buon cibo alla sosta in spiaggia per poi terminare con una bella passeggiata in centro città. Tutto ciò è stato possibile grazie alla precisa e puntuale presenza di tutti nei vari momenti di sosta e di ritrovo.
Un Grazie è doveroso a San Luigi Orione ed a Dio Padre, che, in una giornata ove erano stati previsti pioggia e temporali, han fatto sì che invece splendesse il sole per tutto il giorno.
Un Grazie a Don Alessio, promotore dell’iniziativa, ed un grazie a tutti i partecipanti che hanno condiviso momenti di spiritualità uniti a tanta sana allegria.

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Anche quest’anno, il 16 maggio, l’Istituto Berna ha festeggiato il suo Santo.

E lo ha fatto in grande stile.

Da una proposta di Don Luca Ingrascì, che a questa festa ci teneva in modo particolare, l’Orione Musical Group è riuscito in un’impresa che fino a qualche mese prima sembrava irrealizzabile.

Lo scorso novembre Don Luca aveva coinvolto il gruppo affinché presentasse episodi della vita di San Luigi Orione inserendo la propria testimonianza di un cammino che dura ormai da 28 anni.

In questo periodo il gruppo ha cercato di far conoscere qualcosa della vita del sacerdote di Tortona con il musical "C’è posto per tutti" ed ha pure provato a vivere esperienze di servizio nell’Opera in varie forme di volontariato verso i ragazzi disabili del Centro di Chirignago, con i bambini della Casa Gialla a Cusano Milanino ed anche con le famiglie del Seminario della Vita di Campocroce oltre a partecipare a numerosi impegni “missionari”.

Sollecitati da Don Luca gli amici dell'Orione Musical Group si sono attivati creando per l’occasione un’opera/testimonianza dal titolo IO CI PROVO!

Recuperando alcuni momenti della vita del Santo, già presenti nel musical ma adeguati per la situazione, inserendo all’interno alcuni passaggi importanti del loro percorso, i quasi 30 componenti presenti, hanno presentato il nuovo lavoro a tutti gli studenti del Berna.

Raccontando soprattutto il Don Orione giovane, l'OMG ha centrato l'attenzione sulla Divina Provvidenza, compagna inseparabile, presente e preziosa anche nel cammino del gruppo; una Provvidenza che si manifesta ma che chiede a ciascuno di noi di essere suo strumento per arrivare a "fare bene il bene" verso i "poveri più poveri".
È stato inoltre sottolineato come gli studenti del Berna in più occasioni si siano fatti Provvidenza, nell'aiuto alla missione in Madagascar, nel prendersi cura in alcuni momenti degli ospiti della Casa di riposo di Trebaseleghe o ancora nel creare una occasione di sensibilizzazione per le popolazioni colpite dal terremoto nelle Marche di due anni fa.

Parti recitate si sono alternate a musiche e canti, immagini e video della storia dell'OMG ed hanno allietato ed incuriosito il pubblico presente.

Tutte le classi, dai ragazzi del Centro professionale a quelli della primaria, hanno partecipato in quattro momenti diversi nella grande Palestra dell’Istituto assistendo alla performance che, in alcune parti è stata adattata anche a seconda dell’età con una conclusione solenne sulle note di «Cantiamo l'amore» con i bambini della primaria scatenati nel canto e nell’animazione ballata.

L’impegno, la bravura e le testimonianze dei ragazzini e giovani (ed ex giovani) …sui passi di Don Orione, hanno entusiasmato tutti… e già molti ragazzini attendono il prossimo anno per poter assistere alla replica.

Una parte dei membri dell’OMG, tutti volontari nell’Opera in un’età compresa tra i 6 e gli 80 anni, nelle vesti di attori, ballerini, cantanti e tecnici, dal 1990 gira l’Italia per presentare il loro spettacolo, un musical di circa 2 ore.
Il 15 maggio 2004 il gruppo ha presentato un breve frammento in Aula Nervi, alla presenza di Papa Giovanni Paolo II, durante l'evento voluto dalla Congregazione per ringraziarlo per il dono della canonizzazione di Don Luigi Orione, avvenuta il giorno successivo.

La giornata di mercoledì 16 è poi continuata con la celebrazione della Santa Messa solenne ed un ricco buffet al quale ha partecipato, in particolare, il personale docente con i propri famigliari oltre ad amici e benefattori dell’Istituto.

Il Berna ha onorato quindi con un grande evento il suo Santo e si prepara ad altri interessanti e ormai prossimi appuntamenti.

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Ed anche a Bergamo si festeggia!
È per gli operatori del Centro Don Orione di Bergamo un momento di grande festa, quello che si è celebrato il 16 maggio, con ospiti del Centro, personale e parenti; una festa ricca di eventi ed espressione di gratitudine verso Dio Creatore. Infatti, oltre alla celebrazione in ricordo della canonizzazione di Don Luigi Orione, Bergamo festeggia il compleanno di Don Pietro Vazzoler (83 anni magnificamente portati), sacerdote molto amato per la sua dolcezza, per la sua costante presenza fra gli ospiti e fra il personale. Sempre una buona parola ed un sorriso per tutti quelli che incontra.
Festa nella Festa, continuano anche i festeggiamenti per i 30 anni di fondazione della Casa Orionina in Bergamo.
Il programma della giornata, intenso e molto partecipato, ha inizio con la Santa Messa solenne presieduta da Don Pietro e da tutti i sacerdoti della Casa, alla quale hanno partecipato ospiti, personale, parenti e volontari.
Dopo la Santa Messa tutti in giardino per l’aperitivo e per festeggiare il personale  che da trenta anni opera all’interno del Don Orione. Don Alessio ed i confratelli hanno consegnato agli 11 operatori, tra gli applausi di tutti, una targhetta di San Luigi Orione ed un meraviglioso testo fotografico della fondazione: “Immagini per un sorriso”.
Ma chi sono gli operatori che hanno letteralmente “aperto” il Centro insieme a Don Guido Borchini e a Don Cirillo Longo? Eccoli: Teresa Giuliano, Signori Nadia, Rinaldi M.Grazia, Marchi Sergio, Quarteroni Loredana, Scarpellini Ovidio, Mazzoleni Cinzia, Ravelli Emanuela, Volpi Katia, Bossetti Luigina ed Esam Abd El Monin. A tutti loro va un grande ringraziamento per il prezioso servizio reso alla comunità in tutti questi anni, servizio che ancor oggi continuano con lodevole laboriosità e dedizione.
Ma la festa non finisce qui… il pomeriggio ha per protagonista il “salame”, o meglio… la “salamata”! Un salame di Varzi donato a Don Alessio e alla comunità, lungo ben un metro e mezzo, unito ad altre leccornie vengono presi d’assalto in un’allegra merenda condita da musica, canti e risate!

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Mercoledì, 16 Maggio 2018

Festa liturgica di San Luigi Orione

Oggi, mercoledì 16 maggio 2018, ricorre la festa liturgica di San Luigi Orione (1872-1940), che è stato definito da San Giovanni Paolo II "una meravigliosa e geniale espressione della carità cristiana, una delle personalità più eminenti del secolo scorso per la sua fede cristiana apertamente vissuta".
È stato il fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza con due rami religiosi: i Figli della Divina Provvidenza e le Piccole Suore Missionarie della Carità. Il suo carisma oggi è diffuso in 32 nazioni del mondo con opere di carità per le categorie più svantaggiate e per gli ambienti più poveri.
Sono nate negli anni anche altre realtà che si rifanno al carisma di San Luigi Orione come l'Istituto Secolare Orionino, gli Oblati, il Movimento Laicale Orionino, il Movimento Giovanile Orionino, il Movimento "Tra Noi" e i Volontari orionini.
Dal nostro fondatore Don Orione parte un messaggio e un dinamismo apostolico di grande attualità: "Sia il nostro spirito uno spirito grande di umiltà, di fede, di carità: sia la nostra vita tutta intessuta di preghiera, di pietà operosa, di sacrificio per far del bene alle anime. Solo con la carità di Gesù Cristo si salverà il mondo! Dobbiamo riempire di carità i solchi che dividono gli uomini ripieni di odio e di egoismo".

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