"Quante volte ho trovato gli uomini migliori di quello che credevo!"
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

«Signore, mostraci il Padre e ci basta». L’invocazione di Filippo esprime il desiderio più profondo dell’uomo: incontrare il volto di Dio, che ogni uomo ricerca in tanti modi, oltre ogni tentativo di censura, indifferenza o negazione. Dio stesso in Gesù ci è venuto incontro tracciando la strada per incontrarlo, perché la nostra ricerca non andasse a vuoto o restasse parziale, e nel volto umano di Gesù ha mostrato il suo volto di Padre: «Chi ha visto me ha visto il Padre». Gesù è «la via» di salvezza per sperimentare quell’orizzonte di «verità» – la dimora del Padre – in cui si compie «la vita» dell’uomo.
L’apostolo Pietro ricorda che in Gesù, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, siamo stati acquistati come un popolo di pietre vive, non per trattenere il dono ricevuto, ma per «proclamare le opere ammirevoli di lui», testimoniando Gesù, via per il compimento della vita (II Lettura). Nella organizzazione della Chiesa cominciano a delinearsi il ministero della Parola affidato agli apostoli e il servizio delle mense, delegato ad alcuni diaconi, scelti dai Dodici (I Lettura).

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Presso la Basilica Santuario “Madonna della Guardia” di Tortona dove riposano le spoglie mortali del santo canonizzato il 16 maggio 2004 da San Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro a Roma, numerosi saranno gli appuntamenti celebrativi.
Nei giorni 13-14-15 maggio alle ore 17, triduo di preparazione con la celebrazione eucaristica presieduta da don Daniele Panzeri, viceparroco della parrocchia orionina di Copparo (FE).
Martedì 16, solennità liturgica, al mattino Sante Messe ore 8, ore 9.30 presieduta da don Aurelio Fusi, direttore provinciale, con invito particolare alle opere di carità, ore 11 don Pietro Sacchi, animatore vocazionale celebrerà per i ragazzi di tutte le Scuole della Città. Alle ore 18 Solenne Celebrazione presieduta da Sua Beatitudine il Patriarca della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, Svjatoslav Shevchuk.
Oltre alle celebrazioni liturgiche, la sera di domenica 14 maggio alle ore 21, Concerto del Conservatorio Verdi di Torino dal tema: “Don Orione e Don Bosco due volti di amore per i giovani”.

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Giovedì, 11 Maggio 2017

Ercolano - Maggio Orionino

In occasione della beatificazione del nostro Santo Patrono, il Don Orione di Ercolano ha organizzato tre giorni di eventi.
Queste manifestazioni intendono essere un volano per trasferire e condividere sul territorio la cultura della solidarietà, dell’inclusione e della diversità.
Si inizia la mattina del 14 Maggio con “Corrinsieme”, una gara che non ha carattere competitivo il cui ricavato sarà devoluto all’associazione OPEN onlus. La giornata del 15 Maggio sarà invece dedicata alla missione orionina operante nel Togo a Boumbaka, mentre nella sera del 16 Maggio, nel teatro orionino, si celebrerà la SS. Messa dedicata al suo fondatore. In seguito avrà luogo la prima edizione del Premio “San Luigi Orione” dedicata alla figura femminile quale promotrice di vita.
Tutte le info dettagliate di questo triduo le trovate QUI

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L’incontro con il Risorto non è destinato a rimanere un evento sporadico, un momento di grazia staccato dal resto della nostra esistenza. Esso apre, invece, ad una relazione, ad un rapporto che è all’insegna della continuità e della fedeltà. Così Gesù diventa la nostra guida ed il nostro pastore, colui che si prende cura di noi, ma anche il nostro modello. La Liturgia che ci apprestiamo a celebrare ci confermi nelle nostre particolari vocazioni ed, in particolare, nel Sacerdozio battesimale, che esige da parte nostra l’annuncio e la testimonianza a tutte le genti della Salvezza operata da Cristo nel Mistero pasquale.

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“Oggi siamo invitati a seguire le orme dei pellegrini di Emmaus” ci invita Don Renzo Vanoi nel video commento. È un cammino in cui dubbi e delusioni ci assalgono e noi ci lasciamo vincere dal pessimismo. Sappiamo tutto ciò che è accaduto, ma non riusciamo a decifrare nulla. È su questa strada che Gesù ci raggiunge per parlare al nostro cuore e farsi riconoscere, allo spezzare il pane, come il Signore della Vita, il Risorto. Mentre sentiamo ardere il nostro cuore, scopriamo che la sera non scende più, perché Cristo cammina per sempre con noi. In questa domenica sappiamo riconoscere sempre più la gioia della Sua e nostra Pasqua, perché lo Spirito trasformi le nostre esistenze ad immagine del Signore Risorto.

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Lunedì, 17 Aprile 2017

I sassolini di Papa Francesco

Nell'omelia di ieri, solennità della Pasqua, Papa Francesco ha delineato con pochi tratti il senso profondo e attuale di questa festa: il mistero di una pietra, scartata da tutti, divenuta il fondamento della vita di molti. Anche oggi ci sono persone che si sentono scartate, abbandonate, allontanante, senza alcun appiglio cui aggrapparsi: sono gli uomini e le donne che Don Orione chiamava i desamparados, gli ultimi, coloro che non hanno nessun che dia loro aiuto o conforto. Ancora oggi, nelle case sorte dalla carità di Don Orione, sono accolti e amati i desamparados ed a loro sacerdoti e laici dicono oggi "Gesù è davvero risorto!" e, con le parole di Papa Francesco, "i sassolini che credono e si attaccano a quella pietra non sono scartati, hanno un senso", il senso di essere una famiglia, la Chiesa. In allegato, il testo dell'omelia del Santo Padre.

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Domenica, 16 Aprile 2017

Il Signore è davvero risorto!

Con queste parole di Mons. Tonino Bello auguriamo a tutti di vivere la festa di oggi così: "La Pasqua frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi, e perfino la morte, dal versante giusto: quello del «terzo giorno». Da quel versante le croci sembreranno antenne, piazzate per farci udire la musica del cielo. Le sofferenze del mondo non saranno per noi i rantoli dell'agonia, ma i travagli del parto. E le stigmate, lasciate dai chiodi nelle nostre mani crocifisse, saranno le feritoie attraverso le quali scorgeremo fin d'ora le luci di un mondo nuovo. Pasqua, festa che ci riscatta dal nostro passato! Allora, Coraggio! Non temete! Non c'è scetticismo che possa attenuare l'esplosione dell'annuncio: "le cose vecchie sono passate: ecco ne sono nate nuove". Cambiare è possibile. Per tutti. Non c'è tristezza antica che tenga. Non ci sono squame di vecchi fermenti che possano resistere all'urto della grazia."

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Con la celebrazione della Cena del Signore diamo inizio al Triduo pasquale della Passione, Morte e della Risurrezione del Signore, cuore di tutto l’Anno liturgico. Don Renzo Vanoi nel video commento dopo aver dato il senso alla celebrazione crismale del mattino si sofferma sulla celebrazione della Cena del Signore. Questa Liturgia ci riunisce per ricordare e celebrare l’ultima Cena, durante la quale Gesù istituì «il nuovo ed eterno sacrificio, convito nuziale del suo amore», e quindi il sacerdozio ministeriale, per poter attuare il suo comando di perpetuare l’offerta della vittima di salvezza in sua memoria. In questa celebrazione rivivremo, inoltre, il segno della lavanda dei piedi, memoria viva del comandamento che il Signore Gesù ci ha lasciato sull’amore fraterno e sul servizio. Il prolungamento della contemplazione di questi misteri avverrà, poi, al termine di questa Liturgia, quando Gesù Eucaristia sarà portato solennemente al luogo della reposizione e noi saremo invitati ad adorarlo. Accogliamo, stasera, gli oli santi nuovi che il Vescovo stamattina ha benedetto nella Messa Crismale, commemorazione dell’istituzione del sacerdozio ministeriale; negli oli sappiamo vedere il segno del Signore che consacra, guarisce e salva. Ricordando i tanti doni che il Signore ci offre in questo giorno, lasciamo spazio al nostro cuore per celebrare, con fede profonda e sincera, i Misteri della nostra salvezza.

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Giovedì, 13 Aprile 2017

Tortona - Domenica delle Palme

Domenica 9 aprile, a Tortona le Chiese della Cattedrale e San Michele si sono unite per celebrare la Domenica delle Palme presieduta dal Vescovo Mons. Vittorio Viola. Davvero tanti fedeli, in particolare bambini e ragazzi, hanno preso parte alla Celebrazione iniziata davanti alla Chiesa di San Michele nella Commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme e la processione con i rami di palma ed ulivo ha raggiunto la Cattedrale per la Santa Messa con la lettura della Passione secondo Matteo. Il vescovo nella riflessione ha sottolineato l’importanza di questa Settimana Santa che dev’essere celebrata e vissuta e come dobbiamo stare “dentro” a questo giorno: “è come essere presi e scossi da dentro dai gesti e da questa Parola che è la Passione di Gesù e senti come il nostro cuore passa da un sentimento gioioso da come abbiamo iniziato alzando i nostri rami d’ulivo e facendo festa per l’ingresso di Gesù a Gerusalemme che in realtà si rivela come fatto più ambiguo della storia, senti come le voci si sovrappongono e poi tutti questi suoni della passione, le parole. Da questo “Osanna” da come siamo entrati a questo “Crocifiggilo”. Nell’ascolto di questa parola cala una tenebra fitta, gesti duri: flagelli, insulti, sputi, parole sprezzanti, spine che trafiggono il capo e sabbia e fango di polvere e sangue, le parole dei suoi dell’ultima cena, l’annuncio del tradimento, quel canto del gallo che avrà risuonato per sempre nella testa e nel cuore di Pietro insieme a quel suo ripetuto “non lo conosco”. E poi un carico pesante: la croce! Le cadute, i chiodi e l’offesa fatta al suo corpo e di fronte a questo fatto devi scegliere dove vuoi stare e ciascuno di noi e come comunità dobbiamo anche comprendere che cosa vuol dire anche quest’anno riascoltare la parola che annuncia la sua passione e riviverla nella sua passione.” Ed un messaggio forte che aiuta a vivere questa settimana che ci conduce alla Pasqua: “Viviamo la sua passione, ci attende un tempo di grazia: non facciamocelo portare via da altre cose! Cerchiamo la gioia più profonda, nella certezza che il Signore ci ha amato fino a dare la sua vita per noi e ciascuno di noi dinnanzi a Lui vale la sua morte. Egli ha preso la nostra morte per donaci la sua vita e perchè il mondo possa sapere, riconoscere e credere che Lui dopo la morte è risorto ed è nella sua Chiesa: vivo, vivo, vivo!” Al termine il vescovo ha ringraziato i parroci Don Claudio e Don Gianni per aver accolto l’invito di unirsi a vivere questa celebrazione e con loro tutti quanti hanno organizzato e partecipato. “Davvero questo vuole essere un inizio per vivere sempre più uniti come un unico popolo in cammino verso la Pasqua”.

Clicca QUI per vedere le foto

Clicca QUI per ascoltare l'omelia.

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Mercoledì, 12 Aprile 2017

Tortona - Celebrata la GMG diocesana

Venerdì 7 aprile 2017 a Tortona la Pastorale Giovanile della Diocesi si è riunita per celebrare e vivere una serata di festa in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù a livello diocesano. Il primo momento si è svolto con un momento di preghiera presieduto dal vescovo Mons. Vittorio Viola presso la Basilica Santuario “Madonna della Guardia”. La preghiera ha sottolineato nella lettura del brano evangelico del Magnificat e un brano della vita di Don Orione (cfr. episodio della rosa che non appassisce) l’importanza del servizio e del dono. Il vescovo nella riflessione ha detto ai giovani quanto “la sua Parola è per noi come una lampada in un luogo che non conosciamo, pertanto il Vangelo è una torcia che illumina il buio delle nostre confusioni e ti permettere di vedere il percorso da compiere. Il Signore ci conceda di conoscere la Sua volontà, la Vergine Maria ci accompagni Lei che si è resa subito disponibile a vivere il disegno d’amore che Dio aveva su di Lei, Don Orione interceda per noi perché ciascuno possa comprendere la propria vocazione e seguirla per poter essere felici”.

Clicca QUI per ascoltare l'omelia e leggere l'articolo completo.

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