"Nessuno ci vinca nel lavorare perché si compiano i desideri della Chiesa e del Papa."
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

“Oggi siamo invitati a seguire le orme dei pellegrini di Emmaus” ci invita Don Renzo Vanoi nel video commento. È un cammino in cui dubbi e delusioni ci assalgono e noi ci lasciamo vincere dal pessimismo. Sappiamo tutto ciò che è accaduto, ma non riusciamo a decifrare nulla. È su questa strada che Gesù ci raggiunge per parlare al nostro cuore e farsi riconoscere, allo spezzare il pane, come il Signore della Vita, il Risorto. Mentre sentiamo ardere il nostro cuore, scopriamo che la sera non scende più, perché Cristo cammina per sempre con noi. In questa domenica sappiamo riconoscere sempre più la gioia della Sua e nostra Pasqua, perché lo Spirito trasformi le nostre esistenze ad immagine del Signore Risorto.

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Lunedì, 17 Aprile 2017

I sassolini di Papa Francesco

Nell'omelia di ieri, solennità della Pasqua, Papa Francesco ha delineato con pochi tratti il senso profondo e attuale di questa festa: il mistero di una pietra, scartata da tutti, divenuta il fondamento della vita di molti. Anche oggi ci sono persone che si sentono scartate, abbandonate, allontanante, senza alcun appiglio cui aggrapparsi: sono gli uomini e le donne che Don Orione chiamava i desamparados, gli ultimi, coloro che non hanno nessun che dia loro aiuto o conforto. Ancora oggi, nelle case sorte dalla carità di Don Orione, sono accolti e amati i desamparados ed a loro sacerdoti e laici dicono oggi "Gesù è davvero risorto!" e, con le parole di Papa Francesco, "i sassolini che credono e si attaccano a quella pietra non sono scartati, hanno un senso", il senso di essere una famiglia, la Chiesa. In allegato, il testo dell'omelia del Santo Padre.

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Domenica, 16 Aprile 2017

Il Signore è davvero risorto!

Con queste parole di Mons. Tonino Bello auguriamo a tutti di vivere la festa di oggi così: "La Pasqua frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi, e perfino la morte, dal versante giusto: quello del «terzo giorno». Da quel versante le croci sembreranno antenne, piazzate per farci udire la musica del cielo. Le sofferenze del mondo non saranno per noi i rantoli dell'agonia, ma i travagli del parto. E le stigmate, lasciate dai chiodi nelle nostre mani crocifisse, saranno le feritoie attraverso le quali scorgeremo fin d'ora le luci di un mondo nuovo. Pasqua, festa che ci riscatta dal nostro passato! Allora, Coraggio! Non temete! Non c'è scetticismo che possa attenuare l'esplosione dell'annuncio: "le cose vecchie sono passate: ecco ne sono nate nuove". Cambiare è possibile. Per tutti. Non c'è tristezza antica che tenga. Non ci sono squame di vecchi fermenti che possano resistere all'urto della grazia."

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Con la celebrazione della Cena del Signore diamo inizio al Triduo pasquale della Passione, Morte e della Risurrezione del Signore, cuore di tutto l’Anno liturgico. Don Renzo Vanoi nel video commento dopo aver dato il senso alla celebrazione crismale del mattino si sofferma sulla celebrazione della Cena del Signore. Questa Liturgia ci riunisce per ricordare e celebrare l’ultima Cena, durante la quale Gesù istituì «il nuovo ed eterno sacrificio, convito nuziale del suo amore», e quindi il sacerdozio ministeriale, per poter attuare il suo comando di perpetuare l’offerta della vittima di salvezza in sua memoria. In questa celebrazione rivivremo, inoltre, il segno della lavanda dei piedi, memoria viva del comandamento che il Signore Gesù ci ha lasciato sull’amore fraterno e sul servizio. Il prolungamento della contemplazione di questi misteri avverrà, poi, al termine di questa Liturgia, quando Gesù Eucaristia sarà portato solennemente al luogo della reposizione e noi saremo invitati ad adorarlo. Accogliamo, stasera, gli oli santi nuovi che il Vescovo stamattina ha benedetto nella Messa Crismale, commemorazione dell’istituzione del sacerdozio ministeriale; negli oli sappiamo vedere il segno del Signore che consacra, guarisce e salva. Ricordando i tanti doni che il Signore ci offre in questo giorno, lasciamo spazio al nostro cuore per celebrare, con fede profonda e sincera, i Misteri della nostra salvezza.

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Giovedì, 13 Aprile 2017

Tortona - Domenica delle Palme

Domenica 9 aprile, a Tortona le Chiese della Cattedrale e San Michele si sono unite per celebrare la Domenica delle Palme presieduta dal Vescovo Mons. Vittorio Viola. Davvero tanti fedeli, in particolare bambini e ragazzi, hanno preso parte alla Celebrazione iniziata davanti alla Chiesa di San Michele nella Commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme e la processione con i rami di palma ed ulivo ha raggiunto la Cattedrale per la Santa Messa con la lettura della Passione secondo Matteo. Il vescovo nella riflessione ha sottolineato l’importanza di questa Settimana Santa che dev’essere celebrata e vissuta e come dobbiamo stare “dentro” a questo giorno: “è come essere presi e scossi da dentro dai gesti e da questa Parola che è la Passione di Gesù e senti come il nostro cuore passa da un sentimento gioioso da come abbiamo iniziato alzando i nostri rami d’ulivo e facendo festa per l’ingresso di Gesù a Gerusalemme che in realtà si rivela come fatto più ambiguo della storia, senti come le voci si sovrappongono e poi tutti questi suoni della passione, le parole. Da questo “Osanna” da come siamo entrati a questo “Crocifiggilo”. Nell’ascolto di questa parola cala una tenebra fitta, gesti duri: flagelli, insulti, sputi, parole sprezzanti, spine che trafiggono il capo e sabbia e fango di polvere e sangue, le parole dei suoi dell’ultima cena, l’annuncio del tradimento, quel canto del gallo che avrà risuonato per sempre nella testa e nel cuore di Pietro insieme a quel suo ripetuto “non lo conosco”. E poi un carico pesante: la croce! Le cadute, i chiodi e l’offesa fatta al suo corpo e di fronte a questo fatto devi scegliere dove vuoi stare e ciascuno di noi e come comunità dobbiamo anche comprendere che cosa vuol dire anche quest’anno riascoltare la parola che annuncia la sua passione e riviverla nella sua passione.” Ed un messaggio forte che aiuta a vivere questa settimana che ci conduce alla Pasqua: “Viviamo la sua passione, ci attende un tempo di grazia: non facciamocelo portare via da altre cose! Cerchiamo la gioia più profonda, nella certezza che il Signore ci ha amato fino a dare la sua vita per noi e ciascuno di noi dinnanzi a Lui vale la sua morte. Egli ha preso la nostra morte per donaci la sua vita e perchè il mondo possa sapere, riconoscere e credere che Lui dopo la morte è risorto ed è nella sua Chiesa: vivo, vivo, vivo!” Al termine il vescovo ha ringraziato i parroci Don Claudio e Don Gianni per aver accolto l’invito di unirsi a vivere questa celebrazione e con loro tutti quanti hanno organizzato e partecipato. “Davvero questo vuole essere un inizio per vivere sempre più uniti come un unico popolo in cammino verso la Pasqua”.

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Mercoledì, 12 Aprile 2017

Tortona - Celebrata la GMG diocesana

Venerdì 7 aprile 2017 a Tortona la Pastorale Giovanile della Diocesi si è riunita per celebrare e vivere una serata di festa in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù a livello diocesano. Il primo momento si è svolto con un momento di preghiera presieduto dal vescovo Mons. Vittorio Viola presso la Basilica Santuario “Madonna della Guardia”. La preghiera ha sottolineato nella lettura del brano evangelico del Magnificat e un brano della vita di Don Orione (cfr. episodio della rosa che non appassisce) l’importanza del servizio e del dono. Il vescovo nella riflessione ha detto ai giovani quanto “la sua Parola è per noi come una lampada in un luogo che non conosciamo, pertanto il Vangelo è una torcia che illumina il buio delle nostre confusioni e ti permettere di vedere il percorso da compiere. Il Signore ci conceda di conoscere la Sua volontà, la Vergine Maria ci accompagni Lei che si è resa subito disponibile a vivere il disegno d’amore che Dio aveva su di Lei, Don Orione interceda per noi perché ciascuno possa comprendere la propria vocazione e seguirla per poter essere felici”.

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Come ormai da molti anni, giovedì 6 aprile, l’arma dei Carabinieri si è ritrovata a celebrare il “precetto pasquale” presso la Cripta del Santuario della “Madonna della Guardia” di Tortona. Erano presenti un numeroso gruppo di Carabinieri in servizio con il loro Comandante, il maggiore Carlo Giordano. A prendere parte alla celebrazione anche un gruppo di Carabinieri in congedo, autorità civili e militari e il tenente Denise Di Matteo, comandante del nucleo operativo della Guardia di Finanza di Tortona. La Santa Messa è stata presieduta dal cappellano militare Don Diego Maritano. All’inizio il cerimoniere della Basilica, ha espresso il saluto a nome del rettore don Renzo Vanoi, il quale non ha potuto essere presente per motivi pastorali. “Oltre ai saluti, ha detto Fabio Mogni, ci troviamo riuniti ormai alle porte di Gerusalemme per vivere la Settimana Santa con Gesù che ci condurrà alla Pasqua, possa davvero questa offerta eucaristica essere d’intercessione per voi, le vostre famiglie, il servizio che prestate per la Patria, la Virgo Fidelis vostra celeste patrona vi illumini e guidi sempre”. Nell’omelia Don Carlo ha sottolineato il significato della Pasqua, “un fatto inaudito, il triduo pasquale è il fine settimana più splendido e paradossale della storia. Nessuno si sarebbe aspettato la risurrezione di un morto. Gli Apostoli stessi erano fortemente dubbiosi.”
Al termine della Celebrazione dopo la recita della preghiera alla celeste Patrona la Virgo Fidelis e la foto di rito, il maggiore Giordano e il cappellano Don Maritano, sotto la guida di Piero Cuniolo, laico che accoglie ormai da molti anni gruppi di pellegrini offrendo una spiegazione del luogo, li ha condotti in Santuario per una preghiera a Don Orione ed alla Madonna. San Luigi Orione e la Madonna della Guardia siano sempre guide sicure per l’arma dei Carabinieri che svolge un compito così importante e prezioso per il bene comune.

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Venerdì 7 aprile, presso l’Oratorio tortonese “San Luigi” di Don Orione, si è svolto il 6° incontro sull’Esortazione Apostolica “Amoris Laetitia” del Santo Padre Francesco. Don Achille Morabito che guida le riflessioni di questi incontri, ha focalizzato il tema sul settimo capitolo.  “In esso troviamo un particolare riferimento all’educazione dei figli, dei bambini da parte di insegnanti e catechiste. Una sana pedagogia che anche chi non è cristiano può sottoscrivere, successivamente troveremo una parte che riguarda la trasmissione della fede. La Parola è fonte che illumina il nostro cammino, solo a partire da questa esperienza la famiglia può essere chiesa domestica e fermento evangelizzatore nella società”. Don Achille conclude con questo messaggio molto pratico: “sono gli esempi che trascinano, i gesti di carità verso le persone bisognose”.

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Celebriamo la Domenica delle Palme e della Passione del Signore. Gesù, dopo l’ingresso trionfale in Città santa, si offre alla Passione. Don Renzo Vanoi, nel video commento ci dice che “la Settimana Santa, che oggi inizia, mette in grandissima evidenza l’infinito amore di Cristo per noi. Egli stesso aveva detto: «Nessuno ha un amore è più grande di questo: dare la vita perdere i propri amici» (Gv 15,13). Invochiamo lo Spirito del Padre perché possa donarci il coraggio e la forza di seguire Gesù nella via della croce attraverso il nostro pellegrinaggio terreno, testimoniando a tutti il Suo immenso Amore e la Salvezza che ci ha ottenuto.

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Venerdì, 07 Aprile 2017

Gesù è la risurrezione

Mercoledì 5 aprile 2017, presso la Cattedrale di Tortona, il vescovo Mons. Vittorio Viola ha predicato il quinto quaresimale sul Vangelo ascoltato domenica scorsa che narrava la risurrezione di Lazzaro. Dopo la lettura della Parola “che ci fa sempre bene riascoltarla perché ha una forza alla quale bisogna esporsi”, il vescovo ha sottolineato alcuni punti fondamentali tratti da questo episodio che il ciclo festivo di quest’anno ci ha proposto dopo la samaritana e il cieco nato ed ora siamo ormai alle porte di Gerusalemme e più precisamente “dentro la tomba di Lazzaro, solo in questo luogo possiamo comprendere questo gesto compiuto da Gesù”.
Gesù ama stare con i suoi, Betania è il luogo dove viene accolto.
“Ci sono una serie di dialoghi con Gesù, il primo con i suoi: Marta e Maria fanno arrivare a Gesù la notizia della morte di Lazzaro, il loro fratello, che Gesù amava. La casa di Betania è un luogo dove Gesù ha sempre trovato conforto, un luogo sicuro, casa di amici dove poteva stare nella certezza di essere accolto. Un bisogno umano per sentirsi a casa, per il Figlio dell’uomo che non ha dove posare il capo! Di fronte alla notizia di questa morte ha una reazione che i suoi non comprendono, dice subito una parola su questa malattia: è una malattia per la gloria di Dio”.
Un rimprovero di Marta che riceve una risposta di fede e di credo nella risurrezione.
 “Gesù si presenta il quarto giorno e Marta lo rimprovera subito di questo ritardo (cfr. …se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto) malgrado una sua dimensione di fede quando gli dice che Egli è il Cristo difronte alla Sua risurrezione dicendo di credere, ma Gesù puntualizza tutte le sue risposte, c’è sempre un percorso della nostra fede. Egli chiede a Marta di confrontarsi con il fatto che Lui è la risurrezione ed è lì presente davanti a Lei dove senti che la questione di credere che la risurrezione di suo fratello Lazzaro, morto da quattro giorni, sta davanti a lei, è la sua persona. Non è un concetto la risurrezione, è la persona di Gesù. Credere nella risurrezione vuol dire accogliere la persona di Gesù come Marta e Maria hanno fatto tante volte nella loro casa”.
Ostilità e mancanza di fede attorno Gesù
“Attorno a Gesù nonostante le amicizie, cresce anche un ostilità, i suoi sono lì con l’inconsapevolezza di chi è partito sapendo che rischiava non capendo perché Gesù si sia mosso così tardi in Giudea. I Giudei anche loro lo rimproverano perché poteva evitare che il suo amico morisse. Senti che è tutto un lasciare solo Gesù difronte alla morte di Lazzaro. Il verso che viene usato – si commosse – è come se si indignasse per questa loro mancanza di fede”.
Rivolto al Padre ad alta voce per farsi sentire dai presenti
“Gesù rendendo grazie al Padre per averlo ascoltato, sembra voler far sentire a tutti quella mancanza di fede attorno a Lui perché tutti credano che Lui l’ha mandato. E poi comanda a Lazzaro di venire fuori dal regno dei morti e il secondo ordine di liberarlo e lasciarlo andare: era tutto scritto nel suo nome (Lazzaro =Dio aiuta). Dopo questo, qualcuno crede, ma i capi del popolo precipitano nel rifiuto di Gesù, era troppo dopo le guarigioni anche questa risurrezione di un morto”.
Alcuni interrogativi per interiorizzare cosa ci vuole dire a noi questa Parola:
L’amore di Dio non si contraddice, è stabile.
Dio è buono, dobbiamo essere testimoni della sua sofferenza
La “morte che emana odore” è quella dei nostri peccati che dobbiamo cercare di tirar fuori perché la Pasqua è alle porte

 

Clicca QUI per ascoltare la catechesi.

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Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

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