"Noi amiamo la nostra patria, ma tutto il mondo è patria per il figlio della Provvidenza che ha per patria il cielo."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Erano 80 i ragazzi che sabato 14 ottobre hanno ricevuto il sacramento della Cresima nella Parrocchia orionina di San Benedetto in Milano.
A conferire il sacramento è stato il nuovo Arcivescovo Mons. Mario Delpini, che ha voluto confermare un appuntamento preso da lungo tempo, quando ancora non aveva ricevuto la nomina a Pastore della Diocesi. Il parroco Don Luigino Brolese e il suo vicario Don Alessandro Digangi hanno concelebrato il rito solenne e sobrio allo stesso tempo.
Pur atteso da un altro pressante impegno, l’Arcivescovo non si è sottratto all’invito di compiere un breve passaggio al Piccolo Cottolengo, dove ad attenderlo vi era un bel gruppo di ospiti, parenti, operatori, volontari e, naturalmente, i religiosi e le suore della Casa.
Mons. Delpini ha salutato personalmente tutti i presenti con affabilità. Prima di lasciare l’Istituto gli è stato consegnato un fascicoletto, preparato per l’occasione, dal titolo “I Vescovi di Milano e il Piccolo Cottolengo”, nel quale sono raccolte narrazioni e immagini relative alle visite dei Pastori della città alla nostra Opera di carità.

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Mercoledì, 18 Ottobre 2017

Tortona - Apertura anno pastorale

A Tortona domenica 15 ottobre si è dato inizio all’Anno Pastorale parrocchiale della nascente Parrocchia “San Bernardino”, ovvero il cambio della sede parrocchiale dalla chiesa di San Michele alla Cripta del santuario. La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal parroco Don Renzo Vanoi insieme al suo vicario e responsabile dell’oratorio Don Sergiu Ursache. Al termine, i numerosi bambini e genitori, insieme dagli animatori hanno proseguito la giornata di festa presso l’oratorio per essere sempre più, come ci indica e chiede il nostro vescovo, “comunità”.
Alle ore 10 nelle note del canto del coro “San Luigi” composto dai ragazzi dell’oratorio è iniziata solennemente la Santa Messa di apertura dell’Anno Pastorale 2017-18. In questa celebrazione erano presenti numerosi bambini del catechismo con i loro genitori, animatori ed educatori, catechisti ed operatori pastorali che in qualche modo ricoprono un ruolo o meglio un aiuto nella comunità. A loro dopo l’omelia è stato dato il “mandato” ovvero la benedizione per l’inizio delle diverse attività. Il parroco Don Renzo Vanoi nell’omelia dopo aver motivato la scelta del cambio della sede parrocchiale da San Michele alla Cripta del Santuario, denominando la Parrocchia sotto il titolo di “San Bernardino”, ha sottolineato alcuni concetti e indicazioni che la comunità tutta è chiamata in prima persona, ognuno nel suo ruolo, di bambino, ragazzo, genitore, educatore per compiere bene questo cammino: “dobbiamo comprendere quanto la messa domenicale sia un momento celebrativo fondamentale in particolare per i bambini con i loro genitori che frequentano la catechesi. Abbiamo bisogno dell’incontro con il Signore, di nutrirsi del suo corpo per essere dei cristiani autentici”. Ha concluso poi con un augurio a tutti in particolare ai formatori nei vari ambiti: “Il Signore ci conceda di essere sempre concordi tra noi, aiutandoci a vicenda perché ci sia davvero una vera comprensione. Ci conduca per mano in questa avventura”. Tutti insieme poi in oratorio, guidati dal chierico Riccardo i ragazzi hanno offerto uno spettacolo ai numerosi bambini e ragazzi che insieme ai genitori hanno condiviso successivamente un momento di fraternità proseguendo poi nello ‘stare insieme’, elemento fondamentale della comunità.

Clicca QUI per ascoltare l'omelia.

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Domenica 8 ottobre, nella Chiesa dei “Santi Pietro e Paolo” in Copparo, ha fatto il suo solenne ingresso l’arciprete Don Daniele Panzeri, sacerdote dell’Opera Don Orione. Erano presenti il direttore provinciale Don Aurelio Fusi, l’economo Don Walter Groppello, i sacerdoti della comunità e i cari amici Don Renzo Vanoi rettore del Santuario di Tortona e Don Paolo Clerici della comunità di Roma Monte Mario, incaricato della casa di Monte Verde e del Gruppo Studi Orionini. Seduti in prima fila i genitori di Don Daniele, i parenti e tanti amici provenienti dal suo paese natale Broncio, da Marghera, Tortona, Roma; non ultimi per importanza tanti parrocchiani che hanno voluto accogliere il nuovo pastore. La liturgia è stata animata dalla corale parrocchiale.
“Narrerò tutte le tue meraviglie Signore”; è la frase che Don Daniele ha scelto per il suo stemma arcipretale nel quale è raffigurato tutto il suo sacerdozio che si protrae nell’azione pastorale che vuole essere quella, come ha detto a conclusione dell’omelia, di “guidare, custodire e far progredire la Chiesa di Dio in Copparo”.
Sul sagrato della parrocchia il primo cittadino a nome di tutti ha rivolto il saluto di benvenuto a Don Daniele nel quale ha sottolineato quanto sia importante la collaborazione tra la Chiesa e la parte civile del paese, quanto sia fondamentale la formazione dei giovani. Insieme hanno poi compiuto il gesto di “aprire le porte della Chiesa”, un gesto che è subito “risposta pratica” di Don Daniele all’invito del sindaco, ovvero quella di camminare insieme per costruire il bene comune. Dopo i riti esplicativi introdotti dal vicario foraneo Don Giovanni Pisa, Don Daniele ha preso possesso della sede presiedendo la solenne celebrazione eucaristica.

Clicca QUI per leggere l'articolo completo e ascoltare l'omelia.

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Alcuni anni fa, durante un discorso alla Stratford University, Steve Jobs invitava gli studenti ad essere “pazzi”. Circa 50 anni prima, San Luigi Orione proprio durante le celebrazioni in onore della “Madonna della Guardia”, pregava ed invitava i suoi figli a farsi “pazzi della carità”. Da quel momento tanti anni sono passati, ma non deve passare l’invito di Don Orione, un invito che diventa meno faticoso solo se “la pazzia” viene alimentata dallo stare insieme, ovvero da quello che Don Orione chiama Spirito di Famiglia.
Nel calendario orionino non esiste appuntamento più indicato per assaporare lo Spirito di Famiglia che la Giornata di Celebrazioni in onore della Madonna della Guardia, e proprio per sentirsi parte di un’unica famiglia l’equipe di gestione del PCDO di Seregno si è recata a Tortona per vivere insieme questa ricorrenza.
La giornata è stata sicuramente molto impegnativa, ma ha davvero contribuito a trasmetterci quella voglia di pazzia che auspicava Don Orione. Per tutta l’equipe di gestione uno dei momenti di maggiore aggregazione è stato sicuramente il pranzo di famiglia durante il quale quel clima di amicizia e fraternità si è proprio respirato; nel pomeriggio la partecipazione alla S. Messa celebrata dal Padre Provinciale Don Aurelio Fusi ha fatto si che si entrasse maggiormente in contatto con il carisma orionino e con il “mistero” di cui tutti facciamo parte.
Lo scorso 29 agosto è stato sicuramente una ricorrenza importante ed una data da ricordare perché è stato, come ha ricordato don Aurelio durante la sua omelia, la soddisfazione di un bisogno di condivisione.

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Domenica, 01 Ottobre 2017

Va' a lavorare nella mia vigna

Ancora una volta Gesù, nel Vangelo di oggi, utilizza l'immagine della vigna. Il padrone chiede ai figli di andare a lavorare nella  sua vigna. Gesù racconta questa parabola ai capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo, le figure che a quel tempo rappresentano il potere cultuale e politico-culturale. Gesù a loro, come a noi, chiede "Che te ne pare?". Il primo figlio non ha la testa per andare a lavorare, ma poi si pente e ci va; il secondo dice subito di sì, poi non ci va. Chi dei due ha fatto la volontà del Padre? Andare nella vigna del Signore è fare la sua volontà: ci sono solo queste due vie per ogni cristiano ed oggi la Parola ci chiede di guardarci dentro e vedere dentro di noi i due figli della parabola. A volte diciamo di no e poi facciamo, altre volte diciamo e non facciamo nulla. Al termine, Gesù esce dalla parabola e aggiunge una chiave di lettura importante per la vita spirituale di ciascuno: i pubblicani e le prostitute si sono pentiti e hanno accolto l'annuncio del Battista. Pentirsi è parte di un cammino, è riconoscersi poveri: non è un atteggiamento pessimista, perché la misericordia di Dio è più grande, pentirsi è la consapevolezza della propria piccolezza che ci fa andare oltre noi stessi, è sapere che nella nostra vita siamo come i due fratelli della parabola, ma che, nell'amore di Dio, possiamo pentirci e ricominciare a lavorare nella sua vigna.

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La parabola dei lavoratori a giornata è la risposta “sconcertante” di Gesù alla domanda degli apostoli che hanno lasciato tutto per seguirlo: “Che cosa ne avremo?”. Il padrone della vigna, che ha dato agli operai quanto era stato concordato, si ritiene nel giusto. Non solo non accetta il loro intervento, ma difende la bontà del suo operato, accusando di invidia l’interlocutore. Matteo, che vede, al di là della parabola, il risentimento del popolo ebraico contro l’eccessiva misericordia divina riguardo ai pagani ammessi “gratuitamente” nel Regno, sa quanto sia difficile comprendere l’agire di Dio, che ci scandalizza (Vangelo).
Dio non pensa come noi e nel suo agire segue vie che sembrano opposte alle nostre: «misericordioso e pietoso è il Signore, lento all’ira e grande nell’amore; buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature» (I Lettura). Il percorrere le vie di Dio ci conducono alla meta, tenuto conto che noi non sappiamo neppure quale via scegliere, come confessa lo stesso Paolo (II Lettura). Convinti che Dio ci vuole bene, abbandoniamoci fiduciosi alla sua volontà.

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Il giorno 8 settembre nella chiesa parrocchiale della Madonna del Rosario di Bardhaj alle 18.00 durante la messa della festa della nascita di Maria, il chierico Dritan Boka ha rinnovato, nelle mani di Don Rolando Reda (delegato dal provinciale), i suoi voti temporanei per un anno. Hanno concelebrato i confratelli della comunità Don Dorian Mjestri, Don Giuseppe Testa e i confratelli venuti per l’occasione da Elbasan, Don Giuseppe De Guglielmo e Don Giuseppe Bisceglia.  Erano presenti i familiari di Dritan, in particolre il papà che nonostante le difficoltà che ha nel muoversi ha voluto essere accompagnato fino alla chiesa per essere presente a questo momento importante per il figlio e un folto gruppo di giovani di Bardhaj e di Oblike ai quali dopo la comunione Dritan stesso ha rivolto un pensiero raccontando la bellezza gioiosa dell’esperienza che sta vivendo nella risposta alla chiamata del Signore sia nello studio che nella attenzione ai poveri nella bella esperienza vissuta durante l’estate nelle nostre missioni del Madagascar. Si è pregato per lui affinché si rafforzi nella sua risposta e perché il Signore in mezzo ai giovani susciti altre vocazioni per il regno di Dio, il bene della Chiesa e lo sviluppo della congregazione in Albania. Un Kokteil semplice, ma gioioso ha concluso la serata.

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Grande festa ieri sera a Paternò al Santuario della Consolazione per la giornata giubilare vocazionale e grande partecipazione. Il solenne pontificale, presieduto da S.E. Monsignor Salvatore Gristina, ha concluso il triduo di festeggiamenti alla presenza delle autorità civili e militari della città. La solenne incoronazione della Madonna, che ha introdotto la celebrazione e il dono dell’indulgenza plenaria con benedizione papale, sono stati momenti di forte emozione.
Don Vito Mandarano, rettore del santuario, Don Enzo Algeri, vicario foraneo e Don Aurelio Fusi, Provinciale della Congregazione Orionina, intervenuti nei ringraziamenti finali, hanno sottolineato l’importanza del Santuario, faro della città e la santità dei cinquant’anni anni di presenza Orionina a Paternò.
È ancora Giubileo!

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Dopo l’invito di Domenica scorsa alla correzione fraterna, la Liturgia odierna ci consegna l’impegno forte del perdono. La nostra storia, tanto amara e dolorosa, trafitta dal peccato e dalla morte, dalla guerra e dalla violenza, dalla furbizia e dalla disonestà, dall’opulenza e dall’oppressione, dal desiderio di vendetta e di giustizia alla maniera degli uomini… ha tanto bisogno di riscoprire la gioia del Perdono e della Riconciliazione. Tutti siamo chiamati a costruire il mondo nuovo della giustizia e dell’Amore, della pace e della vita, della libertà e della fraternità. Celebrando l’Eucaristia, sacramento di riconciliazione e di pace, chiediamo al Signore di riuscire - forti del suo perdono - a consegnare alla storia gesti di amore e di fraternità, nella certezza di vivere nel perdono del Signore.

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Martedì 12 settembre il giorno in cui la Chiesa ci invita alla memoria del Santo Nome di Maria, come ormai da lunga tradizione, un numeroso gruppo di fedeli del rione San Bernardino si sono ritrovati nella cappella della fam. Pedenovi per ascoltare la Parola e nutrirsi del Pane di vita. Una Cappellina costruita nel 1771 dedicata alla Vergine del S.S. Rosario, edicificio sacro, barocco tardo settecento a margine dell’antica Via Postumia, ora Via Sparpaglione, a due passi dal Santuario della Guardia. Don Orione, si ricorda, che iniziati i lavori della costruzione del Santuario, intorno al 1928, in questa cappelletta era solito recarsi in preghiera, dir messa, invitando i tortonesi alla devozione, alle opere di carità, all’attenzione dei bambini ed ecco anche il perché l’8 settembre per la processione in onore di Maria Bambina si sosta davanti a questa cappellina. A presiedere la celebrazione Don Cesare Concas sacerdote da poco giunto a far parte della comunità del Santuario proveniente da Copparo (FE) dove per ben quindici anni è stato parroco. Nella riflessione Don Cesare ha iniziato ricordando come Don Orione definiva il nome di Maria: “un nome che sollevava dalla pena tante anime, prosegue don Cesare, in un suo brano Don Orione disse: «se il nome di Maria avesse asciugato tante lacrime di mamme, tanti cuori di padri e avesse portato giovani sulla buona strada, avesse convertito i peccatori: sarebbe bastato questo per dirla grande. Maria ha fatto questo e ancor di più ovvero non ha mai cessato di amare tutti»”. Ha poi indicato ai fedeli tre bei verbi: camminare, pregare e sperare. “Noi stiamo camminando su questa terra dove il Signore ci ha fatto nascere, stiamo percorrendo una tappa importante della nostra vita terrena e pertanto: camminiamo. Ma siccome siamo deboli e possiamo inciampare e cadere: preghiamo. Soltanto camminando e pregando con e per Maria possiamo sperare. E concludendo ha sottolineato una frase posta nel soffitto della cappellina “ego diligentes me diligo”: “È Dio che parla nella Sacra Scrittura ricordando che Lui ama chi lo ama. E pertanto amiamo la Madonna e siamo sicuri che Lei non mancherà di starci accanto”.
Al termine la foto di gruppo ha concluso questa bella ora di preghiera mariano-orionina, i presenti hanno ringraziato Don Cesare per la riflessione donata, semplice ma molto profonda: è questa la Chiesa, camminare insieme pregando e sperando nell’incontro con il Signore!

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