"Non vi è terreno ingrato e sterile che per mezzo di una lunga pazienza non si possa ridurre finalmente a frutto."
Don Orione Così è dell’uomo.

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Questa mattina intorno alle 10 è tornato alla Casa del Padre il nostro caro Don Antonio da Crema.
Don Antonio è entrato in Congregazione nel 1941, da allora ha speso tutta la sua esistenza nella famiglia orionina, in varie comunità delle ex Province SS. Pietro e Paolo e S. Benedetto.
I funerali saranno celebrati mercoledì 2 agosto alle ore 10 presso il Piccolo Cottolengo “della Castagna” a Genova (dove risiedeva dal 2014) e alle ore 16 a Seminò di Ziano Piacentino, suo paese natio.
Il Signore conceda a don Antonio, che per 64 lo ha servito all’altare, di allietarsi per sempre nella compagnia di Don Orione e dei santi.

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Celebriamo oggi la XVII Domenica del Tempo Ordinario. Nel video commento Don Renzo Vanoi ricorda che scoprire un tesoro è il sogno di ogni uomo. Fare delle scoperte è il desiderio profondo che spinge l’esploratore a impegnarsi su vie sconosciute, è l’ideale dello scienziato che dedica la sua vita alla ricerca. Il Signore, in questa Pasqua settimanale, ci invita a fare di tutto per metterci alla ricerca e scoprire il Suo Regno. In questo incontro con Cristo nell’Eucaristia, chiediamo a Lui un cuore saggio, intelligente e totalmente disponibile, per saper dare a tutto e a tutti il giusto valore in prospettiva del Regno di Dio, presente in mezzo a noi.

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Domenica, 23 Luglio 2017

«Beati i puri di cuore»

Dio è infinitamente paziente perché infinitamente potente; ci dice Don Renzo Vanoi nel video commento alla XVI Domenica del Tempo Ordinario, egli usa pazienza verso gli uomini peccatori, perché li ama e vuole salvarli.
Il suo Regno, nella fase terrena, non si presenta subito perfetto e immune da ogni male: la sua crescita avviene in mezzo a difficoltà e contrasti che urtano contro l’impazienza umana. Ma, al di sopra di essa, sta l’infinita pazienza di Dio, il quale conosce le forze del buon grano, capace di vincere gli ostacoli. Infatti, mentre noi udiamo il grande chiasso del male, il Regno inavvertitamente è presente nel mondo, cresce e agisce come un piccolo seme o come un pugno di lievito nella massa della farina; grazie alla sua prodigiosa energia, al suo fermento, si estende a poco a poco nel mondo, operandone la trasformazione.
L’Eucaristia che ci apprestiamo a celebrare ci insegni il rifiuto verso il male e l’accoglienza del Regno di Dio, perché il mondo intero possa scoprirsi salvato.

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Domenica 16 luglio è stata onorata la Madonna del Carmine compatrona della Parrocchia orionina di “San Michele” in Tortona. A presiedere i due momenti solenni, la santa messa e la processione, Don Romeo Gardella vicario foraneo e parroco di “San Matteo” in Tortona il quale ha ricordato nella riflessione il primo parroco Don Candido Garbarino, sottolineando la sua devozione alla regina del Carmelo e citando alcuni scritti di Don Orione a riguardo. Ad animare la santa messa la Corale “S. Giacomo” di Casei Gerola e per la processione la Banda di Borgonovo V.T..
Dopo la novena ed in particolare il triduo di preparazione predicato dal parroco Don Gianni Castignoli, il giorno 16 luglio è stata onorata la Madonna del Monte Carmelo, a cui Don Orione fu molto devoto. Basti solo ricordare come divenne propagatore sia per le grazie straordinarie ottenute, sia stimolando alla devozione dell’abitino, lo scapolare. Egli stesso racconta che imposto a diversi infermi, essi hanno riavuto la salute. Don romeo Gardella nelle due riflessioni tenute durante la Messa solenne del mattino e dopo la processione serale ha ricordato la figura del primo parroco della Chiesa di San Michele: Don Candido Garbarino. “Fu mio compaesano, pieno di zelo pastorale. Nel 1935 quando il vescovo affidò la parrocchia di San Michele all’Opera di Don Orione, divenne parroco della stessa. Ai suoi parrocchiani scriveva in merito alla devozione del Carmine - prosegue Don Romeo - ‘che non sorge dalla terra ma dal cielo, avendola la Madonna stessa insegnata al Beato Simone Stock e quanto mai splendide sono le promesse che la celeste Regina ha fatto a coloro che portano il santo Scapolare, vivendo in conformità dello Spirito che esso rappresenta’”.
Don Romeo a conclusione offre a nome di tutti questa richiesta a Maria che corona questa festa in suo onore. “Accogli la nostra umile e filiale preghiera e presentala al tuo Figlio perché possiamo ogni giorno camminare verso la salvezza”.

Clicca QUI per ascoltare la riflessione di Don Romeo Gardella.

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Venerdì 14 luglio presso la Chiesa di Maria Regina in località Cà del Sole – Serravalle Scrivia (AL), il rettore del Santuario della “Madonna della Guardia” di Tortona, Don Renzo Vanoi è stato chiamato a sviluppare una catechesi dal tema: “A Gesù per Maria” al gruppo dei Responsabili del Cursillos di Cristianità della Diocesi di Tortona, movimento di Chiesa che, mediante un metodo proprio, rende possibile la “vivenza” e la “convivenza” del Fondamentale Cristiano, aiuta la singola persona a scoprire e a rispondere alla propria vocazione personale e promuovere la creazione di gruppi di cristiani che fermentino di Vangelo gli ambienti.
Nello sviluppo del tema della catechesi Don Renzo ha sottolineato nella figura di Maria i tratti più importanti di questa “nostra celeste Madre che non ci abbandona mai”: l’ascolto, la docilità, l’attenzione, la premura, la concretezza e la fiducia nel suo Figlio. Ha poi richiamato l’attenzione su Maria stella della nuova evangelizzazione come constante punto per la fede, coltivando nella vita il Mistero che ci fa comprendere chi è Dio per noi. Al termine Don Renzo ha rivolto un augurio che si possa trasformare in azione concreta per ciascuno: “possiate vivere sempre il grande mistero di una donna come Maria che ha saputo portare l’umanità a Cristo. Nella vostra vita siate portatori di fede; Ella, trasferendo Cristo dal vostro cuore a quello del fratello, con sensibilità ed imitando il suo tratto unico di dolcezza e docilità. Don Orione quante volte ha ripetuto: ‘guardate nella mia mente, sulle mie labbra, nel mio cuore e troverete scritto il nome di Maria’. Con questi pensieri andate avanti con questa grande fedeltà alla Chiesa, al Papa, sull’imitazione di Maria di come ha vissuto il suo amore e la sua fedeltà a Cristo insegnandolo e trasmettendolo. Lei, prima ancella della Chiesa nascente, è stata un elemento di coesione e di unità, quella che noi non dobbiamo mai dimenticare ovvero la nostra unità di cattolici anzitutto con il nostro Papa al quale dobbiamo volergli davvero bene. Vi lasciamo con una frase che Don Orione amava dire e scrivere: ‘Ave Maria e avanti!”

Clicca QUI per l'audio della catechesi.

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Questa domenica ci presenta il valore della Parola di Dio, sia attraverso la voce del profeta Isaia sia attraverso la parabola evangelica del seme. Beati noi se accoglieremo il germe della parola e lo faremo fruttificare nella nostra vita in opere di giustizia e di pace.
La parabola evangelica del seminatore suggerisce un contrasto evidente tra l’azione di Dio, che continua a seminare nei solchi dell’umanità, e il fallimento umano dei terreni improduttivi. Il profeta Isaia (I Lettura) ci dice che la parola di Dio è efficace, la sua forza fecondatrice è simile all’acqua così attesa dal contadino, celebrata anche nel “canto per il raccolto” dell’odierno salmo responsoriale. La parola uscita dalla bocca e dal cuore di Dio realizza sempre quello che annuncia. L’intera creazione è evocata nella lettera di san Paolo ai Romani (II Lettura). Il cosmo e la natura stessa testimoniano che sta nascendo la nuova umanità composta dai figli di Dio.
Un messaggio di speranza ci giunge dalla parabola del seminatore (Vangelo). Dio è stato prodigo nel seminare la parola. Ha rischiato. Può addirittura sembrarci che abbia seminato invano. Ma il seme germoglia e produce frutti in abbondanza. Si tratta di una realtà misteriosa, che solo chi è aperto allo Spirito di Cristo riesce a capire. La spiegazione della parabola sposta l’accento da Dio che semina all’uomo che ascolta, comprende, aderisce. O, al contrario, trascura, ignora, respinge.

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Nella XIV domenica del Tempo Ordinario il rettore della Basilica Santuario Madonna della Guardia di Tortona, Don Renzo Vanoi, ci ricorda che “di fronte all’agire di Gesù si può solo dire che la logica di Dio è assai diversa dalla nostra; la sua è una logica pasquale: Dio per donare la vita accetta il rischio di morire in Gesù di Nazareth”.  La divina Liturgia che ci apprestiamo a celebrare in questa Pasqua settimanale faccia emergere domande e provocazioni, in modo che affiorino i pesi quotidiani sepolti, le schiavitù più o meno nascoste, le illusioni di salvezza a buon mercato, le aspirazioni spesso confuse, perché possiamo abbandonarci totalmente in Colui che è “mite e umile di cuore” e trovare ristoro.

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Domenica 25 giugno a Tortona, presso la Casa Madre delle Piccole Suore Missionarie della Carità è stato vissuto un pomeriggio di festa in occasione della solennità del Sacro Cuore di Gesù. Oltre alle suore della Comunità erano presenti la Madre generale Mabel Spagnuolo, la Superiora provinciale Sr. M. Vilma Rojas, autorità civili, bambini del Piccolo Cottolengo e tanti amici, collaboratori e volontari della Casa. La Santa Messa è stata presieduta dal rettore del Santuario Don Renzo Vanoi insieme al vice parroco Don Sergiu Ursache. Ad animare la liturgia la corale parrocchiale del “Sacro Cuore” di Tortona. Successivamente un gruppo di ragazzi dell’oratorio sempre del “Sacro Cuore” ha presentato il recital “Pinocchio super star”. La giornata si è conclusa con un momento di fraternità e la consegna di un omaggio a tutti i presenti.

Clicca QUI per leggere l'articolo completo ed ascoltare l'omelia.

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A L’Viv i 5 postulanti hanno concluso in questi giorni l'anno scolastico (primo anno del biennio filosofico) svoltosi nello studentato Filosofico-Teologico "Metropolita Joseph Velymun Ruts'kyj" presso i Padri Basiliani di Briukhovyovych, ad una decina di chilometri da L'viv.
Superati con profitto tutti gli esami della sezione estiva , sabato 10 giugno, c'è stata la solenne chiusura dell'anno accademico 2016-2017.
Due i momenti salienti della festa organizzata per l'occasione.
La solenne Divina Liturgia presieduta dal Padre Provinciale dei monaci basiliani e la verifica- condivisione dell'anno appena concluso.
Alla concelebrazione eucaristica erano presenti anche il rettore dello Studentato, P. Panteleimon Trofimov, altri monaci dell'ordine dei Basiliani, dei Redentoristi e, per gli orinini, Don Egidio Montanari.
Nell'omelia il Padre provinciale, P. Ivan Shkolyk, rivolgendosi in particolare agli studenti di filosofia e teologia,  ha sottolineato l'importanza dell'evento: "Questo è il momento della vostra vita -ha detto- in cui una persona comincia a valutare quello che può fare e quali sono le prospettive per il futuro... il Signore vuole farvi strumenti della sua parola e questo avverrà se sarete fedeli alla vostra vocazione".
Dopo la solenne Divina Liturgia e la benedizione c'è stato il secondo momento molto interessante della festa: la presentazione-verifica dell'anno.
Il rettore dello Studentato, P. Panteleimon Trofimov, nel suo intervento ha sottolineato in particolare le iniziative legate al Giubileo dell'Ordine Basiliano, (400 anni dalla riforna) e la presenza, in questo anno solastico, dei seminaristi della Congregazione degli Orionini e dei Redentoristi: "Queste presenze hanno dato un carattere intercongregazionale agli studi con un risvolto positivo - ha aggiuto - che non solo ha rafforzato l'unità e l'amicizia tra religiosi di varia provenienza ma ha anche stimolato allo studio. La dimostrazione c'è stata durante le verifiche di apprendimento delle materie filosofiche e Teologiche che hanno sortito risultati positivi e soddisfacenti"
Don Egidio Montanari, a nome degli orionini, ha sottolineato l'importanza della bella esperienza di "unità” che una tale iniziativa ha suscitato in tutti ricordando che: "I carismi e i monaci sono di tanti tipi nella chiesa, ma Cristo, come il sole che tutti illunina, è uno"

Anche il superiore degli studenti redentoristi, P. Ivan Levitsky, ha concluso il suo intervento mettendo l'accento sull' "unità" che questa opportunità ha suscitato anche tra i suoi allievi. "Vorrei che questo seminario possa crescere - ha osseravato - tanto da diventare un esempio di unità tra i religiosi presenti a L'viv".
Dopo le parole di congratulazioni e gli auguri rivolti alle comunità monastiche, gli studenti dei vari gruppi hanno presentato con delle slide, filmati e scenette, le esperienze vissute durante l'anno scolastico.
Piccole storie raccontate con creatività e divertimento.
Una ulteriore dimostrazione di quanto, anche una semplice esperienza di studio, può diventare segno di unità in un contesto come il nostro dove   "Chiese”, diversità di riti, opinioni, idee, proposte religiose, tendono più alla frantumazione che all'unità.
La bella giornata si è conclusa con la classica foto di gruppo e l'agape fraterna.

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Giovedì 29 giugno presso la Basilica Santuario “Madonna della Guardia” di Tortona, nella solennità degli apostoli Pietro e Paolo, Don Giuliano Baldi, sacerdote orionino della comunità del Centro “Mater Dei” ha presieduto la solenne concelebrazione in occasione del 50° anniversario di ordinazione sacerdotale con i confratelli della comunità e altri orionini, il parroco del suo paese natale ed un compagno di ordinazione avvenuta il 29 giugno del 1967 attraverso la Preghiera di Consacrazione per le mani del vescovo Mons. Francesco Rossi. L’omelia è stata tenuta dal confratello Don Paolo Clerici nella quale ha sottolineato con grande determinazione e fraternità, il dono del sacerdozio: “opera di grazia”. L’assemblea era composta da parenti, amici ed ex allievi delle diverse sezioni del nord Italia. La liturgia è stata animata nel canto e nella musica da Don Serafino Tosatto. Il rettore Don Renzo Vanoi dopo aver letto il telegramma del Santo Padre Francesco che assicura preghiere unendosi spiritualmente al rendimento di grazie di Don Baldi per il dono del sacerdozio e per i benefici ricevuti nel lungo e fedele ministero si fa voce del superiore generale Don Tarcisio Vieira e del direttore provinciale Don Aurelio Fusi che sono vicini con la preghiera in questo momento di festa. Anche il vescovo diocesano Mons. Vittorio Viola si è unito con uno scritto a questo momento di gioia ricordando come “al dono dell’essere prete si unisce la grazia dell’essere Figlio della Divina Provvidenza”. Prima di impartire la Benedizione Don Baldi ha espresso il suo semplice, commosso e sentito “grazie”: al Signore per il dono del sacerdozio e a tutti i presenti che si sono voluti unire in questa circostanza molto importante per lui. Questa felice ricorrenza richiama tutto il popolo di Dio a rendere grazie per il dono inestimabile del sacerdozio ministeriale. Uniamo le nostre preghiere, perché il Signore conceda a Don Baldi la grazia di continuare un fecondo ministero in una sempre più stretta intimità con Cristo, pastore delle nostre anime. La festa è proseguita presso il Centro “Mater Dei” per condividere un momento di fraternità.

Clicca QUI per ascoltare l'omelia e leggere l'articolo completo.

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