"Se nell’afflizione è necessario parlare, facciamolo con spirito di pace, se non ci ascoltano, opponiamo all’ingiustizia il silenzio "
Don Orione

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Los desamparados

 

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Mercoledì, 06 Gennaio 2016

Epifania del Signore

Oggi, 6 gennaio, celebriamo la solennità dell’Epifania del Signore: Gesù si manifesta a tutte le genti e al mondo intero, rappresentato dai Magi, si adora e si riconosce quale Re-Dio-Uomo. Il Rettore del Santuario della Madonna della Guardia di Torona, Don Renzo Vanoi, ci offre un commento a questa solennità dove il Signore è la “Stella” portatrice di gioia, che guida tutti i popoli e li spinge alla ricerca ed alla testimonianza. Ma la Stella indica anche una strada rischiosa: il viaggio dei Magi è, infatti, l’emblema della vita cristiana intesa come distacco, sequela e ricerca. I Magi sono simbolo di tutti i popoli della terra che cercano Dio. Nutriti dalla Sapienza del Verbo incarnato chiediamo il dono di saper riconoscere le “stelle” che l’Emmanuele, il Dio-con-noi, pone sul nostro cammino per condurci sempre più a Lui.

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Martedì, 05 Gennaio 2016

Ucraina - Il Natale a L'viv

La nostra comunità orionina a L'viv in Ucraina celebrerà il Santo Natale il 7 gennaio, qui di seguito pubblichiamo quanto ci scrivono.

"Cari Amici,
passato da poco il Santo Natale 2015. Qui a L’viv lo celebreremo il 7 di Gennaio, dal momento che seguiamo il calendario della Chiesa Greco-cattolica ucraina, chiesa di rito orientale. Un Natale diverso. Anzitutto perché incluso in questa importante iniziativa che tutti coinvolge con le parole e i gesti di Papa Francesco: l’Anno Santo Straordinario della Misericordia. In secondo luogo perché anche il clima atmosferico è straordinario. Viaggiamo con una media di 8/10° sopra lo zero! Solitamente di questi tempi la colonnina del mercurio segna sì sempre 8/10° gradi, ma…sotto lo zero termico! Incredibile.
Vogliamo vivere un Santo e Sereno Natale con alcune delle parole pronunciate da Papa Francesco durante l’apertura della “Porta della Misericordia” all’ostello della Caritas a Roma Termini. E’ quasi una strenna che scuote l’animo e la coscienza e ci abilita a sperare e operare:


 “Dio viene a salvarci, e non trova miglior maniera per farlo che camminare con noi, fare la vita nostra… Se tu vuoi trovare Dio, cercalo nell’umiltà, cercalo nella povertà, cercalo dove Lui è nascosto: nei bisognosi, nei più bisognosi, nei malati, gli affamati, nei carcerati…
Gesù è nell’umiltà…E’ la strada dell’umiltà. E i più poveri, gli ammalati, i carcerati - Gesù dice di più - i più peccatori, se si pentono, ci precederanno nel Cielo. Loro hanno la chiave. Colui che fa la carità è colui che si lascia abbracciare dalla misericordia del Signore…
Il Signore ci faccia capire che la sua carezza di Padre, la sua misericordia, il suo perdono, è quando noi ci avviciniamo a quelli che soffrono, quelli scartati nella società: lì è Gesù…
Soltanto Lui ci dà la misericordia e la grazia… per poter andare avanti in quell’abbraccio della misericordia, dove il padre prende il figlio ferito, ma il ferito è il padre: Dio è ferito d’amore, e per questo è capace di salvarci tutti…Che il Signore ci dia questa grazia…
E’ vicino il Natale, è vicino il Signore. E il Signore quando è nato era lì, in quella mangiatoia, nessuno se ne accorgeva che era Dio. In questo Natale io vorrei che il Signore nascesse nel cuore di ognuno di noi, nascosto… così che nessuno se ne accorga, ma che il Signore ci sia. Vi auguro questo, questa felicità della vicinanza del Signore”.


Con le parole impegnative di Papa Francesco vogliamo anche esprimere a tutti un grande grazie per la vostra amicizia, la vostra solidarietà dimostrata anche quest’anno, la simpatia e il sostegno che date alla nostra “missione”: l’opera di carità e promozione sociale qui a L’viv.
Insieme faremo ancora cose grandi."

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Gli uomini sono «chiamati a spalancare il cuore alla Parola di Dio, a Gesù, per diventare così suoi figli». Dunque bisogna stare attenti perchè «il male è “accovacciato davanti alla nostra porta”. Guai a noi se lo lasciamo entrare; sarebbe lui allora a chiudere la nostra porta a chiunque altro». Occorre al contrario, in particolare in questo Anno santo della misericordia, comportarsi in modo che «il Vangelo diventi sempre più carne nella nostra vita». Sono i passaggi principali della meditazione di papa Francesco all’Angelus odierno in piazza San Pietro.

«La liturgia di ieri, 3 gennaio, seconda domenica dopo Natale, ci presenta il Prologo del Vangelo di san Giovanni, nel quale viene proclamato che “il Verbo – ovvero la Parola creatrice di Dio – si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. Quella Parola, che dimora nel cielo, cioè nella dimensione di Dio, è venuta sulla terra affinché noi la ascoltassimo e potessimo conoscere e toccare con mano l’amore del Padre». Ecco che «il Verbo di Dio è lo stesso suo Figlio Unigenito, fatto uomo, pieno di amore e di fedeltà. È lo stesso Gesù».

Il Pontefice spiega che «l’Evangelista non nasconde la drammaticità della Incarnazione del Figlio di Dio, sottolineando che al dono d’amore di Dio fa riscontro la non accoglienza da parte degli uomini. La Parola è la luce, eppure gli uomini hanno preferito le tenebre; la Parola venne tra i suoi, ma essi non l’hanno accolta»; addirittura «hanno chiuso la porta in faccia al Figlio di Dio».

Questo è «il mistero del male che insidia anche la nostra vita e che richiede da parte nostra vigilanza e attenzione perché non prevalga. Il Libro della Genesi dice una bella frase che ci fa capir questo. Dice che il male è “accovacciato davanti alla nostra porta”. Guai a noi se lo lasciamo entrare; sarebbe lui allora a chiudere la nostra porta a chiunque altro. Siamo invece chiamati a spalancare la porta del nostro cuore alla Parola di Dio, a Gesù, per diventare così suoi figli».

Soprattutto nel Giubileo straordinario in corso «facciamo sì che il Vangelo diventi sempre più carne anche nella nostra vita», è l’esortazione del Papa, che poi precisa: «Accostarsi al Vangelo, meditarlo e incarnarlo nella vita quotidiana è il modo migliore per conoscere Gesù e portarlo agli altri. Questa è la vocazione e la gioia di ogni battezzato: indicare e donare agli altri Gesù; ma per fare questo dobbiamo conoscerlo e averlo dentro di noi, come Signore della nostra vita. E lui ci difende dal male, del diavolo, che è sempre accovacciato dietro la porta e vuole entrare».

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Sabato, 02 Gennaio 2016

Maria come icona di Pace

All’inizio di un nuovo anno, la Chiesa ci fa contemplare la divina Maternità di Maria quale icona di pace. La promessa antica si compie nella sua persona. Ella ha creduto alle parole dell’Angelo, ha concepito il Figlio, è diventata Madre del Signore. Attraverso di lei, attraverso il suo “sì”, è giunta la pienezza del tempo. Il Vangelo che abbiamo ascoltato dice che la Vergine «custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore» (Lc 2,19). Ella si presenta a noi come vaso sempre colmo della memoria di Gesù, Sede della Sapienza, da cui attingere per avere la coerente interpretazione del suo insegnamento. Oggi ci offre la possibilità di cogliere il senso degli avvenimenti che toccano noi personalmente, le nostre famiglie, i nostri Paesi e il mondo intero. Dove non può arrivare la ragione dei filosofi né la trattativa della politica, là può giungere la forza della fede che porta la grazia del Vangelo di Cristo, e che può aprire sempre nuove vie alla ragione e alle trattative.


Beata sei tu, Maria, perché hai dato al mondo il Figlio di Dio; ma ancora più beata tu sei per avere creduto in Lui. Piena di fede hai concepito Gesù prima nel cuore e poi nel grembo, per diventare Madre di tutti i credenti (cfr Agostino, Sermo 215, 4). Estendi, Madre, su di noi la tua benedizione in questo giorno a te consacrato; mostraci il volto del tuo Figlio Gesù, che dona al mondo intero misericordia e pace. Amen.

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Giovedì, 31 Dicembre 2015

Benvenuto anno nuovo

Il 31 dicembre, la Chiesa canta con grande solennità il “Te Deum“, inno di lode e di ringraziamento per i doni ricevuti durante l’anno trascorso ed implora benedizioni per l’anno che si sta aprendo: un anno “ricco di Misericordia“. La Chiesa, ci presenta la Madre di Dio: da Lei abbiamo ricevuto l’autore della Vita. Il rettore don Renzo Vanoi ci dona il suo augurio di inizio anno nella Cappellina dell’Adorazione di “San Bernardino” appena ristruttura ed adibita già da ormai 11 anni per l’Adorazione Eucaristica quotidiana.
E’ anche la 49° Giornata mondiale per la pace dal tema: “Vinci l’indifferenza e conquista la pace”. La pace è possibile lì dove il diritto di ogni essere umano è riconosciuto e rispettato, secondo libertà e secondo giustizia. Il Messaggio del 2016 vuole essere uno strumento dal quale partire perché tutti gli uomini di buona volontà, in particolare coloro i quali operano nell’istruzione, nella cultura e nei media, agiscano ciascuno secondo le proprie possibilità e le proprie migliori aspirazioni per costruire insieme un mondo più consapevole e misericordioso, e quindi più libero e giusto.
Clicca QUI per il messaggio del Papa sulla Giornata Mondiale per la Pace 2016

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Presso Gavardo, paese natale dei fratelli D’Acunto (don Alessandro ed Angelo), prosegue, la ricostruzione fedelissima di scorci caratteristici gavardesi, del presepio messo in scena dall’infaticabile gruppo del Borgo del Quadrel, che nasce nel lontano 1982, grazie all'impegno dei tanti volontari. Un’opera meritoria mirata a creare momenti di aggregazione, nello stare insieme in allegria non risparmiando tempo e fatica nell'organizzare quelle iniziative divenute oramai una tradizione.
Uno sforzo non da poco dunque è stato chiesto ai presepisti del Borgo, che hanno ricostruito con certosina pazienza gli scorci suddetti. Naturalmente come sempre con la natività in primissimo piano, ed il tutto abbinato a giochi di luce con l'alternarsi dell'alba e del tramonto, con la neve che scende copiosa, con i rumori del paese che si risveglia, le musiche natalizie infine danno una suggestiva coreografia sonora. Il presepio si estende su una superficie di 360 mq ed è giunto quest’anno alla ventiquattresima edizione.
Dentro questa sacra rappresentazione, nel pomeriggio di martedì 29 dicembre, don Alessandro D’Acunto ha presieduto la Santa Messa animata dai canti di un buon gruppo di fedeli guidati dal fratello Angelo. Una vera messa “di famiglia” ci viene reso noto dai coniugi Marta e Fabio Mogni, presenti alla celebrazione. Nell’omelia, Don Alessandro ha incentrato la sua riflessione su due punti: l’incarnazione del Figlio di Dio che “ha posto la sua dimora in mezzo a noi” significato della sua vicinanza apportatrice di salvezza e sulla misericordia di Dio che come ricorda San Paolo nella lettera a Tito, “Siamo stati salvati, non per i nostri meriti ma per la Sua misericordia”.
Concludendo la riflessione Don Alessandro D'Acunto ha ricordato che “Il Natale è la manifestazione della misericordia di Dio; sta ad ognuno di noi accogliere il Signore nel proprio cuore per poter sperimentare la sua misericordia. L’impegno dell’Anno Giubilare è quello di saper essere misericordiosi con il prossimo e lo possiamo essere solamente nella misura in cui abbiamo fatto esperienza di perdono e ci siamo sentiti amati”.

Per un approfondimento storico-artistico clicca QUI

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Nell’eparchia (la diocesi) di L’viv sono due le “Porte Sante” ufficiali aperte ai fedeli per poter ottenere l’Indulgenza plenaria durante questo Anno Santo Straordinario della Misericordia. La prima si trova nella cattedrale Greco-cattolica di San Giorgio; la seconda nella chiesa parrocchiale di Stradch, un paesino a pochi chilometri da L’viv sede di un santuario nel cui cimitero sono sepolti alcuni “Martiri della fede” uccisi durante il regime sovietico.
Anche nella parrocchia orionina di L’viv si è voluto porre un segno “ufficiale” ripetendo il gesto compiuto a Roma da Papa Francesco. E’ così stata aperta la “Porta della Misericordia e dell’Incontro” nella Parrocchia della Divina Provvidenza, per far comprendere alla gente che la misericordia del Signore è presente, abbraccia e vuole incontrare anche questa “dimenticata periferia”. Domenica 13 dicembre alla fine di tutte le quattro Divine Liturgie è stato compiuto il gesto simbolico di apertura della porta e ingresso nella chiesa da parte dei fedeli presenti. Entrando in chiesa i fedeli hanno trovato il cartellone che richiama l’impegno mensile: “Vestire gli ignudi”, primo passo per far rivivere le 7 opere di misericordia corporali e spirituali. Ricevuta l’unzione con l’olio benedetto tutti sono stati invitati a portare un segno di pace e di misericordia all’interno della famiglia, del quartiere, del luogo di lavoro, di incontro…
Questo gesto di apertura della “Porta della Misericordia e dell’Incontro” si ripeterà, con differenti modalità, ogni mese in alcuni luoghi di ritrovo o aggregazione del quartiere, ove la gente si incontra quotidianamente (la scuola, l’ospedale, il mercato, la farmacia, la pizzeria, il parco giochi…).
Dio viene a salvarci, e non trova miglior maniera per farlo che camminare con noi, fare la vita nostra…”. Sono queste parole di Papa Francesco, pronunciate a braccio all’ostello della Caritas di Roma, quando ha aperto la “Porta Santa della Carità”, che hanno ispirato la scelta di “apertura” della misericordia di Dio all’interno di tutto il quartiere di L’viv. “Nessuno deve essere escluso. Tutte le strade devono essere battute, vogliamo incontrare tutte le categorie di persone e bussare a tutte le porte delle circa 9000 famiglie che popolano il nostro quartiere”.
Gesù indica il metodo, sempre con le Parole di Papa Francesco, per centrare l’obiettivo e raggiungere, per quanto sarà possibile, tutti: “…E’ la strada dell’umiltà. E i più poveri, gli ammalati, i carcerati - Gesù dice di più - i più peccatori, se si pentono, ci precederanno nel Cielo. Loro hanno la chiave. Colui che fa la carità è colui che si lascia abbracciare dalla misericordia del Signore”.
E’ la strada che si vuole percorrere anche a L’viv, con i fedeli e non. Un'occasione a “portata di…porta” per dare volto e cuore alla Provvidenza di Dio e alla maternità della Chiesa. La carezza di Dio Padre, la sua misericordia, il suo perdono, si realizzano quando ci avviciniamo a quelli che soffrono, a quelli scartati della società perché lì c’è Gesù.


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Lunedì, 28 Dicembre 2015

Santa famiglia di Nazareth

La famiglia come scuola di misericordia potrebbe essere il titolo della giornata di domenica 27 dicembre, festa della Santa Famiglia di Nazareth, che il Papa ha indicato come primo grande evento giubilare dopo l’apertura delle Porte Sante. Il momento più significativo sarà la Messa celebrata dal Papa in San Pietro alle ore 10. Alle 12 l'Angelus.

Il Giubileo della famiglia è una tappa solenne e significativa in questo biennio che la Chiesa ha deciso di dedicare alla famiglia, con il "doppio" Sinodo 2014-2015 e che si allungherà fino alla primavera del prossimo anno, quando dovrebbe arrivare l’Esortazione apostolica destinata a chiudere il cerchio di una lunga, complessa e per certi versi rivoluzionaria riflessione.

Accoglienza, vicinanza, comprensione e perdono; sono i quattro punti toccati anche dal Sussidio preparato dal Pontificio Consiglio per la famiglia in vista dell’appuntamento di domenica. Un testo semplice che può essere utilizzato nel breve itinerario verso la Porta Santa, che non è necessariamente quella della Basilica di San Pietro, a Roma, ma vale per tutti i pellegrinaggi, in ogni parte del mondo. Il Sussidio prevede, dopo il segno della croce, la lettura di un passaggio della bolla Misericordia vultus (Cicca QUI per il testo integrale) di papa Francesco e un breve momento di raccoglimento.

Il secondo momento del pellegrinaggio familiare verso la Porta Santa è quello della Confessio vitae, in cui, dopo la lettura di un altro brano della Bolla di indizione, genitori e figli sono invitati alla riflessione sul perdono reciproco.

Ultimo momento quello della Confessio Fidei che segna il passaggio della Porta Santa e si allunga ai momenti successivi, in cui la famiglia sosta davanti al crocefisso per contemplare il «volto delle misericordia di Dio che ci accoglie e ci abbraccia».

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Giovedì, 24 Dicembre 2015

Santo Natale

“Vieni Signore Re di giustizia, di pace e di misericordia“. Il rettore della Basilica Santuario “Madonna della Guardia” di Tortona, don Renzo Vanoi, trasmette con questo video messaggio il suo augurio unito a quello della comunità, a tutti i confratelli e consorelle dell’opera orionina, a tutti i fedeli devoti del Santuario e amici di Don Orione. In questo Santo Natale, non solo si vuole ricordare la prima venuta del Salvatore Gesù, ma ci si vuole “immergere” nell’Anno Santo della Misericordia che Papa Francesco ha tanto voluto perchè come ci ricorda don Orione: “Gesù vincerà il mondo nella giustizia e nella misericordia“.

Un caro augurio di Natale a tutti voi.

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Grande gioia ieri, domenica 20 dicembre, per l'apertura della Porta della Misericordia al Santuario dell'Incoronata di Foggia. Lunga la fila ai confessionali.
Il Santuario è uno dei luoghi giubilari della diocesi Foggia-Bovino, ed è stato proprio il vescovo monsignore Vincenzo Pelvi ad aprire la Porta della Misericordia. Nell'omelia ha esortato tutti i fedeli a lasciarsi abbracciare dall'amore misericordioso di Dio ed ha augurato un buon Anno Giubilare a tutti i fedeli.

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