"Vogliamo unificare tutti in Cristo nel Papa e nella Chiesa."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Domenica 13 settembre presso la parrocchia "Mater Dei" in Roma, si è svolto il rito di ammissione di quattro giovani postulanti al noviziato con una celebrazione eucaristica presieduta dal consigliere provinciale don Leonardo Verrilli alla presenza di numerosi sacerdoti e giovani orionini che si sono incontrati per il segretariato di pastorale giovanile. I quattro giovani: Cesar, Dritan, Iurij e Silviu sono stati affidati alla guida del loro padre maestro don Filippo Benetazzo.
Don Leonardo ha iniziato la sua riflessione con un incipit di augurio e nel contempo di situazione reale per i presenti: “Questa santa messa segna la ripresa di ogni attività, sia per i giovani seminaristi impegnati negli studi, sia per tutti i giovani impegnati nelle varie realtà orionine”.
Nella Parola di Dio proclamata, ha tratto delle parole che possano divenire spunti di meditazione e di azione.
L’ascolto: come il profeta Isaia afferma che il Signore gli ha aperto l'orecchio.
L’annuncio in movimento non nella staticità: Gesù è presentato nel Vangelo, sulla strada, in cammino. Ed anche la nostra vita, dev’essere ciò perché siamo pellegrini verso una meta ben precisa. Ed infine appartenere totalmente a Dio: “La domanda che ci coinvolge è quella posta da Gesù che si capovolge per ognuno di noi: Io chi sono per te Signore?”. Don Orione ci è da maestro con una delle sue frasi: “Gesù è il nostro tutto”.
Il rito si è fatto poi carico dei suoi gesti esplicativi: la consegna delle Costituzioni e l’affido dei novizi al Padre Maestro che al termine li ha accolti con il gesto fraterno dell’abbraccio di pace.

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Lunedì, 14 Settembre 2015

Tu sei il Cristo!

«Auspico che i problemi del mondo del lavoro siano affrontati tenendo concretamente conto della famiglia e delle sue esigenze». Lo ha detto Papa Francesco ieri, dopo la preghiera dell'Angelus, salutando un gruppo di insegnanti precari provenienti dalla Sardegna, dopo le polemiche delle scorse settimane sui trasferimenti nel mondo della scuola.

Nella catechesi, il Papa ha commentato il Vangelo nel quale Gesù interroga i discepoli su che cosa dica la gente di Lui, per poi rivolgere la stessa domanda a loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro, a nome di tutti - ha ricordato Francesco - esclama con schiettezza: «Tu sei il Cristo». Gesù «allora rivela apertamente ai discepoli quello che lo attende a Gerusalemme, cioè che "il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto … venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere"». E qui Pietro si scandalizza. «Prende in disparte il Maestro - ricorda il Papa - e lo rimprovera», venendo a sua volta rimproverato duramente dal Nazareno, che replica: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».

Gesù, ha spiegato Francesco, «si accorge che in Pietro, come negli altri discepoli – e in ciascuno di noi! – alla grazia del Padre si oppone la tentazione del Maligno, che vuole distoglierci dalla volontà di Dio. Annunciando che dovrà soffrire ed essere messo a morte per poi risorgere, Gesù vuol far comprendere a coloro che lo seguono che Lui è un Messia umile e servitore. È il Servo obbediente alla volontà del Padre, fino al sacrificio completo della propria vita».

Mettersi a seguire Gesù, ha continuato Francesco, «significa prendere la propria croce per accompagnarlo nel suo cammino, un cammino scomodo che non è quello del successo o della gloria terrena, ma quello che conduce alla vera libertà, quella che ci libera dall’egoismo e dal peccato. Si tratta di operare un netto rifiuto di quella mentalità mondana che pone il proprio “io” e i propri interessi al centro dell’esistenza. Eh no, quello non è quello che Gesù vuole da noi. Invece Gesù ci invita a perdere la nostra vita per Cristo e il Vangelo, per riceverla rinnovata e autentica».

Decidere di seguire Cristo, osserva ancora il Pontefice, «esige di camminare dietro di Lui e di ascoltarlo attentamente nella sua Parola - ricordatevi di leggere tutti i giorni un passo del Vangelo - e nei sacramenti. Ci sono giovani qui nella piazza ragazzi e ragazze. Io - ha aggiunto il Papa a braccio - soltanto vi domando: avete sentito la voglia di seguire Gesù più da vicino? Pensate, pregate e lasciate che il Signore vi parli».

Dopo l'Angelus, Francesco ha ricordato che ieri, 13 settembre, in Sudafrica viene beatificato Samuel Benedict Daswa, «padre di famiglia, ucciso nel 1990 per la sua fedeltà al Vangelo. Nella sua vita dimostrò sempre grande coerenza, assumendo coraggiosamente atteggiamenti cristiani e rifiutando abitudini mondane e pagane». La sua testimonianza «aiuti specialmente le famiglie a diffondere la verità e la carità di Cristo», ha detto il Papa, aggiungendo: «E la sua testimonianza si unisce a quella di tanti fratelli e sorelle nostre - giovani, ragazzi, anziani, bambini - perseguitati e uccisi per testimoniare Gesù Cristo. Ringraziamoli per la loro testimonianza e preghiamoli di intercedere per noi».

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Dopo un novenario di preghiera ben preparato e guidato nella riflessione da diversi sacerdoti orionini, si è giunti alla festa conclusiva che ha visto la partecipazione numerosa di fedeli devoti alle Messe della mattina, alla benedizione dei bambini al pomeriggio ed in particolare alla sera per la Messa solenne con processione. La celebrazione serale è stata presieduta dal prevosto dell’Insigne Collegiata di Casei Gerola, don Maurizio Ceriani. Al suo fianco il direttore provinciale don Aurelio Fusi e il rettore del Santuario don Pietro Bezzi. Hanno animato la celebrazione un bel gruppo di cantori casellesi. La processione, con la recita del rosario ed animata da canti mariani, dal Santuario è giunta nella Chiesa Collegiata di Casei, dove è stata impartita la benedizione.
Il Santuario di Casei Gerola ha una immancabile menzione in ogni biografia, piccola o grande, di San Luigi Orione, perché legato alla storia della sua vocazione. Il Santuario di Casei Gerola fu adeguatamente restituito al culto nel 1944, dopo i restauri operati principalmente dai “chierici costruttori” orionini. L’8 settembre di quell’anno il Vescovo Mons. Egisto Merchiori benedisse la chiesa restaurata e il venerabie Don Carlo Sterpi vi celebrò la Messa solenne. Appassionato promotore della rinascita del Santuario fu Don Luigi Orlandi con l’appoggio del prevosto Don Francesco Bianchi.

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Mercoledì, 09 Settembre 2015

Tortona - Festa di Maria Bambina

In occasione della festa liturgica della Natività di Maria nel pomeriggio, alle ore 17, presso il Santuario il vice parroco don Ivan Concolato ha presieduto la Santa Messa animata dai ragazzi dell’Oratorio “San Luigi” e la processione con la Statua di “Maria Bambina” percorrendo parte del rione San Bernardino. Al termine in Oratorio la tradizionale benedizione e distribuzione dei biscotti. Un bel momento mariano che come ci ricorda don Orione: “solo lei ci conduce a Gesù“.

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Giovedì, 03 Settembre 2015

A MUNTI PIDDIRINU C'È NA ROSA!

Al Monte pellegrino c’è una rosa.
Il 4 settembre Palermo ricorda Santa Rosalia, morta il 4 settembre 1170 e divenuta, dopo secoli,  di Palermo la signora, la patrona e l'avvocata.
Da tempi immemori il 3 settembre (protraendosi per tutto il mese), ogni fedele dichiara la sua devozione alla Santuzza con il rito della tradizionale "Acchianata a Muntipiddirinu", la salita al Monte Pellegrino dove si trova il santuario dedicata alla santa tutt’uno con la grotta dove, il 15 luglio 1624, sono state ritrovate le sue ossa. Dal 1946 questo importante luogo di culto è affidato ai religiosi orionini.
Alle 21 i fedeli si troveranno ai piedi del monte e da lì, tra canti e preghiere, inizieranno la salita verso il Santuario. A mezzanotte, sarà celebrata la santa messa.

 

 

santa rosalia Programma

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Il ritornello del salmo responsoriale: “Grandi cose ha operato il Signore nella Vergine Maria” è il riassunto di questa festa della Madonna della Guardia che la Chiesa “di Marziano” e la Congregazione orionina hanno celebrato. Ad onorare la festa la presenza del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia che ha presieduto il solenne pontificale dell’Apparizione. La Festa è stata preceduta da un novenario predicato dal vescovo di Vigevano, mons. Maurizio Gervasoni, sulla figura di Maria nei vangeli. Alla sera della vigilia, durante la Messa che precede il tradizionale caffè di Don Orione, il nostro vescovo mons. Vittorio Viola ha subito scaldato i cuori dei fedeli: “Don Orione direbbe sentire la Madonna. E anche noi, vorremo avere il cuore dei piccoli per sentire la sua presenza, la presenza del Figlio suo”. Il giorno della festa i fedeli hanno “gremito” la Basilica nelle numerose celebrazioni eucaristiche. Le riflessioni offerte in ogni messa sono state tutte “granelli d’incenso” saliti a Dio in soave profumo, attraverso l’intercessione della Vergine Maria e di San Luigi Orione.
Al mattino il superiore generale don Flavio Peloso ha presieduto la messa dei “giubilei sacerdotali e religiosi”. Alle ore 10.30, il Pontificale presieduto dal card. Bassetti che nell’omelia ha implorato la protezione della Madonna della Guardia sulla Chiesa di Tortona e su queste terre che hanno sperimentato nei secoli, attraverso la vita e l’opera di grandi santi, tra cui don Orione, l’amore e la misericordia del Signore.

Nel pomeriggio la Santa Messa del direttore provinciale don Aurelio Fusi, nella cui riflessione ha chiesto al Signore di “avere il cuore del nostro don Orione per poter parlare di Maria”. Al termine ha implorato a Maria di “accompagnaci oggi e sempre perché possiamo ricordarci di questo dono grande che abbiamo riconosciuto: essere tabernacoli viventi del Figlio Gesù”.

Il vescovo Viola, alle ore 17, è salito all’altare per la celebrazione e nell’omelia ha invitato i fedeli ad unirsi ad una voce sola che ha la potenza di salire al cielo: “Madre di Dio e Madre nostra”. “Vorremmo ascoltare la tua voce Maria, per andare a tuo Figlio. Ti chiediamo di poter gioire della tua presenza che ci offre la possibilità di incontrare il Figlio tuo, di poter cantare con te il Magnificat per come il Signore continua a guardare la nostra umiltà nel suo amore infinito.”

La lode a Maria si fa preghiera “in movimento” con la solenne processione che ha raggiunto il Duomo e fatto ritorno al Santuario. Al termine, il superiore generale Don Flavio Peloso, ha sottolineato che per il ‘popolo orionino’ Tortona si è convertita oggi nella ‘Città celeste’ nella quale si percepiva in modo tangibile la presenza di Dio e della Madonna. Ha concluso dicendo che gli orionini hanno come proprio ‘sentire la Madonna e con Lei sentire la Chiesa con il Papa Francesco’.

Alle sera ancora due celebrazioni intercalate dai fuochi artificiali. Alle ore 21, presieduta da don Alessandro D’Acunto, direttore della case orionine di Genova che nella riflessione ha sottolineato la figura di Benedetto Pareto, l’umile pastore a cui è apparsa la Madonna sul monte Figogna e la “messa del grazie” alle ore 22.30 presieduta dal rettore don Renzo Vanoi che ha concluso la festa. “Signore tu sai dove seminare il tuo grazie, la tua riconoscenza per tante persone che hanno lavorato per questa festa, ha detto nell’omelia, le consegniamo a te Maria Santissima che porti questo titolo del nostro Santuario perché tu possa guardare nel cuore di ognuno, perché tu possa aiutare la conversione alle cose di Dio per ognuno e don Orione ci sia sempre padre e maestro”.

E con le parole del nostro vescovo Vittorio, proclamate nel Duomo ci affidiamo alla Madonna: “Maria Signora della Guardia, tu ci conosci, fa sentire le nostre preghiere al Figlio Tuo. O Madre, continui a scendere su di noi quella pioggia di grazie che dalla croce del tuo Figlio irradia sul mondo. Amen”.

Clicca QUI per vedere le foto, clicca QUI per ascoltare le omelie

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Terzo giorno della Novena ricco di celebrazioni, nella memoria di Maria Regina. Nel pomeriggio alle ore 18 presso il cortile del Centro “Mater Dei” è stata celebrata la Santa Messa per i malati con l’amministrazione del sacramento degli infermi presieduta da don Marco Daniele, assistente dell’ OFTAL di Tortona.

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Oggi inizia il cammino di preparazione alla festa della Madonna della Guardia, apparsa a Genova sul monte Figogna il 29 agosto 1490 al contadino Benedetto Pareto. Dalla devozione di Don Orione e da un voto alla Madonna nasce il Santuario di Tortona, fatto più di Ave Maria che di mattoni, come diceva Don Orione stesso.

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Mercoledì 22 luglio, presso la Basilica della Maddalena in Novi Ligure, il rettore del Santuario della Madonna della Guardia di Tortona, don Renzo Vanoi, insieme ai suoi collaboratori laici, Piero e Fabio, ha partecipato alla celebrazione eucaristica ed alla processione in onore di Maria Maddalena.

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Con grande solennità è stato reso onore alla Regina del Monte Carmelo. La festa è stata posticipata, rispetto alla data della memoria liturgia (16 luglio), alla domenica 19 con una buona partecipazione di popolo che non è voluto mancare a questo annuale appuntamento di preghiera e di condivisione fraterna in onore della Patrona.

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