"A otto o nove anni i fanciulli già capiscono tante, troppe cose nel male, e già sono atti a capire tante cose del bene."
Don Orione

XIX domenica del tempo ordinario - Gesù, vero pane

Il Vangelo di domenica scorsa terminava con le parole di Gesù; "io sono il pane della vita".

I giudei, che ascoltano queste parole nella sinagoga di Cafarnao, iniziano a mormorare, non riescono ad andare oltre i segni come la moltiplicazione dei pani, che suscitano stupore ma niente di più. Sono incapaci di vedere in quei segni Gesù, che è il pane dela vita, che è il Figlio di Dio.

Ecco la mormorazione raccontata dal Vangelo: non può essere il Figlio di Dio se conosciamo suo padre, sua madre, i suoi parenti. Non solo imcomprensione, ma anche una reazione di scandalo perchi come i Giudei attende una manifestazione gloriosa e potente di Dio e non può accettare che invece si manifesti in un uomo come gli altri.

Anche gli uomini del nostro tempo gli uomini hanno visto e non hanno creduto, ammiraro Gesù come eccezionale maestro di vita ma nulla più. Anche noi oggi forse cerchiamo altre mense a cui saziarci, preferiamo altro pane, altre manne, salvo scoprire con il tempo che questa fame di amore e tenerezza non era saziata.

Occorre il pane buono che offre Gesù: l'eucarestia, scriveva Joseph Ratzinger, è il presente del risorto.

 

 

 

 

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