"I tempi li vinceremo con la carità dei nostri fratelli e col coraggio che viene dal cielo."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

  • Missione in Ucraina

    A Leopoli, sta crescendo un germoglio del carisma orionino del tutto nuovo, ma desiderato esplicitamente da Don Orione. Nel 1929in occasione della vestizione dell'abito religioso a 8 chierici Armeni, secondo il loro rito, Don Orione disse: "Questo trovarci qui con un numero di persone di rito diverso, ci dice quello che sarà un giorno la Congregazione, in cui vi saranno tutti i riti e tutte le razze. Il bello viene definito: unitas in varietate. In una sola Congregazione vedrete copti, greci, armeni e si diranno le messe in tutti i riti approvati dalla Chiesa e vi saranno tutte le razze".
    I primi tre sacerdoti orionini giunsero a L’viv il 16 ottobre 2001 e alloggiarono in un appartamento del Centro di L’viv fino al 27 dicembre 2013. Nel maggio del 2009 è stato inaugurato il complesso parrocchiale de4dicato alla Madonna della Divina Provvidenza, una struttura situata in una zona periferica della città; il 6 agosto 2012 inizia la costruzione della nuova Casa della Comunità (Monastero) con un reparto di accoglienza per Disabili chiamato Cafarnao e un ostello per giovani intitolato ai ss. Apostoli Giacomo e Giovanni. L’8 novembre 2014, con una solenne celebrazione, il Vescovo greco-cattolico ha inaugurato il Monastero con le sue attività.
    Le attività della Comunità religiosa sono rivolte:
    - alla comunità attraverso l'attività pastorale;
    - ai ragazzi e giovani, con l’oratorio e il centro giovanile;
    - ai poveri e diversamente abili, con la Caritas, il dispensario di medicine, la casa-famiglia e il laboratorio educativo-occupazionale.
    In particolare, i giovani nell'oratorio vivono un 'inedita esperienza di coesione sociale, poiché le attività si svolgono in un quartiere di oltre 30.000 abitanti, ma privo di vere strutture associative, offrendo ai giovani un'importante alternativa alla vita di strada, divenendo un punto di riferimento quotidiano per centinaia di ragazzi. Attraverso l'animazione, l'educazione, il gioco, lo sport e le attività ricreative, l'oratorio favorisce l'incontro dei giovani accogliendoli in un ambiente attrezzato e riscaldato che mette a disposizione degli ospiti materiale ludico e didattico.
    In tale contesto assume un'importanza cruciale la formazione e la preparazione degli animatori e di tutti i volontari che quotidianamente si dedicano attivamente alla gioventù del quartiere. Le attività ordinarie dell'oratorio sono gestite attualmente da una ventina di persone, che sono formate attraverso un corso di Animatore della durata di due anni.
    Le attività ludiche e ricreative sono collegate anche a proposte di volontariato e di partecipazione ai progetti di tipo riabilitativo svolti nel laboratorio, “Majsternja OASIS-COSTELLAZIONE ORIONE”, attivo dal 12 marzo del 2009, che accoglie una decina di giovani, ragazze e ragazzi diversamente abili. 

     

    La gallery della missione

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Il Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della CEI, (Conferenza Episcopale Italiana) era presente in questi giorni in Ucraina.

Accogliendo l’invito di Sua Beatitudine Svjatoslav Ševčuk, Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina,il Cardinale, accompagnato da Mons. Vittorio Viola, Vescovo di Tortona, e da una piccola delegazione composta da sacerdoti e laici,  ha partecipato nei giorni 14 e 15 luglio al pellegrinaggio internazionale che si svolge annualmente al Santuario  di Zarvanytsia, principale luogo del culto mariano per la Chiesa greco-cattolica ucraina. Della delegazione faceva parte anche Don Renzo Vanoi, rettore della Basilica-Santuario della Madonna della Guardia di Tortona.
“Per il nostro popolo, provato da guerra e da sofferenza – ha affermato Sua Beatitudine Svjatoslav –, la visita del Cardinale Bassetti è un segno d’affetto e di vicinanza della Chiesa italiana”.

Prima di partecipare alle celebrazioni mariane in programma a Zarvanytsia (la fiaccolata, la Divina Liturgia e il saluto ai pellegrini) il porporato ha fatto sosta nella città di L’viv.
Nella mattinata di sabato 14 luglio la delegazione, accompagnata da Don Egidio Montanari, ha visitato alcuni luoghi simbolo della città come la cattedrale Greco-cattolica che conserva le spoglie dei grandi vescovi maggiori del XX secolo. Dal Metropolita Andrej Septyckyj (1901-1944) che fu guida spirituale durante le due Guerre Mondiali, al cardinale  Josyp Slipyj che per 18 anni ha vissuto nei “Gulag” siberiani; la chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, “memorial” delle vicende storiche attuali e dello scontro con la Federazione Russa; il centro storico di L’Viv,che dal 1998 è stato inserito dall’ UNESCO nell’elenco dei Patrimoni dell’ umanità.  

L’escursione si è conclusa nel nostro orionino “Centro Divina Provvidenza” dove, al suo arrivo, il Cardinale è stato accolto dai giovani disabili di “casa Cafarnao” che hanno regalato all’illustre ospite e a quanti lo accompagnavano alcuni lavoretti eseguiti nel laboratorio occupazionale.

La visita è poi proseguita nella cappella del Centro, dedicata a San Luigi Orione, nell’ attiguo oratorio, per concludersi nel monastero dove il cardinale si è intrattenuto a pranzo con la comunità dei religiosi e alcuni seminaristi.

Prima di iniziare il viaggio per Zarvanytsia, l’illustre ospite, nel salutare affabilmente, ha ringraziato la comunità per il lavoro pastorale e caritativo che svolge da più di dieci anni nel quartiere Topolna. “Stando in mezzo a voi - ha concluso il porporato - ho potuto conoscere meglio Don Orione. Qui da voi si respira il suo spirito di carità e accoglienza dei poveri. Dio benedica la vostra missione”.

Alla delegazione si è aggiunto anche Don Egidio Montanari che così ha potuto partecipare alle celebrazioni svoltesi nel pomeriggio di sabato e alla domenica nella Basilica della Madre di Dio di Zarvanytsia affidando il futuro della nostra “Piccola Opera Don Orione in Ucraina” nelle mani di Maria e della Divina Provvidenza.

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Visita del Vescovo Dimitry (Rudiuk)
In una delle manifestazioni che si sono tenute a L'viv durante la recente "Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani", c’è stato modo di conoscere e stringere amicizia con il giovane Metropolita di Lviv-Sokal, DIMITRY (Rudiuk). Il Metropolita (47 anni, ordinato vescovo all’età di 29 anni!) appartiene alla Chiesa ortodossa del patriarcato di Kiev. Dal 2010 risiede a L'viv.
Aveva dimostrato già in passato interesse per conoscere l’opera orionina a L’viv, e grazie anche all' amicizia col suo segretario, il diacono Igor Turek, si è riusciti ad organizzare una visita al centro orionino.

L'incontro è iniziato martedì 6 febbraio con la visita al monastero dei Santi Apostoli Pietro e Andrea e a Casa-Cafarnao, residenza dei giovani disabili. È proseguito poi in oratorio dal quale si è passati nella chiesa parrocchiale per una preghiera comune; il "Moleben" della Divina Misericordia che il vescovo Dimitry ha presieduto, attorniato dai religiosi e dai seminaristi che hanno animato il canto.
Terminato il "Moleben" il Metropolita si è intrattenuto davanti alla statuetta della "Madonna della Divina Provvidenza" conservata in chiesa. Don Egidio Montanari ha illustrato brevemente la storia della piccola statuetta ritrovata dallo stesso Don Orione durante la sua permanenza a Buenos Aires.

L'incontro si è poi concluso con una cena conviviale durante la quale l'illustre ospite ha raccontato alcuni episodi della sua gioventù, ha fornito dati interessanti e riflessioni molto utili sulla chiesa ortodossa presente in Ucraina.

Vi è stato lo scambio reciproco di doni, il metropolita ha donato una icona della "Madre di Dio" mentre Don Fabio Cerasa, superiore del monastero, ha donato al vescovo la recente biografia di San Luigi Orione, tradotta in lingua ucraina ed un libretto che racconta quanto è stato realizzato in questi anni, a L'viv, e quanto c'è in cantiere per il futuro.

Il Metropolita Dimitry ha espresso i suoi voti augurali per la crescita della nostra opera a L'viv, e non solo, h sottolineato come le opere di misericordia che attorniano il monastero (cappella, oratorio, la casa per disabili, la Caritas...) sono il segno che unisce e ci rende attenti gli uni verso gli altri al di là delle divisioni tra le chiese.
Ha concluso: "Non possiamo ritrovarci insieme a celebrare l'Eucarestia, intorno allo stesso calice, allo stesso pane, ma possiamo sempre pregare insieme. Verrò a trovarvi nuovamente per pregare e passare una serata con voi. Il Signore vi benedica e benedica i vostri progetti per il futuro".

"Come sarebbe stato felice Don Orione se fosse stato presente a questo incontro ecumenico informale!".
“L'Ecumenismo" parte dall'amicizia reciproca, si esprime con la preghiera e le opere di misericordia e si concretizza “nell'unità riconciliata".

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Pubblichiamo le notizie arrivate da Don Moreno della nostra missione a L’Viv in Ucraina.
Al termine dell'Angelus di domenica 7 gennaio 2018, per la festa dell'Epifania, Papa Francesco ha rivolto il suo augurio a tutte le Chiese cristiane che festeggiano il Natale seguendo il calendario giuliano.
"Alcune Chiese orientali, cattoliche e ortodosse, - ha ricordato il Papa- celebrano in questi giorni il Natale del Signore, ad esse rivolgo il mio augurio più cordiale".
Secondo quanto riferisce l’Osservatore Romano, a celebrare domenica 7 gennaio 2018 la Solennità del Natale del Signore sono stati poco più di trecento milioni di fedeli cristiani di tradizione orientale: dall’Egitto all’Etiopia, dalla Russia all’Ucraina, passando per moltissimi Paesi del Medio Oriente e dell’Europa dell’Est.
A L’Viv, essendo inseriti in una chiesa di rito orientale (Chiesa Greco-cattolica ucraina) abbiamo festeggiato il Santo Natale... in questi giorni.
Sabato 6, vigilia del grande giorno, ci sono stati i vespri solenni (la vechirnja).
In chiesa già ardeva il cosiddetto “fuoco di Betlemme”, una fiamma da cui tutti hanno poi acceso il loro lume che è stato portato a casa, lungo le strade buie, e deposto al centro della tavola per la Santa Cena.
Santa Cena che noi abbiamo consumato assieme ai nostri 4 amici disabili che per ragioni varie non sono rientrati in famiglia. Al centro della tavola c'era il “kutja” un caratteristico dolce di miele, grano cotto e noci; il dolce tipico del Natale che si gusta prima di iniziare la cena. Al termine, come da tradizione, abbiamo concluso con il canto delle “koljadky”, le tenere nenie natalizie, che tutti sanno a memoria fin dall’infanzia.
Quest'anno in parrocchia è stata celebrata, per la prima volta, anche una "Divina Liturgia" (S. Messa) alle 23.00. La partecipazione è stata più alta di quanto previsto.
Domenica 7, giorno di Natale, la prima Divina Liturgia è stata preceduta dalle lodi solenni (Utrenjia). Alle 10.00 il coro "Radunytzia" ha animato la celebrazione, tenendo alla fine un piccolo concerto di canti natalizi.
Le celebrazioni si sono concluse con la Divina liturgia delle 12.00 alla presenza di tanti bambini e delle famiglie che si sono scambiati gli auguri davanti al presepio con il saluto tipico del periodo natalizio: “Cristo nasce!”. “Lodiamolo!”.
Dopo pranzo, i nostri amici di Casa-Cafarnao con alcuni volontari hanno potuto raggiungere il centro città per seguire alcune delle manifestazioni che si alternano in questi giorni.
Lunedì 8 abbiamo celebrato la festa della "Santa Famiglia". Dopo la Divina Liturgia delle 12.00 c'è stata una bella rappresentazione del "Vertep -scenetta natalizia-" offerta dalla compagnia "Teatro Meta".
Anche in serata, come da tradizione, il gruppo dei giovani che fanno capo all' YMX (Giovani Universitari della Chiesa Greco-cattolica) sono venuti per offrire a noi e agli amici di casa-Cafarnao il loro "Vertep".
Martedì 9, ultimo giorno di festa, abbiamo ricordato Santo Stefano protomartire.
In occasione del Santo Natale sono stati allestiti ben tre presepi. Uno nel monastero dei Santi Apostoli Pietro e Andrea. Un secondo nella chiesa parrocchiale e un terzo all'estero della chiesa stessa.
"Ho potuto riscontrare una alta partecipazione di fedeli - ha voluto sottolineare Don Jurіj Blаzyjevs'кyj, parroco della parrocchia Divina Provvidenza", - a partire dalle confessioni nei giorni precedenti la festa, come nelle diverse celebrazioni messe in calendario. A tutti abbiamo chiesto, come recita lo slogan scelto per il Natale di quest'anno, di "condividere la gioia con i propri vicini", e conclude: "Un solo rammarico: aver trascorso le feste natalizie...senza la neve!".

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Sabato, 02 Dicembre 2017

L'viv - Recitiamo come siamo

A Leopoli, Ucraina, è ripresa, presso il Centro Divina Provvidenza, Casa-famiglia Cafarnao l'attività del laboratorio teatrale TeatrOrione con persone disabili.
In programma una nuova  performance da presentare durante la prossima Festa di San Nicola.

Il gruppo è nato nel 2016 grazie alla collaborazione degli operatori di Casa-Cafarnao e del Laboratorio occupazionale diurno. Propone un laboratorio di teatro settimanale finalizzato alla messa in scena di performance a tema.  Coinvolge  5 operatori con diverse funzioni (dal teatro, canto, costumi, ... alla regia,) e  circa una ventina di attori partecipanti. Nel laboratori vengono stimolate le doti di creatività individuale, espressività, realizzazione di sé e autoconsapevolezza dei partecipanti, uniti nella finalità di creare delle performance originali  che li veda partecipi attivamente, tutti, nessuno escluso.

Tutti sono in scena. Infatti il gruppo ha scelto come motto: "Recitiamo come siamo".

Il 17 dicembre prossimo nell'ambito della festa parrocchiale di San Nicola  il gruppo TeatrOrione si esibirà nuovamente presentando un piccolo spettacolo di intrattenimento  sul tema della festa.

Le prove della nuova performance si svolgono ora in oratorio dove gli attori possono già prendere confidenza con gli spazi del palco, indossare i costumi e provare con l'impianto audio. Lavoro non semplice per gli operatori chiamati in scena non solo per recitare la loro parte, ma per essere soprattutto attenti alle esigenze di ognuno.

L'obiettivo di questo anno è finalizzato anche alla creazione di occasioni di incontro e contatto con il territorio, le Istituzioni e i cittadini: anche uno spettacolo teatrale con la spontaneità dei nostri diversattori può portare gli spettatori e quanti hanno occasione di incontrarli ad interrogarsi sul tema della diversità. Siamo poi così diversi?

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Nei giorni 2-6 ottobre, Don Felice Bruno, consigliere incaricato per le missioni, ha fatto visita al "Centro Divina Provvidenza" di L'viv.
La nostra "missione", che ha festeggiato qualche settimana fa il suo 16° anniversario di apertura, si trova alla periferia orientale della Provincia, secondo avamposto, con la Romania, verso Est.
In questi 16 anni c'è stata una espansione che ha interessato dapprima la realizzazione di alcune strutture ritenute fondamentali per lo sviluppo dell'"Opera Don Orione in Ucraina" quali la cappella-chiesa parrocchiale, l'oratorio, la caritas, il monastero (casa della comunità) e la struttura per l'accoglienza delle persone disabili (Casa-Cafarnao e Centro occupazionale diurno).
Ultimamente l'attenzione si è concentrata sull'incremento della pastorale vocazionale che sta già dando i suoi frutti.
Sono infatti ben 10 i giovani "in cammino" attualmente presenti nel monastero "Santi Apostoli Pietro e Andrea": 3 candidati che frequentano l'ultimo anno della scuola dell'obbligo; 2 aspiranti che frequentano l'anno propedeutico; 4 postulanti già al secondo anno del biennio filosofico. C'è anche un chierico professo, Juri-Josafat anche lui al secondo anno di filosofia.
Nella prospettiva di avere, tra qualche anno, altri giovani chierici professi uno degli argomenti principali avuti nell'incontro con Don Felice è stato quello della "espansione" delle opere di carità già in atto uscendo dagli angusti confini di L'viv.
La comunità ha iniziato da tempo un serio discernimento.
Ci sono già alcune idee, sono stati presi dei primi contatti, valutando richieste e possibilità in attesa di iniziare, a breve, qualcosa di concreto.
Un secondo argomento affrontato durante l'incontro comunitario riguardava il completamento delle opere iniziate qui a L'viv (in particolare la realizzazione della nuova chiesa).
Durante i giorni di permanenza Don Felice ha avuto modo di incontrare personalmente i confratelli della comunità e i seminaristi ai quali ha presentato le attività che si svolgono negli altri Paesi dove la Provincia è presente "in missione": Romania, Albania e Madagascar, suscitando un vero interesse da parte dei giovani presenti. Non è mancata la visita agli amici disabili, ospiti a Casa-Cafarnao e la presenza durante il primo "ritiro vocazionale" al quale erano presenti una quindicina di giovani.
A motivo della conoscenza della lingua ucraina (Don Felice è stato a L'viv un paio di anni ai tempi dell'apertura della missione) ha potuto partecipare ai momenti comunitari di preghiera e alle Divine Liturgie parrocchiali in maniera attiva.
Alla fine della Divina Liturgia delle ore 12.00, celebrata Domenica 5 novembre, ha rivolto un saluto ai presenti augurando che l'opera iniziata 16 anni fa continui soprattutto grazie all'apporto di nuove vocazioni locali.
Domenica sera nel congedarsi Don Felice ha assicurato che si farà portavoce, in Consiglio, dei progetti per il futuro di questa missione.
Progetti e aspettative che hanno trovato eco anche nel "Convegno Missionario Orionino" tenutosi la scorsa settimana a Montebello della Battaglia (PV).

 

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Mercoledì 16 ottobre è stato ricordato il 16° anniversario dell'arrivo a L'viv dei primi tre orionini: Don Egidio, Don Felice e Don Joiko.
Persone, fatti, volti, avvenimenti, incontri, costruzioni, bambini, anziani, giovani, disabili, poveri, seminaristi... tutto un mondo che in questi anni si è avvicinato alla nostra opera pastorale e assistenziale per vedere, chiedere, sentire, sperimentare.
Tutto quello che è stato realizzato è stato fatto in nome della Divina Provvidenza.
Tanto resta ancora da fare, da completare, da donare...
Grazie a chi c'era, c'è oggi e ci sarà domani.
Grazie a quanti sostengono con la preghiera, l'amicizia, la solidarietà.
Grazie a quanti hanno accolto il primo invito e con un vero atto di fede hanno risposto positivamente alle proposte.
Grazie alla Divina Provvidenza che ogni giorno ci tiene per mano e guida i nostri passi.
Guardiamo avanti.
Ave Maria e avanti.

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Dal 13 al 17 settembre 2017 si è tenuto a L'viv  il 22° "Forum degli Editori": la città si è trasformata, per alcuni giorni,  in un grande "Salone del libro" dove ogni casa editrice ha avuto la possibilità di presentare le nuove pubblicazioni da lanciare sul mercato.
Questa manifestazione di anno in anno si sta rafforzando sempre di più arrichendosi di dibattiti, incontri con gli autori, spettacoli e quant'altro per renderla sempre più appettibile al pubblico. Sono presenti al "Forum" anche le case editrici di ispirazione cattolica, una dozzina, costituitesi da qualche anno in "Associazione della Stampa Cattolica" (Асоціація Католицької Преси) con le loro pubblicazioni di carattere religioso e non. Tra queste spicca la Casa editrice "Svichado" (Casa editrice dei monaci studiti) che può essere considerata una delle maggiori case editrici di letteratura religiosa in Ucraina.

Tra gli espositori, e le tante pubblicazioni, ne spiccavano due che ci riguardano.
La prima è la biografia di "San Luigi Orione"  scritta da  Don Arcangelo Campagna,  tradotta in lingua ucraina e uscita nelle librerie cittadine qualche mese fa. La stampa e la distrubuzione è stata curata dalla stessa  "Editrice Svichado" di L'viv.
La seconda è la rivista "Skynija" (La tenda), una pubblicazione quadrimestrale (unica nel suo genere) diretta dal nostro confratello Don Jurіj Blаzyjevs'кyj, tra l'altro membro dell' "Associazione della Stampa  Cattolica". La rivista  ha una tiratura di 700 copie, si rivolge  in particolare ai laici, oltre che ai sacerdoti, religiosi e seminaristi.Tratta tematiche attuali di carattere religioso e sociale e contiene il commento giornaliero del Vangelo che viene letto durante la "Divina Liturgia" in rito Greco-cattolico. Al suo interno la rivista ha sempre due pagine tratte dagli scritti di San Luigi Orione e una pagina  di carattere "vocazionale" che presenta la Congregazione orionina e la nostra attività pastorale a L'viv e nel mondo. L'ultima pagina ha poi una frase -"slogan" di San Luigi Orione quasi a chiosa del numero.

"San Luigi Orione, ha sottolineato Don Jurіj Blаzyjevs'кyj durante la  presentazione delle due pubblicazioni, era consapevole delle notevoli possibilità offerte dalla comunicazione tramite stampa per entrare in contatto con il popolo ed elevarlo nella coscienza. E' anche questo il nostro obiettivo mettendo le due pubblicazioni, presenti al Forum di quest'anno, a disposizione di un pubblico più vasto tramite l'editrice "Svichado" che ne cura la distribuzione su tutto il terrotorio nazionale ucraino".

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A L’Viv i 5 postulanti hanno concluso in questi giorni l'anno scolastico (primo anno del biennio filosofico) svoltosi nello studentato Filosofico-Teologico "Metropolita Joseph Velymun Ruts'kyj" presso i Padri Basiliani di Briukhovyovych, ad una decina di chilometri da L'viv.
Superati con profitto tutti gli esami della sezione estiva , sabato 10 giugno, c'è stata la solenne chiusura dell'anno accademico 2016-2017.
Due i momenti salienti della festa organizzata per l'occasione.
La solenne Divina Liturgia presieduta dal Padre Provinciale dei monaci basiliani e la verifica- condivisione dell'anno appena concluso.
Alla concelebrazione eucaristica erano presenti anche il rettore dello Studentato, P. Panteleimon Trofimov, altri monaci dell'ordine dei Basiliani, dei Redentoristi e, per gli orinini, Don Egidio Montanari.
Nell'omelia il Padre provinciale, P. Ivan Shkolyk, rivolgendosi in particolare agli studenti di filosofia e teologia,  ha sottolineato l'importanza dell'evento: "Questo è il momento della vostra vita -ha detto- in cui una persona comincia a valutare quello che può fare e quali sono le prospettive per il futuro... il Signore vuole farvi strumenti della sua parola e questo avverrà se sarete fedeli alla vostra vocazione".
Dopo la solenne Divina Liturgia e la benedizione c'è stato il secondo momento molto interessante della festa: la presentazione-verifica dell'anno.
Il rettore dello Studentato, P. Panteleimon Trofimov, nel suo intervento ha sottolineato in particolare le iniziative legate al Giubileo dell'Ordine Basiliano, (400 anni dalla riforna) e la presenza, in questo anno solastico, dei seminaristi della Congregazione degli Orionini e dei Redentoristi: "Queste presenze hanno dato un carattere intercongregazionale agli studi con un risvolto positivo - ha aggiuto - che non solo ha rafforzato l'unità e l'amicizia tra religiosi di varia provenienza ma ha anche stimolato allo studio. La dimostrazione c'è stata durante le verifiche di apprendimento delle materie filosofiche e Teologiche che hanno sortito risultati positivi e soddisfacenti"
Don Egidio Montanari, a nome degli orionini, ha sottolineato l'importanza della bella esperienza di "unità” che una tale iniziativa ha suscitato in tutti ricordando che: "I carismi e i monaci sono di tanti tipi nella chiesa, ma Cristo, come il sole che tutti illunina, è uno"

Anche il superiore degli studenti redentoristi, P. Ivan Levitsky, ha concluso il suo intervento mettendo l'accento sull' "unità" che questa opportunità ha suscitato anche tra i suoi allievi. "Vorrei che questo seminario possa crescere - ha osseravato - tanto da diventare un esempio di unità tra i religiosi presenti a L'viv".
Dopo le parole di congratulazioni e gli auguri rivolti alle comunità monastiche, gli studenti dei vari gruppi hanno presentato con delle slide, filmati e scenette, le esperienze vissute durante l'anno scolastico.
Piccole storie raccontate con creatività e divertimento.
Una ulteriore dimostrazione di quanto, anche una semplice esperienza di studio, può diventare segno di unità in un contesto come il nostro dove   "Chiese”, diversità di riti, opinioni, idee, proposte religiose, tendono più alla frantumazione che all'unità.
La bella giornata si è conclusa con la classica foto di gruppo e l'agape fraterna.

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Mercoledì, 14 Giugno 2017

Ucraina - cardinale Lubomyr Husar

Il 31 maggio 2017, all’età di 85 anni, è morto il Card. Lubomyr (Husar) Arcivescovo maggiore, emerito, della Chiesa Greco-cattolica Ucraina
La nostra comunità di L'viv è particolarmente legata e grata al Card. Husar.
Fu lui nel 2001, quando la sede della Chiesa Greco-cattolica ucraina era a L'viv (prima del trasferimento a Kyiv) ad accogliere, sostenere ed incoraggiare i primi tre religiosi orionini, Don Egidio Montanari, Don Felice Bruno e Don Ceslao Jojko, giunti in terra ucraina per "impiantare" una prima tenda nel nome di Don Orione.
Nel 2004, firmando la presentazione della prima biografia in lingua ucraina di San Luigi Orione così scriveva: "San Luigi Orione ha fondato una Congregazione che ha come scopo servire il prossimo bisognoso e insegnare alla gente a vivere in comunione. Gli orionini sono giunti qui in Ucraina portando con sé questo messaggio benedetto".
Informato del progresso della nostra opera ha sempre benedetto e approvato i piccoli passi che la Provvidenza permetteva di fare, ha accolto con benevolenza la decisione di inserirci (noi di rito latino) nella Chiesa Greco-cattolica ucraina concedendoci, tramite la Congregazione per le Chiese orientali, la facoltà del biritualismo.
Con la stessa benevolenza e simpatia accoglieva i confratelli che nei vari anni venivano accompagnati da lui per una visita di conoscenza e cortesia, facilitato anche dalla ottima conoscenza che aveva della lingua italiana.
Per diversi anni (dal 1969 al 1991) era stato infatti a Roma ricoprendo vari incarichi all'interno del suo Ordine (Monaci Studiti) e per la Chiesa Greco- cattolica Ucraina, fino a diventarne Vescovo nel 1977 e nel gennaio 2001 l'Arcivescovo maggiore (Capo).
Sempre nel 2001 (il 21 febbraio) veniva nominato da Giovanni Paolo II Cardinale di Santa Romana Chiesa.
Il 21 agosto del 2005 annunciava lo spostamento della sede ufficiale della chiesa Greco-cattolica da quella "storica" di L'viv, a Kyiv, dove si sarebbe trasferito qualche mese dopo.
Il 10 febbraio 2011 rassegnava le dimissioni da Arcivescovo maggiore per raggiunti limiti di età e soprattutto per l'aggravarsi della cecità che lo aveva colpito inesorabilmente.
Nonostante questa infermità continuava la sua attività come "giuda spirituale", consigliere e artefice di varie iniziative legate soprattutto agli eventi scaturiti dopo l' aggressione da parte della Federazione Russa in alcuni territori orientali della nazione ucraina.
Il 2 aprile scorso, mentre nella Cattedrale Greco-cattolica di Kyiv veniva festeggiato il suo 40 ° anniversario di Ordinazione Episcopale, alla fine della Divina Liturgia così si esprimeva con la voce ormai fiaccata dalla malattia, ma chiara ed eloquente: "Vi prego, pregate! Pregate per la nostra Chiesa perché possa svilupparsi in modo da lodare sempre il Signore Dio in servizio del popolo ucraino".
Ci vengono in mente le parole di Don Orione:" Servi di Dio e dei poveri".
Una sintonia che fa del Cardinale Husar la figura più eminente della chiesa Chiesa Greco-cattolica Ucraina, dopo l'indipendenza dall' Unione Sovietica avvenuta nel 1991.
Aveva sempre di mira, nel parlare come nell'agire, questi due punti cardinali che hanno guidato tutta la sua attività pastorale e sociale: Dio e il popolo.
Si è adoperato per la rinascita delle strutture elementari della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina nella vasta parte centrale ed orientale del Paese. Ha viaggiato spesso in varie città e villaggi per trovare e favorire l'organizzazione dei fedeli greco-cattolici, spesso discendenti da famiglie forzatamente trasferite dall'Ucraina occidentale, durante il regime di Stalin.
Nel suo messaggio di cordoglio l'attuale Arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyč, Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica Ucraina così si è espresso: " Il nostro compito è quello di preservare l'eredità spirituale di quest'uomo molto umile ma che aveva una grande attenzione per tutti... L' Arcivescovo emerito Lubomyr è morto senza lasciare un testamento scritto, ma c'è il grande testamento che ci ha lasciato con la sua vita, la sua saggezza, il suo umorismo, anche verso se stesso, e l'ottimismo. Spetta a noi ora continuare questo compito, raccogliere questa testimonianza spirituale e farla diventare la nostra eredità, conservandola e promuovendola".
Cordoglio è stato espresso anche da Papa Francesco per la morte del cardinale Lobomyr Husar. In un telegramma indirizzato a Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, il Pontefice ha ricordato lo straordinario impegno del porporato per la “rinascita della Chiesa Greco-cattolica ucraina”. Ricordo, si legge nel testo, tra l'altro “la sua tenace fedeltà a Cristo, nonostante le privazioni e le persecuzioni contro la Chiesa, nonché “il suo sforzo di trovare vie sempre nuove di dialogo e di collaborazione con le Chiese ortodosse”.
La salma del Cardinale è arrivata a L'viv (sua città natale) il 1° di giugno dove è rimasta per due giorni per ricever l'omaggio dei fedeli e concittadini, nella cattedrale di San Giorgio aperta, per l'occasione, giorno e notte.
L' "ultimo saluto" lunedì 5 giugno, la salma è stata poi sepolta nella cripta della cattedrale.
Cattedrale che lui stesso ha voluto fosse costruita ed ha benedetto nel 2011.
Il 1° giugno in tutta l'Ucraina è stato decretato il lutto nazionale.
Сьогодні від всіх нас Блаженніший Любомир потребує молитви. Тому Українська Церква - як в країні, так і на поселеннях - сьогодні просить у Бога: «Зі святими упокой, Христе, душу вірного слуги Твого, де немає ні зітхання, ні болю, але життя безконечне».
Вічная пам`ять йому!

 

 

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Lunedì, 29 Maggio 2017

Ucraina - L'Viv, ciao Oleksij

Martedi 23 maggio 2017 è morto uno dei giovani che frequentava il laboratorio occupazionale per disabili. Si chiamava Oleksij Tolocko. Aveva compito 47 anni a gennaio. Oleksij viveva con la mamma anziana alla quale, nonostante la sua disabilità, faceva compagnia.
La notizia della sua morte ha colto di sorpresa tutti. Da qualche settimana non partecipava più alle attività, con il gruppo degli altri amici disabili, a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute.
Una grave forma di anemia gli è stata fatale, nonostante avesse iniziato da qualche giorno una terapia adeguata.
La notizia della sua improvvisa morte ha lasciato di sasso soprattutto i sei amici di Casa-Cafarno e gli altri amici e amiche (una quindicina) che ogni giorno sono presenti per le attività del laboratorio occupazionale, gli operatori e ovviamente i sacerdoti e i seminaristi della comunità religiosa.
Oleksij aveva iniziato a frequantare il centro poco dopo la sua apertura nel 2009. La mamma spesso ringraziava tutti per averlo accolto nella struttura dal momento che Oleksij da diversi anni s'era rinchiuso in casa e non svolgeva alcuna attività.
Per lui l'incontro con la "Costellazione Orione" (nome del laboratorio) è stato come l'inizio di una nuova vita.
Abitava a tre chilometri di distanza e ogni giorno, spesso a piedi, percorreva la strada, cantando, lui che aveva difficoltà nell'udito e nell'atricolazione della parola a causa di un incidente capitatogli quando era bambino.
Il suo lavoro abituale, nel laboratorio, era quello di tessere delle coloratissime borsette. Lavoro artigianale che faceva con estrema pazienza e precisione grazie ad un rudimentale telaietto con il quale riusciva a creare dei piccoli capolavori.
Era anche disponibile per qualsiasi altra mansione gli venisse chiesta: sistemare la casa, preparare la tavola o lavare piatti e tazze, fare pulizia negli spazi adiacenti il laboratorio.
Ogni domenica partecipava alla Divina liturgia delle ore 10.00 nella parrocchia.
Si faveva i suoi sei chilometri a piedi, (tre di andata e tre di ritorno) sempre contento e felice in compagnia del suo apparecchio acustico che spesso "fischiava", forse felice anche lui di rendere un piccolo servizio ad una persona semplice e buona.
Abbiamo partecipato alla veglia di preghiera funebre (Parastasi) che si è tenuta nella sua chiesa parrocchiale, non lontano dal laboratorio. Erano presenti, con la mamma, il fratello, i parenti, alcuni vicini, tutti gli amici di Casa-Cafarnao e del laboratorio occupazionale, Don Egidio e Don Moreno che hanno assistito al rito funebre presieduto dal viceparroco Don Jurij.
Tutti erano visibilmente commossi e increduli di fronte al corpo dell’amico morto!
Aperta la bara, com'è tradizione in Ucraina, Il suo volto appariva sereno. Sereno era in vita e con il volto sereno e sorridente lo ricorderemo sempre.
Nel saluto finale Don Egidio ha così concluso: "Ora abbiamo un angelo in cielo che ci aiuta. Lui è più vicino a Dio, a Gesù a Maria, a Don Orione e a tutti i santi. Da oggi anche Oleksij sarà nostro intercessore per la mamma e per tutti noi che l'abbiamo conosciuto e gli abbiamo voluto bene".
Dopo la preghiera funebre la salma di Oleksij ha raggiunto il paese natale, Pidriasne, a pochi chilometri da L'viv, per la sepoltura nel locale cimitero.
Che la terra ti sia lieve, caro Oleksji.
Вічная пам`ять йому!

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Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3