"Le armi della Fede sono tante e potentissime, ma una delle più efficaci è la fiducia in Maria."
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

  • Missione in Romania

    Nel 1991, Don Luigi Tibaldo e i primi Confratelli si stabiliscono a Oradea in un ex convento e celebrano la Santa Messa nella vicina chiesa di Santa Maria, l’unica Messa cattolica in lingua rumena di tutta la città. Viene aperto, come fece Don Orione ancora chierico, un Oratorio, parola ed esperienza che diverrà poi popolare in Romania, aperto a tutti ragazzi e poveri di ogni appartenenza religiosa.
    Già dopo un anno, con l’acquisto di un vasto terreno nella periferia della città, si avviano i lavori di costruzione di una scuola che apre come “Liceo Don Orione” nel 1995. Oggi il Centrul Don Orione è frequentato da più di 400 alunni, con classi dalla scuola materna fino alle scuole superiori, in un clima di convivenza ecumenica, esempio di positiva integrazione tra da ortodossi, greco-cattolici, cattolici romani ed evangelici di varia denominazione. Tra le attività del Centro sono ancora da segnalare l’Oratorio, frequentato quotidianamente da circa 100 ragazzi e il movimento Scouts che conta 150 membri.
    A poca distanza dalla scuola, dal 2006, c’è la nuova chiesa parrocchiale di “Ognissanti”, in cui si lavora non solo per la cura pastorale della comunità, nella liturgia e catechesi, ma anche attraverso la carità diretta alle persone che vivono in un quartiere poverissimo presso la discarica, a bambini con gravi problematiche familiari, a persone con dipendenza da alcool.
    Nel 1994 inizia un’attività caritativa a Bucarest, destinata all’accoglienza di coloro che non hanno mai avuto una vera e propria casa, prima con don Lazzarin prima e con don Graziano poi, avendo come centri di riferimento la Chiesa Italiana di Via Maghiero e il Centro “Don Orione” di Volontari.
    Nel settembre del 1999 vengono accolte a Voluntari 30 ragazze orfane ed alcune signore anziane: da qui inizia la storia del Centrul Don Orione, inaugurato il 23 giugno 2007. Il Centro ospita un centro per bambini e adulti disabili, un centro diurno per bambini disabili, la casa di riposo Don orione, la Chiesa dedicata a San Luigi Orione. Tutto questo è stato realizzato soprattutto con il sostegno dell’Italia mediante la Congregazione, vari amici e benefattori, la partecipazione di organismi di solidarietà. Quasi nulla è venuto dall’amministrazione statale.
    Nel 1998 a Iasi, città di oltre 300.000 abitanti, capitale della Moldavia, viene costruito un seminario, Monastirea, Monastero, su una vasta area di terreno prevedendovi anche alcuni servizi di aiuto sociale. Accoglie una ventina di seminaristi ed ha degli spazi appositi per poter accogliere sia gruppi di giovani che adulti per incontri vari (sia formativi che spirituali). Vi sono poi degli spazi interni con terreni da gioco esterni per un attività di oratorio frequentato soprattutto da giovani e bambini di etnia rom, tre casette per giovani orfani o con genitori alcolisti e un centro per il recupero di persone alcool dipendenti.

     

    La gallery della missione

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Domenica, 15 Ottobre 2017

Voluntari - Il saluto al Vescovo

La scorsa settimana abbiamo festeggiato l'ordinazione di cinque nuovi Diaconi, cinque giovani che hanno scelto di dire un sì pieno a Dio.

Oggi ricordiamo quel clima di festa per l'opera Don Orione e per tutta la Chiesa attraverso le parole che Don Aurelio Fusi, direttore provinciale, a rivolto come saluto all'Arcivescovo di Bucarest, Ioan Robu.

Eccellenza Reverendissima,

desidero ringraziarla a nome dei presenti e dell’intera Provincia “Madre della Divina Provvidenza” per il dono di questa mattina; cinque nuovi diaconi si sono aggiunti alla nostra Famiglia per arricchirla con il dono della loro consacrazione e del loro ministero. Questo evento – di cui il mondo sempre distratto non se ne accorge – si iscrive in un anniversario significativo della nostra Congregazione; infatti, 125 anni or sono, il chierico Luigi Orione dava inizio alla sua prima opera religiosa e sociale: l’oratorio “san Luigi Gonzaga”. Si trattava di un semplice cortile a fianco del Duomo di Tortona, fino ad allora immerso in un silenzio claustrale e, da quel momento, trasformato in uno spazio pieno di ragazzi rumorosi, gioiosi, conquistati da quel chierico “un po’ originale” ma dal cuore pieno di amore. Più tardi, lo stesso Don Orione, ormai fondatore conosciuto, descrivendo se stesso si autodefinirà “un cuore senza confini, perché dilatato dall’amore di Cristo”.

I nostri diaconi Andrei, Catalin, Fabian, Francisc e Gabriel non sono stati ordinati in una basilica romana – questa scelta sarebbe stata facilmente realizzabile – ma nella chiesa di Voluntari, annessa al Piccolo Cottolengo e affacciata sulla strada. Questi particolari, per i più totalmente insignificanti, in realtà indicano uno stile ben preciso di essere servitori nella vigna del Signore.

Lo saranno anzitutto con il ministero liturgico. In altre parole, il Vangelo diventerà parte della loro vita, riempiendo la loro mente, la loro bocca e il loro cuore. Così voleva Don Orione, quando invitava i suoi seguaci ad imparare a memoria ampie parti del Vangelo stesso. Lo abbiamo sentito anche oggi con le parole della liturgia: “Ricevi il Vangelo di Cristo del quale sei divenuto l’annunciatore: credi sempre ciò che proclami, insegna ciò che hai appreso nella fede, vivi ciò che insegni”.

Questa bella chiesa si affaccia sulla strada dove centinaia di persone passano ogni giorno. Anche questo particolare indica uno stile del servizio dei nostri diaconi. Saranno i diaconi della strada, ossia non perderanno occasione per aprire la loro bocca e far conoscere il nome del Signore a tutti coloro che incontreranno. Infatti, la parola di Dio non può essere nascosta sotto il moggio ma va posta in alto affinché sia un dono da diffonde ovunque. Come abbiamo ascoltato nella preghiera consacratoria, l’esempio della loro vita, generosa e casta, sarà un richiamo costante al Vangelo e susciterà imitatori nel popolo santo di Dio.

Infine la nostra chiesa si apre verso un altro luogo santo, reso tale dalla sofferenza di tanti innocenti: si apre verso il Piccolo Cottolengo, la casa dei nostri fratelli più piccoli, delle “nostre perle” come era solito dire Don Orione. Anche questo particolare non può essere interpretato come una semplice coincidenza, ma indica ancora una volta uno stile, una caratteristica che si deve attaccare ai nostri diaconi come una seconda pelle. Lo ricorda la preghiera consacratoria quando dice loro di essere “sinceri nella carità, premurosi verso i poveri e i deboli, umili nel loro servizio, retti e puri di cuore, vigilanti e fedeli nello spirito”.

Eccellenza, in questo momento tanto significativo mi permetta di esprimere alcuni ringraziamenti. Anzitutto desidero dire il più bel grazie ai genitori, ai fratelli e ai parenti di Andrei, Catalin, Fabian, Francisc e Gabriel perché essi sono i primi e più grandi benefattori della Chiesa e della Congregazione, avendo donato al Signore i loro figli. Quando erano ancora adolescenti, hanno acconsentito al loro ingresso in seminario, in un luogo certamente sicuro, ma che li ha allontanati dalla loro vista. Oggi hanno raccolto qualcosa del loro sacrificio, mentre la piena mietitura sarà fra qualche mese quando potranno vedere i loro figli ordinati presbiteri.
Ringrazio i confratelli e tutti i sacerdoti che hanno partecipato a questa concelebrazione. Alcuni sono fratelli e parenti dei nostri diaconi. La loro presenza ha contribuito a far sentire il calore della Famiglia diaconale e presbiterale, casa di comprensione, di conforto e di fortezza per i nostri confratelli appena ordinati. Desidero ringraziare i loro formatori, Don Valeriano, Don Pierangelo, Don Leonardo, Don Alessandro, P. Jassent e Don Carlo; sono nomi belli per noi, nomi di religiosi che hanno donato qualcosa della loro vita per la formazione di altri religiosi.

Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a rendere gioiosa questa liturgia: i cantori, i seminaristi di Iasi, coloro che hanno organizzato l’accoglienza e particolarmente i religiosi di questa casa, Don Marius, Don Valeriano e Don Damian, sui quali è sceso il peso dell’organizzazione.

Su tutti invoco la protezione di Maria e la benedizione di san Luigi Orione.

 

 

 

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Domenica 10 settembre si è aperto l’anno scolastico in una cornice di festa grazie anche ad una bellissima giornata soleggiata d’autunno. È sempre l’occasione per sottolineare l’obiettivo della nostra scuola: non accontentarsi e fare sempre di più e meglio, sia professori che alunni. Guidati dai religiosi della comunità e da 47 professori quest’obiettivo sarà perseguito da 631 alunni, di cui 72 della scuola materna, 275 delle elementari, 160 del ginnasio e 124 del liceo.
Il Liceo Don Orione di Oradea sta vivendo un periodo entusiasmante di sviluppo, sia per quel che riguarda la quantità, con la crescita triplicata del numero degli alunni negli ultimi sette anni, sia per quel che concerne la qualità, che si rivela nei valori e nella testimonianza del carisma orionino che è sempre più conosciuto non solo in città, ma anche nella regione. Un ruolo importante in questo senso lo riveste anche l’attività extra scolastica: parrocchia, oratorio, gruppo scout.
L’obiettivo è di essere un modello per la scuola romena. Questo motiva gli insegnanti ad offrire un insegnamento di qualità, con l’obiettivo di formare nei ragazzi innanzitutto la “persona”, utilizzando tutti i mezzi logistici ed educativi più idonei. È per questo motivo che la scuola è molto apprezzata in tutta la regione, tanto è vero che per le pre-iscrizioni del nuovo anno scolastico molti genitori hanno fatto la fila dalla sera precedente, per non perdere la chance di avere il proprio figlio al Liceo Don Orione.
Anche in questo angolo di mondo, attraverso l’operazione dei suoi figli, Don Orione continua a fare del bene e, soprattutto, a formare i giovani, perché siano costruttori di una Romania più bella e fraterna, “il sole del domani”.
Clicca QUI per vedere il sito della Scuola

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Domenica, 08 Ottobre 2017

Voluntari - Cinque nuovi diaconi

Ieri a Voluntari cinque giovani chierici rumeni hanno ricevuto l'ordine del diaconato: Andrei Lorent,  Catalin Gaspal, Fabian Pitreti, Francisc Lacatus e Gabriel Ciubotariu. Nelle parole del Vescovo Ioan Robu, arcivescovo di Bucarest, si condensa il significato profondo di questo importante passo verso il sacerdozio: zelo apostolico, pazienza nel servizio e fedeltà nella preghiera.

Sia questo anche il nostro augurio, nella domenica in cui la Chiesa ci invita a portare frutti abbondanti nella vigna del Signore.

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Nell’ambito della settimana “Scoala altfel”, cioè “scuola in un modo diverso” gli alunni del Liceo Don Orione di Oradea in Romania hanno vissuto diverse attività ludico-culturali e teatrali.
In particolare l’8 giugno una rappresentazione teatrale presso la bellissima piazza “Uniri” da 1 anno rimessa a nuovo.
Il tema era sul rapporto genitori-figli in relazione alla scuola e all'educazione.

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La circostanza della visita canonica a Bucarest, che ha visto coinvolti il Direttore Provinciale, l’Economo e l’equipe provinciale, è stata l’occasione per salutare Don Roberto Polimeni, che, dopo otto anni di servizio instancabile agli anziani e ai disabili del Centro di Voluntari, torna in Italia per prepararsi a nuove avventure di bene, nel nome di Don Orione. Al suo posto Don Marius, giovane sacerdote rumeno, new entry nel settore delle opere di carità.
L’asociatia Don Orione di Bucarest è un vero Piccolo Cottolengo, alla maniera di Don Orione: bambini disabili ci vivono e crescono, pur nelle limitazioni dovute alla loro condizione; un gruppo di Buoni Figli ci vive e ci lavora, sia nel giardinaggio/orticoltura che in altre mansioni, mentre un gruppo di orfane è impegnato a vario titolo nei servizi interni, dalla pulizia all’assistenza.
Infine la persona anziana trova un’accoglienza qualificata, in un contesto politicamente e socialmente difficile come quello della terra rumena.
Insomma, “al Piccolo Cottolengo si vive allegramente, si prega e si lavora nella misura consentita dalle forze”.
Mentre accogliamo Don Roberto in Italia, auguriamo a Don Marius buon lavoro, assicurando preghiera e sostegno ad ambedue.

 

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Mercoledì, 16 Novembre 2016

Roma - Visita a sorpresa

La sera del 6 novembre scorso si sono presentati a sorpresa al Don Orione di Roma Monte Mario i giovani Chierici romeni del Teologico di Roma. I Confratelli sono venuti a fare visita al Direttore Don Ivaldo Borgognoni e a Don Giuseppe Valiante alle ore 21,30 per fare un regalo: due grembiuli - simbolo del servizio - in dono a Don Ivaldo e a Don Giuseppe.
Questi giovani Confratelli erano ad Oradea dal 27 al 30 ottobre in occasione dei festeggiamenti del 25° anniversario della nostra presenza in Romania.  Uno dei gesti della festa è consistito nel donare al Vescovo e ai Sacerdoti presenti un grembiule a significare il servizio come sarebbe piaciuto anche a Don Orione.
Così nel ricordo dell'evento celebrato nella loro terra natia hanno voluto esprimere quanto vissuto nella festa e trasmettere anche alla Comunità di Monte Mario quanto sia importante quello che ci ha insegnato Gesù "Io sono venuto per servire e non per essere servito".
Tutti siamo servitori e nessuno può ritenersi superiore all'altro, come ha voluto Don Orione: "Lavoriamo a salvar anime, specie la gioventù più povera e i poveri più abbandonati" (D. Orione - Lettere II - pag.125).
AVE MARIA E AVANTI!

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“Lavoriamo e sacrifichiamoci in umiltà, a gloria di Dio! Soli Deo honor et gloria! Regni sempre tra voi la bella, soavissima unione e concordia, che ha fatto ignora di noi un cuor solo e un’anima sola, ai piedi della Chiesa. Lavoriamo a salvar anime, specie la gioventù più povera e i poveri più abbandonati.” (D. ORIONE – lettere II pag. 125)
Queste parole del nostro Fondatore esprimono molto bene quanto si è vissuto ad Oradea dal 27 al 30 ottobre in occasione dei festeggiamenti del 25 anniversario della nostra presenza in Romania.
Una festa di famiglia: presenti i responsabili e i rappresentanti delle tre comunità della Romania, il superiore provinciale Don Aurelio Fusi, gli amici - volontari di Udine e i chierici di Roma. Si respirava realmente la gioia di essere fratelli e nel ricordo di coloro che con tanto sacrificio hanno dato vita all’opera in questa amata terra. Questo è il dono più bello e significativo perché dimostra che il bene seminato sta dando frutti.
Una festa di ringraziamento: quanto bene si è fatto e quante persone hanno collaborato con i sacerdoti per dare speranza e futuro a giovani, anziani e a tanti poveri. Un ringraziamento che è stato condiviso attraverso uno spettacolo condotto dai giovani e ragazzi della scuola Don Orione, dai ragazzi di Bucarest e dai seminaristi di Iasi. Ringraziamento anche da parte delle autorità civili della città e del governo presenti alla manifestazione.
Una festa del servizio: servizio inteso come vuole Gesù “Io sono venuto per servire e non per essere servito”. Il segno è stato la consegna dei grembiuli alle autorità, ai superiori, al Vescovo, ai professori, ai volontari e ai seminaristi, ricordando loro che tutti siamo servitori e nessuno può ritenersi superiore all’altro, come ha voluto Don Orione.
Una festa di condivisione: una giornata è stata dedicata al confronto con i professori della scuola dove tutti hanno potuto esprimere il proprio parere sull’attività che la Congregazione svolge in Romania.
Una festa della cultura: si è parlato di educazione con diversi professori universitari ed esperti nell’azione educativa dei giovani.
Ringraziamo il Vescovo Greco Cattolico Virgil che ha presieduto la celebrazione di chiusura del venticinquesimo. Durante la celebrazione ha conferito al padre provinciale Don Aurelio il titolo di iconomo stavroforo, come segno di gratitudine alla provincia religiosa per il bene svolto da tanti orionina nella diocesi e nella scuola Don Orione.
Diciamo grazie al Signore che nonostante i nostri limiti continua la sua azione, ringraziamo i nostri confratelli che con dedizione e spirito di sacrificio continuano l’opera intrapresa 25 anni fa, ringraziamo tutti i nostri collaboratori e soprattutto il direttore e il manager della scuola Don Orione cha hanno reso possibile questo evento.

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Lunedì, 11 Luglio 2016

Romania - Pellegrinaggio Ecumenico

Organizzato dal segretariato per l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso si è svolto dal 4 all’8 luglio un pellegrinaggio che si proponeva di fare conoscere ai partecipanti gli aspetti dell’ecumenismo in Romania, terra dove convivono, fra l’altro, Cattolici appartenenti al rito latino e cosiddetto “greco-cattolico” ed ortodossi.
Il pellegrinaggio, che ha visto la partecipazione di pellegrini, laici e religiosi, provenienti da varie case orionine di Italia e di Romania, ha tentato, di ottenere questo traguardo, oltre che con incontri con relatori appartenenti alle tre comunità su citate, anche con visite a monasteri e con la partecipazione alla “Divina Liturgia” (“Messa grecocattolica”) e ai vespri ortodossi.
Il vescovo greco-cattolico di Bucarest “Mons. Mihai Fratila” ha raccontato della sua comunità e delle persecuzioni subite durante il periodo comunista, del martirio di alcuni vescovi e sacerdoti e delle dispute ancora in corso con gli ortodossi per riavere le chiese appartenute al rito greco-cattolico prima dell’era comunista, dispute che, naturalmente, non giovano al dialogo. Anche Mons. Ioan Robu, vescovo latino di Bucarest, ha parlato di difficoltà di dialogo col mondo ortodosso; hanno, invece, parlato dell’importanza di un dialogo ecumenico sia il Pr. Radu Muresan che il Pr Holbea Gheroghe, religiosi ortodossi, che hanno documentato i partecipanti sulla teologia ortodossa, dove molto forte è il senso del Mistero, e sulla Spiritualità, molto viva nel popolo rumeno. Interessante è stato il confronto la le due prassi penitenziali. Nella Chiesa ortodossa un fedele si sceglie, a vita, un padre spirituale che lo segue, lo cura, lo consiglia nella crescita alla fede. Lo “staretz”, a sua volta, è ricordato nelle preghiere personali dal fedele che, anche dopo la morte del padre spirituale, continuerà a ricordarlo al Signore ed a curarne il sepolcro. Il professore Radu Preda, teologo ortodosso e direttore dell’istituto di investigazione dei crimini del comunismo, ha parlato dell’impegno sociale del cristiano, evidenziando come nel mondo ortodosso, a differenza di quello delle chiese riformate e di quello cattoliche, l’aspetto della carità è poco curato demandando quasi tutto allo Stato, ed eludendo così, con la mancanza di interesse verso il prossimo, uno dei comandamenti di Gesù. Don Felice Bruno, infine, ha parlato della svolta conciliare nelle relazioni ecumeniche, del dialogo della carità (parole e gesti che hanno aiutato la purificazione della memoria storica, disponendo il cuore al perdono e alla comprensione) e del primato del vescovo di Roma nel dialogo cattolico-ortodosso, alla luce dell’enciclica “Ut unum sint”.
I partecipanti hanno potuto constatare alcune delle tematiche trattate dai relatori prendendo parte ad alcune funzioni religiose, e visitando alcuni monasteri, dove molto forte è ancor oggi il senso della spiritualità. Nei monasteri di Tiganesti ed in quello di Pasarea, sono ben visibili aspetti della vita delle suore ortodosse, fatta di lavoro e preghiera, in quello di Cernica, dove un tempo vivevano più di 500 monaci, i partecipanti hanno preso parte ai vespri ortodossi, e recitato, insieme al monaco che ha fatto loro da guida all’interno della struttura, il Padre nostro in varie lingue, intenso momento ecumenico vissuto all’interno della chiesetta bizantina del cimitero. Visita a Bucarest con alcuni dei suoi monumenti più importanti (La casa del popolo, la vecchia e la nuova Patriarchìa, il palazzo reale) ed al Parco Herastrau dove c’è il “museo del villaggio” (struttura che racconta aspetti delle dimore, del lavoro, dei luoghi di culto dei popoli che hanno abitato la Romania).
Uno degli aspetti più importanti del pellegrinaggio è stata la conoscenza a Voluntari, casa di Don Orione a pochi chilometri da Bucarest, del lavoro dei nostri religiosi che in questo luogo, dove sono ospitati orfani, disabili ed anziani, vivono quotidianamente “l’ecumenismo della carità” senza porsi il problema se chi ti sta di fronte e stai assistendo ha un credo diverso dal tuo.

 

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Martedì, 05 Luglio 2016

Romania - Pellegrinaggio Ecumenico

Monastero carmelitano di Snagov, Romania, è questo il luogo dove i 22 partecipanti al pellegrinaggio ecumenico pernotteranno per tutta la durata dello stesso.

Il pellegrinaggio si sta svolgendo da lunedì 4 e durerà fino a venerdì 8 luglio 2016, unirà tematiche di approfondimento teologico ed ecumenico durante il mattino e farà visita ai monasteri nel pomeriggio.

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Mercoledì, 10 Febbraio 2016

Roma - Incontro di Pastorale Giovanile

Sabato 6 febbraio, a Roma, nella parrocchia di Ognissanti c’è stato il Segretariato Zonale di Pastorale Giovanile e Vocazionale. Erano rappresentate le varie zone, Lazio, Sardegna, Abruzzo, è stato un momento per portare avanti la pastorale e le varie iniziative orionine. Ci sono stati aggiornamenti sui due eventi maggiori di quest’anno: il giubileo degli adolescenti e la GMG di Cracovia. Non sono mancati altri eventi come la giornata dello sportivo ormai tradizione da alcuni anni.
Don Giovanni Carollo, responsabile della Pastorale Vocazionale, ha parlato di un po' di iniziative che si stanno portando avanti; soprattutto le animazioni vocazionali, previste tra fine febbraio e inizio marzo a Reggio Calabria ed a Palermo. Ha posto l’attenzione sulla missione ad Ascoli Satriano in provincia di Foggia che si svolgerà facendo appoggio alla comunità del Santuario dell'Incoronata, un momento molto importante per la crescita vocazionale dei giovani.

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3