"Più il ragazzo è giovane più è come la cera; e quelli della gioventù sono stampi che non scompaiono!"
Don Orione

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Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Venerdì, 18 Dicembre 2015

Rapporti sui minori e sugli adolescenti

C'è voluto non poco tempo e molte energie. Un progetto, un pensiero ed un obiettivo da raggiungere. Mentre ogni giorno, più o meno strumentalmente, si parlava di comunità o di bambini strappati ingiustamente ai genitori, l'Autorità Garante per l'infazia e l'adolescenza ha fatto chiarezza sui minorenni fuori famiglia. Non è solo il ruolo che ricopre ad aver imposto questo passo, ma anche il timore crescente che generalizzazioni pericolose non facciano il bene di bambini già segnati da storie famigliari difficili e non permettano di affrontare le vere criticità.
Chiedendo alle ventinove Procure minorili idati in loro possesso sul numero dei minorenni collocati in comunità, hanno tutte aderito al progetto ed ora sappiamo che al 31 dicembre 2014 i minorenni a vario titolo collocati nelle comunità erano 19mila, di cui circa il 40% di origine straniera. E’ importante essere riusciti ad ottenere questo dato; ricordando che, sebbene la famiglia, possibilmente quella di origine, sia il luogo dove ogni bambino dovrebbe stare, la realtà è più dura ed è un dovere fare in modo che a quei bambini che nella loro famiglia non possono stare, vengano assicurati gli stessi diritti dei loro coetanei.
Dietro alla scelta di affidare una ragazza o un bambino ad una comunità ci sono spesso storie difficili e dolorose, responsabilità complesse, che non esentano nessuno. Un bambino viene allontanato dalla famiglia per il principio sacro del bene del minorenne sopra ogni cosa. E in quell’azione sono coinvolti molti soggetti: i genitori, i servizi socio-sanitari, il Tribunale per i minorenni e il Procuratore minorile, la Regione e tutte quelle realtà, pubbliche e private, che insieme contribuiscono al percorso formativo per un bambino, per un ragazzo. Devono perciò essere supportati e messi nella condizione di lavorare al meglio, con risorse, economiche e non solo, e strategie chiare. Così come deve essere supportata anche la famiglia in tutte le problematicità che si trova ad affrontare, sia per prevenire gli allontanamenti che per rimuoverne le cause quando questi sono inevitabili e fare in modo che il bambino possa ritornare a casa. Più tutti gli “attori in scena” lavorano in armonia, tenendo l’attenzione sul bambino o sulla bambina, meglio potranno fare il suo bene. È importante che facciano sistema, che “si parlino”e si coordinino.
Per questo, è stata pubblicata la prima raccolta dati sperimentale per la Tutela dei minorenni in comunità; clicca QUI per leggere la pubblicazione e clicca QUI per leggere il Terzo Rapporto sugli Istituti Penali per Minori

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