"Prima facciamo e poi predichiamo."
Don Orione

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Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Giovedì, 07 Giugno 2018

Milano - Aperto il VII Convegno Apostolico

Ieri, mercoledì 6 giugno 2018, si è aperto all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano il VII Convegno Apostolico “Tra tecnica e prossimità: alle radici della relazione di aiuto” che continuerà per i prossimi giorni a Montebello della Battaglia in Villa Lomellini.
Alle 8.30 ad accogliere i vari partecipanti c’è stato un gustoso buffet di dolci e un caffè di benvenuto che hanno permesso di iniziare al meglio la giornata.
Come da tradizione è il Preside della facoltà di scienze della formazione dell’Università, dott. Luigi Pati, ad aprire il convegno, salutando i presenti e dando un primo assaggio delle tematiche che si affronteranno durante la giornata e nei giorni successivi; si parla di “relazione d’aiuto” dove bisogna imparare ad avvertire i bisogni dell’altro anche in modo silenzioso. “La relazione di aiuto non può creare dipendenza, ma può favorire la capacità della persona a vivere”.
Al dott. Pati segue Don Aurelio Fusi, Direttore Provinciale, il quale ricorda che questo convengo è tradizione, è un posto dove conoscere il nostro fondatore San Luigi Orione, un posto dove incontrare persone che ogni giorno, con i loro gesti, fanno nascere delle ricchezze che hanno un significato culturale e spirituale.
“Cercare di mantenere in vita la memoria, facendo rinascere i ricordi del passato” è la frase che introduce Eugenio Borgna, primario emerito di psichiatria dell’ospedale Maggiore di Novara, che sviluppa il suo intervento su tre macro concetti: noi stessi siamo un colloquio, il termine di sofferenza psichica, il valore del tempo. Il professor Borgna enfatizza il potere delle relazioni e delle nostre emozioni all’interno delle relazioni stesse dicendo che “Noi siamo in relazione continua. Anche gli incontri più banali ci mettono di fronte a questo e dobbiamo assumerci la responsabilità.” Non siamo tenuti ad ascoltare solo le parole ma capire anche gli sguardi e le emozioni.” Utilizza il termine sofferenza psichica perché “la sofferenza è una parola tematica che raccoglie in sé tutte le forme di dolore” e propone dunque un cambiamento nel linguaggio, “non chiamando le persone pazze, matte o dementi, ma sofferenti psichici”. In conclusione al suo intervento pone l’accento sul concetto del tempo come esperienza vissuta, esperienza personale che è diverso dal tempo oggettivo che si misura in giorni, ore minuti e secondi.
“Tra etica e professionalità” è l’argomento trattato da Davide Gandini, segretario generale del Piccolo Cottolengo di Don Orione di Genova. L’intervento di Davide tratta del regolare le pratiche che si hanno in una Casa, ma che “essere preparati e competenti è una situazione necessaria ma non sufficiente” perché la cura della persona è l’amore, ed è “insieme di atti, gesti ed emozioni che ci fanno incontrare gli uni gli altri”. Cita Don Orione ricordando che lui ha aperto le porte alle persone che avevano bisogno e non avevano riparo.
La mattinata viene conclusa con l’intervento di Roberto Franchini, Responsabile Area Strategica, Sviluppo e Formazione Provincia Religiosa Madre della Divina Provvidenza, con la tematica de “Il paradigma esistenziale”. Roberto ha messo in relazione il suo intervento con il welfare nei giorni nostri, auspicando un superamento della classica impostazione di welfare verso un “paradigma esistenziale”, che ponga al centro la persona nella sua interezza. L’utilizzo dello strumento del progetto di vita, unito a una rivoluzione di senso e di significato delle principali pratiche assistenziali ed educative, conduce all’interno del nuovo paradigma. Tale rivoluzione stravolge le fondamenta stesse della relazione d’aiuto, andando a incidere su ogni ambito di essa, dall’impianto organizzativo all’atteggiamento del professionista che si prende cura fino alla governance del welfare. Roberto Franchini ha poi esemplificato come tale rivoluzione paradigmatica si può concretizzare all’interno delle organizzazioni, in particolare quelle orionine.
Nel primo pomeriggio, a seguito di un gustosissimo buffet che ha fatto da contorno ad un momento di incontro tra i vari partecipanti, al primo piano dell’Università sono stati svolti 4 workshop tenuti da: Vincenzo Alfano, psicologo psicoterapeuta e dottore in ricerca in scienze psicologiche, Marco Bertelli, Direttore scientifico CREA, Presidente SIDIN - Società per i disturbi del neurosviluppo e Lucia Della Rovere, Direttore Sanitario Istituto Don Orione Pescara e Federica Propetto, PCDO Santa Maria La Longa.

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