"I Santuari sono come delle oasi del deserto di questa povera vita, e gli uomini sono come pellegrini stanchi e feriti."
Don Orione

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Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Giovedì, 21 Dicembre 2017

Genova - Festa di Natale con il Superiore Generale

Anche quest’anno la famiglia orionina genovese ha avuto la gioia di ricevere la visita del Superiore Generale, collocata, per una tradizione che risale a Don Orione, nella domenica prima di Natale; è una gioia che per il popolo del Paverano, come accade per ogni bella vigilia, comincia già nelle settimane dell’Avvento, attraverso le prove dei canti per la Messa e le prove in teatro della Recita di Natale.
La Messa delle ore 10 è stata presieduta dal Superiore Generale don Tarcisio Vieira, hanno concelebrato padre Pierre Assamouan Kouassi, consigliere generale, don Alessandro D’Acunto, direttore del Piccolo Cottolengo genovese e i confratelli don Giuseppe Medda, don Arturo Bisi e don Alberto Parodi; ha accompagnato la liturgia il Piccolo Coro don Orione, formato da ospiti e operatori.

“Cari fratelli e sorelle, è sempre una grande gioia poter essere presente qui a Genova, in questo periodo, in questo momento alla vigilia del Santo Natale del Signore” ha esordito don Tarcisio nell’omelia, in una chiesa del Paverano gremita di ospiti e loro familiari, operatori, amici e volontari delle Case orionine di Genova.
“La veste liturgica di oggi ha questo colore rosa che indica già la gioia della vicinanza del Signore” ha proseguito don Tarcisio. “Sono tanti i motivi per gioire nel Signore e uno, in particolare quest’anno, mi è molto caro, perché abbiamo da poche settimane la presenza qui al Cottolengo delle suore del Madagascar! Le suore orionine ci sono state sempre, c’è una continuità di presenza delle nostre suore qui al Paverano: ma quest’anno con questa particolarità, sono suore che vengono dal Madagascar, dalla missione, dalla missione di Don Orione!”.
Il Superiore generale ha quindi preso spunto da un dipinto visto proprio in una chiesa orionina del Madagascar.
“In questo dipinto dedicato al mistero del Natale, nel quale figurano Gesù Bambino accanto alla Madonna e a San Giuseppe, i pastori, gli animali… l’artista malgascio ha aggiunto un particolare che rende quel dipinto molto bello e significativo, una immagine che mi è rimasta impressa nella memoria. L’artista inserisce nella scena una bambina che si avvicina al bambino Gesù. La bambina viene raffigurata nell’istante in cui si avvicina al Bambin Gesù con un’espressione di sorpresa, di stupore. Ecco, il Natale si avvicina.  Qual è il nostro atteggiamento?  Come questa festa ci trova?”.
Don Tarcisio ha invitato quindi a lasciarsi sorprendere dal Natale, perché c’è il rischio di restare indifferenti o di viverlo come un bel ricordo del passato, “e non deve essere così! La bambina del dipinto con il suo atteggiamento ci insegna tanto! Dio è venuto per noi, ha fatto questo per noi! Nessuno l’aspettava in quel modo; alcuni aspettavano il Messia come un re forte, un capo di un esercito per liberare il popolo. E Dio ha scelto di venire al mondo nel modo più semplice e naturale, e allo stesso tempo nel modo che ha provocato tanto stupore, tanta sorpresa. Ecco, lasciamoci sorprendere da questo evento, lasciamoci gioire per questo evento, per questo incontro con il Signore: la liturgia della parola di oggi ci spinge, ci provoca alla gioia”.
Il Superiore generale ha quindi ricordato che sarebbe tristissimo non riconoscere la presenza del Signore che è in mezzo a noi, saremmo in una tristezza e in una solitudine gravissime.
“Che questo non accada, che possiamo anche noi nel celebrare il mistero del Santo Natale del Signore, lasciarci coinvolgere, stupire, sorprendere dalla presenza di Dio che è in mezzo a noi, specialmente nelle persone che ci sono accanto e che hanno tanto bisogno della nostra presenza, della nostra vicinanza, del nostro appoggio, di una parte del nostro sacrificio, della nostra donazione di vita. Ecco è Natale, ancora una volta il Signore vuol nascere nei nostri cuori, vuol venire per portare a noi il lieto annuncio, a noi che siamo e viviamo in una situazione di miseria, il Signore vuol portare il suo annuncio, vuol venire a fasciare le piaghe dei nostri cuori spezzati, vuol proclamare l’anno della grazia per tutti noi. E’ Natale, carissimi fratelli e sorelle, che il Signore possa nascere nella Chiesa, nel mondo nella nostra società, ma specialmente, qui nel Piccolo Cottolengo!”.

Al termine della celebrazione eucaristica, Don Tarcisio ha incontrato operatori e volontari delle Case genovesi, per raccontare qualcosa di tante belle realtà orionine nel mondo. Dopo il pranzo insieme, nel pomeriggio, la famiglia orionina ha festeggiato con una bellissima recita natalizia.

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