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Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Lunedì, 13 Novembre 2017

Venezia - “C’è una miniera d’oro nello spazio. Le onde gravitazionali ci hanno guidato alla scoperta”

“Due stelle di neuroni si sono scontrate a 130 milioni di anni luce. L’esplosione è stata osservata dalle antenne gravitazionali Ligo-Virgo e da 70 telescopi sulla Terra e nello spazio. Svelato il mistero di come sull’universo si formano i metalli pesanti come oro, platino e uranio”
Così titolava uno dei giornali on line che riportava l’importante scoperta lunedì sera 16 ottobre u.s. dopo che la notizia era stata data ufficialmente dal centro NASA di Washington e che, al Centro Don Orione di Venezia, è stata ricevuta in diretta con gli scienziati che hanno partecipato alla ricerca e che l’hanno poi commentata in videoconferenza con il ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Scientifica, on. Fedeli, ed altri funzionari del ministero di Roma; nelle ore successive è poi rimbalzata in tutti i telegiornali ed i giornali pubblicati il giorno seguente.
Gli astronomi italiani dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), riuniti al Centro Don Orione Artigianelli di Venezia, per un importante Simposio residenziale dal 15 al 21 ottobre, sono stati tra i primi ad osservare questo importante evento, attraverso il quale è stata realmente provata, dopo circa cento anni, la teoria di A. Einstein. Essi hanno spiegato che quel che è avvenuto a 130 milioni di anni luce da noi potrebbe benissimo essersi verificato nella Via Lattea. L’oro e gli altri metalli pesanti si raccolgono poi nelle nubi interstellari, che con il tempo danno vita ai nuovi pianeti.
L’eccitazione in Aula Magna, durante i collegamenti, è stata tangibile ed ha coinvolto anche lo staff quando alcuni relatori hanno sottolineato che in quel preciso istante si stava scrivendo un’importante pagina della storia dell’Universo e ne potevano essere testimoni.
Durante il Simposio, un giovane scienziato (venticinque anni il 31 luglio 2017) ha ricevuto il premio “Mikhail Revnivtsev”, una distinzione fondata in onore del famoso astrofisico che si è dedicato alla alta energia.
Una settimana ricca di emozioni, ma anche di tante soddisfazioni perché si è creato un bellissimo rapporto tra personale e i convegnisti, molto interessati al “nostro” ambiente e al lavoro … hanno promesso che ritorneranno entro un anno per un altro importante simposio.

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