"La preghiera è elevazione e voce della nostra speranza."
Don Orione

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Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Domenica, 15 Ottobre 2017

Voluntari - Il saluto al Vescovo

La scorsa settimana abbiamo festeggiato l'ordinazione di cinque nuovi Diaconi, cinque giovani che hanno scelto di dire un sì pieno a Dio.

Oggi ricordiamo quel clima di festa per l'opera Don Orione e per tutta la Chiesa attraverso le parole che Don Aurelio Fusi, direttore provinciale, a rivolto come saluto all'Arcivescovo di Bucarest, Ioan Robu.

Eccellenza Reverendissima,

desidero ringraziarla a nome dei presenti e dell’intera Provincia “Madre della Divina Provvidenza” per il dono di questa mattina; cinque nuovi diaconi si sono aggiunti alla nostra Famiglia per arricchirla con il dono della loro consacrazione e del loro ministero. Questo evento – di cui il mondo sempre distratto non se ne accorge – si iscrive in un anniversario significativo della nostra Congregazione; infatti, 125 anni or sono, il chierico Luigi Orione dava inizio alla sua prima opera religiosa e sociale: l’oratorio “san Luigi Gonzaga”. Si trattava di un semplice cortile a fianco del Duomo di Tortona, fino ad allora immerso in un silenzio claustrale e, da quel momento, trasformato in uno spazio pieno di ragazzi rumorosi, gioiosi, conquistati da quel chierico “un po’ originale” ma dal cuore pieno di amore. Più tardi, lo stesso Don Orione, ormai fondatore conosciuto, descrivendo se stesso si autodefinirà “un cuore senza confini, perché dilatato dall’amore di Cristo”.

I nostri diaconi Andrei, Catalin, Fabian, Francisc e Gabriel non sono stati ordinati in una basilica romana – questa scelta sarebbe stata facilmente realizzabile – ma nella chiesa di Voluntari, annessa al Piccolo Cottolengo e affacciata sulla strada. Questi particolari, per i più totalmente insignificanti, in realtà indicano uno stile ben preciso di essere servitori nella vigna del Signore.

Lo saranno anzitutto con il ministero liturgico. In altre parole, il Vangelo diventerà parte della loro vita, riempiendo la loro mente, la loro bocca e il loro cuore. Così voleva Don Orione, quando invitava i suoi seguaci ad imparare a memoria ampie parti del Vangelo stesso. Lo abbiamo sentito anche oggi con le parole della liturgia: “Ricevi il Vangelo di Cristo del quale sei divenuto l’annunciatore: credi sempre ciò che proclami, insegna ciò che hai appreso nella fede, vivi ciò che insegni”.

Questa bella chiesa si affaccia sulla strada dove centinaia di persone passano ogni giorno. Anche questo particolare indica uno stile del servizio dei nostri diaconi. Saranno i diaconi della strada, ossia non perderanno occasione per aprire la loro bocca e far conoscere il nome del Signore a tutti coloro che incontreranno. Infatti, la parola di Dio non può essere nascosta sotto il moggio ma va posta in alto affinché sia un dono da diffonde ovunque. Come abbiamo ascoltato nella preghiera consacratoria, l’esempio della loro vita, generosa e casta, sarà un richiamo costante al Vangelo e susciterà imitatori nel popolo santo di Dio.

Infine la nostra chiesa si apre verso un altro luogo santo, reso tale dalla sofferenza di tanti innocenti: si apre verso il Piccolo Cottolengo, la casa dei nostri fratelli più piccoli, delle “nostre perle” come era solito dire Don Orione. Anche questo particolare non può essere interpretato come una semplice coincidenza, ma indica ancora una volta uno stile, una caratteristica che si deve attaccare ai nostri diaconi come una seconda pelle. Lo ricorda la preghiera consacratoria quando dice loro di essere “sinceri nella carità, premurosi verso i poveri e i deboli, umili nel loro servizio, retti e puri di cuore, vigilanti e fedeli nello spirito”.

Eccellenza, in questo momento tanto significativo mi permetta di esprimere alcuni ringraziamenti. Anzitutto desidero dire il più bel grazie ai genitori, ai fratelli e ai parenti di Andrei, Catalin, Fabian, Francisc e Gabriel perché essi sono i primi e più grandi benefattori della Chiesa e della Congregazione, avendo donato al Signore i loro figli. Quando erano ancora adolescenti, hanno acconsentito al loro ingresso in seminario, in un luogo certamente sicuro, ma che li ha allontanati dalla loro vista. Oggi hanno raccolto qualcosa del loro sacrificio, mentre la piena mietitura sarà fra qualche mese quando potranno vedere i loro figli ordinati presbiteri.
Ringrazio i confratelli e tutti i sacerdoti che hanno partecipato a questa concelebrazione. Alcuni sono fratelli e parenti dei nostri diaconi. La loro presenza ha contribuito a far sentire il calore della Famiglia diaconale e presbiterale, casa di comprensione, di conforto e di fortezza per i nostri confratelli appena ordinati. Desidero ringraziare i loro formatori, Don Valeriano, Don Pierangelo, Don Leonardo, Don Alessandro, P. Jassent e Don Carlo; sono nomi belli per noi, nomi di religiosi che hanno donato qualcosa della loro vita per la formazione di altri religiosi.

Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a rendere gioiosa questa liturgia: i cantori, i seminaristi di Iasi, coloro che hanno organizzato l’accoglienza e particolarmente i religiosi di questa casa, Don Marius, Don Valeriano e Don Damian, sui quali è sceso il peso dell’organizzazione.

Su tutti invoco la protezione di Maria e la benedizione di san Luigi Orione.

 

 

 

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