"Bevi ala Santo Rosario e vivrai alla mistica fonte di Maria nostra Madre."
Don Orione

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Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

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Mercoledì, 14 Giugno 2017

Ucraina - cardinale Lubomyr Husar

Il 31 maggio 2017, all’età di 85 anni, è morto il Card. Lubomyr (Husar) Arcivescovo maggiore, emerito, della Chiesa Greco-cattolica Ucraina
La nostra comunità di L'viv è particolarmente legata e grata al Card. Husar.
Fu lui nel 2001, quando la sede della Chiesa Greco-cattolica ucraina era a L'viv (prima del trasferimento a Kyiv) ad accogliere, sostenere ed incoraggiare i primi tre religiosi orionini, Don Egidio Montanari, Don Felice Bruno e Don Ceslao Jojko, giunti in terra ucraina per "impiantare" una prima tenda nel nome di Don Orione.
Nel 2004, firmando la presentazione della prima biografia in lingua ucraina di San Luigi Orione così scriveva: "San Luigi Orione ha fondato una Congregazione che ha come scopo servire il prossimo bisognoso e insegnare alla gente a vivere in comunione. Gli orionini sono giunti qui in Ucraina portando con sé questo messaggio benedetto".
Informato del progresso della nostra opera ha sempre benedetto e approvato i piccoli passi che la Provvidenza permetteva di fare, ha accolto con benevolenza la decisione di inserirci (noi di rito latino) nella Chiesa Greco-cattolica ucraina concedendoci, tramite la Congregazione per le Chiese orientali, la facoltà del biritualismo.
Con la stessa benevolenza e simpatia accoglieva i confratelli che nei vari anni venivano accompagnati da lui per una visita di conoscenza e cortesia, facilitato anche dalla ottima conoscenza che aveva della lingua italiana.
Per diversi anni (dal 1969 al 1991) era stato infatti a Roma ricoprendo vari incarichi all'interno del suo Ordine (Monaci Studiti) e per la Chiesa Greco- cattolica Ucraina, fino a diventarne Vescovo nel 1977 e nel gennaio 2001 l'Arcivescovo maggiore (Capo).
Sempre nel 2001 (il 21 febbraio) veniva nominato da Giovanni Paolo II Cardinale di Santa Romana Chiesa.
Il 21 agosto del 2005 annunciava lo spostamento della sede ufficiale della chiesa Greco-cattolica da quella "storica" di L'viv, a Kyiv, dove si sarebbe trasferito qualche mese dopo.
Il 10 febbraio 2011 rassegnava le dimissioni da Arcivescovo maggiore per raggiunti limiti di età e soprattutto per l'aggravarsi della cecità che lo aveva colpito inesorabilmente.
Nonostante questa infermità continuava la sua attività come "giuda spirituale", consigliere e artefice di varie iniziative legate soprattutto agli eventi scaturiti dopo l' aggressione da parte della Federazione Russa in alcuni territori orientali della nazione ucraina.
Il 2 aprile scorso, mentre nella Cattedrale Greco-cattolica di Kyiv veniva festeggiato il suo 40 ° anniversario di Ordinazione Episcopale, alla fine della Divina Liturgia così si esprimeva con la voce ormai fiaccata dalla malattia, ma chiara ed eloquente: "Vi prego, pregate! Pregate per la nostra Chiesa perché possa svilupparsi in modo da lodare sempre il Signore Dio in servizio del popolo ucraino".
Ci vengono in mente le parole di Don Orione:" Servi di Dio e dei poveri".
Una sintonia che fa del Cardinale Husar la figura più eminente della chiesa Chiesa Greco-cattolica Ucraina, dopo l'indipendenza dall' Unione Sovietica avvenuta nel 1991.
Aveva sempre di mira, nel parlare come nell'agire, questi due punti cardinali che hanno guidato tutta la sua attività pastorale e sociale: Dio e il popolo.
Si è adoperato per la rinascita delle strutture elementari della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina nella vasta parte centrale ed orientale del Paese. Ha viaggiato spesso in varie città e villaggi per trovare e favorire l'organizzazione dei fedeli greco-cattolici, spesso discendenti da famiglie forzatamente trasferite dall'Ucraina occidentale, durante il regime di Stalin.
Nel suo messaggio di cordoglio l'attuale Arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyč, Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica Ucraina così si è espresso: " Il nostro compito è quello di preservare l'eredità spirituale di quest'uomo molto umile ma che aveva una grande attenzione per tutti... L' Arcivescovo emerito Lubomyr è morto senza lasciare un testamento scritto, ma c'è il grande testamento che ci ha lasciato con la sua vita, la sua saggezza, il suo umorismo, anche verso se stesso, e l'ottimismo. Spetta a noi ora continuare questo compito, raccogliere questa testimonianza spirituale e farla diventare la nostra eredità, conservandola e promuovendola".
Cordoglio è stato espresso anche da Papa Francesco per la morte del cardinale Lobomyr Husar. In un telegramma indirizzato a Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, il Pontefice ha ricordato lo straordinario impegno del porporato per la “rinascita della Chiesa Greco-cattolica ucraina”. Ricordo, si legge nel testo, tra l'altro “la sua tenace fedeltà a Cristo, nonostante le privazioni e le persecuzioni contro la Chiesa, nonché “il suo sforzo di trovare vie sempre nuove di dialogo e di collaborazione con le Chiese ortodosse”.
La salma del Cardinale è arrivata a L'viv (sua città natale) il 1° di giugno dove è rimasta per due giorni per ricever l'omaggio dei fedeli e concittadini, nella cattedrale di San Giorgio aperta, per l'occasione, giorno e notte.
L' "ultimo saluto" lunedì 5 giugno, la salma è stata poi sepolta nella cripta della cattedrale.
Cattedrale che lui stesso ha voluto fosse costruita ed ha benedetto nel 2011.
Il 1° giugno in tutta l'Ucraina è stato decretato il lutto nazionale.
Сьогодні від всіх нас Блаженніший Любомир потребує молитви. Тому Українська Церква - як в країні, так і на поселеннях - сьогодні просить у Бога: «Зі святими упокой, Христе, душу вірного слуги Твого, де немає ні зітхання, ні болю, але життя безконечне».
Вічная пам`ять йому!

 

 

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