"Il Signore ha bisogno di un cuore loquace."
Don Orione

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Los desamparados

 

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

In questo fine settimana il Don Orione di Ercolano ospita gli atleti d'elite della nazionale italiana di atletica leggera FISDIR. Oggi, 10 novembre ospitano i nuotatori. Il direttore Don Nellusco ha dato il benvenuto a tutta la delegazione nazionale infatti oltre agli atleti ci sono il tecnico nazionale Mauro Ficerai, il medico federale dott.ssa Piera Marchettona, il responsabile federale del progetto il consigliere Francesco Ambrosio.

Per saperne di più consulta QUI la convenzione Don Orione Ercolano e FISDIR.

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La presenza del direttore del Don Orione di Ercolano e del testimonial olimpionico Teodorico Caporaso hanno impreziosito la mattinata volta a varare la stagione della squadra di calcio inclusiva con la cooperativa sociale L'Impronta. È stato un momento di grande allegria e soddisfazione. Il direttore ha augurato a tutti un buon lavoro.
La presentazione-stampa ufficiale è stata fatta il 3 novembre. Lo scorso fine settimana è stato dedicato al raduno della Nazionale Fisdir di atletica leggera, con valutazioni funzionali.
Con novembre partirà un progetto di danza inclusiva, seguirà, infine, anche la presentazione della squadra di atletica leggera che, alle sezioni Fidal e Fisdir, aggiungerà la sezione Fispes (disabilità fisica).
Il presidente Francesco Ambrosio ha ribadito: “Questa è la squadra di calcio del gruppo sportivo Don Orione, nata da un progetto per l’integrazione. Alcuni atleti paralimpici con i ragazzi immigrati della cooperativa Impronta, giovani di Ercolano e volontari del Servizio Civile, si sono uniti per dare vita a questa squadra che ha come obbiettivo principe regalare momenti di gioia e frammenti di serenità a tutti noi.”

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Domenica 29 ottobre a Genova Camaldoli, precisamente al Villaggio della Carità si è svolta la gara podistica "Scalata al Don Orione - Memorial Andrea Bifulco", podista genovese prematuramente scomparso.
La manifestazione, giunta quest'anno alla terza edizione, è organizzata dagli amici del gruppo sportivo Atletica Frecce Zena che con il loro entusiasmo sono riusciti a coinvolgere oltre 70 podisti che si sono sfidati in un breve, ma duro percorso.
Hanno presenziato alla premiazione il Dr. Massimo Ferrante, presidente del Municipio 3 Bassa Valbisagno ed i genitori di Andrea.
Chi partecipa alla "scalata al Don Orione" corre con le gambe e con il cuore e finita la gara, dopo aver ripreso fiato, ha il modo di dimostrarlo nel fare festa insieme agli ospiti del Villaggio.

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Mercoledì, 01 Novembre 2017

Bergamo - Spettacolo Spiriti Liberi

Sabato 21 ottobre si sono esibiti presso il Centro Don Orione di Bergamo i ragazzi selezionati nell’ambito del progetto musicale “Spiriti liberi 2017, una voce per la vita”.
Il progetto è nato grazie all’Associazione culturale Tri pass, in collaborazione con L’associazione Donatori Midollo Osseo (ADMO) e con il patrocinio della provincia di Bergamo.
I giovani cantanti stanno portando uno spettacolo musicale in diversi comuni bergamaschi il cui ricavato verrà devoluto in beneficenza.
Entusiasti e commossi gli ospiti contenti di ascoltare giovanissime e bellissime voci al servizio di una lodevole iniziativa.

 

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Giovedì 12 ottobre, Mons. Salvatore Gristina, arcivescovo della Diocesi di Catania, in occasione della visita pastorale ha incontrato studenti ed insegnanti dell’Endo-fap di Paternò presso il Santuario Maria SS. della Consolazione.
Dopo i saluti di Don Vito Mandarano e la presentazione della scuola da parte della direttrice, i ragazzi del terzo e quarto anno si sono esibiti in una breve rappresentazione mimica che riflette sulle difficoltà e il combattimento interiore che i giovani affrontano ogni giorno.
L’arcivescovo, prendendo la parola, ha ringraziato la scuola per la calorosa accoglienza.
Ha sottolineato l’importanza del servizio educativo svolto dalla Congregazione Orionina a Paternò, esprimendo la propria vicinanza e solidarietà dato il particolare momento di crisi che il settore vive nella Regione Sicilia.
Ha invitato i ragazzi ad impegnarsi con perseveranza nel proprio cammino di crescita personale e professionale cercando di cogliere le possibilità che offre un percorso di formazione favorendo l’immissione nel mondo del lavoro.
Infine ha rivolto un ringraziamento particolare agli insegnanti e ai ragazzi dell’Operatore del Benessere per il servizio prestato alla comunità attraverso l’esperienza di volontariato vissuta presso alcuni centri di riposo per anziani.
L’incontro si è concluso con la visita dei laboratori del settore ristorazione dove i ragazzi del secondo anno hanno invitato il vescovo alla degustazione di sfiziosi e colorati piatti preparati per l’occasione.

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La missione orionina in Albania ha festeggiato il 18 ottobre i suoi primi 25 anni. Tra le tante iniziative per ringraziare e celebrare questo compleanno importante, sicuramente il momento che più rispecchia il carisma di San Luigi Orione è stata l'ordinazione sacerdotale di Pavlin Preka, ieri a Scutari. Don Orione amava e valorizzava la vocazione religiosa a tal punto da scrivere in una lettera del 1914 "Il desiderio della vita perfetta non può venire che da Dio. È una somma grazia che Iddio ti fa: la vocazione religiosa è il più grande beneficio di Dio, dopo il battesimo. (…) E la vocazione religiosa non è già di chi è perfetto; ma di chi desidera di diventarlo. (…) Va avanti alla Madonna: mettiti come uno straccio, di più, come un figlio, ma bambino nelle sue mani, e poi decidi come fossi in punto di morte, e avrai deciso bene”

Il venticinquesimo anniversario dell'arrivo dei sacerdoti orionini non poteva che culminare nell'ordinazione di un giovane che con il suo sì pieno al Signore continua la sua opera seguendo le orme di san Luigi Orione.

Ma non solo questa festa ha visto protagonisti gli orionini in Albania: mercoledì a Elbasan si è tenuto un simposio a cui hanno partecipato, tra gli altri, il vescovo ortodosso AnDon Merdani, della  diocesi di Elbasan-Shpati-Librazhd; il Myftì, della regione di Elbasan, Agim Duka; il Pastore dell’Alleanza del Vangelo, Ilirjan Gjoni. Tra le autorità civili hanno partecipato: il Prefetto della città, sig. Arben Kamami; il Vice Sindaco Ervin Saraçi e il deputato del Parlamento sig. Taulat Balla. Presenti anche numerose Suore del distretto di Elbasan, un nutrito gruppo di giovani e alcuni laici orionini venuti dall’Italia.

Don Achille Morabito ha trattato il tema “Don Orione e l’Albania”, ripercorrendo le tappe che hanno portato la Congregazione nel “Paese delle aquile”. Molto prezioso, a riguardo, è il Diario scritto da Don Santo Gemelli, primo missionario in Albania negli anni Trenta. Dopo l’avvento al potere di Henver Hoxha, nel gennaio del 1946, i confratelli furono tutti espulsi dall’Albania.  Nel luglio del 1991 – dopo l’appello di Giovanni Paolo II – la Congregazione prese i primi contatti per un «ritorno» al di là dell’Adriatico. E così il 18 ottobre 1992 si ricominciò l’avventura in Albania con due confratelli: Don Giuseppe De Guglielmo e Fratel Renato Ponassi. Successivamente la comunità di Elbasan, prima, e quella di Shiroka, fondata del 1998, hanno accolto altri confratelli.

Don Felice Bruno, Consigliere provinciale delegato per le missioni, ha trattato il tema “Passione per Cristo, per l’uomo, per l’unità”. Partendo dal motto: Instaurare omnia in Cristo ha sottolineato l’amore appassionato a Cristo che si rivela in alcune pagine straordinarie che ci manifestano un volto di Don Orione mistico. Ma il suo non è un amore astratto, ma si declina in una passione grande per l’uomo, nei quali vede, ama e serve il Figlio dell’Uomo. Un amore che si fa impegno per la giustizia e il riconoscimento della dignità dei poveri  la battaglia per il riconoscimento delle 8 ore per le mondine, l’accoglienza in seminario dei neri in Brasile, delle religiose e religiosi ipovedenti…). Infine l’amore per Gesù si declina in una passione per l’unità dei cristiani: la preghiera di Gesù divenne la sua preghiera, un suo impegno attraverso la carità. Dopo aver sottolineato l’importanza dell’ecumenismo della carità, ha evidenziato il ruolo dei “Piccolo Cottolengo” costruiti in tutte le grandi città, quali particolari centri di ecumenismo concreto, con l’accoglienza di chiunque abbia un dolore da lenire, di ogni lingua, razza e cultura. Infine, ricordando il decennale della nascita della creazione del centro interreligioso di Elbasan, Don Bruno ha sottolineato il ruolo delle Chiese e delle religioni nella collaborazione per la costruzione di un mondo più giusto e fraterno.

Don Giuseppe De Guglielmo ha concluso gli interventi, ricordando in modo particolare i primi momenti, che non è esagerato definire “eroici”, viste le difficoltà di ogni tipo, dalla lingua alla cultura, dalle strutture alla situazione economica disastrosa, per non parlare dei danni morali e psicologici che aveva generato  il regime comunista per quasi 50 anni. Ecco uno dei passaggi del suo intervento: «Dopo qualche giorno, le  paure e i pregiudizi sparirono di colpo; fummo  avvolti da un’atmosfera di accoglienza calorosa. Mi rimasero impresse nella memoria, tra l’altro, le bellissime e significative benedizioni che ci venivano rivolte, come: “Benedette le tue gambe che ti hanno portato oggi qui a casa mia” (una vecchietta di Gjinar)…. Fratel  Renato invece si tuffò, nel vero senso della parola, nei quartieri di Elbasan più problematici  con delle sacche di povertà estreme e di abbandono sociale. In pochissimi giorni tutti conoscevano chi era Fratel Renato! Cominciò col distribuire caramelle e immagini sacre, alimenti,  biancheria… Tutti lo rispettavano: niente albanese, italiano così così;  non era un intellettuale esperto in problematiche sociali; però  parlava  una lingua molto  strana, che non si apprende nei banchi di scuola e che tutti capiscono: la lingua della carità».

 

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Sabato, 21 Ottobre 2017

Genova - Coloriamo Bosco Pelato

Chi si fosse trovato a passare martedì mattina dalle parti di Bosco Pelato in piazza Solari (San Fruttuoso) a Genova, avrebbe notato una arzilla pattuglia di immigrati al lavoro.
Si tratta di una delle tante iniziative realizzate tra Organizzazioni del Terzo settore, che si occupano di accoglienza di richiedenti asilo, e la Pubblica Amministrazione – in questo caso la Municipalità della Bassa Valbisagno – che affidano lavori di piccola manutenzione agli ospiti delle strutture, che hanno il desiderio di collaborare - a titolo gratuito - quasi fosse una restituzione di quanto hanno ricevuto finora dal territorio che li ospita.
Al gruppo è stata affidata la pulitura e la ricoloritura della ringhiera metallica posta sulla scalinata di Bosco Pelato. Il materiale (pennelli, vernici e quant’altro di utile) è stato messo a disposizione sia dal Municipio che dalla Cooperativa Dono, l’ente che ha in carico queste persone, presso la struttura del Villaggio della Carità di Camaldoli, dell’Opera Don Orione.
Assieme ai “lavoranti” erano presenti, in qualità di supervisori dei lavori, anche alcuni membri dell’Associazione Amici di Bosco Pelato (Sandro, Renzo e Sandro) e, naturalmente, gli operatori della Cooperativa Dono.
Quello che ci piace mettere in risalto, è che una signora, passando da quelle parti, si è incuriosita e ha chiesto alcune informazioni sulla natura dell’iniziativa. L’operatore le ha spiegato che si trattava di lavoro volontario prestato da persone migranti, nell’ambito di un progetto di inclusione lavorativa a favore della popolazione del quartiere.
Al termine della spiegazione, la signora è rimasta favorevolmente impressionata e anche lei, di sua spontanea iniziativa, ha voluto in qualche modo premiare il lavoro dei ragazzi, offrendo loro la colazione.
È la logica dello scambio: se tu fai qualcosa per me è giusto che io faccia altrettanto.
Questo gesto ci fa riflettere… Al di là di aver compreso la finalità di questo progetto, la signora ha voluto esprimere un fondamentale principio: il lavoro di qualunque persona, italiano o straniero che sia e in quanto persona, deve essere retribuito.
Un grazie anche agli Amici di Bosco Pelato che hanno offerto, sempre nella stessa logica, la focaccia a tutti i ragazzi impegnati.

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Erano 80 i ragazzi che sabato 14 ottobre hanno ricevuto il sacramento della Cresima nella Parrocchia orionina di San Benedetto in Milano.
A conferire il sacramento è stato il nuovo Arcivescovo Mons. Mario Delpini, che ha voluto confermare un appuntamento preso da lungo tempo, quando ancora non aveva ricevuto la nomina a Pastore della Diocesi. Il parroco Don Luigino Brolese e il suo vicario Don Alessandro Digangi hanno concelebrato il rito solenne e sobrio allo stesso tempo.
Pur atteso da un altro pressante impegno, l’Arcivescovo non si è sottratto all’invito di compiere un breve passaggio al Piccolo Cottolengo, dove ad attenderlo vi era un bel gruppo di ospiti, parenti, operatori, volontari e, naturalmente, i religiosi e le suore della Casa.
Mons. Delpini ha salutato personalmente tutti i presenti con affabilità. Prima di lasciare l’Istituto gli è stato consegnato un fascicoletto, preparato per l’occasione, dal titolo “I Vescovi di Milano e il Piccolo Cottolengo”, nel quale sono raccolte narrazioni e immagini relative alle visite dei Pastori della città alla nostra Opera di carità.

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Lunedì 9 ottobre è stato inaugurato ufficialmente l'Ostello San Luigi Orione, a Roma Monte Mario, presenti  il Padre Provinciale, l’Economo, i Consiglieri, la Comunità religiosa, il Parroco, il Viceparroco, una nutrita rappresentanza di chierici del Teologico accompagnati da don Carlo, l’Equipe Provinciale, i collaboratori della casa di ospitalità. L'ostello, come raccontato in QUESTO articolo, è destinato ad accogliere giovani, pellegrini e gruppi, per incontri di formazione e spiritualità, con una formula di ospitalità semplice e adattabile a queste esigenze.

Mancano ancora pochi ritocchi, ma la struttura è ormai pronta: sono stati ultimati i lavori di ristrutturazione e sono state allestite le camere, 18 doppie con letto a castello e bagno in comune, più due doppie con bagno interno per i religiosi, le religiose i catechisti accompagnatori, che dovranno munirsi di sacco a pelo e biancheria personale.
    Ad un breve discorse introduttivo di don Aurelio, è seguita la preghiera di benedizione guidata da don Walter ed il taglio del nastro da parte di don Cristiano e Francesco, promotori e realizzatori di questa forma di accoglienza più leggera e versatile. Sono stati benedetti tutti i locali ed i partecipanti hanno potuto visitare ed ammirare le nuove camere. Il momento di festa e fraternità si è concluso con un festoso aperitivo in terrazza.
   A breve le nuove camere ospiteranno il Segretariato di Pastorale Giovanile, ma aspettiamo tanti altri gruppi.

Le parrocchie che desiderassero maggiori informazioni, possono rivolgersi al responsabile della casa, Francesco Picuti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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È bello cominciare l’autunno con in mente i ricordi dell’estate appena trascorsa. Anche quest’anno i ragazzi del clan “Aquile Randagie” del gruppo scout Casarsa - San Giovanni 1 (provincia di Pordenone, Friuli Venezia Giulia) sono riusciti a vivere una bellissima esperienza; parola chiave: UMANITÀ.
Ma andiamo con ordine. La route ha avuto inizio tra i lunghi viali di La Spezia, è proseguita nella semplicità e la solitudine dei sentieri delle Cinque Terre e si è conclusa, dopo uno stremante    saliscendi sulle colline sopra Genova, al Villaggio della Carità di Don Orione a Camaldoli dove il clan ha prestato servizio.
Al Villaggio i ragazzi hanno trovato persone meravigliose che hanno insegnato loro come la pazienza, l’attenzione, l’amore verso ciò che si fa e verso chi ci circonda, l’umiltà e l’umanità possano regalare una vita tranquilla e quasi del tutto autonoma a persone in difficoltà, o a chi semplicemente ha raggiunto l’età anziana e si sente abbandonato dai propri cari o si rende conto di ciò che i molti anni sulle spalle gli impediscono di fare.  Hanno conosciuto Paolo, educatore a Camaldoli da più di trent’anni ma che in tutto questo tempo non ha mai avuto nemmeno un paziente; com’è possibile? Semplice ha avuto moltissimi amici, perché si nota chiaramente che con lui nessuno è un malato da curare, ma solo un uomo, seppure con modi differenti di pensare, come ha spiegato Paolo: “Tanti di loro adottano metodi di ragionamento totalmente diversi dai nostri. È come se immaginassimo un quadro di Picasso e uno di Leonardo: entrambi sono quadri cambia solamente il modo di vedere la realtà e di rappresentarla”.
C’era la sensazione di aver trovato un posto dove gli ultimi non esistono, dove pensare e muoversi diversamente non vuol dire essere diversi. I ragazzi scout hanno dato una piccola grande mano a chi cerca di rendere felici i risiedenti, ogni giorno, mettendo in gioco la propria allegria, la propria umanità e se stesso.
Il viaggio ha regalato, grazie anche alla comunità di Don Orione, la consapevolezza ai ragazzi di quanto con i propri gesti e il fare quotidiano si può aiutare chi è in difficoltà.
Un grazie a tutti coloro che sono stati compagni di avventura al Villaggio della Carità.

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