"Maria è il più perfetto ideale d’umiltà."
Don Orione

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Los desamparados

 

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Questa è la proposta per la nuova scuola degli Endo-fap: una scuola che passa da un apprendimento passivo, guardare, osservare e ascoltare, ad una formazione attiva, dire, fare e comunicare.

Con questi propositi, animati dall'entusiasmo trasmesso dai relatori e dal confronto delle esperienze di ciascuno, i formatori, direttori e amministratori delle sedi dei CFP orionini sono pronti, dopo il meritato riposo estivo, a ripensare la didattica ed attuare il cambiamento.

Nella giornata di ieri, i temi sono stati trattati secondo due prospettive, una pedagogica e una amministrativa.

Per i temi pedagogici, sono intervenuti il prof. Mario Becciu, Università Pontificia Salesiana, che ha approfondito il tema della leadership educativa, e il prof. Andrea Porcarelli, Università di Padova, che ha illustrato la progettazione per competenze.

Il gruppo degli amministrativi è stato guidato dal dott. Luigi Raineri, che ha presentato le principali novità della riforma del Terzo Settore, e dal prof. Giulio Salerno, Università di Macerata, che ha spiegato le logiche ed i limiti dei costi standard nella IeFP.

Oggi, Roberto Franchini, presidente Endo-fap appena rieletto, ha condiviso con i presenti le linee strategiche che delineano il cammino delle sedi Endo-fap per i prossimi anni: una formazione integrale dei ragazzi, formatori che riscoprono il loro ruolo di educatore, spazi accoglienti e stimolanti che consentono il lavoro su progetti e azioni concrete. La sfida è costruire una scuola che sia trampolino di lancio verso la vita adulta, che formi, come voleva Don Orione, buoni cittadini e buoni cristiani.

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Venerdì, 06 Luglio 2018

Bergamo - Benvenuta estate

Come tutti gli anni al Contro Don Orione di Bergamo viene inaugurata l’estate con la presenza dei bambini del cre di Mozzo.
Grazie ai bambini l’evento si trasforma in una bella festa che dura tutta la giornata. Per descriverla al meglio riportiamo le parole di un’ospite che faceva la maestra e grazie ai bambini del cre ha potuto rivivere emozioni passate, ma non assopite.

“Oggi è stata una giornata particolare, che ha fatto vibrare i nostri sentimenti e i nostri ricordi. Sono venuti a trovarci i ragazzi del cre di Mozzo. È stato un incontro che ci ha fatto rivivere giorni lontani, sereni e pieni d’amore.
I loro balli, ci hanno subito manifestato la loro gioia di vivere. Davanti a me, c’erano i miei alunni di tanti anni fa: Natale, Gabriella, Paolo e altri…
La nostalgia di quei bei giorni non mi ha mai abbandonato e per questo ho voluto tornare maestra ancora una volta.
Ho preparato una favola che si prestava al dialogo e ho invitato dieci bambini alla lettura, come se fossero, ho detto loro, gli artisti della televisione.
Immaginate il loro entusiasmo e il loro orgoglio. Hanno fatto davvero gli artisti, dimostrando intelligenza e orgoglio. La favola aveva per titolo: –Il parere degli altri. Ho detto loro che non ci si deve far condizionare degli altri nelle proprie decisioni, ma agire sempre secondo la propria volontà e coscienza.
Il voto della maestra per questi artisti è 10 e lode. Molte persone hanno offerto il loro amore ai bimbi. Un professore ha recitato e cantato per loro e gentili Signore hanno recitato poesie e storielle divertenti. È stata una mattinata di nostalgia, di ricordi, di vita che non dimenticheremo mai.”

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Giovedì, 05 Luglio 2018

Roma - Nuove sfide per gli Endo-fap

Da ieri fino a venerdì i formatori, direttori, coordinatori e personale amministrativo delle sedi Endofap si riuniscono a Roma per l'appuntamento annuale di formazione e aggiornamento.

Il tema di questo corso riassume le linee di riflessione e di cambiamento dei Centri di Formazione Professionale orionini: "Nuove sfide per la didattica nella scuola digitale", ovvero come mantenere alta l'attenzione e la cura per la relazione con i ragazzi e tenere il passo con i moderni mezzi che si possono utilizzare nella didattica, dal tablet alle classi virtuali.

I partecipanti, provenienti da Mestre, Borgonovo Val Tidone, Fano, Roma, Palermo e Paternò, hanno ascoltato nella mattinata l'intervento di don Gianni Giarolo, vicario provinciale, che ha richiamato al modello di Don Orione, uno "strano" prete, cioè un uomo capace di cercare nei gesti concreti di incontro con i ragazzi la realizzazione dei principi educativi, più che di costruire un modello pedagogico; a seguire il professor Michele Pellerey, pegagogista salesiano e docente alla Pontificia Università Salesiana di Roma. Don Pellerey ha portato al centro il ragazzo come protagonista attivo dell'apprendimento, in un contesto che il formatore può plasmare per favorire l'emergere di quelle competenze umare e anche professionali così richieste dal mondo del lavoro: saper lavorare in gruppo, essere autonomi, saper comunicare.

Nel pomeriggio il gruppo si è recato nella "Patagonia Romana", ovvero nel quartire Appio, che San Pio X aveva così chiamato nell'inviarvi Don Orione ad assistere i poveri che vivevano là, fuori le mura della città. La visita alla Curia Generale dell'Opera Don Orione, che ha sede in quella zona, è stata guidata da Don Fernando Fornerod, consigliere generale che si occupa della pastorale educativa e scolastica: una prima tappa nell'archivio dell'opera dove sono custoditi con grande cura da don Giuseppe Vallauri e Padre Jorge le lettere, i testi autografi e le fotografie di Don Orione, oltre a numerosi altri documenti sulla storia della Congregazione dalla sua nascita.

Seconda tappa la visita agli uffici della Curia ed una chiacchierata distesa e familiare con don Fernando, accompagnata da bevande fresche per il ristoro degli ospiti, preparate con grande premura da don Gianpiero Congiu, direttore della comunità. Don Fernando ha sottolineato più volte che quella casa è la casa di tutti gli orionini, provenienti da tutte le parti del mondo e questo clima di famiglia si è concretizzato nella celebrazione della Santa Messa.

Al termine c'è stato un breve incontro e un saluto con il Padre Generale, don Tarcisio Vieiria, il quale, in una sintonia di pensiero con quanto detto pocanzi don Fernando, ha ringraziato i presenti di essere passati "da Casa, perché questa è un po' come la casa della mamma e del papà: i figli possono essere lontani, ma poi tornano a ricongiungersi con la famiglia".

Dopo una passeggiata per il centro di Roma, da Piazza di Spagna fino a Piazza Navona, una piacevole serata in un ristorante tipico ha concluso la giornata ed ha ancor più rinforzato quel clima bello di amicizia, di confronto e di condivisione che ha caratterizzato anche gli altri momenti.

 

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Le eccezionali piogge che nel pomeriggio di martedì 3 luglio hanno flagellato gran parte del Trentino hanno provocato notevoli danni e disagi. La zona maggiormente colpita dalle piogge è stata la bassa valle di Fassa ed in particolare l'abitato di Moena, a circa 3 km da Soraga. L'acqua ha invaso il centro di Moena nel tardo pomeriggio, tra le 17.30 alle 18, creando in breve un vero e proprio torrente di fango, alimentato anche dall'esondazione del rio Costalunga. Si sono registrati anche degli smottamenti che hanno provocato il blocco della circolazione. A scopo precauzionale una cinquantina persone tra Moena e il passo San Pellegrino sono state evacuate dalle proprie abitazioni, parzialmente allagate. Evacuato per inagibilità temporanea anche un albergo, i cui ospiti sono stati trasferiti dalle unità addette all’emergenza presso la nostra casa di Soraga, il “Soggiorno Don Orione”, affidato alle cure della famiglia Tarquini.
Si tratta di un gruppo parrocchiale di Rimini, composto da 63 ragazzi tra i 10 ed i 15 anni insieme ai loro accompagnatori. Giunti al Don Orione infreddoliti, bagnati ed impauriti, hanno trovato persone gentili, un ambiente ben riscaldato, phon, asciugamani e bevande calde. La cucina si è subito messa in moto per rifocillare i malcapitati con cotolette e tante patatine fritte, portando un sorriso sui quei visi dove poche ore prima c’era qualche lacrima.
Per questi giovani, la casa di Don Orione si è rivelata un rifugio sicuro e tranquillo in un momento di grande tensione, paura e preoccupazione. Il “Soggiorno Don Orione” ha spalancato le porte, pronto ad accogliere chi bussa con un bisogno. Un sentito ringraziamento va ad Agostino Tarquini, alla sua famiglia ed allo staff del Soggiorno: non hanno esitato a rendersi disponibili e a testimoniare, anche nell’emergenza, lo spirito e l’accoglienza che caratterizza le Case di Ospitalità di San Luigi Orione.

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L’8 giugno in Albania è terminata la scuola e dall’11 al 30 giugno si è svolto a Bardhaj l’oratorio estivo. Il tema pensato e presentato da Don Dorian è stato “Ho aperto le braccia ed il cuore, un momento di preghiera, un brano del vangelo poi un fatto della vita di Don Orione come traccia formativa sulla formazione umana e cristiana che ci educa alla solidarietà, alla collaborazione, alla pace.
Poi giochi, balli, laboratori e bans di gruppo. 30 giovani animatori hanno guidato per 20 giorni 150 ragazzi in tutte queste attività. La partecipazione è stata sempre entusiasta e gioiosa e si è conclusa il 30 giugno con la festa del Papa. L’arcivescovo mons. Angelo Massafra ha presieduto la concelebrazione conclusiva di ringraziamento e poi la festa.
Tutto era stato preparato all’aperto nel cortile, ma la pioggia arrivata improvvisamente, ha costretto lo svolgimento all’interno del salone che è grande, ma non poteva contenere tutti: ragazzi, parenti e amici, più di 500 persone. Tutti i presenti, anche se stretti, hanno assistito ai balli, canti, poesie e sketch che i ragazzi avevano preparato, intervallati dal messaggio del Papa sulla felicità.
Il saluto e la benedizione dell’arcivescovo ha chiuso l’incontro. All’uscita un gelato per tutti, offerto dalla comunità, ha addolcito la tristezza della fine dell’oratorio estivo.
L’augurio è che i messaggi di speranza, di pace e di gioia seminati nel cuore di tutti questi ragazzi portino frutti abbondanti di bene nella loro vita, nella comunità e nella società.

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È partita lunedì 25 giugno la terza edizione del “Summer Camp for Special Children”, progetto di inclusione e partecipazione ad attività sportive e ricreative, volte a rafforzare e favorire lo sviluppo di attività sociali e relazionali di ragazzi con disturbi del neurosviluppo, ed in particolare con disturbi dello spettro autistico, e ragazzi normotipici.
La cornice è quella del Comune di Savignano Irpino, che vanta il fregio di essere uno dei borghi più belli d’Italia e vede al centro dell’iniziativa il Centro Medico Sociale Don Orione di Savignano Irpino, che per vocazione si pone quale perno di un lavoro con la gente e per la gente, anche al di fuori delle mura istituzionali. L’iniziativa vede coinvolti come partnership l’Università Federico II di Napoli – UOSD di Neuropsichiatria Infantile del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali, l’associazione Autism Aid Onlus, l’istituto scolastico comprensivo Don Lorenzo Milani di Savignano Irpino e l’associazione Rari Nantes Special Team Campania. Il supporto operativo è assicurato dalla cooperativa Charis e dall’associazione di volontariato Eleos.

Da quest’anno, per i più grandi ci sarà la possibilità di svolgere attività di prelavoro. “Today I work…” nasce dalla generosità e dalla disponibilità dei cittadini e delle imprese locali di fornire uno spazio di sperimentazione lavorativa ai ragazzi speciali più grandi.

La realizzazione del progetto è possibile grazie al contributo di ciascun ente coinvolto e mediante il supporto di beneficenza delle famiglie e della comunità. Anche quest’anno, pertanto, a chiusura del campo estivo, si terrà la terza edizione dell’iniziativa “Ci siamo piazzati!”, ovvero una giornata di sensibilizzazione all’insegna della condivisione e del divertimento, devoluta alla raccolta dei proventi necessari per la realizzazione del Summer Camp.

Savignano irpino summer camp 3

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Domenica scorsa, 24 giugno, nella cattedrale romano cattolica di Iaşi in Romania si è tenuta la grande concelebrazione per le ordinazioni di 18 novelli sacerdoti tra cui tre diaconi orionini: Cătălin Ioan Gaşpel, Andrei Lorent e Fabian Pitreţi.


A presiedere la celebrazione il vescovo di Iaşi Mons. Petru Gherghel, l'Ausiliare, Mons. Aurel Percă. Tanti i concelebranti circa 130, tra cui una ventina di sacerdoti orionini provenienti, oltre che dalle 3 comunità orionine in Romania, anche dall'Italia. Tra i concelebranti orionini anche il Superiore provinciale Don Aurelio Fusi. Folta anche la rappresentanza di chierici e di laici orionini provenienti da Milano, Palermo, Mestre e una buona presenza orionina anche delle altre due comunità di Oradea e Bucarest.


Dopo il rito di ordinazione il “gruppo orionino” si è spostato al Seminario Don Orione di Iaşi per un po' di festa e, a metà pomeriggio, tutti si sono diretti a Mircești, dove alle 18.00 Don Fabian ha presieduto la sua prima Messa nella parrocchia del suo paese natale. È stato affiancato dagli altri due neo sacerdoti e da Don Francis Lăcătuş e Don Gabriel Ciubotariu ordinati recentemente in Italia.


Domenica prossima ci saranno le altre due prime Messe: Don Cătălin presiederà la sua prima Messa a Tămăşeni mentre Don Gabriel Ciubotariu celebrerà nel suo paese natale, poi domenica 8 luglio Don Andrei celebrerà la prima Messa a Mircești.

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Gran serata finale per il progetto paralimpico "uno per tutti... tutti per uno"
Si è appena concluso il progetto condiviso tra Asco e Don Orione con l'istituto "Pantaleo".
Tante le esibizioni:
- gli alunni che hanno animato il progetto condiviso di sport adattato a cura dei volontari Asco e della classe diretta dalla prof.ssa Tonia Cacace
- gli alunni del progetto "Qui si crea" diretto dai prof.ri Ammendola e Sannino (referente dell'area inclusione)
- gli alunni del progetto "Atelier di poesia" diretto dai prof.ri Scognamiglio, Pischedda, Cirillo e Lorenzi
- gli atleti Asco/Don Orione del Powerchairs Football per atleti in carrozzina elettrica (QUI un interessante articolo che li riguarda)
- i ragazzi del centro Don Orione e del Centro sociale Nana' per immigrati minori non accompagnati che si sono esibiti in un lavoro di teatro sociale ed in un workshop aperto a tutti.

Ha chiuso la serata il dirigente scolastico che ha parlato di "valanga cui dobbiamo offrire il tempo di travolgere tutti per avvicinare al concetto di diversità".
Un grazie particolare va ai volontari orionini Maya, Ester, Annachiara, Santo, Pasquale, Alessandro, Andrea, Giovanni, Cristian, Giacomo, Mariano ed a tutti gli altri che continuano a credere che tutto ciò sia possibile.

 

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Ieri, nella la Sala Stampa del Vaticano, è stato presentato l’Instrumentum laboris della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, che si svolgerà dal 3  al 28 ottobre prossimo. Sono intervenuti l’Em.mo Card. Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi; S.E. Mons. Fabio Fabene, Sotto-Segretario; P. Giacomo Costa, S.I., Segretario Speciale della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi; e Don Rossano Sala, S.D.B., Segretario Speciale della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi.

Il Card. Bassetti ha ricordato che "il Sinodo ha come prima finalità quella di rendere consapevole tutta la Chiesa del suo importante e per nulla facoltativo compito di accompagnare ogni giovane, nessuno escluso, verso la gioia dell’amore".

Si tratta di un documento articolato e ampio, che affronta sotto diversi aspetti la questione giovanile affinché il Sinodo  sia esso stesso un esercizio di discernimento, il cui processo si attua compiendo gli stessi passi che aiutano ogni giovane a far luce sulla propria vocazione. Papa Francesco, in Evangelii Gaudium 51, presenta il processo di discernimento con tre verbi: riconoscere, interpretare, scegliere. Per questo motivo, il testo è diviso in tre parti, ciascuna riferita a uno dei tre verbi.

Clicca QUI per leggere tutti gli interventi della Conferenza stampa.

 

 

 

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Venerdì, 15 Giugno 2018

Milano - Tiratori d'arco

Silenzio. Concentrazione. Pazienza. Il tiratore d’arco tende la corda, attende l’attimo giusto. E scocca la freccia. Se ha considerato il vento e la distanza, se conosce il suo arco e il bersaglio, se ha saputo cogliere l’istante giusto, la freccia fa centro. È un’immagine affascinante che ben si presta a raccontare qualcosa dell’altrettanto difficile compito di affiancare un ragazzo che affronta l’adolescenza in tutte le sue complesse sfaccettature, prende le misure con la realtà che ci circonda, cresce, vive.
C’è la stessa pazienza la stessa attesa dell’attimo giusto per scoccare la freccia che non è mai quello che ci aspetteremmo, quello che vorremmo. Non siamo noi a decidere dove tira il vento e non è certo possibile deviarlo o modularne la forza a nostro piacimento. Al contrario è necessario mettersi in discussione, osservare, ascoltare, capire.
C’è la stessa distanza. Portare a mano la freccia fino al bersaglio e conficcarla nel centro da dieci punti sarebbe molto più semplice, ma non sono queste le regole del gioco. Si lancia una freccia da decine di metri di distanza: educare è anche saper rimanere al proprio posto.
L’arciere esperto scocca la freccia vedendo già dove andrà a conficcarsi. C’è la stessa progettualità, lo stesso sguardo attento e concentrato sul ragazzo, la stessa voglia di centrarne la vita per poi decentrarsi e lasciare che la freccia faccia il suo corso.
Tiratori d’arco vuole essere tutto questo. Uno strumento utile per preparare incontri e momenti di riflessioni in gruppo, ma prima ancora una raccolta per tutti, una piccola lettura serale, uno spunto per accompagnare un momento di riflessione personale o una passeggiata.

Questo il libro scritto da due orionini DOC! Don Alessandro Di Gangi e Federico Lucrezi, lo puoi trovare QUI: Tiratori d'Arco: venti storie brevi per educare raccontando

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