"Chi crede nel Signore ami la misericordia."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Venerdì 5 febbraio, si è svolto il secondo incontro del segretariato educativo, che riunisce tutte le realtà scolastiche della Provincia Religiosa Madre della Divina Provvidenza: da Palermo e Paternò, passando per Roma, Fano, per arrivare a Borgonovo Val Tidone, Genova e Mestre.
L’incontro è stato introdotto da Don Maurizio Macchi e Don Leonardo Verrilli, consiglieri provinciali, che hanno ricordato i punti centrali del Primo Capitolo Provinciale svoltosi nel novembre scorso, soffermandosi in particolare sul senso di appartenenza e sull’identità orionina.
Il primo intervento della mattina è stato di don Pietro Sacchi, giovane sacerdote e animatore vocazionale, insieme a Don Giovanni Carollo: fare cultura vocazionale nelle nostre case significa aprire le porte ai giovani delle scuole, che chiedono di fare esperienze forti di carità, a cui chiedere “che senso vuoi dare alla tua vita?”, significa fare cultura della vita.
Roberto Franchini ha poi ripreso il tema del progetto educativo orionino e delle sfide che esso lancia, per introdurre la testimonianza di Alberto Grillai, direttore del CFP dell’Istituto San Marco di Mestre. Da qualche anno il CNOS-FAP, l’ente salesiano che coordina le attività della formazione professionale, ha avviato un progetto di didattica digitale. Grillai ha raccontato con entusiasmo e ironia il processo di cambiamento introdotto della scuola: il cambiamento di paradigma presuppone un grande lavoro di progettazione e riflessione, ma soprattutto si basa sulla motivazione e sulla passione degli insegnanti per il proprio lavoro e per i propri ragazzi. Non è più possibile ignorare i cambiamenti nel mondo dei cosiddetti nativi digitali, ma più di tutto è fondamentale educare i ragazzi al digitale.
Il pranzo è stato una vera festa di famiglia: i ragazzi delle prime classi del corso di Ristorazione del CFP hanno allestito un elegante banchetto di carnevale e hanno accolto e servito gli ospiti con un po’ di agitazione (era per loro la prima esperienza con ospiti veri) e con grande impegno. Al termine dell’ottimo e abbondante pranzo, un grande applauso ha salutato e ringraziato il gruppo dei cuochi e quello dei camerieri, con i relativi insegnanti.
Il dopo pranzo è stato dedicato alla programmazione delle attività di formazione e aggiornamento per i docenti delle scuole orionine: un convegno per l’autunno sul tema della didattica digitale, una settimana residenziale per i formatori, una visita ad una scuola europea all’avanguardia nelle nuove modalità didattiche.
Un cammino impegnativo e denso, ricordando che Don Orione ha iniziato proprio dai giovani e che ci chiede anche oggi di essere alla testa dei tempi.

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La dottoressa Daniela Beltrame, direttore generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, ha inviato una circolare a tutti i dirigenti scolastici delle scuole statali di ogni ordine e grado del Veneto circa la compatibilità della presenza dei simboli della cultura cristiana nelle aule con il carattere laico, multiculturale e multietnico della scuola statale.

Qui di seguito il testo integrale:

Gentili Dirigenti scolastici,
nei giorni scorsi abbiamo assistito ad un confronto, non senza polemiche, sulla delicata questione delle iniziative scolastiche connesse alle festività natalizie. L’occasione non ha mancato di riaccendere il dibattito sulla presenza dei simboli cristiani all’interno delle scuole.
Il tema della compatibilità della presenza dei simboli della cultura cristiana nelle aule con il carattere laico, non confessionale, multiculturale e multietnico della scuola statale deve essere affrontato senza preconcetti.
È appena il caso di ricordare che la presenza del crocifisso e degli altri simboli della cultura cattolica e degli atti di culto (presepio, celebrazione della S. Messa, benedizioni pasquali, ecc.), non solo non è mai stata limitata da disposizioni interne all’Amministrazione scolastica, ma é anzi prevista da norme con valore di legge (art. 118 del R.D. 30 aprile 1924 n. 965, recante disposizioni sull’ordinamento interno degli istituti di istruzione media; art. 119 del R.D. 26 aprile 1928 n. 1297 e relativa tabella allegata, recante il Regolamento generale sul servizio dell’istruzione elementare) che, sebbene anteriori alla Costituzione Repubblicana, non sono mai state abrogate.
Il Ministero dell’Istruzione dell’Università e delle Ricerca, tramite la Circolare e la Direttiva del 3 ottobre 2002, aveva fornito assicurazioni in tal senso.
Il Consiglio di Stato, con parere n. 63, reso in data 27 aprile 1988, nel precisare che "la Croce, a parte il significato per i credenti, rappresenta un simbolo della civiltà e della cultura cristiana, della sua radice storica come valore universale, indipendente da specifica confessione religiosa" ha confermato che dette norme sono ancora vigenti e non sono state abrogate né dall’accordo intervenuto tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede nel 1984, di modifica del Concordato sancito dai Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929, né dalla Costituzione Repubblicana del 1948.
Sullo specifico tema si era espressa anche la sentenza della Corte di Cassazione, Sezione III, in data 13 ottobre 1998, affermando che la presenza del crocefisso nelle aule scolastiche non contrasta con la libertà religiosa sancita dalla Costituzione.
Con riguardo all’evoluzione giurisprudenziale in materia, va ricordato in particolare come il Consiglio di Stato (sez.VI sent. n.556 del 13/06/2006, nel confermare la sent. del TAR Veneto n.1110/2005; conforme anche il precedente parere del Consiglio di Stato, Sez. II, n.4575 del 15/02/2006) ha riconosciuto che il crocefisso è il simbolo di una cultura cristiana nella quale il nostro Paese ha le proprie radici, e deve quindi essere distinto dal simbolo di una confessione religiosa. Coloro che non intendono avvalersi dell’ora di religione cattolica, che non è obbligatoria, possono optare per altre attività. Il crocefisso ha invece valenza storico-universalistica.
Analoga questione si pone per quanto riguarda la tradizione di allestire il Presepio e di autorizzare nella scuola o fuori dalla scuola, in orario scolastico curricolare o fuori da tale orario, atti di culto o pratiche religiose (S. Messa in particolari circostanze, benedizioni pasquali, ecc.) rivolte agli studenti che vogliano aderirvi.
Anche la Corte Europea dei diritti dell’Uomo (Grande Camera – sent.18/03/2011, n.30814, in appello alla presedente Corte Europea dei diritti dell’Uomo –sez. II – sent. 03/11/2009, n. 189) ha riconosciuto alle Autorità italiane di trattare la questione secondo l’architettura costituzionale, affermando che il crocefisso non preclude, non esclude, non offende, non contraddice la laicità dello Stato. La Corte Europea, nel caso di specie, ha ritenuto non sussistente la violazione dell’art.9 (libertà di pensiero, di coscienza e di religione) dell’art. 2 del Protocollo n.1 (Diritto all’Istruzione).
In senso conforme si è pronunciato il Tribunale di Terni, sez. lavoro, con sentenza n.122/2013 che, sulla scorta di tali principi, ha giudicato legittima la sanzione disciplinare irrogata dal Dirigente scolastico ad un’insegnante per la rimozione del crocifisso dall’aula di lezione.
Il principio di laicità dello Stato, espresso dagli artt. 2-3, 7-8, 19 e 20 Cost., risulta compatibile con la presenza dell’insegnamento religioso cattolico nella scuola pubblica, che anzi ne costituisce un elemento importante in quanto evidenzia l’attitudine laica dello Stato-comunità, che "si pone a servizio di concrete istanze della coscienza civile e religiosa dei cittadini" e riflette l’identità storica e religiosa del paese (Corte cost., sent. n. 203/1989). Tale principio, nella sua valenza garantista, comporta altresì che "in nessun caso il compimento di atti appartenenti, nella loro essenza, alla sfera della religione, possa essere l’oggetto di prescrizioni obbligatorie derivanti dall’ordinamento giuridico dello Stato" (Corte cost., sent. n. 334/1996).
Con la speranza di aver contribuito a sgomberare il campo da incertezze interpretative, auspico che le iniziative di celebrazione del Natale, in quanto profondamente radicate nell’identità delle persone, assumano un sicuro punto di riferimento culturale per la loro valenza educativa in un quadro pluralistico come quello che deve caratterizzare la scuola statale.
Nel riconoscere l’alta finalità educativa e di crescita culturale che connota la Vostra funzione all’interno delle comunità scolastiche, in occasione delle festività del Natale mi è gradito rivolgere a tutti Voi un messaggio di serenità ad accogliere e organizzare, nel rispetto dell’autonomia scolastica, le simboliche rappresentazioni del messaggio pacificatore del Natale, che tradizionalmente si declinano in allestimenti, recite, cori e eventi musicali. Sono questi i simboli della pace, della dolcezza, della fratellanza di cui è veicolo il messaggio cristiano, che caratterizzano la cultura e l’identità spirituale, sia religiosa che laica, della civiltà italiana ed europea, alla quale la scuola pubblica non può e non deve rinunciare, in coerenza con un progetto educativo che valorizzi l’apertura all’integrazione e all’accoglienza delle altre identità.

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Mercoledì, 04 Novembre 2015

Piano nazionale Scuola Digitale

Il ministro dell’istruzione Stefania Giannini ha presentato lo scorso 27 ottobre il PNSD (Piano nazionale scuola digitale), un piano operativo organico che punta a recuperare il ritardo sul fronte digitale, documentato in tutte le statistiche internazionali.  “Un progetto - ha dichiarato il ministro - che vuole riposizionare il sistema educativo italiano in un contesto internazionale in cui il digitale è un elemento pervasivo”. Il PNSD rappresenta  un significativo investimento culturale e umano rivolto a  tutto il personale scolastico, chiamato ad abbracciare le sfide dell’innovazione: metodologico-didattiche per i docenti, organizzative per i dirigenti scolastici e il personale amministrativo.
Dalla banda larga alla formazione dei docenti questi i punti salienti del progetto di digitalizzazione della scuola.
Il piano è organizzato  in 4 passaggi fondamentali: (I) strumenti, (II) competenze, contenuti, (III) formazione, (IV) accompagnamento. Per ognuno vengono identificati obiettivi “critici”, ma raggiungibili, collegati ad azioni specifiche in grado di consentire un miglioramento complessivo di tutto il sistema scolastico.
Il Piano mette in campo 35 azioni definite con scadenze puntuali. In primo luogo intende assicurare la connessione veloce in tutte le scuole entro il 2020. Le tecnologie diventano abilitanti, quotidiane, ordinarie, al servizio dell’attività scolastica, con ricadute estese al territorio. Prioritaria la formazione del personale della scuola che deve essere messo nella condizione di vivere e non subire l’innovazione. Una formazione dei docenti centrata sull’innovazione didattica, tenendo conto delle tecnologie digitali come sostegno per la realizzazione dei nuovi paradigmi educativi .
Il piano prevede un investimento fino a 10 milioni di euro all’anno: un finanziamento strutturale che grazie a 300 snodi formativi permetterà di dare definitiva capillarità alle politiche formative. Gli USR animeranno e monitoreranno le attività condotte dagli snodi e dalle singole scuole. Un Comitato Tecnico Scientifico Regionale sarà lo strumento operativo per coordinare le azioni e potrà coinvolgere risorse umane dedicate ed esperti del territorio. Ogni scuola avrà un animatore digitale per la formazione interna alla scuola, sulla base dei bisogni comuni e dello stimolo alla partecipazione attiva nelle attività formative.

Per approfondire clicca QUI

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Lunedì, 12 Ottobre 2015

Endo-fap Borgonovo

Terminate le vacanze, dal 14 settembre sono riprese le attività del centro di formazione professionale Endo-Fap Don Orione. Le prime a varcare la porta d’ingresso della scuola nella sede di Borgonovo Val Tidone sono state le “ragazze” del corso per Operatore Socio-Sanitario; tra lezioni di Psicologia, Assistenza nella preparazione ed assunzione di cibi, di Etica e deontologia professionale e quant’altro, le corsiste stanno cercando di accrescere il proprio bagaglio di competenze per prepararsi alla prima esperienza di stage prevista a dicembre. Il corso, per adulti disoccupati, della durata di 1000 ore, è iniziato a giugno e si concluderà nel luglio 2016 dopo l’esame di qualifica.
Il giorno dopo, martedì 15 settembre, è suonata la campanella per gli studenti dei corsi di istruzione e formazione professionale (IeFP); accoglienza nell’aula multimediale da parte del Direttore del centro Giovanni Bigoni e dopo le presentazioni di rito, via nelle aule ad iniziare ad apprendere nozioni utili per imparare un mestiere. Due sono le sedi del Don Orione nel piacentino, quella di Borgonovo Val Tidone che propone corsi per Operatore Meccanico e Operatore Sistemi Elettrico-Elettronici e quella di Piacenza dove si svolge il corso per Operatore Grafico. La durata complessiva è di 2000 ore, di cui 500 di stage per chi ha già frequentato almeno un anno di scuola secondaria di II grado o ha fatto 9 anni di scuola nel paese estero di provenienza; chi invece, rispetto al normale percorso di studi, è in ritardo di uno o più anni e non ha fatto un anno di studi superiori, deve frequentare un percorso di 3000 ore con circa 1000 ore di stage.
Tra le attività di questo primo mese si segnala il tradizionale torneo di calcio svoltosi sabato 26 Settembre con tutte le classi di Piacenza e Borgonovo Val Tidone; un quadrangolare che ha visto la partecipazione di più di una cinquantina di allievi e qualche professore di vecchia data in un clima di festa e sana spensieratezza. Mercoledì 21 ottobre c’è stata invece la trasferta a Milano in pullman in occasione di Expo 2015.

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Sabato, 03 Ottobre 2015

Nuovo direttivo per Endofap

A seguito del segretariato delle scuole, si è riunita l'assemblea dei soci di Endofap nazionale.
Fanno parte dei soci le ex-Provincie Religiose e le sedi territoriali di Veneto, Emilia Romagna, Liguria, Lazio e Marche. Dopo un breve confronto tra i partecipanti su alcune questioni organizzative e sulla disponibilità a ricoprire incarichi, si è proceduto alle votazioni. Il risultato ha visto l'elezione di Roberto Franchini come nuovo presidente. Del Consiglio direttivo fanno parti gli eletti Serena Susigan (Endofap Liguria), come vice presidente, ed i consiglieri Patrizia Morichelli (Endofap Lazio), Don Walter Groppello, Gianmarco Fugazza (Endofap Borgonovo Val Tidone).
Il nuovo direttivo inizierà così un percorso di lavoro per attuare le proposte emerse nel segretariato, per una formazione capillare ed omogenea degli insegnanti, per l'avvio di progetti in rete nazionale ed europea, per una riflessione e riattualizzazione sul progetto educativo orionino.

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Venerdì 2 ottobre, a Fano, si è riunito il segretariato delle scuole Orione, guidato dai consiglieri don Leonardo Verrilli e don Maurizio Macchi. La mattina di confronto e scambio di esperienze è iniziata con la riflessione proposta ai diversi segretariati dal Provinciale don Aurelio: una rilettura sapienziale delle origini della Congregazione, per riscoprire l'identità delle nostre realtà educative e ritrovare nuovo slancio per essere "alla testa dei tempi". Come ulteriore stimolo, la proposta di Roberto Franchini di riflettere sul cambiamento in atto oggi nel mondo della scuola: non una semplice crisi, ma un vero e proprio cambio di paradigma, dalla scuola dei libri e dell'insegnante in cattedra, alla scuola digitale, basata sull'autonomia dello studente, sugli strumenti innovativi, su una nuova relazione tra docente e allievo. Anche le scuole orionine sono chiamate ad affrontare questo nuovo orizzonte, scegliendo se chiudersi alle novità o rinnovarsi, riscoprendo la centralità del ruolo educativo dell'insegnante che, come scriveva Don Orione, deve farsi amare più che temere.

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Lunedì, 28 Settembre 2015

Endo-fap Lazio

L’ENDO-FAP Lazio, è un’associazione senza scopo di lucro con sede a Roma, accreditata come Ente di formazione professionale presso la Regione Lazio per l’obbligo formativo, la formazione superiore e continua e l’orientamento. In questi settori l’ENDO-FAP Lazio presenta proposte progettuali o come soggetto gestore o come partner in ATS su Avvisi e Bandi di Gara delle Regioni, delle Province, dell'Unione Europea, del Ministero del Lavoro e dei Fondi Interprofessionali.
Presta un servizio educativo e formativo alle persone per aiutarle a sviluppare integralmente la propria personalità mediante l’istruzione, la formazione e l’aggiornamento professionale. Sotto la denominazione più conosciuta di Centro di Formazione Don Orione, l’ENDO-FAP Lazio trae ispirazione nelle opere di San Luigi Orione e svolge la propria attività da molti decenni rispondendo precipuamente alla domanda di formazione iniziale dei giovani provenienti dal tessuto economico e sociale dell’area nord di Roma e del suo hinterland.

MISSION
L’ENDO-FAP Lazio istruisce secondo il progetto di San Luigi Orione, riattualizzato con intelligenza e significatività allo scopo di affrontare le dinamiche di una società ultra-complessa. Tale specifica visione educativa colloca il giovane al centro dell'azione formativa in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, etici e spirituali. L'obiettivo è quello di educare la persona nella sua globalità, affinché possa serenamente compiere la sua crescita personale, fondata sui valori di uguaglianza, solidarietà e libertà ed inserirsi nella società civile consapevole dei propri doveri e dei propri diritti.

L'impegno dei formatori verso i discenti persegue l’educazione alla responsabilità, recuperando nei giovani la capacità di risolvere problemi a partire dalla fiducia in loro stessi, nel rispetto delle differenze e dell’identità di ciascuno. Tutto il personale del Centro opera nella duplice direzione del conseguimento del successo formativo e della promozione del pieno sviluppo della “persona”, con una particolare attenzione alla disabilità e allo svantaggio sociale e culturale. L’ Istituzione Formativa dell’ENDO-FAP Lazio, attraverso le sue attività didattiche, garantisce l’acquisizione dei saperi e dei linguaggi culturali di base; delle competenze tecnico-professionali specifiche e delle competenze chiave di cittadinanza. L’azione formativa, partendo dai bisogni formativi degli utenti, si sforza di promuovere lo sviluppo di tutte le risorse personali per una piena realizzazione del proprio sé educando, nel contempo, alla convivenza e alla valorizzazione delle diverse identità e delle diverse radici culturali.

I principi che guidano l'azione formativa sono:
- Centralità della persona;
- Personalizzazione e individualizzazione dei percorsi (declinazione e finalizzazione dei contenuti disciplinari);
- Adozione di nuove metodologie didattiche;
- Sostenere l’apprendimento permanente facilitando la partecipazione e l’iniziativa dei propri utenti.

L’OFFERTA FORMATIVA
Le proposte formative ed educative dell’ENDO-FAP Lazio sono volte a potenziare il capitale umano anche per mezzo di una didattica attiva personalizzata.  I percorsi di Istruzione e Formazione Professionale di durata triennale che si concludono con un esame che rilascia un Attestato di qualifica professionale, spendibile su tutto il territorio nazionale e corrispondente al 3° livello del Quadro Europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente (European Qualification Framework EQF).
Tutti i giovani in età compresa tra i 14 e i 18 anni che hanno assolto il primo ciclo di scuola di primo grado, possono iscriversi ai percorsi triennali di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP).
I percorsi sono offerti in modo completamente gratuito e garantiscono l’acquisizione di saperi e competenze di base relative ai quattro assi culturali (linguistico, storico-sociale, scientifico-tecnlogico e matematico); competenze di cittadinanza e tecnico-professionali.
Nel triennio sono garantiti inoltre tirocini orientativi riservati a studenti iscritti ai primi anni e tirocini formativi in azienda riservati a studenti iscritti ai secondi e terzi anni.
La qualifica professionale acquista al termine del triennio consente l’inserimento nel mondo del lavoro, con l’opportunità di proseguire gli studi nel sistema scolastico.

Clicca QUI per scaricare e leggere la brochure

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L’ ENDO-FAP (Ente Nazionale Don Orione – Formazione Aggiornamento Professionale) è un’associazione nazionale che associa Enti Regionali gestori di centri di formazione professionale italiani. Promuove e gestisce attività di formazione professionale, culturale, di aggiornamento nel rispetto delle leggi regionali, nazionali e norme comunitarie in materia e secondo le linee statutarie.
L’Ente si prefigge lo scopo della formazione professionale, la qualificazione, la riqualificazione professionale e l’elevazione morale e sociale dei giovani e degli adulti lavoratori mediante lo sviluppo della loro istruzione e aggiornamento professionale, della loro dimensione culturale e della loro educazione civica basata sugli insegnamenti della civiltà cristiana , facendo specifico riferimento alla Costituzione Italiana e ad una propria Proposta Formativa basata sulla dottrina sociale della Chiesa e sul carisma e lo stile di Don Luigi Orione.
L’associazione si pone l’obiettivo di lottare contro la disoccupazione e prevenirla, promuovere l’integrazione nel mercato del lavoro delle persone esposte al rischio di esclusione sociale, promuovere la formazione professionale, l’educazione e l’orientamento nel quadro di una politica di formazione permanente, sostenere le politiche di flessibilizzazione del mercato del lavoro, favorire lo sviluppo dell’imprenditorialità, migliorare l’accesso, la partecipazione e la posizione delle donne nel mercato del lavoro.
Nello specifico, le attività istituzionali riguardano: l’orientamento scolastico-professionale, la formazione professionale iniziale, la formazione di livello superiore, la formazione continua, l’accompagnamento all’inserimento lavorativo, la progettazione ed elaborazione materiali didattici. Altre attività sono: la formazione al personale dipendente di aziende private, la consulenza alla creazione di sistemi di auto-imprenditorialità, la valutazione e monitoraggio di interventi formativi.
Opera in 6 regioni: Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Sicilia, Veneto.

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Pubblichiamo un'interessante notizia rilanciata da Endofap, Ente Nazionale Don Orione Formazione e Aggiornamento professionale, che coordina l'attività delle sedi regionali impegnate nella formazione professionale dei giovani e dei lavoratori e nella formazione continua.

Le scuole italiane sono frequentate da 800mila alunni di cittadinanza straniera, pari a circa il 9% della popolazione scolastica totale, e di questi il 52% è nato nel nostro Paese ed il 4,9% è di recente immigrazione. Lo rende noto il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, il quale ha appena stanziato un milione di euro per favore l’integrazione e l’accoglienza degli studenti con cittadinanza non italiana. Il finanziamento è destinato a finanziare progetti ad hoc, in particolare 500mila euro per il potenziamento dell’italiano come seconda lingua e 500mila euro per iniziative di accoglienza e di sostegno linguistico e psicologico dedicati a minori stranieri non accompagnati. Il Miur ha inoltre emesso una circolare per l’attuazione delle misure previste dalla Buona Scuola. Si tratta del documento “Diversidachi”, contenente 10 proposte elaborate dall'Osservatorio per l'integrazione del Ministero.

Come accennato, metà della somma stanziata andrà a finanziare corsi per potenziamento per la lingua italiana, in quanto “la lingua è – dichiara il Ministro Giannini -  passaporto di comunicazione e integrazione, per questo mettiamo a disposizione delle scuole risorse che consentiranno di dare una risposta al numero sempre crescente di alunni figli di migranti che oggi rappresentano il 9% della popolazione scolastica. Un anno fa abbiamo riavviato l'Osservatorio nazionale per l'integrazione e l'intercultura. Nella Buona Scuola abbiamo inserito fra le priorità dell'offerta formativa proprio il perfezionamento dell'italiano come lingua seconda perché la scuola è la cornice ideale per diventare cittadini sostanziali. Ne siamo convinti e stiamo lavorando per questo". I progetti dovranno prevedere corsi intensivi in orario scolastico o extrascolastico, anche mediante la collaborazione con le famiglie.

Gli altri 500mila euro andranno a sostenere iniziative per l’accoglienza di minori non accompagnati, con la realizzazione di interventi in ambito linguistico che psicologico. La distribuzione dei fondi tiene conto delle realtà dove il numero di minori stranieri non accompagnati è maggiore.

I bandi sono pubblicati sui siti degli Uffici scolastici regionali. Il vademecum dell’Osservatorio, contenente 10 raccomandazioni in tema di integrazione, è stato invece inviato in questi giorni agli istituti scolastici. Il decalogo permette di tradurre concretamente quanto stabilito sull’argomento dal Decreto La Buona Scuola.

Clicca QUI per scaricare e leggere il rapporto sull'integrazione a cura dell’Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura del Miur

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Le guerre in corso nel mondo arabo obbligano 13,7 milioni di bambini a rinunciare alla scuola. Ad affermarlo è un rapporto dell’Unicef in cui si documenta come i conflitti in Siria, Iraq, Yemen, Libia e Sudan abbiano allontanato dalle aule il 40 per cento del totale dei bambini in età scolare. «Un’intera generazione viene privata della basi dell’istruzione» afferma il rapporto, documentando attacchi a studenti ed insegnanti come anche la distruzione di edifici scolastici.  

Nel complesso sono almeno novemila le scuole divenute inagibili a causa dei danni subiti o della destinazione ad altri usi, come basi militari o centri di addestramento per milizie. L a situazione più grave è in Siria dove, dall’inizio della guerra civile nel marzo 2011, il 25 per cento delle scuole è stato chiuso, privando dell’istruzione 2 milioni di alunni. «L’impatto distruttivo dei conflitti in corso si abbatte sui più piccoli in tutta la regione - afferma Peter Salama, direttore regionale di Unicef in Medio Oriente e Nord Africa - non solo per i lutti e la demolizione delle scuole ma soprattutto per la disperazione di una generazione che vede infrante le speranze per il futuro». Il rapporto cita anche attacchi alle scuole palestinesi in Cisgiordania. Sul fronte dei profughi l’emergenza investe Turchia, Giordania e Libano: mancano fonti, strutture e insegnanti per fare fronte alla necessità di istruzione per chi fugge da Siria e Iraq.

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