"La Provvidenza divina sempre sa trarre da ogni male grandissimi beni religiosi e sociali."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

convegno apostolico 6

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Giovedì 12 ottobre, Mons. Salvatore Gristina, arcivescovo della Diocesi di Catania, in occasione della visita pastorale ha incontrato studenti ed insegnanti dell’Endo-fap di Paternò presso il Santuario Maria SS. della Consolazione.
Dopo i saluti di Don Vito Mandarano e la presentazione della scuola da parte della direttrice, i ragazzi del terzo e quarto anno si sono esibiti in una breve rappresentazione mimica che riflette sulle difficoltà e il combattimento interiore che i giovani affrontano ogni giorno.
L’arcivescovo, prendendo la parola, ha ringraziato la scuola per la calorosa accoglienza.
Ha sottolineato l’importanza del servizio educativo svolto dalla Congregazione Orionina a Paternò, esprimendo la propria vicinanza e solidarietà dato il particolare momento di crisi che il settore vive nella Regione Sicilia.
Ha invitato i ragazzi ad impegnarsi con perseveranza nel proprio cammino di crescita personale e professionale cercando di cogliere le possibilità che offre un percorso di formazione favorendo l’immissione nel mondo del lavoro.
Infine ha rivolto un ringraziamento particolare agli insegnanti e ai ragazzi dell’Operatore del Benessere per il servizio prestato alla comunità attraverso l’esperienza di volontariato vissuta presso alcuni centri di riposo per anziani.
L’incontro si è concluso con la visita dei laboratori del settore ristorazione dove i ragazzi del secondo anno hanno invitato il vescovo alla degustazione di sfiziosi e colorati piatti preparati per l’occasione.

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Sotto il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca si è svolto presso il nostro Centro dal 9 all’11 ottobre u.s. un convegno internazionale nell’ambito del progetto “Promising Practices” volto ad elaborare le linee guida, che saranno presentate al Parlamento Europeo, per far sì che i diplomi degli istituti professionali di ciascun Paese siano riconosciuti in tutti i Paesi della Comunità Europea.
Alla presenza dei rappresentanti di Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Slovacchia, Portogallo (assente all’ultimo momento la Spagna per problemi politici interni), il Dott. Gianni Maddalon, Dirigente del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione ha aperto il convegno “MAKING VOCATIONAL EDUCATION AND TRAINIG (VET) – A FIRST CHOICE – Second Meeting for a European Peer Learning – Platform on Vocational Education and Training” spiegando la scelta di questa città, come location italiana per il meeting, essendo Venezia la città artefatta per eccellenza, cioè fatta ad arte dalle sapienti conoscenze degli artigiani e quindi quale più opportuna sede poteva essere trovata se non quella degli Artigianelli, che tanti ragazzi ha formato ed avviato grazie alle scuole professionali dell’Opera Don Orione e che anche oggi, sotto altra forma, si adopera a sostegno della cultura.
L’evento si è concluso con grande soddisfazione di tutti.

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Domenica 10 settembre si è aperto l’anno scolastico in una cornice di festa grazie anche ad una bellissima giornata soleggiata d’autunno. È sempre l’occasione per sottolineare l’obiettivo della nostra scuola: non accontentarsi e fare sempre di più e meglio, sia professori che alunni. Guidati dai religiosi della comunità e da 47 professori quest’obiettivo sarà perseguito da 631 alunni, di cui 72 della scuola materna, 275 delle elementari, 160 del ginnasio e 124 del liceo.
Il Liceo Don Orione di Oradea sta vivendo un periodo entusiasmante di sviluppo, sia per quel che riguarda la quantità, con la crescita triplicata del numero degli alunni negli ultimi sette anni, sia per quel che concerne la qualità, che si rivela nei valori e nella testimonianza del carisma orionino che è sempre più conosciuto non solo in città, ma anche nella regione. Un ruolo importante in questo senso lo riveste anche l’attività extra scolastica: parrocchia, oratorio, gruppo scout.
L’obiettivo è di essere un modello per la scuola romena. Questo motiva gli insegnanti ad offrire un insegnamento di qualità, con l’obiettivo di formare nei ragazzi innanzitutto la “persona”, utilizzando tutti i mezzi logistici ed educativi più idonei. È per questo motivo che la scuola è molto apprezzata in tutta la regione, tanto è vero che per le pre-iscrizioni del nuovo anno scolastico molti genitori hanno fatto la fila dalla sera precedente, per non perdere la chance di avere il proprio figlio al Liceo Don Orione.
Anche in questo angolo di mondo, attraverso l’operazione dei suoi figli, Don Orione continua a fare del bene e, soprattutto, a formare i giovani, perché siano costruttori di una Romania più bella e fraterna, “il sole del domani”.
Clicca QUI per vedere il sito della Scuola

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Un pomeriggio ricco di stimoli, di occasioni di confronto e di riflessione quello che ieri hanno vissuto i partecipanti al corso di formazione carismatica, che si sta svolgendo a Villa Lomellini. Il prof. Arduino Salatin, nel suo intervento, ha ripercorso in modo semplice ma incisivo la storia della formazione professionale in Italia, sottolineando che la sua origine non si può riferire a questa o quella riforma scolastica, bensì alle opere educative di grandi santi sociali quali san Giovanni Bosco, san Leonardo Murialdo e San Luigi Orione. Ricordare queste origini così antiche e prestigiose deve aiutare la Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) a difendere il proprio ruolo sociale ed educativo, senza timore di confrontarsi con le "novità" di alcune riforme. Sulla traccia di confronto proposta da Salatin, i formatori e collaboratori delle sedi Endofap, approfittando della piacevole giornata settembrina, hanno lavorato in piccoli gruppi nel parco di Villa Lomellini.

Al termine dei lavori e la celebrazione eucaristica, c'è stato spazio anche per un po' di storia della Congregazione di Don Orione con la visita alla Villa, sede del primo Capitolo Provinciale nel 1940, alla morte di Don Orione: prima di cena, uno sguardo dalla torretta per ammirare il panorama dei colli dell'Oltrepò Pavese, le sue vigne, e scorgere in lontananza la cupola del Duomo di Pavia e quella di Voghera.

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Inizia oggi una tre giorni di formazione carismatica per i dipendenti e collaboratori delle sedi Endofap. Presenti da Mestre, Fano, Genova, Roma e Borgonovo Val Tidone. I lavori sono stati introdotti da Roberto Franchini, presidente di Endofap, seguito dall'intervento di Don Walter Groppello, economo provinciale, e infine da don Aurelio Fusi, direttore provinciale.

Don Walter ha sottolineato la differenza tra un'azienda e un'opera carismatica: l'azienda possiede, produce, investe e crea futuro; l'opera carismatica compie le stesse azioni, ma in più genera solidarietà. Questa solidarietà verso gli alunni è l'annuncio di salvezza, come voleva Don Orione. Chi lavora e collabora nelle case orionine è le mani ed i cuori di don Orione oggi, ha la responsabilità di portare avanti il suo carisma.

Don Aurelio ha presentato la figura di Don Orione, dalla sua nascina nel 1872 alla sua morte, nel 1940: il suo racconto, vivace e intenso, è stato alternato da immagini d'epoca, ritratti del santo, immagini dei luoghi, dalla toccante descrizione della fisionomia di Don Orione del Beato don Carlo Gnocchi. Difficile delineare una persona poliedrica e intelligente come Don Orione con poche pennellate, ma gli episodi e le frasi riportate dal Provinciale sono state sufficienti a far emergere le sue peculiarità: lo zelo ardente, la carità instancabile, l'accoglienza profonda e calda di ciascuno, l'amore per la Chiesa e il Papa, l'umiltà profonda di chi si considera uno straccio nelle mani di Dio.

Nel pomeriggio, il prof. Arduino Salatin, preside IUSVE e vice presidente INVALSI, presenta gli scenari educativi della formazione professionale oggi.

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Venerdì, 18 Agosto 2017

Soraga - 25° Seminario Ex Allievi

Dal 6 al 13 agosto, nella maestosa cornice della Val di Fassa a Soraga, si sono incontrati gli ex-allievi delle scuole orionine, ospiti del Soggiorno Don Orione (per vedere il sito della casa di accoglienza clicca QUI). Quest'anno ricorre il 25° anniversario di questa iniziativa di formazione, di fraternità e di famiglia. Oltre ai momenti formativi, le famiglie con bambini e ragazzi hanno anche assaporato la bellezza delle Dolomiti. Ogni mattina, Don Alberto Parodi ha guidato le lodi mattutine, proponendo alcune riflessioni, oltre ai sussidi delle giornate: molto coinvolgente il video che racchiude l'esperienza dello scorso anno. Alla sera, invece, la messa presieduta da Don Leonardo Verrilli, consigliere provinciale. In una giornata è stato presente anche Don Fulvio Ferrari, economo generale, che ha presentato il cammino della Congragazione partendo dall'uiltimo Capitolo Generale "Servi di Cristo e dei poveri": riscoprire il senso del servizio, dell'accoglienza dei poveri, uscendo dal nostro piccolo quotidiano, aprendosi alle periferie esistenziali e geografiche del mondo di oggi. Un ex allievo, il prof. Carlo Masacci ha letto diversi testi di Don Orione, aiutando i presenti a immergersi nella spiritualità e nei pensieri del nostro Santo. Al momento della festa isabato 12 hanno contribuito anche la Pro Loco di Soraga e la presenza della banda di Borgonovo Val Tidone:  si è partiti per le vie del paese per ritornare al Soggiorno e celebrare la messa solenne conclusiva. Alla sera dopo la cena un altro momento festoso nella piazza con il gruppo in abiti tradizionali della Valle ed il concerto della Banda di Borgonovo.

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Martedì, 01 Agosto 2017

Mestre - Basket di fede al Berna

Basket e spiritualità: sembrerebbe non esserci nulla di più lontano. E invece a metterli insieme ci ha pensato il Centro Evangelico Il Faro che, in collaborazione con l’Istituto Berna, organizza ormai da 4 anni il camp “Push the rock”.
Un’iniziativa molto apprezzata, tanto che quest’anno hanno risposto all’appello ben 110 ragazzi – per lo più maschi, solo una ventina le femmine – che per una settimana hanno imparato da 5 giovani coach americani, ospitati dal centro evangelico, il gioco della pallacanestro, ma anche un bel po’ di lingua inglese. «Quando nel 2013 – spiega il coordinatore del Berna Pierangelo Salin – mi hanno proposto quest’attività, ho cercato di capire di cosa si trattasse, mi sono confrontato con i religiosi della casa. In realtà, però, non si fa proselitismo: siamo tutti fratelli in Cristo. Non lasciamo spazio al pregiudizio: le differenze non devono dividere.
Lavoriamo sulla scia di quello che dice anche papa Francesco: il dialogo prima di tutto».
Il nome del camp, “Push the rock”, già avvicina basket e spiritualità: nella pallacanestro, infatti, rock significa palla, «ma la Bibbia – spiega il pastore Eugene Coleman – parla di Cristo come di una roccia. “Push the rock”, allora, spingi la roccia, significa aiutare la gente a conoscere Cristo. Nel mondo c’è una gravissima separazione tra vita spirituale e vita quotidiana: noi, invece, vogliamo legarle insieme».
In palestra, insomma, non si provano solo gli schemi, i tiri da tre, non si fanno solo stretching e addominali: oltre alle fatiche fisiche, c’è l’ambito spirituale. «Ogni giorno – prosegue il pastore – c’è una testimonianza, qualcuno che racconta la propria esperienza con Cristo. Cerchiamo di mostrare il carattere di Cristo. Ogni mattina lanciamo un tema, “Gesù provvede”o “Gesù protegge”, che ripetiamo durante la giornata lanciando sfide ai bambini.
Un giorno il tema è stato “essere un servo”: un compagno cade e tu lo aiuti a rialzarsi. Così capisci che lo sport non è solo per te, è anche per gli altri. Che, come Cristo, non devi vivere per te stesso, ma per aiutare gli altri».
I bambini vengono divisi in gruppetti, si legge un passo della Bibbia e poi spazio al dialogo. «Questa – aggiunge – è la parte migliore del camp: vedere come i bambini rispondono…
Sono molto bravi, molto positivi». Le differenze, certo, non si annullano del tutto, «ma noi – dice padre Eugene – non parliamo contro nessuno, non cerchiamo di creare contrasti o confronti: la cosa migliore per i bambini è capire il carattere di Cristo, come vivere come un credente nel senso vero». Come arrivare, dunque, a una fede partecipata, vissuta e convinta.
Qui provano a farlo mettendo insieme le due rocce, la palla a spicchi e Cristo.

QUI l'articolo riportato su Gente Veneta

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Lunedì, 24 Luglio 2017

Pescara - Campo Scuola

Il sindaco Marco Alessandrini con Antonio Romano, presidente dell'Associazione di Protezione Civile Val Pescara e tutti i volontari dell'Associazione sono stati presenti alla giornata inaugurale del campo "A scuola di protezione Civile", che si è tenuto nella pinetina dell'Istituto Don Orione di Pescare.
Il campo è nella rete delle iniziative promosse dal Dipartimento nazionale e per una settimana, i ragazzi hanno imparato le nozioni base di intervento per la Protezione Civile, rudimenti di primo soccorso, di navigazione in sicurezza sul web e molte altre attività che hanno riempito la loro giornata e che si sono sommate anche alle attività estive promosse dall'Istituto Don Orione per i ragazzi disabili e per la cittadinanza.
L'iniziativa, giunta ormai alla 3^ edizione nell'ambito del progetto nazionale #AnchIoSonoLaProtezioneCivile. Il campo è stato allestito con tende e attrezzature varie nell'incantevole area verde attrezzata del centro per consentire ai partecipanti di trascorrere al meglio i sei giorni di attività ludico-didattiche ed esercitazioni, agli istruttori di sensibilizzare gli adolescenti (ragazzi/e dagli 11 ai 17 anni) allo spirito del volontariato interagendo sapientemente anche con gli ospiti della struttura assistenziale.

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Mercoledì, 19 Luglio 2017

Mestre - Il Berna non si ferma!

L’Istituto Berna non chiude per ferie. Nonostante l’afosissima estate, la settimana appena conclusa ha visto ben 250 ragazzi popolare la struttura di via Bissuola: 140 dei centri estivi, scattati appena finite le scuole e che continueranno fino al primo settembre con una pausa solo a ferragosto, e 110 del camp “Push the rock” che, invece, venerdì ha chiuso i battenti.
Il tutto con una serie importante di lavori in corso, in particolare la ristrutturazione completa della cucina e la creazione di nuovi bagni. Senza, però, tralasciare la sicurezza: percorsi ad hoc, infatti, sono stati creati per tenere il più possibile lontano i bambini dai cantieri.
«Quest’anno – spiega soddisfatto il coordinatore didattico Pierangelo Salin – con “Verdestate” abbiamo fatto segnare il record assoluto di presenze dal 1999, quando abbiamo iniziato questa attività. Abbiamo deciso comunque di aprire i cantieri perché qualche anno fa, sempre per altre ristrutturazioni, avevamo interrotto i centri estivi e poi è stata dura recuperare, tornare ai numeri che avevamo lasciato».
Attività estive, queste, che sempre più diventano strumenti di welfare, con le famiglie che, una volta chiuse le scuole, devo ingegnarsi per trovare un posto ai loro figli.
«Al di là dei più piccoli – spiega il coordinatore – registriamo, però, un’altra esigenza sociale sempre più sentita: quella degli adolescenti dai 14-15 anni in su, fuori età per i centri estivi, ma che d’estate si annoiano, e delle loro famiglie, che vorrebbero saperli al sicuro e non in giro per strada. Così da un paio d’anni ne accogliamo alcuni che vengono qui, a titolo di volontariato, a fare gli aiuto-animatori o, quelli che amano il basket, gli aiuto-coach, al camp “Push the rock”».
Un’esperienza formativa completa, per questi adolescenti che poi tanto svogliati non sono. «Imparano tante cose sul campo – prosegue Salin –, a stare con le persone, a relazionarsi con i bambini più piccoli. Imparano soprattutto la gratuità del servizio, a mettersi a disposizione degli altri, a fare gruppo, a rispettare le regole, ad avere un certo contegno, a dare il buon esempio, ad assumersi un impegno».
A guidare, ormai da 18 anni, i centri estivi del Berna uno staff composto per lo più da alcuni insegnanti che lavorano nell’istituto e che provengono da esperienze di formazione, legate ad esempio all’Azione cattolica o agli scout. «Loro sono gli apripista – spiega – poi ci sono gli animatori. Sono persone che abbiamo conosciuto e coltivato negli anni, molti nostri ex alunni».
E, cosa che non guasta, i centri estivi servono anche a dare più visibilità alla scuola. «Molti bambini – conclude Salin – vengono qui d’estate, familiarizzano con il Berna e poi diventano nostri studenti.
Una cosa è utile all’altra: si creano sinergie, un circuito virtuoso».

QUI l'articolo completo pubblicato sul settimanale diocesano Gente Veneta.

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Le opportunità di lavoro direttamente sul proprio cellulare. Il nuovo strumento che lo permette è Occasio, una applicazione gratuita nata da un progetto della Provincia di Pesaro Urbino e dell’Ufficio scolastico provinciale. Pensata per i giovani dai 15 ai 29 anni, Occasio è gratuitamente scari-cabile sul proprio smarphone e offre informazioni su formazione, opportunità di lavoro, orientamento, stage, alternanza scuola lavoro, servizio civile ed eventi utili ai giovani e al proprio futuro.
La vera forza dello strumento è nella sinergia scaturita tra le realtà che l’hanno realizzata: enti e associazioni che hanno collaborato alla sua realizzazione ma che soprattutto collaboreranno per riempirla di contenuti e opportunità.
Elaborata dagli studenti
«Con la volontà di dare risposta alle esigenze dei giovani nel difficile mondo del lavoro - spiega il presidente della Provincia Daniele Tagliolini - abbiamo sviluppato il progetto insieme a realtà del territorio ma soprattutto anche grazie all’aiuto dei giovani stessi che sono così direttamente coinvolti nel progetto».
L’applicazione è stata realizzata dalla società cooperativa Opera e dagli studenti maturandi dell’Istituto tecnico industriale Don Orione di Fano, con la supervisione dei tecnici informatici di Urkin srl, in collaborazione con la rete degli Informagiovani, gli istituti scolastici superiori e realtà come Centri per l’impiego, Europe Direct Marche e l’associazione Vicolocorto.
Non solo, a creare il logo dell’applicazione (un cerchio rosso circondato da tre semicerchi di colore giallo, verde e blu di efficace impatto) è stata una studentessa del liceo artistico Mengaroni di Pesaro, Alessia Maltoni, che fa parte della Consulta provinciale degli studenti.
«È stata un’esperienza affascinante lavorare alla creazione del logo e all’applicazione - ha spiegato Tommaso Bailetti della Consulta - una vera e propria esperienza sul campo dove abbiamo potu-to mettere in pratica ciò che si impara a scuola potendo così realizzare anche qualcosa che serva al nostro futuro».
Scopo dell’applicazione è rendere le informazioni su formazione e lavoro più dinamiche e subito disponibili, concentrando in un unico strumento tutti gli avvisi e le novità provenienti dai soggetti che operano nel settore. Le aree tematiche sono sette: lavoro, formazione, orientamento, scuola, estero, associazionismo e tempo libero. «L’applicazione vuole rispondere alle esigenze e alle tante difficoltà che i giovani affrontano oggi nel cercare e trovare lavoro - interviene Mario Rosati rappresentante di Opera - ed è stata creata attraverso un lavoro di confronto tra diverse realtà proprio per fornire un servizio che risponda al meglio a queste necessità». Sono stati una decina gli studenti del Don Orione che hanno lavorato all’applicazione ai quali si devono aggiungere gli oltre quaranta giovani della Consulta degli studenti.
Le informazioni e le news con le quali l’app sarà costantemente aggiornata verranno fornite dalle scuole, dai centri per l’impiego, dagli Informagiovani e da realtà come Europe Direct Marche e Vicolocorto. La app è scaricabile gratuitamente su App Store e Google Play Store a partire da ieri (per trovarla basta digitare Occasio Pesaro ndr) e alla stessa è affiancato il sito internet www.occasio.it
Lo slogan è “Occasio un’app da non perdere” pensata per quei giovani che cercano lavoro, formazione stage, mobilità all’estero, alternanza scuola lavoro, servizio civile, eventi e tante altre opportunità per il suo futuro.
Destinata ai giovani è scaricabile gratuitamente.

QUI l'articolo "cartaceo"

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