"Che i nostri cuori siano tutti innestati dell’innesto della carità del Signore."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

“A 75 anni ho raggiunto l’età della pensione, ma poiché sono un fratello religioso, da Don Orione si smette di lavorare solamente quando non si ha più l’uso della ragione. E così da ormai 10 anni anche se non insegno più, di certo non mi annoio”
Classe 1933, Fratel Renzo Zoccarato è un’istituzione dell’Istituto Berna di Mestre. Ha insegnato per 50 anni agli allievi del Centro Professionale ed è difficile trovare persona che almeno di nome non lo conosca.
Statura media capello brizzolato, aspetto un po’ burbero (ma solo in apparenza), ha 85 anni ed è ancora più attivo che mai. Originario di Santa Giustina in Colle (PD) e primo di nove figli, se ne andò giovanissimo dal suo paese per studiare in un collegio dell’Opera Don Orione a Montebello della Battaglia, vicino a Pavia. È proprio in quel luogo e in quel tempo che iniziò ad avvicinarsi alla figura del Santo e a far propri i suoi valori ed insegnamenti.
Fratel Renzo arriva al Berna nel 1959 quando ancora la scuola aveva la sua sede principale in Via Manin.

“Dovevo ancora completare gli studi - racconta - ma allo stesso tempo mi vennero affidati 75 ragazzini. Insegnavo e frequentavo la scuola con loro, dormivamo nelle stesse camere. Era un rapporto intenso a 360 gradi.”
L’insegnamento per Fratel Renzo è sempre stata una ragion di vita. “Facendo scuola - spiega - ho cercato di formare dei buoni cristiani e degli onesti cittadini, tecnicamente preparati e capaci di guadagnarsi onestamente il pane con il lavoro, proprio come voleva Don Orione. Oggi gli insegnanti devono capire che il loro non è un mestiere ma una vera e propria missione.  I ragazzi devono essere costantemente impegnati; è necessario coinvolgerli, interessarli, e farli lavorare tanto in classe. Se si riesce ad entusiasmarli, lo studio diventa più leggero e tutto è più facile.”

Dal 1969 Fratel Renzo mantiene i contatti con le aziende presso le quali i giovani vanno a fare esperienze di lavoro, segue i ragazzi quando, usciti con i loro attestati di qualifica, cercano un posto. Con pazienza e grande diplomazia ne ha sistemati davvero tanti. Numerose sono ancora oggi le ditte che lo contattano per chiedergli di indicare loro qualche bravo meccanico o elettricista.
“Ho mantenuto un ottimo rapporto con la maggior parte dei miei ex allievi - afferma con orgoglio - ed oggi li ritrovo spesso ad occupare ruoli importanti all’interno di aziende ed officine. Mi sono riconoscenti e mi vogliono bene. Non tanto perché ho trovato loro un posto di lavoro, ma perché sono riuscito a trasmettere l’amore e la passione per ciò che studiavano.”

Altro caposaldo per Fratel Renzo è la famiglia. “Don Orione - spiega - aveva un ricordo ammirato e grato della sua famiglia e rimandava ad essa come ad una fonte di buone esperienze e di insegnamenti, un patrimonio superiore a qualsiasi altro tipo di eredità. Ho sempre insistito e pregato affinché i miei allievi potessero formare una famiglia sana. È di questo che ha bisogno il mondo”.
Da tantissimi anni, quasi come fosse un passatempo, con grande pazienza e perseveranza, Fratel Renzo raccoglie materiale e oggetti vari che poi smonta e riassembla ed il cui ricavato va’ in favore delle missioni orionine. Durante la giornata non si ferma un attimo. A fare il riposino pomeridiano non ci pensa nemmeno. “Tutto tempo perso; solo la notte è fatta per dormire - spiega con convinzione - e se si è stanchi si dorme meglio!”

“Finché la salute me lo permetterà - conclude Fratel Renzo - ho intenzione di continuare a servire Don Orione come ho sempre fatto ma il regalo più bello sarebbe l’arrivo di qualche altro Fratello religioso a cui dare in eredità il mio lavoro. La Provvidenza è grande e sono certo che il nostro Santo saprà aiutarci ancora.”

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Presenza sul territorio di asili nido e servizi all’infanzia, diffusione delle biblioteche nei Comuni, presenza di palestre scolastiche, sicurezza e raggiungibilità delle scuole. Sono questi i dati analizzati nel Report sulla Povertà Educativa di febbraio 2018, realizzato da Depp srl e Con i bambini - impresa sociale. L’indagine prende in esame i dati raccolti nei database di Istat, Miur, Mef, Abi etc.

Il primo aspetto analizzato dal Report è la potenziale utenza, ossia la presenza di bambini destinatari dei servizi in oggetto. Per ciò che concerne i servizi per l’infanzia, si registra una grande concentrazione di potenziali utenti (bambini fra 0 e 2 anni) in alcune aree del Centro-Sud.

Nel 2002, il Consiglio Europeo tenuto a Barcellona ha posto come obiettivo che in ogni Stato membro entro il 2010 almeno il 33% dei bambini sotto i 3 anni avesse a disposizione servizi socio-educativi per la prima infanzia. Da recenti dati nazionali, risulta che il nostro Paese sia ancora sotto tale soglia, fermandosi intorno alle media del 23%. Le differenze sul territorio sono evidenti: solo 4 regioni raggiungono l’obiettivo Ue (Valle d'Aosta, quasi al 40%, Umbria 37%, Emilia-Romagna 35%, Provincia autonoma di Trento 33%) e una è molto vicina (la Toscana). La situazione nel Mezzogiorno è molto al di sotto delle aspettative europee: tranne la Sardegna al 28%, quasi tutte le regioni si attestano intorno al 10%. In particolare la Campania, dove solo 6 bambini sotto i 3 anni su 100 hanno servizi di prima infanzia a disposizione.

A fronte di tanti potenziali utenti presenti al Sud, corrisponde un’altrettanta carenza di servizi. Una carenza non limitata, fra l’altro, alle sole aree montane e rurali ma estesa anche agli stessi comuni capoluogo, come Napoli, Bari, Palermo, Reggio Calabria, Messina e Catania. I mancati servizi nel Meridione non riguardano solo la prima infanzia, ma si estendono anche alle altre categorie analizzate nel Report: scuole non facilmente raggiungibili con mezzi pubblici, poche biblioteche, strutture scolastiche non adeguate al rischio sismico, poche palestre scolastiche.

Come detto, in Italia la maggior concentrazione di utenti dei servizi all’infanzia si manifesta al Sud. Tuttavia anche alcune realtà settentrionali presentano un grande numero di bimbi sotto i 3 anni: le Province Autonome di Trento e Bolzano, le zone del bresciano e del bergamasco, l’area reggiana. Con riferimento agli altri servizi analizzati particolarmente legati alla scolarizzazione del minore (biblioteche, palestre, raggiungibilità e sicurezza), l’indagine evidenzia una analoga presenza di minori 6-17 anni rispetto agli under3. Rispetto alla tipologia di comune analizzato, sono presenti più giovani (di entrambe le fasce di età) presso i comuni pianeggianti rispetto a quelli montani. I servizi per l’infanzia sono maggiormente presenti nei comuni in pianura e più urbanizzati e meno in quelli di montagna o rurali. Guardando alla ricchezza del Comune, ovviamente quelli più “dotati” economicamente offrono maggiori servizi per l’infanzia.

Passando alle biblioteche, che siano di proprietà privata, pubblica, comunale, statale o ecclesiastica, di larga fruizione o riservate a pochi utenti, il Report ne ha censito circa 13mila. Di queste, 5 mila sono categorizzabili come “biblioteche pubbliche”, a cui possono aggiungersi circa 1.300 biblioteche “importanti non specializzate” (comunali o parrocchiali). Tra le biblioteche censite, un ulteriore 5% è costituito da quelle scolastiche, ossia strutture in genere di proprietà statale (Miur), legate a licei, altri istituti superiori, scuole medie, elementari etc. Tali strutture, circa 600, non sono di grande interesse per l’analisi in questione. Maggiormente significativo invece il dato sulle 5.801 biblioteche pubbliche e sulle 1.333 “importanti non specializzate”.

Quali di queste sono accessibili ai minori nei vari territori nazionali?
In fondo alla classifica si pongono le biblioteche del Centro-Sud (Lazio, Campania, Sicilia e Puglia). Le città con più strutture in confronto al numero di utenti minori sono Venezia, Padova, Bologna e Modena.

In relazione ai comuni montani, sono le province di Belluno e di Torino a presentare la maggiore offerta potenziale, a seguire Bolzano e Salerno. Il rapporto più basso tra numero di biblioteche censite e popolazione 6-17 anni si trova nelle aree montane di Sondrio, Potenza, Trento e Perugia. Rispetto al grado di urbanizzazione, nei comuni più densamente popolati si riscontra un minore numero di biblioteche rispetto alla popolazione. E’ anche vero che i centri più urbanizzati offrono strutture più grandi ed attrezzate e dunque potenzialmente aperte ad un maggior numero di persone.

A livello regionale sono le due regioni più piccole, Valle d’Aosta e Molise, a mostrare il rapporto maggiore tra presenza di biblioteche e numero di minori sopra i 6 anni. Tra le regioni sopra i 3 milioni di abitante, il Piemonte è la in testa per presenza di biblioteche rispetto alla popolazione nella fascia d’età esaminata. L’ultimo posto in classifica è occupato dalla Puglia.

Con riferimento all’alfabetizzazione motoria del minore, il Report analizza la presenza di palestre scolastiche. Le regioni con maggior numero di scuole dotate di palestra sono: il Friuli Venezia Giulia, la Toscana, il Piemonte, il Lazio e l’Abruzzo. Le più carenti sono il Veneto e la Calabria.

Nel nostro Paese, la sicurezza scolastica è un tema ancora scottante. A livello nazionale circa il 73% degli istituti si trova in zone con qualche rischio sismico. Assodato ciò, il Report prende in esame la “vulnerabilità sismica” degli edifici scolastici”, ossia la propensione di una struttura a subire un danno di un determinato livello, a fronte di un evento sismico di una data intensità. Ad eccezione della Basilicata, in tutte le regioni la quota di alunni in scuole con almeno un edificio antisismico supera quella degli alunni in zone a rischio sismico elevato. Sulla base dei dati a disposizione, la situazione della Basilicata sembra quella col più alto numero di alunni in zone ad elevato grado di sismicità rispetto a quelli in scuole antisismiche.

Raggiungibilità delle scuole (trasporti pubblici o scuola-bus). Per quanto riguarda il trasporto con scuolabus, le regioni dove gli istituti offrono la maggiore raggiungibilità per gli studenti sono la Basilicata, le Marche e l’Abruzzo, mentre agli ultimi posti troviamo Lazio, Campania e Calabria. Rispetto al trasporto pubblico urbano, le regioni dove le scuole sono maggiormente raggiungibili dagli studenti sono Liguria, Basilicata e Abruzzo; con Sicilia, Campania e Calabria in fondo alla classifica. In fatto di trasporto pubblico interurbano, le scuole abruzzesi sono le migliori, seguite da quelle della Basilicata e del Piemonte, mentre agli ultimi posti troviamo Sicilia, Campania e Calabria.

Il Report costituisce uno strumento di spunto per far emergere le criticità presenti in Italia e suggerire azioni agli organi competenti per migliorare e sviluppare i servizi educativi in favore dei minori.

Clicca QUI per il report completo.

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L’Ente Nazionale Don Orione ha partecipato ed è risultato vincitore del progetto di mobilità Dual MOB. Il Progetto “Dual MOB - Dual Training through Mobility” si inserisce all’interno del Programma ERASMUS+, il programma dell’UE per l’Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport. Ha tra i propri obiettivi quello di offrire opportunità di studio, formazione, esperienze lavorative o di volontariato all’estero e lo sviluppo, attraverso la cooperazione internazionale, della qualità, dell’innovazione e della dimensione europea nel settore della Formazione Professionale contribuendo così alla promozione di un’Europa delle conoscenze.

Il bando è volto ad offrire a n. 6 studenti iscritti al 3° anno per i percorsi Operatore Elettrico ed Operatore alla Riparazione dei Veicoli a Motore, dell’E.N.D.O.-F.A.P. Centro di Formazione “Don Luigi Orione” – Fano un’esperienza di mobilità all’estero della durata di 3 settimane che quest’anno si svolgerà in Gran Bretagna presso la località di Portsmouth dal 13 al 30 giugno 2018.

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Martedì, 06 Marzo 2018

Giornata Missionaria Orionina 2018

Come tutti gli anni, nel Marzo orionino vi ricordiamo un evento, ormai tradizionale per tutta la Famiglia Orionina: la Giornata Missionaria Orionina.

Vogliamo ravvivare in noi l’ardore missionario del nostro Fondatore, con la convinzione che: “la migliore carità che si può fare ad un’anima è di darle Gesù! E la più dolce consolazione che possiamo dare a Gesù è di dargli un’anima”. Cercheremo, pertanto, di vivere, con più generosità, il fine specifico per il quale il Signore, ci ha riuniti come Famiglia: "… portare alla conoscenza e all'amore di Gesù Cristo, del suo Vicario," il dolce Cristo in terra ", il romano Pontefice e della Santa Chiesa, i piccoli figli del popolo e i poveri più lontani da Dio o più abbandonati…".

La Giornata Missionaria Orionina è celebrata di solito nella domenica più vicina al 12 Marzo, nascita al cielo del nostro santo Fondatore. La data di quest’anno è Domenica 11 Marzo.

Il tema si rifà alla Giornata Missionaria Mondiale 2017 e al recente Convegno Missionario. Il messaggio che ne deriva è di prendere coscienza della chiamata ad essere missionari hic et nunc, annunziare oggi e dovunque siamo il Vangelo, con la testimonianza della nostra vita e la carità delle nostre opere.

Quest’anno in particolare vogliamo ricordare la missione di Miandravivo, inagurata il 15 ottobre 2017.La missione è a 40 Km di strada accidentata e piena di buche da Faratsiho, comprende la parrocchia principale e 24 cappelle di cui la più lontana è a 7 ore di strada a piedi. A Miandrarivo oltre alla scuola elementare e media vi è anche un dispensario, realizzato alcuni anni fa e affidato alle Suore Orionine.

Qui trovate il materiale per la giornata missionaria Orionina 2018, di seguito alcune foto della missione di Miandravivo.

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Terra di confine: questo è il titolo dell’incontro organizzato presso l'Aula Magna dell’Istituto Berna con Don Moreno Cattelan, religioso orionino, che da 14 anni presta il suo servizio presso la Missione di L’viv, in Ucraina.

Dopo il saluto del Direttore dell’Istituto Don Stefano Bortolato e dell'Incaricato provinciale per le missioni, Don Felice Bruno, uno dei primi missionari in terra ucraina, con il supporto di immagini e di qualche video è cominciato il dialogo/intervista ad opera di Emanuela Casson, un'amica che da anni è presente alle iniziative missionarie orionine ed è parte attiva dell’Orione Musical Group.
Nel dialogo familiare Don Moreno, dopo qualche parola di presentazione personale, ha raccontato la nascita, lo sviluppo e le prospettive della missione in Ucraina.

E' stato bello scoprire come, ancora una volta, l'Opera Don Orione è partita dalla periferia della città, dove è più facile incontrare chi vive nel bisogno.
I primi incontri con i bambini del quartiere "Topolna" si sono successivamente allargati alle loro famiglie, alle persone anziane, a tanti poveri che hanno trovato nella comunità orionina più di un segno della Provvidenza.
L'opera Don Orione, che ha piantato lì la prima “tenda" nel 2001, è infatti già riuscita a dare alla Comunità del quartiere una bella Chiesa parrocchiale, un oratorio sempre pieno di bambini, ragazzi, giovani famiglie, un importante servizio per i poveri della città e la singolare esperienza di "Casa Cafarnao" che accoglie ragazzi diversamente abili, seguiti ed accuditi, per gran parte della giornata dai religiosi stessi.
Uno dei giovani disabili, Bogdan, che l' Orione Musical Group sostiene con una adozione a distanza, è un autentico artista. Pur essendo tetraplegico, dipinge con il piede destro dei veri e propri capolavori. Un suo quadro è stato recentemente fatto recapitare a Papa Francesco.
Qualche settimana fa, ha ricordato don Moreno, si è svolto il primo incontro con tutte le famiglie dei giovani disabili residenti a Casa Cafarnao e gli altri che partecipano al laboratorio occupazionale diurno. Un incontro veramente toccante e simpatico dove i nostri amici hanno potuto dimostrare non solo il proprio talento ma il grande amore e l'affetto che hanno per i  propri genitori.

Grazie all’ingegno e alla generosità di Mario Botta, architetto svizzero di fama internazionale, nel 2013 è stata completata la prima parte del "Centro Divina Provvidenza", un'opera che comprende l'attuale monastero dedicato ai Santi Pietro e Andrea ed in futuro avrà anche la nuova chiesa parrocchiale e il centro polifunzionale (oratorio, laboratorio protetto e sala di fisioterapia per giovani diversamente abili, centro di ascolto e aiuto per i poveri).
La missione di L’viv ha tra i suoi scopi quello di "fare di questa periferia un centro e dare un centro alla periferia" che è "la città del futuro".
Segni/progetti/desideri progressivamente prendono forma in questo tipo di missione, antico e nuovo, che l'attuale comunità religiosa si sente chiamata a realizzare attraverso "la bellezza come forma di evangelizzazione".
Nel Monastero ora vi sono alcuni ragazzi ucraini in formazione; questo ovviamente è un bel segno per la Congregazione che sta pensando di poter piantare presto una nuova “tenda” a Kiev o in un altro luogo che la Provvidenza indicherà.  
Sarà comunque una "opera di carità" aperta a più bisogni, un aiuto e un sostegno per quella popolazione con particolare attenzione ai bambini, ai giovani, ai disabili, agli anziani e alle tante emergenze che la guerra, ancora in atto, sta facendo conoscere giorno dopo giorno.
Emanuela, pensando ai giovani ucraini in formazione ed allo sviluppo dell’Opera nei paesi dell’est, ha concluso l’incontro ricordando un momento della vita di don Orione quando nel 1929, vestendo l'abito clericale a 8 ragazzi armeni, secondo il loro rito, disse: "Questo trovarci qui con un numero di persone di rito diverso, ci dice quello che sarà un giorno la Congregazione, in cui vi saranno tutti i riti e tutte le razze. Il bello viene definito: unitas in varietate. In una sola Congregazione vedrete copti, greci, armeni e si diranno le messe in tutti i riti approvati dalla Chiesa e vi saranno tutte le razze".

Il nostro fondatore era un santo ed è stato un profeta:  ora alcuni dei suoi figli stanno realizzando le sue parole portando il suo carisma ed il suo cuore senza confini in quelle terre, tra quella gente dove il modo di celebrare la messa e i riti sono diversi ma il messaggio della carità unisce e dà a tutti speranza per il futuro.

L’incontro si è concluso con una benedizione da parte di Don Moreno, don Felice ed i religiosi della Casa, tutti presenti a questo importante ed interessante appuntamento di informazione e formazione missionaria.

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L'affetto e l'amicizia per Don Orione, conosciuto sui banchi di scuola, può durare tutta la vita.

Questo testimoniano gli ex allievi riuniti a Palermo per la Giunta di presidenza nazionale, venerdì 23 e sabato 24 febbraio.

Prima un colloquio e un confronto con gli ex allievi palermitani, per rilanciare le attività associative, poi la riunione della Giunta, con la presenza di Don Leonardo Verrilli, consigliere provinciale. Sono stati affrontati vari argomenti, tra cui l'incontro di domenica 27 maggio a Tortona, come raduno nazionale degli ex allievi.

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Il giorno 15 febbraio scorso una delegazione di Enac ed Endo-Fap nazionale si è recata a Warrington per visitare una scuola locale e presentare una proposta di progetto ERASMUS PLUS - KA2 - Partenariati Strategici. La scuola UTC (University Technical College) di Warrington è la prima Academy locale per giovani fra 14-19 anni concentrata nel curriculum specialistico nelle Scienze e nell’Ingegneria.

L’idea è quella di offrire una preparazione all’avanguardia, al fine di preparare una generazione di giovani qualificati per le professioni tecnico-scientifiche, fornendo le competenze richieste dal mondo industriale. Il metodo di insegnamento si caratterizza per un approccio pratico, che ben si adatta sia agli studenti brillanti che a quelli con bisogni educativi particolari, fondato su percorsi di apprendimento personalizzato. L’idea di base è quella di proporre ai ragazzi la sperimentazione delle varie opportunità che si possono incontrare sul posto di lavoro. I rappresentanti di UTC si sono mostrati molto interessati al progetto proposto da Enac ed Endo-Fap, al fine di entrare nel partenariato dello stesso. Obiettivo: far applicare le proprie buone pratiche in altri Paesi Ue e monitorare e supportare la sperimentazione.


Clicca QUI per leggere e scaricare la relazione completa.

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Giovedì, 15 Febbraio 2018

Mestre - Incontrarsi al Berna

“Incontrarsi al Berna” è il progetto di incontri con autori di alcuni significativi libri sull’educazione.
Si inizia giovedì 22 febbraio e giovedì 1 marzo alle ore 18.00 presso l’Aula Magna dell’Istituto orionino di Mestre.

Giovedì 22 febbraio: Matteo Bussola, 47 anni da Verona, papà di tre figlie, da 12 anni ha lasciato il lavoro di architetto per dedicarsi a disegnare fumetti e, quando è in debito di ossigeno, scrivere libri, come nel caso di “Sono puri i loro sogni”. Matteo Bussola fa un ritratto divertito e serissimo della scuola di oggi, confrontandola con quella di quand’era piccolo lui. Con il tono caldo e intimo parte dalla sua esperienza per scrivere una lettera a tutti noi, arrivando al cuore della nostra paura, quella di “lasciar andare i nostri figli nel mondo, permettere che compiano i loro passi senza di noi”.

Giovedì 1 marzo: Guido Marangoni, padovano, ingegnere informatico, è specializzato nello sviluppo di app, nella sicurezza informatica e tutela dei minori on-line e su questi temi tiene conferenze e incontri con studenti, insegnanti e genitori. È autore di “Anna che sorride alla pioggia” nel quale racconta e testimonia la sua vita e quella della moglie Daniela con la figlia Anna.

I progetti per la continuazione del cammino sono diversi e aperti all’incontro con persone o realtà importanti del territorio che possano darci, condividere, trasmetterci qualcosa di bello ed importante.
Il Berna quindi, ancora una volta, si apre al territorio e si propone a servizio non solo di chi già lo frequenta ma di chiunque abbia piacere di approfittare di una opportunità come questa che ha lo scopo, oltre che di farci incontrare anche di riflettere, sorridere, conoscere, formare e crescere.

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Sabato, 10 Febbraio 2018

Roma - Segretariato Educativo

Ieri pomeriggio, 9 febbraio, e questa mattina si è riunito il Comitato Tecnico Nazionale a Roma presso la casa per ferie Giovanni Paolo II.
L’incontro è iniziato con la presentazione da parte di Roberto Franchini della condizione giovanile ed i temi chiave della politica nazionale che comprendono l’alternanza scuola lavoro, la digitalizzazione e le competenze trasversali. Slide presentate nel dettaglio con riferimenti precisi alle norme che regolamentano le nuove disposizioni (DL 61/2017 e sulla povertà educativa Rapporto MIUR e Rapporto Toniolo); l’argomento è stato sviluppato poi da Serena Susigan che ha posto l’attenzione sulle nostre realtà orionine e come queste debbano proseguire verso nuovi percorsi. Trattato ampliamente il tema della sperimentazione del sistema duale che costituisce un modo per promuovere la Formazione Professionale presso le Istituzioni e rivedere le qualifiche ed i diplomi della IeFP, in coerenza con la riforma della IP.
Successivamente Don Mario Tonini, direttore amministrativo nazionale CNOS-FAP, ha dato una testimonianza sugli scenari attuali: come le politiche europee portano cambiamenti nel nostro Paese, gli effetti della nuova legge a livello nazionale (legge 107) e riforma del Terzo Settore. Ha esposto come CNOS-FAP riesce attraverso azioni di coordinamento grazie anche ai contributi della Legge 40 ad aiutare gli enti territoriali per formazione formatori, sperimentazioni e ricerca.
L’ultimo intervento di venerdì è stato di Don Stefano Bortolato che ha spiegato l’utilizzo di alcuni softwares per la gestione e la didattica nei casi concreti degli Endofap; e di Federico Carollo che ha spiegato il vantaggio dell’utilizzo di piattaforme open sources ed il valore di trasmettere  ai ragazzi insegnamenti sull’utilizzo delle macchine e non di “soli” programmi “commerciali”.
Questa mattina i Consiglieri Don Leonardo Verrilli e Don Maurizio Macchi fanno un intervento sulla Pastorale Giovanile Orionina e sugli obiettivi futuri. In particolare il tema trattato è quello della formazione carismatica degli animatori. Successivamente Don Rosario Belli illustra la situazione di Fano, con la sua testimonianza.

QUI la relazione.

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Martedì, 06 Febbraio 2018

Mestre - Un Ciao elettrico

Particolare progetto didattico all'istituto Berna: trasformare in elettrico un vecchio Ciao.
Il progetto didattico un po’ vintage consiste nell’estro di un prof di trasformare un vecchio Ciao in un ciclomotore elettrico.
Si tratta di un prototipo realizzato a partire da un vecchio motorino. A realizzarlo il professor Francesco Cocchetto, che spiega: "Facciamo capire ai ragazzi nuove tecnologie e lavoro".
Questo progetto ha lo scopo di far capire ai ragazzi le nuove tecnologie e il lavoro, con un retrogusto un po' amarcord. Coordinato e seguito dal professor Francesco Cocchetto dell'istituto Berna di Mestre che con la collaborazione di alcuni colleghi darà vita ad un vero Piaggio Ciao elettrico.
Il vecchio Ciao, motorino a marchio Piaggio prodotto in Italia dalla fine degli anni '60 fino al 2006 ha un vecchio motore che verrà sostituito con uno nuovo elettrico. Nella fattispecie, Cocchetto e i suoi collaboratori elimineranno il motore endotermico montato di base sul ciclomotore, e ne inseriranno uno elettrico, con una batteria e dei pannelli solari per la ricarica.

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3