"Bisogna che cominci una buona volta a darmi al Signore e alla Santa Chiesa sul serio."
Don Orione

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Los desamparados

 

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Questa è la proposta per la nuova scuola degli Endo-fap: una scuola che passa da un apprendimento passivo, guardare, osservare e ascoltare, ad una formazione attiva, dire, fare e comunicare.

Con questi propositi, animati dall'entusiasmo trasmesso dai relatori e dal confronto delle esperienze di ciascuno, i formatori, direttori e amministratori delle sedi dei CFP orionini sono pronti, dopo il meritato riposo estivo, a ripensare la didattica ed attuare il cambiamento.

Nella giornata di ieri, i temi sono stati trattati secondo due prospettive, una pedagogica e una amministrativa.

Per i temi pedagogici, sono intervenuti il prof. Mario Becciu, Università Pontificia Salesiana, che ha approfondito il tema della leadership educativa, e il prof. Andrea Porcarelli, Università di Padova, che ha illustrato la progettazione per competenze.

Il gruppo degli amministrativi è stato guidato dal dott. Luigi Raineri, che ha presentato le principali novità della riforma del Terzo Settore, e dal prof. Giulio Salerno, Università di Macerata, che ha spiegato le logiche ed i limiti dei costi standard nella IeFP.

Oggi, Roberto Franchini, presidente Endo-fap appena rieletto, ha condiviso con i presenti le linee strategiche che delineano il cammino delle sedi Endo-fap per i prossimi anni: una formazione integrale dei ragazzi, formatori che riscoprono il loro ruolo di educatore, spazi accoglienti e stimolanti che consentono il lavoro su progetti e azioni concrete. La sfida è costruire una scuola che sia trampolino di lancio verso la vita adulta, che formi, come voleva Don Orione, buoni cittadini e buoni cristiani.

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Qual è la situazione attuale e quali sono le prospettive future dell’Istruzione e Formazione Professionale, alla luce della recente riforma della IP e della necessità di rinnovamento del Repertorio Nazionale IeFP? È stato questo l’interrogativo al centro del Seminario svoltosi a Roma il 2 luglio scorso, presso la sede ACLI di Via Marcora. Hanno preso parte all’incontro i rappresentanti dei principali enti di FP di ispirazione cattolica aderenti a FORMA (Associazione Nazionale Enti di Formazione Professionale).

L’evento, introdotto dalla Presidentessa di FORMA Nazionale Paola Vacchina, ha permesso di fornire una panoramica sulla manutenzione del Repertorio nazionale IeFP in varie chiavi: con il contributo FORMA; nel rapporto con le Istituzioni; nel contesto della nuova Istruzione Professionale.

La prima evidenza emersa durante il Seminario è quella del rinnovo del Repertorio nazionale della IeFP, in Coerenza con l’Accordo 27.07.201.
La Proposta di FORMA mira a realizzare:
1. Nuove figure/indirizzi IeFP
2. Aggiornamento di figure/indirizzi già presenti nel Repertorio IeFP.

Il Metodo si basa su:
• ricognizione di figure (e/o indirizzi) innovative dell’offerta formativa IeFP attualmente in programmazione nei sistemi regionali, frutto di curvature territoriali delle figure nazionali
• individuazione di nuove figure, rispetto a quelle presenti nel Repertorio IeFP o riconducibili ad esse mediante curvatura regionale, sulla base dei fabbisogni (emergenti/prospettici) rilevati attraverso confronti con qualificati stakeholders del mercato del lavoro (associazioni di rappresentanza, organizzazioni lavorative, tecnici di settore, ecc.)
• referenziazione delle figure ad ATECO/2007 e CP/2011 nonché a livello EQF secondo la metodologia di cui al primo Rapporto italiano di referenziazione delle qualificazioni al Quadro europeo EQF (Accordo Stato-Regioni del 20 dicembre 2012 recepito con decreto interministeriale del 13 febbraio 2013)

La Proposta metodologica FORMA sulla conferma dell’attuale approccio descrittivo a «banda larga» dello standard, ma pare necessaria una sua rimodulazione.
Per rimodulazione dell’approccio descrittivo a «banda larga» della figura nazionale si intende:
• nuova struttura di “composizione/combinazione” dello standard nazionale (parte generale + parte di indirizzo della figura) funzionale ad assicurare l’aggancio con la pluralità di profili regionali
• raccordo con l’Atlante del lavoro e delle qualificazioni (INAPP) per tutte le qualificazioni sul territorio nazionale così come previsto dal Decreto legislativo n. 13/2013 in tema di apprendimento permanente, validazione e certificazione delle competenze

I Prossimi passi mirano a:
• Approfondire la conoscenza della nuova proposta metodologica (recepita dal tavolo tecnico delle Regioni) tra i soci FORMA attraverso:
• Pianificare di seminari territoriali, dedicati alla modellazione di profili regionali di qualifica secondo la nuova impostazione metodologica
• Animare il confronto con le Regioni e P.A. meno coinvolte nel processo nazionale di aggiornamento del Repertorio IeFP attraverso:
• Presentare schemi esemplificativi del possibile aggiornamento delle figure esistenti e di individuazione di nuovi profili regionali

Per quanto riguarda il rapporto con le Istituzioni, il Dott.Mauro Frisanco (rappresentante della P.A. di Bolzano nel gruppo interistituzionale nazionale per la manutenzione del sistema IeFP), ha parlato dei tre ambiti di lavoro su cui si deve muovere: Repertorio IeFP; Standard delle competenze di Base; Certificazione. Il tutto articolato in varie fasi di attuazione. Al momento sono 10 le regioni che partecipano sistematicamente al gruppo tecnico.

I due interventi conclusivi sono stati focalizzati sulla manutenzione del Repertorio Nazionale nel contesto della nuova IP. Il Dott.Mattia Dolci (esperto sistemi formativi Noviter) ed il Prof.Giulio Maria Salerno (docente presso l’Università di Macerata).

Il Prof.Dolci si è soffermato sui diversi nodi che non sono stati risolti con il D.lgs. 61/2017, ma rinviati a decreti attuativi:
• Regolamento del MIUR, di concerto con MLPS, MEF, Min. Salute, previa intesa in sede di CSR e PA
Decreto del MIUR, di concerto con MLPS, MEF, previa intesa in sede di CSR e PA
• Accordo in CSR
• Decreto del MIUR, di concerto con il MLPS, previa intesa in sede di Conferenza unificata
• Intese MIUR e Regioni per definire i criteri generali dei corsi annuali per esame di stato

I punti su cui focalizzare l’attenzione sono:
• La necessità di disciplina della IeFP da parte di tutte le Regioni. Non può esserci offerta sussidiaria senza disciplina regionale e relativi standard formativi e di articolazione dell’offerta;

• L’accreditamento degli IP che intendono erogare la IeFP. Non può essere ipso iure; deve essere richiesto il rispetto di determinati requisiti professionali, strumentali e strutturali.

Per quanto riguarda le disposizioni finali, è previsto un Iter di attuazione del provvedimento. E’ attesa l’approvazione del decreto interministeriale, che renderà operative le disposizioni contenute nell’Intesa. Una volta approvato il D.I., le Regioni hanno 90 giorni di tempo per sottoscrivere appositi Accordi territoriali con gli Uffici Scolastici regionali, definendo:
• Modalità operative di realizzazione dei percorsi in sussidiaria, nel rispetto dei criteri generali definiti dalla disciplina nazionale;
• Criteri di riconoscimenti dei crediti formativi per l’accesso agli esami di Qualifica/Diploma IeFP da parte degli studenti della IP e per i passaggi tra i sistemi formativi.

Oggetto dell’intervento del Prof.Salerno è stato il D.Lgs. 61/2017, con i relativi scenari ed implicazioni per la IeFP.

I due atti fondamentali di attuazione sono tuttora in fieri:
A) il regolamento «quadro» ex art. 3, comma 3
B) Il decreto ex art. 7, comma 1, sui raccordi tra IP e IeFP e sulla sussidiarietà (invertita!)
C) A seguire altri atti, importanti per la IeFP.

E’ pronto, invece, l’Accordo Stato-Regioni ex art. 8, comma 2, sui passaggi tra IP e IeFP, che disciplina le fasi di passaggio fra IP e IeFP.

Cosa succede se gli atti attuativi non saranno approvati?
Un’importante parte del D.Lgs., quella relativa alla IeFP, rimane vigente: si tratta delle «norme generali sull’istruzione» stabilite nel decreto:
1) La presenza dei due pilastri (IP e IeFP) dell’istruzione professionalizzante con pari dignità
2) il diritto di scelta tra IP e IeFP
3) il quarto anno della IeFP assicurato dopo la qualifica
4) il corso annuale per l’esame di Stato
5) la Rete delle scuole professionali istituita ma non organizzata
6) Il riconoscimento della qualifica e del diploma professionale come titoli di studio correlati a quelli rilasciati dalla IP nel «Repertorio nazionale dei titoli etc.»

La parte sulla IP non si potrà applicare:
- Non si applicano i nuovi indirizzi di studio della IP (con tutto il nuovo assetto organizzativo e didattico), né le regole sui raccordi e passaggi con la IeFP, né la nuova sussidiarietà (previo accreditamento regionale e nel rispetto degli standard formativi stabiliti dalla Regione): e le preiscrizioni già effettuate?
- La disciplina previgente – compresa la parte sulla sussidiarietà - non si applica a partire dall’a.s. 2018-2019 gradualmente, a partire dalle prime classi.
- Occorre una norma di legge (ad esempio, con decreto-legge) per ripristinare transitoriamente l’applicazione della disciplina previgente alla IP (consentendo transitoriamente la precedente sussidiarietà?).

Come è evidente, molte sono le domande e le ipotesi che restano aperte. Alla proposta di FORMA, per un confronto con Istituzioni nazionali e territoriali, si affiancheranno incontri e seminari a livello locale, per parlare dell’argomento e rendere possibile un vero rilancio della IeFP, visti gli sconvolgimenti legislativi e politici in atto.

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Giovedì, 05 Luglio 2018

Roma - Nuove sfide per gli Endo-fap

Da ieri fino a venerdì i formatori, direttori, coordinatori e personale amministrativo delle sedi Endofap si riuniscono a Roma per l'appuntamento annuale di formazione e aggiornamento.

Il tema di questo corso riassume le linee di riflessione e di cambiamento dei Centri di Formazione Professionale orionini: "Nuove sfide per la didattica nella scuola digitale", ovvero come mantenere alta l'attenzione e la cura per la relazione con i ragazzi e tenere il passo con i moderni mezzi che si possono utilizzare nella didattica, dal tablet alle classi virtuali.

I partecipanti, provenienti da Mestre, Borgonovo Val Tidone, Fano, Roma, Palermo e Paternò, hanno ascoltato nella mattinata l'intervento di don Gianni Giarolo, vicario provinciale, che ha richiamato al modello di Don Orione, uno "strano" prete, cioè un uomo capace di cercare nei gesti concreti di incontro con i ragazzi la realizzazione dei principi educativi, più che di costruire un modello pedagogico; a seguire il professor Michele Pellerey, pegagogista salesiano e docente alla Pontificia Università Salesiana di Roma. Don Pellerey ha portato al centro il ragazzo come protagonista attivo dell'apprendimento, in un contesto che il formatore può plasmare per favorire l'emergere di quelle competenze umare e anche professionali così richieste dal mondo del lavoro: saper lavorare in gruppo, essere autonomi, saper comunicare.

Nel pomeriggio il gruppo si è recato nella "Patagonia Romana", ovvero nel quartire Appio, che San Pio X aveva così chiamato nell'inviarvi Don Orione ad assistere i poveri che vivevano là, fuori le mura della città. La visita alla Curia Generale dell'Opera Don Orione, che ha sede in quella zona, è stata guidata da Don Fernando Fornerod, consigliere generale che si occupa della pastorale educativa e scolastica: una prima tappa nell'archivio dell'opera dove sono custoditi con grande cura da don Giuseppe Vallauri e Padre Jorge le lettere, i testi autografi e le fotografie di Don Orione, oltre a numerosi altri documenti sulla storia della Congregazione dalla sua nascita.

Seconda tappa la visita agli uffici della Curia ed una chiacchierata distesa e familiare con don Fernando, accompagnata da bevande fresche per il ristoro degli ospiti, preparate con grande premura da don Gianpiero Congiu, direttore della comunità. Don Fernando ha sottolineato più volte che quella casa è la casa di tutti gli orionini, provenienti da tutte le parti del mondo e questo clima di famiglia si è concretizzato nella celebrazione della Santa Messa.

Al termine c'è stato un breve incontro e un saluto con il Padre Generale, don Tarcisio Vieiria, il quale, in una sintonia di pensiero con quanto detto pocanzi don Fernando, ha ringraziato i presenti di essere passati "da Casa, perché questa è un po' come la casa della mamma e del papà: i figli possono essere lontani, ma poi tornano a ricongiungersi con la famiglia".

Dopo una passeggiata per il centro di Roma, da Piazza di Spagna fino a Piazza Navona, una piacevole serata in un ristorante tipico ha concluso la giornata ed ha ancor più rinforzato quel clima bello di amicizia, di confronto e di condivisione che ha caratterizzato anche gli altri momenti.

 

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Domenica 24 giugno 2018, presso l'Istituto Don Orione di Pescara, si é tenuto il convegno annuale degli ex allievi.

Dopo le formule ed i saluti di rito, Don Tarcisio Vieira, superiore generale, ha voluto conoscere nominativamente tutti i presenti instaurando subito quel clima di familiarità tanto caro agli ex allievi orionini che, anche a distanza di anni e non senza qualche sacrificio, sono perseveranti nella presenza all’appuntamento annuale del raduno.

Don Tarcisio, con la sua semplicità e convivialità ha coinvolto tutti, sorprendendo per la capacità di ricordarne i nomi per tutto l’incontro e facendo letteralmente volare il tempo dedicato alla trattazione del tema del giorno: “Il caos sarà vinto dalla carità”.  Prendendo spunto da un brano di Giobbe della Bibbia è stata messa in luce la necessità di fare ordine nella propria vita vivendo in senso più compiuto la carità senza farsi sopraffare da quello che si sarebbe voluto essere rispetto a quello che si è o da quello che si sarebbe voluto avere rispetto a quello che si ha.

Non sono mancate alcune news riguardanti la Congregazione riferite soprattutto alle terre di missione.

Nella S. Messa, semplice e raccolta, sono stati ricordati nominativamente ex allievi e sacerdoti che hanno lasciato questa vita. Con le stesse modalità e con molta semplicità sono stati presentati alcuni giovani che, con la benedizione di San Luigi Orione, si spera possano entrare a far parte della sua famiglia di religiosi.

Un grazie di vero cuore a Don Tarcisio per la sua disponibilità. Con la sua paterna e rassicurante presenza (immaginiamo tra i tanti impegni che lo coinvolgono) ha ravvivato il senso di appartenenza e di riconoscenza all’Opera Don Orione; una piacevole sensazione che i presenti hanno avuto il dono di vivere in una domenica che, per questi aspetti, rimarrà a lungo nei ricordi di ciascuno.

Ed infine, come sempre, un grazie ed un applauso alle cuoche che quest’anno si sono superate nella qualità del menù decisamente all’altezza della particolarità della giornata.

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Come risaputo, sono ormai tanti gli anni da che, per molteplici ragioni, il sempre caro istituto San Domenico di Vicenza è stato chiuso al servizio dell’accoglienza ed educazione di tanti ragazzi, figli di famiglie con qualche difficoltà.

E tuttavia nonostante la pluridecennale chiusura dell’attività di questa benemerita struttura di educazione scolastica e di avviamento al lavoro ogni anno, nella terza domenica del mese di giugno un nutrito gruppo di ex-allievi – fieri della loro identità – continuano ad incontrarsi per il loro convegno annuale. Solo qualche ora per rivivere, ricordando, tante situazioni di vita belle  e meno belle dovute, quest’ultime, ad un sentire educativo proprio del tempo  e, di certo, non più attuale. Ricordano volentieri e con affettuosa riconoscenza i loro sacerdoti  e i loro insegnanti scambiandosi sensazioni che restano indelebili.

La santa messa, celebrata dall’animatore spirituale Don Nello Tombacco, seguita dal pranzo  in agriturismo  nella “Valletta del silenzio”, ha quindi chiuso l’incontro nel tardo pomeriggio dopo aver condiviso un pensiero di formazione carismatica ed essere stati informati di quanto avviene, d’interesse comune, nella gestione della Provincia religiosa di appartenenza che è la San Marziano.
Un particolare “altro” che merita di essere lodevolmente  ricordato è dato dal fatto che, grazie alla capacità animativa del presidente di sezione, questi “ragazzi” continuano poi ad incontrarsi anche in preparazione della Pasqua e del Natale.
                               

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Gran serata finale per il progetto paralimpico "uno per tutti... tutti per uno"
Si è appena concluso il progetto condiviso tra Asco e Don Orione con l'istituto "Pantaleo".
Tante le esibizioni:
- gli alunni che hanno animato il progetto condiviso di sport adattato a cura dei volontari Asco e della classe diretta dalla prof.ssa Tonia Cacace
- gli alunni del progetto "Qui si crea" diretto dai prof.ri Ammendola e Sannino (referente dell'area inclusione)
- gli alunni del progetto "Atelier di poesia" diretto dai prof.ri Scognamiglio, Pischedda, Cirillo e Lorenzi
- gli atleti Asco/Don Orione del Powerchairs Football per atleti in carrozzina elettrica (QUI un interessante articolo che li riguarda)
- i ragazzi del centro Don Orione e del Centro sociale Nana' per immigrati minori non accompagnati che si sono esibiti in un lavoro di teatro sociale ed in un workshop aperto a tutti.

Ha chiuso la serata il dirigente scolastico che ha parlato di "valanga cui dobbiamo offrire il tempo di travolgere tutti per avvicinare al concetto di diversità".
Un grazie particolare va ai volontari orionini Maya, Ester, Annachiara, Santo, Pasquale, Alessandro, Andrea, Giovanni, Cristian, Giacomo, Mariano ed a tutti gli altri che continuano a credere che tutto ciò sia possibile.

 

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Diventa una bella tradizione il pellegrinaggio dei ragazzi, alla Madonna della Consolazione a poche ore dall’inizio del triduo. Per il terzo anno consecutivo, le scuole di primo grado di Paternò, con le ultime classi, maestre ed alunni, hanno risposto in massa all’adunata, partecipando volentieri al pellegrinaggio.

Per i paternesi la devozione alla Madonna della Consolazione si rinnova ogni anno, specie nel mese di maggio, facendo visita alla Madre Celeste nel suo bel santuario sulla collina storica. I paternesi ricorrono spesso a Lei, anche durante l’anno, per essere consolati. D’altronde a Lei siamo stati affidati come figli da Gesù sulla Croce e a noi come umanità è stata indicata come Madre. Nella nostra vita quotidiana Lei ci è vicina, come ci testimoniano le sue apparizioni in molte parti del mondo. Anche sulla collina storica nel 1580 la Madonna apparve ad una pastorella, a quella fanciulla chiese preghiere, in modo speciale per i più lontani dalla fede.

Una marea di fanciulli, accompagnati dalle maestre, ha partecipato al III° pellegrinaggio dei ragazzi. Ad accogliere in piazza i piccoli pellegrini il rettore del santuario Don Vito Mandarano, con i suoi collaboratori. Prima di mettersi in viaggio, sono state distribuite le coroncine del rosario, per la preghiera durante il cammino. Proprio la coroncina richiama alla mente la festa del 24 maggio, giorno dedicato a Maria Ausiliatrice, ovvero la Madonna Aiuto dei Cristiani. “Né potenza, né armi, né condottieri ci hanno condotto alla vittoria, ma Maria del Rosario” dicevano i combattenti reduci della guerra di Lepanto vittoriosi sui turchi.

Invitati a stringere forte la coroncina del rosario, come dei condottieri i piccoli alunni delle scuole di Paternò, hanno pregato per la pace nel mondo, ma soprattutto per le mamme e la famiglia. “Ave Maria e Avanti” lo slogan spesso incitato da Don Vito e ripetuto a squarciagola dai piccoli. Era San Luigi Orione l’apostolo della Carità che accoglieva i piccoli aiutandoli nella crescita e che invitava i suoi alunni a pregare sempre la Madonna: il suo motto era “Ave Maria e Avanti”. In questa società dove il futuro dei piccoli è sempre più minacciato la Madre Celeste vegli sulla loro crescita. Per qualche ora, ieri mattina, il magnifico santuario pieno di ragazzi è stato animato con la preghiera e canti di gioia. Un plauso va rivolto ai dirigenti scolastici, alle maestre che hanno permesso ai piccoli di vivere e realizzare una bellissima esperienza.

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“A 75 anni ho raggiunto l’età della pensione, ma poiché sono un fratello religioso, da Don Orione si smette di lavorare solamente quando non si ha più l’uso della ragione. E così da ormai 10 anni anche se non insegno più, di certo non mi annoio”
Classe 1933, Fratel Renzo Zoccarato è un’istituzione dell’Istituto Berna di Mestre. Ha insegnato per 50 anni agli allievi del Centro Professionale ed è difficile trovare persona che almeno di nome non lo conosca.
Statura media capello brizzolato, aspetto un po’ burbero (ma solo in apparenza), ha 85 anni ed è ancora più attivo che mai. Originario di Santa Giustina in Colle (PD) e primo di nove figli, se ne andò giovanissimo dal suo paese per studiare in un collegio dell’Opera Don Orione a Montebello della Battaglia, vicino a Pavia. È proprio in quel luogo e in quel tempo che iniziò ad avvicinarsi alla figura del Santo e a far propri i suoi valori ed insegnamenti.
Fratel Renzo arriva al Berna nel 1959 quando ancora la scuola aveva la sua sede principale in Via Manin.

“Dovevo ancora completare gli studi - racconta - ma allo stesso tempo mi vennero affidati 75 ragazzini. Insegnavo e frequentavo la scuola con loro, dormivamo nelle stesse camere. Era un rapporto intenso a 360 gradi.”
L’insegnamento per Fratel Renzo è sempre stata una ragion di vita. “Facendo scuola - spiega - ho cercato di formare dei buoni cristiani e degli onesti cittadini, tecnicamente preparati e capaci di guadagnarsi onestamente il pane con il lavoro, proprio come voleva Don Orione. Oggi gli insegnanti devono capire che il loro non è un mestiere ma una vera e propria missione.  I ragazzi devono essere costantemente impegnati; è necessario coinvolgerli, interessarli, e farli lavorare tanto in classe. Se si riesce ad entusiasmarli, lo studio diventa più leggero e tutto è più facile.”

Dal 1969 Fratel Renzo mantiene i contatti con le aziende presso le quali i giovani vanno a fare esperienze di lavoro, segue i ragazzi quando, usciti con i loro attestati di qualifica, cercano un posto. Con pazienza e grande diplomazia ne ha sistemati davvero tanti. Numerose sono ancora oggi le ditte che lo contattano per chiedergli di indicare loro qualche bravo meccanico o elettricista.
“Ho mantenuto un ottimo rapporto con la maggior parte dei miei ex allievi - afferma con orgoglio - ed oggi li ritrovo spesso ad occupare ruoli importanti all’interno di aziende ed officine. Mi sono riconoscenti e mi vogliono bene. Non tanto perché ho trovato loro un posto di lavoro, ma perché sono riuscito a trasmettere l’amore e la passione per ciò che studiavano.”

Altro caposaldo per Fratel Renzo è la famiglia. “Don Orione - spiega - aveva un ricordo ammirato e grato della sua famiglia e rimandava ad essa come ad una fonte di buone esperienze e di insegnamenti, un patrimonio superiore a qualsiasi altro tipo di eredità. Ho sempre insistito e pregato affinché i miei allievi potessero formare una famiglia sana. È di questo che ha bisogno il mondo”.
Da tantissimi anni, quasi come fosse un passatempo, con grande pazienza e perseveranza, Fratel Renzo raccoglie materiale e oggetti vari che poi smonta e riassembla ed il cui ricavato va’ in favore delle missioni orionine. Durante la giornata non si ferma un attimo. A fare il riposino pomeridiano non ci pensa nemmeno. “Tutto tempo perso; solo la notte è fatta per dormire - spiega con convinzione - e se si è stanchi si dorme meglio!”

“Finché la salute me lo permetterà - conclude Fratel Renzo - ho intenzione di continuare a servire Don Orione come ho sempre fatto ma il regalo più bello sarebbe l’arrivo di qualche altro Fratello religioso a cui dare in eredità il mio lavoro. La Provvidenza è grande e sono certo che il nostro Santo saprà aiutarci ancora.”

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Presenza sul territorio di asili nido e servizi all’infanzia, diffusione delle biblioteche nei Comuni, presenza di palestre scolastiche, sicurezza e raggiungibilità delle scuole. Sono questi i dati analizzati nel Report sulla Povertà Educativa di febbraio 2018, realizzato da Depp srl e Con i bambini - impresa sociale. L’indagine prende in esame i dati raccolti nei database di Istat, Miur, Mef, Abi etc.

Il primo aspetto analizzato dal Report è la potenziale utenza, ossia la presenza di bambini destinatari dei servizi in oggetto. Per ciò che concerne i servizi per l’infanzia, si registra una grande concentrazione di potenziali utenti (bambini fra 0 e 2 anni) in alcune aree del Centro-Sud.

Nel 2002, il Consiglio Europeo tenuto a Barcellona ha posto come obiettivo che in ogni Stato membro entro il 2010 almeno il 33% dei bambini sotto i 3 anni avesse a disposizione servizi socio-educativi per la prima infanzia. Da recenti dati nazionali, risulta che il nostro Paese sia ancora sotto tale soglia, fermandosi intorno alle media del 23%. Le differenze sul territorio sono evidenti: solo 4 regioni raggiungono l’obiettivo Ue (Valle d'Aosta, quasi al 40%, Umbria 37%, Emilia-Romagna 35%, Provincia autonoma di Trento 33%) e una è molto vicina (la Toscana). La situazione nel Mezzogiorno è molto al di sotto delle aspettative europee: tranne la Sardegna al 28%, quasi tutte le regioni si attestano intorno al 10%. In particolare la Campania, dove solo 6 bambini sotto i 3 anni su 100 hanno servizi di prima infanzia a disposizione.

A fronte di tanti potenziali utenti presenti al Sud, corrisponde un’altrettanta carenza di servizi. Una carenza non limitata, fra l’altro, alle sole aree montane e rurali ma estesa anche agli stessi comuni capoluogo, come Napoli, Bari, Palermo, Reggio Calabria, Messina e Catania. I mancati servizi nel Meridione non riguardano solo la prima infanzia, ma si estendono anche alle altre categorie analizzate nel Report: scuole non facilmente raggiungibili con mezzi pubblici, poche biblioteche, strutture scolastiche non adeguate al rischio sismico, poche palestre scolastiche.

Come detto, in Italia la maggior concentrazione di utenti dei servizi all’infanzia si manifesta al Sud. Tuttavia anche alcune realtà settentrionali presentano un grande numero di bimbi sotto i 3 anni: le Province Autonome di Trento e Bolzano, le zone del bresciano e del bergamasco, l’area reggiana. Con riferimento agli altri servizi analizzati particolarmente legati alla scolarizzazione del minore (biblioteche, palestre, raggiungibilità e sicurezza), l’indagine evidenzia una analoga presenza di minori 6-17 anni rispetto agli under3. Rispetto alla tipologia di comune analizzato, sono presenti più giovani (di entrambe le fasce di età) presso i comuni pianeggianti rispetto a quelli montani. I servizi per l’infanzia sono maggiormente presenti nei comuni in pianura e più urbanizzati e meno in quelli di montagna o rurali. Guardando alla ricchezza del Comune, ovviamente quelli più “dotati” economicamente offrono maggiori servizi per l’infanzia.

Passando alle biblioteche, che siano di proprietà privata, pubblica, comunale, statale o ecclesiastica, di larga fruizione o riservate a pochi utenti, il Report ne ha censito circa 13mila. Di queste, 5 mila sono categorizzabili come “biblioteche pubbliche”, a cui possono aggiungersi circa 1.300 biblioteche “importanti non specializzate” (comunali o parrocchiali). Tra le biblioteche censite, un ulteriore 5% è costituito da quelle scolastiche, ossia strutture in genere di proprietà statale (Miur), legate a licei, altri istituti superiori, scuole medie, elementari etc. Tali strutture, circa 600, non sono di grande interesse per l’analisi in questione. Maggiormente significativo invece il dato sulle 5.801 biblioteche pubbliche e sulle 1.333 “importanti non specializzate”.

Quali di queste sono accessibili ai minori nei vari territori nazionali?
In fondo alla classifica si pongono le biblioteche del Centro-Sud (Lazio, Campania, Sicilia e Puglia). Le città con più strutture in confronto al numero di utenti minori sono Venezia, Padova, Bologna e Modena.

In relazione ai comuni montani, sono le province di Belluno e di Torino a presentare la maggiore offerta potenziale, a seguire Bolzano e Salerno. Il rapporto più basso tra numero di biblioteche censite e popolazione 6-17 anni si trova nelle aree montane di Sondrio, Potenza, Trento e Perugia. Rispetto al grado di urbanizzazione, nei comuni più densamente popolati si riscontra un minore numero di biblioteche rispetto alla popolazione. E’ anche vero che i centri più urbanizzati offrono strutture più grandi ed attrezzate e dunque potenzialmente aperte ad un maggior numero di persone.

A livello regionale sono le due regioni più piccole, Valle d’Aosta e Molise, a mostrare il rapporto maggiore tra presenza di biblioteche e numero di minori sopra i 6 anni. Tra le regioni sopra i 3 milioni di abitante, il Piemonte è la in testa per presenza di biblioteche rispetto alla popolazione nella fascia d’età esaminata. L’ultimo posto in classifica è occupato dalla Puglia.

Con riferimento all’alfabetizzazione motoria del minore, il Report analizza la presenza di palestre scolastiche. Le regioni con maggior numero di scuole dotate di palestra sono: il Friuli Venezia Giulia, la Toscana, il Piemonte, il Lazio e l’Abruzzo. Le più carenti sono il Veneto e la Calabria.

Nel nostro Paese, la sicurezza scolastica è un tema ancora scottante. A livello nazionale circa il 73% degli istituti si trova in zone con qualche rischio sismico. Assodato ciò, il Report prende in esame la “vulnerabilità sismica” degli edifici scolastici”, ossia la propensione di una struttura a subire un danno di un determinato livello, a fronte di un evento sismico di una data intensità. Ad eccezione della Basilicata, in tutte le regioni la quota di alunni in scuole con almeno un edificio antisismico supera quella degli alunni in zone a rischio sismico elevato. Sulla base dei dati a disposizione, la situazione della Basilicata sembra quella col più alto numero di alunni in zone ad elevato grado di sismicità rispetto a quelli in scuole antisismiche.

Raggiungibilità delle scuole (trasporti pubblici o scuola-bus). Per quanto riguarda il trasporto con scuolabus, le regioni dove gli istituti offrono la maggiore raggiungibilità per gli studenti sono la Basilicata, le Marche e l’Abruzzo, mentre agli ultimi posti troviamo Lazio, Campania e Calabria. Rispetto al trasporto pubblico urbano, le regioni dove le scuole sono maggiormente raggiungibili dagli studenti sono Liguria, Basilicata e Abruzzo; con Sicilia, Campania e Calabria in fondo alla classifica. In fatto di trasporto pubblico interurbano, le scuole abruzzesi sono le migliori, seguite da quelle della Basilicata e del Piemonte, mentre agli ultimi posti troviamo Sicilia, Campania e Calabria.

Il Report costituisce uno strumento di spunto per far emergere le criticità presenti in Italia e suggerire azioni agli organi competenti per migliorare e sviluppare i servizi educativi in favore dei minori.

Clicca QUI per il report completo.

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L’Ente Nazionale Don Orione ha partecipato ed è risultato vincitore del progetto di mobilità Dual MOB. Il Progetto “Dual MOB - Dual Training through Mobility” si inserisce all’interno del Programma ERASMUS+, il programma dell’UE per l’Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport. Ha tra i propri obiettivi quello di offrire opportunità di studio, formazione, esperienze lavorative o di volontariato all’estero e lo sviluppo, attraverso la cooperazione internazionale, della qualità, dell’innovazione e della dimensione europea nel settore della Formazione Professionale contribuendo così alla promozione di un’Europa delle conoscenze.

Il bando è volto ad offrire a n. 6 studenti iscritti al 3° anno per i percorsi Operatore Elettrico ed Operatore alla Riparazione dei Veicoli a Motore, dell’E.N.D.O.-F.A.P. Centro di Formazione “Don Luigi Orione” – Fano un’esperienza di mobilità all’estero della durata di 3 settimane che quest’anno si svolgerà in Gran Bretagna presso la località di Portsmouth dal 13 al 30 giugno 2018.

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