"Vi metto nelle mani e nel cuore della Madonna."
Don Orione

Qual è la situazione attuale e quali sono le prospettive future dell’Istruzione e Formazione Professionale, alla luce della recente riforma della IP e della necessità di rinnovamento del Repertorio Nazionale IeFP? È stato questo l’interrogativo al centro del Seminario svoltosi a Roma il 2 luglio scorso, presso la sede ACLI di Via Marcora. Hanno preso parte all’incontro i rappresentanti dei principali enti di FP di ispirazione cattolica aderenti a FORMA (Associazione Nazionale Enti di Formazione Professionale).

L’evento, introdotto dalla Presidentessa di FORMA Nazionale Paola Vacchina, ha permesso di fornire una panoramica sulla manutenzione del Repertorio nazionale IeFP in varie chiavi: con il contributo FORMA; nel rapporto con le Istituzioni; nel contesto della nuova Istruzione Professionale.

La prima evidenza emersa durante il Seminario è quella del rinnovo del Repertorio nazionale della IeFP, in Coerenza con l’Accordo 27.07.201.
La Proposta di FORMA mira a realizzare:
1. Nuove figure/indirizzi IeFP
2. Aggiornamento di figure/indirizzi già presenti nel Repertorio IeFP.

Il Metodo si basa su:
• ricognizione di figure (e/o indirizzi) innovative dell’offerta formativa IeFP attualmente in programmazione nei sistemi regionali, frutto di curvature territoriali delle figure nazionali
• individuazione di nuove figure, rispetto a quelle presenti nel Repertorio IeFP o riconducibili ad esse mediante curvatura regionale, sulla base dei fabbisogni (emergenti/prospettici) rilevati attraverso confronti con qualificati stakeholders del mercato del lavoro (associazioni di rappresentanza, organizzazioni lavorative, tecnici di settore, ecc.)
• referenziazione delle figure ad ATECO/2007 e CP/2011 nonché a livello EQF secondo la metodologia di cui al primo Rapporto italiano di referenziazione delle qualificazioni al Quadro europeo EQF (Accordo Stato-Regioni del 20 dicembre 2012 recepito con decreto interministeriale del 13 febbraio 2013)

La Proposta metodologica FORMA sulla conferma dell’attuale approccio descrittivo a «banda larga» dello standard, ma pare necessaria una sua rimodulazione.
Per rimodulazione dell’approccio descrittivo a «banda larga» della figura nazionale si intende:
• nuova struttura di “composizione/combinazione” dello standard nazionale (parte generale + parte di indirizzo della figura) funzionale ad assicurare l’aggancio con la pluralità di profili regionali
• raccordo con l’Atlante del lavoro e delle qualificazioni (INAPP) per tutte le qualificazioni sul territorio nazionale così come previsto dal Decreto legislativo n. 13/2013 in tema di apprendimento permanente, validazione e certificazione delle competenze

I Prossimi passi mirano a:
• Approfondire la conoscenza della nuova proposta metodologica (recepita dal tavolo tecnico delle Regioni) tra i soci FORMA attraverso:
• Pianificare di seminari territoriali, dedicati alla modellazione di profili regionali di qualifica secondo la nuova impostazione metodologica
• Animare il confronto con le Regioni e P.A. meno coinvolte nel processo nazionale di aggiornamento del Repertorio IeFP attraverso:
• Presentare schemi esemplificativi del possibile aggiornamento delle figure esistenti e di individuazione di nuovi profili regionali

Per quanto riguarda il rapporto con le Istituzioni, il Dott.Mauro Frisanco (rappresentante della P.A. di Bolzano nel gruppo interistituzionale nazionale per la manutenzione del sistema IeFP), ha parlato dei tre ambiti di lavoro su cui si deve muovere: Repertorio IeFP; Standard delle competenze di Base; Certificazione. Il tutto articolato in varie fasi di attuazione. Al momento sono 10 le regioni che partecipano sistematicamente al gruppo tecnico.

I due interventi conclusivi sono stati focalizzati sulla manutenzione del Repertorio Nazionale nel contesto della nuova IP. Il Dott.Mattia Dolci (esperto sistemi formativi Noviter) ed il Prof.Giulio Maria Salerno (docente presso l’Università di Macerata).

Il Prof.Dolci si è soffermato sui diversi nodi che non sono stati risolti con il D.lgs. 61/2017, ma rinviati a decreti attuativi:
• Regolamento del MIUR, di concerto con MLPS, MEF, Min. Salute, previa intesa in sede di CSR e PA
Decreto del MIUR, di concerto con MLPS, MEF, previa intesa in sede di CSR e PA
• Accordo in CSR
• Decreto del MIUR, di concerto con il MLPS, previa intesa in sede di Conferenza unificata
• Intese MIUR e Regioni per definire i criteri generali dei corsi annuali per esame di stato

I punti su cui focalizzare l’attenzione sono:
• La necessità di disciplina della IeFP da parte di tutte le Regioni. Non può esserci offerta sussidiaria senza disciplina regionale e relativi standard formativi e di articolazione dell’offerta;

• L’accreditamento degli IP che intendono erogare la IeFP. Non può essere ipso iure; deve essere richiesto il rispetto di determinati requisiti professionali, strumentali e strutturali.

Per quanto riguarda le disposizioni finali, è previsto un Iter di attuazione del provvedimento. E’ attesa l’approvazione del decreto interministeriale, che renderà operative le disposizioni contenute nell’Intesa. Una volta approvato il D.I., le Regioni hanno 90 giorni di tempo per sottoscrivere appositi Accordi territoriali con gli Uffici Scolastici regionali, definendo:
• Modalità operative di realizzazione dei percorsi in sussidiaria, nel rispetto dei criteri generali definiti dalla disciplina nazionale;
• Criteri di riconoscimenti dei crediti formativi per l’accesso agli esami di Qualifica/Diploma IeFP da parte degli studenti della IP e per i passaggi tra i sistemi formativi.

Oggetto dell’intervento del Prof.Salerno è stato il D.Lgs. 61/2017, con i relativi scenari ed implicazioni per la IeFP.

I due atti fondamentali di attuazione sono tuttora in fieri:
A) il regolamento «quadro» ex art. 3, comma 3
B) Il decreto ex art. 7, comma 1, sui raccordi tra IP e IeFP e sulla sussidiarietà (invertita!)
C) A seguire altri atti, importanti per la IeFP.

E’ pronto, invece, l’Accordo Stato-Regioni ex art. 8, comma 2, sui passaggi tra IP e IeFP, che disciplina le fasi di passaggio fra IP e IeFP.

Cosa succede se gli atti attuativi non saranno approvati?
Un’importante parte del D.Lgs., quella relativa alla IeFP, rimane vigente: si tratta delle «norme generali sull’istruzione» stabilite nel decreto:
1) La presenza dei due pilastri (IP e IeFP) dell’istruzione professionalizzante con pari dignità
2) il diritto di scelta tra IP e IeFP
3) il quarto anno della IeFP assicurato dopo la qualifica
4) il corso annuale per l’esame di Stato
5) la Rete delle scuole professionali istituita ma non organizzata
6) Il riconoscimento della qualifica e del diploma professionale come titoli di studio correlati a quelli rilasciati dalla IP nel «Repertorio nazionale dei titoli etc.»

La parte sulla IP non si potrà applicare:
- Non si applicano i nuovi indirizzi di studio della IP (con tutto il nuovo assetto organizzativo e didattico), né le regole sui raccordi e passaggi con la IeFP, né la nuova sussidiarietà (previo accreditamento regionale e nel rispetto degli standard formativi stabiliti dalla Regione): e le preiscrizioni già effettuate?
- La disciplina previgente – compresa la parte sulla sussidiarietà - non si applica a partire dall’a.s. 2018-2019 gradualmente, a partire dalle prime classi.
- Occorre una norma di legge (ad esempio, con decreto-legge) per ripristinare transitoriamente l’applicazione della disciplina previgente alla IP (consentendo transitoriamente la precedente sussidiarietà?).

Come è evidente, molte sono le domande e le ipotesi che restano aperte. Alla proposta di FORMA, per un confronto con Istituzioni nazionali e territoriali, si affiancheranno incontri e seminari a livello locale, per parlare dell’argomento e rendere possibile un vero rilancio della IeFP, visti gli sconvolgimenti legislativi e politici in atto.

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Oggi, 29 giugno, solennità dei Santi Pietro e Paolo, entra ufficialmente in carica il nuovo consiglio provinciale della provincia religiosa Madre della Divina Provvidenza.

Le nomine erano state comunicate dal Padre generale Don Tarcisio Vieira a maggio, come annunciato in questo articolo.
Il Direttore Provinciale è Don Aurelio Fusi, riconfermato dopo il primo triennio: nato a Lissone (MB), è stato ordinato sacerdote nel 1989.
Riconfermati anche Don Gianni Giarolo, originario di Lonigo (VI), sacerdote dal 1981, e Don Felice Bruno, foggiano, presbitero dal 1999.

Nuovi incarichi per Don Giuseppe Volponi, nativo di Chiari (BS), sacerdote dal 1996, che proviene dall’esperienza pastorale nella Parrocchia San Pio X di Marghera (VE); Don Giovanni Carollo, già consigliere provinciale fino al 2015, palermitano, sacerdote dal 1999, dal Santuario-basilica della Madonna Incoronata di Foggia, oltre alla pastorale parrocchiale si occupava dell’animazione vocazionale; Don Alessandro D’Acunto, nato a Gavardo (BS), è già stato nel Consiglio Provinciale e lascia l’incarico di direttore del Piccolo Cottolengo Genovese.

Al nuovo Consiglio va l'augurio di un cammino illuminato da Don Orione, ai consiglieri uscenti don Walter Groppello, don Maurizio Macchi e don Leonardo Verrilli un sincero ringraziamento, per tutti una preghiera di affidamento a Maria, Madre della Divina Provvidenza.

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La FISPES, Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali,  ha organizzato un evento di promozione del Powerchair Football, calcio in carrozzina elettrica, disciplina sperimentale FISPES. L'incontro si è svolto presso il Centro don Orione di Roma Monte Mario dal 21 al 24 giugno ed ha ospitato atleti da tutta Italia.

L’iniziativa "Un Assist per il Powerchair football", sostenuta dalla Regione Lazionell’ambito del progetto “Sport di cittadinanza ed inclusione sociale”, intende far conoscere questa disciplina, riservata ad atleti con disabilità neurologiche gravi.

Sono stati coinvolti  13 atleti tesserati per le società Albatros e Senise della Basilicata, Oltresport proveniente dalla Puglia e Asco dalla Campania, 5 giocatori di Wheelchair Hockey e altri potenziali atleti provenienti dal CPO di Ostia.

La squadra ASCO viene dal centro Don Orione di Ercolano ed è capitanata dal nostro Massimo Muslimanovic.

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Martedì, 19 Giugno 2018

Oratorio - Che estate sia!

Dopo un maggio piovoso ed un mese di giugno iniziato con qualche temporale in più del solito, l'estato è ufficialmente cominciata negli oratori orionini in Italia. Mancano pochi giorni alla festa di San Luigi Gonzaga, patrono della gioventù, onomastico di San Luigi Orione, che a soli vent'anni fondò un oratorio dedicato proprio a questo santo.

Da Nord a Sud, le attività  che iniziano al termine dell'anno scolastico sono ormai un appuntamento tradizionale: giochi, gite, danza, teatro, manualità e giocoleria, piscina ed escursioni, ma non solo. L'oratorio estivo è prima di tutto uno spazio educativo per vivere insieme ai coetanei un percorso formativo, alla scoperta degli altri, dell'amicizia, alla ricerca di quei valori che danno senso e sapore alla vita. La proposta dell'oratorio è dunque qualcosa in più di un semplice centro estivo divertente o economico, è, per molte famiglie, l'adesione ad un progetto educativo, è la voglia di far sperimentare ai propri figli una Chiesa gioiosa in cammino.

Tutte queste attività sono frutto dell'impegno e della passione degli educatori ed animatori, guidati dai loro sacerdoti, delle famiglie dei ragazzi che danno una mano all'organizzazione dei pasti e degli spazi: sono l'esempio di una comunità viva, attenta ai bisogni del territorio, capace di mettersi in gioco.

Allora, buona estate a tutti!

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Mercoledì, 13 Giugno 2018

Roma - Ciao Paolo!

Paolo Gullà nasce ad Addis Abeba (Etiopia) il 27/07/1965 da padre italiano e da madre etiope.
All’età di 14 anni viene in Italia per cure e, dopo alcune malattie importanti e lunghi anni di ospedalizzazione, all’età di 21 anni, viene accolto presso il Centro di Riabilitazione Don Orione di Roma Monte Mario il 21/05/1987.
Le sue precarie condizioni di salute non gli impediscono di amare la vita e di costruirsi un suo progetto di vita che lo porterà nel 1992 ad essere assunto come centralinista presso il nostro Centro Mutilatini di Monte Mario e a unirsi successivamente in matrimonio con Worke, dalla cui unione nascerà nel 2002 Stefano.
I colleghi lo ricorderanno sempre per la sua voglia di vivere, la sua allegria e le sue capacità di accoglienza e disponibilità nello svolgimento delle sue mansioni di centralinista del Centro.  
Uniamoci nella preghiera per lui e la sua famiglia.

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La Madonnina di Monte Mario ha compiuto 65 anni: fu eretta infatti nel 1953, per un voto promosso dagli Orionini durante la seconda guerra mondiale, per il quale si raccolsero oltre un milione di firme.

La liberazione di Roma avvenne il 4 giugno 1944 quando, tra lo stupore di tutti, l'esercito tedesco lasciò la capitale incrociandosi con l'esercito alleato che vi entrava, senza alcuna forma di violenza. I documenti storici documentano quanto è avvenuto, ma la modalità con cui avvenne la liberazione, rapida e pacifica, fece pensare a una speciale protezione di Maria. A compimento del voto, nel 1953, fu posta sul colle di Monte Mario la bella statua della Madonna "Salus Populi Romani", opera dello scultore ebreo Arrigo Minerbi, protetto e salvato dalla comunità orionina del quartiere Appio. Lo scultore per raffigurare il volto della Vergine si ispirò a quello impresso nella Sindone, perché i figli maschi, diceva, assomigliano alle madri.

Papa Benedetto XVI visitò la Madonnina il 24 giugno del 2010 e disse: «La Madonnina - come amano chiamarla i romani - nel gesto di guardare dall'alto i luoghi della vita familiare, civile e religiosa di Roma, protegga le famiglie, susciti propositi di bene, suggerisca a tutti desideri di cielo. Guardare al cielo, pregare, e poi avanti con coraggio e lavorare. Ave Maria e avanti! - esortava san Luigi Orione».

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Il Vicario del Papa della Diocesi di Roma, sue Eccellenza Mons. Angelo De Donatis, ha presieduto la celebrazione solenne per i festeggiamenti liturgici di San Luigi Orione.
Nella parrocchia di Ognissanti, alle porte di San Giovanni in Laterano, fondata proprio dal Santo, in quella che San Pio X chiamava “La Patagonia romana”, sono stati celebrati vari eventi a partire dalla Novena per ricordare il Santo della Carità. Alle ore 19:00 è iniziata la Santa Messa Concelebrata con la presenza di Don Fulvio Ferrari, Economo Generale dell’Opera, della comunità religiosa della Curia, del Parroco Don Francesco Mazzitelli, del Direttore della casa “Orione Appio”, dell’Istituto Teologico e del Noviziato dell’Opera.

L’Arcivescovo De Donatis durante la sua omelia, ha ricordato come il Fondatore seppe portare in quella estrema periferia, nei primi del novecento, la luce della speranza, occasione di un riscatto sociale e morale tra gente povera ma con un cuore grande. Don Orione, in questa zona che era una campagna sconfinata, intuì e vide il futuro della parrocchia e delle altre opere annesse che tutt’ora sono il cuore pulsante del quartiere.

Il Pastore ha richiamato le parole del fondatore “Anime, anime” e facendo suo il motto di San Pio X “Instaurare omnia in Christo”, ha ricordato il programma di andare ai poveri, di amare il Papa e di servire la Chiesa.
Appena terminata la Santa Messa la statua del Santo è stata portata in processione per le vie quartiere, accompagnata dai sacerdoti dell’Opera, dai giovani e da tutti i fedeli presenti. I festeggiamenti si sono conclusi nel cortile dell’istituto San Filippo Neri tra musica, gastronomia e fuochi d’artificio.

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Nella nostra Casa di Ospitalità dal 13 al 16 maggio sono stati presenti circa 130 Ospiti (atleti, accompagnatori e parenti) in occasione della Dream World Cup (Calcetto a 5 per pazienti psichiatrici). Si tratta della Coppa del Mondo che ha visto in campo 9 squadre in 2 gironi. Le squadre che hanno partecipato al torneo sono state Italia, Spagna, Argentina, Cile, Francia, Giappone, Perù, Ucraina e Ungheria (il Senegal non ha potuto partecipare per problemi economici). Il torneo che si è svolto presso il Palatiziano, Palazzetto dello sport di Roma, costruito per le Olimpiadi di Roma del 1960, in zona Flaminio (ideato e progettato nel 1956 dall’architetto Annibale Vitellozzi e dall’ingegner Pier Luigi Nervi, e realizzato tra il 1958 e il 1960 quale impianto destinato ad accogliere alcuni eventi dei XVII giochi olimpici di Roma, è tuttora in funzione). Come data di apertura del torneo è stato scelto il 13 maggio, giorno in cui ricorre il quarantennale della legge Basaglia che obbligò la chiusura definitiva di tutti i manicomi.
Battendo la Selezione Cilena per 17 a 4 l’Italia ha vinto la finale della Dream World Cup senza troppe difficoltà. Da sottolineare il tifo sugli spalti, da entrambe le parti, e il consueto fair play che ha accompagnato tutte le partite della manifestazione.
Un’altra goleada è stata inflitta alla Francia per 15 a 2! La classifica finale ha visto l’Italia a 12 punti, seguita dal Giappone a 9 punti (questa nazione aveva organizzato la precedente edizione). Ultime in classifica l’Ucraina e la Francia a 0 punti! La prossima edizione è prevista nel 2020 in Perù (la cui squadra, in questa occasione del 2018, è stata premiata per la sua correttezza in campo).
A consegnare la coppa della Dream World Cup una leggenda del calcio italiano, Marco Tardelli, accompagnato da Santo Rullo, promotore e anima della competizione, e da Sinisa Mihajlovic, che ha voluto esprimere il suo sostegno al movimento.
Per l'allenatore della nazionale italiana Enrico Zanchini, c'è una vittoria più importante: "Questi calciatori hanno potuto vivere il sogno di indossare la vera maglia azzurra. E di fare il mondiale nel 2018, cosa che invece i nostri fantastici giocatori superpagati e stramiliardari non sono riusciti a fare".

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Sabato 12 maggio, nella parrocchia di Ognissanti (Roma) sono iniziati i festeggiamenti in onore del nostro Santo fondatore, che termineranno il 16 maggio.
Sabato è stato organizzato un pranzo con i poveri, ormai tradizione per la nostra parrocchia, per dare l’avvio a questi giorni di festa nel migliore dei modi: la carità. Sono state ospitato più di 100 persone bisognose con l’aiuto di alcuni volontari dell’M.G.O. (Movimento Giovanile Orionino) e del M.O.V. (Movimento Orionino Volontari) ed alcuni novizi dell’Opera Don Orione. Vi è stata la presenza di tutta la Comunità, formata da Don Giuseppe Valiante, Don Francesco Mazzitelli e Don Francisc Lacatus.

Per gli ospiti è stato come passare un sabato in famiglia: hanno mangiato e parlato, ascoltato della musica e sono andati via soddisfatti e felici, con un bel ricordo da portare con loro. Anche i volontari hanno “ricevuto” qualcosa: vedere il sorriso sul volto di queste persone, far dimenticare loro per un paio di ore le difficili situazioni in cui si trovano, li ha resi felici e ha permesso loro di poter essere più vicini al prossimo e, quindi, a Gesù attraverso il servizio.

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Domani il Pontefice si recherà in visita al santuario del Divino Amore a Roma, un luogo caro ai romani e a Don Orione.

Don Umberto incontrò Don Orione per la prima volta a 29 anni e così ne parla nel suo diario: - Mi ha ascoltato, mi ha benedetto e mi ha detto: “Si lasci condurre secondo la regola di S. Francesco: nulla domandare, nulla rifiutare”. Dà l’idea d’un gran santo: che la sua benedizione mi aiuti".
È uno dei documenti trovati nell'archivio dell'Opera Don Orione a Roma. Una serie di testimonianze scritte del rapporto che legò in maniera speciale San Luigi Orione a Padre Umberto Terenzi fondatore del Santario del Divino Amore.
"Don Orione - scrive ancora Don Terenzi - al principio dell'Opera della Madonna, mi disse tutto quello che sarebbe avvenuto, ma non mi disse il tempo. Un orizzonte vasto di opere ancora più grandiose, anch'esse dette da Don Orione, ma non tutte quella sera. Alcune cose già dette prima, altre dette dopo nei miei lunghi colloqui con lui fino al 1940, fino alla sera della sua morte, 12 marzo. Quanta confidenza con Don Orione! E quanta riconoscenza a Dio. Egli, più che un Padre spirituale, fu per me un profeta che mi prese per mano e mi accompagnò facendomi vedere l’orizzonte da lontano nel cammino del Divino Amore".
"Racconta Don Terenzi: - Era quello il tempo in cui ricevevo molte pressioni da parte di non pochi amici autorevoli, di autorità per lasciare la vita parrocchiale e dedicarmi alla vita della segreteria di Stato, della diplomazia, ecc., non ne ho avuto mai il minimo desiderio. Per cessare definitivamente questo tentennamento dei Superiori verso la mia povera persona, domandai una sera a Don Orione: vado contro la volontà di Dio rifiutando sempre ai Superiori quello che mi vorrebbero far fare! No, no, lasciate che vadano altri, il vostro destino è al Divino Amore, dove sarete Rettore, sarete Parroco e farete tante opere! E sulla vostra tomba ne nasceranno molte di più di quelle che farete voi, anzi il vero sviluppo delle opere della Madonna del Divino Amore, sarà sulla vostra tomba!".

"Continua - spiega ancora Don Terezi - mi ha detto, non lasciare la Madonna, sarà la città di Maria il Divino Amore. Segui le norme del cardinale e aspetta che tutto si verificherà. Già dall’altra volta ti ho sconsigliato assolutamente di proporre di affidare ai religiosi il Santuario: il Santuario deve essere Diocesano ed opera del clero romano: un’opera ci starà bene vicina, perché è necessario che il Santuario mantenga un’opera di bene; ma tutto deve dipendere dal Santuario. Non t’impaurire delle lotte, perché ne dovrai avere, essendo un’opera di Dio. Che sante parole! Ave Maria e coraggio!".
"Nel 1933 Don Orione ripete a Terenzi che il santuario diventerà una cittadella: - "Ho obbiettato: Ma quando? Perché la Madonna tarda tanto? – Ha risposto: presto, molto presto, vedrete quel che sta per succedere al Divino Amore! (questo pensiero me l’ha ripetuto più volte nel colloquio, con molta insistenza). Avrete dei lasciti, farete tutto. Comprate più terreno che potrete, perché vedrete che succederà presto. Voi farete la città della Madonna del Divino Amore. Tra circa quindici anni, sì, ve lo dico, siatene certi, al Divino Amore ci sarà una città come Pompei, e verrà tanta, tanta gente alla Madonna.
Predice la confondatrice dell’opera. "Mi disse - prosegue Terenzi - con tanta vivacità e tanta convinzione, prendendomi per un braccio e stringendomi a sé, davanti all’altare di Pompei: state attento, tramonterà la gloria di Pompei, di Lourdes e di Fatima. E sorgerà per il mondo e per la salvezza del mondo la gloria del Divino Amore! Se lo diceva lui con tanta assicurazione, con tanta fede, era certamente perché vedeva che questo Divino Amore dovrà portare il trionfo di Dio, che il Cuore Immacolato di Maria deve trionfare".


M.T. è una signora di 81 anni, nata in provincia di Rieti da una famiglia di contadini, delle persone semplici e legate alla propria terra; lei è una dei tanti ospiti della ‘Casa del Divino Amore per Anziani’, una struttura che si trova nel cuore del Santuario tanto caro ai romani, gestita dalla Nuova Sair. In questa struttura trovano riposo, calore ed accoglienza 24 ospiti over 75. In questi giorni sono tutti impazienti ed emozionati per il possibile incontro con Papa Francesco in occasione della sua vista al Santuario prevista per domani, martedì 1° maggio.

La struttura, situata nella zona antistante il Santuario, accoglie i nonni e le nonne di Roma, spesso con delle storie particolari come nel caso di M.T. che nel corso della vita, oltre ad esser stata una cristiana convinta e devota, ha avuto la fortuna (così racconta lei) di vedersi apparire in sogno, per due volte, la Madonna.

«Diversi anni fa – esordisce M.T. – ebbi dei problemi con la circolazione del sangue che, non si sa’ come, aveva rallentato fino quasi a fermarsi. Presa dalla paura e spaventata chiesi consiglio a delle persone del mio paese di origine che mi indicarono una fattucchiera, insomma una donna in grado di togliermi il malocchio che in quel momento tutti mi dicevano di avere. Il giorno prima di incontrarla, in sogno, mi sono ritrovata seduta su uno dei muretti del mio paese, di fronte ad un palazzo che però era ben diverso dal solito e sopra, in cima alla struttura, c’era la Madonna come raffigurata nell’Immacolata Concezione. Per prima cosa reagì facendomi il segno della Croce e proprio lì la Madonna mi parlò, dicendomi di pregare e farmi il segno della croce e di non seguire le indicazioni della fattucchiera. Da quel giorno la mia fede si rinsaldò ancora di più e non permisi alla medium di avvicinarsi a me. Ovviamente il problema alla circolazione non durò ancora molto».

«Alcuni anni dopo – continua M.T. -, ero già diventata mamma e mia figlia era la classica bambina esuberante e brillante e tanti, in paese, credendo a una vecchia diceria, mi dicevano di far attenzione perché era “troppo intelligente” e quindi sarebbe “morta presto”. Queste frasi mi misero tanta agitazione e mi spinsero a pregare, pregare e pregare di nuovo perché volevo proteggere mia figlia. Una notte, in sogno, mi sono trovata la Madonna seduta sulle scale di fronte all’ingresso di casa mia, di nuovo come nell’Immacolata Concezione, che mi disse semplicemente poche parole: “non sentire quello che ti dicono”, riferendosi alle voci di paese, e mi porse una stella che aveva attaccata al suo vestito: “dalla a tua figlia” concluse, offrendomi quindi la protezione che tante volte le avevo chiesto in preghiera per la mia piccola».

M.T. sono sette anni che è ospite della “Casa del Divino Amore per Anziani” gestita dalla Nuova Sair, cioè da quando è morto il marito. «Le mie esigenze da anziana oggi – conclude la signora - sono complicate e non voglio gravare sui miei figli; in questa struttura inoltre mi trovo benissimo, sia per la bravura delle persone che mi accudiscono, sia perché stiamo al Divino Amore e questo mi permette di vivere la mia fede come meglio credo, tutti i giorni. Essere qui spero mi dia questa ultima grande gioia di poter vedere Papa Francesco, incontrarlo mi riempirebbe il cuore di felicità».

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