"Ho bisogno, figli miei, d’essere capito, d’essere seguito, d’essere secondato e, direi, sorpassato."
Don Orione
Martedì, 19 Giugno 2018

Oratorio - Che estate sia!

Dopo un maggio piovoso ed un mese di giugno iniziato con qualche temporale in più del solito, l'estato è ufficialmente cominciata negli oratori orionini in Italia. Mancano pochi giorni alla festa di San Luigi Gonzaga, patrono della gioventù, onomastico di San Luigi Orione, che a soli vent'anni fondò un oratorio dedicato proprio a questo santo.

Da Nord a Sud, le attività  che iniziano al termine dell'anno scolastico sono ormai un appuntamento tradizionale: giochi, gite, danza, teatro, manualità e giocoleria, piscina ed escursioni, ma non solo. L'oratorio estivo è prima di tutto uno spazio educativo per vivere insieme ai coetanei un percorso formativo, alla scoperta degli altri, dell'amicizia, alla ricerca di quei valori che danno senso e sapore alla vita. La proposta dell'oratorio è dunque qualcosa in più di un semplice centro estivo divertente o economico, è, per molte famiglie, l'adesione ad un progetto educativo, è la voglia di far sperimentare ai propri figli una Chiesa gioiosa in cammino.

Tutte queste attività sono frutto dell'impegno e della passione degli educatori ed animatori, guidati dai loro sacerdoti, delle famiglie dei ragazzi che danno una mano all'organizzazione dei pasti e degli spazi: sono l'esempio di una comunità viva, attenta ai bisogni del territorio, capace di mettersi in gioco.

Allora, buona estate a tutti!

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Anche a Reggio Calabria si è celebrata la festa di Sant'Antonio, a cui è dedicato il Santuario parrocchia retto dai sacerdoti orionini.

Come vuole la tradizione, la festa è stata preceduta dalla Tredicina, tredici giorni di preghiera animati dai volontari e dagli operatori della casa di riposo. Anche gli anziani ospiti hanno vissuto una piccola catechesi, un momento di preghiera vissuto in modo semplice e centrato sulla vita del Santo, con la benedizione del pane e del giglio, simboli antoniani.

Nelle fasi di preparazione alla festa, c'è stata anche la benedizione dei portatori della statua del Santo e dei volontari della Protezione Civile e la vestizione dei volontari della Misericordia, oltre ai momenti musicali e di intrattenimento delle serate.

La festa ha visto il suo culmine con la celebrazione eucaristica all'aperto presieduta da Monsignor Giovanni D'Ercole, vescovo orionino di Ascoli Piceno, seguita dalla processione per le strade della parrocchia della statua del Santo e della Reliquia,accompagnata dalla Banda Musicale di Reggio Calabria. Al termine del percorso, prima di rientrare in chiesa, un momento di preghiera e di benedizione per la città.

 

 

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Tra celebrazioni religiose e momenti ludici e pirotecnici, la comunità Orionina Reggina ha festeggiato San Luigi Orione.
Una festa semplice, organizzata dalla comunità pastorale di Sant’Antonio di Padova di Reggio Calabria, che però ha sempre uno straordinario successo grazie ad una ricetta che comprende celebrazioni e cortei religiosi ma anche momenti conviviali con gli stand gastronomici e lo spettacolo pirotecnico. Già di buon mattino i gruppi parrocchiali sono impegnati a preparare la festa del nostro San Luigi Orione, allestendo stand, e le zone in cui si svolgerà la festa e la processione. Si parte alle ore 10 con la celebrazione Eucaristica nella casa di riposo Don Orione per rendere partecipi gli ospiti e i parenti. Subito dopo la celebrazione, si fa festa con un rinfresco a base di dolci e torte preparati dal personale della casa. La festa ludica ha inizio nel primo pomeriggio, con l'apertura alle 16 dell’area allestita all'interno della piazza del Santuario, dei giochi gonfiabili, per la gioia dei numerosi bambini accorsi per l'occasione e accolti dai giovani e giovanissimi della parrocchia.

Alle 18,30 il momento più importante della festa religiosa. Si parte con la processione seguita da molti parrocchiani e devoti che hanno accompagnato la statua raffigurante il Santo fin dentro il Santuario per poi partecipare alla funzione Solenne in memoria di San Luigi Orione. Subito dopo la funzione religiosa si dà inizio ai festeggiamenti civili, con una novità che mancava da anni, U Ballu du Sceccu (Il Ballo dell'asino) tipico del territorio reggino. La serata si accende con petardi e fuochi d'artificio, che vengono accessi all'inizio della danza: u Sceccu che viene "ballato" lentamente a suon di tarantella da una persona che si cela dentro la struttura dell'asino e durante il ballo, i fuochi di artificio illuminano la gente che assiste allo spettacolo pirotecnico. Finita l'esibizione si dà il via agli stand gastronomici per gustare i prodotti tipici locali e le torte preparate dal MLO della parrocchia. Naturalmente non sono mancate le esibizioni canore con il Karaoke animato dai i giovani del MGO parrocchiale.

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Ieri, domenica 13 maggio, i vigili del fuoco deposto con l'autoscala una composizione floreale a forma di cuore sulla statua di San Luigi Orione in cima alla palazzina della casa di riposo del Don Orione di Reggio Calabria. Domenica speciale, la giornata ha avuto inizio con l'arrivo dei bambini della prima comunione accompagnati dai genitori in Santuario. I bambini si sono accostati per la prima volta al sacramento dell'Eucarestia. La gioia di ricevere Gesù è troppo grande per loro, e lo si poteva leggere nei loro occhi un po' lucidi per l'emozione così come per i loro genitori.   Prima di concludere la celebrazione, il parroco Don Graziano, ha detto loro che le emozioni non sono finite, ed ha invitato tutti fuori nel cortile per una sorpresa.
Arrivati in cortile tutti aspettano di conoscere la sorpresa e mentre Don Graziano parla al microfono si sente da lontano il suono di una sirena. Ed ecco la sorpresa, l'autoscala dei vigili del fuoco entra nel cortile antistante il Santuario, posizionandosi sotto l'edificio dove si trova la statua di San Luigi Orione. È tutto pronto, il parroco consegna il cuore di fiori che da lì a poco verrà posto sulla statua dai Vigili del Fuoco, già pronti con il loro mezzo e la scala aerea.
Momento emozionante, tutti col naso in su ad ammirare il vigile che è salito sulla scala sempre più in alto per raggiungere la statua di San Luigi Orione e deporre tra le sue braccia il cuore floreale, simbolo della devozione, dell’affetto e dell’affidamento del popolo reggino.
Uno scrosciante applauso ha accompagnato questo momento molto emozionante che ha visto tutti i gruppi parrocchiali impegnati per la realizzazione del programma dei festeggiamenti in onore di San Luigi Orione che, proseguiranno fino alla giornata conclusiva del 16 maggio. Un 16 maggio che sorprenderà ancora tutti i devoti del nostro fondatore a cui la città di Reggio Calabria è molto legata e che non ha mai dimenticato l'amore e l'aiuto che Don Orione diede nel periodo del terribile terremoto del 1908 che sconvolse la città.

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Tutto è iniziato a luglio del 2017 al campo estivo in colonia a Gambari: ogni bambino scrive una letterina a Papa Francesco per comunicargli il suo Amore e Dedizione, così come  ha imparato dagli scritti di San Luigi Orione.

Passano i mesi e i bambini non ci speravano più che il loro Papa rispondesse. Invece il 22 dicembre mentre erano in attesa di Babbo Natale nel cortile interno dell'Opera Antoniana, arriva con un bustone in mano il parroco don Graziano Bonfitto che porge la lettera a Mimmo Torretti, uno dei responsabili dei Bambini di don Orione, dicendogli di aprirla subito e di leggerla ai bambini. Grande stupore e gioia vedendo l'intestazione del foglio all'interno, poi un'esplosione di gioia: "bambini, Papa Francesco ha letto le vostre letterine e ci invita a Roma a partecipare all'udienza del mercoledi".

La felicità dei bambini è indescrivibile tutti ad abbracciarsi e a ripetersi, visto Papa Francesco ci ha risposto, Papa Francesco ci vuole bene, Papa Francesco è Grande. Dopo l'euforia dei bambini ma anche degli educatori si parte con l'organizzazione del viaggio e soprattutto per il reperimento dei fondi, che grazie ai Benefattori, sollecitati dal coordinamento MLO di Reggio Calabria, non è stato difficile.

Arriva il giorno della partenza, fissata per il 3 aprile, e dopo un lungo viaggio si arriva a Roma e ad accogliere il gruppo ci sono i volontari della Misericordia del Lazio, mobilitati dal Governatore di Reggio Calabria Angelo Cuzzola, che con i loro mezzi cureranno gli spostamenti a Roma.

Dopo una notte passata tra sonno e attesa, nella maestosa piazza S. Pietro i bambini si ammutoliscono e con la bocca aperta guardano con meraviglia la bellezza del Cupolone e della Basilica Vaticana, osservando  e fotografando ogni minimo particolare. Mancano pochi minuti all'arrivo del Santo Padre e dai microfoni che scandiscono i nomi delle associazioni dei vari paesi, presenti in piazza, ad un certo punto si sente; “Un saluto  ai Bambini di don Orione giunti da Reggio Calabria" e lì scoppia la festa. I bambini sono incontenibili, ma ecco che spunta la Papamobile, che avanza lentamente e quando arriva davanti ai Bambini si ferma e il Santo Padre impartisce loro la Benedizione. Alessandra dona la statuina in argento raffigurante S. Antonio, il Santo a cui è intestato il nostro Santuario Parrocchia, Rebecca lancia il suo cappellino, lo raccoglie un uomo della scorta e lo posa sulla Papamobile, mentre gli altri bambini gridano ad alta voce "Viva Papa Francesco" applaudendo a più non posso.

Quasi alla fine dell'udienza, Radio Vaticana intervista Tiziana Praticò del direttivo del MLO di Reggio Calabria e corresponsabile del Progetto, che dialoga in diretta radiofonica con la giornalista sulle tematiche della catechesi odierna e sulle parole espresse da Papa Francesco nell'udienza generale. Si è parlato anche del progetto “I Bambini di don Orione” e della Calabria come terra abbandonata e a volte violenta, per questo l'impegno dei laici è ancora più profondo per la salvaguardia delle generazioni future.

Sottrarre un solo bambino alla 'Ndrangheta è già una vittoria, toglierli da ambienti diseducativi, dare loro la possibilità di studiare, di socializzare e far loro Gustare e Vivere la Carità di Dio è l'impegno giornaliero di ogni laico, in particolare del Laico Orionino.

 

 

 

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Don Graziano Bonfitto ha fatto l’ingresso ufficiale nella parrocchia orionina di Reggio Calabria domenica 5 novembre con la celebrazione delle 19.00 presieduta dal Vescovo Giuseppe Morosini.
Presenti molti confratelli orionini e della diocesi, tra cui Don Domenico Crucitti direttore e parroco precedente.
È stato un bel momento di famiglia e di comunità parrocchiale.
Il Vescovo nell’omelia ha dato diversi spunti per i presenti con delle parole chiave: prendersi cura, accompagnare, continuità.
La serata è trascorsa con un momento di agape fraterna con le persone più vicine a Don Graziano, un bel gruppo di giovani della parrocchia di Ognissanti con il parroco Don Francesco Mazzittelli ed una rappresentanza di persone dal suo paese natale.

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La Parrocchia di Sant'Antonio di Padova di Reggio Calabria venerdì 20 ottobre ha accolto il Sindaco della città Avvocato Giuseppe Falcomatà.
Molti anni orsono, Italo Falcomatà, il Sindaco della Primavera di Reggio, padre di Giuseppe attuale Sindaco della città metropolitana, visitava il Santuario e gli orfanelli dell'Opera Antoniana. Questi momenti li ha raccontati con un po' di commozione Giuseppe Falcomatà, ricordando che il padre nei momenti particolari si confrontava e confortava proprio con i religiosi Orionini di Sant’Antonio.

Con gioia il Sindaco ha accettato l'invito a partecipare ad un incontro/confronto nell'auditorium parrocchiale “Don Orione” con i parrocchiani, in una assemblea pubblica,  incontro voluto e organizzato dalla comunità parrocchiale con il supporto del consigliere comunale Antonino Mileto, che in apertura ha voluto ricordare la dott.ssa Giovanna Ferrara, deceduta poche ore prima.
Subito dopo ha preso la parola il parroco, il quale nel suo saluto ha ricordato che la Comunità Orionina è presente a Reggio Calabria dal 9 gennaio del 1909 quando san Luigi Orione vi giunse per dare soccorso alla città colpita dal sisma del 28 dicembre 1908. Da quel momento questo legame si è consolidato negli anni con tante opere di carità rivolte a sollevare le fragilità della Città, trovando sempre affetto e sostegno nel popolo reggino. Inoltre, nel suo saluto iniziale, il Parroco ha sottolineato come siano importanti trovare soluzioni e intuizioni per essere sempre più vicini alle parti più deboli della città: anziani, famiglie e giovani e ha invitato il Sindaco a cercare alleanze tra le istituzioni per rispondere in maniera unita ai bisogni dei cittadini.

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Il 29 luglio si è conclusa la Colonia per i Bambini di Don Orione a Reggio Calabria: per il terzo anno consecutivo, grazie alla generosità dei benefattori, che hanno sposato a pieno il Progetto “ I Bambini di Don Orione” del MLO di Reggio Calabria, 19 bambini dagli 8 ai 13 anni, che vivono in condizioni disagiate, hanno trascorso un’estate diversa, ricca di grandi emozioni e divertimenti. Tiziana Praticò, una delle responsabili del Progetto, spiega il tema scelto per il campo 2017, “La Carità è un “Viaggio”  verso il Fratello”: un viaggio a tappe, che ha portato i Bambini a conoscere i vari aspetti della vita, dalla Bibbia, alla Carità di don Orione, alla legalità, al soccorso,  agli anziani,alla storia della propria terra natia e soprattutto la bellezza della parola di Dio.
Prima tappa di questo viaggio è l’incontro con i signori e le signore residenti nella casa di riposo Don Orione, giunti  da Reggio, accompagnati dalle assistenti e dal responsabile di struttura Domenico Talladira. Accolti calorosamente dai bambini,  gli ospiti si sono sentiti subito dei nonni e  hanno raccontato la propria storia e insegnato i giochi che praticavano da ragazzini.
Altra tappa importate del viaggio è stato l’incontro con un Testimone di Giustizia,  Franco Gaetano Caminiti, il quale ha raccontato la sua esperienza di lotta alla ‘ndrangheta e soprattutto ha parlato ai bambini di legalità. Un dialogo fluido grazie anche alla semplicità di Franco, che con molta energia ha raccomandato loro di essere sempre  onesti e di non farsi “ammaliare e tentare” dalla ‘Ndragheta:  “non accettate mai, ricordate se lo  farete, sarete persone senza futuro e schiavi di questo potere malvagio. La Fede in Dio, continua Franco, mi ha dato la forza di andare avanti. É un miracolo se sono uscito illeso da un agguato perpetrato a colpi di pistola da un malavitoso, così come dal’incendio del mio negozio. Ma vi  ripeto, Dio non mi ha abbandonato. Io non ho paura, oggi sono qui con voi e senza scorta, anzi ce l’ho, è mia moglie che non mi lascia mai”.
Il viaggio per i bambini è continuato con un’altra tappa importante, l’amore verso l’altro: al mattina presto della domenica sentono il suono assordante di una  sirena provenire dal cancello di entrata della colonia. Un po’ impauriti e un po’ incuriositi si affacciano dalle finestre delle loro stanze, non sanno che quella ambulanza è per loro e che loro saranno i protagonisti del soccorso. Tutti giù in cortile ad accogliere Lilla e Leo, due Soccorritori specializzati della Confraternita  Misericordie di Reggio: saranno loro ad insegnare ai ragazzi i metodi di soccorso e le procedure da compiere in caso di infortunio a loro o ad altri.
Si parte poi per Bova (Vùa in lingua Greca) un paesino dell’entroterra Reggino  che secondo la leggenda fu fondato da una Regina greca , che sbarcata lungo la costa, sarebbe risalita verso l’interno e fissando la sua residenza sulla cime del colle Bova, presumibilmente entro le rocche dell’antico castello. Qui infatti ancora oggi, oltre al dialetto Reggino e all’italiano si parla e si scrive in Greco.
Ma naturalmente  tutti i viaggi hanno una fine e questo è terminato sabato 29 luglio. Il programma finale è ricco di avvenimenti, si inizia con la recita, preparata durante la permanenza in colonia ,e presentata nel pomeriggio alla presenza dei genitori e dei benefattori. Come ogni nostro campo, anche questo ha un momento solenne, la Celebrazione Eucaristica, che per questo anno è stata officiata da don Primo Coletta arrivato da Velletri. Dopo la festa, non resta che scambiarsi con affetto un arrivederci al 2018!

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Colonia S. Antonio, gli anziani della casa di riposo Don Orione, ospiti per un giorno, della colonia di S. Antonio di Gornelle.

Arrivati ieri, 26 luglio, nella mattinata provenienti da Reggio Calabria gli anziani sono stati accolti festosamente dai bambini che, in questo periodo soggiornano in colonia per trascorre le vacanze estive, organizzate per loro dal MLO (Movimento Laicale Orionino). La giornata è stata dedicata, appunto agli anziani e alle loro storie. Dopo il caloroso e festoso incontro, gli anziani e i bambini si sono trasferiti nel salone delle attività dove ad attenderli oltre gli educatori e animatori, c’era Tiziana Praticò, una delle responsabili del progetto. Da qui in poi è stato un susseguirsi di emozioni, i bambini hanno seguito con attenzione le storie di vita vissuta raccontate da alcuni nonnini, la guerra, la fame, la semplicità nel giocare e divertirsi, l’amore verso gli altri e il mondo che li circondava. Ricorda uno di loro, come è arrivato alla casa di riposo insieme alla sorella. “Da pochi mesi eravamo rimasti orfani in un paesino dell’entroterra jonico Reggino e senza che nessuno che ci accudisse. Un po’ grandicelli, senza mestiere e con qualche problema di salute, abbiamo trascorso mesi di assoluta disperazione, poi il Miracolo. Il parroco del nostro piccolo paese fece presente la nostra triste storia ad un padre Orionino, Don Achille Morabito, il quale senza perdere tempo ci portò all’Opera Antoniana di Reggio dove fummo accolti con amore dal personale della casa di riposo. Sono trascorsi circa 15 anni ed ancora siamo ospiti della struttura.” Ancora tante storie hanno incuriosito i bambini, i quali con le loro domande hanno fatto luccicare gli occhi ai nonnini. Una bella esperienza per entrambi e soprattutto per gli educatori e responsabili del progetto che hanno voluto con forza questo incontro. Tiziana Praticò, tiene a precisare che, l’importanza di tramandare i propri ricordi ed ascoltare quelli degli altri è un rituale da sempre presente in tutte le civiltà. La narrazione rende possibile lo scambio comunicativo fondamentale per l’instaurarsi delle relazioni umane e della socialità. Ma la trasmissione della memoria di generazione in generazione è un’attività che nella società odierna si sta perdendo; spesso, infatti, non si ha più il tempo di ascoltare o non ci sono più le occasioni che consentono ad anziani e giovani di ritrovarsi e dialogare. Ad accompagnare gli anziani, oltre alle due assistenti, anche il Responsabile della Casa di riposo “Don Orione” Domenico Talladira, il quale ha rimarcato che, in un’epoca in cui c’è sempre meno tempo da dedicare all’ascolto, l’anziano, raccontandosi, recupera il ruolo che solo in questo ultimo secolo ha perso, quello di essere fonte e veicolo di esperienza, conoscenza, saggezza. Restituire all’anziano una dimensione attiva, in netta contrapposizione da quella più diffusa oggi giorno in una larga parte della società, che vuole l’anziano come figura passiva e quasi inutile. Il permettere di raccontare la propria esperienza, di testimoniare il fatto di esserci stato, oltre donare all’anziano stesso il piacere del racconto, permette ai bambini e a i più grandi di comprenderne l’importanza, restituendogli il ruolo di portatore di esperienze.
Subito dopo tutti a tavola a condividere anche il pranzo e continuare a vivere insieme le stesse emozioni. Nel pomeriggio il rientro da parte dei nonnini alla casa di riposo, accompagnato con qualche lacrima e tanti abbracci.
Un gemellaggio tra nonni 'adottivi' e bambini all'insegna della simpatia e dell'affetto. Anziani e bambini si incontrano per condividere le proprie esperienze di vita che, seppur diverse, hanno consentito un confronto aperto e sereno, grazie al clima familiare costruito.

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I parrocchiani della parrocchia di Sant’Antonio di Reggio Calabria apprendono da un giornale web una notizia che squarcia la serenità della parrocchia; “Cerimonia intitolazione piazza antistante il Santuario di S.Antonio di Padova”. Questo il titolo del giornale, che continua, Il Sindaco della città di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, domenica 18 giugno alle ore 11,00 intitolerà la piazza, alla fondatrice del movimento Special Olimpcis Eunica Kennedy Shriver. Sbalorditi per la notizia contattano subito il parroco Don Crucitti per capire se fosse al corrente dell'evento. Avuta risposta negativa, riorganizzando le idee subito si investe del problema Nino Mileto consigliere comunale nonché parrocchiano, il quale anche lui, cade dalle nuvole. Inizia una frenetica ricerca dei responsabili di tale decisione, si intravede qualche chiarore nella stessa serata, ma ancora nulla di certo. Sabato 17 di buon'ora riprendono le “Trattative” con l'amministrazione comunale che come spesso accade è un rimbalzarsi di responsabilità.   Nel pomeriggio si hanno notizie, pare sia stato un errore del presidente esterno della toponomastica e, a detta di un dirigente, oramai non è possibile annullare sia la manifestazione che la delibera.
Scatta subito la decisione di organizzare un Sit-In in piazza mezz'ora prima dell'inizio della cerimonia inaugurale, grazie al tam-tam dei social e del web in pochi secondi è un susseguirsi di adesioni. Nel frattempo arrivano buone notizie da parte del consigliere comunale orionino, che comunica il rammarico del per quanto successo e che conosce bene l'attività svolta dal Don Orione di Reggio. Infatti il Padre Italo Falcomatà nel 1996 quando era Sindaco della città inaugurò il monumento dedicato a Don Orione proprio nella piazza antistante il santuario e che oggi è motivo di contestazione.             
Domenica 18 alle ore 10,30 sono molti i parrocchiani convenuti a salvaguardare il nome della piazza.

Vogliamo lasciare all'organo di informazione della Chiesa Reggina, la cronaca della giornata. Ringraziamo di cuore il suo direttore don Davide Imeneo per la concessione.
Già dalle prime ore della giornata il giornale “L'Avvenire di Calabria” titolava e scriveva dell'iniziativa.

L'Avvenire di Calabria
La parrocchia di Sant'Antonio difende la sua piazza
I fedeli del Santuario di Sant'Antonio in Reggio Calabria non hanno gradito la scelta della Giunta Comunale di intitolare il piazzale antistante il Santuario a Eunice Kennedy Shriver. Quello slargo, infatti, ci racconta il parroco don Domenico Crucitti, «è stato sempre chiamato "Piazza Sant'Antonio", anche se nessuno lo ha mai scritto su una lapide».
Il comune di Reggio Calabria si era già interessato di quella piazza. «Ricordo, continua il parroco, che fu il padre dell'attuale sindaco a posizionare proprio nella piazza il busto di don Orione. Anche in quell'occasione il sindaco Italo Falcomatà si riferì allo slargo tra via Sant'Antonio al Santuario e via don Orione chiamandolo "Piazza Sant'Antonio"».
La comunità parrocchiale ha appreso soltanto ieri dai giornali la notizia della nuova denominazione della piazza. Spontaneamente su Facebook alcuni parrocchiani hanno deciso di organizzare oggi alle 10.30, mezz'ora prima della cerimonia di "intitolazione", un sit-in di protesta, per rapresentare la loro dissociazione rispetto alla decisione della Giunta. «Ho il massimo rispetto per la Dottoressa Kennedy, continua il parroco, anche noi, nella nostra opera di assistenza ai disabili beneficiamo delle sue intuizioni e scoperte, ma la scelta dell'amministrazione comunale calpesta la sensibilità dei fedeli e degli abitanti della zona che, da sempre hanno chiamato lo slargo antistante la chiesa "Piazza Sant'Antonio"».   
L'Avvenire di calabria
Piazzale Sant'Antonio, il Comune fa un passo indietro.
È stata, infatti, sospesa la cerimonia di intitolazione dell'agorà dinnanzi al Santuario di Sant'Antonio a Reggio Calabria che - secondo le intenzioni della Commissione Toponomastica di Palazzo San Giorgio - sarebbe dovuta essere intitolata alla memoria di Eunice Kennedy Shriver, fondatrice di Special Olympics, programma sportivo internazionale dedicato agli atleti con disabilità intellettiva.
Una scelta di valore certamente, ma che non è stata debitamente calmierata. Almeno secondo quelle che sono le tradizioni di migliaia di fedeli orionini che da tutta Italia visitano il Santuario di Sant'Antonio. Da questo assunto - legato alla tradizione anche e soprattutto delle famiglie reggine - l'idea di un sit-in di protesta (leggi quì di più sulle motivazioni).«Vogliamo precisare che non abbiamo nessuna remora verso Eunice Kennedy e la sua testimonianza di servizio ai più fragili - ha detto don Domenico Crucitti, parroco del Santuario di Sant'Antonio - ma vogliamo "difendere" uno spazio vissuto come sosta storica dinnanzi ad un luogo di spiritualità amato e rispettato della nostra città». Una posizione chiara che è stata condivisa dai fedeli del quartiere scesi nella "loro" piazza Sant'Antonio.
A trovare una sintesi è stato Franco Arcidiaco, delegato alla Cultura del Sindaco di Reggio Calabria, che ascoltando i cittadini ha deciso per la sospensione del momento celebrativo. Un atto di comprensione, ma anche di riflessione amministrativa. «In primo luogo dovremmo, attraverso una delibera di Giunta, intitolare la via principale a don Orione e la piazza a Sant'Antonio - ha specificato Arcidiaco - credo, vista la grandezza degli spazi, che possa coesistere anche il ricordo di Eunice Kennedy». Una proposta di senso che ha trovato apprezzamento tra i presenti. Nella mattinata, padre Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo di Reggio Calabria - Bova, aveva incontrato i rappresentanti delle associazioni ispirate dalla stessa Kennedì, per porgere loro il proprio plauso per le attività volte alle inclusioni sociale delle fasce più deboli della società.
Ancora una volta la Parrocchia si è unita con in testa il suo Parroco don Domenico Crucitti a tutelare i sani principi dettataci dal nostro Fondatore San Luigi Orione.

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