"A otto o nove anni i fanciulli già capiscono tante, troppe cose nel male, e già sono atti a capire tante cose del bene."
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

La lituirgia di oggi propone il passo del Vangelo di Giovanni che narra la chiamata dei primi discepoli.

Il Battista con alcuni suoi discepoli, vedendo arrivare Gesù, ripete quanto aveva già annunciato: ecco l'Agnello di Dio.

La scena è suggestiva, i dialoghi sono brevi e vivaci. Gesù domande "Che cercate?", i discepoli chiedono al Maestro "Dove abiti?", lui risponde "Venite e vedrete" In questo incontro, sono i discepoli ad aver preso l'iniziativa: andarono, videro, si fermarono.

Un particolare prezioso arricchisce questo brano: Giovanni scrive che erano circa le quattro del pomeriggio. L'ora dell'incontro con Gesù non si può dimenticare, la gioia di averlo incontrato è incontenibile e Andrea deve correre dal fratello Simone e renderlo partecipe della sua gioia.

Anche a noi oggi Gesù chiede cosa cerchiamo nella nostra vita, ma soprattutto chi da senso alla nostra esistenza.

Possiamo cercare di rispondere con  tesi filosofiche articolate, possimao fare ragionamenti complessi: la chiave della risposta è nella domanda dei discepoli, cerchiamo dove abita il Signore per stare un po' con lui.

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Domenica, 07 Gennaio 2018

Battesimo di Gesù

Celebriamo oggi la festa del Battesimo del Signore, che segna l’inizio della vita pubblica di Gesù, della sua missione di annuncio del Regno.

Ultima delle feste natalizie, la festa del Battesimo del Signore ci porta ogni anno in un ambiente radicalmente diverso da quello del presepio e ci obbliga in tal modo a vivere uno “stacco” tanto evidente quanto salutare.

Ci guida in quttsa riflessione don Achille Morabito, sacerdote orionino e biblista, che invita tutti al ricordo del proprio Battesimo: riconoscere Gesù come Figlio amato dal Padre e come servo che offre la vita per la salvezza del mondo.

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Sabato, 06 Gennaio 2018

Epifania, Gesù è il re di tutti!

La manifestazione dell’identità di Gesù alle genti, questo è il signifcato della parola Epifania: Gesù si manifesta a tutti, a quelli che non erano ebrei, figli di Israele e tutti possono andare da lui.

Nasce un bambino in una semplice famiglia formata da un artigiano, Giuseppe, e dalla sua giovane moglie, Maria; nasce in una stalla, riparo per il gregge nella campagna di Betlemme.

Eppure alcuni uomini da lontano, dall’oriente, o meglio dalla loro sapienza orientata, nella loro ricerca sono portati a vedere in questa semplice nascita il compimento del loro cercare, la pienezza della loro sapienza. Tutti gli uomini di ogni tempo e cultura, infatti, hanno in comune soprattutto la ricerca del bene, anche se poi contraddicono questo loro desiderio così impegnativo.

Così avviene la rivelazione, per i giudei e per le genti: solo guardando alla debolezza di Gesù, al suo essere piccolo, si può comprendere la sua vera regalità, la sua vera identità, non plasmata in base alle immagini dei re e dei potenti di questo mondo.

Quanti uomini e quante donne, dall’oriente e dall’occidente, dal nord e dal sud, come questi magi cercano il bene, si sentono viandanti, in cammino, si esercitano a riconoscere la salvezza come umanizzazione e lavorano perché l’umano sia sempre più umano. Lo sappiano o meno, sono persone alle quali ogni bambino che nasce, ogni umano che viene al mondo appare con la dignità di un re; appare come un fratello o una sorella che attende da noi il nostro oro (ciò che abbiamo), il nostro incenso (il profumo sprigionato dalla nostra presenza), la nostra mirra (ciò che sappiamo sacrificare di noi stessi, spendendo la vita per l’altro)

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Domenica, 31 Dicembre 2017

Festa della Santa Famiglia

Oggi la Liturgia ci invita a contemplare la santa famiglia di Nazareth.

Il Vangelo racconta l'episodio della presentazione al Tempio, come era prescitto dal libro del Levitico.

Due personaggi, accanto a Maria e Giuseppe, illuminano la scena: Simeone e la profetessa Anna, perché riconosce in quel bambino Dio.

Cosa ci dice oggi questa pagina del Vangelo?

Anche noi siamo chiamati, come fecero Maria e Giuseppe, ad offrire Gesù a chi ci sta accanto, in particolare a quelle famiglie che vivono situazioni delicate, difficili, fragili.

Come Simeone, anche noi siamo chiamati a riconoscere la presenza di Gesù nei bambini di oggi, affamati, indifesi, maltrattati, abusati.

 

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Il giorno dopo Natale, la Chiesa ricorda il suo primo martire, Santo Stefano.

Ma chi è il martire? Martire in greco significa testimone. Oggi, dopo aver festeggiato la Parola di Dio fatta carne, la Chiesa ci chiede di rendere testimonianza a Gesù, che è la Parola, il Messaggio dell'amore misericordioso di Dio ed è anche il Messaggero, colui che ha portato al mondo la salvezza.

Negli auguri di questi giorni, aggiungiamo anche questo: che siamo anche noi messaggeri di gioia, di misericordia, di amore con la nostra vita e i nostri gesti.

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Nella Vigilia di Natale, celebriamo la quarta domenica del tempo di Avvento.

La Liturgia ci propone un brano del Vangelo che ha ispirato e commosso molti celebri artisti: l'annunciazione.

L'arcangelo Gabriele saluta Maria invitandola a gioire per la salvezza che Dio sta per compiere in lei. La chiama inoltre "piena di grazia", come siamo abituati a recitare nelle preghiere: ma questo termine ha una ricchezza di significati molto più articolata, come potete sentire nella spiegazione di di Don Achille Morabito.

In questa domenica, il sì di Maria ci ricorda la gratuità e la fedeltà dell'amore di Dio per noi: il dono ricevuto si fa dono per tutti. Anche noi siamo chiamati a gioire come ha fatto Maria, anche noi siamo chiamati ad un cammino di generosità e di gioia, anche noi siamo chiamati a dire ogni giorno il nostro "eccomi!".

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Domenica, 17 Dicembre 2017

La domenica della Gioia

La terza domenica di Avvento è dominata dalla figura di Giovanni Battista.

Uno dei temi che emergono dal Vangelo è quello della testimonianza, tema caro all'evangelista Giovanni, che vede protagonista un uomo mandato da Dio chiamato Giovanni Battista.

Rendere testimonianza alla luce: questo è il cammino verso il Natale, verso Gesù luce del mondo.

Il cristiano in questo cammino si pone delle domande: come rendo testimonianza alla luce? Il mio stile di vita è avvolto dalle tenebre o mi lascio illuminare dalla Parola? Queste domande non generano sconforto, perché il cristiano sa che la Luce vince sulle tenebre.

Che la nostra vita sia avvolta dalla luce, che indichi al mondo questa Luce che viene, come ha fatto Giovanni Battista.

 

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Domenica, 10 Dicembre 2017

Gesù è il Messia!

Dopo il discorso escatologico, la liturgia ci propone i primi versetti del Vangelo di Marco, che ci fanno subito capire chi è Gesù per l'evangelista. Il gioioso annuncio di Marco, il vangelo appunto, è l'annuncio di qualcosa di sconcertante e sorprendente: Gesù, quel Gesù che ha condotto una vita umile, che ha scelto il servizio e la croce, è il Messia, il Figlio di Dio.

Con questa professione di fede si apre il Vangelo di Marco, con la professione di fede del Centurione romano si chiuderà: il racconto di Marco è incentrato sulla rivelazione attraverso la Croce del Figlio di Dio.

La buona notizia è Gesù, ma è buona, credibile nella misura in cui diventa vita.

Anche noi, come Giovanni Battista, siamo chiamati a essere messaggeri con la nostra vita di questa buona notizia, seminando Cristo nella società, come diceva Don Orione.

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Venerdì, 08 Dicembre 2017

Maria, donna dei nostri giorni.

Vogliamo che oggi, festa della Madonna Immacolata, sia una festa di casa, la festa di una famiglia che si stringe intorno alla sua Mamma.

Per farlo, vi proponiamo una preghiera di Monsignor Tonino Bello, che ci ricorda quanto abbiamo bisogno ogni giorno della presenza di Maria, del suo conforto, del suo esempio.

 

Santa Maria, donna dei nostri giorni, vieni ad abitare in mezzo a noi. Tu hai predetto che tutte le generazioni ti avrebbero chiamata beata. Ebbene, tra queste generazioni c'è anche la nostra, che vuole cantarti la sua lode non solo per le cose grandi che il Signore ha fatto in te nel passato, ma anche per le meraviglie che egli continua a operare in te nel presente.

Fa' che possiamo sentirti vicina ai nostri problemi. Non come Signora che viene da lontano a sbrogliarceli con la potenza della sua grazia o con i soliti moduli stampati una volta per sempre. Ma come una che, gli stessi problemi, li vive anche lei sulla sua pelle, e ne conosce l'inedita drammaticità, e ne percepisce le sfumature del mutamento, e ne coglie l'alta quota di tribolazione.

Santa Maria, donna dei nostri giorni, liberaci dal pericolo di pensare che le esperienze spirituali vissute da te duemila anni fa siano improponibili oggi per noi, figli di una civiltà che, dopo essersi proclamata postmoderna, postindustriale e postnonsoché, si qualifica anche come postcristiana.

Facci comprendere che la modestia, l'umiltà, la purezza sono frutti di tutte le stagioni della storia, e che il volgere dei tempi non ha alterato la composizione chimica di certi valori quali la gratuità, l'obbedienza, la fiducia, la tenerezza, il perdono. Sono valori che tengono ancora e che non andranno mai in disuso. Ritorna, perciò, in mezzo a noi, e offri a tutti l'edizione aggiornata di quelle grandi virtù umane che ti hanno resa grande agli occhi di Dio.

Santa Maria, donna dei nostri giorni, dandoti per nostra madre, Gesù ti ha costituita non solo conterranea, ma anche contemporanea di tutti. Prigioniera nello stesso frammento di spazio e di tempo. Nessuno, perciò, può addebitarti distanze generazionali, né gli è lecito sospettare che tu non sia in grado di capire i drammi della nostra epoca.

Mettiti, allora, accanto a noi, e ascoltaci mentre ti confidiamo le ansie quotidiane che assillano la nostra vita moderna: lo stipendio che non basta, la stanchezza da stress, l'incertezza del futuro, la paura di non farcela, la solitudine interiore, l'usura dei rapporti, l'instabilità degli affetti, l'educazione difficile dei figli, l'incomunicabilità perfino con le persone più care, la frammentazione assurda del tempo, il capogiro delle tentazioni, la tristezza delle cadute, la noia del peccato. ..

Facci sentire la tua rassicurante presenza, o coetanea dolcissima di tutti. E non ci sia mai un appello in cui risuoni il nostro nome, nel quale, sotto la stessa lettera alfabetica, non risuoni anche il tuo, e non ti si oda rispondere: «Presente!».
Come un' antica compagna di scuola.

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Siamo giunti alla vigilia della solennità dell’Immacolata ed esplode di gioia il canto del Magnificat.  “Questo cantico di lode, commenta don Cesare Concas, interpretatelo come volete, sia che Maria lo abbia fatto sgorgare interamente dal suo cuore, sia, come vogliono alcuni studiosi, un insieme di espressioni già presenti nella Bibbia, ma in quel momento Maria le ha fatte sue per innalzare al suo Signore questo inno di grazie. Maria non ha mai sbattuto la porta in faccia a Dio, non lo ha rinnegato, non gli ha chiuso il cuore, non gli ha posto mille domande. Ha continuato a dire:” Eccomi, sempre, fino al giorno in cui fu assunta in Cielo accanto al suo Figlio. Ed oggi dice a me e a ciascuno di voi:” Fidati di Dio, non resterai deluso”.

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