"Siamo delicati nel fare il bene: la gentilezza è fiore di carità cristiana."
Don Orione

Caro Don Orione, caro padre, abbi pazienza con noi, perdonaci e continua ad aiutarci, intercedi per noi, perché nelle decisioni che prendiamo nelle nostre Case e nelle parole e eni gesti delle nostre giornate di lavoro sia sperimentabile per gli altri e per noi stessi la misericordia del Signore Gesù.

Sono le parole di uno dei partecipanti al VII Convegno apostolico che, al termine dei lavori, sono stati invivati a scrivere un loro pensiero su una cartolina da indirizzare ad un destinatario a piacere.

Ciascuno si porta a casa un ricco bagaglio di stimoli e riflessioni: l'amore sconfinato e ardente di Dio per l'uomo, di cui noi siamo tramite per gli altri attravero i gesti di misericordia, come ha dello Monsignor Viola, Vescovo di Tortona, nella sua meditazione sul significato della misericodia; l'utilizzo di nuovi strumenti per l'annuncio del Vangelo, perchè è per tutti e quindi non esiste differenza nell'annuncio tra "normali" e disabili, proposto da suor Veroniva Amata Donatello, dell'ufficio catechistico nazionale della Conferenza Episcopale Italiana; lo sforzo di rendere concreti e misurabili gli indicatori della qualità di vita, come ha proposto Massimo Giordani dellla Qu. Be. Srl; l'esperienza di accoglienza e inclusione della Fondazione Orione 80 Onlus; il modello di welfare aziendale realizzato dalla Fondazione Opera Immacolata Concezione, illustrato da Fabio Toso.

Ciascuno porta a casa il ricordo dei volti e delle mani delle persone incontrate, le chiacchiere, il confronto, le risate.

Ciascuno torna a casa un po' più ricco e consapevole di avere una grande responsabilità: essere oggi, ogni giorno, il cuore e le mani di Don Orione, consumarsi nella cura dei più fragili con un amore che trovi la sua sorgente e la sua forza in Colui che ha donato interamente la sua vita per l'uomo.

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Mercoledì, 06 Giugno 2018

VII Convegno Apostolico

Si apre questa mattina, mercoledì 6 giugno a Milano il VII Convegno Apostolico dell’Opera Don Orione.

A partire dalle ore 9, presso l'Aula Magna dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano si terrà il Convegno Apostolico "Tra tecnica e prossimità: alle radici della relazione di aiuto", tradizionale evento dedicato agli operatori sociali e sociosanitari organizzato dall'Opera Don Orione in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Accoglienza, prossimità, qualità di vita, etica, deontologia, educazione, centralità della persona e comunità saranno alcune delle parole chiave del Convegno Apostolico, che quest'anno avrà come relazione centrale una lezione magistrale tenuta dal Professor Eugenio Borgna, psichiatra e scrittore di fama nazionale. I suoi volumi (tra cui L'indicibile tenerezza, La fragilità che è in noi, L'arcipelago delle emozioni e molto altro ancora) hanno aiutato molte persone a riflettere sulla propria vita, e molto professionisti a mantenere la loro tecnica ancorata a solide radici esistenziali.

Scopo del Convegno è riscoprire le radici della relazione di aiuto, per evitare che essa si riduca al freddo esercizio di abilità e competenze professionali, smarrendo il filo rosso della prossimità e del sostegno alla vita. Per questo, oltre alle relazioni della sessione frontale, che evocheranno l'esigenza di un cambiamento di paradigma nei servizi, le sessioni parallele del pomeriggio hanno come oggetto la valutazione deontologica dei vari ambiti in cui si esercita la relazione di aiuto, dalla costruzione del progetto di cura all'assistenza, dalla riabilitazione alle cure mediche.

L'evento è gratuito e offerto dall'Opera Don Orione, come stimolo a guadagnare una fraternità di pensieri e di pratiche per tutti i professionisti e volontari che quotidianamente operano nell'ambito del servizio alla vita fragile.

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Sono disponibili online i video degli interventi del XXIII Convegno Amministrativo, svoltosi a Montebello della Battaglia.
Il Convegno di quest’anno si è sviluppato in una settimana ed ha avuto al suo interno il I Convegno per i Santuari e le Parrocchie ed il VI Convegno per le Case Religiose di Ospitalità.

"Chi più ordinatamente e meglio lavora raccoglie il meglio della civiltà e i frutti più squisiti del progresso umano. Quante gioie pure serene si celano nella fatica!"
(San Luigi Orione - V064 T262 P262)

La fatica che accompagna quotidianamente il nostro impegno nella conduzione delle Opere Orionine, non è un inutile peso se riusciamo a scorgere tra le pieghe delle norme e degli adempimenti imposti la “gioia pura” che deriva da un lavoro BEN FATTO. Attendere in modo ordinato e completo alle mille incombenze che il nostro ruolo di amministratori prevede, non solo è indispensabile alla corretta gestione delle attività che ci sono affidate ma ci mette nella condizione di raccogliere i frutti migliori della civiltà e del progresso. E di dare il nostro significativo contributo all’Umanità e al suo sviluppo.

Qui di seguito i video interventi.

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Villa Lomellini, a Montebello, conferma la sua vocazione di Casa Religiosa di Ospitalità dedicata in modo speciale a gruppi religiosi ed eventi di spiritualità.
Nei giorni dal 6 al 8 aprile u.s. gli ambienti della casa si sono colorati di una sfumatura internazionale, accogliendo un numeroso gruppo organizzato dall’Istituto Teologico della Croazia.

L’organizzatore è arrivato alla nostra Casa tramite un dépliant che, durante la scorsa estate, era stato lasciato in un autogrill croato da uno dei responsabili della struttura, durante una vacanza con la famiglia.
Nonostante le difficoltà di comunicazione (la maggior parte parlava solo il croato), lo staff di Villa Lomellini è riuscito ad accogliere gli oltre settanta ospiti nel migliore dei modi e a farli sentire a casa: lo testimoniano le numerose dimostrazioni di apprezzamento ricevute durante i tre giorni.

Prima di ripartire, il gruppo Croato si è fermato in raccoglimento nella nostra cappella e ha pregato per la Casa di Montebello, per l’intera Congregazione di Don Orione e per le Opere di Carità che vengono promosse in tutto il mondo: questo è il ringraziamento più importante e più bello che avremmo potuto ricevere; un riconoscimento al tanto lavoro ed impegno che viene messo ogni giorno nel testimoniare la vera identità di questa casa di ospitalità. Chi soggiorna percepisce che c’è qualcosa in più, che si respira un clima diverso, che non vengono offerte solo camere, ma che si è ospitati “a Casa di don Orione”.

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Ultimo giorno del percorso sulle orme di Don Orione: seguendo i suoi itinerari, il gruppo, approfittando di una luminosa giornata primaverile, si è recato all'Eremo di Sant'Alberto di Butrio.

I pellegrini sono stati accolti da Fra Ivan, che li ha guidati tra le bellezze delle mura antiche dell'abbazia alla scoperta della vita dell'eremita San'Alberto, per poi narare la storia più recente di Frate Ave Maria, eremita cieco, figlio di Don Orione, vissuto a Sant'Alberto dal 1920 fino alla morte nel 1964, dichiarato venerabile.

Fra Ivan ha mostrato come una vita apparentemente sacrificata e sfortunata come quella di Frate Ave Maria, rimasto cieco a 12 anni, sia diventata un esempio di gioia e di luce: nella preghiera da rivolgere all'eremita si recita infatti "ti ringraziamo di aver chiamato Frate Ave Maria alla luminosa notte di una vita tutta spesa, in penitenza e gioiosa preghiera, per indicare agli sfiduciati le mirabili certezze della fede." Quando arrivò all'eremo Frate Ave Maria disse: "Qui manca tutto, ma non ci manca niente per farci santi".

Nel contesto ritirato e spirituale dell'eremo, Don Felice Bruno, consigliere delegato alle missioni, ha presentato le attività orionine in Africa, Ucraina, Filippine, India, per citare solo alcuni dei 31 paesi in cui è presente l'Opera.

Dopo il pranzo, sono ripresi i lavori a Villa Lomellini, guidati da Roberto Franchini, che ha fatto sperimentare ai partecipanti un lavoro di gruppo sugli indicatori del bilancio di missione.

E il momento della partenza e dei saluti si può considerare un buon indicatore della carismaticità del corso: sorrisi, saluti, appuntamenti, scambio di contatti e di ringraziamenti. Ora chi ha vissuto questa esperienza e ha sentito sulla pelle di essere parte di una famiglia un po' "strana", come lo era Don Orione, ha il compito di portare nella realtà dove vive e lavora un po' della gioia, dell'entusiasmo e del calore che ha sentito.

 

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Questo è il tema che lega la prima giornata, svoltasi ieri a Tortona, e quella odierna a Villa Lomellini, a Montebello della Battaglia.

Ieri pomeriggio, la commovente visita al Paterno, la casa dove don Orione ha vissuto dai primi del 1900 all'8 marzo del 1940. Oltre alle informazioni sulla vita del Fondatore, il momento più emozionante è stato la meditazione nella Cappella dove Don Orione ha trascorso tanti momenti di preghiera, dove è custodita la statua della Madonna della Divina Provvidenza, custode e mamma della congregazione.

Don Achille Morabito ha fatto memoria dell'ultima buonanotte, ripercorrendo le parole di Don Orione, prossimo alla morte, che da padre affida i suoi pensieri e le sue raccomandazioni ai figli: ora siamo noi, ha detto don Achille, le mani, il volto di Don Orione. La differenza nel fare questo non sono i gesti che compiamo meccanicamente, ma il cuore che ci mettiamo, ciò cambia non solo la qualità del gesto, ma cambia il nostro stato d'animo.

Nel pomeriggio, la santa messa ai piedi della Madonna della Guardia e davanti al corpo di San Luigi Orione.

Stamane Don Gianni Giarolo ha presentato, attraverso le parole di Ignazio Silone, lo stile di Don Orione: un incontro con l'altro vero e autentico, accogliente, stimolante, tanto da far dire al ragazzino Silone "vorrei che questa notte non finisse mai". Su questa traccia e sulle parole di Don Orione i presenti hanno poi lavorato in gruppo, per trovare nella loro esperienza professionale quotidiana, un'indicazione concreta dello "stile orionino" di relazionarsi con l'altro, di cosa vuol dire oggi essere "strani" come lo era il nostro modello.

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Da stamattina, tutti i partecipanti del corso carismatico #seguilastella sono tornati nelle loro case, nelle loro città. Cosa si portano via da questa esperienza?

Di certo anche ieri sono stati numerosi gli interventi: Don Felice Bruno ha trattato di missioni ed ecumenismo, Roberto Franchini ha spiegato il significato delle opere, mentre Davide Gandini ha illustrato cos'è e cosa esprime il Bilancio Apostolico.

Oltre ai tanti spunti ricevuti, i partecipanti si portano a casa anche la soddisfazione di aver risposto esattamente alle domande del Quizorione, un vero e proprio quiz, nato prima come battuta "imparate bene quando è stato aperto il primo oratorio che poi vi interroghiamo", diventato poi un momento di gioco e di confronto per ricordare i fatti ed i luoghi della vita di Don Orione.

Più importante di tutto è che ciascuno si porta a casa i volti, i sorrisi, le parole degli altri colleghi che ha incontrato e conosciuto, si porta a casa la certezza di non essere il solo a vivere la sfida quotidiana di coniugare professionalità e Vangelo, ma di essere parte di una grande famiglia, forse un po' fuori dal comune per quello che fa e per come lo fa, un po' strana, come era "strano" Don Orione.

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Oggi ultimo giorno del corso carismatico #seguilastella,con gli interventi di don Felice Bruno, Roberto Franchini e Davide Gandini.

Ieri sono intervenuti don Flavio Peloso e Don Gianni Giarolo.

Don Flavio ha raccontato la formazione di Don Orione rileggendo la sua storia in chiave sociale, facendo emergere il tessuto familiare e esperienziale da cui Don Orione ha imparato a vedere i bisogni degli ultimi.

Don Gianni ha proposto invece il Don Orione educatore: non si può dire che fosse un pedagogista, nel senso di aver strutturato un pensiero e un metodo, ma di certo Don Orione, nella sua urgenza di rispondere ai bisogni dei suoi ragazzi ha compiuto gesti significativi e scritto lettere molto concrete su cosa intendesse per metodo cristiano paterno. L'esempio più limpido delle attenzioni di Don Orione lo ha riportato lo scrittore Ignazio Silone, nel suo racconto "Incontro con uno strano prete".

Dopo un lavoro di confronto in piccoli gruppi, la celebrazione della messa, in un clima familiare e raccolto, a coronare un'altra giornata molto intensa e ricca di stimoli, di incontri, di spunti.

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Si apre oggi, a Villa Lomellini a Montebello della Battaglia (PV), il convegno ammnistrativo economico internazionale promosso dall'Opera Don Orione dal 16 al 18 novembre 2017 che quest'anno ha come tema "Dio nostra gioia e nostra speranza. Seminare con larghezza per raccogliere in abbondanza".
Durante la tre giorni verranno affrontati temi quali: strategie ed esperienze di fundraising, gestione ed amministrazione delle opere complesse ed esperienze di accoglienza.
Saranno circa in 60 tra religiosi e laici a prendere parte a questo importante appuntamento della famiglia orionina.
I lavori saranno coordinati da Don Fulvio Ferrari, economo generale dell'Opera Don Orione. Previsti gli interventi, tra gli altri, di Don Tarcisio Vieira, superiore generale dell'Opera Don Orione, di Padre Giulio Albanese, direttore delle riviste Pontificie Opere Missionarie-Missio Italia, del prof. Marco Grumo, docente della Facoltà di Economia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, del dott. Luigi Ranieri, commercialista e consulente del lavoro e di Don Jorge Torti, neo-presidente della Fondazione Don Orione.
"L'aspetto amministrativo – spiega Don Fulvio Ferrari, economo generale dell'Opera Don Orione - è molto importante per la Congregazione, perché senza risorse non si va da nessuna parte. Anche il Vangelo, senza la parte economica sarebbe monco. Quante volte Gesù interviene sul tema della ricchezza e della povertà. Per il mantenimento della Comunità vi erano delle persone che mettevano a disposizione i loro beni. Il Vangelo ci ricorda che tutta l'attività economica è volta all'annuncio della Buona Novella, della Parola di salvezza".
"Non siamo chiamati – aggiunge Don Ferrari – ad essere strenui difensori di ciò che possediamo, ma testimoni del Vangelo capaci, attraverso le opere, di rendere più facile l'apprendimento dell'insegnamento di Gesù. È solo tenendo presente questa missione che le nostre opere vanno difese, tutelate, migliorate. Se l'opera non dovesse più essere profetica il nostro impegno sarebbe vano".
"Per questi motivi – conclude Don Ferrari – il nostro convegno offre la possibilità ai presenti di conoscersi, di apprendere cose nuove, di partecipare le proprie esperienze.  È come attraversare gli stands di una fiera dove i prodotti in vendita sono le soluzioni nuove che ci vengono offerte. Dove si può anche con soddisfazione commentare che ciò che si sta facendo ha ancora tutta la sua validità".

QUI il programma del Convegno.

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Si è aperto ieri pomeriggio a Montebello della Battaglia (PV) il VI Convegno Missionario Orionino alla presenza di oltre 90 delegati in arrivo da tutto il mondo con oltre 23 nazionalità in rappresentanza della grande Famiglia orionina, maschile e femminile, impegnata in “terra di missione”. Presente anche una folta rappresentanza di laici del MLO.
I lavori sono stati aperti dal Consigliere generale Padre Pierre Assamouan Kouassi, incaricato delle Missioni, che ha organizzato il Convegno insieme e da Suor M. Irma Rabasa, Consigliera generale delle Piccole Suore Missionarie della Carità.
Presenti i due superiori generali dei FDP, Don Tarcisio Vieira e delle PSMdC, Suor Maria Mabel Spagnuolo che hanno evidenziato come “gli attuali superiori generali delle famiglie religiose orionine siano il frutto del lavoro dei missionari italiani che partirono per l’America Latina già dagli anni 30 del secolo scorso”. Un segno importante per entrare nel vivo dei lavori del convegno missionario.
Con uno stile tutto orionino ogni partecipante si è presentato per entrare subito in un clima di condivisione e di reciproca conoscenza che porterà nei prossimi giorni ad un inteso lavoro - suddiviso in otto commissioni - programmatico e di scambio esperienziale.
Il primo giorno del convegno si è concluso con la celebrazione della Santa Messa presieduta da Padre Kouassi che durante l’omelia ha evidenziato le parole che Papa Francesco ha indirizzato alle PSMC in occasione del recente capitolo generale “il missionario deve essere audace, creativo, vivo. Non servono preti e suore da salotto, ma veri discepoli missionari”.
Oggi, secondo giorno, il VI Convegno Missionario Orionino, in corso a Montebello, è entrato nel vivo con le relazioni dei due Superiori generali Don Tarcisio Vieira dei FDP e Suor M. Mabel Spagnuolo delle PSMC.
I due superiori generali hanno proposto un’unica relazione, letta insieme, per testimoniare idealmente il cammino fatto dalle due Famiglie religiose - specialmente in missione -  unite dal grande carisma di San Lugi Orione. Tre le tematiche principali affrontate: il bilancio del sessennio precedente, una fotografia sulla situazione attuale ed in ultimo quali le prospettive per il futuro.
I due Superiori generali hanno poi indicato congiuntamente i sei punti da seguire per una profonda “conversione missionaria”. Una vera e propria “guida del missionario orionino” ispirata dall’insegnamento di San Luigi Orione e dal Magistero di Papa Francesco riassunti, appunto, in sei punti: la Conversione nell’identità missionaria a partire dal fatto che gli orionini sono prima di tutto “servi di Cristo e dei poveri; la Conversione missionaria del cuore grazie alla quale i religiosi e le religiose vadano oltre i confini delle istituzioni di carità per portare in ogni ambiente il profumo della carità di Cristo; la Conversione missionaria nell’opzione dei poveri verso i quali il missionario orionino deve portare e condividere la gioia del Vangelo; la conversione missionaria del metodo che si basi sulla vicinanza, l’incontro, il dialogo e l’accompagnamento; la conversione del dinamismo missionario essere sempre di più preti e suore che corrono per essere in mezzo alla gente con il passo rapido di chi ha premura; la conversione missionaria dell’orionino che porti ad adottare la santità come stile di vita sforzandosi soprattutto di curare l’adesione personale a Cristo.

 

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