"Avanti, abbandonati e attaccati a Maria: Ave Maria e avanti!"
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblichiamo le notizie arrivate da Don Moreno della nostra missione a L’Viv in Ucraina.
Al termine dell'Angelus di domenica 7 gennaio 2018, per la festa dell'Epifania, Papa Francesco ha rivolto il suo augurio a tutte le Chiese cristiane che festeggiano il Natale seguendo il calendario giuliano.
"Alcune Chiese orientali, cattoliche e ortodosse, - ha ricordato il Papa- celebrano in questi giorni il Natale del Signore, ad esse rivolgo il mio augurio più cordiale".
Secondo quanto riferisce l’Osservatore Romano, a celebrare domenica 7 gennaio 2018 la Solennità del Natale del Signore sono stati poco più di trecento milioni di fedeli cristiani di tradizione orientale: dall’Egitto all’Etiopia, dalla Russia all’Ucraina, passando per moltissimi Paesi del Medio Oriente e dell’Europa dell’Est.
A L’Viv, essendo inseriti in una chiesa di rito orientale (Chiesa Greco-cattolica ucraina) abbiamo festeggiato il Santo Natale... in questi giorni.
Sabato 6, vigilia del grande giorno, ci sono stati i vespri solenni (la vechirnja).
In chiesa già ardeva il cosiddetto “fuoco di Betlemme”, una fiamma da cui tutti hanno poi acceso il loro lume che è stato portato a casa, lungo le strade buie, e deposto al centro della tavola per la Santa Cena.
Santa Cena che noi abbiamo consumato assieme ai nostri 4 amici disabili che per ragioni varie non sono rientrati in famiglia. Al centro della tavola c'era il “kutja” un caratteristico dolce di miele, grano cotto e noci; il dolce tipico del Natale che si gusta prima di iniziare la cena. Al termine, come da tradizione, abbiamo concluso con il canto delle “koljadky”, le tenere nenie natalizie, che tutti sanno a memoria fin dall’infanzia.
Quest'anno in parrocchia è stata celebrata, per la prima volta, anche una "Divina Liturgia" (S. Messa) alle 23.00. La partecipazione è stata più alta di quanto previsto.
Domenica 7, giorno di Natale, la prima Divina Liturgia è stata preceduta dalle lodi solenni (Utrenjia). Alle 10.00 il coro "Radunytzia" ha animato la celebrazione, tenendo alla fine un piccolo concerto di canti natalizi.
Le celebrazioni si sono concluse con la Divina liturgia delle 12.00 alla presenza di tanti bambini e delle famiglie che si sono scambiati gli auguri davanti al presepio con il saluto tipico del periodo natalizio: “Cristo nasce!”. “Lodiamolo!”.
Dopo pranzo, i nostri amici di Casa-Cafarnao con alcuni volontari hanno potuto raggiungere il centro città per seguire alcune delle manifestazioni che si alternano in questi giorni.
Lunedì 8 abbiamo celebrato la festa della "Santa Famiglia". Dopo la Divina Liturgia delle 12.00 c'è stata una bella rappresentazione del "Vertep -scenetta natalizia-" offerta dalla compagnia "Teatro Meta".
Anche in serata, come da tradizione, il gruppo dei giovani che fanno capo all' YMX (Giovani Universitari della Chiesa Greco-cattolica) sono venuti per offrire a noi e agli amici di casa-Cafarnao il loro "Vertep".
Martedì 9, ultimo giorno di festa, abbiamo ricordato Santo Stefano protomartire.
In occasione del Santo Natale sono stati allestiti ben tre presepi. Uno nel monastero dei Santi Apostoli Pietro e Andrea. Un secondo nella chiesa parrocchiale e un terzo all'estero della chiesa stessa.
"Ho potuto riscontrare una alta partecipazione di fedeli - ha voluto sottolineare Don Jurіj Blаzyjevs'кyj, parroco della parrocchia Divina Provvidenza", - a partire dalle confessioni nei giorni precedenti la festa, come nelle diverse celebrazioni messe in calendario. A tutti abbiamo chiesto, come recita lo slogan scelto per il Natale di quest'anno, di "condividere la gioia con i propri vicini", e conclude: "Un solo rammarico: aver trascorso le feste natalizie...senza la neve!".

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“Ho provato a iscrivere Diamondra in molte scuole, ma nessuno ha voluto accogliere mia figlia quando vedevano i problemi di handicap che ha. Poi un’amica mi ha detto: perchè non chiedi ai Padri di Antsofinondry. E adesso sono più tranquilla perchè Diamondra viene qui volentieri, si sente accolta e seguita bene dagli educatori”.


“Non è un grosso problema per me accompagnare ogni mattina qui alla Maison de Charité di Antsofinondry mio figlio Njara e venire a riprenderlo ogni sera, anche se abitiamo lontani dal Centro. Ma almeno adesso durante il giorno posso fare qualche lavoretto per aiutare la mia famiglia perchè il prezzo del riso è aumentato di molto, e il piccolo stipendio di mio marito non basta più”.


“Abbiamo già fatto studiare nostro figlio presso una scuola privata ad Antananarivo che accoglie anche bambini disabili. Ma due mesi fa mio marito ha perso il lavoro. Non abbiamo più potuto mandare a scuola il nostro
Marco perchè la retta mensile lì è molto elevata. Il catechista della nostra chiesa ci ha portati qui alla Maison de Charité dei Missionari di don Orione ad Antsofinondry. Non ci è stato chiesta alcuna retta mensile, e il servizi offerti sono molto superiori alla scuola dove prima studiava nostro figlio”.


“Aveva quattro anni mia figlia Nirina quando ho iniziato a portarla qui al dispensario della Maison de Charité. E’ stata seguita settimanalmente dalla dottoressa sia con terapie adeguate che con le medicine necessarie.
Visto lo sviluppo positivo, quest’anno è stata accolta al centro diurno con tanti altri bambini e ragazzi che sono come una grande famiglia dove si vogliono bene e si aiutano in tanti modi”.


“Nostro figlio Voahary non può fare quasi niente visto l’handicap di cui soffre, ma almeno qui alla Maison de Charité è seguito e curato bene, e il solo sapere che nostro figlio qui può fare un bel pasto a mezzogiorno è già una grande cosa per noi che viviamo di lavoretti saltuari”.


Solo alcune testimonianze di genitori dei bambini della Maison de Charité, perchè ognuno ha la sua storia fatta di difficoltà incontrate e dal desiderio di aiutare i propri figli con problemi di disabilità. Per molti di loro la
Maison de Charité ad Antsofinodry è una vera benedizione. Davvero una benedizione dal cielo la Maison de Charité in un paese come il Madagascar tra i più poveri del mondo, dove oltre l’80% vive con meno di 1 Euro al giorno, dove la disabilità nelle sue varie manifestazioni è semplicemente negata o nascosta e in genere sentita come un peso per la società. Nei vari uffici statali a cui ci si rivolge per chiedere collaborazione, la risposta è sempre la stessa: son altre le urgenze... non ci sono soldi...

L’aspetto consolante in tutto ciò è constatare che, nonostante la povertà generale e l’indifferenza dei governanti, la gente si dimostra sempre più sensibile e partecipe alla vita della Maison de Charité. C’è chi
visita per conoscere meglio; c’è chi si ferma per dare una mano; chi porta la propria offerta spesso frutto di rinuncie; chi si presta per portare avanti pratiche e richieste negli uffici statali.

Attualmente sono una sessantina i ragazzi che frequentano quotidianamente la Maison de Charité. Ad essi si aggiungono un’altra cinquantina di bambini più piccoli, sempre con problemi di disabilità, che sono accolti e curati ambulatoriamente a seconda delle necessità di ciascuno. Davvero una grande famiglia, dove Gesù nasce ogni giorno attraverso la Carità.

Di questa carità fanno parte anche tutti gli amici della missione che la sostengono dall'Italia: anche poco qui può fare molto.

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Negli ultimi anni il tema della migrazione ha assunto carattere sempre più globale ed è diventato uno dei nodi cruciali per l’agenda politica e l’opinione pubblica. Basta ricordare, ad esempio, il dibattito nel Regno Unito per l’uscita dall’Ue, la cui campagna elettorale è stata caratterizzata dalla polemica sui lavoratori immigrati (principalmente comunitari: italiani, polacchi, ecc.); o ancora il tema del muro tra USA e Messico che ha contribuito in maniera determinante all’elezione di Donald Trump.
I flussi migratori a cui assistiamo in questi anni hanno una portata tale da far pensare ad un cambiamento strutturale e non transitorio. Si tratta di movimenti tali per cui la distinzione tra migrazioni economiche (volontarie) e umanitarie (forzate) non sembra più sufficiente: tra i fattori di spinta si intersecano variabili economiche, politiche, sociali, ambientali e culturali. Inoltre diventa sempre più difficile distinguere la geografia delle migrazioni, non più caratterizzate da un percorso lineare (da Sud a Nord) ma molto più frammentate. La maggior parte dei flussi interessa paesi vicini (Sud – Sud), per poi consentire la migrazione verso Nord e numerosi altri spostamenti interni citiamo, ad esempio, il caso delle emigrazioni di cittadini stranieri (o naturalizzati) dall’Italia verso altri paesi Ue. Il contesto attuale rende la migrazione, dunque, un tema globale, che coinvolge numerosi attori istituzionali: i Governi dei paesi di origine e di arrivo, le organizzazioni internazionali, le istituzioni economiche. Il settimo Rapporto annuale della Fondazione Leone Moressa si concentra proprio sull’analisi delle dinamiche internazionali legate alla migrazione. Pur mantenendo una forte attenzione al contributo economico dell’immigrazione in Italia, si è cercato in questa edizione di ampliare la visuale, presentando alcuni confronti internazionali e casi studio specifici.
Clicca QUI per leggere e scaricare la settima edizione del Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione.

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"Buona sera, sono Magali, una malgascia. Vorrei prenotare per la Cena di Beneficenza di domani se-ra. Vengo da sola. Grazie mille per tutto quello che fate per il mio paese”.
Così una signora dal Madagascar, ormai da 32 anni residente in Italia, ha voluto essere presente alla cena di solidarietà organizzata a favore delle opere di Don Orione presenti in Ucraina e Madagascar in occasione dell’ultima serata della 30^ Mostra del Radicchio Tardivo di Martellago.
Ed è stato un vero successo.

L’ultima serata, durante la quale è stata organizzata una Cena di solidarietà in favore delle Opere di Don Orione in Ucraina e Madagascar ha registrato il pienone.

“È andata... ed è andata molto bene - ha spiegato felice Luca Muffato, uno degli organizzatori dell’evento -  e questo grazie alla presenza di tante belle persone, rappresentanti di realtà diverse: gli amici del Don Orione di Chirignago con il loro carissimo operatore Emanuele, alunni e genitori delle classi elementari 1B e 2A dell’istituto Berna accompagnati da sei insegnanti laici e dai due sacerdoti Don Luca e Don Giancarlo, Beniamino fratello di Don Luigi che con Gino ed altri amici sono arrivati addirittura da Marostica, buona parte del Direttivo dell'OMG guidato dal presidente Giuseppe. Due ta-volate intere di amici "convocati" la prima dalla grande Sara e la seconda da Alberto ed Antonia ed in-fine un bel gruppo di amici e familiari che aderiscono alla iniziativa delle adozioni a distanza, qualcu-no arrivato addirittura da oltre Padova”.

Molto significativo il saluto di Don Moreno dall’Ucraina che ha ringraziato i presenti augurando a tutti una buona serata “Cari amici - ha affermato con entusiasmo - grazie per aver aderito a questa bella ini-ziativa a favore delle nostre missioni in Madagascar e Ucraina. Augurandovi una splendida serata all'insegna del buon gusto e della solidarietà ringrazio e saluto anche tutti coloro che hanno organizza-to questo evento. Grazie sentite da parte mia, i confratelli, i seminaristi e gli amici di Casa-Cafarnao. Ogni benedizione a tutti voi”.

“È stato impegnativo ma bello - ha sottolineato Luca Muffato - e la serata è perfettamente riuscita gra-zie alla collaborazione e alla disponibilità di più persone in modi e momenti diversi…"

Suggestivo vedere le immagini delle "missioni" che per tutta la serata sono state trasmesse nei tanti schermi della tensostruttura. Splendida la collaborazione dei “piccoli grandi” Anna e Andrea che con grande entusiasmo hanno aiutato la mamma Emanuela.
E un grazie di vero cuore agli organizzatori e a tutti coloro che con grande disponibilità e attenzione hanno servito ai tavoli facendoci gustare ottimi piatti

Per finire qualche numero:
131 adulti e 18 bambini i presenti
313,70 gli euro dati dagli organizzatori
155,00 gli euro che hanno lasciato i partecipanti in aggiunta più rispetto a quanto richiesto.
640,00 euro il ricavato dal mercatino di artigianato malgascio.
1.108,70 euro le entrate totali.

“Grazie davvero a ciascuno di voi - ha concluso Luca - grazie per esserci stati... ed esserci stati così.
I vostri sorrisi e ringraziamenti ci hanno riempiti di gioia”.

Tra gennaio e marzo Don Luigi e Don Moreno saranno in Italia. Certamente verranno organizzati un paio di incontri con loro: sono sacerdoti, missionari, uomini di Don Orione che vale sempre la pena po-ter incontrare.

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Sabato, 02 Dicembre 2017

L'viv - Recitiamo come siamo

A Leopoli, Ucraina, è ripresa, presso il Centro Divina Provvidenza, Casa-famiglia Cafarnao l'attività del laboratorio teatrale TeatrOrione con persone disabili.
In programma una nuova  performance da presentare durante la prossima Festa di San Nicola.

Il gruppo è nato nel 2016 grazie alla collaborazione degli operatori di Casa-Cafarnao e del Laboratorio occupazionale diurno. Propone un laboratorio di teatro settimanale finalizzato alla messa in scena di performance a tema.  Coinvolge  5 operatori con diverse funzioni (dal teatro, canto, costumi, ... alla regia,) e  circa una ventina di attori partecipanti. Nel laboratori vengono stimolate le doti di creatività individuale, espressività, realizzazione di sé e autoconsapevolezza dei partecipanti, uniti nella finalità di creare delle performance originali  che li veda partecipi attivamente, tutti, nessuno escluso.

Tutti sono in scena. Infatti il gruppo ha scelto come motto: "Recitiamo come siamo".

Il 17 dicembre prossimo nell'ambito della festa parrocchiale di San Nicola  il gruppo TeatrOrione si esibirà nuovamente presentando un piccolo spettacolo di intrattenimento  sul tema della festa.

Le prove della nuova performance si svolgono ora in oratorio dove gli attori possono già prendere confidenza con gli spazi del palco, indossare i costumi e provare con l'impianto audio. Lavoro non semplice per gli operatori chiamati in scena non solo per recitare la loro parte, ma per essere soprattutto attenti alle esigenze di ognuno.

L'obiettivo di questo anno è finalizzato anche alla creazione di occasioni di incontro e contatto con il territorio, le Istituzioni e i cittadini: anche uno spettacolo teatrale con la spontaneità dei nostri diversattori può portare gli spettatori e quanti hanno occasione di incontrarli ad interrogarsi sul tema della diversità. Siamo poi così diversi?

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Riceviamo da Don Rolando, Don Dorian e Don Giuseppe Testa notizie dalla missione orionina del Nord Albania.
Carissimi confratelli amici e benefattori vicini e lontani,
il periodo estivo ovunque è un periodo di riposo, di ferie e un po’ di tranquillità; qui nella missione invece è un periodo intenso di attività con i ragazzi e i giovani. Subito appena terminata la scuola a metà di giugno è iniziato l’oratorio estivo a Bardhaj al quale hanno partecipato per 3 settimane oltre 200 ragazzi e una trentina di giovani animatori. Il tema presentato in forma gioiosa con messaggi, giochi, canti è stato “Tutti in scena. Ora tocca a te”. In quei giorni abbiamo avuto la visita di Mons. Giovanni D’Ercole con il gruppo dell’ufficio missionario delle Marche, sacerdoti e laici. Sono rimasti entusiasti della gioia contagiosa che trasmettono i nostri ragazzi. Don Dorian ha guidato una settimana di formazione per ministranti con circa quaranta partecipanti di Bardhaj e Oblike. Don Rolando con un gruppo ha partecipato al meeting dei giovani a Foggia, dal 26 al 30 luglio. Appena tornato è iniziato l’oratorio estivo ad Oblike: 12 giorni intensi con un gruppo di 60 ragazzi vivacissimi, pieni di vitalità e fantasia. Alcuni animatori di Bardhaj hanno collaborato con il gruppo di Oblike e tutto è andato molto bene. Tra tutto questo ci sono stati molti matrimoni preparati e celebrati perché qui da noi nel nord Albania il mese dei matrimoni è agosto. Per le ferie estive gli emigranti ritornano dalle varie nazioni dove lavorano, ritrovano i parenti e si sposano per poi ripartire con le spose.
Il mese di settembre è stato ricco di avvenimenti e feste. Abbiamo iniziato subito con la festa del Kurban Bajram, 60 giorni dopo la fine del mese del Ramadam, mese del digiuno, c’è questa festa mussulmana che ricorda il sacrificio di Abramo chiamato ad offrire il figlio Isacco in olocausto al Signore, ma viene fermato dall’angelo del Signore, la sua obbedienza, anche in una richiesta estrema fu contata come giustizia, anche i mussulmani lo stimano come “l’amico di Dio”, al posto del figlio offrì un caprone, così i mussulmani offrono una parte dell’agnello per i poveri.  Noi con i nostri giovani sotto la guida della regista Verjana Abazaj abbiamo realizzato un recital per il 25° della missione e l’ordinazione di Don Pavlin Preka. A Rreshen c’è stata la consacrazione episcopale di Don Gjergj Meta, nuovo vescovo della diocesi. Bella festa e grande partecipazione di sacerdoti e religiosi. Il 3 settembre Don Rolando insieme al vescovo Mons. Angelo Massafra, è andato a Bar, in Montenegro per la consacrazione della nuova cattedrale dedicata a San Pietro apostolo. Il 5, con alcuni giovani, Don Rolando e Don Dorian sono partiti per il Kossovo, a Prishtina, dove si è svolta la consacrazione della nuova cattedrale santuario dedicata a Madre Teresa di Calcutta. La celebrazione presieduta dal cardinal Don Ernesto Troshiani, delegato del Papa, è stata solenne, la chiesa realizzata è molto bella e imponente. Il 6, a Bardhaj, le suore Oblate hanno iniziato l’asilo, mentre in casa invece abbiamo vendemmiato. Il caldo è stato intenso per tutto l’estate e l’uva si è maturata presto, speriamo in un buon vino. Il 7 di buon mattino siamo partiti tutti per Lushnje per partecipare alla ordinazione episcopale del nuovo vescovo dell’amministrazione apostolica del Sud Albania padre Giovanni Peragine dei padri Barnabiti. Ci siamo incontrati con i confratelli di Elbasan che sono nel territorio dell’amministrazione apostolica e molti altri, sacerdoti e religiosi, venuti per l’occasione. Ha presieduto la celebrazione l’arcivescovo di Tirana Mons. Giorgio Frendo. Bella giornata di festa. Dall’Italia è venuto anche don Felice Bruno, consigliere provinciale alle missioni per conoscere il nuovo responsabile del sud Albania. Il giorno 8 ci siamo svegliati con il fresco perché nella notte ha piovuto un po’. Dopo 4 mesi di caldo intenso e siccità la prima acqua. Nel pomeriggio il tempo si è ristabilito e nella festa della nascita di Maria, il nostro confratello Il chierico Dritan Boka di Bardhaj, ha rinnovato i voti della sua consacrazione nelle mani di Don Rolando delegato del provinciale. Hanno partecipato a questo momento di festa i confratelli di Elbasan e un centinaio di giovani di Bardhaj e Oblike. Un bell’aperitivo ha concluso la festa.
Domenica 10 dopo le celebrazioni mattutine, nel primo pomeriggio Don Rolando è partito per l’aeroporto, lì ha incontrato Don Giuseppe De Guglielmo e insieme sono andati a Milano poi a Montebello della Battaglia, per l’incontro dei direttori in programma dall’11 al 13 settembre. Il giorno 11 in Albania è ricominciata la scuola: elementari medie e liceo. Il 12 anche l’asilo ad Oblike ha iniziato le sue attività. Abbiamo 20 bambini iscritti da 3 a 6 anni. Il 14 a Laç Vau i Dejes è stato consacrato vescovo di Sapa Don Simon Kull, con la sua ordinazione si è ricomposta la conferenza episcopale albanese che a causa dei morti e dei vescovi andati in pensione era da più di un anno incompleta. Un anno di grazia del Signore per la chiesa albanese.
La seconda parte del mese di settembre ci ha visti impegnati nella preparazione dei due eventi che ci hanno riempito di gioia prima il XXV anniversario del ritorno della congregazione in Albania con la apertura della missione ad Elbasan, successivamente l’ordinazione sacerdotale del nostro confratello Don Pavlin Preka a Scutari e la prima S. Messa a Bardhaj.
Con ottobre c’è stata l’apertura dell’anno pastorale, la festa della parrocchia il primo del mese, la festa patronale di Obot il 7 insieme al ricordo della consacrazione della chiesa di Bardhaj dedicata alla Madonna del Rosario, le cresime di 44 giovani il 14 ottobre. L’arrivo di Don Paolin e i vari incontri con il vescovo con il parroco della cattedrale con il cerimoniere per l’organizzazione della liturgia della consacrazione, quindi tutti gli accorgimenti per accogliere degnamente 40 tra confratelli, amici e chierici che sono arrivati per questo evento. Il 21 ottobre nella cattedrale di Scutari piena di fedeli, con 45 sacerdoti concelebranti e 5 diaconi Mons. Angelo Massafra ha consacrato Don Paolin sacerdote. Il pranzo con tutti gli invitati circa 300, si è svolto a Bardhaj nel salone dell’oratorio e nel cortile, grazie al tempo bello che il Signore ci ha donato. Si è concluso con balli e danze popolari albanesi che hanno rallegrato tutti i presenti soprattutto i giovani. La sera c’è stato il secondo momento di questa giornata al teatro Migjeni, il teatro della città dove i nostri giovani hanno presentato il recital “Lolek “il giovane Woitila, sulla gioventù e la vocazione di San Giovanni Paolo II. Bellissimo, ha commosso i 600 spettatori che hanno affollato il teatro in ogni suo angolo disponibile. L’arcivescovo presente, ne è rimasto entusiasta e così anche gli attori e dipendenti del teatro e altri venuti per curiosità. La nostra regista Verjana Abazaj che ha preparato i ragazzi, 67 tra attori, ballerini e coro, in questi due mesi di prove, si è commossa per la presentazione emozionante ed è stata intervistata a lungo dai media presenti. Un giorno pieno di emozioni!
Il 22 giornata missionaria mondiale, a Bardhaj Don Paolin emozionatissimo ha celebrato la sua prima Santa Messa. La predica del giorno l’ha preparata il parroco Don Dorian il saluto finale Don Flavio Peloso direttore Generale emerito. Tutto si è svolto con decoro e grande gioia. I fedeli, che hanno riempito la nostra chiesa, hanno seguito la celebrazione con devozione e attenzione fino ai ringraziamenti finali che Don Paolin ha rivolto a tutti coloro che dall’inizio del suo cammino vocazionale fino ad oggi lo hanno seguito, aiutato e sostenuto nei momenti di difficoltà. Terminati i saluti, le foto e gli auguri ci siamo diretti al ristorante Rinja, nel centro di Bardhaj, e 250 tra confratelli, parenti ed amici hanno preso parte al pranzo animato da balli e musiche popolari fino alle 5 del pomeriggio, poi si è tornati a casa per riposarsi un po’. Il giorno dopo, il 23 ottobre, a seguito della Messa di ringraziamento celebrata nella nostra chiesa tutti gli ospiti dall’Italia sono ripartiti per l’aeroporto e rientrati alle loro sedi. Il 28 festa di San Simone e Giuda abbiamo celebrato la festa patronale di Bardhanjor. Don Paolin si è fermato ancora una settimana ed ha celebrato la santa messa ad Oblike, dalle Clarisse, dai salesiani e domenica 29 ad Elbasan e Gramsh. Per la sua ordinazione sono venuti 3 pullman da queste comunità.
Il giorno 1 novembre Don Paolin ha presieduto la celebrazione al cimitero di Bardhaj, dove è anche sepolto suo padre. C’erano moltissimi fedeli, la devozione verso i defunti in Albania è grande. Il 2 Don Paolin è rientrato a Roma per continuare i suoi studi. Lo accompagniamo con la preghiera. Il 4 novembre abbiamo partecipato in cattedrale a Scutari a una grande concelebrazione nel primo anniversario della beatificazione dei 38 martiri albanesi uccisi in odio alla fede durante il comunismo che per quasi 50 anni ha devastato l’Albania. Domenica 5 al teatro Migjeni si è svolta la replica del recital sulla vocazione del papa Giovanni Paolo II. La prima rappresentazione è piaciuta moltissimo tanto che la direttrice stessa del teatro ci ha chiesto di fare una replica. Il teatro si è di nuovo riempito di spettatori e i nostri ragazzi hanno dato una seconda prova di bravura presentando il recital in maniera emozionante. L’anno prossimo 2018, ricorderemo il XXV anniversario della visita di Giovanni Paolo II in Albania. Il primo papa nella storia che ha visitato l’Albania e che insieme a Madre Teresa presente a Scutari in quella occasione hanno sigillato in maniera definitiva il ritorno della libertà religiosa e la fine dell’esperienza comunista nel paese. Si vuole dare risalto a questo ricordo, abbiamo dato la nostra disponibilità a ripresentare il recital anche al teatro nazionale a Tirana.
Ringraziamo tutti cominciando dal padre Provinciale Don Aurelio, Don Assamouan Pierre Kouassi, consigliere generale alle missioni, i confratelli, i chierici con Don Carlo e Don Hyacinthe che li hanno accompagnati, Don Flavio direttore generale emerito, Don Achille che da provinciale ha sostenuto la missione in ogni sua iniziativa e Don Leonardo, Don Felice, Don Ivaldo, Don Alberto, Don Francesco Mazzitelli, i confratelli di Elbasan e un bel gruppo di amici che in occasione della consacrazione di Paolin sono venuti a Bardhaj. Sono stati dei giorni di benedizione e di gioia condivisa. Preghiamo e speriamo di poter ripetere quanto prima una esperienza simile.  Il Signore vi benedica tutti. Pregate per noi perché l’annuncio del Vangelo porti frutti di santità e pace e il Signore ci doni altre numerose e sante vocazioni.

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Nei giorni 2-6 ottobre, Don Felice Bruno, consigliere incaricato per le missioni, ha fatto visita al "Centro Divina Provvidenza" di L'viv.
La nostra "missione", che ha festeggiato qualche settimana fa il suo 16° anniversario di apertura, si trova alla periferia orientale della Provincia, secondo avamposto, con la Romania, verso Est.
In questi 16 anni c'è stata una espansione che ha interessato dapprima la realizzazione di alcune strutture ritenute fondamentali per lo sviluppo dell'"Opera Don Orione in Ucraina" quali la cappella-chiesa parrocchiale, l'oratorio, la caritas, il monastero (casa della comunità) e la struttura per l'accoglienza delle persone disabili (Casa-Cafarnao e Centro occupazionale diurno).
Ultimamente l'attenzione si è concentrata sull'incremento della pastorale vocazionale che sta già dando i suoi frutti.
Sono infatti ben 10 i giovani "in cammino" attualmente presenti nel monastero "Santi Apostoli Pietro e Andrea": 3 candidati che frequentano l'ultimo anno della scuola dell'obbligo; 2 aspiranti che frequentano l'anno propedeutico; 4 postulanti già al secondo anno del biennio filosofico. C'è anche un chierico professo, Juri-Josafat anche lui al secondo anno di filosofia.
Nella prospettiva di avere, tra qualche anno, altri giovani chierici professi uno degli argomenti principali avuti nell'incontro con Don Felice è stato quello della "espansione" delle opere di carità già in atto uscendo dagli angusti confini di L'viv.
La comunità ha iniziato da tempo un serio discernimento.
Ci sono già alcune idee, sono stati presi dei primi contatti, valutando richieste e possibilità in attesa di iniziare, a breve, qualcosa di concreto.
Un secondo argomento affrontato durante l'incontro comunitario riguardava il completamento delle opere iniziate qui a L'viv (in particolare la realizzazione della nuova chiesa).
Durante i giorni di permanenza Don Felice ha avuto modo di incontrare personalmente i confratelli della comunità e i seminaristi ai quali ha presentato le attività che si svolgono negli altri Paesi dove la Provincia è presente "in missione": Romania, Albania e Madagascar, suscitando un vero interesse da parte dei giovani presenti. Non è mancata la visita agli amici disabili, ospiti a Casa-Cafarnao e la presenza durante il primo "ritiro vocazionale" al quale erano presenti una quindicina di giovani.
A motivo della conoscenza della lingua ucraina (Don Felice è stato a L'viv un paio di anni ai tempi dell'apertura della missione) ha potuto partecipare ai momenti comunitari di preghiera e alle Divine Liturgie parrocchiali in maniera attiva.
Alla fine della Divina Liturgia delle ore 12.00, celebrata Domenica 5 novembre, ha rivolto un saluto ai presenti augurando che l'opera iniziata 16 anni fa continui soprattutto grazie all'apporto di nuove vocazioni locali.
Domenica sera nel congedarsi Don Felice ha assicurato che si farà portavoce, in Consiglio, dei progetti per il futuro di questa missione.
Progetti e aspettative che hanno trovato eco anche nel "Convegno Missionario Orionino" tenutosi la scorsa settimana a Montebello della Battaglia (PV).

 

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Un momento importante del percorso di gemellaggio tra l’Istituto Berna di Mestre e la missione orionina di Antsofinondry in Madagascar si è compiuto: così ci scrive Federica, la mamma di un alunno della se-conda elementare del Berna. Venerdí 17 novembre, alla presenza del Consigliere Provinciale Don Felice Bruno e dei religiosi malgasci Don Mamisoa e Don Marcello, gli alunni delle scuole elementari e delle medie hanno ufficialmente adottato un nuovo compagno di classe.

Nasce lo scorso marzo, dopo l’incontro con il missionario orionino Don Luigi Piotto, da 25 anni in servi-zio in Madagascar, l’idea di un percorso in seno all’Istituto Berna in grado di coinvolgere tutti gli studenti, i familiari, i docenti ed i collaboratori.
L’obiettivo era quello di investire in un progetto che offrisse la possibilità di seminare e di far conoscere il bello, il buono, il “bene fatto bene” che l’Opera Don Orione promuove nel mondo, in particolare in Ma-dagascar.
“Un alunno in più in ogni classe” è il titolo scelto dalla Direzione del Berna per questo interessante pro-getto che permetterà ad ogni classe di sostenere a distanza un bambino malgascio il quale, grazie al soste-gno dei compagni italiani, potrà frequentare nel suo paese un intero anno scolastico.
Di rientro dall’esperienza vissuta in Madagascar nello scorso luglio, Luca Muffato, incaricato quale re-sponsabile dell’iniziativa, ha dapprima incontrato i familiari dei ragazzi, poi ogni classe del Centro di Formazione Professionale ed infine i collegi docenti con i rappresentanti di classe dei genitori.
Venerdì 17, alla presenza di Don Felice Bruno, di rientro dal Convegno Internazionale Missionario cele-brato a Montebello, di Don Mamisoa (della missione di Antsofinondry) e Don Marcello (di Faratsiho), ol-tre all’intera Direzione del Berna guidata da Don Stefano Bortolato e a qualche rappresentante dei genitori, l’Aula Magna ha accolto dapprima tutti i ragazzini delle scuole elementari e successivamente quelli delle classi Medie.
Inizialmente il Preside Pierangelo Salin ha presentato il Progetto a tutti i presenti: “Insieme a tutti quanti voi  nessuno escluso, - ha spiegato - vogliamo prenderci l’impegno di avere un compagno di classe in più, anche se non lo vedremo seduto sul suo banco perché questo compagno è a tanti  chilometri di distanza. Lo faremo - ha concluso Salin - con l’aiuto dei vostri genitori ma anche con qualche piccolo sacrificio da parte vostra mettendo via qualche soldino… non sarà un bambino sconosciuto perché di lui avremo sue notizie, con la posta, avremo la sua foto, la sua pagella scolastica…”.
Successivamente Luca ha presentato attraverso foto e video il territorio in cui si trova la missione portan-do idealmente i ragazzi “dentro” i villaggi, a contatto con quelle povere strutture scolastiche tanto impor-tanti per quella gente, facendo incontrare i volti di tanti bambini, i loro sorrisi, le loro voci, le danze con le quali i “vasa” (stranieri) erano stati accolti visitando i villaggi.
Finalmente è arrivato il momento di far conoscere Tatianah, Olivier, Michael, Annick, Patrick, Angelica, Princia, Yvon, Stephane… e tutti gli altri ragazzini (15 in tutto) che da quest’anno potranno frequentare una delle scuole dei 16 villaggi della missione grazie all’aiuto dei loro compagni italiani.
Mentre le immagini dei bambini e dei loro villaggi erano proiettate nel grande schermo, le tesserine con il nome di ogni bimbo venivano consegnate ai rappresentanti che vivevano con grande emozione e trepida-zione questo momento.
Don Mamisoa ha consegnato ad ogni classe un simbolo del Madagascar, la manina della Provvidenza spiegando che questa indica l’amore provvidenziale di Dio che è padre e ci accoglie, ci protegge, ci perdo-na ed è anche madre che ci accarezza, ci dona la sua tenerezza, il suo calore. Il bambino che vi si appoggia rappresenta chiunque accoglie con fiducia la provvidenza di Dio.
È stata una mattinata bellissima, carica di emozione, che subito ha riscontrato il favore dei bambini, dei ragazzi, di qualche insegnante e familiare interessato a saperne qualcosa in più in modo da aderire in pro-prio all’iniziativa o a chiedere notizie circa la possibilità di vivere una esperienza di servizio in terra mal-gascia.
Ora ogni classe cercherà il modo di creare un “ponte” che possa unire il Berna ad Antsofinondry ed ai suoi villaggi… e la “fantasia della carità”, tanto cara a Don Orione, non mancherà di ispirare anche questi pic-coli missionari che, piano piano, impareranno a conoscere quanto è bella e ricca di umanità la famiglia orionina nel mondo.

 

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Mercoledì, 15 Novembre 2017

Seregno - Ottobre missionario

Giovedì 27 Ottobre, in occasione dell’ottobre missionario, presso il Piccolo Cottolengo di Seregno è stata organizzata dal gruppo missionario una serata di presentazione di tutte le missioni di Don Orione nel mondo per far conoscere a dipendenti e cittadini quanto è forte la presenza di Don Orione nel mondo per stare vicino ai più poveri dei poveri.

Don Arcangelo Campagna ha raccontato con passione le varie attività dei missionari orionini nei vari stati, avendo raccolto varie informazioni e foto dai confratelli, dalle suore missionarie della carità e volontari laici.
 
La serata ha visto la partecipazione anche di qualche ospite del Piccolo Cottolengo.

Gli ospiti della RSD e della RSA sono stati coinvolti per tutti i lunedì di ottobre in un momento di riflessione e preghiera per i missionari orionini, completando il planisfero con i colori del mondo.

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Si è aperto ieri pomeriggio a Montebello della Battaglia (PV) il VI Convegno Missionario Orionino alla presenza di oltre 90 delegati in arrivo da tutto il mondo con oltre 23 nazionalità in rappresentanza della grande Famiglia orionina, maschile e femminile, impegnata in “terra di missione”. Presente anche una folta rappresentanza di laici del MLO.
I lavori sono stati aperti dal Consigliere generale Padre Pierre Assamouan Kouassi, incaricato delle Missioni, che ha organizzato il Convegno insieme e da Suor M. Irma Rabasa, Consigliera generale delle Piccole Suore Missionarie della Carità.
Presenti i due superiori generali dei FDP, Don Tarcisio Vieira e delle PSMdC, Suor Maria Mabel Spagnuolo che hanno evidenziato come “gli attuali superiori generali delle famiglie religiose orionine siano il frutto del lavoro dei missionari italiani che partirono per l’America Latina già dagli anni 30 del secolo scorso”. Un segno importante per entrare nel vivo dei lavori del convegno missionario.
Con uno stile tutto orionino ogni partecipante si è presentato per entrare subito in un clima di condivisione e di reciproca conoscenza che porterà nei prossimi giorni ad un inteso lavoro - suddiviso in otto commissioni - programmatico e di scambio esperienziale.
Il primo giorno del convegno si è concluso con la celebrazione della Santa Messa presieduta da Padre Kouassi che durante l’omelia ha evidenziato le parole che Papa Francesco ha indirizzato alle PSMC in occasione del recente capitolo generale “il missionario deve essere audace, creativo, vivo. Non servono preti e suore da salotto, ma veri discepoli missionari”.
Oggi, secondo giorno, il VI Convegno Missionario Orionino, in corso a Montebello, è entrato nel vivo con le relazioni dei due Superiori generali Don Tarcisio Vieira dei FDP e Suor M. Mabel Spagnuolo delle PSMC.
I due superiori generali hanno proposto un’unica relazione, letta insieme, per testimoniare idealmente il cammino fatto dalle due Famiglie religiose - specialmente in missione -  unite dal grande carisma di San Lugi Orione. Tre le tematiche principali affrontate: il bilancio del sessennio precedente, una fotografia sulla situazione attuale ed in ultimo quali le prospettive per il futuro.
I due Superiori generali hanno poi indicato congiuntamente i sei punti da seguire per una profonda “conversione missionaria”. Una vera e propria “guida del missionario orionino” ispirata dall’insegnamento di San Luigi Orione e dal Magistero di Papa Francesco riassunti, appunto, in sei punti: la Conversione nell’identità missionaria a partire dal fatto che gli orionini sono prima di tutto “servi di Cristo e dei poveri; la Conversione missionaria del cuore grazie alla quale i religiosi e le religiose vadano oltre i confini delle istituzioni di carità per portare in ogni ambiente il profumo della carità di Cristo; la Conversione missionaria nell’opzione dei poveri verso i quali il missionario orionino deve portare e condividere la gioia del Vangelo; la conversione missionaria del metodo che si basi sulla vicinanza, l’incontro, il dialogo e l’accompagnamento; la conversione del dinamismo missionario essere sempre di più preti e suore che corrono per essere in mezzo alla gente con il passo rapido di chi ha premura; la conversione missionaria dell’orionino che porti ad adottare la santità come stile di vita sforzandosi soprattutto di curare l’adesione personale a Cristo.

 

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