"Spirito di rettitudine, Spirito del Signore."
Don Orione
Martedì, 16 Ottobre 2018

Paolo VI proclamato Santo

Domenica 14 ottobre Papa Paolo VI è proclamato Santo!
Paolo VI, Giovan Battista Montini, Arcivescovo di Milano dal 1954 al 1963, ha omaggiato la Casa di Milano con le seguenti parole:

“Il bene che il Piccolo Cottolengo compie a Milano, lo compie per Milano, e io mi sento beneficato da questa Istituzione che si rivolge a tanti ai quali la mia stessa premura dovrebbe rivolgersi. Mi sento in mano uno strumento di carità e di assistenza agli umili e ai poveri, che mi arricchisce, che mi placa nella mia preoccupazione di dover direttamente soccorrere e provvedere”.

Tutta la famiglia del Piccolo Cottolengo Milanese si unisce col cuore e con la preghiera all’immensa gioia per la sua Canonizzazione!

 

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Sabato 13 ottobre, Don Giovanni Carollo, Consigliere Provinciale incaricato per le Opere di Carità, ha presieduto il Raduno Amici presso la Sala Don Sterpi del Piccolo Cottolengo Milanese.

L’incontro ha ripercorso la storia del culto popolare della Madonna Incoronata di Foggia dalle origini sino al sorgere del suo santuario al quale, dal 1950, prestano il loro ministero i Sacerdoti Orionini.

Filmati e testimonianze hanno raccontato l’amore e la devozione per Maria, oggi come sempre presenti nel cuore dei fedeli. Lo storico culto risale all’anno 1001 quando, in un bosco nel Tavoliere delle Puglie, la Madonna apparse ad un conte e ad un pastore: la Vergine Maria si presentò per la prima volta come la Madre di Dio (confermando la dichiarazione espressa nel Concilio di Efeso) e mentre veniva incoronata dagli angeli, indicò una statua incastonata tra i rami di un albero manifestando il desiderio che, in quel luogo, sorgesse un Santuario in suo onore. Ancora oggi, a distanza di più di 1000 anni, nel mese di aprile il culto si celebra con pellegrinaggi, i riti della Vestizione, dell’Incoronazione, della Cavalcata degli Angeli e della benedizione dell’olio per la lampada votiva.

Il pomeriggio si è concluso con la recita della preghiera dedicata a Maria Madre di Dio Incoronata e con la celebrazione della S. Messa.

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Gli Ex Allievi dell’Istituto Mutilatini del Piccolo Cottolengo di Milano hanno tenuto, domenica 16 settembre 2018, uno speciale raduno in occasione dell’80° anniversario dell’inaugurazione dell’Istituto Mutilatini, avvenuta il 19 marzo 1948.
Don Flavio Peloso, in video conferenza, ha condiviso un ricordo dell’amicizia di Don Gnocchi, oggi beato, con Don Orione e la Congregazione.


Don Carlo Gnocchi (1902 - 1956) era un brillante sacerdote educatore di Milano. Ebbe “la conversione alla carità” quando fu cappellano militare in Russia, durante la guerra mondiale. Ritornato in Italia, nel 1943, egli iniziò il pietoso pellegrinaggio, alla ricerca dei familiari dei caduti in guerra e dei bimbi rimasti orfani e mutilati cui dare futuro.
Don Carlo Gnocchi aveva grande stima di Don Orione; fu in amicizia con i suoi successori Don Carlo Sterpi e Don Carlo Pensa.
Proprio Don Pensa mise a disposizione di Don Gnocchi e dell’Istituto di Arosio, di cui era direttore, Don Giovanni Casati e alcuni chierici orionini. Vi arrivarono nel settembre 1946, quando vi erano 3 mutilatini. L’accoglienza e l'assistenza dei mutilatini crebbe bene e rapidamente tanto che, dopo due anni, già ospitava una settantina di ragazzi.
Furono questi i mutilatini che, il 19 marzo 1948, lasciarono Arosio e inaugurarono il nuovo Istituto orionino di Milano.


Don Carlo Gnocchi manifestò persino l’intenzione prima di farsi “religioso” poi “aggregato” orionino e, infine, percorse una via di carità autonoma divenendo “apostolo dei mutilatini” e grande promotore della loro causa educativa e sociale in Italia.
Fu il primo presidente degli Amici di Don Orione del Piccolo Cottolengo di Milano.
Il 25 ottobre 2009 è stato proclamato "beato".
A giusto titolo, per la devozione verso Don Orione e i suoi ideali e per l'amicizia verso la Congregazione, Don Carlo Gnocchi può essere considerato un orionino "honoris causa".


Qui di seguito il video intervento di Don Flavio Peloso.

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Il Piccolo Cottolengo di Don Orione festeggia il 70° anniversario dall’apertura della “Casa del Piccolo Mutilato” a Milano. Tale opera fu voluta e realizzata dalla Congregazione di Don Orione ed ebbe il inizio, il 19 marzo 1948, con l’accoglienza di un gruppo di 73 mutilatini precedentemente ospitati ed assistiti, in collaborazione con Don Carlo Gnocchi, nella “Casa per Invalidi di Guerra”, presso Villa Borletti di Arosio (Como). Per vari decenni l’istituzione milanese ha dato famiglia, assistenza, istruzione e futuro a centinaia di ragazzi e giovani.

La celebrazione dell’importante anniversario si svolgerà in due momenti.

Nel pomeriggio  di sabato 15 settembre, con inizio alle ore 16, presso Villa Borletti  ad Arosio (CO), verrà ricordato l’avvenimento con il seguente programma.
Saluto dal Presidente Onorario Cav. Rag. Antonio Magni, dal Presidente del  Consiglio di Amministrazione Dr. Antonio Pozzi e dal Vice Sindaco di Arosio Dr. Alberto Ballabio; segue l’intervento dell’Assessore del Comune di Arosio Dr.ssa Marta Clerici che fornirà cenni storici sulla storia del paese e sulla villa Olgiati-Borletti, attuale sede della Fondazione Anna Borletti Onlus.

Alla cerimonia saranno presenti il Presidente onorario della Fondazione Don Gnocchi Mons. Angelo Bazzari, il Direttore del Piccolo Cottolengo di Milano don Pierangelo Ondei, il Presidente della Sezione ex Allievi don Orione di Milano Marco Galbiati con l’intero Consiglio Direttivo, la presidentessa degli Ex allievi di don Carlo Gnocchi signora Luisa Arnaboldi

La celebrazione al Piccolo Cottolengo di Milano, di Viale Caterina da Forlì 19, si terrà domenica 16 settembre, nel contesto del Convegno annuale degli Ex Allievi di Don Orione. La relazione storica è stata affidata a Don Flavio Peloso, già superiore generale della Congregazione. Interverranno con la loro testimonianza alcuni mutilatini presenti all’inaugurazione nel 1948, cui verrà consegnato uno speciale riconoscimento. La Santa Messa sarà presieduta da Don Pierangelo Ondei, attuale Direttore del Piccolo Cottolengo Milanese.

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Martedì, 04 Settembre 2018

La Persona al Centro

Ancor prima che il welfare aziendale si diffondesse, i principi ecclesiastici sostenevano la vicinanza alle persone e un’attenzione alle relazioni promuovendo una serie di servizi di assistenza, di supporto e benefit che oggi sono ratificati da norme e contratti (si pensi ai ben noti ‘pacchi alimentari’ erogati nel dopoguerra ai più bisognosi).

Lo stesso Don Orione fu tra i primi a lanciare il motto della ‘persona al centro’. Una missione che oggi la nostra Congregazione continua a fare sua in concreto, sia nei confronti degli utenti più bisognosi che si impegna a servire quotidianamente, sia verso le persone che lavorano all’interno dell’organizzazione stessa.

Fabrizio Farina, Responsabile Area Risorse Umane – Provincia Religiosa S. Marziano di Don Orione lo racconta ai microfoni della casa editrice Este in occasione del Convivio di Persone&Conoscenze, tenutosi a Milano poco prima dell’estate, qui di seguito la video intervista.

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Mercoledì, 22 Agosto 2018

Milano - Grazie Paolo!

Un ragazzo con l'entusiasmo della sua giovane età può contagiare un intero reparto.

Così è successo al Piccolo Cottolengo Don Orione di Milano, che ha accolto un volontario speciale, Paolo. Questo ragazzo è partito dall'Albania per trascorrere un periodo a Milano per dedicarsi agli altri come volontario.

Alla fine di queste giornate, un piccolo momento di festa e di fraternità, con i biglietti che i suoi nuovi amici che vivono al Piccolo Cottolengo gli hanno scritto. Ma il senso pieno di questa esperienza è sintetizzato nella frase che adornava la torta: amare sempre.

Grazie Paolo! Ora contagia del tuo entusiamo anche altri giovani, capaci di donarsi con generosità agli altri!

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Propizio è avere ove recarsi. Ma non sempre il tetto sopra la testa è quello della propria abitazione privata. Gli affitti, poi, hanno prezzi alle stelle. Per fortuna studenti, lavoratori e pensionati, da oltre 50 anni, possono trovare rifugio alla Casa del Giovane Lavoratore di via Caterina da Forlì a Milano. Una palazzina all’interno del Don Orione che offre per 11 mesi (ad agosto è chiuso per sanificazione) 112 posti letto. La struttura nasce nel 1963 per iniziativa del cardinal Montini, futuro Papa Paolo VI. «All’inizio accoglievamo emigrati dal Sud. L’utenza adesso si è diversificata, ma il servizio è il medesimo: un alloggio a chi, per i motivi più diversi, non può accedere alle normali strutture alberghiere» racconta il direttore, Marco Pirotta, 58 anni ed ex manager progettista (anche per la Ferrari), che ci accompagna a visitare i sei piani dello stabile.

Al seminterrato c’è la cucina, il refettorio e la lavanderia. La Casa non è un albergo, il cibo lo si prepara da soli usando piastre ad induzione. Quello che si compra al supermercato lo si mette in frigo. C’è lo sguardo delle telecamere. Perché ovviamente vige il divieto di rubare. Con dei distinguo: «Chi sottrae due wurstel a un altro ospite perché non mangia da 48 ore riceve un richiamo, non l’espulsione». Che scatta in automatico quando si porta una donna nella propria camera, per droga o a causa della prepotenza: «La legalità è un nostro punto fermo» dice il responsabile, che sa essere uomo di cuore quanto di polso.

Il piano terra è spazio comune dove c’è Internet, terrazza, televisione, angolo studio e Cappella. Gli altri quattro piani ospitano le camere: 17 stanze quadruple, nei primi due piani (a 260 euro a persona) e 22 doppie (il prezzo sale a 340 euro). Singole non esistono. Ciascuna è equipaggiata con scrivania e armadio. Incluso nel costo cambio di lenzuola e pulizia.

Nell’anno a cavallo fra settembre 2015 e luglio 2016 (il dato più recente disponibile) si sono registrate 229 persone per un totale di 35.882 presenze (ogni utente che soggiorna una notte è una presenza). Gli ospiti sono per il 25% universitari, uno su quattro, il 30% lavoratori regolari. Anche del mondo della scuola o degli ospedali. Il 30% ha un contratto temporaneo o è stagista. Sono 8.630 le presenze totalizzate da residenti di Milano (24%). A seguire i siciliani con 6179 presenze (17%), i campani (4018, 11%) e i pugliesi (3178 ingressi, 9%). Dal resto della Lombardia il 7% dell’utenza (2585). Gli stranieri sono solo 5% (2203).

Più della metà degli ingressi (18884) è di giovani sotto i 29 anni. Poi ci sono 6946 presenze di trentenni. I 40enni ne hanno accomulate 7165. Anche padri separati. «Al momento sono 17, il 15% dell’utenza. Compresi manager che lasciano la casa alla moglie e devono tirare fuori il mantenimento». Il 15% è over 55. La struttura è sold out per dieci mesi all’anno, tranne a luglio. Il soggiorno medio è di quattro mesi. Ma c’è chi è qui da 6 anni. «Situazioni che noi cerchiamo di evitare. Sono il primo ad essere consapevole che la Casa non è la soluzione più degna in assoluto. Una persona ha diritto a qualcosa di più che dormire in una stanza con sconosciuti invece che con la donna che ama» dice Pirotta.

Fonte.

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Giovedì 28 giugno, presso la Sala Don Sterpi del Piccolo Cottolengo Milanese, si è svolto il corso di alta Formazione sui contratti di lavoro atipici.


L’Evento è stato organizzato dall’ARIS, l'Associazione Religiosa degli Istituti Socio-sanitari: l'Associazione è attiva in ambito nazionale da oltre cinquant’anni e rappresenta una realtà di Istituzioni particolarmente vasta e complessa, sia per le finalità che per l’eterogeneità delle attività sanitarie e socio-sanitarie. Aris, oltre agli aspetti specifici del contratto di lavoro, è da sempre attenta alla formazione e all'aggiornamento, per fornire alle strutture aderenti strumenti utili ed efficaci.

I relatori del corso sono stati i professionisti dello Studio Costantino & partners hanno illustrato i temi oggetto della formazione ad una platea di allievi composta da molti responsabili operanti nel settore Risorse Umane in strutture Lombarde aderenti all’Associazione.

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Martedì, 19 Giugno 2018

Oratorio - Che estate sia!

Dopo un maggio piovoso ed un mese di giugno iniziato con qualche temporale in più del solito, l'estato è ufficialmente cominciata negli oratori orionini in Italia. Mancano pochi giorni alla festa di San Luigi Gonzaga, patrono della gioventù, onomastico di San Luigi Orione, che a soli vent'anni fondò un oratorio dedicato proprio a questo santo.

Da Nord a Sud, le attività  che iniziano al termine dell'anno scolastico sono ormai un appuntamento tradizionale: giochi, gite, danza, teatro, manualità e giocoleria, piscina ed escursioni, ma non solo. L'oratorio estivo è prima di tutto uno spazio educativo per vivere insieme ai coetanei un percorso formativo, alla scoperta degli altri, dell'amicizia, alla ricerca di quei valori che danno senso e sapore alla vita. La proposta dell'oratorio è dunque qualcosa in più di un semplice centro estivo divertente o economico, è, per molte famiglie, l'adesione ad un progetto educativo, è la voglia di far sperimentare ai propri figli una Chiesa gioiosa in cammino.

Tutte queste attività sono frutto dell'impegno e della passione degli educatori ed animatori, guidati dai loro sacerdoti, delle famiglie dei ragazzi che danno una mano all'organizzazione dei pasti e degli spazi: sono l'esempio di una comunità viva, attenta ai bisogni del territorio, capace di mettersi in gioco.

Allora, buona estate a tutti!

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Venerdì, 15 Giugno 2018

Milano - Tiratori d'arco

Silenzio. Concentrazione. Pazienza. Il tiratore d’arco tende la corda, attende l’attimo giusto. E scocca la freccia. Se ha considerato il vento e la distanza, se conosce il suo arco e il bersaglio, se ha saputo cogliere l’istante giusto, la freccia fa centro. È un’immagine affascinante che ben si presta a raccontare qualcosa dell’altrettanto difficile compito di affiancare un ragazzo che affronta l’adolescenza in tutte le sue complesse sfaccettature, prende le misure con la realtà che ci circonda, cresce, vive.
C’è la stessa pazienza la stessa attesa dell’attimo giusto per scoccare la freccia che non è mai quello che ci aspetteremmo, quello che vorremmo. Non siamo noi a decidere dove tira il vento e non è certo possibile deviarlo o modularne la forza a nostro piacimento. Al contrario è necessario mettersi in discussione, osservare, ascoltare, capire.
C’è la stessa distanza. Portare a mano la freccia fino al bersaglio e conficcarla nel centro da dieci punti sarebbe molto più semplice, ma non sono queste le regole del gioco. Si lancia una freccia da decine di metri di distanza: educare è anche saper rimanere al proprio posto.
L’arciere esperto scocca la freccia vedendo già dove andrà a conficcarsi. C’è la stessa progettualità, lo stesso sguardo attento e concentrato sul ragazzo, la stessa voglia di centrarne la vita per poi decentrarsi e lasciare che la freccia faccia il suo corso.
Tiratori d’arco vuole essere tutto questo. Uno strumento utile per preparare incontri e momenti di riflessioni in gruppo, ma prima ancora una raccolta per tutti, una piccola lettura serale, uno spunto per accompagnare un momento di riflessione personale o una passeggiata.

Questo il libro scritto da due orionini DOC! Don Alessandro Di Gangi e Federico Lucrezi, lo puoi trovare QUI: Tiratori d'Arco: venti storie brevi per educare raccontando

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