"Nel giardino coltiivato a gigli, nascono le vocazioni."
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Verso fine anno a Genova, sette magnifici ragazzi del reparto Don Sterpi di Camaldoli sono andati a pranzo fuori. Piccola passeggiata a Porto Antico e poi al ristorante la cui insegna vale un invito “Da Leccarsi i Baffi”.
Menù alla carta, ognuno ha scelto ciò che preferiva: linguine alle vongole, trofie al pesto, ravioli al ragù e poi secondi di pesce innaffiati da Vermentino e Pigato Liguri e pranzo concluso con dolci straordinari.
Ferruccio alla fine del pranzo dichiara: “Oggi mi sento un Re” a conferma che quando si ha la possibilità di scegliere la qualità di vita migliora.
Anche il ristoratore Andrea fa i complimenti al Villaggio per la compostezza ed educazione degli ospiti, i quali felici vorrebbero tutti baciare la cuoca Vanessa per l’ottima cucina.  
Andando via tutti i ragazzi si sono “leccati i baffi!”

 

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Il Boschetto è luogo di accoglienza indifferenziata, indifferenziata per provenienza, per ceto sociale, per disagio:
Una cosa è necessaria per entrare al Boschetto: una sofferenza, … una sofferenza soprattutto per la mancanza di un alloggio.
 
Alla data 7 gennaio 2018 il boschetto ospita in 65 camere 130 persone:
· 26 Famiglie e 20 Single
Composti di
· 40 Arabi
· 30 Rom
· 20 Nord Africani
· 40 Europei di cui 30 Italiani
Suddivisi in
· 40 Bambini
· 70 Adulti
· 15 Datati (come me)
· 5 Anziani

Si vive tutti assieme ed i momenti felici si alternano alle occasioni di attrito.
Fino ad ora la Madre della Divina Provvidenza ha sempre stemperato le tensioni e le incomprensioni.
A Natale quasi tutti hanno partecipato alla bella iniziativa della Comunità di Sant’Egidio andando alle tavole allestite per Genova, mentre a Capodanno i Volontari che quotidianamente offrono il pranzo ai bambini che sono a casa da scuola hanno organizzato “Il Cenone” con tanto di Balli e musica …
Mentre i botti facevano la gioia dei bambini, (un po’ meno degli anziani) la fisarmonica gitana rallegrava la serata, le donne orientali gioivano della festa con fontane e cascate di fuochi d’artificio, i dipendenti del Boschetto brindavano, felici di essere, anche al di fuori del proprio orario di lavoro, assieme ai propri Ospiti, I propri padroni, Le persone più amate dal nostro San Luigi Orione.

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Sabato, 06 Gennaio 2018

Genova - Tutti in giostra

Il 29 dicembre scorso un gruppo di prodi del Villaggio della Carità di Genova Camaldoli ha sfidato il vento e il freddo per godere di una giornata al tradizionale Luna Park.

E il coraggio è stato premiato da una splendida giornata di sole e da tanto divertimento.Per tutti è stato un po’ come tornare bambini, sia ospiti che operatori.

Giornate come questa, lontane dai solti ritmi quotidiani, possono sembrare strane a chi non conosce la vita nelle case orionine, dove lo stare insieme è il valore aggiunto del vivere e lavorare nelle Case di Don Orione.

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Sabato, 30 Dicembre 2017

Genova - Natale in Basilica

Tantissime le persone che anche quest'anno a Genova hanno festeggiato il Natale con il tradizionale pranzo organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio nella Basilica di San Lorenzo.

Tra questi anche 28 ospiti del Villaggio della Carità di Camaldoli, legati alla Comunità da una amicizia che dura ormai da molti anni. Anche i nostri ospiti hanno trovato il loro posto nella Basilica dell'Annunziata dove hanno fatto festa insieme a stranieri, anziani, famiglie, disabili.

Prima del pranzo, ottimo come sempre, i saluti del Cardinale Angelo Bagnasco e del Sindaco di Genova Marco Bucci. Al termine l'arrivo di Babbo Natale con i regali pensati per ognuno dei partecipanti.

Una giornata dove amicizia e gratuità hanno trovato la loro giusta collocazione, nel Presepe realizzato all'interno della Basilica, accanto a quel Bambino che per noi è nato, che non ha trovato posto negli alberghi.

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Anche quest’anno la famiglia orionina genovese ha avuto la gioia di ricevere la visita del Superiore Generale, collocata, per una tradizione che risale a Don Orione, nella domenica prima di Natale; è una gioia che per il popolo del Paverano, come accade per ogni bella vigilia, comincia già nelle settimane dell’Avvento, attraverso le prove dei canti per la Messa e le prove in teatro della Recita di Natale.
La Messa delle ore 10 è stata presieduta dal Superiore Generale don Tarcisio Vieira, hanno concelebrato padre Pierre Assamouan Kouassi, consigliere generale, don Alessandro D’Acunto, direttore del Piccolo Cottolengo genovese e i confratelli don Giuseppe Medda, don Arturo Bisi e don Alberto Parodi; ha accompagnato la liturgia il Piccolo Coro don Orione, formato da ospiti e operatori.

“Cari fratelli e sorelle, è sempre una grande gioia poter essere presente qui a Genova, in questo periodo, in questo momento alla vigilia del Santo Natale del Signore” ha esordito don Tarcisio nell’omelia, in una chiesa del Paverano gremita di ospiti e loro familiari, operatori, amici e volontari delle Case orionine di Genova.
“La veste liturgica di oggi ha questo colore rosa che indica già la gioia della vicinanza del Signore” ha proseguito don Tarcisio. “Sono tanti i motivi per gioire nel Signore e uno, in particolare quest’anno, mi è molto caro, perché abbiamo da poche settimane la presenza qui al Cottolengo delle suore del Madagascar! Le suore orionine ci sono state sempre, c’è una continuità di presenza delle nostre suore qui al Paverano: ma quest’anno con questa particolarità, sono suore che vengono dal Madagascar, dalla missione, dalla missione di Don Orione!”.
Il Superiore generale ha quindi preso spunto da un dipinto visto proprio in una chiesa orionina del Madagascar.
“In questo dipinto dedicato al mistero del Natale, nel quale figurano Gesù Bambino accanto alla Madonna e a San Giuseppe, i pastori, gli animali… l’artista malgascio ha aggiunto un particolare che rende quel dipinto molto bello e significativo, una immagine che mi è rimasta impressa nella memoria. L’artista inserisce nella scena una bambina che si avvicina al bambino Gesù. La bambina viene raffigurata nell’istante in cui si avvicina al Bambin Gesù con un’espressione di sorpresa, di stupore. Ecco, il Natale si avvicina.  Qual è il nostro atteggiamento?  Come questa festa ci trova?”.
Don Tarcisio ha invitato quindi a lasciarsi sorprendere dal Natale, perché c’è il rischio di restare indifferenti o di viverlo come un bel ricordo del passato, “e non deve essere così! La bambina del dipinto con il suo atteggiamento ci insegna tanto! Dio è venuto per noi, ha fatto questo per noi! Nessuno l’aspettava in quel modo; alcuni aspettavano il Messia come un re forte, un capo di un esercito per liberare il popolo. E Dio ha scelto di venire al mondo nel modo più semplice e naturale, e allo stesso tempo nel modo che ha provocato tanto stupore, tanta sorpresa. Ecco, lasciamoci sorprendere da questo evento, lasciamoci gioire per questo evento, per questo incontro con il Signore: la liturgia della parola di oggi ci spinge, ci provoca alla gioia”.
Il Superiore generale ha quindi ricordato che sarebbe tristissimo non riconoscere la presenza del Signore che è in mezzo a noi, saremmo in una tristezza e in una solitudine gravissime.
“Che questo non accada, che possiamo anche noi nel celebrare il mistero del Santo Natale del Signore, lasciarci coinvolgere, stupire, sorprendere dalla presenza di Dio che è in mezzo a noi, specialmente nelle persone che ci sono accanto e che hanno tanto bisogno della nostra presenza, della nostra vicinanza, del nostro appoggio, di una parte del nostro sacrificio, della nostra donazione di vita. Ecco è Natale, ancora una volta il Signore vuol nascere nei nostri cuori, vuol venire per portare a noi il lieto annuncio, a noi che siamo e viviamo in una situazione di miseria, il Signore vuol portare il suo annuncio, vuol venire a fasciare le piaghe dei nostri cuori spezzati, vuol proclamare l’anno della grazia per tutti noi. E’ Natale, carissimi fratelli e sorelle, che il Signore possa nascere nella Chiesa, nel mondo nella nostra società, ma specialmente, qui nel Piccolo Cottolengo!”.

Al termine della celebrazione eucaristica, Don Tarcisio ha incontrato operatori e volontari delle Case genovesi, per raccontare qualcosa di tante belle realtà orionine nel mondo. Dopo il pranzo insieme, nel pomeriggio, la famiglia orionina ha festeggiato con una bellissima recita natalizia.

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Ieri, venerdì 15 dicembre, a Genova presso i locali di Via Bosco un momento di festa rivolto ad allievi, docenti e cittadinanza in occasione del Santo Natale, con il patrocinio del Municipio locale.
La S. Messa, celebrata da Don Alessandro D’Acunto, è stata animata dagli artisti Laura Parodi e Giacomo D’Alessandro, con meravigliosi canti della tradizione che hanno arricchito la liturgia e riempito i cuori.
Inoltre, durante la celebrazione, la benedizione del Santo Bambinello e dei Bambinelli che ciascuno ha potuto portare nelle proprie dimore per i presepi domestici.
A seguire un brindisi con musica dal vivo, sottofondo per lo scambio di auguri tra i colleghi dello staff, i docenti e gli allievi partecipanti.
Arrivederci al 2018 con tante novità didattiche sotto la luce di Don Orione.

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Il periodo natalizio, da quindici anni ad oggi, è inaugurato a Camaldoli dalla tradizionale Tombolata dei Cavalieri di Malta, che Domenica 3 Dicembre hanno fatto giocare e vincere una settantina d’ospiti provenienti da tutti i reparti del Villaggio.
La presenza di numerosi Cavalieri, di alcuni parenti degli ospiti e degli operatori in servizio che si sono resi disponibili, si è rivelata preziosa per assistere i ragazzi nelle concitate e birichine fasi di gioco.
Quest’anno Tombolata a squadre: dieci tavoli, dieci squadre, con quaterne congelate sino a che tutti i partecipanti avessero vinto almeno un premio; dopo l’ultimo terno, fortuna in libertà senza vincoli. Scoppia il finimondo con tre quaterne contemporanee che confermano i divertenti misteri delle tombolate dei cavalieri, dove quest’anno a fare man bassa di premi è stata la squadra del Don Pensa.
Alla fine deliziosa merenda con prelibatissime torte.
Ringraziamo il Sovrano Ordine Militare di Malta nella figura del Delegato Regionale Bernardo a cui chiediamo di abbracciare, per conto nostro, tutti i consociati che da tanti anni, con fedeltà ed amicizia, rendono possibile questo allegro appuntamento.

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La scorsa settimana, durante i lavori di un cantiere stradale è stata rotta una tubatura delle acque bianche con conseguente fuoriuscita copiosa di acqua. Sul posto per valutare gli allagamenti e intervenire sulla perdita erano al lavoro vigili urbani e tecnici.

In quel momento, proprio a Genova, si stava svolgendo il segretariato zonale delle opere di carità, un incontro periodico tra i responsabili delle opere di carità orionine. Argomento del giorno l’importanza di avere un piano strategico, di scrivere e documentare il Bilancio apostolico delle proprie realtà.  Se non si hanno le idee chiare sul futuro, molte attività anche buone e caritative rischiano di perdersi. Proprio per questo il Boschetto di Genova in questa fase deve ridurre i suoi ospiti per potersi  ristrutturare e  poter offrire un servizio migliore.

Non sempre la Provvidenza adotta i nostri schemi e metodi. Durante il tragitto in auto per rientrare a Milano, il responsabile del Boschetto riceve una telefonata: quasi in lacrime, un'assistente sociale del Comune di Genova dice che la famiglia H. ha la casa completamente allagata, i genitori sono allo stremo delle forze per aver sfondato la porta per poter salvare tre figlie che giocavano all'interno. L’acqua era già arrivata alla gola della più piccola.

Due telefonate, un’ inversione di marcia un po’ azzardata ed ecco tre bambine avvolte in una coperta in uno scenario di alluvione. La mamma che piange e le stringe a sè mentre il papà  cerca di recuperare qualcosa tra il fango. Ora sono al Boschetto, stanza 208.


Anche questo è il Boschetto: la libertà di saper leggere le parole di Don Orione nella quotidianità, avendo ben chiaro un progetto strategico, per poter evidenziare un bilancio apostolico in stretto contatto con il territorio, la politica, i più bisognosi.


 

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Sabato 4 novembre un gruppetto di ospiti del Villaggio della Carità di Camaldoli (Genova) insieme ai loro amici della Comunità di Sant’Egidio hanno passato una giornata indimenticabile.  Molti di loro non erano mai entrati nell’Acquario di Genova e allora occorreva correre ai ripari: così insieme agli educatori sono al mare per una visita dell’Acquario grazie alla generosità del gruppo Costa (gestore della struttura). Quale meraviglia nel vedere i delfini, le foche, i pinguini e tanti altri abitanti del mare!!
C’era tanta gente: molte famiglie provenienti da tutta Italia e anche da più lontano. In mezzo a loro anche i nostri amici che per età non sono più piccoli ma hanno lo stupore dei bambini che li rendono unici e preziosi. Persone che nella maggior parte dei casi non hanno avuto una famiglia ma che oggi possiamo dire ne hanno 2: quella dei figli di Don Orione che li hanno accolti e cresciuti e quella di Sant’Egidio che li ha scelti come fratelli fin dalla sua nascita a Genova.
È stata una gita di famiglia dove nell’amore si superano anche tante difficoltà: quella di Francesco che si è intristito perché ha rivisto la sua casa che ha lasciato da poco, ma l’affetto e la compagnia hanno avuto la meglio sulla tristezza e i ricordi; quella di Oscar che sovente ha dovuto rinunciare ad uscire perché, avendo dei problemi alle gambe, non riesce a camminare a lungo. Gli è stata proposta una carrozzina di sollievo, ma non la voleva perché si vergognava: allora si sono metti tutti a turno in carrozzina così anche lui ha potuto superare una paura che lo limitava.
Davvero l’amicizia fa miracoli ed alla fine un bel pranzo insieme ad altri amici presso la Basilica dell’Annunziata.

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Centro Boggiano Pico, Genova - Un Like per “ELE”, un peluche di emozioni
L’Istituto Ganassini ha indetto il contest “Social Responsibility” a sostegno delle Onlus operanti a favore dei bambini e minori. Il progetto vincitore sarà finanziato con una donazione che renderà possibile “accendere il sogno” dei nostri bambini.
Il Centro «Boggiano Pico» del Piccolo Cottolengo genovese, collocato all’interno del Paverano, è un presidio di riabilitazione che aiuta circa 300 bambini con disabilità e disturbi dello spettro autistico e le loro famiglie, dalla nascita fino alla maggiore età.  A fronte di una collaborazione con il Politecnico di Milano è nata l’idea di offrire ai nostri bimbi la possibilità di imparare giocando con “Ele”, un peluche-elefante “smart” e interattivo e dotato di videocamera in grado di emettere diversi stimoli in risposta all’interazione. Il suo comportamento è integrato con luci, suoni, vibrazioni e contenuti multimediali e può essere personalizzato per soddisfare le esigenze specifiche di ogni bambino. L’idea progettuale che ha guidato il Politecnico nell’ideazione di Ele prende spunto dall’efficacia della pet-therapy nello sviluppo di competenze emotive, nell’influenzare lo sviluppo di comportamenti sociali e i meccanismi relazionali, facilitando così lo sviluppo delle social skills e delle competenze emotive.
Ele può essere di supporto al terapista o al medico, all’interno dei trattamenti riabilitativi e negli ospedali per poter imparare l’interazione con l’altro e a comprendere le emozioni, proprie e altrui. Può essere anche utile per ridurre lo stato d’ansia e favorire così il rilassamento e il benessere emotivo dei piccoli pazienti.
“Il nostro obiettivo è dimostrare che programmi terapeutici che prevedono l’utilizzo di peluches-robot possono aiutare i bambini con disabilità e disturbo dello spettro autistico a sviluppare competenze socio-relazionali, favorendo il benessere emotivo, riducendo gli stati d’ansia e di agitazione psico-motoria.”
Aiutarci ad “accendere il sogno” dei nostri bambini è semplicissimo: basta mettere semplicemente un Like al progetto presentato al contest di Ganassini Social Responsibility che troverete cliccando QUI.

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