"Non sia mai che siamo uomini dalla fede languida."
Don Orione

Ieri 16 maggio, a Genova, nel piazzale del Paverano si è tenuta la Festa di San Luigi Orione. Alle ore 10 S. Em.za il Cardinale Angelo Bagnasco ha presieduto la Santa Messa e ha dato inizio al Giubileo per i novecento anni di consacrazione della Chiesa (1118-2018).
Il Cardinale Angelo Bagnasco ha ringraziato con tutto il cuore i Padri, le Suore, il personale e i volontari che assicurano la loro presenza nelle Case, perché questo è un bene i malati, per gli anziani che hanno bisogno di loro, del loro aiuto e della loro assistenza effettuata con cura e attenzione. L’attenzione del cuore. La loro presenza nelle Case attenta e operosa è un messaggio per tutti e ci dice che la civiltà non è morta, finché ci saranno luoghi come questi.
Questi luoghi sono luoghi di umanità e di fede.
Don Orione, sappiamo che è il padre dei poveri, dei deboli, la personalità un uomo piccolo fisicamente e grande nell’anima; indomito nel carattere, ben conosciamo la sua storia e il suo temperamento, volitivo e abbandonato alla Divina Provvidenza; è stato anche un grande educatore: dove si parla di San Luigi Orione come persona, si parla di lui come padre dei poveri e come formatore dei giovani.

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Da circa due anni il Villaggio della Carità di Camaldoli ospita una scuola di Tai Chi, un'antica arte marziale cinese.
Quest'attività, che consta in una ginnastica morbida ed adatta a tutte le età viene praticata al Villaggio da una decina di Ospiti, seguiti da un Educatore e da un Maestro della federazione Italiana del Tai Chi.
Ospiti che si sono cosi appassionati a questa attività e che ormai la praticano con tale maestria, da essersi meritati l'invito a partecipare ad una dimostrazione pubblica nell'ambito della Giornata Mondiale del Tai Chi, che si è svolta a Genova, assieme a tutte le altre scuole della città!

La mattina di sabato 28 aprile, emozionati e motivati, i ragazzi hanno raggiunto l'incantevole “location” del Porto Antico, dove tanti appassionati della disciplina in questione si sono radunati per esibirsi di fronte ad un vasto pubblico!
Grande è stata la soddisfazione dei nostri atleti nel ricevere i meritati applausi, in questa stupenda giornata di Sport, che ha saputo unire persone con diverse abilità, come solo lo Sport sa fare!

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Nella nuova Sala Don Pensa di Paverano, dedicata alla Formazione e fresca di ristrutturazione per ampliare il numero di posti disponibili, si è svolto lo scorso 11 aprile l’incontro di formazione carismatica con 70 collaboratori neoassunti, nell’ultimo triennio, delle Case genovesi del Piccolo Cottolengo.

Don Alessandro D’Acunto ha tratteggiato la figura di Don Orione alla luce della testimonianza di alcuni laici che lo conobbero (Ernesto Campese e Salvatore Sommariva) e ha ricordato come per Don Orione il “fare del bene” fosse la via maestra per trovare il Signore e non smarrire il senso della propria vita.
Davide Gandini, Segretario generale, ha raccontato le origini dei Piccoli Cottolengo di Don Orione nel clima storico e culturale di quegli anni, e ha proposto una attualizzazione dei contenuti della lettera di Don Orione del 13 aprile 1935 da Buenos Aires (i desamparados e la relazione di cura oggi, alla luce del carisma di Don Orione).
Vincenzo Russo, Responsabile del Villagio di Camaldoli, ha offerto la propria testimonianza di laico professionista che qualche anno fa ha scelto di cambiare lavoro e di lanciarsi nella avventura umana e professionale dell’opera di Don Orione a Genova.
Andrea Bongioanni, Responsabile del personale, ha spiegato e condiviso con i presenti le dinamiche di gestione della selezione del personale e delle valutazioni ai fini della decisione per la conferma ed il passaggio a tempo indeterminato.
Alessia Sigismondi, Gloria Lasagna e Claudio Quartero, Referenti per il personale a Paverano, Castagna e Camaldoli, e Cinzia Anselmo, collaboratrice dell’Ufficio Personale per i neoassunti, hanno rivolto un saluto, un incoraggiamento ed un augurio ai presenti.

Tra i presenti, forse il più felice (certamente il più emozionato) era José Burga Menacho, neoassunto nella Cooperativa orionina “Le terre del villaggio”, dopo alcuni anni trascorsi nella frequenza del Centro diurno “Boggiano Pico”.
L’incontro è durato un paio d’ore e si è concluso con momento di riflessione nel quale ognuno dei presenti ha offerto ai colleghi tre parole chiave ricevute durante l’evento formativo e sentite particolarmente personali (cfr. foto); durante il successivo rinfresco tali risonanze sono proseguite ed erano così felici e diffuse che abbiamo pensato di offrirvi qui una breve selezione di esse.

Al Piccolo Cottolengo si vive allegramente: si prega, si lavora, nella misura consentita dalle forze: si ama Dio, si amano e si servono i poveri. Negli abbandonati si vede e si serve Cristo, in santa letizia. Chi più felice di noi?
E anche i nostri cari poveri vivono contenti: essi non sono ospiti, non sono dei ricoverati, ma sono dei padroni, e noi i loro servi, così si serve il Signore! Quanto è bella la vita al Piccolo Cottolengo! È una sinfonia di preghiere per i benefattori, di lavoro, di letizia, di canti e di carità!

 

Don Luigi Orione Lettera da Buenos Aires del 13 aprile 1935

 

 

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Giovedì 12 aprile un gruppo di giovani dipendenti di una importante e storica compagnia di navigazione genovese, la Ignazio Messina, ha scelto il Villaggio della Carità per una giornata “formativa” un po’ particolare. Si sono infatti recati al Villaggio per proporre agli ospiti un piccolo spettacolo teatrale in occasione della festa del mese dei compleanni.

La cosa curiosa è che hanno scoperto che avrebbero fatto uno spettacolo soltanto una volta giunti al Villaggio.  Il gruppo, che la mattina non conosceva neanche la trama dello spettacolo, nel pomeriggio trasformato nella "Compagnia Zaccheo" ha brillantemente messo in scena “La principessa triste” (fiaba allegra) con la quale sono riusciti ad intrattenere i numerosi ospiti presenti.

A loro il grazie di tutti gli ospiti e degli operatori per la naturalezza e la gioia con le quali si sono inseriti nel villaggio, accogliendo tutti con un sorriso e una carezza.

Questa giornata ha messo in evidenza come le competenze e le abilità tecniche o certificate sono importanti, ma se non si ha il CUORE non potranno mai essere trasformate in … dono!

 

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Sono molte le strade per rendere la vita delle persone che abitano al Piccolo Cottolengo di Genova una vita di qualità.

Tra le tante ha un posto importantissimo  l'ascoltare i desideri espressi o quelli “buttati li” tra un ricordo ed un altro, desideri talvolta espressi come un qualcosa che non sarebbe stato possibile realizzare mai più, scatenando nostalgia e rassegnazione: questi sono per gli operatori dei semi da far germogliare.

Già da tempo nel reparto Santa Caterina 1, è stato accolto un cane che vive con le signore in reparto e che ha dato maggiormente il senso di famiglia; poi rivedere il mare e fare il bagno in estate; creare un'edicola dove servirsi per poter leggere le riviste preferite; cucinare e condividere il pasto insieme; adottare un nipotino a distanza dal Madagascar. Ma dentro all'uovo di Pasqua, quest'anno, le signore hanno trovato.....un bar! Precisamente il “MILLY BAR” (in onore di Milou, detta Milly, la cagnolina di reparto).
Molte signore sono autonome e possono recarsi fuori dal reparto per gustare un “caffè vero” (come dicono loro per distinguerlo da quello d'orzo) o una brioches, un cioccolatino; altre non hanno la stessa possiblità.

E allora....se la persona non può andare al bar, il bar va da loro! In  reparto è stata allestita una struttura con tanto di macchinetta del caffè, fornetto elettrico, dispencer di bibite come al bar, espositore con patatine, biscottini, canestrelli, dolcetti a loro disposizione, sotto il controllo discreto degli operatori. Dietro al bar, le operatrici e alcune Signore che hanno accolto con gioia il fare e l'essere le padrone di casa.

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Giovedì, 29 Marzo 2018

Genova - Doni inaspettati

La Pasqua crea strane alleanze! È stato possibile vederlo a Genova domenica delle Palme lungo un affollato lungomare Corso Italia, dove disabili e adulti della Comunità di Sant'Egidio si sono riuniti per donare a chi passava un ramoscello di ulivo benedetto, in segno di pace.

Tra i disabili non potevano mancare anche alcuni rappresentanti dell'Istituto di Don Orione che hanno preso sul serio l'invito di papa Francesco a uscire per testimoniare a tutti la misericordia della tenerezza. Quale momento migliore della domenica delle Palme quando si ricorda l'ingresso di Gesù a Gerusalemme: lui mite re di pace entra ancora oggi nelle nostre città e noi vogliamo accoglierlo con gioia e incontrare le persone con simpatia e amicizia.

Non sempre è facile vincere la diffidenza o la fretta di chi si incontra così come non è sempre facile vincere la nostra timidezza o imbarazzo!
Ma se si è insieme quella che è debolezza, diventa una forza: la simpatia e l'entusiasmo dei ragazzi disabili si uniscono alle parole dei volontari per spiegare il significato di un gesto incredibilmente gratuito.
Allora tanti volti paurosi e diffidenti si sono aperti al sorriso e allo stupore.

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Don Achille Morabito ha incontrato il personale del Piccolo Cottolengo di Genova

Proseguono gli incontri di formazione carismatica professionale al Piccolo Cottolengo di Genova, nell’ambito del tema provinciale per l’anno 2017/18 “Guardiamo il futuro con concretezza e ottimismo: le opere di misericordia”.
Nello scorso mese di febbraio, Don Achille Morabito ha tenuto tre incontri a Paverano, Camaldoli e Castagna, con il personale delle Case genovesi, conducendo una stimolante riflessione dal titolo “Il paradosso del dono, il paradosso della felicità. C’è più gioia nel dare che nel ricevere (Atti 20, 35)”.


C’è un luogo comune da sfatare, secondo il quale un bravo operatore quando entra al lavoro “deve lasciare fuori tutto il resto”, così sarebbe un bravo professionista… In realtà l’operatore, non è possibile altrimenti, porta al lavoro - e quindi anche nella relazione con gli Ospiti e nella relazione con i colleghi - un carico di tristezza, di fatica e di aspirazione alla felicità che anche ogni Ospite e ogni collega porta nel cuore.


«C’è più gioia nel dare che nel ricevere»
“La riflessione sulla felicità (che tutti desideriamo) ripropone verità antiche e disattese” ha detto Don Achille. “La pienezza di vivere viene conseguita quando non la si cerca direttamente, quando, in altre parole, si è riusciti a non essere soltanto piegati verso se stessi e i propri problemi, bensì a rivolgersi agli altri (magari gli stessi Ospiti e gli stessi colleghi che incontro e servo ogni mattina) con gratuità.
Il paradosso del dono esprime il paradosso della felicità, più volte riscontrato: essa può giungere soltanto in sovrappiù, più come un evento che accade che come un obiettivo raggiunto. Quando si dona a qualcuno, si sperimenta una soddisfazione che non può essere paragonata ad alcun guadagno materiale: la gioia del dare non conosce confronti. Kierkegaard notava in proposito: «La porta della felicità si apre verso l’esterno; chi tenta di forzarla in senso contrario, finisce per chiuderla sempre di più».

Quanto più si cerca di possedere la felicità, tanto più essa diventa sfuggente e irraggiungibile: è la parabola del nostro tempo, troppo preoccupato di sé e del proprio star bene, scoprendosi così sempre più triste e incapace di vivere”.

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La Festa di San luigi Orione da calendario cade il 16 Maggio, ma per la Congregazione Orionina è importane ricordare anche la data della morte di colui che ha dato vita alle nostre Case della Carità.
Il 12 marzo 1940 Don Orione moriva a Sanremo e lasciava a tutti noi in eredità il compito di portare avanti attraverso i suoi insegnamenti ed il suo carisma il messaggio di tenerezza verso tutti coloro che portano un dolore con sé.
L’11 marzo del 2018, a quasi 80 anni dalla sua morte, la comunità genovese di Castagna torna a festeggiare insieme ai suoi sacerdoti il fondatore che con la sua umile grandezza ci ha avvicinato al servizio verso i più poveri.
 Don Walter Groppello ha presieduto la Santa Messa, concelebrata con alcuni confratelli genovesi e animata dall’immancabile coro del PCDO e dagli ospiti come è oramai consolidato nelle grandi occasioni.
I religiosi hanno poi offerto ad una vasta rappresentanza di tutta la Casa di Castagna ed al vicariato un aperitivo e un pranzo di festa. La giornata è stata vissuta come un momento di unione e di serenità, ma anche di riflessione sul cammino che insieme percorriamo sui passi di San Luigi Orione.

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Insieme si può…
Dopo il progetto Ratatouille e gli interventi di manutenzione a Boscopelato a Genova, la cooperativa Dono ha offerto ai ragazzi migranti, ospiti delle proprie strutture, un corso sull’apicoltura a cui hanno partecipato con grande entusiasmo.
Il corso, tenuto dal Professor Marco Corzetto - docente dell’Istituto Tecnico Agrario “Marsano” – titolare dello Studio Tecnico Del Verde, è stato finanziato grazie alle risorse che i soci della Dono, hanno offerto per la sua realizzazione.
È un segno tangibile di come, anche all’interno di una piccola realtà come la Dono, sia possibile realizzare degli interventi di welfare di comunità.
Grazie a tutti coloro che hanno voluto sostenere economicamente la realizzazione di questo micro-progetto e, in particolare, al Professor Corzetto per l’offerta della propria disponibilità, e ad Endofap Liguria per aver messo a disposizione le aule per la formazione.

corso api

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Una giornata di studio e formazione su un tema delicato e attuale: la cura, l'assistenza a chi soffre e sta percorrendo l'ultimo tratto del suo cammino.

Venerdì 9 marzo, a Genova, presso il Teatro Von Pauer, Endofap Liguria, in collaborazione con la Fondazione Sacra Famiglia Onlus, ha organizzato un convegno per le professioni sanitarie intitolato "Percorsi di simultaneous care e cure palliative: strategie per una migliore qualità di vita della persona". Il Convegno è stato un’occasione di confronto sulle tematiche delle cure palliative e sugli indirizzi e scenari futuri di questa disciplina. La legge 38/2010 ha segnato una svolta importante in questo ambito garantendo l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore “ai pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più a trattamenti specifici”, estendendo il concetto di cure palliative oltre che al malato oncologico anche ad altri tipi di patologie (fibromialgia, Parkinson, demenze).

Il Convegno, dopo i saluti iniziali di MOnsignor Nicolò Anselimi, Vescovo Ausiliare per la Diocesi di Genova, ha visto la presenza di una ricca schiera di relatori, provenienti dalle principali realtà sanitarie e di ricerca liguri, quali l'Opedale Galliera e l'Ospedale San Martino di Genova, oltre ad esperienze di Torino e Forlì. Tra gli interventi, anche quello di Davide Gandini, segretario generale del Piccolo Cottolengo Genovese, che ha richiamato all'importanza che gli operatori di questi servizi non si facciamo vincere dalla ripetività dei gesti quotidiani, ma conservino la capacità di vedere la persona, prima di curare i suoi sintomi.

Gli interventi sono stati coordinati dal dott. Massimo Luzzani, Dirigente Medico “S.S.D. Cure Palliative” E.O. Ospedali Galliera – Genova, dalla  Dott.ssa Grisetti Roberta, Medico Responsabile Hospice Fondazione Istituto Sacra Famiglia e dalla Dott.ssa Giuseppina Rampello, Medico palliativista - Fondazione Sacra Famiglia.

I lavori del convegno ed il senso profondo delle cure palliative si possono sintetizzare in una frase di Cicely Saunders, un'infermiera e medico, che ha contribuito alla diffusione degli Hospice, sottolineando l'importanza delle cure palliative nella medicina moderna: "Il tempo è questione di profondità e non di durata".

Gli ultimi momenti di vita possono essere ricchi di umanità e di affetto, anche grazie al supporto professionale ed umano di chi è accanto al malato: l'approccio palliativo non è solo per gli "specialisti", è un modo di stare accanto a chi soffre, di dirgli "non sei solo".

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