"Quelli che non si guardano dall’essere cagione di dissapori e di amarezze, e anche solo di freddezze scambievoli, non operano in Cristo, non sono nella carità."
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

La Legge di Bilancio 2018, inoltre, mira anche a risolvere l’annoso problema dei laureati in scienze dell’educazione e della formazione (classe di laurea L-19) che, nonostante la formale denominazione del corso frequentato, non potevano sinora fregiarsi del titolo di educatore professionale.
Nel nostro ordinamento, infatti, nonostante la confusione generata da alcune pronunce della giurisprudenza amministrativa ed interventi della legislazione regionale, tale titolo è stato sinora riconosciuto solamente ai possessori del diploma di laurea abilitante di un corso di laurea della classe L/SNT2 (Professioni sanitarie della riabilitazione), così come da ultimo confermato dal
DPCM 26 luglio 2011 (che ha escluso l’equipollenza tra il suddetto diploma di laurea ed i titoli universitari rilasciati dalla facoltà di Pedagogia e Scienze della Formazione per educatore professionale).
Ciò posto, la legge n. 205/2017 istituisce il profilo dell’educatore professionale socio-pedagogico (ESP), il quale è il professionista che – in possesso di laurea L19 (Classe delle lauree in Scienze dell’Educazione e della Formazione) – opera nei servizi e nei presidi socio-educativi e socio-assistenziali, nei confronti di persone di ogni età, prioritariamente nei seguenti ambiti: educativo e formativo; scolastico; socio-assistenziale, limitatamente agli aspetti socio-educativi; della genitorialità e della famiglia; culturale; giudiziario; ambientale; sportivo e motorio; dell’integrazione e della cooperazione internazionale.
Quanto ai titoli abilitanti per la professione di ESP, si segnala che la legge in esame richiama anche il d.lgs. 65/2017 e, pertanto, l’accesso a tale qualifica sembrerebbe consentita anche a coloro che siano in possesso di un diploma di laurea nella classe L-19 ad indirizzo specifico per educatori dei servizi educativi per l’infanzia, o del diploma di laurea magistrale a ciclo unico nella classe LM-85-bis in Scienze della formazione primaria integrata da un corso di specializzazione per complessivi 60 crediti formativi universitari.
A latere della figura dell’ESP, la norma istituisce (rectius: conferma) il profilo professionale dell’educatore socio-sanitario (ESS), rinviando in toto, per la sua disciplina, al d.m. 520/1998 che già disciplinava la figura dell’unico educatore professionale prima previsto.
Per quanto sopra, deve intendersi confermato che l’ESS è l’operatore che – in possesso del diploma di laurea abilitante di un corso di laurea della classe L/SNT2 –  attua specifici progetti educativi e riabilitativi, nell’ambito di un progetto terapeutico elaborato da un’equipe multidisciplinare, volti ad uno sviluppo equilibrato della personalità con obiettivi educativo/relazionali in un contesto di partecipazione e recupero alla vita quotidiana, ovvero cura il positivo inserimento o reinserimento psicosociale dei soggetti in difficoltà.
Con riferimento alla prima applicazione della normativa in esame, inoltre, è previsto che, in via transitoria, la qualifica di ESP possa essere attribuita, previo superamento di uno specifico corso intensivo di formazione universitaria, anche a coloro che, alla data del 1° gennaio 2018, risultino in possesso di uno dei seguenti requisiti: a)  inquadramento nei ruoli delle amministrazioni pubbliche a seguito del superamento di un pubblico concorso relativo al profilo di educatore; b)  svolgimento dell’attività di educatore per non meno di tre anni, anche non continuativi, da dimostrare mediante dichiarazione del datore di lavoro ovvero autocertificazione dell’interessato; c) diploma rilasciato entro l’anno scolastico 2001/2002 da un istituto magistrale o da una scuola magistrale.
Sempre in via transitoria, inoltre, la qualifica di ESP potrà essere attribuita anche a coloro che, alla data del 1° gennaio 2018, risultino titolari di contratto di lavoro a tempo indeterminato con qualifica di educatore socio-pedagogico o di pedagogista, a condizione che, alla medesima data, abbiano età superiore a cinquanta anni e almeno dieci anni di servizio, ovvero abbiano almeno venti anni di servizio.
È, infine, previsto che i soggetti che, alla data del 1° gennaio 2018, hanno svolto l’attività di educatore per un periodo minimo di dodici mesi, anche non continuativi, documentata mediante dichiarazione del datore di lavoro ovvero autocertificazione dell’interessato, possono continuare ad esercitare detta attività; per tali soggetti, il mancato possesso della qualifica di educatore professionale socio-pedagogico o di educatore professionale socio-sanitario non può costituire, direttamente o indirettamente, motivo per la risoluzione unilaterale dei rapporti di lavoro in corso al 1° gennaio 2018, né per la loro modifica, anche di ambito, in senso sfavorevole al lavoratore.
Da ultimo, si segnala che la Legge di Bilancio disciplina anche il profilo professionale del pedagogista, per il cui accesso è richiesto il possesso di un diploma di laurea abilitante nelle classi di laurea magistrale LM-50 (Programmazione e gestione dei servizi educativi), LM-57 (Scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua), LM-85 (Scienze pedagogiche) o LM-93 (Teorie e metodologie dell’e-learning e della media education)

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Il giorno 6 del mese di dicembre 2017, la Cooperativa Sociale “Si può Fare”, ha organizzato un Convegno presso l’Istituto Don Orione di Floridia, dedicato alle complesse sfide che la vita ci impone e al cambiamento che potremmo mettere in atto con le professionalità adeguate, i servizi del territorio e l’integrazione tra il pubblico e il privato.
L’evento ha previsto l’intervento di tre relatori con un grande bagaglio culturale e con un’esperienza decennale alle spalle di tutto rispetto.
La tematica affrontata è legata alla disabilità psichica, sensoriale, fisica e motoria, nello specifico all’ambito psicopatologico.
Dopo i saluti del Sindaco di Floridia – Dott. Limoli, la presentazione dell’iniziativa del Presiedente della Cooperativa Francesco Caristia, l’intervento del Direttore Provinciale della Provincia Religiosa Madre della Divina Provvidenza – Don Aurelio Fusi, e la premessa del Vicario Generale della Diocesi di Noto – Don Angelo Giurdanella, il quale ha favorito l’incontro fra la Cooperativa e L’istituto, si è passati al fulcro della tematica.
Il primo relatore, il Dott. Franchini, Docente di Pedagogia Speciale “università Cattolica”, ha parlato della persona con disturbi del neurosviluppo, le difficoltà che la stessa incontra nella società, la chiusura e la diffidenza, che spesso porta a ghettizzarla e, un tempo, addirittura a internare negli istituti questi soggetti, in quanto ritenuti lo scarto della società, senza la possibilità di una ripresa o una rivalsa. L’intervento ha coinvolto la platea, tanto da avere una interazione che ha permesso di aprire un dibattito.
Il secondo intervento è stato quello del Dott. Fenaroli, Vice Presidente del Consorzio Cascina Clarabella, Partner della Cooperativa. Ha spiegato l’obiettivo che ci si è prefissato, e, che il consorzio sta sostenendo le attività programmate, in quanto l’esperienza realizzata nel bresciano, esperienza lodevole, si intende ripeterla nel territorio del siracusano, attraverso il coinvolgimento del territorio e la perennizzazione delle azioni e delle buone prassi.
Infine la Dott.ssa Giurdanella, referente del DSM di Siracusa e provincia, ha esposto quanto fatto nel territorio attraverso una serie di progetti a favore degli utenti, e, quanto sia fondamentale il continuo confronto e dialogo tra pubblico e privato.
Al termine, è stata portata l’esperienza diretta di due utenti, seguiti dal DSM di Siracusa, i quali hanno raccontato di aver frequentato un corso per “Facilitatori Sociali”. I ragazzi sono stati in grado di creare un gruppo di auto-aiuto, hanno avuto la capacità di programmare gli incontri e di portare avanti il gruppo con notevole successo. Il tutto sotto la supervisione degli assistenti sociali, inizialmente molto scettici sulla riuscita di tale percorso. In effetti l’esperienza raccontata e vissuta da questo gruppo di ragazzi è un esempio per il territorio, in quanto sottolinea come sia possibile emergere da situazioni che possono sembrare senza via d’uscita, ma che invece bisogna promuovere e incoraggiare.
L’evento ha avuto una partecipazione attiva della platea, ma l’impatto sul territorio non ha avuto gli effetti sperati, forse per una sorta di ostilità che è ancora radicata e diffusa.
L’impegno della Cooperativa è quello di portare avanti gli obiettivi prefissati, offrendo al territorio servizi di eccellenza.

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Anche quest’anno l’importante appuntamento con l’iniziativa “Studente per un giorno”, promossa dalle scuole ITI e CFP s. Luigi Orione di Fano.
Novanta ragazzi, provenienti dalle scuole medie di Fano, si sono cimentati, per un’intera mattinata, nei vari percorsi formativi offerti dalle nostre scuole.
L’Istituto Professionale offre tre percorsi formativi: Indirizzo Meccanico-Auto, indirizzo Elettrico-Informatico, Indirizzo Metalmeccanico.
L’Istituto Tecnico, offre due percorsi formativi: specializzazione in Automazione meccanica, Meccatronica ed Energia, Informatica e Telecomunicazioni.
Obiettivo dei corsi è promuovere una figura professionale capace di inserirsi in realtà produttive molto differenziate e caratterizzate da rapida evoluzione, sia dal punto di vista tecnologico, sia da quello dell’organizzazione del lavoro.
S. Luigi Orione custodisca i sogni dei nostri cari ragazzi.

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Sabato 16 dicembre nel Veneto si sono festeggiati i 50 anni della nascita di F.I.C.I.A.P. Veneto, la Federazione Italiana Cattolica di Istruzione Addestramento Professionale.

Di cosa si tratta? F.I.C.I.A.P. si ispira alla concezione cristiana dell’uomo e costituisce uno strumento di promozione e di collegamento tra Enti diversi.

Ha origine in Veneto nel 1967 ed oggi è presente in tutte le diverse province della Regione, rappresentando oltre 23 Enti di Formazione Professionale. Un po’ di numeri della Federazione: 36 sedi operative dislocate nel territorio; quasi 950 operatori dipendenti e circa 250 collaboratori; 8500 gli allievi che ogni anno frequentano il triennio di qualifica e il quarto anno di diploma professionale; quasi 5 milioni di ore/formazione/allievo erogate ogni anno per un finanziamento annuo complessivo di 37 milioni di euro.
Questi numeri racchiudono valori come l’innovazione della didattica, il potenziamento del parco tecnologico, la creazione di ambienti belli e funzionali, persone che amano il proprio lavoro e quello che riescono a trasmettere ai giovani.
Radici – Territorio – Formatori – Allievi – Futuro : Ecco le parole che hanno caratterizzato il filo conduttore di una storia cinquantennale.
Molte sono state le testimonianze condivise dal Presidente Orazio Zenorini, da Bruno Emilio Gandini, presidente di Scuola Centrale di Formazione, e dagli altri relatori. Erano presenti anche il Patriarca di Venezia Mons. Francesco Moraglia, l'assessore all'istruzione formazione e lavoro Elena Donazzan, il coautore del libro di "Ficiap Veneto Solidarierà e oltre" don Renzo Dalla Vecchia.

Oggi le scuole di formazione come quelle orionine sono le scuole che professionalizzano insieme alle imprese e per le imprese, che educano i giovani aiutandoli a costruire un progetto di vita prima ancora che lavorativo, a guardare il mondo senza timore e con la disponibilità a rimboccarsi le maniche e a dare una mano quando necessario.

Percorrendo le origini di FICIAP, ma anche dei Centri Endo-Fap, si denota una continuità con la mission del nostro fondatore: attenzione ai più deboli, ascolto ai bisognosi, proposte educative e sociali che accomunano un unico grande sentimento che oggi chiamiamo solidarietà.

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Quest’anno la Giornata internazionale della disabilità è coincisa con l’inizio del nuovo anno liturgico, domenica 3 dicembre.
Nella diocesi di Napoli si è aperta con la solenne e gioiosa liturgia eucaristica con le persone disabili e il conferimento del sacramento della Confermazione e dell’Eucarestia a 19 giovani e adulti, disabili e non, che si sono preparati durante l’anno.


Nella cattedrale gremita, insieme alla Comunità di Sant'Egidio erano presenti anche molte associazioni che accompagnano le persone con disabilità. Nel suo 10° anniversario, la liturgia della 1^ domenica di Avvento a Napoli si è fatta sempre più inclusiva: alcune persone non disabili hanno manifestato il desiderio di essere cresimate in questa occasione per la gioia che essa riesce a comunicare.
E proprio della gioia ha parlato il cardinale Crescenzio Sepe durante l’omelia, sottolineando come ciascuno è stato chiamato per nome per vivere un giorno di festa speciale con tutti gli amici di Gesù, giorno in cui lui ci ha chiamati a riunirci per farci visita e donare il suo Spirito. "Perché - come ha spiegato - riteniamo che non possiamo iniziare un anno più bello se non con voi e per voi."


Quest’anno anche il Don Orione ha risposto “presente”!
Cinque, tra ragazzi e operatori del Centro di Napoli, hanno ricevuto il sacramento della Cresima.
Per la prima volta, tra le nostre mura, uno degli ospiti della sede di Napoli è stato “padrino” di un collaboratore dell’Opera di via Donnalbina.

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La Cooperativa Sociale “Si può Fare", con il convegno del 6 dicembre prossimo, vuole dedicare attenzione alle tante sfide complesse che incontrano tutti coloro che si occupano di persone con disabilità nelle azioni di sostegno, educazione e cura. Affrontare le complessità - ad oggi presenti e vive - del processo diagnostico, dell'ambito psicopatologico, dei trattamenti abilitativi del corso di vita, del benessere dei familiari, impone la necessità di continuare a dedicare spazi, tempi, energie e passioni, anche e soprattutto nella forma dell'incontro e del confronto di insegnamenti ed esperienze.
Ogni sfida è una provocazione che attende di essere raccolta. Quelle legate alla condizione esistenziale della disabilità sono tutte “complesse": da un lato la complessità della singola persona e dei suoi contesti (di vita, cura, ed educazione); dall’altro lato la complessità è   spesso sinonimo di disabilità quando richiama una “cosa non semplice, con molteplici e variegati risvolti”.
Le sfide che i professionisti e i familiari devono affrontare sono innumerevoli. Pur accettando che non è possibile avere garanzia di successo, il primo passo per vincere le sfide è dedicare loro interesse, studio e ricerca.
Il convegno intende presentare una panoramica sui concetti portanti e sugli aspetti clinici necessari per sviluppare concretamente il giusto approccio nella quotidianità dei servizi alla persona con disabilità. QUI la brochure.
Definire un progetto di vita e programmi d’intervento per le persone in condizioni di disabilità psichica, sensoriale, fisica e motoria prevede la presa in carico globale con percorsi finalizzati che mirano a porre al centro dell’attenzione la persona disabile considerandola "persona", prima che disabile.
Scarica QUI la brochure.

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Il 10 e l’11 Novembre u.s. presso il Centro culturale Don Orione Artigianelli si è svolto il convegno dal titolo "Meeting Sezione Chirurgia Spinale - 3 edizione: Looking at the future of spine surgery based on past experience" organizzato dalla SINCH, riunione biennale ufficiale della Sezione di Chirurgia Spinale della Società Italiana di Neurochirurgia, che ha visto presenti professionisti di chirurgia spinale provenienti da tutta Italia e da altri paesi europei quali la Germania, la Francia e la Svizzera.
Lo scopo del meeting è stato il confronto e l'aggiornamento su due tematiche principali: nella prima giornata si è cercato di mettere ordine sull'uso dei dispositivi interspinosi/interlaminari nella patologia degenerativa del rachide lombare, mentre l’obiettivo della seconda giornata è stato quello di divulgare l'utilità della metodica endoscopica.

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"DESIDERIO? In cammino verso il Sinodo". Sono cominciati sabato gli incontri M.G.O. per i giovani dai 15 ai 21 anni, per un cammino di formazione sulle orme di don Orione, in vista del Sinodo dei Giovani.

I giovani si sono incontrati presso l'Oratorio della Parrocchia di San Pietro a Voghera. Per confermare che il centro di tutto è Gersù, sabato sera, invece di una serata di sballo come altri coetanei, i ragazzi si sono fermati per una veglia di preghiera, per prepararsi alla festa di Cristo Re.

E poi, giochi, confronti, formazione, ma soprattutto una grande amicizia e la voglia di trasmettere a tutti il loro incontenibile entusiasmo.

Prossimo appuntamento a Torino, gennaio 2018!

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Da stamattina, tutti i partecipanti del corso carismatico #seguilastella sono tornati nelle loro case, nelle loro città. Cosa si portano via da questa esperienza?

Di certo anche ieri sono stati numerosi gli interventi: Don Felice Bruno ha trattato di missioni ed ecumenismo, Roberto Franchini ha spiegato il significato delle opere, mentre Davide Gandini ha illustrato cos'è e cosa esprime il Bilancio Apostolico.

Oltre ai tanti spunti ricevuti, i partecipanti si portano a casa anche la soddisfazione di aver risposto esattamente alle domande del Quizorione, un vero e proprio quiz, nato prima come battuta "imparate bene quando è stato aperto il primo oratorio che poi vi interroghiamo", diventato poi un momento di gioco e di confronto per ricordare i fatti ed i luoghi della vita di Don Orione.

Più importante di tutto è che ciascuno si porta a casa i volti, i sorrisi, le parole degli altri colleghi che ha incontrato e conosciuto, si porta a casa la certezza di non essere il solo a vivere la sfida quotidiana di coniugare professionalità e Vangelo, ma di essere parte di una grande famiglia, forse un po' fuori dal comune per quello che fa e per come lo fa, un po' strana, come era "strano" Don Orione.

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Oggi ultimo giorno del corso carismatico #seguilastella,con gli interventi di don Felice Bruno, Roberto Franchini e Davide Gandini.

Ieri sono intervenuti don Flavio Peloso e Don Gianni Giarolo.

Don Flavio ha raccontato la formazione di Don Orione rileggendo la sua storia in chiave sociale, facendo emergere il tessuto familiare e esperienziale da cui Don Orione ha imparato a vedere i bisogni degli ultimi.

Don Gianni ha proposto invece il Don Orione educatore: non si può dire che fosse un pedagogista, nel senso di aver strutturato un pensiero e un metodo, ma di certo Don Orione, nella sua urgenza di rispondere ai bisogni dei suoi ragazzi ha compiuto gesti significativi e scritto lettere molto concrete su cosa intendesse per metodo cristiano paterno. L'esempio più limpido delle attenzioni di Don Orione lo ha riportato lo scrittore Ignazio Silone, nel suo racconto "Incontro con uno strano prete".

Dopo un lavoro di confronto in piccoli gruppi, la celebrazione della messa, in un clima familiare e raccolto, a coronare un'altra giornata molto intensa e ricca di stimoli, di incontri, di spunti.

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