"State in ginocchio ai piedi della Chiesa, che è la nostra madre: guai a colui che contrista sua madre!"
Don Orione
Lunedì, 24 Settembre 2018

Formazione territorio lavoro

In Italia la riforma costituzionale del 2001 ha attribuito all’istruzione e formazione professionale (IeFP) autonoma dignità sul versante costituzionale; conseguentemente, con la riforma Moratti del 2003, la IeFP è stata inserita nell’ambito del “Sistema educativo di istruzione e formazione” all’interno del “secondo ciclo di istruzione” e dunque affiancata al “sistema dei licei”. Successivamente, anche tenuto conto della ripartizione costituzionale delle competenze connesse alla formazione ed al lavoro tra Stato e Regione, il legislatore ha previsto la costituzione di diversi “sistemi a rete” in cui la formazione professionale è fattore sempre più rilevante.

Sono sempre utili alcuni riferimenti al lavoro fatto e agli impegni condotti nelle diverse tappe susseguitesi per la costruzione del sistema della Formazione Professionale e in particolare della filiera IeFP nel nostro Paese. Si rendono necessari per mantenere il filo costruttore e agganciarlo, se possibile, alle diverse iniziative e progetti che possiamo promuovere ed anche al nostro seminario. L’obiettivo dei lavori è quello di imprimere una ulteriore spinta verso la costruzione della Rete e individuare i gangli del sistema formativo.

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Lunedì, 24 Settembre 2018

Genova - Una formazione a 360 gradi

Domani, alle ore 10, Don Aurelio Fusi, direttore provinciale, apre le attività dell'anno pastorale 2018-2019 al Piccolo Cottolengo Genovese.

In particolare, nell'incontro diventato ormai tradizionale, Don Aurelio inaugura l'anno di formazione professionale e carismatica per tutti gli operatori. Il Provinciale presenterà il tema dell'anno, che riprende e amplia il tema dello scorso anno delle opere di misericordia: "Vivere con Don Orione: l’abitare e i cinque sensi».

In tutte le realtà della congregazione in Italia, gli operatori delle varie professionalità potranno approfondire il tema, grazie a dei sussidi elaborati dal Provinciale e dai suoi collaboratori. Inoltre, Don Giovanni Carollo, consigliere incaricato della pastorale delle case di carità, e Davide Gandini, segretario generale del Piccolo Cottolengo Genovese, visiteranno ogni realtà per fornire un supporto nella formazione carismatica.

Si tratta di un percorso che prosegue da molti anni, nella consapevolezza che il dono prezioso del carisma di Don Orione va coltivato e condiviso con tutti coloro che vivono e operano nelle sue Case.

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Il Movimento Laicale Orionino, MLO, che unisce tutti coloro che si sentono parte viva del carisma di San Luigi Orione, ha pubblicato le nuove Schede di Formazione per gli anni 2018 – 2019.

Il prossimo progetto formativo sarà proposto nell'Assemblea generale ordinaria del MLO, programmata in Polonia nel settembre 2019.

Le Schede sono sei. Le prime due approfondiscono “i criteri di ecclesialità ed orioninità” di cui si parla nel art. 7 dello Statuto del MLO e costituiscono un'importante riflessione sui temi che sono alla base del  senso di appartenenza all’Associazione Pubblica di fedeli laici Movimento Laicale Orionino. Le altre quattro schede riguardano il tema della Santità. Prendono spunto dalla pubblicazione dell’Esortazione Apostolica Gaudete et Exultate che Papa Francesco ha offerto a tutti e dal 15º anniversario della Canonizzazione di Don Orione, che ricorrerà nel 2019.

Le schede si possono anche scaricare dal sito web del MLO: clicca QUI.

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Si è svolta a Montebello della Battaglia, il 12 settembre scorso, la giornata formativa dedicata agli addetti amministrativi delle case orionine, avente come tema “La nuova Fatturazione Elettronica”, in attesa dell'appuntamento annuale del convegno amministrativo che si svolgerà a novembre.

I circa 70 partecipanti hanno rappresentato la quasi totalità delle Opere italiane, a testimonianza del fatto che la Provincia cammina sempre più unita e compatta.

La legge di Bilancio 2018 ha introdotto l’obbligo della fatturazione elettronica per tutte le operazioni effettuate tra soggetti identificati ai fini IVA nel territorio dello Stato Italiano. Per tutti i privati, persone fisiche o Enti, l’emissione e ricezione della nuova fattura elettronica sarà obbligatoria a partire dal 1 gennaio 2019; questo comporterà anche per le nostre Case la necessità di rivedere ed adeguare prassi e procedure.

L’Economato Provinciale ha organizzato ad hoc, per gli Amministrativi delle nostre Opere, un incontro di formazione ed aggiornamento volto a garantire a tutti la conoscenza delle prescrizioni di legge, al fine di uniformare le procedure ed aiutarci vicendevolmente nei relativi adempimenti.

Don Alessandro D'Acunto, economo provinciale, ha ricordato ai presenti che "siamo chiamati ad amministrare beni che non sono nostri, ma della Chiesa e del Signore. Questo ci obbliga ad essere maggiormente responsabili nel gestire ed operare bene".

Il dottor Luigi Raineri, commercialista e consulente di molte strutture orionine, chiamato come relatore a dare indicazioni e chiarimenti in materia, ha sottolineato che il passaggio alla nuova fatturazione elettronica è senza dubbio un cambio che coinvolge l’ambito tecnico, ma soprattutto richiede un cambio culturale ed organizzativo, oltre che di mentalità e di metodo. Proprio per passare dalla teoria alla pratica, il rag. Enzo Consavella ha illustrato le modifiche operative apportate al software gestionale attualmente utilizzato da molte strutture orionine in Italia.

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Martedì, 11 Settembre 2018

Scuola - Pronti...si riparte!

Anche gli alunni dei Centri di Formazione Professionale delle sedi Endofap  e delle scuole orionine sono pronti a iniziare un nuovo anno scolastico, per prepararsi a essere protagonisti del proprio futuro attraverso il lavoro. Da Mestre a Palermo, da Fano a Roma, da Borgonovo Val Tidone a Paternò sono tutti pronti: alunni, formatori, tutor e famiglie, aziende e personale scolastico.

In un periodo in cui la crisi coinvolge tutte le agenzie educative tradizionali, le parole di Papa Francesco all'udienza dell'Associazione Italiana Genitori (AGE) sono il migliore augurio per questo nuovo anno scolatico. Francesco rilancia l'alleanza scuola-famiglia, invitando le famiglie a fidarsi degli insegnanti ed a creare una collaborazione attiva nell'educazione dei giovani, il dono più prezioso per i genitori e il tesoro più prezioso di una comunità.

Allora buon nuovo anno scolastico a tutti gli alunni, perché diventino, come voleva Don Orione, "buoni cristiani e onesti cittadini", ai formatori, perche sappiano educare secondo i verbi indicati da Don Orione "vegliare, amare, sopportare, perdonare e pascere in Domino", alle famiglie, perchè siano parte viva e attiva della comunità educante.

 

Clicca  QUI per leggere il discorso completo di Papa Francesco.

 

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Martedì, 04 Settembre 2018

La Persona al Centro

Ancor prima che il welfare aziendale si diffondesse, i principi ecclesiastici sostenevano la vicinanza alle persone e un’attenzione alle relazioni promuovendo una serie di servizi di assistenza, di supporto e benefit che oggi sono ratificati da norme e contratti (si pensi ai ben noti ‘pacchi alimentari’ erogati nel dopoguerra ai più bisognosi).

Lo stesso Don Orione fu tra i primi a lanciare il motto della ‘persona al centro’. Una missione che oggi la nostra Congregazione continua a fare sua in concreto, sia nei confronti degli utenti più bisognosi che si impegna a servire quotidianamente, sia verso le persone che lavorano all’interno dell’organizzazione stessa.

Fabrizio Farina, Responsabile Area Risorse Umane – Provincia Religiosa S. Marziano di Don Orione lo racconta ai microfoni della casa editrice Este in occasione del Convivio di Persone&Conoscenze, tenutosi a Milano poco prima dell’estate, qui di seguito la video intervista.

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A Montebello della Battaglia sono riuniti da ieri i Consigli Provinciali delle Provincie (Africa, Italia, Polonia, Spagna, delegazione di lingua inglese e Madagascar).

Trascorreranno alcuni giorni insieme al consiglio generale dell'Opera Don Orione, per rafforzare la conoscenza fraterna, condividendo alcuni giorni di vita insieme, nella preghiera e nel lavoro, ma anche con qualche momento di svago.

Durante i momenti di formazione i religiosi avranno modo di confrontarsi su alcuni punti strategici delle azioni della congregazione orionina: assumere le priorità e le linee di azioni del Capitolo Generale, formulando per il triennio di governo un “Progetto di Azione Provinciale” che riprenda specialmente le decisioni delle rispettive Assemblee di Programmazione; formare alla responsabilità di governo in ambito provinciale; condividere-coordinare i rapporti tra il governo generale e il governo provinciale, in particolare nell’ambito dei Segretariati.

Questo appuntamento formativo si concluderà  il 3 settembre con l’incontro dei Segretariati suddivisi in sei gruppi tematici: Formazione Permanente, Formazione Iniziale;  Pastorale Giovanile-Vocazionale, Educativa; Pastorale Missionaria; Opere di Carità, MLO, ISO;  Amministrazione e Economia; Consiglio del Madagascar.

Un augurio di buon lavoro a tutti i religiosi presenti, con le parole di Don Orione: Ave Maria e Avanti!

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Anche i nostri giovani del Movimento Giovanile Orionino sono partiti nel loro pellegrinaggio verso Roma, chiamato Walk in progress.
 
Domenica si sono incontrati a Cisterna di Latina dove durante la messa hanno ricevuto la benedizione e la sacca del pellegrino. Radunati da mille strade sono partiti ieri mattina e hanno raggiunto la loro prima tappa, il seminario Orionino di Villa Borgia. Nonostante il caldo e un acquazzone estivo, sono riusciti tutti ad arrivare a Velletri, dove si sono rifocillati e rinfrescati. Dopo la cena, una spaghettata e grigliata, è previsto un momento di riflessione davanti ad un falò.
 
Più che le parole, parlano i volti dei ragazzi, che a dispetto di caldo e fatica, non perdono il loro luminoso sorriso.
 
Oggi riprende il pellegrinaggio, seconda tappa Castel Gandolfo.
 

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In Albania, a Razem, dal 9 al 14 luglio 30 giovani hanno partecipato al campo scuola, dal tema “Siamo fatti della stessa Materia delle Stelle”.
Nel nord dell’Albania ci sono delle montagne meravigliose ancora incontaminate, la diocesi di Scutari ha una casa a Razem un posto molto bello a circa 1000 metri sul livello del mare e circondato da boschi di faggi e pini.
30 i ragazzi, di Bardhaj ed Oblike che hanno partecipato al campo scuola, meditato, pregato, giocato e scoperto luoghi bellissimi. Don Rolando, il chierico Dritan Boka e il giovane animatore Donal Vulaj hanno guidato i ragazzi a riflettere sugli alti ideali che hanno acceso nel cuore del giovane Luigi Orione il desiderio, la gioia, l’entusiasmo di seguire il Signore ed il dedicarsi all’educazione dei giovani, al sostegno dei poveri e degli emarginati.
Il fresco della montagna con i suoi paesaggi incantati ha aiutato molto a capire la bellezza del bene che ognuno può realizzare da subito, come Luigi Orione.
Collaborazione, preghiera, servizio, pulizie della casa e dell’ambiente, serate organizzate insieme hanno fatto sperimentare ai ragazzi “come è bello e gioioso stare insieme come fratelli” splendendo come le stelle di notte nel cielo di Razem, dando vita ad uno spettacolo straordinario.
I giorni sono volati in fretta, i frutti si spera siano abbondanti e duraturi.

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Mercoledì, 18 Luglio 2018

Percorso Ecumenico in Germania

Il n. 8 delle Costituzioni della Piccola Opera della Divina Provvidenza recita: “È proprio del nostro Istituto l'impegno di pregare, lavorare e sacrificarsi per ripristinare, nella Chiesa, l'unità spezzata e favorire con ogni mezzo quello slancio ecumenico che lo Spirito ha suscitato nella sua Chiesa”. Ecco la motivazione che ha spinto 21 religiosi e 6 laici orionini ad intraprendere dal 9 al 13 luglio scorso un percorso di approfondimento ecumenico in Germania sui luoghi della Riforma. Siamo figli di un padre dal cuore ecumenico, senza confini; siamo figli di una Chiesa che col Concilio Vaticano II ha riconosciuto che il movimento per l’unità dei cristiani è un segno dei tempi, è opera dello Spirito! Questa iniziativa del Segretariato provinciale ha avuto la finalità di favorire lo slancio ecumenico, confermato fin dai primi discorsi ufficiali dagli ultimi Sommi Pontefici.

La prima tappa è stata Wittemberg: università che ha visto Lutero come docente di Sacra Scrittura. Da qui è partita l’iniziativa delle 95 tesi, finalizzate non a distruggere la Chiesa e, almeno inizialmente, nemmeno la dottrina delle indulgenze, ma a purificarla da alcune degenerazioni portate avanti da alcuni predicatori come Johann Tetzel. Bellissima la Chiesa, ricordata per la presunta affissione delle tesi sul portale. Bello anche il museo annesso con la spiegazione ed il commento delle 95 tesi. È ormai pensiero comune che Lutero non le pubblicò sulla porta della Chiesa di Wittemberg, poiché era soprattutto un documento di studio inviato a pochi: al vescovo, a Federico III e a qualche collega docente. Tanto è vero che la lingua utilizzata era il latino, sconosciuto al popolo.

Interessante la visita ad Eisleben: città della nascita e della morte di Lutero. Sul luogo delle abitazioni, ovviamente rifatte, vi sono due musei che presentano rispettivamente il contesto storico familiare e gli ultimi anni della sua vita. Ha sorpreso molto alcuni religiosi vedere un’immagine con la didascalia riguardante Lutero che prima di morire si è confessato e comunicato… È noto che il padre della Riforma abbia conservato nella sua dottrina il valore sacramen¬tale dell’Assoluzione e nel suo “De captivitate babylonica” abbia affermato esplicitamente tre sacramenti: il Battesimo, la Santa Cena e la Penitenza, pur non ritenendola obbligatoria, poiché non considerata divinamente istituita. Solo lo sviluppo avvenuto in seguito ha portato i Luterani ad abbandonare completamente la pratica della Confessione e ad eliminarla dal novero dei sacramenti. Benché non accettasse la dimensione sacrificale, Lutero non ha mai negato il sacramento della Santa Cena e la presenza reale di Cristo nel pane e nel vino, anzi ha combattuto per questo, contro i riformatori svizzeri Calvino e Zwingli.

Molto bella la visita al castello di Wartburg, nei pressi di Eisenach, città natale di Johann Sebastian Bach. In questa fortezza, che sorge alla sommità di una collina a 441 m., dominando tutto il paesaggio della Selva di Turingia, Lutero fu nascosto dal principe Federico nel 1521 inscenando un rapimento, per evitare l'arresto a Worms. Nel castello vi rimase dieci mesi, ponendo mano alla traduzione del Nuovo Testamento in lingua tedesca, reinterpretando la traduzione dal greco in latino che era stata compiuta da Erasmo da Rotterdam nel 1516. L’intenzione era di realizzare una traduzione che fosse adatta al popolo comune per non far mancare a nessuno il nutrimento della Parola di Dio. Pertanto, il linguaggio - come lui stesso dirà – è stato quello che utilizzavano "la madre in casa, i bambini in strada, il popolo al mercato". Il castello non è famoso solo per aver ospitato Lutero, ma anche, e forse soprattutto, dalla presenza di S. Elisabetta d’Ungheria (1207-1231), moglie di Luigi IV di Turingia. La giovane principessa vi ha soggiornato fino alla morte del marito, subito dopo lasciò tutti i suoi averi e si dedicò al servizio dei poveri. Bellissima la “Elisabethkemenate”, (la camera di Santa Elisabetta), ricca di splendidi mosaici sulla sua vita.

Piacevole la visita ad Erfurt, capitale della Turingia, uno dei centri medioevali meglio conservati in Germania. E’ dominata dalla Collina del Duomo, simbolo della città, con il bellissimo complesso architettonico costituito dalla cattedrale e dalla Chiesa di San Severo. L’Università era una delle più importanti di Germania e vi studiarono Lutero, Goethe, Bach, Schiller...  In questa città è ancora presente l’Augustinerkloster, l’edificio del Convento degli Agostiniani, dove Lutero vi soggiornò per gli studi e fu ordinato sacerdote nel 1507.

Vi è stata poi la visita a Leipzig, Lipsia. Qui vi fu la celebre disputa, detta appunto di Lipsia, dal 27 giugno al 16 luglio 1519, nel castello di Pleissenburg, diventato ora sede del municipio della città. Il dibattito teologico ha contrapposto il teologo cattolico Johannes Eck e i principali capi del movimento della Riforma, inizialmente con Carlostadio e Filippo Melantone e in un secondo momento con lo stesso Lutero. Ciascuna delle due parti rivendicava la vittoria per sé. Un verdetto congiunto sui risultati della disputa doveva essere rilasciato dalla Università di Erfurt e dall'Università di Parigi. Solo la seconda emise un giudizio negativo sugli scritti di Lutero nel 1521, senza peraltro far riferimento diretto alla disputa avvenuta a Lipsia. Si potrebbe dire che la disputa cristallizzò le differenze accentuando la rottura che ormai diventava inesorabile. Infatti il 15 giugno 1520 Leone X emanò la bolla “Exsurge Domine” dove si condannavano molte affermazioni di Lutero e si concedevano 60 giorni di tempo per ritrattare, pena la scomunica. La risposta fu tutt’altro che conciliante: il monaco di Wittemberg il 10 dicembre 1520 diede pubblicamente fuoco alla bolla papale. Così per tutta risposta Leone X il 3 gennaio 1521 scrisse la bolla di scomunica “Decet Romanum Pontificem”.
Lipsia è la città dove l’eredità di Lutero si è coniugata con le note di Johann Sebastian Bach, maestro del coro presso la Chiesa di San Tommaso dov’è conservata la sua tomba. Bach ha senz’altro contribuito a realizzare l’ideale spirituale luterano di avvicinare le anime a Dio attraverso la musica. Come scrisse Leonard Bernstein: “Per Bach la musica era religione, comporla il suo credo, suonarla una funzione religiosa”.

Ultima tappa è stata Berlino, dove si è realizzata più che altro un visita turistica alla città. Molto istruttiva è risultata la visita ad un pezzo del celebre Muro che divideva Berlino Est da Berlino Ovest. In quel punto oltre ad alcuni bei pannelli informativi vi è una struttura museale molto interessante detta “Topografia del Terrore”, in pratica è una mostra realizzata nell’area in cui venne pianificata e diretta la maggior parte dei crimini del nazionalsocialismo. Erano infatti situate in quest’area le sedi dell’apparato del terrore tra cui la Gestapo, il Servizio di Sicurezza delle SS, l’Ufficio per la Sicurezza del Reich.


Quattro parole a mo’ di sintesi:
percorso: è stato un percorso che ha permesso di avvicinarsi alla storia e al pensiero luterano, in modo più immediato e interessante rispetto ad un convegno di studi sulla storia e sulla teologia luterana.

pellegrinaggio: non nel senso che intendiamo usualmente. Lutero ha avuto delle belle intuizioni, ha fatto da cassa di risonanza contro alcuni abusi, peraltro evidenziati da tempo, tuttavia su di lui restano delle zone d’ombra molto nette sia dal punto di vista teologico (ad esempio una concezione piuttosto negativa dell’uomo e della grazia) che rispetto ad alcune scelte drammatiche (basti pensare alla tristemente famosa guerra dei contadini). È stato un pellegrinaggio nel senso che ha fatto sperimentare la sofferenza della divisione, una ferita ancora profonda e sanguinante, soprattutto perché questa frattura non permette un annuncio coerente ed efficace in una nazione dove circa il 50% si ritiene agnostico o non credente. È stato un pellegrinaggio perché alla visita dei suddetti luoghi è stata unita la nostra voce nella richiesta del dono dell’unità, che, come ha detto il Concilio Vaticano secondo, è soprattutto un dono dello Spirito da chiedere al Padre con Gesù: “Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17,21).

purificazione della memoria: la visita ai luoghi della Riforma ha aiutato a rileggere gli avvenimenti con una memoria purificata, più vera. Ormai è riconosciuto che la rilettura storica compiuta soprattutto dallo storico Giovanni Cocleo, uno dei maggiori esponenti della polemica antiluterana, ha senz’altro contribuito a rileggere i fatti a senso unico, rivestiti dalle maschere propagandistiche e da alcuni luoghi comuni che tuttora sussistono. Anche se questo si è realizzato ovviamente da entrambe le parti.

Tutto ciò aiuta a “chiamare per nome” i temi che realmente tuttora ci dividono (e ce ne sono purtroppo!), ma ci aiuta anche riconoscere tutto ciò che ci unisce, affinché diventi un’opportunità di collaborazione feconda a servizio di un mondo pieno di ferite da sanare ed una testimonianza di fronte alla grande sfida dell’indifferenza religiosa sempre più diffusa.

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