"Dio vivrà in noi, se noi vivremo in lui e di lui, per la carità e l’unione alla sua Chiesa."
Don Orione
Venerdì, 12 Ottobre 2018

Fano - Dove io e te siamo noi

Continua il percorso intitolato “Dove io e te siamo noi: viaggio nei luoghi della relazione” organizzato dall’Opera Don Orione di Fano con il Patrocinio dell’Università Carlo Bo di Urbino per approfondire il tema della relazione interpersonale nei luoghi di aggregazione.
Domenica 14 ottobre alle ore 17.00, presso l’Auditorium Masetti di Fano, Andrea Falleri, professional coach specializzato nell’affiancare atleti e allenatori di svariate discipline sportive, guiderà i presenti alla scoperta delle dinamiche relazionali che si instaurano, a vari livelli, nell’attività fisica specificamente giovanile amatoriale ma anche agonistica.

“Sul campo da gioco: come vivere relazioni costruttive nello sport”.
La competizione contro un avversario o verso se stessi, il senso di squadra, l’allenamento che trasforma il corpo e la mente, tutto nello sport parla di un gioco “serio” nel quale la relazione riveste un ruolo fondamentale. Andrea Falleri, partendo dalla sua esperienza di atleta e di coach sportivo illustrerà come funziona e come riuscire a viverla in modo vincente.

A conclusione della conferenza, alle ore 18.00, Luca Caprara, esperto cinematografico, guiderà i presenti alla visione del film “Coach Carter”, pellicola del 2005 diretta da Thomas Carter, per approfondire il tema attraverso il registro narrativo del cinema.
Al termine sarà offerto un aperitivo che potrà diventare occasione di dialogo e di conoscenza tra i presenti.
L'ingresso è libero.

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Mercoledì, 10 Ottobre 2018

Fano - Dialoghi di Pace

I “Dialoghi di Pace” sono una lettura scenica del messaggio che il Papa, a Capodanno, rivolge all'intera Umanità per la Giornata Mondiale della Pace.
Suddiviso fra attori-lettori, le cui voci si intrecciano e si incalzano come in un vero e proprio dialogo e si alternano a musica e meditazioni poetiche, il messaggio è, per tutti, un momento di “Elevazione spirituale”: vissuta come preghiera da chi si professa cristiano cattolico e come un tempo di riflessione da chi non crede o pratica religioni diverse.

Questa originale iniziativa di sensibilizzazione sulla pace, ospitata nella chiesa di San Pio X in Cinisello Balsamo (MI), è ormai diventata un'importante tradizione locale cresciuta di anno in anno coinvolgendo le parrocchie e le comunità civili circostanti fino ad interessare, dal 2015, l'intera Zona Pastorale Sesto San Giovanni della Diocesi di Milano.

Sabato 27 ottobre i Dialoghi di Pace coinvolgeranno anche la nostra realtà orionina di Fano, dalle 21.15 il messaggio di Papa Francesco per la 51esima Giornata Mondiale della Pace verrà espresso in forma di dialogo a più voci supportato da musica. Il tema è Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace.

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Domenica 16 settembre sono ripresi, dopo la pausa estiva, gli incontri sui "luoghi della relazione", tenuti - come di consueto- presso l'auditorium Masetti di Fano.
Quale tema più attuale di quello della scuola, vista la sua concomitante riapertura?
È intervenuto sull'argomento il dottor Roberto Franchini, pedagogista e docente presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha esordito ponendo al pubblico la seguente domanda: "la scuola è un luogo di relazione?"
Tale quesito è stato lo spunto di partenza per un interessante excursus storico sull'evoluzione del sistema scolastico-educativo in Europa.
Esso in epoca antica e medievale era fondato sul paradigma educativo orale; il sapere era un lusso che pochi potevano permettersi (aristocratici e religiosi) e veniva trasmesso attraverso una forma tutoriale che garantiva una relazione forte tra l'adulto-educatore e il discepolo-apprendista.

La svolta epocale avvenne con l'invenzione della stampa ad opera di Gutenberg nella metà del 1400, la quale segnò l'inizio del paradigma educativo cartaceo.
Questa nuova esperienza didattica, fondata sulla riproducibilità dei saperi, ottenne una trionfale vittoria sull'analfabetismo di massa.
La sua diffusione comportò l'instaurarsi di una relazione debole dove il rapporto non fu più tra educatore e singolo discepolo, bensì tra insegnante e molteplici studenti; fu allora che vennero a configurarsi gli ambienti e gli strumenti a noi noti: l'aula e il libro.

La fondazione vera e propria dell'istituzione scolastica come oggi la conosciamo (caratterizzata da classi, orari, registro e valutazione numerica) avvenne infine nel 1599 ad opera dei Gesuiti.
Ma attualmente, varcata ormai da tempo la soglia del 2000, si è affermato un ulteriore paradigma che è quello digitale, facente capo al web.
In questa epoca dunque, in cui la tecnologia permette conoscenze vaste e diffuse nei più svariati ambiti, l'insegnante è chiamato a cercare e trovare una nuova posizione da tenere nei confronti dei suoi alunni: non più "frontale" ma "laterale".
Il suo compito così è, oggi come non mai, quello di stimolare, attraverso una relazione costruttiva, la creatività e l'intelligenza dei ragazzi, offrendo loro problemi da risolvere e progetti da realizzare nella maggior autonomia possibile (è ciò che si dice il mandato di lavoro) senza però abdicare, si badi bene al suo ruolo.
La sua sarà sempre e comunque una presenza costante, di supporto e confronto, di monitoraggio e attenta valutazione, ma egli non "fronteggerà" più i suoi studenti bensì li "accompagnerà" in un esaltante percorso di apprendimento e maturazione personali.

Alle parole del dottor Franchini ha fatto seguito la proiezione del film "Freedom writers" selezionato dall'esperto cinematografico Luca Caprara.
L'intensa pellicola racconta la vera storia dell'insegnante Erin Gruwell e della sua classe di ragazzi problematici di un liceo californiano.
Costei riuscirà a ottenere la fiducia dei suoi alunni passo dopo passo, iniziandoli al piacere della lettura e della scrittura e riuscendo insieme a loro ad organizzare un incontro, dall'enorme valore educativo, con una donna sopravvissuta all'Olocausto che aiutò Anna Frank e la sua famiglia a nascondersi dai nazisti.

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Come ogni anno, all’inizio della scuola, la Commissione Accoglienza organizza per le prime classi dell’ITI e CFP un progetto finalizzato a garantire un cammino sereno lungo tutto il percorso scolastico.

Il tema di quest’anno è stato incentrato sull’immagine della “STRADA”, del “CAMMINO” vissuto insieme.

Il giorno 24 settembre, ragazzi ed insegnanti, armati di forza e coraggio si sono recati a piedi presso Villa S. Biagio, percorrendo sentieri sassosi e immersi nella natura.
Una passeggiata impegnativa ed in salita terminata con la magnifica accoglienza del principe, custode del castello, Don Vincenzo Alesiani, che ha raccontato con molta enfasi le origini di quel posto maestoso.

Attraverso questo percorso gli alunni hanno potuto apprezzare la bellezza del Camminare “Insieme”, emozionandosi altresì nel lasciare delle impronte che rimarranno indelebili lungo quei sentieri percorsi.

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Riprende, dopo la pausa estiva, il programma  di conferenze e proiezioni cinematografiche “Dove io e te siamo noi: viaggio nei luoghi della relazione” organizzato dall’Opera Don Orione di Fano con il Patrocinio dell’Università Carlo Bo di Urbino per approfondire il tema della relazione interpersonale e dei luoghi di aggregazione.

Domenica 16 settembre alle ore 17.00 presso l’Auditorium Masetti di Fano, il prof. Roberto Franchini, pedagogista, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile per l’area strategica, sviluppo e formazione dell’Opera Don Orione, ci guiderà ad indagare la natura e i meccanismi delle relazioni che si instaurano nell’esperienza dello studio e dell’apprendere, a seconda dei luoghi dove questo si svolga.

“Tra i banchi di scuola: come vivere relazioni costruttive nello studio”

“Gli esami non finiscono mai” – lo sappiamo bene – e la nostra necessità di studiare, di aggiornarci costantemente e di acquisire saper in genere, ci porta a frequentare dei banchi di scuola che cambiano forma e dimensione nelle diverse stagioni della vita ma che sono caratterizzati sempre e comunque dall’intrecciarsi di una fitta rete di relazioni che possono essere profonde o superficiali, arricchenti o mediocri, armoniche o conflittuali, a seconda delle circostanze e delle intenzioni.

Come fare ad ottenere il massimo da un’esperienza così fondamentale per la piena realizzazione nostra e degli altri? Roberto Franchini, partendo dalla sua esperienza di pedagogista e di insegnante, offrirà al pubblico ricchi spunti di riflessione sul tema e utili strumenti per migliorare queste relazioni.

A conclusione della conferenza, alle ore 18.00, Luca Caprara, esperto cinematografico, guiderà i presenti alla visione del film “Freedom writers”, film drammatico del 2007 diretto da Richard LaGravenese, per approfondire il tema attraverso il registro narrativo del cinema.

Al termine sarà offerto un aperitivo che potrà diventare occasione di dialogo e di conoscenza tra i presenti.

L’ingresso è libero.

Per gli ospiti che vengono da lontano è possibile prenotare una camera presso la Casa Religiosa Don Orione

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Martedì, 11 Settembre 2018

Scuola - Pronti...si riparte!

Anche gli alunni dei Centri di Formazione Professionale delle sedi Endofap  e delle scuole orionine sono pronti a iniziare un nuovo anno scolastico, per prepararsi a essere protagonisti del proprio futuro attraverso il lavoro. Da Mestre a Palermo, da Fano a Roma, da Borgonovo Val Tidone a Paternò sono tutti pronti: alunni, formatori, tutor e famiglie, aziende e personale scolastico.

In un periodo in cui la crisi coinvolge tutte le agenzie educative tradizionali, le parole di Papa Francesco all'udienza dell'Associazione Italiana Genitori (AGE) sono il migliore augurio per questo nuovo anno scolatico. Francesco rilancia l'alleanza scuola-famiglia, invitando le famiglie a fidarsi degli insegnanti ed a creare una collaborazione attiva nell'educazione dei giovani, il dono più prezioso per i genitori e il tesoro più prezioso di una comunità.

Allora buon nuovo anno scolastico a tutti gli alunni, perché diventino, come voleva Don Orione, "buoni cristiani e onesti cittadini", ai formatori, perche sappiano educare secondo i verbi indicati da Don Orione "vegliare, amare, sopportare, perdonare e pascere in Domino", alle famiglie, perchè siano parte viva e attiva della comunità educante.

 

Clicca  QUI per leggere il discorso completo di Papa Francesco.

 

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Martedì, 04 Settembre 2018

Fano - 43° raduno annuale ex allievi

Il 2 settembre si è tenuto a Villa San Biagio il 43° raduno annuale della sezione ex Allievi.

La festa, che ha visto numerosi partecipanti, è stata arricchita dalla presenza dei sacerdoti Don Vincenzo Alesiani, Don Cesare Concas, Don Angelo Girolami e Don Lino Santini, ex Allievi del primo anno di apertura della casa, il 1952, che quest'anno celebrano il 50° di Sacerdozio.


Dopo la concelebrazione eucaristica, i partecipanti si sono riuniti per ricordare i tempi passati con un particolare riferimento al carisma di Don Orione, ancora oggi vivo grazie ai suoi sacerdoti ed ex Allievi, i quali in particolare hanno ribadito la loro gratitudine all'Opera, per quanto hanno ricevuto, e il loro orgoglio di farne ancora parte.

   

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Si è tenuto domenica 10 giugno il terzo appuntamento del ciclo di conferenze organizzato dall'Opera Don Orione di Fano dedicato ai luoghi della relazione.
Stavolta al centro del discorso si è posto l'ambiente lavorativo - "L'ufficio e non solo: come vivere relazioni costruttive al lavoro", questo il titolo - e dei rapporti che scaturiscono al suo interno ne ha parlato, suscitando grande coinvolgimento da parte del pubblico, Giuliano Calza, imprenditore e presidente della sezione marchigiana dell'Associazione Italiana Dirigenti del Personale (AIDP). Apprendere della sua drammatica scomparsa in un incidente stradale a poche settimane dall'incontro, lascia fortemente scossi e fa rivivere la memoria di quei momenti con ancora maggior intensità.

Basandosi sulla propria vasta esperienza di responsabile delle risorse umane (ragguardevole a tal proposito il suo curriculum che lo ha visto lavorare per grandi aziende italiane e multinazionali) il relatore ha subito precisato di credere fermamente nel concetto di relazione, tanto più che, ha subito aggiunto, la relazione sul lavoro è la più importante dopo quella familiare, dal momento che ben un terzo della vita di ciascuno si svolge sul luogo di lavoro.
Questo pertanto deve favorire relazioni costruttive sia tra colleghi sia tra datori di lavoro e lavoratori.

Quali sono allora gli aspetti che facilitano la creazione di tali relazioni?
Fondamentale, ha detto Calza, è la fiducia, pietra angolare nella costruzione di un rapporto, se essa si incrina questo crolla irrimediabilmente.
Ve ne sono poi altri parimenti importanti: il rispetto, la credibilità, l'equità (che non significa trattare tutti allo stesso modo, ma trattare tutti in modo giusto), l'orgoglio per quello che si fa, il divertimento (perché no? Ognuno deve portarselo da casa e trasmetterlo poi agli altri!) e, da ultima ma non ultima per importanza, l'autostima, che non va mai persa.
Ora, in un contesto professionale dove questi aspetti mancano viene compromessa non solo la relazione ma anche il risultato economico derivante dall’attività lavorativa e persino la salute, con l'insorgere di stress, ansia e depressione.
Esistono delle regole precise, prosegue Calza, che aiutano l'instaurarsi di una buona relazione al lavoro, esse sono: ascoltare, parlare apertamente, rispettare l'altro, conoscere i colleghi, ringraziare, non parlare male, essere costruttivi, non essere permalosi, essere empatici ed infine essere gentili.
Al contrario, laddove si manifestino quegli atteggiamenti che il relatore definisce "i quattro cavalieri dell'apocalisse", ovvero: critica, disprezzo, stare sulla difensiva e ostruzionismo, l'ambiente lavorativo è destinato alla distruzione.
Fatte queste distinzioni tra ciò che agevola e ciò che impedisce una relazione costruttiva sul luogo di lavoro e a conclusione di tutto il discorso, si è chiarito il concetto di leadership relazionale, che consiste nell'assumersi la responsabilità di ciò che si fa, rivolgendo pertanto a tutti i presenti l'invito ad essere leader di se stessi!

È stato questo un incontro caratterizzato dalla profonda umanità del relatore – segnato, tra l’altro, da una storia personale decisamente singolare – e dalla capacità di entrare in empatia con quelli che ascoltavano e che di certo non hanno rimpianto il pomeriggio altrimenti passato al mare vista la splendida giornata di sole!
Pensare che l’uditorio è stato forse uno degli ultimi a poter ricevere il dono della testimonianza di uomo e professionista eccezionale, ne fa apprezzare ancora di più il valore.

È seguita la proiezione del film di Massimiliano Bruno "Gli ultimi saranno ultimi", tratto dall'omonimo spettacolo teatrale e avente per protagonista una magnifica Paola Cortellesi costretta a far fronte al dramma della perdita del lavoro proprio nel momento del tanto agognato arrivo di un figlio.

Come per gli appuntamenti precedenti, l’attenta scelta della pellicola ha saputo sottolineare in modo evidente ed efficace i concetti emersi durante la relazione.

Dopo la pausa estiva, il programma di incontri e proiezioni riprenderà domenica 16 settembre quando si metterà a fuoco la relazione nella scuola e nei luoghi dello studio con un intervento del prof. Roberto Franchini.

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Domenica 1° luglio, Villa S. Biagio si è vestita a festa per ricordare i 50 anni di sacerdozio di Don Vincenzo Alesiani.
L’aria di festa già si percepiva sabato pomeriggio-sera quando, al gruppo del Rinnovamento dello Spirito, presente in casa per un ritiro pomeridiano, conclusosi con la santa messa e la cena, iniziavano ad unirsi altri arrivi da lontano, per il giubileo sacerdotale.
Domenica mattina, i tanti amici arrivati da fuori zona, oltre i fedeli affezionati alla celebrazione festiva nella chiesa di S. Biagio, assieme al suono festoso delle campane, hanno fatto corona ad un Don Vincenzo schivo ed emozionato. Hanno concelebrato la S. Messa i confratelli della sua comunità di Fano Gentili (Don Giorgio Cwiklak, Don Rosario Belli e Don Gilfredo Buglioni) ai quali si è unito Don Walter Groppello, che portava i saluti del Padre Provinciale e del Consiglio e le suore orionine di Bellocchi. Una devota celebrazione, nella quale si è più volte ringraziato il Signore, la Madonna e Don Orione per il dono del sacerdozio a Don Vincenzo.
Ha avuto seguito un buffet sotto il bel verde a fianco della chiesa.
Al pranzo si sono uniti, oltre ai confratelli, gli ospiti della casa (presenti per il corso di esercizi che inizia lunedì 2 luglio) e alcuni parenti di Don Vincenzo.
I tanti saluti arrivati, personalmente, per telefono e per bigliettini scritti, evidenziano l’affetto che circonda Don Vincenzo nella sua presenza ed attività spirituale a Villa S. Biagio.
Ringraziamo Don Giorgio, Cosmin e Demetrio per aver organizzato ed egregiamente seguito tutta la festa.

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Domenica 6 maggio presso l’auditorium Masetti dell’Opera di Fano si è tenuto il secondo incontro del ciclo “Dove io e te siamo noi. Viaggio nei luoghi della relazione”.
Al cospetto di un pubblico sempre più numeroso la professoressa Rosella Persi, docente di pedagogia all’università di Urbino, ha trattato l’argomento dal titolo “Tra le mura di casa: come vivere relazioni costruttive in famiglia”, chiarendo fin da subito di non essere interessata a fornire risposte facili e preconfezionate bensì a stimolare nell’uditorio spunti di riflessione e di indagine sulla famiglia, parola “magica” come l’ha definita don Giorgio, direttore dell’istituto, nella sua introduzione all’incontro, in quanto proprio lo spirito di famiglia ovvero l’accoglienza è stato il carisma precipuo del nostro don Orione.
Famiglia dunque, ha iniziato la relatrice, che costituisce la struttura fondamentale della nostra società, al cui interno vigono delle regole che proteggono i figli e permettono loro di crescere.
Ma una tale struttura risulta essere così complessa e variegata al punto che la studiosa ne ha individuato 6 tipologie, che sono nell’ordine: delegante, democratica-permissiva, autoritaria, intermittente, sacrificante, iperprotettiva.
Nella famiglia delegante i genitori affidano il proprio ruolo a qualcun altro (i nonni per esempio); così facendo però perdono la propria visibilità e non permettono ai figli di comprendere chi è il loro vero punto di riferimento.
Nel modello democratico-permissivo viene meno il rapporto asimmetrico adulto-bambino, in tal modo si verifica un’assenza di gerarchie: a fronte di un dialogo e di regole concordate manca una linea guida. La flessibilità rischia così di diventare arrendevolezza e i figli dei piccoli tiranni.
Quello autoritario si configura invece nell’esatto opposto: c’è solitamente un marito-padre detentore del potere che impedisce ogni dialogo. I figli allora o si ribellano e prima o poi se ne vanno o ripeteranno il modello a loro volta.
Nella famiglia intermittente si alternano comportamenti e modalità differenti. I genitori non riescono così a trasmettere un messaggio educativo coerente, risultando incapaci di tenere una posizione stabile.
In quella sacrificante i genitori si sacrificano appunto per i figli. Ma questo gesto, di per sé nobile, a lungo andare provoca disagio nel genitore e senso di colpa nel figlio, che si sente responsabile dei patimenti del primo.
L’ultimo modello è quello iperprotettivo, nel quale i genitori sono mossi dall’intenzione di proteggere i propri figli da tutto ciò che li circonda fino al punto da sostituirsi a loro; il loro motto è “non preoccuparti ci sono io”. Ma tale motto risulta deleterio nella misura in cui non viene consentito ai figli di sbagliare e di crescere imparando dai propri errori.
Giunti al termine di questa disanima quale è dunque la condotta migliore per padri e madri? A ben vedere, osserva la Persi, sia la posizione permissiva che quella autoritaria sono inefficaci ai fini di una corretta maturazione dei figli in grado di condurli all’indipendenza di sé.
Ciò che conta davvero, continua, è la relazione comunicativa, la quale deve essere asimmetrica in ragione della posizione di autorevolezza che un genitore deve tenere nei confronti di un figlio.
Tale posizione implica che il primo sappia ascoltare , ovvero decodificare in modo appropriato, le parole e i gesti del secondo. In una simile comunicazione, verbale e non verbale, il genitore deve inoltre saper trasmettere stima e fiducia al figlio, valorizzandolo e lasciandogli la responsabilità della sua crescita.
A conclusione del suo intervento la prof.ssa Persi ha sostenuto che non esiste un unico modello educativo famigliare, esiste bensì un unico obiettivo che è l’autonomia dei nostri ragazzi, per perseguire il quale è auspicabile una collaborazione fra tutti coloro che, da prospettive diverse, hanno a cuore la fondamentale dinamica relazionale genitori-figli.
Sono seguiti la proiezione del bel film di Paolo Virzì “Caterina va in città” pertinente al tema dei rapporti famigliari e l’aperitivo finale offerto a tutti i presenti dall’organizzazione e sempre ben gradito!

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