"Quanto si è patito per restare fedeli alla Chiesa, al Papa e ai Vescovi."
Don Orione

Il Piccolo Cottolengo genovese al completo, ospiti, personale, volontari e familiari, è andato in pellegrinaggio al Santuario di Nostra Signora della Guardia, sulle alture genovesi.

Dopo i pellegrinaggi del 2015 al Santuario Madonna della Guardia di Tortona, del 2016 al Santuario Madonna della Guardia di Genova e del 2017 al Santuario di Fumo e Santuario Madonna della Guardia di Tortona, lo scorso 5 giugno la grande famiglia del Piccolo Cottolengo genovese è salita sulle tracce di Don Orione fino al Santuario della Guardia, sul monte Figogna.
Ospiti, Volontari, Amici, Operatori e Sacerdoti delle Case di Genova, circa 300 partecipanti, hanno voluto ringraziare la Madonna per la sua materna protezione e invocare da Lei la grazia della conversione.

La Santa Messa delle ore 11 in Santuario è stata presieduta dal Padre Provinciale don Aurelio Fusi e concelebrata dai confratelli della Comunità orionina di Genova che ha sede presso il Paverano. Al termine della celebrazione eucaristica Mons. Granara, Rettore del Santuario, ha salutato i presenti, rivendicando con gioia di essere anche lui un po’ orionino.
Dopo il pranzo insieme la giornata si è conclusa con il Rosario pregato in Santuario ai piedi di Nostra Signora della Guardia e la discesa verso la città di Genova, che Don Orione ha molto amato, ricambiato dalla venerazione e dalla generosità dei genovesi.

Condividi su:

Caro Don Orione, caro padre, abbi pazienza con noi, perdonaci e continua ad aiutarci, intercedi per noi, perché nelle decisioni che prendiamo nelle nostre Case e nelle parole e eni gesti delle nostre giornate di lavoro sia sperimentabile per gli altri e per noi stessi la misericordia del Signore Gesù.

Sono le parole di uno dei partecipanti al VII Convegno apostolico che, al termine dei lavori, sono stati invivati a scrivere un loro pensiero su una cartolina da indirizzare ad un destinatario a piacere.

Ciascuno si porta a casa un ricco bagaglio di stimoli e riflessioni: l'amore sconfinato e ardente di Dio per l'uomo, di cui noi siamo tramite per gli altri attravero i gesti di misericordia, come ha dello Monsignor Viola, Vescovo di Tortona, nella sua meditazione sul significato della misericodia; l'utilizzo di nuovi strumenti per l'annuncio del Vangelo, perchè è per tutti e quindi non esiste differenza nell'annuncio tra "normali" e disabili, proposto da suor Veroniva Amata Donatello, dell'ufficio catechistico nazionale della Conferenza Episcopale Italiana; lo sforzo di rendere concreti e misurabili gli indicatori della qualità di vita, come ha proposto Massimo Giordani dellla Qu. Be. Srl; l'esperienza di accoglienza e inclusione della Fondazione Orione 80 Onlus; il modello di welfare aziendale realizzato dalla Fondazione Opera Immacolata Concezione, illustrato da Fabio Toso.

Ciascuno porta a casa il ricordo dei volti e delle mani delle persone incontrate, le chiacchiere, il confronto, le risate.

Ciascuno torna a casa un po' più ricco e consapevole di avere una grande responsabilità: essere oggi, ogni giorno, il cuore e le mani di Don Orione, consumarsi nella cura dei più fragili con un amore che trovi la sua sorgente e la sua forza in Colui che ha donato interamente la sua vita per l'uomo.

Condividi su:

Lunedì, 04 Giugno 2018

Il Papa cita Don Orione

Sabato 2 giugno, Papa Francesco ha ricevuto in udienza, nell’Aula Paolo VI, i Membri dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM).

Il suo discorso di saluto (clicca QUI per leggere il testo completo) è stato incentrato sul tema del servizio e della vicinanza a chi soffre: il Papa ha citato, tra le figure di esempio di carità fattiva e operosa, anche Don Orione, insieme a Don Guanella e il Cottolengo.

Ecco le parole del Papa:

"La carità rappresenta la forma più eloquente di testimonianza evangelica perché, rispondendo alle necessità concrete, rivela agli uomini l’amore di Dio, provvidente e padre, sempre sollecito per ciascuno. Seguendo questo insegnamento, tanti uomini e donne cristiani, nel corso dei secoli, hanno scritto pagine stupende di amore al prossimo. Penso, tra gli altri, ai santi sacerdoti Giuseppe Cottolengo, Luigi Guanella e Luigi Orione: la loro carità ha lasciato una forte impronta nella società italiana. Anche ai nostri giorni, quante persone, impegnandosi per il prossimo, sono arrivate a riscoprire la fede, perché nel malato hanno incontrato Cristo, il Figlio di Dio. Egli chiede di essere servito nei fratelli più deboli, parla al cuore di chi si pone al loro servizio e fa sperimentare la gioia dell’amore disinteressato, amore che è fonte della vera felicità."

 

Condividi su:

Gli ex allievi del Centro di Savignano si sono ritrovati, domenica 20 maggio, per festeggiare, insieme alla cittadinanza, san Luigi Orione in una giornata vissuta all’insegna del ricordo, con l’intento di rinsaldare i sentimenti di affetto reciproco e i legami di amicizia con la comunità savignanese e testimoniare la gratitudine nei confronti dell’Opera e del suo santo fondatore. Una giornata veramente speciale quella vissuta a Savignano domenica scorsa. In occasione della celebrazione liturgica di san Luigi Orione, infatti, gli ex allievi del Centro hanno voluto rendere omaggio al fondatore di quella famiglia che li aveva accolti e curati durante la loro adolescenza.

La struttura, aperta nel 1968, ha ospitato fino all’inizio degli anni Ottanta centinaia di ragazzi affetti da disabilità motoria i quali hanno frequentato le scuole elementari e medie seguendo al contempo percorsi di cura riabilitativi. La direzione del Centro aveva diramato un invito agli antichi allievi nell’intento di riallacciare un dialogo interrotto da tempo per cause diverse ed aveva individuato nella ricorrenza della canonizzazione di don Orione la data più idonea per un evento di questo tipo.

Così nel tepore di una mattinata di primavera un nutrito gruppo di maturi ragazzi ha fatto ritorno ai luoghi della propria gioventù. Hanno raccolto l’invito con entusiasmo, e sono arrivati con le loro famiglie a cui hanno mostrato quella che era stata per diversi anni la loro dimora. Ad accoglierli, oltre ai compagni di scuola e di giochi, le maestre e gli educatori, anch’essi con qualche anno in più, che con loro avevano iniziato il loro percorso professionale e, insieme ai religiosi, ne avevano accompagnato la crescita. Nell’indirizzo di benvenuto, la direzione del Centro aveva sottolineato con le parole di don Orione la gioia e la consolazione d’animo nel vedere tornare gli antichi e cari alunni della Piccola Opera della Divina Provvidenza.

Ad animare la giornata è stato chiamato don Fulvio Ferrari, economo generale dell’Opera, che di fronte ad una platea di un centinaio di presenti ha trattato il tema della paternità di don Orione con cui ha rievocato sapientemente la figura del fondatore illuminando quel tratto caratteristico di cura della gioventù interessato essenzialmente ad una crescita sana secondo quei principi di giustizia, carità e pace fondamento del messaggio evangelico. Nel suo discorso, don Fulvio ha quindi reso più concreto il concetto di paternità portando ad esempio la storia di Romolo Tranquilli, lo sfortunato fratello di Ignazio Silone, a cui don Orione dedicò ogni sforzo per salvarlo dalla persecuzione fascista che lo aveva bollato come sovversivo ed accusato ingiustamente di aver provocato un attentato a Milano.

A seguire, la celebrazione eucaristica e la presentazione del bracciale della solidarietà che il Centro di Savignano ha commissionato in ricordo del cinquantesimo di fondazione. L’oggetto, la cui realizzazione è stata possibile grazie alla gratuita progettazione dell’ing. Vernacchia, il cui studio vanta famosi lavori a livello mondiale nel campo del design industriale, e dell’altrettanto volontaria esecuzione dell’azienda Gold Center, servirà a raccogliere fondi per il sostegno delle missioni orionine.

La giornata si è conclusa con il pranzo conviviale durante il quale sono riemersi ricordi e suggestioni di un tempo ormai lontano ma ancora vivo nel cuore di ciascuno dei protagonisti, i quali impegnandosi nella ricerca di contatti con altri ex allievi, si sono dati appuntamento al prossimo anno per quella che è stata definita la festa del ritorno e che segnerà l’omaggio di Savignano alla paternità di san Luigi Orione.

 

Condividi su:

Al Piccolo Cottolengo Friulano sono arrivati nuovi nuovi arredi e nuovi strumenti per la fisioterapia, pensati proprio per le persone anziane.

La Fondazione Friuli, all'interno del progetto "Bene stare anziani", ha sostenuto la metà della spesa e così è stato possibile potenziare l'area fisioterapica e quella socio-educativa. Con nuovi armadi e divanetti, le Signore hanno potuto personalizzare i propri spazi ed avere la possibilità di riporre a piacimento gli effetti personali. Tutto questo è legato ad un progetto educativo per ogni persona, che ha la finalità di arrivare al massimo livello di autonomia possibile per ciascuno e di integrazione, secondo le potenzialità del singolo.

"Grazie alle donazioni e all’attenzione alle esigenze del territorio di realtà come la Fondazione - dice il direttore Don Luigino Pastrello - riusciamo a rendere giorno dopo giorno migliore la nostra Casa." Ed a migliorare la qualità di vita dei Signori e delle Signore che vivono lì.

Condividi su:

Sono molte le strade per rendere la vita delle persone che abitano al Piccolo Cottolengo di Genova una vita di qualità.

Tra le tante ha un posto importantissimo  l'ascoltare i desideri espressi o quelli “buttati li” tra un ricordo ed un altro, desideri talvolta espressi come un qualcosa che non sarebbe stato possibile realizzare mai più, scatenando nostalgia e rassegnazione: questi sono per gli operatori dei semi da far germogliare.

Già da tempo nel reparto Santa Caterina 1, è stato accolto un cane che vive con le signore in reparto e che ha dato maggiormente il senso di famiglia; poi rivedere il mare e fare il bagno in estate; creare un'edicola dove servirsi per poter leggere le riviste preferite; cucinare e condividere il pasto insieme; adottare un nipotino a distanza dal Madagascar. Ma dentro all'uovo di Pasqua, quest'anno, le signore hanno trovato.....un bar! Precisamente il “MILLY BAR” (in onore di Milou, detta Milly, la cagnolina di reparto).
Molte signore sono autonome e possono recarsi fuori dal reparto per gustare un “caffè vero” (come dicono loro per distinguerlo da quello d'orzo) o una brioches, un cioccolatino; altre non hanno la stessa possiblità.

E allora....se la persona non può andare al bar, il bar va da loro! In  reparto è stata allestita una struttura con tanto di macchinetta del caffè, fornetto elettrico, dispencer di bibite come al bar, espositore con patatine, biscottini, canestrelli, dolcetti a loro disposizione, sotto il controllo discreto degli operatori. Dietro al bar, le operatrici e alcune Signore che hanno accolto con gioia il fare e l'essere le padrone di casa.

Condividi su:

Martedì 20 marzo parte la prima di molte iniziative previste nell'arco dell'anno per festeggiare il cinquantesimo anniversario del Centro Medico Sociale Don Orione di Savignano Irpino.

La decima edizione di Cuori senza confini si apre con un primo incontro patrocinato dalla Diocesi di Ariano Irpino - Lacedonia: alle ore 18 si terrà la presentazione del libro "Tanto per cominciare" di Don Achille Morabilto, sacerdote orionino esperto in Sacra Scrittura, con gli interventi dell'autore, del direttore del Centro Fabrizio Lanciotti e del Vescovo di Ariano Irpino Monsignor Sergio Melillo.

Alla sera, una cena di beneficienza presso un noto ristorante della zona raccoglierà fondi destinati alla nuova missione di Miandrarivo in Madagascar. Il contributo aiuterà i bambini della missione ad andare a scuola, a ricevere cure mediche e vaccinazioni, assicurare un pasto quotidiano (ciotola di riso), fornire il materiale didattico e vestiario.

Per altre informazioni e adesioni clicca QUI

Condividi su:

TV2000 ricorda Don Orione raccontando l'opera pionieristica degli orionini accanto alle famiglie fragili.

In occasione della festa liturgica di San Luigi Orione, TV2000 la televisione della Conferenza Episcopale Italiana ha dedicato un servizio della trasmissione "Siamo noi" al “Seminario della vita” - Istituto "Marco Soranzo" di Campocroce di Mirano (VE), dove l'Opera Don Orione ha realizzato una struttura di accoglienza per famiglie in situazioni di disagio sociale ed abitativo.

 

Condividi su:

Domenica 11 marzo 2018, a Tortona, presso la Basilica Santuario “MaDonna della Guardia” il Cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo metropolita di Genova e presidente delle conferenza episcopale ligure, ha presieduto la solenne celebrazione eucaristica dando avvio al periodo dell’indulgenza plenaria che terminerà il 29 agosto festa della MaDonna della Guardia nell’Anno Santo della Carità centenario giubilare del voto che Don Orione fece per la costruzione del Santuario.

Alla concelebrazione erano presenti il vescovo diocesano Mons. Vittorio Francesco Viola, il direttore generale padre Tarcisio Vieira, il direttore provinciale Don Aurelio Fusi, il rettore della basilica Don Renzo Vanoi e un gruppo di sacerdoti dell’opera orionina. La celebrazione, animata dalla Corale “San Luigi Orione” del Santuario diretta dal M° Alberto Do, è iniziata sulla “Porta Santa” con la lettura della rievocazione del voto e del decreto della Penitenzieria Apostolica.
Con il canto dell’inno del giubileo composto dal dott. Angelo D’Acunto si è giunti in presbiterio dove Mons. Viola ha rivolto il saluto al Cardinale e sottolineato come in questo Tempio siamo “accolti dallo sguardo di Maria sulla nostra fede. Questo luogo prima di essere Tempio è stato una visione nel cuore ardente di Don Orione”. Nell’omelia il Cardinale ha indicato la ragione per questo Anno Santo, ovvero “la devozione a Don Orione e alla MaDonna, assumendo tutti umiltà e prontezza”. Ha poi posto l’accento a tre richieste: “l’obbedienza, la legge d’amore a Dio e le opere di carità che sono il prolungamento del Santuario”.
“Guardiamo in alto, ha invitato il Card. Bagnasco, senza paura di osare nella verità, nel bene e nel sacrificio”.

Al termine prima della benedizione Don Aurelio Fusi a nome dell’intera Famiglia orionina ha espresso la sua gratitudine riassumendo questa giornata “una celebrazione della santità di Dio, della Vergine Maria e di San Luigi Orione perché tutti abbiamo un grande desiderio: diventare Santi”. Numerosi saranno gli appuntamenti in questo periodo indulgenziale viviamoli con fede e carità nel nome di Don Orione.   

Clicca QUI per ascoltare l'omelia.

Condividi su:

Da domenica 4 nel pomeriggio a venerdì 9 marzo, nella settimana che ha preceduto la giornata missionaria orionina, don Gianni Giarolo vicario provinciale e Don Maurizio Macchi consigliere incaricato della pastorale giovanile vocazionale hanno compiuto la visita canonica alle due comunità in Albania. Per don Gianni è stata la prima visita in Albania, don Maurizio c’era già stato, ma più di 10 anni fa quando fu consacrato sacerdote don Dorian, e da allora molte cose sono cambiate.

Ad Elbasan, si sta andando verso la soluzione finale all’annoso problema della proprietà del terreno della chiesa e dell’oratorio rivendicato dalla famiglia della moglie dell’ex- presidente della repubblica. Il governo ha avocato a sè il problema espropriando il terreno ed ha compensato lautamente gli antichi proprietari.

Dopo gli incontri di prassi hanno visitato le stazioni missionarie di Gostime, Mollas e Gramsh, dove i sacerdoti orionini svolgono la loro attività pastorale. Mercoledì dopo l’incontro con il vescovo dell'amministrazione Apostolica del sud Albania mons. Giovanni Peragine e il nunzio apostolico mons. Charles John Brown, a Tirana, i visitatori sono giunti a Bardhaj.

Il primo incontro è stato fatto la sera stessa. Giovedì 8 al mattino hanno potuto incontrare il vescovo mons. Angelo Massafra e quasi tutti i sacerdoti, religiosi e religiose al ritiro spirituale diocesano nel seminario di Scutari e poi hanno fatto una visita alle nostre stazioni missionarie di Bardhanjor, e Oblike. Ad Obot non sono potuti andare perché dopo la neve e le piogge incessanti della settimana il villaggio è di nuovo sommerso dalla esondazione del fiume Buna. La cura dei due villaggi di Shiroka, dove gli orionini hanno abitato per 15 ann, è stata lasciata ai cappuccini di Tarabosh come quella del villaggio di Muriqan, la cui chiesa dedicata a san Nicola, è stata realizzata su iniziativa del provinciale di allora don Achille Morabito e chiamata la chiesa degli otto caffè.

Ora i missionari orionini sono impegnati nella comunità di Fermentin che è molto più vicino a Bardhaj, permettendo una più agevole collaborazione con le suore pastorelle.

"Ringraziamo don Gianni e don Maurizio per i consigli fraterni, gli incoraggiamenti e anche le osservazioni che ci hanno fatto, dice Don Rolando Reda, missionario orionino, Preghiamo perché il Signore, dopo l’ordinazione sacerdotale di don Paolin Preka avvenuta nell’ottobre 2017, ci doni altre vocazioni, pregate per noi.  Lodiamo il Signore e come sempre diceva il nostro santo fondatore san Luigi Orione:Ave Maria e avanti."

 

Condividi su:

Pagina 1 di 5