"Riscaldiamoci come il ferro nel fuoco; ammolliamoci, ricevendo la forma che Dio vuole da noi."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

convegno apostolico 6

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Grande festa al Centro di Chirignago per l'Epifania 2016, con addirittura un triplo festeggiamento tra martedì 5 e mercoledì 6 gennaio.
Martedì 5 si è ripetuta la tradizionale “Piroea Paroea” presso la locale Azienda Agricola con un numero di presenti di anno in anno sempre più elevato, con tante famiglie e bambini ai quali è stata riservata la bella sorpresa dell'arrivo della Befana con calze e regalini per tutti.
Per gli adulti invece un buon bicchiere di vin brulè ed il salame cotto con polenta. Il tutto supportato dalla bella musica di un’amica DJ.
Il giorno dell'Epifania è ormai da anni il giorno pensato per la visita ad uno dei presepi viventi del territorio, occasione, quella delle rivisitazioni del presepio vivente, che era tanto cara anche al nostro Santo Don Orione.
Ogni anno una destinazione diversa, e quest'anno è stata la volta di raggiungere la parrocchia di Codiverno in provincia di Padova.
Alle 14 il pullman nel piazzale del Centro era già pronto ed i ragazzi non vedevano l'ora di salire; le uscite sono sempre una festa ed il viaggio stesso ne fa parte; è un momento di relax e di chiacchiere tra ragazzi e volontari, di benvenuto per i nuovi, di baci e abbracci per scambiarci gli auguri.
Il presepe di Codiverno è veramente speciale e richiama ad ogni edizione migliaia di visitatori, così, all’arrivo, c'era una coda lunghissima e occasione per una sosta al bar con una bella cioccolata calda.
Alle 16 la guida è ha fatto immergere tutti nella storia di duemila anni fa dopo aver però ricevuto un caldo abbraccio da due giovani della parrocchia che regalano appunto i loro abbracci, gratis… un gran dono per i ragazzi del centro, per alcuni in particolare che occasioni così non se le lasciano certo scappare.
Il percorso è iniziato dentro la chiesa, dove si è assistito all'abbraccio tra Maria e la cugina Elisabetta e ad un'altra bellissima scena di Elisabetta e Zaccaria con il loro piccolo Giovanni. Una dolcissima musica di arpa e flauto accompagnava il tragitto nella chiesa.
Successivamente il presepio si snodava tra sentieri che si inoltravano tra capanne di paglia, recinti di pecore e asinelli, botteghe di fabbri, falegnami, spezie. Negli occhi dei ragazzi stupore, curiosità, voglia di scoprire ogni dettaglio. Bella la rappresentazione teatrale di alcuni brani del Vangelo che più rappresentano la Misericordia (l'annuncio di Dio ai pastori, l'adultera, il buon samaritano, la giovane resuscitata, la pecorella smarrita...) tema caratterizzante di quest'anno giubilare, con attraversamento di un'area in cui ci venivano proposte le opere di misericordia corporale e spirituale attraverso le parole e l'esempio di Papa Francesco.
Per finire, un percorso alla scoperta di donne coraggiose che hanno lottato e lottano per la pace nel mondo.
Una gita speciale, un'esperienza affascinante e coinvolgente, curata in ogni minimo dettaglio; la visita è durata oltre un'ora ma nessun ragazzo aveva fretta di uscire, nonostante il freddo.
Al rientro in istituto erano tutti in fibrillazione; dopo cena sarebbe arrivata la Befana!
Doppio appuntamento con musica e regali; alle 20 con i ragazzi della RSA e alle 21 per tutti gli altri. Un po' di balli per scaldare l'atmosfera e poi è cominciata la consegna dei regali, con i ragazzi emozionatissimi che fremevano in attesa di sentir chiamare il proprio nome e correre dalla Befana per ricevere l'ambito pacchetto.
E poi la gioia nei loro occhi nel trovare proprio ciò che avevano tanto desiderato!
Una giornata bellissima, intensa e ricca di emozioni, come ogni evento che si vive in questo istituto; si percepisce l'amore tra ospiti, volontari, operatori. Tutto viene curato nei minimi dettagli e fatto col cuore; i ragazzi sono valorizzati, stimolati, amati, e anche i volontari crescono e migliorano, insieme a loro e grazie a loro.

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Al Centro Don Orione di Chirignago ogni lavoratore è importante e come in una grande famiglia, il clima è di amicizia e collaborazione. E così ecco che quando un collaboratore raggiunge il momento della pensione, è un momento di festa e di commozione per tutti.
Così è stato mercoledì 30 dicembre, un buffet aperto a colleghi e ospiti del Centro, per ringraziare e salutare due amiche che hanno terminato con l’ultimo dell’anno, il proprio servizio.
Priscilla è al Centro Don Orione da oltre 40 anni, una vita! E Francesca si difende bene, con i suoi 23 e mezzo!
E’ stato difficile contenere le lacrime per queste due straordinarie donne che sentono il Centro come la loro seconda casa e per ringraziarle Don Nello Tombacco ha consegnato loro delle bellissime targhe con dedica personalizzata, il logo del Centro e l’effige di don Orione, mentre le colleghe hanno preparato delle composizioni floreali su preziosi centrotavola in vetro, curando ogni dettaglio.
Presilla (o meglio Priscilla, come ama farsi chiamare lei) e Francesca, hanno decisamente lasciato il segno in molti cuori e ne hanno potuto raccogliere i frutti.
Luca, uno dei ragazzi presenti alla festa, ha detto, un po' triste: “Ecco, adesso basta, non vengono più”. Ma quando Francesca, nel suo discorso, ha detto: “Passerò a salutarvi”, di nuovo Luca ha sorriso, così come tutti i ragazzi presenti.
E, siamo certi, anche Don Orione da lassù ha sorriso, vedendo questo clima di famiglia e di servizio che vengono dal cuore di chi lavora in suo nome.

 

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Raccontiamo questa bellissima ricorrenza con le parole scritteci da Don Moreno Cattelan:

Dieci anni fa giungemmo per la prima volta nel quartiere “Topolna” (che significa “dei pioppi”). Uno dei tanti quartieri “satellite” che abbracciano la città di L’viv. Costruito alla fine degli anni ottanta, con i suoi palazzoni tutti grigi, anonimi e alquanto “sgarrupati”, era uno degli ultimi retaggi di un regime totalitario (quello dell’URSS, discioltosi da lì a poco) che, anche per quanto riguardava l’architettura, non faceva differenze di stili. Non fu certo per lo stile architettonico, ma soprattutto perché “periferia esistenziale e non solo” -per dirla alla Papa Francesco -  che fu scelto come nostro “primo campo di lavoro.”
Una miriade di bambini giocavano per strada. Mancava la chiesa. Non c’era altro punto di aggregazione se non le “giostrine per bambini” piazzate in alcuni grossi agglomerati abitativi e il campo sportivo della scuola... Interpretammo il tutto come la conferma che era proprio qui il luogo più adatto per piantare la prima tenda orionina a L’viv. Detto, fatto. Era estate. Anno 2005. Decidemmo di organizzare un Grest, un centro estivo al quale demmo un nome felice e azzeccato: “Le Allegre Vacanze”. Con l’aiuto di qualche giovane animatore volontario demmo avvio alla iniziativa. Attirò più di 400 bambini e ragazzi. Si dovette fare un doppio turno perché i pochi locali che la scuola del quartiere (la n° 54) aveva messo a disposizione, come punto di raccolta per svolgere le varie attività, non erano sufficienti a contenere tutti. Terminata la bella esperienza, mentre erano in scena le “performance” delle varie squadre che avevano partecipato alle “Allegre Vacanze” un gruppo di mamme ci avvicinò lanciandoci una sfida: “Ora non lasciateci soli! Continuate ancora a prendervi cura dei nostri figli!”. Fu il loro grido di genitori. Lo accogliemmo come una benedizione. Altro non ci serviva per capire quel “segno dei tempi” e come dovevamo muoverci, pur tra le tante difficoltà di inizio missione. Son passati così dieci anni da quell’accorato appello e dalla successiva (era il 15 novembre) inaugurazione della prima “sede operativa” a L’viv: la nostra “Casa Madre”.  Allora consisteva in una piccola capellina, l’oratorio, i locali per la caritas e anche un dispensario di medicine ricavati nei locali al pian terreno di una palazzo in Via Selisns’ka. Tutto qui! Iniziammo la “missione” con entusiasmo un po’ di temerarietà ma affidando tutto a Don Orione e alla Santa Madonna.
Ogni anno abbiamo voluto ricordare questo umile inizio. Per certi versi anche eroico. Qualche volta solennemente, altre volte chiedendo una preghiera per “resistere” ai contraccolpi che fanno parte del sorgere di una nuova attività.  O solamente per confermare la nostra buona gente nella perseveranza. A metà dello scorso novembre abbiamo voluto festeggiare i 10 anni di presenza. Un compleanno particolare che ha coinvolto soprattutto l’oratorio con una serie di manifestazioni. Per una intera settimana si sono svolte varie attività ludico-ricreative alle quali hanno partecipato anche un gruppo di ragazzi della “Chiesa protestante del Settimo Giorno”. Altri momenti clou sono stati i giochi per le famiglie, l’incontro con gli animatori degli oratori presenti in città, la celebrazione di ringraziamento domenica 15 novembre.  Per tutto il tempo della manifestazione ha funzionato il mercatino di vestiti usati. Il ricavato è finito nella “cassa comune” istituita per dar la possibilità ad alcuni nostri giovani di partecipare, la prossima estate, alla “Giornata Mondiale della Gioventù” che si terrà a Cracovia, nella vicina Polonia. Alcuni pannelli con “foto storiche” hanno aiutato a ripercorrere questi primi dieci anni di attività. Ricordare serve per ripartire. Dopo i festeggiamenti, infatti, le attività giornaliere, ora ampliate e consolidate rispetto agli inizi, hanno ripreso il loro ritmo di lavoro e servizio per la popolazione, i ragazzi, i giovani, le famiglie, i disabili e i poveri del quartiere.
A penarci bene, ancora non ci par vero!  Questa bella storia di carità e solidarietà vissuta, nuova ed attuale, continua tutt’oggi nel nome della Divina Provvidenza.

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Giovedì, 24 Dicembre 2015

Legge di stabilità 2016

Pubblichiamo qui di seguito un breve focus della Legge di Stabilità del 2016 riguardante la sanità, i disabili, i settori sociosanitario e delle imprese.

SANITA’
111 miliardi per il Fondo sanitario nazionale per il 2016, di cui 800 milioni per l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), con l’avvio di una Commissione nazionale per l’aggiornamento dei Lea e la promozione dell’appropriatezza nel Ssn.
Entro fine 2016 concorsi straordinari per nuove assunzioni di medici, infermieri e personale tecnico sanitario. Le Regioni con criticità nell’erogazione dei Lea, inoltre, già dal 1° gennaio potranno assumere ricorrendo a forme di lavoro flessibile.
Gli enti del Ssn avviano un Sistema di monitoraggio delle attività assistenziali e della loro qualità negli enti del Ssn. Non averlo costituisce illecito disciplinare ed è causa di responsabilità amministrativa
Giro di vite sempre più deciso per l’acquisto di beni e servizi del Servizio sanitario nazionale: tutti gli enti dovranno rivolgersi esclusivamente alle centrali regionali e alla Consip.
DISABILI
90 milioni per il Fondo per il sostegno di persone con disabilità grave prive di legami familiari
 (“dopo di noi”) presso il Ministero del lavoro.
5 milioni all’anno per il Fondo per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico, i criteri di utilizzo li stabilirà un decreto successivo.
5 milioni all’anno per misure per rendere effettivamente indipendente la vita delle persone con disabilità grave.
SETTORE SOCIOSANITARIO
400 milioni per il fondo per le non autosufficienze.
Estesa l’Iva al 5 per cento a tutte le prestazioni socio-sanitarie rese dalle cooperative sociali ai soggetti indicati dalla legge e non solo, dunque, a quelle rese in esecuzione di contratti di appalto.  
PER LE IMPRESE
Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo: credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali, anche tramite leasing, dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2019, differenziato in base alle dimensioni aziendali.
Esonero contributivo per le assunzioni stabili: nel 2016, esonero dal versamento del 40% dei complessivi contributi previdenziali (con esclusione di premi e contributi Inail) nel limite però di 3.250 euro su base annua e per un periodo massimo di 24 mesi. Per il Mezzogiorno questo “sconto” potrebbe allungarsi anche ai contratti a tempo indeterminato firmati nel 2017, si attende un Dpcm.

Clicca QUI per il testo integrale di legge

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"In modo spontaneo decine di migranti di fede musulmana si sono messe a intagliare il legno e colorare le figure della Natività", spiega Clelia Paratore, infermiera che collabora nell'hub di prima accoglienza del Bione, gestito da Fondazione Progetto Arca. "La gente si ferma a guardarlo, è un modo degli ospiti per ringraziare dell'accoglienza: la paura iniziale si è trasformata in fiducia"
 “Il presepe realizzato da richiedenti asilo musulmani a Lecco? Altro che evento eccezionale, è stata la cosa più spontanea del mondo”. Superano il can can mediatico, “comunque positivo”, le semplici ma decise parole di Clelia Paratore, infermiera collaboratrice di Fondazione progetto Arca, l’ente no profit che gestisce la struttura della zona del Bione nel capoluogo lombardo, che oggi accoglie come punto di prima accoglienza – quello che viene chiamato hub – 160 persone provenienti da vari paesi dell’Africa Subsahariana e da Afghanistan, Pakistan e Bangladesh.
È stato proprio un migrante pakistano a ispirare a Paratore l’idea del presepe che poi è stata accolta dalla quindicina di operatori della Fondazione ma ancor prima dagli stessi richiedenti asilo, “visto fin da subito come un simbolo di pace e integrazione, una festa della luce e di unione, basti pensare che si sono messi all’opera i cinque cristiani come i 155 musulmani presenti”. Uno di questi ultimi, in particolare, ha fatto capire all’infermiera la forte volontà di queste persone - giovani - in Italia da pochi mesi di dare una mano: “sono analfabeta, non so scrivere ma so colorare, e il tuo Dio è il mio Dio”, sono state le sue parole. “In una settimana, si è passati dall’idea alla realizzazione, e ora è lì in bella vista per la collettività, tanto che diversi lecchesi, soprattutto gli anziani, si fermano a guardare incuriositi”, sottolinea Paratore. Ma non è tutto: “D’accordo con le autorità, il 14 dicembre, si è svolta una marcia di migranti, operatori e volontari per i luoghi simbolici della città come l’università, il convento di frati di Pescarenico, e lo stesso Comune, dove nell’incontrare il sindaco Virginio Brivio i richiedenti asilo gli hanno consegnato simbolicamente una pala e un sacco di sale dandosi disponibili a spalare la neve in città alla prima necessità”. Alla testa del corteo, lo striscione “Grazie Lecco” con decine di firme. E alla sera, tutti a cena, alla presenza di decine di abitanti, in uno degli oratori cittadini, “cena offerta da un ristoratore della zona”.

I richiedenti asilo, in attesa di sapere la loro ricollocazione e, nel medio termine, se la loro domanda di asilo verrà accolta, stanno imparando a conoscere il luogo in cui vivono e le modalità di azione. “L’iniziativa del presepe è stata molto positiva perché non è stata imposta ma arrivata da una libera scelta, aspetto fondamentale per tante persone che nel loro viaggio migratorio hanno dovuto subire spesso soprusi e violenze sotto minaccia di altri: ora stanno riprendendo in mano le loro vite”, ragiona Massimo Chiodini, responsabile per Fondazione progetto Arca dell’hub di Lecco. La marcia, “non scontata e non veicolata, è stato un esempio di gratitudine non da poco”, riprende l’infermiera, “stiamo parlando di persone che, soprattutto chi viene dall’Africa, hanno passato settimane alle prese con la paura delle montagne, che non avevano mai visto e che a Lecco sovrastano la città. Ora, invece, ci dicono che quelle stesse cime li fanno sentire protetti”.

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Venerdì, 18 Dicembre 2015

Tortona - Cena pro missioni

Sabato 12 dicembre presso il Centro “Mater Dei” di Tortona si è svolta la ormai tradizionale "cena pro missioni" a favore delle missioni della Congregazione. Quest’anno si è pensato di aiutare i bambini delle Filippine. L’iniziativa, guidata da don Achille Morabito, vicario generale, coinvolge un numero sempre più nutrito di laici, che contribuiscono in tanti modi alla buona riuscita di questo benefico scopo.

È sempre la celebrazione eucaristica presso il santuario della Madonna della Guardia che dà inizio a questo annuale appuntamento. È intorno alla Parola e al Pane di vita eterna, che affondano le radici profonde di tale impegno per i poveri. La Santa Messa viene celebrata in modo particolare per tutti i cari defunti dei benefattori e benefattrici presenti. Una preghiera è rivolta soprattutto per coloro che, facenti già parte del gruppo, vivono già la Pasqua eterna col Signore Risorto. Quest’anno la liturgia ci ha proposto la III Domenica di Avvento, quella cosiddetta “Gaudete”, perché prende lo spunto dall’antifona d’ingresso, che invita a “rallegrarsi” nel Signore. E la gioia è manifestata anche esteriormente con il colore rosaceo dei paramenti liturgici.

Presso il salone del Mater Dei, allestito a festa dai volontari, ognuno prende posto e dirige lo sguardo verso le immagini che vengono proiettate con il commento di Don Achille. Quest’anno – come detto – le foto riguardavano le missioni delle Filippine (Payatas e Lucena) dove c’è tanta povertà.  Qui ognuno può dirigere con il cuore la volontà di compiere un opera di bene, un’opera di misericordia verso una realtà che ancora sorride alla vita e non si scoraggia ma con la testa alta sorride alla vita ed alla provvidenza del Padre. Ciò fa sempre riflettere non solo ai presenti, ma anche a coloro che contribuiscono a questa iniziativa. Questo fare del bene sempre che Don Orione ne fa un programma della sua vita, un comando di carità che se ognuno si sente un suo vero figlio è spinto ed attratto a donare. La cena di condivisione è poi preparata sempre in modo eccellente dalle cuoche del Mater Dei; da spazio alla condivisione tra i presenti e questo modo di stare insieme, unisce sempre di più come fratelli per: “fare di Cristo il cuore del mondo”.

 

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Giovedì, 17 Dicembre 2015

Istat - Le persone senza fissa dimora

I dati pubblicati dall’Istituto Statistico riguardanti i senza fissa dimora segnalano un fenomeno in aumento, sia nei numeri che nella durata.
Il carisma di don Orione, oltre che le “case” abitabili, e spesso sottoutilizzate, di cui a volte il mondo religioso in generale dispone, si trasformano in un forte interpello.
I dati sono i seguenti: sono oltre 50.700 le persone senza fissa dimora in Italia, in aumento rispetto alle 47.648 stimate nel 2011.

La stima arriva dall'Istat sulla base di coloro che nei mesi di novembre e dicembre 2014, hanno utilizzato almeno un servizio di mensa o accoglienza notturna nei 158 comuni italiani in cui è stata condotta l'indagine. L'Istat che nel 2014 ha realizzato la seconda indagine sulla condizione delle persone che vivono in povertà estrema, a seguito di una convenzione tra Istat, ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora (fio.PSD) e Caritas Italiana.

Secondo l’indagine, più della metà dei senza fissa dimora vive al nord, dove l’offerta dei servizi è maggiore, uno su quattro (il 25 per cento) vive al centro e solo uno su cinque (20 per cento) nel Mezzogiorno, dove tuttavia le presenze sono aumentate del 2 per cento.

Clicca QUI per leggere il rapporto completo.

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Venerdì, 11 Dicembre 2015

Tortona - Braccia e Cuore

Il Natale 2015 sarà il 1^ Natale trascorso dai primi rifugiati in “Casa nostra”: sono arrivati a fine novembre i primi profughi nel Convento abitato fino a qualche mese fa dalle nostre Suore Sacramentine.
Sono i primi 9 sui 30 Profughi previsti nella ex - Villa Pedevilla in Via Emilia a Tortona, nella zona chiamata Oasi. Sono Afgani e Pakistani in età tra i 18 e i 30 anni.
L’incontro tra la Piccola Opera della Divina Provvidenza di San Luigi Orione e la Cooperativa Sociale Villa Ticinum di Pavia, da alcuni anni operante nell’ambito di diverse forme di svantaggio sociale, ha portato alla nascita di un progetto che, ispirati all’insegnamento di San Luigi Orione, è stata chiamato “Braccia e Cuore”.
Il Progetto prevede l’accoglienza, di 30 profughi presso una delle strutture storiche della Piccola Opera a Tortona: la Casa Pedevilla, già sede del Piccolo Cottolengo e poi delle Suore Sacramentine.
L’esperienza rende consapevoli di quanto spesso non sia facile e privo di rischi aiutare i poveri e chi si trova in situazioni estreme, ma al tempo stesso indica la strada con cui caratterizzare questa nuova accoglienza: non un luogo di semplice assistenzialismo ma una occasione di promozione umana, sociale e spirituale.
Rivolgiamo a chi legge l’invito a conoscere i primi ospiti, gli operatori e a visitare la struttura all’atto di inizio ufficiale dell’attività che si terrà sabato 12 dicembre, alla Casa Pedevilla (Tortona, Via Emilia 419), alle ore 11. Ci sarà il taglio del nastro ed entreremo negli ambienti destinati al progetto “Braccia e cuore”. Nella Cappella interna, Don Flavio Peloso presiederà la Messa e al termine si starà insieme per un piccolo rinfresco.

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Lo stupore lo si legge negli occhi. Molti entrano in sala Paolo VI tenendo il naso all’insù, come si fa ogni prima volta in un luogo finora conosciuto solo per sentito dire. Fissano prima le luci del soffitto, poi quel che trapela, da dietro il maxischermo, del grande Cristo della Resurrezione di Pericle Fazzini. Infine, si guardano intorno un po’ sperduti, quasi ad essere rassicurati dai compagni di fragilità.

Migliaia di clochard, volontari, donne e bambini ospitati nelle case famiglia del Lazio che Papa Francesco ha voluto invitare questo pomeriggio alla prima mondiale in Vaticano del film sulla sua vita, diretto da Daniele Lucchetti: Chiamatemi Francesco. Ad accogliere gli ospiti speciali è infatti l'elemosiniere, monsignor Konrad Krajewski, a cui il Papa affida la realizzazione di tutti i "doni" per i più bisognosi: "Benvenuti a casa".

"Sono curioso di vedere cosa facesse l'arcivescovo Bergoglio a Buenos Aires prima di venire a Roma", dice il sessantenne Felice, che da qualche giorno vive nel dormitorio voluto dal Papa ad ottobre proprio in via dei Penitenzieri, a due passi dal Vaticano.

"Ci hanno raccontato che anche lì aiutava i poveri, girando di notte per le strade – continua frettolosamente, prima di sparire per andare a prendere posto nelle prime file – come sta facendo dall’inizio con noi qui".

Una donna se ne sta seduta in angolo della sala Nervi con in mano il biglietto d'ingresso. "Me lo hanno dato nella mensa di poveri di piazza Santa Lucia, dove vado ogni sera da quando ho perso il lavoro". Dolores è una equadoregna arrivata dodici anni fa in Italia per fare la badante. "Invitare noi che non abbiamo certo i soldi per andare al cinema - sono le sue ultime parole prima che le luci si abbassino - è il più bel regalo che il Papa potesse farci per il Giubileo".

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Martedì, 01 Dicembre 2015

Seregno - Cena Africana

Venerdì 20 novembre 2015, presso la sala "mensa della comunità" del "Don Orione" è stato festeggiato il primo compleanno di permanenza a Seregno, dei 17 ragazzi africani affidati dalla Prefettura della provincia di Monza e Brianza, nell'ambito dell'emergenza dei richiedenti asilo (dopo di loro altri 6 hanno trovato accoglienza presso la struttura Don Orione di Seregno).
E’ stato riproposto un momento di convivialità già vissuto poco meno di un anno fa, ritrovandosi a cena per gustare piatti tipici della cucina africana quali riso “Chap/Cue”, Cuscus, Domadà.                               
Tanti erano gli amici presenti con anche rispettive famiglie, volontari, operatori, religiosi, alcuni ospiti della casa, i "maestri" di italiano della Caritas cittadina e simpatizzanti.
E' stato un bel momento di festa e anche l'occasione per dimostrarsi reciproca riconoscenza e manifestare il desiderio (già intuito) di maggiore integrazione.
In questi giorni dopo le drammatiche vicende di Parigi, sono aumentati gli sguardi di diffidenza...ma sono anche sorte manifestazioni di unanime condanna di quanto accaduto esprimendo il desiderio di speranza di Pace. E' con questo sincero spirito che si sono trascorse 2 ore di autentica fraternità, mangiando insieme, ballando e suonando i tipici strumenti a percussione africana...in SIM-PATIA.
Questa è la speranza: che una serata "straordinaria" di "festa africana" possa sempre più diventare nell'ordinario "festa di integrazione di popoli" in questo nostro mondo, nella nostra vita.

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

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