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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Giovedì, 12 Gennaio 2017

Roma - Pranzo di Natale

I ragazzi del centro Don Orione, gli operatori e i volontari del Servizio Civile Don Orione come ogni anno sono stati ospiti per il pranzo natalizio, il giorno 22 dicembre, dell’Hilton di Via Cadlolo, 101, nella zona di Belsito, a Roma.
Si tratta di una tradizione ormai consolidata da moltissimi anni, e i ragazzi l’aspettano con entusiasmo e grande piacere.
Un grazie a tutto lo staff dell’Hilton, in particolare a Fausto Ciarcia e a Giada Lamantia, come sempre gentilissimi e ospitali.

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Un gruppo di operatori di diversa estrazione culturale, sanitaria, sociale, psicologica, educativa si è trovato a discutere e a ripensare le problematiche della vita in Residenza Assistenziale Sanitaria, partendo dalla prospettiva di chi vi vive. Dall’incontro è emersa una serie di riflessioni comuni che costituiscono un primo passo nella realizzazione di strutture più accoglienti, che pongano al centro la “Care” centrata sulla persona e la qualità di vita del ricoverato.

È questa la rivista PSICOGERIATRIA 2016; 3: 69-77, Associazione Italiana di Psicogeriatria (AIP) QUI allegata, con i preziosi contributi di Marco Pagani (Istituto Clinico Humanitas), Antonio Grillo (Medico Geriatra, Milano), Roberto Franchini (Opera don Orione, Italia), Claudio Ivaldi (ASL 3 “Genovese”, RSA di Campo Ligure, Genova).

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Domenica 15 gennaio prossimo sarà la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2017, nella nostra home e nella colonna di destra (qui a fianco) è presente un bottone che rimanda al messaggio del Papa e a due interventi autorevoli, S. Ecc. mons. Di Tora, presidente della Commissione CEI per i Migrantes e Mons. Perego presidente della Fondazione Migrantes (in alternativa clicca QUI).

La migrazione è un fenomeno mondiale, non solo europeo o mediterraneo. Tutti i Continenti sono toccati da questa realtà che non riguarda esclusivamente persone in cerca di lavoro o di migliori condizioni di vita, ma anche adulti e minorenni che fuggono da vere tragedie.

È necessario garantire che in ogni Paese i migranti in arrivo, e le loro famiglie, godano del pieno riconoscimento dei propri diritti. Ciò che preoccupa maggiormente è la condizione dei minori nel contesto della migrazione internazionale. Infatti, i bambini e le donne rappresentano le categorie più vulnerabili all’interno di questo grande fenomeno e proprio i minorenni sono i più fragili, spesso invisibili perché privi di documenti o senza accompagnatori.

Con il tema “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce”, il Santo Padre vuole focalizzare l’attenzione sui più piccoli tra i piccoli. Spesso, i bambini arrivano soli nei Paesi di destinazione, non sono in grado di far sentire la propria voce e diventano facilmente vittime di gravi violazioni dei diritti umani.

In occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato sarà pubblicato, come consuetudine, un Messaggio Pontificio.

Questa ricorrenza trova la sua origine nella lettera circolare “Il dolore e le preoccupazioni” che la Sacra Congregazione Concistoriale inviò il 6 dicembre 1914 agli Ordinari Diocesani Italiani. In essa, si chiedeva per la prima volta di istituire una giornata annuale di sensibilizzazione sul fenomeno della migrazione e anche per promuovere una colletta a favore delle opere pastorali per gli emigrati italiani e per la formazione dei missionari d’emigrazione. Conseguenza di quella missiva fu, il 21 febbraio 1915, la celebrazione della prima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato.

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Al villaggio della Carità di Camaldoli Sabato 31dicembre è trascorso in un clima di famiglia, insieme agli amici della Parrocchia degli Angeli e della Comunità di Sant'Egidio che hanno organizzato ed animato i diversi momenti della bella giornata vissuta insieme.
Dopo aver condiviso la preghiera di ringraziamento per tutti i giorni che abbiamo vissuto nel 2016 la festa è iniziata con il grande pranzo della Famiglia Don Sterpi, allargata per l'occasione ad ospiti degli altri reparti del Villaggio, con la partecipazione di amici e parenti.
Seppure in ritardo, al termine del pranzo, ha fatto la sua comparsa un Babbo Natale ricco di doni per i nostri amici.
Liberata la sala dalle tavole sono iniziati giochi e danze alle quali hanno partecipato anche le amiche "beniamine" del Paverano venute ospiti al villaggio della Carità per l’occasione.
Come da tradizione il tutto si è concluso con il conto alla rovescia e lo scambio degli auguri di rito.
A tutti  l'augurio di un sereno anno nuovo.

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Martedì, 27 Dicembre 2016

Genova - Natale in Basilica

Circa 8000 persone hanno partecipato ai pranzi di Natale organizzati dalla Comunità di Sant’Egidio che si sono tenuti nella città di Genova. Tra questi 330 erano raccolti nella Basilica dell’Annunziata trasformata nella sala bella che ha accolto tanti: stranieri che qui hanno costruito il loro futuro, richiedenti asilo che ancora lo cercano, anziani troppo soli, famiglie impoverite dalla crisi, disabili che chiedono protezione e accoglienza. Tra questi anche 26 ospiti del Villaggio della Carità di Camaldoli legati alla Comunità di Sant’Egidio da un’amicizia che dura ormai da tanti anni.
“Allora anche voi siete poveri visto che mangiate con noi” ci ha chiesto un ospite stupito dalla mensa condivisa, “è che qui non ci sono poveri e ricchi ma fratelli e sorelle” gli ha risposto qualcuno: “Questo mi piace ancora di più” ha risposto sorridendo.
Davvero in questo giorno abbiamo potuto toccare con mano la bellezza di una famiglia larga come il mondo, dove non ci sono divisioni ma tutti si scoprono fratelli e sorelle, dove chi è più debole e fragile trova accoglienza amorevole e attenta. In questa famiglia i nostri amici di Camaldoli hanno un posto speciale perché sanno comprendere meglio di tanti sapienti la bellezza dell’amicizia e della gratuità.
Tutto questo condito da buon cibo, la visita sempre gradita del Cardinale Bagnasco e, ultimo ma non meno importante, l’arrivo di Babbo Natale con le sue slitte colme di regali pensati per ciascuno.
Un grazie di cuore alla Comunità di Sant'Egidio da parte di tutti gli ospiti del Villaggio della Carità.

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Lunedì, 19 Dicembre 2016

Savignano Irpino - Preparativi Natale

A Savignano Irpino per Natale si organizzano momenti di auguri e solidarietà. La comunità con gli operatori hanno organizzato tre momenti, lo spettacolo con i bambini che sono in cura e frequentano i vari ambulatori del centro medico sociale, un momento di auguri e scambio regali ai nonni della casa per anziani ed infine sabato 17 sera l’edizione natalizia di “Cuori senza confini” per sensibilizzare l’aiuto ai profughi ed ai rifugiati, con la corale di Grottaminarda ed i suoi canti gospel.
Sono state iniziative davvero molto sentite e partecipate, che fanno vivere al meglio la preparazione al Santo Natale.

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A Manila compie 25 anni la missione dell’opera Don Orione nelle Filippine. Era l’ottobre del 1991 quando due sacerdoti orionini arrivano nel paese asiatico: Don Luigi Piccoli e Don Oreste Ferrari accompagnati da due laici. Successivamente si aggiunse anche Don Angelo Falardi. Sfortunatamente Don Luigi Piccoli morì nel 1994 e Don Angelo nel 1997, entrambi per problemi di cuore a causa delle pesanti condizioni di vita.
Tra i religiosi orionini che si sono impegnati in questa difficile missione c’è anche Don Diego Lorenzi, ex segretario di Giovanni Paolo I che arrivò nelle Filippine già nel lontano 1993, quando si fermò per circa un mese. Da allora è andato e tornato varie volte con periodi di permanenza, a volte, di oltre un anno. Sarebbe dovuto tornare là il novembre scorso, ma un incidente stradale ha reso impossibile per il momento la cosa.
Le prime attività presero il via nella "smokey mountain", la discarica di Manila, in condizioni ambientali ed umane difficilissime.  
“A Manila – spiega Don Oreste Ferrari, oggi consigliere generale dell’opera Don Orione - esisteva una famosa “smokey mountain” nel quartiere di Tondo dove i Padri Verbiti, i padri Canossiani e i Salesiani hanno delle parrocchie. Quando arrivammo noi, l’attività di discarica a Tondo era stata chiusa perché troppo vicina al centro della città e spostata a Payatas dove dopo pochi mesi sono arrivati i Padri Vincenziani (proprio sulla discarica) e noi nella zona vicina. Naturalmente lì era tutto da inventare perché si trattava di zone nuove, “abusive” e insane, ma dove quasi 100 mila persone vivevano e lavoravano (di cui 40 mila nella nostra parrocchia).”
“Già nel primo anno – aggiunge Don Ferrari - creammo un paio di asili, e nel terzo, con l’aiuto di una suora tedesca, un ambulatorio di assistenza per i malati di tubercolosi, malattia endemica date le condizioni di inquinamento dell’aria. Durante il quarto anno si pensò ad un secondo polo, a circa 15 chilometri dove poter porre la nostra struttura per la formazione e un’opera più stabile e organizzata, cioè una casa di accoglienza per bambini disabili, conosciuta ora come Cottolengo Filipino”.
“Al momento la Congregazione è presente con 8 religiosi in tre località. A Payatas, l’opera originale, dove c’è una parrocchia (con oltre 150mila persone) e le opere sociali annesse. Qui nelle 14 cappelle in cui lavoriamo ci sono 9 feeding programmes cioè luoghi dove circa 400 bambini denutriti ricevono le cure e un pasto giornaliero. Poi ci sono due ambulatori (di cui uno gestito dalle nostre suore), e si aiutano tanti bambini con le rette scolastiche e il materiale educativo. A circa 15 chilometri, a Montalban (Rizal) c’è la casa di formazione per i nostri studenti dove ci sono 40 studenti di filosofia non ancora religiosi e 11 studenti religiosi più 14 novizi. I novizi vengono dalle Filippine ma anche all’india e dal Kenya. Nello stesso campus c’è la casa per bambini disabili in cui risiedono 35 bambini con problemi mentali e fisici profondi e dove altri, esterni, possono venire a ricevere terapie educative e riabilitative. Infine a circa 150 chilometri più a sud, nella città di Lucena (Quezon) si svolge un’opera di animazione legata due cappelle con 4 feeding programmes e di scholarship come quelli di Payatas, ma anche con un centro dove ragazzi di tutte le età possono venire a frequentare corsi di matematica, inglese, informatica e musica”.
“A questo dobbiamo aggiungere – conclude Don Oreste – che hanno avviato una loro missione anche le suore di Don Orione con la creazione un centro di accoglienza vocazionale per alcune ragazze di paesi vicini (Indonesia e Timor Est)”.

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Sabato 3 dicembre 2016 presso la palestra del Collegio Ballerini, si è svolta la tradizionale Festa della Famiglia della Casa di Seregno. Per la prima volta però, ospiti, parenti, amici e volontari delle Residenze degli anziani e dei disabili, si sono ritrovati tutti insieme per festeggiare il Natale. In questo modo la gioia di stare insieme si è moltiplicata.
Dopo i consueti ma sempre graditi saluti del Sindaco di Seregno, di Don Graziano De Col e di Paolo Favari, la festa ha visto protagonisti un gruppo di ospiti che con una semplice ma significativa rappresentazione, han ricordato che ad ogni Natale si rinnova la promessa di vita eterna attraverso quel Bambino che nascendo dona a tutti gli uomini speranza, pace e gioia.

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La legge sul ‘Dopo di noi’ diventa concretamente operativa. Dopo l’intesa raggiunta il 10 novembre in Conferenza Unificata, i ministri Poletti, Lorenzin e Padoan hanno infatti firmato il decreto attuativo che fissa i requisiti per l’accesso al Fondo istituito dalla legge: 90 milioni di euro per il 2016. Il decreto contiene diverse novità e sottolineature, che rendono ancora più esplicito e stringente l’obiettivo della legge: non fare nuove strutture, ma accompagnare le persone. Per Roberto Speziale, presidente di Anffas, che tanto ha contribuito a portare esperienze e riflessioni dentro questa legge, «oggi la legge 112 e il suo decreto attuativo è quanto di più innovativo c’è in Italia, a sistema, in chiave di Convenzione Onu». Ne avevamo parlato in precedenza QUI.
Piani d’intervento tarati sugli specifici bisogni della persona assistita, soluzioni abitative organizzate come spazi domestici per allontanare l’idea dell’ospedalizzazione, opportunità d’inserimento nel mondo del lavoro.
Sono questi alcuni dei punti cardine del decreto del ministero del Lavoro attuativo della legge 112 del 22 aprile 2016 (cosiddetta del “Dopo di noi”) che lo scorso 10 novembre ha ottenuto il via libera della Conferenza unificata. Una legge, la 112/16, che ha l’obiettivo di evitare l’istituzionalizzazione dei disabili gravi nel momento in cui mancano i genitori e di incrementare le risorse per l’integrazione e lo sviluppo di una rete di protezione attraverso iniziative che vanno dall’istituzione di un fondo per l’assistenza successivo alla scomparsa dei genitori/familiari all’introduzione di regimi fiscali agevolati per l’assistenza.
Clicca QUI per leggere e scaricare il decreto attuativo

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La Convenzione sui diritti dell'infanzia è stata costruita armonizzando differenti esperienze culturali e giuridiche, la Convenzione enuncia per la prima volta, in forma coerente, i diritti fondamentali che devono essere riconosciuti e garantiti a tutti i bambini e a tutte le bambine del mondo.
Sono quattro i principi fondamentali della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza:
a) Non discriminazione (art. 2): i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori.
b) Superiore interesse (art. 3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l'interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità.
 
c) Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino (art. 6): gli Stati decono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati.
 
d) Ascolto delle opinioni del minore (art. 12): prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni.
 
L’Italia ha ratificato la Convenzione con Legge n. 176 del 27 maggio 1991 e ha fino ad oggi presentato al Comitato sui Diritti dell'Infanzia nove Rapporti.

Questi i principali dati che emergono dall’introduzione del 9° Rapporto di monitoraggio sull’attuazione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza nel nostro Paese, realizzato dal Gruppo CRC
Sono 2.293.778 gli adolescenti dai 14 ai 17 anni che vivono in Italia, di questi 186.450 sono stranieri. Trascorrono le loro giornate con il telefonino in mano (il 92,6 %); fanno uso di alcol, tabacco e cannabis (63,4%), conoscono il sexting, l’11,5% di loro gioca d’azzardo on line e oltre il 50% ha subito azioni di bullismo e/o cyberbullimo; 7.000 di loro vivono in comunità, con molte incertezze sul loro futuro dopo il compimento del 18esimo anno. Studiano, ma molti di loro abbandonano dopo la scuola dell’obbligo, soprattutto gli alunni disabili. Il 2,2%, infatti entra, suo malgrado, a far parte della categoria dei “NEET” (not in education, employment or training), ovvero quei giovani che non studiano e non lavorano, e non sono inseriti in un percorso di formazione.
Le politiche per l’adolescenza vivono, tra le altre cose, in un limbo trovandosi anche a cavallo tra quelle dedicate all’infanzia e quelle rivolte ai giovani. Solo per fare un esempio non esistono linee guida sul passaggio dal pediatra di famiglia al medico di medicina generale. Vengono affidate alla “ragionevolezza” di chi si incontra.
Il Gruppo CRC, inoltre, sottolinea la carenza di dati certi, completi fra loro e comparabili in riferimento alle complessa situazione delle persone di minore età fuori dalla famiglia di origine. Dati incerti si hanno anche sui minori adottabili e sulle coppie disponibili ad adottare.
La novità più rilevante, rispetto allo scorso anno, è l’approvazione da parte “dell’Osservatorio Nazionale Infanzia” del IV PIANO NAZIONALE d’azione per L’INFANZIA, PNI atteso oramai da diversi anni, che però non è ancora stato pubblicato e approvato in via definitiva.

Clicca QUI per leggere e scaricare il 9° rapporto completo

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