"Noi siamo e vogliamo essere nulla più che poveri stracci."
Don Orione

Cerca nel sito DOI

VII Convegno Apostolico

convegno apostolico 6

#seguilastella

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Sabato 3 dicembre 2016 presso la palestra del Collegio Ballerini, si è svolta la tradizionale Festa della Famiglia della Casa di Seregno. Per la prima volta però, ospiti, parenti, amici e volontari delle Residenze degli anziani e dei disabili, si sono ritrovati tutti insieme per festeggiare il Natale. In questo modo la gioia di stare insieme si è moltiplicata.
Dopo i consueti ma sempre graditi saluti del Sindaco di Seregno, di Don Graziano De Col e di Paolo Favari, la festa ha visto protagonisti un gruppo di ospiti che con una semplice ma significativa rappresentazione, han ricordato che ad ogni Natale si rinnova la promessa di vita eterna attraverso quel Bambino che nascendo dona a tutti gli uomini speranza, pace e gioia.

Condividi su:

La legge sul ‘Dopo di noi’ diventa concretamente operativa. Dopo l’intesa raggiunta il 10 novembre in Conferenza Unificata, i ministri Poletti, Lorenzin e Padoan hanno infatti firmato il decreto attuativo che fissa i requisiti per l’accesso al Fondo istituito dalla legge: 90 milioni di euro per il 2016. Il decreto contiene diverse novità e sottolineature, che rendono ancora più esplicito e stringente l’obiettivo della legge: non fare nuove strutture, ma accompagnare le persone. Per Roberto Speziale, presidente di Anffas, che tanto ha contribuito a portare esperienze e riflessioni dentro questa legge, «oggi la legge 112 e il suo decreto attuativo è quanto di più innovativo c’è in Italia, a sistema, in chiave di Convenzione Onu». Ne avevamo parlato in precedenza QUI.
Piani d’intervento tarati sugli specifici bisogni della persona assistita, soluzioni abitative organizzate come spazi domestici per allontanare l’idea dell’ospedalizzazione, opportunità d’inserimento nel mondo del lavoro.
Sono questi alcuni dei punti cardine del decreto del ministero del Lavoro attuativo della legge 112 del 22 aprile 2016 (cosiddetta del “Dopo di noi”) che lo scorso 10 novembre ha ottenuto il via libera della Conferenza unificata. Una legge, la 112/16, che ha l’obiettivo di evitare l’istituzionalizzazione dei disabili gravi nel momento in cui mancano i genitori e di incrementare le risorse per l’integrazione e lo sviluppo di una rete di protezione attraverso iniziative che vanno dall’istituzione di un fondo per l’assistenza successivo alla scomparsa dei genitori/familiari all’introduzione di regimi fiscali agevolati per l’assistenza.
Clicca QUI per leggere e scaricare il decreto attuativo

Condividi su:

La Convenzione sui diritti dell'infanzia è stata costruita armonizzando differenti esperienze culturali e giuridiche, la Convenzione enuncia per la prima volta, in forma coerente, i diritti fondamentali che devono essere riconosciuti e garantiti a tutti i bambini e a tutte le bambine del mondo.
Sono quattro i principi fondamentali della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza:
a) Non discriminazione (art. 2): i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori.
b) Superiore interesse (art. 3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l'interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità.
 
c) Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino (art. 6): gli Stati decono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati.
 
d) Ascolto delle opinioni del minore (art. 12): prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni.
 
L’Italia ha ratificato la Convenzione con Legge n. 176 del 27 maggio 1991 e ha fino ad oggi presentato al Comitato sui Diritti dell'Infanzia nove Rapporti.

Questi i principali dati che emergono dall’introduzione del 9° Rapporto di monitoraggio sull’attuazione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza nel nostro Paese, realizzato dal Gruppo CRC
Sono 2.293.778 gli adolescenti dai 14 ai 17 anni che vivono in Italia, di questi 186.450 sono stranieri. Trascorrono le loro giornate con il telefonino in mano (il 92,6 %); fanno uso di alcol, tabacco e cannabis (63,4%), conoscono il sexting, l’11,5% di loro gioca d’azzardo on line e oltre il 50% ha subito azioni di bullismo e/o cyberbullimo; 7.000 di loro vivono in comunità, con molte incertezze sul loro futuro dopo il compimento del 18esimo anno. Studiano, ma molti di loro abbandonano dopo la scuola dell’obbligo, soprattutto gli alunni disabili. Il 2,2%, infatti entra, suo malgrado, a far parte della categoria dei “NEET” (not in education, employment or training), ovvero quei giovani che non studiano e non lavorano, e non sono inseriti in un percorso di formazione.
Le politiche per l’adolescenza vivono, tra le altre cose, in un limbo trovandosi anche a cavallo tra quelle dedicate all’infanzia e quelle rivolte ai giovani. Solo per fare un esempio non esistono linee guida sul passaggio dal pediatra di famiglia al medico di medicina generale. Vengono affidate alla “ragionevolezza” di chi si incontra.
Il Gruppo CRC, inoltre, sottolinea la carenza di dati certi, completi fra loro e comparabili in riferimento alle complessa situazione delle persone di minore età fuori dalla famiglia di origine. Dati incerti si hanno anche sui minori adottabili e sulle coppie disponibili ad adottare.
La novità più rilevante, rispetto allo scorso anno, è l’approvazione da parte “dell’Osservatorio Nazionale Infanzia” del IV PIANO NAZIONALE d’azione per L’INFANZIA, PNI atteso oramai da diversi anni, che però non è ancora stato pubblicato e approvato in via definitiva.

Clicca QUI per leggere e scaricare il 9° rapporto completo

Condividi su:

Sabato, 12 Novembre 2016

Palermo - Open Day CADO

Droga, che fare? L’interrogativo, angoscioso e angosciante, scuote la nostra società alla fine degli anni ’70 e negli anni ’80. Ne fanno testimonianza i mass media dell’epoca: “la droga …dilaga”, “si allarga il mercato”, “sempre più stretti i rapporti tra microcriminalità e tossicodipendenza”, “ogni anno aumentano i morti per droga”.
Un gruppo di frequentanti la parrocchia “Madonna della Provvidenza don Orione”, di ogni estrazione sociale, culturale e politica, si interroga su come dare un primo conforto ai ragazzi e alle famiglie che si trovano alle prese con il drammatico problema, attraverso un consiglio e un aiuto perché “dalla droga si esce”. Questo è il messaggio che, sotto la guida del compianto don Michele Zaccaro, porta alla costituzione di un “Telefono amico” che viene denominato Centro Ascolto Don Orione (C.A.D.O.).
Anche se l’associazione omonima verrà costituita, con atto notarile, il 29 gennaio 1989, il “battesimo”, dopo già un lungo periodo di avvio e funzionamento, è “l’assemblea-dibattito” cittadina del 1° marzo 1987, in questa stessa sede. Alla manifestazione, cui danno un ampio risalto i mass media locali e nazionali, partecipano, tra gli altri, Don Pierino Gelmini, fondatore della Comunità Incontro, con alcuni ragazzi ospiti della struttura, e don Giovanni D’Ercole, allora superiore provinciale del Don Orione.
Ventiquattro volontari si alternano al telefono tutti i giorni della settimana, dal lunedì al venerdì (16-20) e il sabato (9-12), in funzione di ascolto, colloquio spesso proseguito in sede, indicando, poi, all’utente le strutture pubbliche (USL) o private del territorio siciliano, cui rivolgersi per l’inizio di un cammino di uscita, con il linguaggio in uso allora, “dal tunnel della tossicodipendenza”.
Grande attenzione viene posta anche alle attività di prevenzione, con un contatto continuo con le scuole, in particolare del quartiere, attraverso progetti di collaborazione. Ricordo, fra i tanti, qualche mese dopo la costituzione dell’associazione, sempre in questa sede, l’incontro con Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele, per condividere le iniziative poste in essere dal C.A.D.O., un volontariato con requisiti di affidabilità organizzativa e metodologica, senza perdere la propria natura spontaneistica e solidaristica.
Il valore del C.A.D.O. è ancora oggi connesso allo sviluppo di un sistema integrato tra famiglia, scuola, enti locali, mass media, mondo del lavoro, e altre strutture del terzo settore, in un rapporto di reciprocità e collaborazione nel rispetto delle varie competenze e professionalità.
Nel 2015, il CADO, aderisce ad un progetto in rete (SALUS) con altre Associazioni (ADA-diritti degli anziani, ANIO-infezioni Osteoarticolari, APIS-Parkinson, Telefonico Amico, ALMA-lotta al morbo di Alzheimer) e con il supporto della Fondazione con il SUD promuove la salute nel territorio della Città di Palermo in sinergia con le Istituzioni Sanitarie. Il progetto SALUS rivolge particolare attenzione ai cittadini che soffrono di malattie croniche (Morbo di Parkinson, Demenza Senile, Infezioni osteoarticolari, Diabete) e che si trovano in una documentata condizione di disagio socio-economico.
Le associazioni di volontariato, riunite in rete, hanno offerto, nel tempo, servizi di accoglienza, ascolto dei bisogni personali e familiari, di fisioterapia individuale e di gruppo, di sostegno psicologico, fornitura di corredo completo di biancheria personale e/o generi alimentari e di conforto per i soggetti ricoverati in Ospedale (CADO).
Il 6 Novembre 2016, è stata realizzata, dai volontari l’OPEN DAY del C.A.D.O., una giornata informativa sulle prestazioni svolte dalla Rete e soprattutto dal C.A.D.O. nel progetto Salus. Davanti la Parrocchia della Madonna della Divina Provvidenza è stato allestito un gazebo divulgativo sulle attività svolte, nel pomeriggio, organizzato un incontro dibattito con la partecipazione del Parroco don Mimmo Napoli, della sig.ra Vera Torregrossa Magnasco (Presidente C.A.D.O.), dell’avv. Marcello Longo (consigliere VIII circoscrizione), del dott. Michele Calascibetta e dott. Angelo Vecchio (soci fondatori C.A.D.O).
Durante la riunione, è stata sottolineata l’importanza dell’ascolto. Partire dall’ascolto dei disagi, delle difficoltà, dei bisogni, favorisce la realizzazione di una peculiare rete di assistenza, di un personale accompagnamento e di una fattiva solidarietà verso i malati affetti da patologie croniche/ invalidanti e con precarie situazioni socio economiche.
Sono stati ringraziati, infine, tutti i volontari, che con grande abnegazione e sacrifici hanno portato avanti il C.A.D.O. proiettandolo verso nuovi orizzonti di servizio e di vicinanza agli “ultimi”.
Dott. Michele Calascibetta, docente a contratto di “Legislazione scolastica e norme della sicurezza”, Università degli studi di Palermo, Dott. Angelo Vecchio, Neuropsichiatria infantile.

Condividi su:

Entra nella fase operativa il “Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile”, nato da un accordo tra Fondazioni di origine bancaria e Governo, con l’avvio dei primi due bandi dedicati alla prima infanzia (0-6 anni) e all’adolescenza (11-17 anni). Online il primo bando, per info clicca QUI.
Le due iniziative, che mettono a disposizione complessivamente 115 milioni di euro, sono rivolte a organizzazioni del terzo settore e mondo della scuola.
Lo scorso aprile il Governo e le Fondazioni di origine bancaria, rappresentate da Acri, hanno firmato un Protocollo di Intesa per la costituzione del “Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile”, (Art. 1 comma 392 della legge 28 dicembre 2015, n. 208) destinato al sostegno di interventi sperimentali finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori, ne avevamo parlato QUI.
La governance del Fondo è affidata a un Comitato di Indirizzo Strategico, composto da quattro rappresentanti del Governo, quattro delle Fondazioni, quattro del Terzo Settore, due esperti in materie statistiche nominati dall’Isfol e uno dall’EIEF – Istituto Einaudi per l’economia e la finanza e presieduto dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Tommaso Nannicini.
Soggetto attuatore del Fondo è l’impresa sociale “Con i Bambini” – nata il 15 giugno 2016 interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD – che entra ora nella fase di piena operatività attraverso la pubblicazione dei primi due bandi elaborati sulla base delle linee guida tracciate dal Comitato di Indirizzo Strategico.
I primi due bandi sono dedicati alla prima infanzia (0-6 anni) e all’adolescenza (11-17 anni). L’invito è rivolto a livello nazionale alle organizzazioni del terzo settore e al mondo della scuola per presentare proposte di progetti per il contrasto alla povertà educativa minorile.
Il Bando per la prima infanzia ha l’obiettivo di potenziare l’offerta di servizi di cura ed educazione dedicati ai minori tra 0 e 6 anni, con particolare riferimento ai bambini appartenenti a famiglie in difficoltà, promuovendone la qualità, l’accessibilità, la fruibilità, l’innovazione. Un ruolo centrale dovranno avere le famiglie, da coinvolgere attivamente negli interventi sia nella fase di progettazione che in quella di realizzazione delle attività.
Il Bando dedicato all’adolescenza si prefigge di promuovere e stimolare il contrasto dei fenomeni di dispersione e abbandono scolastici, nonché situazioni di svantaggio e di rischio devianza, particolarmente rilevanti tra gli adolescenti che vivono in contesti ad alta densità criminale. Le proposte dovranno prevedere azioni congiunte “dentro e fuori la scuola”, per ri-avvicinare i giovani che hanno abbandonato gli studi o che presentano forti rischi di dispersione; la promozione della “scuola aperta”, ossia un luogo di apprendimento, confronto, socializzazione e crescita, con l’auspicata partecipazione, fin dalla fase di progettazione, degli Istituti scolastici.

QUI download e info per il primo bando.

Condividi su:

Per il terzo anno consecutivo, la Caritas Italiana realizza un rapporto sulle politiche contro la povertà nel nostro Paese. Quest’anno però, a differenza del passato, l’uscita a ottobre è un’anticipazione del rapporto che nella sua versione completa verrà pubblicato nei primi mesi del prossimo anno.
Questa scelta è motivata dalla particolarità della fase che stiamo vivendo. Una stagione densa di opportunità per il presente e di prospettive per il futuro. Proprio per questo stimolante, ma al contempo impegnativa per i soggetti sociali impegnati sul terreno del contrasto alla povertà.
Capire a che punto siamo di questo percorso ci aiuta a gettare le basi per costruire bene oggi il welfare di domani, ma senza una adeguata infrastruttura locale, nessuna misura di contrasto alla povertà potrà risultare efficace in un paese come il nostro, caratterizzato da profondi divari territoriali nello sviluppo dei servizi. È da qui che occorre partire per rendere credibile qualunque riforma sul tema del contrasto della povertà.
Bisogna immaginare la povertà come una questione nazionale di cui tutti sono chiamati ad occuparsi e che richiede di sviluppare il massimo di sinergie e di lavoro comune. La lotta alla povertà non la vincono i singoli, ma la si vince insieme.
Clicca QUI per scaricare il Rapporto sulle politiche contro la povertà in Italia.

Condividi su:

Mercoledì, 19 Ottobre 2016

Seregno - Buon Compleanno Natalino

Sabato scorso, al Don Orione di Seregno c’è stata la festa di compleanno di Natalino. È stato bello festeggiare i suoi 70 anni in tanti tra amici, operatori, volontari e tutta la comunità religiosa! Natalino, come tanti suoi amici, è uno di quei "ragazzi" che Don Orione amava chiamare "i buoni figli"!
Natalino vive in questa Casa da ormai 50 anni e dal primo giorno ha conquistato tutti col suo carattere sempre allegro, disponibile ad aiutare in tutto, anche a prendersi cura dei suoi amici più in difficoltà che chiama "i bambini".
Questa festa desiderata molto e organizzata tutti insieme è stata l'occasione per dirgli quanto è speciale! Ancora auguri Natalino!

 

Condividi su:

“La campagna ‘Un cromosoma in più, mille vite possibili’ rappresenta una felice sintesi della realtà delle persone con sindrome di Down, persone tutte diverse tra loro che esprimono bisogni di scuola, salute, lavoro, casa, affetti. Per dare risposta a questi bisogni però serve un impegno forte delle famiglie, delle istituzioni, della società tutta”. Con queste parole il presidente dell’Associazione Italiana Persone Down Paolo Virgilio Grillo lancia la campagna AIPD “Un cromosoma in più mille vite possibili” pensata in occasione della Giornata nazionale delle persone con sindrome Down che si celebra domani 9 ottobre 2016.

Condividi su:

Venerdì, 07 Ottobre 2016

Genova - Ratatouille

Uno sguardo all'anno passato, alle idee e ai progetti, alle possibilità di oggi... ed ecco che Ratatouille prende vita, partendo dalla condivisione di valori che vanno al di là degli aspetti prettamente educativi che ne hanno suggerito una prima realizzazione, con altro nome, l'anno scorso.
La dignità e il valore umani, la costruzione di una nuova cultura della tolleranza attraverso lo stare insieme, lo sperimentare e il testimoniare quanto la diversità sia in realtà una pura apparenza, la possibilità di costruire insieme un orto, come luogo di condivisione, in cui fare esperienza dell'altro, del sentirsi uniti nel raggiungere insieme un obiettivo: questi gli aspetti centrali del progetto.
Una preziosa opportunità per tutti gli agricoltori coinvolti: per i ragazzi Moreschini (della struttura orionina Fam. Moresco a Bogliasco (GE)) Mario e Claudio, per Oumar, Demba e Kalilu, tre ragazzi africani profughi che hanno accettato con entusiasmo di partecipare a questa avventura; e per tutti i partners esterni che hanno sostenuto questa impresa!
Ogni mercoledì gli agricoltori (più o meno esperti...!!) si recano con gli attrezzi del lavoro, nel terreno soprastante la struttura di Fam. Moresco; armati di buona volontà per tagliare l'erba, zappare, preparare il terreno e piantare gli ortaggi. Grazie alla centralina idrica installata e regalata dal generoso Giacomo, e alla preziosa presenza di Marcello, è stato possibile realizzare un grande orto, destinato ancora a crescere!  I lavori procedono all'interno di un vero e proprio laboratorio linguistico, tra un po' di italiano, “francese ivoriano” e dialetto senegalese, c'è il tempo per un succo di frutta servito dal supervisore Marietto!
Con il passare del tempo ci si accorge che, attraverso le difficoltà linguistiche e il duro lavoro condiviso sul campo, si impara quanto è bello lavorare insieme e condividere un sogno, quanto siamo simili gli uni agli altri, la magia della natura e dei suoi ritmi, svelata dal crescere delle piante, si impara a condividere i frutti del proprio lavoro con gli altri, ad essere pazienti e come una piccola goccia nel mare possa fare la differenza per chi la sa cogliere tra le mille altre.
Ratatouille è un progetto in crescita, un’esperienza che ognuno dei ragazzi e non solo porterà con sé. E adesso si prepara l’orto invernale!

Condividi su:

Con l'inizio dell'Ottobre Missionario vi proponiamo il messaggio del Santo Padre per la Giornata Missionaria Mondiale.

 

Cari fratelli e sorelle, il Giubileo Straordinario della Misericordia, che la Chiesa sta vivendo, offre una luce particolare anche alla Giornata Missionaria Mondiale del 2016: ci invita a guardare alla missione ad gentes come una grande, immensa opera di misericordia sia spirituale che materiale. In effetti, in questa Giornata Missionaria Mondiale, siamo tutti invitati ad “uscire”, come discepoli missionari, ciascuno mettendo a servizio i propri talenti, la propria creatività, la propria saggezza ed esperienza nel portare il messaggio della tenerezza e della compassione di Dio all’intera famiglia umana. In forza del mandato missionario, la Chiesa si prende cura di quanti non conoscono il Vangelo, perché desidera che tutti siano salvi e giungano a fare esperienza dell’amore del Signore. Essa «ha la missione di annunciare la misericordia di Dio, cuore pulsante del Vangelo» (Bolla Misericordiae Vultus, 12) e di proclamarla in ogni angolo della terra, fino a raggiungere ogni donna, uomo, anziano, giovane e bambino. La misericordia procura intima gioia al cuore del Padre quando incontra ogni creatura umana; fin dal principio, Egli si rivolge amorevolmente anche a quelle più fragili, perché la sua grandezza e la sua potenza si rivelano proprio nella capacità di immedesimarsi con i piccoli, gli scartati, gli oppressi (cfr Dt 4,31; Sal 86,15; 103,8; 111,4). Egli è il Dio benigno, attento, fedele; si fa prossimo a chi è nel bisogno per essere vicino a tutti, soprattutto ai poveri; si coinvolge con tenerezza nella realtà umana proprio come farebbero un padre e una madre nella vita dei loro figli (cfr Ger 31,20). Al grembo materno rimanda il termine usato nella Bibbia per dire la misericordia: quindi all’amore di una madre verso i figli, quei figli che lei amerà sempre, in qualsiasi circostanza e qualunque cosa accada, perché sono frutto del suo grembo. È questo un aspetto essenziale anche dell’amore che Dio nutre verso tutti i suoi figli, in modo particolare verso i membri del popolo che ha generato e che vuole allevare ed educare: di fronte alle loro fragilità e infedeltà, il suo intimo si commuove e freme di compassione (cfr Os 11,8). E tuttavia Egli è misericordioso verso tutti, il suo amore è per tutti i popoli e la sua tenerezza si espande su tutte le creature (cfr Sal 145,8-9). La misericordia trova la sua manifestazione più alta e compiuta nel Verbo incarnato. Egli rivela il volto del Padre ricco di misericordia, «parla di essa e la spiega con l’uso di similitudini e di parabole, ma soprattutto egli stesso la incarna e la personifica» (Giovanni Paolo II, Enc. Dives in misericordia, 2). Accogliendo e seguendo Gesù mediante il Vangelo e i Sacramenti, con l’azione dello Spirito Santo noi possiamo diventare misericordiosi come il nostro Padre celeste, imparando ad amare come Lui ci ama e facendo della nostra vita un dono gratuito, una segno della sua bontà (cfr Bolla Misericordiae Vultus, 3). La Chiesa per prima, in mezzo all’umanità, è la comunità che vive della misericordia di Cristo: sempre si sente guardata e scelta da Lui con amore misericordioso, e da questo amore essa trae lo stile del suo mandato, vive di esso e lo fa conoscere alle genti in un dialogo rispettoso con ogni cultura e convinzione religiosa. A testimoniare questo amore di misericordia, come nei primi tempi dell’esperienza ecclesiale, sono tanti uomini e donne di ogni età e condizione. Segno eloquente dell’amore materno di Dio è una considerevole e crescente presenza femminile nel mondo missionario, accanto a quella maschile. Le donne, laiche o consacrate, e oggi anche non poche famiglie, realizzano la loro vocazione missionaria in svariate forme: dall’annuncio diretto del Vangelo al servizio caritativo. Accanto all’opera evangelizzatrice e sacramentale dei missionari, le donne e le famiglie comprendono spesso più adeguatamente i problemi della gente e sanno affrontarli in modo opportuno e talvolta inedito: nel prendersi cura della vita, con una spiccata attenzione alle persone più che alle
strutture e mettendo in gioco ogni risorsa umana e spirituale nel costruire armonia, relazioni, pace, solidarietà, dialogo, collaborazione e fraternità, sia nell’ambito dei rapporti interpersonali sia in quello più ampio della vita sociale e culturale, e in particolare della cura dei poveri. In molti luoghi l’evangelizzazione prende avvio dall’attività educativa, alla quale l’opera missionaria dedica impegno e tempo, come il vignaiolo misericordioso del Vangelo (cfr Lc 13,7-9; Gv 15,1), con la pazienza di attendere i frutti dopo anni di lenta formazione; si generano così persone capaci di evangelizzare e di far giungere il Vangelo dove non ci si attenderebbe di vederlo realizzato. La Chiesa può essere definita “madre” anche per quanti potranno giungere un domani alla fede in Cristo. Auspico pertanto che il popolo santo di Dio eserciti il servizio materno della misericordia, che tanto aiuta ad incontrare e amare il Signore i popoli che ancora non lo conoscono. La fede infatti è dono di Dio e non frutto di proselitismo; cresce però grazie alla fede e alla carità degli evangelizzatori che sono testimoni di Cristo. Nell’andare per le vie del mondo è richiesto ai discepoli di Gesù quell’amore che non misura, ma che piuttosto tende ad avere verso tutti la stessa misura del Signore; annunciamo il dono più bello e più grande che Lui ci ha fatto: la sua vita e il suo amore. Ogni popolo e cultura ha diritto di ricevere il messaggio di salvezza che è dono di Dio per tutti. Ciò è tanto più necessario se consideriamo quante ingiustizie, guerre, crisi umanitarie oggi attendono una soluzione. I missionari sanno per esperienza che il Vangelo del perdono e della misericordia può portare gioia e riconciliazione, giustizia e pace. Il mandato del Vangelo: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Mt 28,19-20) non si è esaurito, anzi ci impegna tutti, nei presenti scenari e nelle attuali sfide, a sentirci chiamati a una rinnovata “uscita” missionaria, come indicavo anche nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium: «Ogni cristiano e ogni comunità discernerà quale sia il cammino che il Signore chiede, però tutti siamo invitati ad accettare questa chiamata: uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo» (20). Proprio in questo Anno Giubilare ricorre il 90° anniversario della Giornata Missionaria Mondiale, promossa dalla Pontificia Opera della Propagazione della Fede e approvata da Papa Pio XI nel 1926. Ritengo pertanto opportuno richiamare le sapienti indicazioni dei miei Predecessori, i quali disposero che a questa Opera andassero destinate tutte le offerte che ogni diocesi, parrocchia, comunità religiosa, associazione e movimento ecclesiale, di ogni parte del mondo, potessero raccogliere per soccorrere le comunità cristiane bisognose di aiuti e per dare forza all’annuncio del Vangelo fino agli estremi confini della terra. Ancora oggi non ci sottraiamo a questo gesto di comunione ecclesiale missionaria. Non chiudiamo il cuore nelle nostre preoccupazioni particolari, ma allarghiamolo agli orizzonti di tutta l’umanità. Maria Santissima, icona sublime dell’umanità redenta, modello missionario per la Chiesa, insegni a tutti, uomini, donne e famiglie, a generare e custodire ovunque la presenza viva e misteriosa del Signore Risorto, il quale rinnova e riempie di gioiosa misericordia le relazioni tra le persone, le culture e i popoli.

Clicca QUI per scaricare il messaggio integrale di Papa Francesco

Condividi su:

Pagina 7 di 15

Cerca nel sito DOI

VII Convegno Apostolico

convegno apostolico 6

#seguilastella

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3